I B-2 contro la difesa aerea iraniana: un vero Game Changer o un costoso esercizio di PR?

I B-2 hanno davvero cambiato le carte in tavola in Iran e portato la pace con la forza, o è stata solo una trovata di pubbliche relazioni magistralmente orchestrata?

I B-2 contro la difesa aerea iraniana: un vero Game Changer o un costoso esercizio di PR?

Mike Mihajlovic
bmanalysis.substack.com

Il bombardiere B-2 è un velivolo ben noto ma ancora enigmatico, che continua a catturare l'immaginazione del mondo dell'aviazione, in particolare tra coloro che lo considerano come un elemento in grado di proiettare la potenza militare degli Stati Uniti, o semplicemente la forza attraverso la presenza, in qualsiasi parte del mondo.

Diversi libri eccellenti trattano in dettaglio lo sviluppo del B-2; pertanto, questo articolo non ripercorrerà la storia, i titoli principali saranno invece elencati nei riferimenti. Lo scopo di questo articolo è valutare il B-2 Spirit nel contesto dei moderni sistemi di difesa aerea. Questo iconico velivolo è davvero in grado di cambiare le carte in tavola? Può dominare i cieli e rimanere invincibile, o forse è solo uno dei tanti capolavori nati dal matrimonio tra il Pentagono, il complesso militare-industriale, Hollywood e i media mainstream?

Il contesto

Il B-2 Spirit era stato concepito all'apice della Guerra Fredda, un periodo definito dalla corsa agli armamenti nucleari e dalla dottrina della distruzione reciproca assicurata. Gli Stati Uniti avevano bisogno di un bombardiere strategico che potesse penetrare in profondità nello spazio aereo sovietico, consegnare armi nucleari ed eludere il rilevamento da parte di sistemi radar sempre più avanzati. I bombardieri esistenti, come il B-52, erano grandi, veloci e capaci, ma erano anche vulnerabili ai sofisticati sistemi missilistici terra-aria e agli aerei intercettori.

Il B-2 era stato progettato per garantire una credibile capacità di secondo attacco, ossia la capacità di ritorsione dopo un attacco nucleare, la pietra angolare della deterrenza. Doveva raggiungere obiettivi altamente difesi in Unione Sovietica senza dover ricorrere alla scorta di caccia o al disturbo elettronico di altri aerei.

Il cuore della rivoluzionaria tecnologia stealth del B-2 Spirit si basa sul lavoro di un fisico sovietico, il professor Petr Ufimtsev. Pur non avendo progettato il velivolo, le sue teorie matematiche sulla riflessione delle onde elettromagnetiche avevano fornito le basi essenziali per la realizzazione degli aerei stealth. Negli anni '60, Ufimtsev aveva pubblicato un documento intitolato "Il metodo delle onde marginali nella teoria fisica della diffrazione", che descriveva in dettaglio come le onde radar interagiscono con varie superfici e bordi.

Il suo lavoro era stato largamente trascurato in Unione Sovietica, ma tradotto e declassificato dall'Aeronautica statunitense, era diventato una pietra miliare per la ricerca stealth americana. Ufimtsev aveva essenzialmente dimostrato che la sezione d'urto [o sezione trasversale] radar (RCS) poteva essere prevista matematicamente e quindi manipolata o minimizzata.

Gli ingegneri americani, in particolare quelli allo Skunk Works della Lockheed e successivamente alla Northrop Grumman, avevano utilizzato i modelli matematici di Ufimtsev per progettare velivoli con forme che deflettevano le onde radar lontano dall'emettitore, anziché verso di esso. Questo aveva portato alla creazione dell'F-117 Nighthawk, il primo aereo stealth operativo al mondo e, successivamente, del B-2 Spirit, più raffinato dal punto di vista aerodinamico.

La forma dell'ala volante del B-2, liscia e senza spigoli, deve molto alle intuizioni derivate dai calcoli di Ufimtsev. La curvatura della superficie, gli angoli dei bordi e i rivestimenti dei materiali sono stati ottimizzati utilizzando le applicazioni computazionali della sua teoria della diffrazione. Senza il quadro teorico di Ufimtsev, non sarebbe stato possibile realizzare l'avanzata struttura stealth del B-2.

La famosa furtività

Il B-2 Spirit è davvero furtivo e "invisibile" ai radar?

La risposta non è semplice. Il B-2 Spirit presenta caratteristiche di osservabilità notevolmente ridotte, in particolare per la sua capacità di eludere il rilevamento e l'inseguimento da parte dei moderni radar di difesa aerea. Tuttavia, non è veramente "invisibile".

La chiave sta nel modo in cui il velivolo interagisce con i sistemi radar: il B-2 non appare sui radar come un velivolo tipico. Appare invece come un segnale anomalo, spesso interpretato dagli operatori radar come un rumore di fondo o un'interferenza, e quindi filtrato dai sistemi di elaborazione radar automatizzati.

