HITLER ERA UN UOMO SEMPLICE. INTERVISTA A DAVID IRVING A EL MUNDO

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FONTE: DELANDANET (BLOG)


Ieri sabato 5 settembre il giornale spagnolo "El Mundo" ha pubblicato un'intervista a David Irving, lo storico britannico al centro di numerose polemiche negli ultimi anni. Già prima della pubblicazione dell'intervista si sono levate diverse proteste (cfr. questo articolo , questo ) anche se El Mundo ha pubblicato l'intervista comunque. Curiose le proteste dell'ambasciatore israeliano in Spagna , che secondo questo blog è arrivato anche a chiedere specificatamente di non pubblicare del tutto l'intervista. La polemica, anche in Israele, continua.

L'intervista fino a questo momento non si trova online (how quaint) se non scannerizzata sul sito dello stesso Irving.
La traduco qui in italiano perchè sono perfettamente d'accordo con i redattori de El Mundo nella legittimità di dare spazio anche ad opinioni provocatorie (non direi estreme, almeno questa volta) come quelle dello storico inglese.Ho tradotto l'intervista e un trafiletto credo riassuntivo di quanto tagliato dal giornale spagnolo o appartenente ad altre dichiarazioni di Irving. Nelle due pagine del quotidiano spagnolo c'è anche un breve cappellotto biografico e due paragrafi con alcuni riferimenti alla stampa internazionale sul caso, e le proteste di altri due storici inglesi Ian Kershaw, e R. Evans, che si sono risentiti per essere stati intervistati nella stessa serie di articoli in cui è apparso Irving.




"Hitler era un uomo semplice che veniva ingannato dai suoi subordinati"



La prima cosa che sorprende di David Irving è che guida troppo velocemente. Come se fosse inseguito da qualcuno. Sorprende meno che abbia la casa piena di cartelle e di microfilm. In fondo è uno storico. O perlomeno questo è quello che dice. La conversazione ha luogo nel suo giardino, marcata dal rumore degli aeroplani di Heathrow. La ragazza che ce lo prepara si chiama Gabriela. Irving preferisce chiamarla Miss Perù.


D - Se non fosse esistito Hitler si sarebbe scatenata la II Guerra Mondiale?

R - Certamente. Negli anni '30 la guerra era inevitabile, ma non per i nazisti, perchè in Europa c'erano confini assurdi. Churchill si interessò ai nazisti nel 1936. E lo fece perchè quell'anno lo fecero nominare gli ebrei di Londra.

D - Com'è possibile che lei sia l'unico storico che lo sostiene?

R - Perchè dirlo non è politicamente corretto. Lo dice solo Mel Gibson.

D - Non divaghi. Le ho chiesto della II Guerra Mondiale. Sarebbe stata possibile senza Hitler ?

R - Sì. Anche se Hitler voleva una piccola guerra. Assorbire l'Austria e i Sudeti e sfidare la Polonia prendendo Danzica. E, subito, si rese conto che la guerra non sarebbe stata breve.

D - Una volta lei ha detto che Churchill è stato tanto malvagio quanto Hitler.

R - Quello che ho detto è che Hitler, Churchill, Stalin, Roosevelt e Truman stanno bruciando nello stesso inferno.

D - Ovvero che secondo lei sono stati tutti ugualmente malvagi.

R - Certamente. Tutti non avevano il minimo rispetto per la vita umana. Il vero crimine della II GM non fu il genocidio, ma quello che io chiamo l'innocenticidio. L'assassinio degli ebrei non è un crimine perchè erano ebrei ma perchè erano ebrei innocenti. Ma gli ebrei non vogliono sentire questo perchè fa sì che l'Olocausto smetta di essere qualcosa di speciale.

D - Vuole dire che c'erano ebrei che non erano innocenti ?

R - Quello che voglio dire è che il loro assassinio fu un crimine perchè erano innocenti.

Sta dicendo che tutti gli ebrei erano innocenti ? Perchè in ogni segmento di popolazione ci sono elementi propensi alla criminalità e gli ebrei non fanno eccezione.

