I BRICS colpiscono di nuovo

I BRICS colpiscono di nuovo

DI PEPE ESCOBAR

rt.com

La dichiarazione di Xiamen, rilasciata a tutto campo dal vertice annuale dei BRICS appena conclusosi, mostra che Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, benché debbano fare i conti con sfide politiche interne, stanno comunque rafforzando il loro gioco di gruppo: è in arrivo un grande momento.
E non saranno intimiditi e nemmeno fuorviati da quell'ordine unipolare che si sta sgretolando. A Xiamen si è ben compreso che i BRICS sono tutti impegnati per "riequilibrare gli squilibri di sviluppo tra Nord e Sud", così il Presidente cinese Xi Jinping ha messo enfasi sulla necessità di un ordine internazionale più giusto, facendo eco alle parole del Presidente Putin per un "mondo multipolare e giusto " e "contro il protezionismo e le nuove barriere al commercio mondiale ". Xi, ospite in una Xiamen, dove era stato sindaco, travalicando il suo ruolo istituzionale, ha ribadito "noi cinque paesi [dovremmo] giocare un ruolo più attivo nella governance globale". Una delle piattaforme chiave da cui partirà una operazione geopolitica e geoeconomica concertata comincerà dalla nuova e imminente unione doganale dei BRICS. Si tratta di una unione che metterà in relazione tra di loro, imprenditoria, commercio e finanza. E questo aprirà la strada non solo a nuovi investimenti e a nuovi affari, ma anche ad un ruolo più marcato per i fondi di sviluppo e per la New Development Bank (NDB) dei BRICS, che stimoleranno la partecipazione a tanti "dialoghi sud-sud", come quelli proposti a Xiamen con Messico, Egitto, Thailandia, Guinea e Tajikistan.
Russian President Vladimir Putin. © Aleksey Nikolskyi

I dialoghi, che inevitabilmente si evolveranno in affari e investimenti, sono al centro del 'BRICS Plus', un concetto globale, proposto lo scorso marzo dal Ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, per promuovere l'espansione delle partnership e della cooperazione Sud-Sud.

Ciò significherà, in un prossimo futuro, una interpolazione ancora più complessa tra BRICS Plus e le New Silk Roads, che già convergono come la Belt and Road Initiative (BRI), la Eurasia Economic Union (EAEU) e la Shanghai Cooperation Organization (SCO).

Tutti questi vettori politico-economici stanno avanzando in sincronia. La SCO può focalizzarsi essenzialmente sul security, per contrastare il jihadismo o addirittura per risolvere controversie di confine, ma anche per sviluppare il fronte della cooperazione economica. India e Pakistan sono entrati nella SCO questo anno. Iran, Afghanistan e Turchia sono paesi osservatori e presto ne diverranno membri a pieno titolo. L'Egitto e la Siria del dopoguerra vogliono entrare. La portata geopolitica della SCO sta rapidamente arrivando a livello pan-eurasiatico.

E tutto questo si riflette, per esempio, nella dichiarazione di Xiamen, che propone una pace e un processo di riconciliazione nazionale "guidata dagli afghani e in mano agli afghani", incluso il "format delle consultazioni con Mosca" e il "processo "Istanbul-Cuore dell'Asia".

Ciò significa, in sostanza, che i BRICS non appoggeranno una richiesta di aumento delle truppe del Pentagono, ma un processo di pace afghano del tutto-asiatico (e non occidentale), messo in atto dalla SCO, di cui l'Afghanistan è osservatore e futuro membro a pieno diritto.

E questo percorso mostra ancora una volta graficamente come il nucleo dei BRICS è, e continuerà , ad essere quello che io chiamo RC: la partnership strategica Russia-Cina.

Triple Win!

E' stata la RC, non per caso, che ha suggerito l'unica soluzione possibile per la situazione della penisola coreana, cioè un “double freezing”, presentata dai Ministeri degli Esteri russo e cinese all'inizio di luglio. Pyongyang deve cessare tutti i lanci di missili e le prove nucleari, mentre Washington-Seoul devono cessare le loro mostruose esercitazioni militari.

Inutile dire che la "guerra dei partiti" a Washington, così come i generali di Trump, hanno messo il veto all'idea.



Ma proprio così come i BRICS si sono pronunciati a Xiamen, tutto è cominciato al Eastern Economic Forum di Vladivostok e, ancora una volta, tutto ha fatto perno sull' economia, concentrandosi su Russia, Cina, Giappone, Vietnam e, in modo cruciale, su entrambe le Coree. C'entra sempre la RC, per i negoziati di pace, con la sua capacità diplomatica con Pyongyang e con Seoul durante il forum internazionale. La RC - con la Russia in prima linea - ha risolto la tragedia siriana, ma ha anche un piano di azione sia per l'Afghanistan che per la Corea del Nord, gli unipolari invece hanno solo sanzioni e bombe.



Io ho accennato da qualche altra parte certi aspetti dei BRICS, come la tragedia politico-economica interna del Brasile di oggi, così come l' India e il Giappone che spingono per bloccare le convergenze dei BRICS / BRI / SCO per mezzo di un Asia-Africa Growth Corridor (AAGC)..

Ma la santa tra i santi - e non mi stancherò mai di ripeterlo - è quella che io chiamo la Triple Win- la triade del futuro: petrolio-yuan-oro. Questo è uno dei primi risultati della strategia che i BRICS hanno discusso, a porte chiuse, al loro meglio nel decennio precedente - quando Lula era ancora Presidente del Brasile: come bypassare il dollaro USA.

Il Presidente Putin ha parlato di "un eccesso di predominio da parte di un numero limitato di valute di riserva" - tradotto: la unipolarità del dollaro USA. Pechino ora sta entrando nel gioco con un contratto-futures per il petrolio greggio quotato in yuan e convertibile in oro sia negli scambi a Shanghai che a Hong Kong.