La forma, la struttura e il rivestimento del B-2 erano stati ottimizzati per ridurre al minimo la sua sezione d'urto radar (RCS), soprattutto per quanto riguarda i radar di controllo del fuoco utilizzati dall'Unione Sovietica. Questi radar operano tipicamente nella gamma delle onde centimetriche (banda X e Ku), ideale per guidare i missili verso i bersagli. Contro di essi, il B-2 si comporta in modo eccezionale.

Tuttavia, era stata prestata meno attenzione ai vecchi radar di sorveglianza e di preallarme, in particolare a quelli che operano in lunghezze d'onda metriche (bande VHF e UHF). Questi sistemi a lunghezza d'onda maggiore, sebbene considerati obsoleti da molti standard occidentali, hanno caratteristiche tali da poter rilevare i velivoli stealth, anche se con una bassa risoluzione. In particolare, le grandi dimensioni del B-2 possono provocare effetti di diffusione risonante in queste bande, rendendo possibile il rilevamento nelle giuste condizioni.

L'Unione Sovietica, e in seguito la Russia e altre nazioni, avevano condotto ricerche approfondite sulla visibilità radar del B-2. Questo includeva simulazioni, test su modelli in scala e misurazioni della sezione trasversale radar (RCS) su un'ampia gamma di bande di frequenza. Sebbene la maggior parte dei risultati rimanga riservata, alcuni di essi sono apparsi nella letteratura tecnica e nelle pubblicazioni accademiche, dando un'idea della rilevabilità del B-2.

In definitiva, la furtività del B-2 è una capacità dinamica, altamente efficace contro certi sistemi, ma potenzialmente inutile contro altri, soprattutto se questi sistemi sono progettati o adattati per sconfiggere le piattaforme stealth.

Il gioco del gatto e del topo tra misure e contromisure radar continua. La tecnologia stealth si evolve, così come le tecniche di rilevamento. In questo panorama in continua evoluzione, nessun velivolo è veramente invisibile, solo più difficile da trovare.

Sbloccare il codice Stealth

Per analizzare le caratteristiche di diffusione radar, in particolare la sezione d'urto radar (RCS), è necessario creare un modello geometrico semplificato:

[caption id="attachment_229364" align="aligncenter" width="887"] Modello in scala del CNII VKKO B-2 per i test RCS.[/caption]

Nel testo di I. Sukharevsky [1], nel processo di modellazione, le superfici lisce del velivolo sono state approssimate utilizzando 26 sezioni ellissoidali triassiali, mentre 24 elementi di diffusione a bordo rettilineo sono stati utilizzati per rappresentare le discontinuità della superficie e le caratteristiche angolari. Queste forme semplificate hanno permesso di simulare efficacemente la diffusione radar dell'aereo in varie bande di frequenza. È essenziale notare che, per un'analisi militare seria, questi modelli per scopi analitici saranno significativamente più complessi.

Per le simulazioni realistiche, come Ansys HFCC, Electrodynamics, Altair FEKO, MATLAB & Simulink, solo per citarne alcune, la superficie del modello deve incorporare un rivestimento che minimizzi la riflessione radar (RAC) del tipo Sommerfeld, che imita alcune proprietà degli effettivi materiali assorbenti per radar (RAM) utilizzati sugli aerei stealth.

Gli sforzi maggiori per ridurre la RCS si concentrano sulle caratteristiche anteriori del velivolo. Tuttavia, è possibile ottenere maggiori rendimenti per altri aspetti, o almeno per alcuni angoli. Questi compromessi promettono alcuni vantaggi nei confronti di reti radar bistatiche ben progettate. In secondo luogo, anche se il modellamento è il primo principio per la riduzione della RCS e deve essere considerato con attenzione nella progettazione dei velivoli stealth, le lunghezze d'onda sono meno influenzate dalla forma della cellula e dai suoi dettagli.

[caption id="attachment_229367" align="aligncenter" width="939"] Diagrammi circolari della RCS istantanea data dall'osservazione radar del modello di aereo B-2 a una frequenza portante di 3 GHz (lunghezza d'onda di 10 cm).[/caption]

[caption id="attachment_229368" align="aligncenter" width="800"] Diagrammi circolari della RCS istantanea data dall'osservazione radar del modello di aereo B-2 a una frequenza portante di 10 GHz (lunghezza d'onda di 3 cm)[/caption]

[caption id="attachment_229369" align="aligncenter" width="909"] L'istituto di ricerca radar CNII VKKO, dove le forze armate russe effettuano i test, comprese le analisi dettagliate dei modelli in scala.[/caption]

Il B-2 in combattimento

Il primo combattimento del B-2 - L'aggressione alla Jugoslavia

Dalle Forze aeree e spaziali [2] :

..." Esattamente 51 piloti hanno pilotato il B-2 in combattimento. La maggior parte di loro ha effettuato una sola missione, alcuni ne hanno effettuate due e un pilota ne ha effettuate tre. Il tasso di capacità di missione del B-2 durante l'Operazione Allied Force, senza contare la manutenzione a bassa osservabilità, è stato in media di circa il 75 percento. Se si include tale manutenzione, la percentuale è di circa il 60 percento. Tuttavia, non una sola missione B-2 è iniziata in ritardo e solo un aereo ha dovuto interrompere la missione per un problema meccanico in volo. Ogni B-2 poteva - e in alcuni casi lo ha fatto - attaccare 16 obiettivi in 16 luoghi diversi per missione. I piloti avevano riferito che, apparentemente, non erano mai stati rilevati...".