D - Dunque mette Churchill e Hitler sullo stesso piano.

R - Ho visto le carte di Churchill e ricordo quello che disse nella primavera del 1944 agli ufficiali che stavano pianificando l'invasione della Francia. I generali gli dissero che molta gente sarebbe morta ed egli rispose: "Quanti?". Gli dissero "Circa 10000". E Churchill disse: "Va bene. E' il prezzo da pagare". Per Churchill la vita umana era irrilevante. Pensi alla brutalità calcolata del bombardamento di Dresda.

D - E Hitler ? Non fu molto più sanguinario ?

R - La domanda chiave è quanto sapeva Hitler di quello che facevano Himmler e le SS. E la risposta è che Himmler stava molto attento nell'evitare di dirgli alcunchè. In una occasione nell'agosto del 1942 il capo di gabinetto di Himmler, Karl Wolff, lo trovo un po' depresso e gli disse: "Che ti succede ?". Rispose: "Sto facendo qualcosa che il Messia dei prossimi 2000 anni non saprà mai." Si riferiva a Hitler.

D - Ma perchè Himmler avrebbe nascosto a Hitler l'Olocausto se entrambi condividevano l'obbiettivo di sterminare gli ebrei ?

R - Questa è una menzogna della propaganda. Nei discorsi di Hitler c'è solo una frase antisemita. Qualcosa come "se inizia la guerra, voglio che siano gli ebrei quelli che soffrono". Ma è una frase stereotipata.

D - Sta dicendo che Hitler era l'unico elemento innocente nei circoli del potere nazista.

R - Hitler era il capo dello Stato, e pertanto era il responsabile di quello che accadeva.
Ma si può essere i responsabili e allo stesso tempo ignoranti. E Hitler era un uomo semplice che i suoi subordinati ingannavano costantemente.

D - Ma lei accetta che i nazisti volevano sterminare gli ebrei.

R - Goebbels e Himmler, sì- Ma sarebbe interessante sapere perchè né il Regno Unito né la Svezia volevano farsi carico degli ebrei di Europa. E perchè quando la Germania chiese agli ungheresi, ai romeni e agli slovacchi se volevano prendersi carico dei loro ebrei, tutti dissero di sì. Anche se suppongo che il semplice fatto di fare questa domanda mi converte in un antisemita.

D - E lei lo è ?

R - Provo a non esserlo.

D - Ma lo è o non lo è ?

R - Provo a non esserlo, ma mi creda, non è per niente facile.

D - Insomma, la sua tesi è che Hitler era circondato da personaggi malvagi, ma era una brava persona.

R - Lo stesso Hitler dice negli ultimi giorni che il nazionalsocialismo era buono, ma che si fidò delle persone sbagliate.

D - Ed è quello che pensa lei ?

R - Non mi interesso di politica. Il nazionalsocialimo funzionò bene in Germania, ma non sono sicuro che funzionerebbe in altri paesi.

D - Hitler fu un capro espiatorio per i tedeschi ?

R - A molti risultò molto utile perchè era morto.

D - Come spiega che nessun storico, a parte lei, sostiene che ad Auschwitz non si svolse l'Olocausto ?

R - Perchè si copiano l'uno con l'altro. Saltar giù dal carro significherebbe per loro carcere, punizioni e povertà. Come per me.

D - Lei è un nazista ?

R - Lo dicono, ma non è vero. L'unica cosa che mi importa è che tra mille anni la gente non comprerà i libri di Kershaw e Roberts, ma i miei. Perchè io scrivo vera storia.

D - Non sarebbe meno pretenzioso dire che quello che scrive lei è solo una versione dei fatti ?

R - Raccomando sempre ai miei lettori di leggere altri autori. Sono una persona molto liberale.

D - Hitler fu un governante eletto democraticamente o un tiranno ?

R - Arriva un momento in cui nemmeno un tiranno può governare senza il rispetto della popolazione. Hitler mantenne questo rispetto fino alla fine. In parte grazie alla propaganda di Goebbels.