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Questo potrebbe anche diventare il funerale per le demenziali sanzioni USA. È un imperativo categorico per l'integrazione dell' Eurasia poter by-passare qualsiasi manifestazione di questa malattia, negoziando l'energia in yuan o nella valuta locale del paese contrattante.

In parallelo con qualcosa che la RC, con la Banca Centrale di Russia e la Banca Popolare Cinese, hanno sviluppato in questi anni -swaps rublo-yuan - che si estenderanno ad altri membri di BRICS / BRI / SCO. Il concetto di poter negoziare nella propria valuta raggiungerà, naturalmente, anche tutti gli aspiranti membri del "BRICS Plus".

L'ultima dottrina-Brzezinski, quella della "Grande Scacchiera"– che ha impedito, in tutti i modi, l'emergere di un concorrente allo stesso livello, già da tempo, è stata dichiarata morta. Quello che vediamo invece è che stanno emergendo, non un solo concorrente con pari dignità, ma una intera alleanza di concorrenti alla pari (RC) e con una valenza geo-economica che abbraccia il Sud nella sua Globalità

Basta e avanza, per qualsiasi cervello unipolare, per scegliere il nucleare.
Pepe Escobar è analista geopolitico indipendente. Scrive per RT, Sputnik e TomDispatch e di frequente per siti web e programmi televisivi in onda dagli Stati Uniti all'Asia orientale. È stato corrispondente estero di Asia Times Online. Nato in Brasile, è stato corrispondente estero dal 1985. Ha vissuto a Londra, Parigi, Milano, Los Angeles, Washington, Bangkok e Hong Kong. Ancor prima dell'11 settembre si era occupato particolarmente di Medio Oriente e di Asia centrale e orientale, con l'accento sulla geopolitica del Big Power e sulle guerre per l'energia. È autore di "Globalistan" (2007), "Red Zone Blues" (2007), "Obama does Globalistan" (2009) e "Empire of Chaos" (2014), tutti pubblicati da Nimble Books. Il suo ultimo libro è "2030", sempre Nimble Books, di Dicembre 2015.

Fonte : https://www.rt.com

Link : https://www.rt.com/op-edge/402218-brics-strike-back-russia-china/
6.09.2017
Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario

Commenti (13)

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Mostra commenti 13 caricati
    1. Tipheus 11 settembre 2017

      Il bene e il male non stanno mai tutti da una parte.
      Se il Brics sposa il liberoscambismo, senza se e senza ma, non so se dobbiamo essere contenti.
      Una "nuova" globalizzazione non è migliore di quella a stelle e strisce. E' solo un'altra.
      L'unica cosa buona è che, essendo più di una, i più deboli acquistano spazio e il mondo potrebbe anche diventare un po' meno ingiusto.
      Ma vi giuro che se si rafforzano troppo, ricomincio a simpatizzare per gli americani.
      Istintivamente sto col più debole. Quando il debole diventa forte non mi attrae più, mi spaventa.
      Non sono ancora un pericolo, ma...

    1. Truman 10 settembre 2017

      L'ultima frase "per scegliere il nucleare" credo sia un termine slang di Pepe ("go nuclear") che si potrebbe rendere con qualcosa del tipo "prendere decisioni drastiche" o "passare alle maniere pesanti".

    1. Ronte 10 settembre 2017

      Invertiamo di posizione la C e la S (BRISC). Poi aggiungiamo la OLA tipo stadio (BRISCOLA). Continuiamo il gioco appiccicando PA a SCO (SCOPA)= Briscola e Scopa.
      Cari tutti, sempre di IMPERIALISMO si tratta, e gli SCOPATI sono e saranno gli stessi, I POPOLI!

    2. Luigi za 10 settembre 2017

      @comedonchisciotte-efb3d8be0319721ef751da0b05d9f6a5:disqus
      sei troppo avani per l'osservatore medio. :-)

    3. Grandepuffo 10 settembre 2017

      Ma almeno si mischiano le carte, così il banco non USA sempre le sue...

    4. kleber 10 settembre 2017

      hai vinto !

    5. Ronte 11 settembre 2017

      Il mazzo però è truccato, e soltanto i popoli biscazzieri possono cambiare vincitori e perdenti...

    1. vocenellanotte 9 settembre 2017

      Tutte queste elucubrazioni hanno senso nel momento in cui la Cina la finirà col protezionismo. Fa ridere sentire Xi Jinping che sbraita contro il protezionismo, mentre lui stesso è il campione mondiale del protezionismo.

    2. Luigi za 10 settembre 2017

      @Vocenella notte
      La Cina é portatrice (mal)sano di pragmatismo amorale (Forchielli trademark)

    1. DesEsseintes 9 settembre 2017

      Vedi che si comincia a capire che il potere di tipo "centrale" unipolare deve essere sostituito da un nuovo modello di potere sempre piu' condiviso ossia multipolare.

      La tendenza c'e' ma se e come ci si arriverà e che tipo di resistenza si dovrà superare è una questione aperta

    2. mingo 9 settembre 2017

      Giusto e ben detto! in parole povere gli USA venderanno cara la pelle pur di non perdere potere.
      Speriamo che non finisca male.

    1. Sandrokan 9 settembre 2017

      Le soluzioni logiche, valide ed umane, non sono purtroppo compatibili con l'oscurità dell'era che stiamo vivendo.

    1. mystes 9 settembre 2017

      Peccato che il BRICS non ha afrontato il grave problema interno al gruppo rappresentato dal Brasile, dalla presenza cioè di un Presidente come Temer corrotto fino alle midolla, indegno di rappresentare un popolo buono e pacifico come il brasiliano.

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