Leggere questo articolo è come leggere puro materiale di marketing scritto da un venditore che cerca di vendere attrezzature usate a un cliente che va matto per gli hamburger. La bugia più grande è che il B-2 non era mai stato rilevato.

Inoltre, la parte serba conosceva le caratteristiche di dispersione radar del B-2 (l'autore ci aveva lavorato).

Le azioni dei B-2 contro la Repubblica Federale di Jugoslavia saranno trattate in un articolo a parte.

Contro i Talebani

Nei primi anni 2000, alcune delle missioni più semplici per gli equipaggi dei bombardieri americani B-2 Spirit erano state condotte sopra l'Afghanistan, per colpire le postazioni talebane. Queste operazioni, sebbene logisticamente complesse, presentavano un rischio di combattimento minimo. I Talebani non disponevano di sistemi radar, missili terra-aria o intercettori, il che rendeva praticamente impossibile per loro individuare - per non parlare di contrastare - i bombardieri stealth che volavano ad alta quota.

Per gli equipaggi dei B-2, le missioni erano considerate di routine in termini tattici, e la sfida maggiore era rappresentata dalla durata dei voli. I bombardieri spesso volavano senza scalo dagli Stati Uniti continentali, con la necessità di numerosi rifornimenti aerei e con missioni di andata e ritorno di oltre 40 ore. Nonostante la fatica fisica e mentale di voli così lunghi, l'assenza di difese aeree nemiche aveva reso queste missioni tra le più sicure e prevedibili nella storia dei B-2.

L'addestramento per l'Iran: bombardare gli Houthi nello Yemen

In una dimostrazione di potenza aerea strategica e in un chiaro messaggio all'Iran, il 17 ottobre 2024 gli Stati Uniti avevano utilizzato i B-2 [sembra 5, N.D.T.] per effettuare un attacco di precisione contro le infrastrutture militari Houthi nello Yemen. Rispetto ai raid in Afghanistan, la milizia Houthi dispone di una tecnologia in grado di mettere in pericolo un B-2, nel caso venisse agganciato. Per questo motivo, l'intera rotta di volo era stata sorvegliata da aerei EW e SEAD prima dell'arrivo dei B-2.

I B-2, che erano partiti dalla Whiteman Air Force Base nel Missouri, avevano effettuato un rifornimento aereo durante il tragitto e avevano colpito [tra le altre] una struttura di comando e controllo vicino a Sa'dah, ritenuta essenziale per coordinare gli attacchi Houthi alle rotte di navigazione e al territorio saudita. L'obiettivo era stato scelto per il suo valore strategico e per la difficoltà di raggiungerlo con aerei convenzionali a causa della fitta copertura della difesa aerea e del terreno accidentato.

Gli analisti della Difesa avevano osservato che l'uso di bombardieri stealth, in grado di sgancire munizioni di precisione anti bunker rimanendo praticamente inosservabili, aveva inviato un chiaro messaggio sulla determinazione degli Stati Uniti, senza provocare un'escalation in un conflitto di terra più ampio.

I funzionari del Pentagono avevano sottolineato che la missione era stata chirurgica e proporzionale, volta a ridurre la capacità operativa degli Houthi piuttosto che ad ampliare la portata del conflitto. Non erano state segnalate vittime civili e le valutazioni successive all'attacco avevano indicato un alto livello di precisione e il successo della missione (se si deve credere ai rapporti degli Stati Uniti).

"Operazione Shaping" - L'attacco di Israele alla difesa aerea iraniana

All'inizio del recente conflitto tra Israele e Iran, Israele ha avviato una campagna aerea altamente coordinata e a più livelli, volta a degradare e neutralizzare sistematicamente la rete di difesa aerea iraniana già dai primi giorni. L'operazione ha integrato guerra informatica, guerra elettronica, attacchi di precisione a lungo raggio e, soprattutto, l'uso di una quinta colonna. Questo elemento interno ha effettuato assalti mirati alle posizioni chiave iraniane utilizzando droni azionati a distanza e missili guidati anticarro Spike, interrompendo le difese dall'interno. Questi agenti e mezzi nascosti hanno colpito nodi radar, centri di comunicazione e unità SAM mobili, creando caos e confusione a livello locale. In seguito a questi attacchi preliminari, i mezzi stealth di Israele, in particolare gli aerei F-35I "Adir", sono penetrati nello spazio aereo iraniano in un'offensiva strettamente sincronizzata, progettata per accecare la copertura radar, sopprimere le batterie missilistiche e paralizzare il nucleo dell'architettura di comando e controllo dell'Iran.