D - E Churchill ? Era un tiranno ?

R - Fu un politico corrotto. Fece quello che gli ebrei gli dicevano di fare, e rimpiazzò Chamberlain, che era un uomo di pace. Inoltre spinse la Gran Bretagna alla guerra e distrusse l'Impero Britannico. Churchill era in mano agli ebrei, se si fosse arreso sarebbe passato alla storia come un fallito. La guerra per Churchill fu un fatto personale.

D - Dunque, secondo lei, Churchill avrebbe dovuto trattare con Hitler ?

R - Certamente. Fummo sul punto di finire la guerra nel 1940, e così probabilmente non ci sarebbe stato l'Olocausto. Perchè è possibile fare cose simili solo dietro le cortine fumogene di una guerra.

D - Crede che il numero di sei milioni di ebrei sterminati sia gonfiato ?

R - Non mi interessano le cifre. Non conto cadaveri. E nemmeno l'Olocausto mi interessa granchè. Mi interessa Himmler. Un uomo che morì a 44 anni, costruì un enorme impero industriale, fondò le SS dal nulla e causò l'Olocausto. Un grande successo per un uomo di 44 anni.

D - Sarà d'accordo con me che i responsabili dell'Olocausto non furono gli ebrei, ma i loro assassini.

R - Il problema è che non si può neanche chiedere in pubblico se gli ebrei furono gli architetti della loro rovina, perchè per questo c'è il carcere. Per questo nessuno lo chiede e nessuno risponde e finirà come negli anni '30. Questo è quello che voglio evitare. Sono una persona umanitaria.

D - Continua a credere che l'Olocausto è solo una nota a piè pagina nei libri di storia.

R - Fino agli anni 70 non era che un granello di polvere all'orizzonte. La prova è che non compare nelle biografie dei grandi personaggi della II GM. Ma a partire da allora divenne di moda. Gli ebrei l'hanno trasformato in un marchio commerciale e lo hanno fatto seguendo una tecnica dello stesso Goebbels. Hanno trovato uno slogan e lo hanno ripetuto fino alla nausea.

D - Secondo lei dunque l'Olocausto non è che uno slogan.

R - Uno slogan sì. Un prodotto. Come i Kleenex o le stampanti Xerox. Ne hanno fatto un fenomeno commerciale e ci hanno fatto i soldi. Fino ad allora era un fenomeno disconnesso che comprendeva camere a gas, fucilazioni, deportazioni, schiavitù. Era un fenomeno terribile, ma non commerciale. Ora lo hanno trasformato in qualcosa su cui fare dei film, e sono riusciti a guadagnarci milioni e milioni.

D - La hanno accusato di voler assolvere Hitler.

R - Elimino dalla Storia quello che non è certo.

D - Ma lei è solito dire che si identifica con lui. Si considera un ammiratore di Hitler ?

R - Lo ammiro perchè perseverò. Nello stesso senso in cui ammiro Hilary Clinton per la sua perseverazione nell'inseguire la presidenza. Hitler aveva contro gli eserciti più potenti del mondo e ciononostante decise di perseverare fino all'ultimo. E se la guerra fosse durata un anno di più, non avrebbe vinto, ma nemmeno avrebbe perso. Nel 1945 i britannici e gli americani erano stufi della guerra e non volevano continuare per molto tempo ancora.

D - Il nazismo fu un passo indietro per la civiltà ?

R - Per certi aspetti sì. Per esempio nessuno controllava la polizia. Ma chissà, forse un regime simile ha bisogno della polizia per portare a termine i suoi esperimenti sociali.

D - Quali ?

R - Quelli realativi al welfare state.

D - Crede davvero che tra mille anni il giudizio su Hitler migliorerà ?

R - Certamente. Avrà piazze col suo nome in Germania. E forse anche fuori dalla Germania.