L'uso di elementi nascosti all'interno della società iraniana faceva parte di un'operazione attentamente orchestrata. In diversi casi, i siti di assemblaggio e lancio dei droni si trovavano in prossimità delle strutture del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche (IRGC), a volte persino negli stessi quartieri. Questo livello di accesso e di libertà operativa evidenzia la misura in cui il Mossad e l'intelligence israeliana sono riusciti a penetrare nella società iraniana e nel suo apparato di sicurezza. La capacità di allestire, armare e distribuire a distanza droni e munizioni guidate dall'interno dei confini iraniani suggerisce non solo un'intelligence dettagliata, ma anche un'infiltrazione profonda e una pianificazione a lungo termine.

L'operazione è iniziata con attacchi informatici che hanno preso di mira i nodi chiave dei sistemi di comunicazione e radar della difesa aerea iraniana. Queste intrusioni informatiche - probabilmente sviluppate nel corso di anni - sono state utilizzate per introdurre codice maligno nelle installazioni radar e nei centri di comando collegati in rete, causando confusione, corruzione dei dati o l'arresto completo dei sistemi. Sono seguite operazioni di guerra elettronica, in cui gli aerei israeliani, in particolare piattaforme specializzate come i Gulfstream G550 Nachshon Shavit e Eitam, hanno disturbato le frequenze radar e interrotto le comunicazioni. Questi velivoli operavano a distanza di sicurezza e coordinavano il disturbo in modo che coincidesse con gli attacchi cinetici.

Contemporaneamente, Israele ha schierato i suoi caccia stealth F-35I "Adir" in modo che penetrassero nello spazio aereo iraniano senza essere individuati. Operando a fianco di aerei d'attacco F-16 e F-15, la missione si è concentrata sull'eliminazione di obiettivi strategici di difesa aerea, tra cui i sistemi missilistici terra-aria SA-17, SA-15 e Khordad-3, nonché le installazioni radar di preallarme, soprattutto nella parte occidentale del Paese. Gli F-35I, sfruttando le loro capacità stealth, sono stati in grado di volare più in profondità nel territorio iraniano, utilizzando il mascheramento del terreno e profili di volo a bassa osservabilità per evitare il rilevamento da parte dei restanti elementi della difesa aerea integrata iraniana. Questi velivoli hanno lanciato munizioni a guida di precisione con un'elevata accuratezza, riducendo in modo significativo la capacità dell'Iran di tracciare, colpire e ingaggiare le minacce in arrivo.

L'aviazione israeliana ha anche utilizzato munizioni a lungo raggio, come i missili da crociera Delilah, i missili aria-terra Rampage e le munizioni vaganti Harop, per distruggere siti SAM, relè di potenza e installazioni radar. Alcune di queste munizioni sono state lanciate da oltre i confini iraniani, in particolare da velivoli che operavano nello spazio aereo iracheno e siriano o nello spazio aereo internazionale sul Golfo Persico, minimizzando il rischio per i mezzi israeliani e mantenendo al contempo la pressione offensiva.

Una componente particolarmente efficace della campagna è stata l'eliminazione mirata delle unità SAM mobili iraniane. Queste unità, compresi i sistemi Raad e Bavar-373 di produzione nazionale, sono state soppresse attraverso una combinazione di segnali di intelligence per localizzare le loro posizioni e di attacchi tempestivi. Israele sembra aver utilizzato anche esche e droni per stimolare l’emissione dei sistemi radar iraniani, che hanno così rivelato la loro posizione per gli attacchi successivi.

Sembra che nelle prime 72 ore, Israele abbia neutralizzato parte della copertura della difesa aerea a lungo raggio dell'Iran, degradato la visibilità dei radar regionali e creato il caos all'interno del sistema integrato di difesa aerea iraniano. Combinando attacchi cibernetici, elettronici e cinetici in una campagna sincronizzata, Israele ha stabilito una superiorità aerea localizzata, che ha permesso operazioni successive senza una resistenza significativa da parte delle forze di difesa aerea iraniane.

Dopo diversi giorni di attacchi sostenuti, le forze armate iraniane sono diventate sempre più caute e hanno iniziato a sospettare la reale portata dell'attività della quinta colonna all'interno del proprio territorio. In risposta, i comandanti iraniani hanno spento diversi sistemi radar, probabilmente come misura protettiva per preservare i rimanenti mezzi di difesa aerea in caso di ulteriore escalation del conflitto. Limitando le emissioni radar, l'Iran potrebbe aver cercato di prevenire ulteriori individuazioni e bersagli da parte delle forze israeliane, riconoscendo che i radar attivi venivano rapidamente localizzati e distrutti, spesso con l'assistenza di fonti interne. Questo cambiamento nelle tattiche ha segnato una transizione da una postura di difesa completamente attiva a una di silenzio e sopravvivenza dei radar, dando priorità alla resistenza a lungo termine rispetto alla copertura immediata.

Midnight Hammer

Dispiegare il B-2 Spirit, il bombardiere stealth americano, non è semplice come far partire un normale jet, è piuttosto un "incubo logistico" che coinvolge diverse decine di aerei, centinaia di persone e una pianificazione che si estende su più continenti.

Il raggio d'azione del B-2 è impressionante, oltre 11.000 chilometri, ma per raggiungere obiettivi in tutto il mondo e tornare indietro in sicurezza si affida in larga misura al rifornimento aereo. Ciò significa che i KC-135 Stratotanker o i KC-46 Pegasus devono incontrarsi con il B-2 a metà volo, spesso più volte, nello spazio aereo internazionale. Queste stesse aerocisterne hanno a loro volta bisogno di supporto, corridoi di volo liberi, accordi di base e piani di emergenza.

C'è poi la questione della scorta dei caccia. Sebbene il B-2 sia furtivo e possa spesso operare autonomamente, nelle zone a più alta minaccia può essere accompagnato da F-22 Raptor o F-35, che aiutano a sopprimere le difese aeree nemiche, a proteggere le aviocisterne e a rendere sicuro lo spazio aereo. Il coordinamento di queste scorte aggiunge complessità: i caccia richiedono un proprio rifornimento, comunicazioni e briefing sulle minacce, e il tutto deve essere sincronizzato con il piano di volo del bombardiere.

Inoltre, ogni missione del B-2 si basa su comunicazioni sicure, accuratezza del GPS e dei dati meteorologici, rendendo essenziale il supporto satellitare e dati di intelligence in tempo reale. Anche piccoli intoppi, come un'aviocisterna leggermente in ritardo, possono mettere a rischio un'intera missione.

In breve, un singolo attacco B-2 può coinvolgere decine di aerei, migliaia di litri di carburante e giorni di preparazioni sincronizzate. Il bombardiere può anche essere furtivo, ma l'operazione che lo circonda è massiccia e visibile, e ci ricorda che il potere aereo moderno è una questione di logistica tanto quanto di potenza di fuoco.

Durante l'Operazione Midnight Hammer, il 22 giugno 2025, i bombardieri B-2 sarebbero partiti dalla Whiteman Air Force Base nel Missouri, percorrendo una rotta transatlantica sull'Oceano Atlantico e sul Mar Mediterraneo, per poi entrare nello spazio aereo iraniano da ovest o da sud-ovest.

Questa rotta ha attraversato lo spazio aereo monitorato dai sistemi radar russi, tra cui due tipi avanzati teoricamente in grado di rilevare gli aerei stealth in condizioni specifiche.

Questi sistemi, che si basano sulla riflessione ionosferica per monitorare bersagli a grandi distanze, sono situati a Kovylkino (Mordovia) e a Zeya (regione dell'Amur).

Questi radar possono rilevare bersagli grandi e poco osservabili, come il B-2, quando operano a frequenze specifiche e in condizioni atmosferiche favorevoli.

Progettati principalmente per il rilevamento di missili balistici, alcuni sistemi di Voronezh hanno una copertura che si si estende al Medio Oriente, come Armavir (Voronezh-DM) - costruito specificamente per monitorare lo spazio aereo mediorientale e i lanci di missili, il che significa che è probabile possa aver rivelato l'attività dei bombardieri statunitensi sopra l'Iran; Orsk (Voronezh-M) - sebbene ottimizzato per gli approcci settentrionali, avrebbe potuto fornire una copertura marginale se i B-2 fossero penetrati nello spazio aereo iraniano settentrionale.

È molto probabile che la difesa aerea iraniana sia stata indirettamente supportata dai dati di tracciamento russi, data la natura integrata dei sistemi di sorveglianza regionali e il contesto geopolitico.

Prima che un B-2 appaia sui radar, se mai lo fa, gli osservatori esperti possono spesso percepire che qualcosa sta arrivando. Schemi insoliti nei voli degli aerei cisterna, il riposizionamento improvviso dei velivoli AWACS, contromisure elettroniche o un picco nel traffico radio criptato sono tutti segnali delle prime fasi di un'operazione importante. Questi "segnali" logistici non passano inosservati ai servizi segreti stranieri o agli osservatori militari.

Nelle ore o addirittura nei giorni precedenti un attacco, l'aumento dell'attività dei velivoli di supporto, i sottili cambiamenti nei flussi del traffico aereo e l'innalzamento dei protocolli di silenzio delle comunicazioni tra i mezzi statunitensi spesso tradiscono la portata di ciò che sta accadendo. Mentre il B-2 in sé può essere virtualmente invisibile ai radar, l'infrastruttura necessaria per sostenerlo lascia un'impronta che può mettere in guardia chi sa cosa cercare.

Gli Stati Uniti hanno messo in atto una tattica di inganno trasferendo diversi bombardieri a Guam. Secondo quanto rivelato dal Pentagono, sei bombardieri B-2 erano stati dislocati a Guam nel periodo precedente l'operazione, non a scopo di attacco, ma come manovra deliberata di inganno. Questa finta era stata progettata per ingannare l'intelligence militare iraniana e russa, suggerendo che il vettore principale della minaccia sarebbe stato il Pacifico.

L'obiettivo strategico di questo inganno era quello di indurre gli operatori radar russi a spostare le modalità operative delle loro reti radar di Voronezh e Container verso il tracciamento dei missili balistici, riducendo così la loro sensibilità ai velivoli a bassa quota e poco osservabili, come i B-2, in avvicinamento da ovest.