"Auschwitz fu un campo di prigionia con una alta mortalità"

Le controverse opinioni di David Irving seminano anche dei dubbi sulla magnitudine dell'Olocausto. Il britannico arriva ad affermare che "Auschwitz non fu costruita per uccidere esseri umani" ma "era piuttosto un campo di prigionia con una alta mortalità."
Anche se la maggioranza degli gli storici concorda nell'indicare questo centro come il simbolo dell'orrore nazista Irving crede che il "vero Olocausto si svolse a Treblinka, Belzec, Majdanek e Sobibor". Secondo Irving i prigionieri di Auschwitz morivano di "tifo e altre epidemie". E anche se riconosce l'esistenza delle camere a gas, puntualizza che "si trovavano in due recinti molto piccoli fuori dai confini [del campo]. Niente a che fare con quello si vede nei film".

Fonte: http://delendanet.blogspot.com
Link: http://delendanet.blogspot.com/2009/09/era-un-uomo-semplice-intervista-david.html
6.09.2009

Commenti (50)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. gautamazarathustra 10 settembre 2009

      hai pienamente ragione ... essendo o ritenendomi anarchico con un padre che si ritiene comunista è stata una grave dimenticanza .... Grazie per avermelo fatto notare!!!

    1. cesare52 9 settembre 2009

      @ Truman. Ci corro pure io. Di Carl Shmidt conoscevo la sua "Teoria del partigiano" di Tucidite solo le traduzioni (difficili) dal greco che hanno tormentato il mio ginnasio. Grazie della segnalazione.

    1. cesare52 9 settembre 2009

      @Adriano_53. La leggo sempre con grande interesse. Come al solito la trovo pacato, pertinente. Ciosì facendo aiuta chi non ha tanta dimestichezza con l'argomento trattato a farsi qualche idea senza dover ricorrere alla ideologia, al "mi piace, non mi piace" Grazie per quanto mi riguarda del contributo che ci richiama tutti a considerare gli argomenti al posto delle suggestioni.

    1. Truman 9 settembre 2009

      La storia può essere raccontata in vari modi, in base alle proprie prospettive, e ogni racconto del mondo è in qualche modo una deformazione.

      Eppure qualche distinzione si può fare. Lo spiegava bene Carl Schmitt nel suo Ex captivitate salus che i vincitori sono liberi di raccontare tutte le balle che vogliono, mentre gli sconfitti sono costretti a raccontare i fatti nel modo più neutrale possibile, altrimenti nessuno dà loro retta.

      L'idea mi ha incuriosito e sono andato a studiare la biografia di Tucidide, forse il più grande storico mai vissuto. Era uno sconfitto.

    1. Kevin 9 settembre 2009

      "Non sono nazista, mr cesare, sono anarchica". E' una delle più belle idee mai concepite dagli uomini, l'anarchia. Ci spero ancora.

    1. Kevin 9 settembre 2009

      cesare52, l'ideologia nazista ha già vinto: non c'è nulla di più nazistoide dell'NWO.

    1. GCT 9 settembre 2009

      Con le mie precedenti considerazioni volevo richiamare l'attenzione su alcuni punti dell'intervista di Irving, che in generale mi è apparsa carente e poco credibile, quando ad esempio dice che Hitler fu ingannato dai suoi sottoposti in merito all'Olocausto.

      Quando poi afferma che il vero crimine della II^ GM non fu il genocidio, ma quello che egli chiama l'innocenticidio, allora bisogna ammettere che Churchill, nell'ordinare i bombardamenti a tappeto sulle città tedesche, di cui Dresda è il simbolo, fu un criminale.

      Quando Irving afferma che Churchill lo fecero nominare gli ebrei di Londra, non dice quali ebrei furono, se quelli del ghetto o quelli dell'élite. E a questo proposito bisogna dire che furono gli ebrei del ghetto a pagare il conto più alto dell'Olocausto e che praticamente furono lasciati al loro destino. Tutti sapevano degli ebrei prigionieri nei campi di concentramento, e che erano degli ostaggi in mano nazista, ma Churchill "non volle trattare con Hitler, anche se fu sul punto di finire la guerra nel 1940, e così probabilmente non ci sarebbe stato l'Olocausto".