Questa strategia stratificata, che combina stealth, depistaggio geografico e inganno elettronico, è stata probabilmente fondamentale per garantire l'elemento sorpresa e il successo operativo dell'attacco.

L'Iran ha rafforzato in modo significativo le sue capacità di allerta precoce grazie all'acquisizione di almeno quattro radar a retrodiffusione Rezonans-N VHF over-the-horizon (OTH) dalla Russia, sistemi specificamente progettati per rilevare aerei a bassa osservabilità (stealth) a lungo raggio. Queste potenti stazioni radar sono state in parte modificate localmente e costruite in due varianti distinte, che costituiscono la spina dorsale della rete di sorveglianza aerea a lungo raggio dell'Iran.

I sistemi più grandi, noti come Sepehr, sono costruiti con antenne quadrilatere di circa 100 metri di diametro, sostenute agli angoli da torri trasmittenti molto alte. Si ritiene che queste elaborate installazioni isolate offrano una copertura di allarme precoce in profondità, monitorando potenzialmente l'attività di aerei e missili in tutta l'Asia sud-occidentale, ben oltre i confini dell'Iran.

A questi si aggiungono i radar Qhadar, più piccoli, che utilizzano anch'essi una disposizione a quadrilatero, ma sono larghi meno di 70 metri e contengono una torre trasmittente centrale invece di quelle montate agli angoli. Queste stazioni hanno un design più modesto, sono spesso collocate in terreni agricoli rurali e sembrano servire come nodi di copertura regionali o per colmare le lacune.

Insieme, i radar Sepehr e Qhadar3 forniscono un'ampia e sovrapposta copertura di sorveglianza in banda VHF dello spazio aereo iraniano. Il loro funzionamento a bassa frequenza dà loro un vantaggio nel rilevare aerei stealth, come il B-2 Spirit o l'F-35, che sono ottimizzati per eludere le bande radar a più alta frequenza.

Tuttavia, sebbene questi radar possano avvisare l'Iran della presenza di velivoli stealth, la loro capacità di fornire informazioni precise sul bersaglio rimane limitata. In un moderno ambiente di guerra elettronica, sono ancora vulnerabili alle interferenze, alle interruzioni informatiche o agli attacchi di decapitazione da parte di missili a lungo raggio o a sabotaggi interni.

Ciononostante, questa rete radar rappresenta un serio miglioramento della consapevolezza strategica dell'Iran, complicando ulteriormente la pianificazione di qualsiasi operazione aerea straniera nella regione.

[caption id="attachment_229372" align="aligncenter" width="800"] Copertura radar iraniana sopra l'orizzonte[/caption]

Approccio passivo

Invece di emettere segnali come i normali radar, i sistemi radar passivi funzionano captando le onde radio esistenti (come i segnali di TV, radio o cellulari) che rimbalzano su un aereo. Questi sistemi non possono essere disturbati o facilmente evitati. Si dice che l'Iran stia sviluppando tali sistemi e che potrebbe utilizzarli in ambienti urbani o densamente popolati. La sfida per il B-2 è che la sua furtività è meno efficace contro queste forme di rilevamento perché i radar passivi non si basano sul rimbalzo dei segnali da un emettitore centrale.

Pur non essendo strumenti di rilevamento primari, l'Iran potrebbe anche utilizzare sistemi elettro-ottici (EO) e di ricerca e tracciamento all'infrarosso (IRST) per rilevare la firma termica del B-2. Questi sono utili in condizioni di tempo sereno e di notte. Questi sistemi sono utili in caso di tempo sereno, di operazioni notturne o da aree ad alta quota. Il B-2 è progettato per avere una bassa segnatura IR, ma nessun velivolo è invisibile al calore, soprattutto durante il decollo, la discesa o dopo lunghe missioni.

La rete radar iraniana è varia ma vulnerabile. Pur comprendendo sistemi a lungo raggio come lo (S)Epehr e il Ghadir, nonché tecnologie importate come i radar VHF russi, questi sistemi presentano delle lacune. Sono meno efficaci nel rilevare aerei a bassa quota o stealth, ma, in questo caso, i B-2 non volavano certo a bassa quota. Nei casi in cui il nemico ha una superiorità nei mezzi di attacco, spesso si applicano tattiche di sopravvivenza come lo spegnimento dei radar per evitare di essere presi di mira, ma questo riduce ulteriormente la consapevolezza situazionale dell'Iran. Poiché questa operazione era stata molto probabilmente coordinata con Israele, il coordinamento dei radar tra i vari settori potrebbe essere stato compromesso da attacchi informatici e EW.

Dietro le quinte

È possibile che i leader politici iraniani abbiano esitato ad autorizzare una risposta di difesa aerea completa fino a quando la natura e la portata dell'attacco non fossero diventate chiare. Il timore di un'escalation, l'incertezza o la confusione interna potrebbero aver portato a ordini di ingaggio ritardati o limitati, soprattutto se gli aerei attaccanti fossero già sulla via del ritorno dopo aver sganciato le loro bombe.