      Infine, per quanto riguarda l'enorme "fenomeno commerciale dell'Olocausto", anche qui furono gli ebrei del ghetto, cioè quelli che subirono le maggiori persecuzioni, ad essere discriminati nei risarcimenti, con evidente parallelismo con gli esempi italiani da me sopra citati.

      Cito ad esempio un passaggio del libro di Finkelstein "L'industria dell'olocausto", tratto da:

      http://www.vho.org/aaargh/fran/livres3/NFOlocausto.pdf

      "Mia madre era uno di questi casi. Sopravvissuta al ghetto di Varsavia, al campo di concentramento di Majdanek e ai campi di lavoro di Czestochowa e Skarszysko-Kamiena, ricevette dal governo tedesco un indennizzo di soli tremilacinquecento dollari. Altri ebrei vittime (e molti di loro in realtà non lo erano affatto) ottennero invece dalla Germania pensioni a vita per un valore complessivo di centinaia di migliaia di dollari a testa".

    1. cloroalclero 8 settembre 2009

      Il fatto di essere diventato filonazista non è causa ma effetto delle persecuzioni? La guerra di Hitler era un libro di storia bellica, non certo di "valutazione" del fenomeno nazista.
      Per quel che mi riguarda, sono SEMPRE solidale con chi viene perseguitato per ragioni ideologiche. Sempre. Lo sarei anche con uno skinhead o con un leghista fanatico.
      Anche perchè cio' che è grave e che non si riesce ad evitare mai è quando certe idee diventano patrimonio del potere e consistente vocabolario dei media. Allora la galera diventa esclusivo appannaggio dei singoli, per qualche ragione, sgraditi al potere.

    1. cloroalclero 8 settembre 2009

      dimmi te se si puo paragonare un assassino seriale con uno storico che ha passato gli ultimi 30 anni tra persecuzioni e incarcerazioni varie per un negazionismo che, oltretutto, nella sua opera NON ESISTEVA.
      Ecco: un esempio di "nazismo" è massacrare personalemente, con tribunali e galere,un uomo perchè ha demolito il mito degli "alleati brava gente", attribuendogli (a parte il discorso "libertà di espressione") un negazionismo che non c'è mai stato.

    1. cloroalclero 8 settembre 2009

      rispondo per quel che ne so, non è che conosc l'opera omnia di Irving

      1)sai se si e' occupato del ruolo del cardinale Eugenio Pacelli, prima e dopo che divenisse papa? Cosa ne dice?
      2) - parla della Thule Gesellschaft? - ha per caso indagato sul background paraocculto del nazismo, sulle varie spedizioni in paesi lontani alla ricerca di antichi documenti? -
      3)parla di Hans Klammer e del suo gruppo supersegreto? - parla degli esperimenti segreti in Slesia? -

      4)ha trovato documenti sui bombardamenti nazisti nella campagna di Russia? -5) cosa dice dei finanaimenti e forniture da parte Americana al regime? Ogni storico ha le sue fonti, e necessariamente ha le sue fonti mancanti: vero.
      1)no,2)no 3)non lo so, nella guerra di hitler no 4)sì 5)dice che è per quelli che doveva scoppiare la IIWW
      ciao

    1. cloroalclero 8 settembre 2009

      Io non ho paura di me stessa, il nazismo oggi lo vedo nei milioni di morti nelle guerre in Congo e in Niger di cui pochissimi hanno parlato (forse perchè sono "negher"?) e vedo che 5 milioni di morti in quel caso non sono affatto un "olocausto". Vedo un campo di concentramento, Gaza, dove gli abitanti sono stati blindati e massacrati ssenza poter uscire con armi che torturano, prima di uccidere.
      Cos'è? Cesare 52 ha paura del nazismo potenziale e non vede il nazismo attuale? Ha bisogno delle svastiche sulle giacche? Personalemente mi sono rotta gli zebedei a sentir parlare di nazismo incipiente ogni volta che si menziona (e chissà perchè?) il problema palestinese. Nel caso di Irving: un vecchio storico incarcerato per le sue idee capisco che sia diventato nazista (se lo è diventato) dopo questa vergognosa persecuzione.
      Non sono nazista, mr cesare, sono anarchica e difendo Irving senza paura di essere chiamata nazista. Il nazismo l'ho studiato, ne vedo una bella "new version" intorno a me e questi discorsi intimidatori verso chi difende i palestinesi mi hanno molto disgustato.
      La pensi come vuole, ma non vada in giro a spargere verità assolute su cio' che è e non è nazista, che questa realtà non ha proprio i titoli.

    1. Tonguessy 8 settembre 2009

      I nazimaoisti sono una realtà poco compresa e ancora meno studiata. Sarebbe forse ora di parlarne un po', non trovi?

    1. vic 8 settembre 2009

      Gira una tesi, secondo cui Hitler invase la Russia perche' venne a sapere che Stalin voleva attaccarlo. Cosi' scateno' la "guerra preventiva".

      E' una tesi che sta in piedi?

      Cordialita'

    1. adriano_53 8 settembre 2009

      nella figura dello storico, inteso come "ricostuttore" del passato, si fondono sempre diverse componenti, che per semplicità si possono ridurre a due: il ricercatore dei materiali e il portatore di un sistema di credenze.




      L'equilibrio tra questi interessi determina l'affidablità dei risultati. Nel caso di Irving siamo in presenza di uno squilibrio evidente perchè l'ideologia, il suo sistema di credenze, svolge un ruolo dominante sui materiali. L'indicatore di questo stà nel ritagliare la figura di Hitler e isolandola dal suo naturale contesto:il nazismo. Dopo questa operazione si può analizzare Hitler in quanto uomo e, in quanto uomo, elaborare giudizi che con la storia non hanno nulla da fare. Goebbels, era un ottimo padre e marito, quasi un esempio per i cattolici nostrani, anche se ciò non gli ha impedio di suicidare moglie e figli e se stesso, quando i russi arrivarono a Berlino nel 45. Nel valutare la sua opera e il suo ruolo negli avvenimenti europei, dobbiamo fare riferimento al suo ruolo come minsitro della propoaganda del Terzo Reich o a quello di padre modello; e si sa un padre modello non mente mai!




      Hitler è il padre del nazismo e la sua storia, anche nel senso della sua storia personale, non è separabile da quella della sua progenie, non è separabile da quella dei vari Himmler, Goering, e di tutti gli altri gerarchi, sottoposti, simpatizzanti, manovali, utili idioti dentro e fuori la Germania. Pertanto, che Hitler fosse un uomo semplice, non è una conclusione da storico, ma da ideologo.




      L'ideologo rispunta fuori nell'accomunare a Hitler tutti gli altri protagonisti della ii° WW: tutti cattivi, nessun cattivo, tutti uguali. L'URSS fu aggredita, violentata. Il vecchio Giuseppe, per non incorrere nell'accusa di essere come Hitler o Churchill, doveva semplicemente farsi da parte. Irving, nella totale noncuranza delle fonti, sostiene l'ipotesi che Hitler si sarebbe accontentato di Danzica. Sistemata la questione polacca, la Germania si sarebbe dedicata alle sua faccende interne. Furono Francia e Inghilterra a dichiarare guerra. Sprovveduto o in malafede, Irving sembra non sapere quello che a suo tempo sapevano anche i carri armati. L'aggressione alla Polonia ero ipso facto dichiarazione di guerra a Francia e Gran Bretagna.




      Hitler e il nazismo furono foraggiati, tollerati, giustificati, quando non glorificati, perchè la missione che era stata loro affidata da Inghilterra, Francia, America era di distruggere il comunismo, prima all'interno e poi all'origine. Quando s'accorsero che il mostro non rispondeva esattamente alle loro direttive, anzi dimostrava di avere delle intenzioni proprie e mordeva anche loro, gli dichiararono guerra.




      E ancora s'intravede l'ideologo sotto la veste dello storico quando lima e spunta le asprezze della sua tesi sull'olocausto per salvaguardare la sua figurina dell'uomo con i baffetti.