Nei giorni che hanno preceduto l'attacco militare a sorpresa degli Stati Uniti alle strutture nucleari iraniane il 22 giugno 2025, si era tenuta una serie di incontri diplomatici clandestini tra rappresentanti americani e iraniani in Oman. Mentre il mondo si concentrava sulle crescenti tensioni e sui movimenti di truppe nella regione, un dramma minore si svolgeva a porte chiuse a Muscat, dove entrambe le parti erano impegnate in sforzi estremi per evitare una guerra.

Secondo fonti diplomatiche e di intelligence che hanno familiarità con i colloqui, gli incontri erano iniziati all'inizio di giugno ed erano proseguiti fino a poche ore prima che la prima ondata di aerei statunitensi entrasse nello spazio aereo iraniano. L'ambiente era discreto - una villa privata del governo omanita vicino alla costa - dove diplomatici di medio livello, ufficiali dell'intelligence e inviati di canali riservati si scambiavano segnali, avvertimenti e proposte dell'ultimo minuto.

L'Oman è da tempo un mediatore di fiducia tra Washington e Teheran. Nel 2013 aveva ospitato i negoziati nucleari segreti che avevano portato al Piano d'azione congiunto globale (JCPOA). Nel 2025, con l'acuirsi delle tensioni sulle attività di arricchimento dell'Iran, l'Oman è stato nuovamente chiamato a svolgere il ruolo di facilitatore silenzioso.

Tuttavia, a differenza dei negoziati passati, questa volta non c'era una tabella di marcia per il compromesso. Secondo due fonti che hanno avuto conoscenza diretta dei colloqui, il team statunitense, che probabilmente comprendeva anche referenti della CIA e del Pentagono, aveva consegnato un messaggio molto duro: se l'Iran non avesse interrotto immediatamente e in modo verificabile l'arricchimento avanzato dell'uranio e non avesse smantellato diversi gruppi di centrifughe sotterranee, l'azione militare sarebbe stata imminente.

La risposta iraniana era stata ferma ma contenuta. I negoziatori avrebbero offerto una sospensione temporanea dell'arricchimento in uno dei siti chiave - forse Fordow - in cambio di garanzie di non ulteriori sabotaggi o tentativi di assassinio contro gli scienziati iraniani. Teheran aveva anche chiesto il rilascio dei beni congelati e l'alleggerimento delle sanzioni sulle esportazioni di petrolio.

Ma per Washington non era stato sufficiente. Con l'intelligence che indicava che all'Iran mancavano pochi giorni o settimane per arrivare ad un arricchimento di grado militare, l'amministrazione Trump aveva preso la decisione strategica che il contenimento non era più praticabile. I colloqui in Oman, quindi, non erano una piattaforma per un accordo, ma un ultimo avvertimento.

I funzionari omaniti, sempre cauti e discreti, avrebbero pregato entrambe le parti di concedere più tempo per una svolta diplomatica. Il governo di Re Haitham era preoccupato non solo per la stabilità regionale, ma anche per le potenziali ricadute civili e la possibilità di ritorsioni iraniane nel Golfo. Nonostante gli sforzi, il tono degli incontri si era fatto sempre più teso e il 20 giugno i delegati statunitensi avevano lasciato Muscat.

Poco prima dell'alba del 22 giugno, era iniziato un attacco coordinato. I bombardieri B-2, gli F-35 e i missili da crociera statunitensi avevano preso di mira elementi chiave dell'infrastruttura nucleare iraniana, tra cui Natanz, Fordow e un presunto nuovo impianto vicino a Isfahan. Operazioni informatiche e sabotaggi interni avevano completato l'attacco esterno.

I colloqui segreti in Oman non sono stati ufficialmente riconosciuti da nessuna delle due parti. I media di Stato iraniani non hanno fatto alcun cenno agli incontri, mentre i funzionari statunitensi non hanno né confermato né smentito la loro esistenza.

Quando i bombardieri stealth e i missili da crociera statunitensi avevano colpito i siti nucleari iraniani nelle prime ore del 22 giugno 2025, molti osservatori erano rimasti sorpresi da ciò che non era accaduto: non c'era stata alcuna risposta iraniana immediata e massiccia, a parte il lancio di missili verso la base statunitense in Qatar.

Secondo diversi funzionari occidentali e regionali, gli Stati Uniti avevano lanciato un avvertimento discreto a Teheran nelle ore precedenti gli attacchi. Il messaggio, trasmesso attraverso una combinazione di canali diplomatici svizzeri e intermediari del Qatar era chiaro: gli Stati Uniti avrebbero colpito solo obiettivi nucleari specifici e l'Iran avrebbe dovuto evitare un'escalation se voleva prevenire una guerra più ampia.

Un alto funzionario dell'intelligence del Golfo lo ha descritto come "un messaggio calibrato: non chiede il permesso, ma offre un limite". Secondo quanto riferito, gli Stati Uniti avevano chiarito che non sarebbero stati colpiti obiettivi di leadership, infrastrutture civili o caserme militari, ma solo impianti nucleari ritenuti in violazione di accordi passati.

I leader iraniani, di fronte alla schiacciante potenza aerea americana e al deterioramento dell'economia, avevano preso la decisione calcolata di non rispondere militarmente. Fonti interne all'Iran affermano che elementi della rete di difesa aerea erano stati addirittura messi in modalità standby poco prima degli attacchi, per non provocare e non esporsi.

Nei giorni successivi, la risposta ufficiale dell'Iran era rimasta contenuta. C'erano state denunce sui media e proteste diplomatiche, ma nessuna azione militare seria e massiccia contro gli obiettivi statunitensi, solo un buffetto simbolico: era stata comunicata l'ora esatta di un attacco alla base statunitense in Qatar, che era stata evacuata. L'Iran aveva preferito concentrarsi sulla resilienza nazionale e sulla diplomazia regionale, riorganizzandosi silenziosamente dietro le quinte: "L'arte dell'accordo" in pratica.

Quindi, questo capitolo della guerra è terminato e tutte e tre le parti hanno dichiarato vittoria... Beh, così sia... fino alla prossima volta.

Conclusioni

Il B-2 Spirit rimane uno dei bombardieri strategici più avanzati e iconici al mondo, progettato per penetrare in profondità nello spazio aereo nemico e consegnare munizioni a guida di precisione senza essere individuato. Grazie al suo design ad ala volante, ai materiali che assorbono le onde radar e alle basse firme termiche e acustiche, il B-2 è in grado di eludere la maggior parte dei sistemi radar convenzionali, soprattutto quelli che operano nelle bande di frequenza più alte. Può trasportare carichi utili sia convenzionali che nucleari e compiere missioni intercontinentali con rifornimento aereo, il che lo rende una risorsa fondamentale per la proiezione di potenza degli Stati Uniti.

Ma, nonostante la sua reputazione, il B-2 non è invincibile.

Questo era stato dimostrato nel 1999, quando le difese aeree serbe, che utilizzavano una tecnologia di epoca sovietica, avevano abbattuto un F-117A Nighthawk americano, un velivolo stealth spesso considerato persino più elusivo del B-2 sotto certi profili radar. L'incidente era servito a ricordare che furtività non significa invisibilità e che l'adattamento delle tattiche, il tempismo e l'intelligence a terra possono sfidare anche i sistemi più avanzati.

Il B-2 rimane uno strumento potente, ma, in un mondo dove le tecnologie di rilevamento sono in continua evoluzione, la sua sopravvivenza dipende sempre più dall'elemento sorpresa, da una pianificazione efficace della missione e da un ambiente strategico favorevole.

Mike Mihajlovic

Riferimenti:

Per coloro che sono interessati allo sviluppo del B-2 e alla storia dei combattimenti, nonché alla letteratura tecnica che discute la sua RCS, ecco alcune fonti consigliate:

1. Bill Scot: Inside the Stealth Bomber: The B-2 Story
2. Thomas Whittington: B-2A Spirit Units in Combat
3. Steve Pace: B-2 Spirit: The Most Capable War Machine on the Planet
4. Jay Miller: B-2 Stealth Bomber
5. M. Mihajlovic & Dj. Anicic: Shooting Down the Stealth Fighter
6, Вождаев В. В.: Характеристики радиолокационной заметности летательных аппаратов - монография
7. О.И. Сухаревский, В.А. Василец, С.В. Кукобко: Рассеяние электромагнитных волн воздушными и наземными радиолокационными объектами: монография
8. Air Force Magazine, January 2017
9. R. Grant: Spirit of Innovation

Fonte: bmanalysis.substack.com
Link: https://bmanalysis.substack.com/p/b-2-vs-iranian-air-defense-genuine
30.06.2025
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (2)

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    1. AlbertoConti 6 luglio 2025

      Il B2 è come le grandi portaerei, un arma obsoleta in quanto facilmente vulnerabile. Il B2 per quanto dall'aspetto stravagante e moderno rimane un grosso aereo subsonico, facilmente neutralizzabile dai moderni missili ipersonici. Quanto alla visibilità si dimentica quella ottica satellitare, che risolve qualsivoglia invisibilità radar, che comunque tale non è mai del tutto come sottolineato nell'articolo. Dirimente anche la prevedibilità logistica sempre descritta nell'articolo.
      A riprova che gli stessi USA non credono nelle capacità invincibili del B2 è che ne sono operativi solamente 20, una cifra ridicola rispetto alle potenzialità dell'aviazione USA.
      Rimane la capacità di questo maxi-bombardiere di trasportare bombe pesantissime come quelle a penetrazione nel suolo, dedicate alla distruzione di basi sotterranee non troppo profonde.

    1. Dario Lampa 5 luglio 2025

      Tutto questo, come tanto altro fatto passare per conquista dell' umanità, sembrerebbe genialità ma alla luce di quello che sta accadendo è solo stupidità.... Solo una specie estremamente stupida (per fortuna individualmente ci sono numerose eccezioni) può distruggere l"habitat" che le permette di "vivere".
      Secondo il mio parere ovviamente.
      P.S.: Sempre a riguardo della stupidità di certi uomini al potere o di professori e scienziati che "credono di sapere", penso che conosciate il parere di uno di essi: "Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi".

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