      In conclusione, ad uno storico che viene perseguitato per il suo lavoro
      va tutta la mia solidarietà, simpatia e partecipazione, ma le disavventure di un ideologo nazista, come mi pare sia Irving, non mi suscitano particolari patemi d'animo

    1. cesare52 8 settembre 2009

      A guardarlo in TV Pacciani pareva un contadino toscanaccio, uguale a quelli che ho conosciuto a Pontedera da piccolo, alle colonie estive. Dirò di più: secondo me non è neppure lui il mostro di Firenze. Che c'entra questo con un giudizio torico e sopratutto con il reveival del nazismo e delle sue soluzioni sociali che anche sfruttando la bonomia o la simpatia di Irving ci vogliono riproporre i "paraculi" di sempre, anche con questo articolo?

    1. GCT 8 settembre 2009

      Forse a nessuno interesserà la storia della disparità di trattamento nei risarcimenti, ma la posto ugualmente:

      E' certo che gli ebrei furono giustamente e generosamente risarciti monetariamente, grazie a una vera e propria "industria", che descrivono efficentissima.

      Anche se i danni furono molto minori, e quasi esclusivamente materiali, questa condizione non si verificò per i danni subiti in Germania dagli italiani (che avevano è vero la colpa di aver perso la guerra): so di alcuni miei connazionali che si rifiutarono all'epoca di accettare il troppo misero indennizzo offerto dal governo di Roma per i beni da loro perduti nei bombardamenti.

      Ma questa non è una novità per l'Italia, ho amici ex-militari italiani ormai ultraottuagenari e in condizioni di estrema povertà, internati in Germania come "schiavi di Hitler", dove subirono fame, percosse, insulti (il famoso grido Badoglio, di cui oggi ricorre l'anniversario), condizioni di lavoro disumane, che non hanno mai visto un euro, nonostante domande e appelli alla Croce Rossa Internazionale, al Presidente della Repubblica, ecc. E credo che gli esuli istriani e dalmati e gli italiani espulsi da Gheddafi in Libia stiano anch'essi ancora aspettando un risarcimento.

    1. cesare52 8 settembre 2009

      Il commento di sopra era diretto al Sig.Castigo

    1. cesare52 8 settembre 2009

      @ cloroalclero: giusto. Quando è un reato di opinione. Lei può leggere i libri che vuole, compresi quelli di Irving od anche "La mia vita" di Hitler ed io sarò in prima fila nel protestare se verrano un domani proibiti. Ma non ci si nasconda dietro un dito, c'è un movimento rivalutazionista del nazismo, c è la propaganda, la rivalutazione strisciante che in nome della libertà del pensiero si fa del Terzo Reich e del nazismo. Io sostengo che dietro alla (strumentale) indignazione che si fa anche per Gaza, che un domani sarà ricordata insieme a Treblinca ed Hiroscima, si nasconde un movimento di riabilitazione del nazismo e delle sue soluzioni sociali ( la guerra ed i lager non solo per gli ebrei ma anche per i diversi, comunisti compresi) questo approfittando di uno sbandamento dell'opinione pubblica e della crisi economica mondiale in atto. C'è il tentativo di un mostro che si nutre di xenofobia di uscire dalle fogne della Storia: la riproposizione del nazismo come identità sociale (pe certi è moderato nche il fascismoi) Tutto qui e non è poco il resto sono pretesti dietro cui i neonazisti, talvolt nazimaoisti, si nascondono. L'esilarante che costoro che vorrebbero eliminare la democrazia abbiano la pretesa di volerla utilizzare per ricostruire magari i lager. Ed il paradosso è che trovano anche qualche "utile idiota" che gli tiene la mano. Senza offesa, Lei per caso non rischia di essere uno di quelli?

    1. cesare52 8 settembre 2009

      Stavo cercando questo brano che tu hai ricordato per inserirlo nella mia risposta, mi hai preceduto. Quoto virgola per virgola quello che hai scritto, bravo e complimenti.

    1. cesare52 8 settembre 2009

      Bravo!

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