Harari: come il nostro tecnocapitalismo vi ha ucciso l’anima

A noi Umani il compito di farla risorgere. Nella lotta tra Umanesimo e Transumanesimo, il potere mondialista sarà sconfitto.

Harari: come il nostro tecnocapitalismo vi ha ucciso l’anima
Lo storico, filosofo e saggista israeliano Yuval Noah Harari parla alla platea del Forum di Davos nel 2020.

Di Tiziano Tanari per ComeDonChisciotte.org

Nel nostro tempo siamo immersi in una “realtà potente” che sempre di più invade, pervade e condiziona la nostra vita. Fino ai primi decenni del secolo scorso, le nostre relazioni e informazioni si limitavano ai contatti personali, alla scuola, agli eventi politici, che si imponevano quasi senza la nostra partecipazione, e alla stampa che ci raccontava, in modo molto parziale, il mondo. Poi sopraggiunse la radio, poi la televisione, internet, lo smartphone ed infine l’intelligenza artificiale (IA). Tecnologia e informazione sono diventati strumenti potentissimi e fortemente invasivi che entrano prepotentemente nella nostra vita modificando e, sempre più spesso, plasmando le nostre menti, non per una crescita personale, ma con l’unico obiettivo di uniformarle al poliedrico pensiero unico, funzionale solo ed esclusivamente alle classi dominanti.

Finanza, multinazionali, istituzioni internazionali e governi (ormai quasi interamente asserviti a poteri sovranazionali) operano incessantemente per sviluppare una società globale del controllo. Ne deriva che la dignità, la personalità, l’umanità, la formazione e la morale dell’essere umano del terzo millennio vengono costantemente violentate da questi modelli socio-economici particolarmente invasivi e privi di qualsiasi messaggio etico e di rispetto per la persona umana.

Siamo entrati, da tempo ormai, nell’epoca del consumismo e dell’edonismo; ci siamo sviluppati perseguendo il modello della crescita continua, dell’obsolescenza programmata, dell’efficienza, della competitività e ora siamo entrati in una nuova era, l’era transumanista.

Tecnologia, digitalizzazione e intelligenza artificiale si fondono con la biologia umana, con un unico obiettivo: la creazione del “superuomo”, un essere le cui potenzialità fisiche, psichiche, mnemoniche si moltiplicano a livelli inimmaginabili fino a ipotizzarne.. l’immortalità.

Qui appare una palese contraddizione del “sistema” che ci bombarda da anni, attraverso tutti i media, sul rischio del sovrappopolamento e della sostenibilità ambientale; siamo stati definiti da noti futurologi “mangiatori inutili” e “parassiti del pianeta” che consumano senza creare nulla.

A questo punto sorge spontaneo un dubbio: non è che i superuomini, che potranno, forse, diventare anche immortali, saranno solo una ristretta “elite di eletti”, mentre tutti gli altri saranno relegati al ruolo miserevole di classe subalterna e di servitori.. a “tempo determinato”?

“Non avrete più nulla e sarete felici” sta diventando un ritornello del World Economic Forum (WEF) che entra sempre più in profondità nell’immaginario collettivo, al fine di prepararci a nuove condizioni future, quelle ben illustrate nel progetto denominato "Grande Reset".

Illuminanti, a questo riguardo, le dichiarazioni di famosi futurologi transumanisti, primo fra tutti Yuval Noah Harari - ideologo e punto di riferimento del WEF e del suo presidente e fondatore Klaus Schwab - che nel suo libro “Homo Deus” fa alcune affermazioni abbastanza esplicite e decisamente inquietanti; ne citiamo alcune:

“Sarà necessario intervenire sulla nostra biochimica e reingegnerizzare i nostri corpi. Ci stiamo lavorando. Si può discutere se sia un bene o un male, ma sembra che il secondo grande progetto del XXI Secolo - garantire una felicità globale - includerà una ristrutturazione di Homo Sapiens dalle sue fondamenta affinchè possa godere di un piacere senza fine”

“Comunque, quando la tecnologia ci permetterà di reingegnerizzare le menti umane, Homo Sapiens scomparirà….e si trasformerà in Homo Deus”

“Per trecento anni il mondo è stato dominato dall’umanesimo che sacralizza la vita, la felicità, il potere di Homo Sapiens. Il tentativo di ottenere l’immortalità, la beatitudine eterna e la divinità si limita a portare gli ideali umanisti di lunga data alla loro logica conclusione”

“Nessuna indagine sulle nostre prospettive divine può ignorare il nostro passato animale o le nostre relazioni con gli altri animali - poiché la relazione tra umani e animali è il miglior modello che abbiamo per le future relazioni tra superuomini e (semplici) uomini. Volete sapere come androidi super-intelligenti potrebbero trattare umani ordinariamente costituiti di carne ed ossa? Meglio cominciare a indagare come gli umani trattano i meno intelligenti cugini animali”

“Come è giunto Homo Sapiens a credere nella fede umanista, secondo cui l’universo ruota intorno al genere umano e gli umani sono la fonte di ogni significato e autorità?”

“E se davvero l’umanesimo è in pericolo, cosa prenderà il suo posto?”

“Forse anche il collasso dell’umanesimo porterà benefici”

“Non c’è evidenza scientifica che, al contrario dei maiali, i Sapiens abbiano un’anima”

A questo punto, noi “umani”, cosa possiamo contrapporre a questa filosofia della potenza materialista dove pare non ci sia più posto né per l’anima, né per i tradizionali valori del nostro umanesimo?

Ci vogliono far superare quei principi che, fino ad oggi, ci hanno, almeno in parte, orientato verso il bene e la giustizia, verso una vita sociale fatta di relazioni, in cui sentimenti ed etica ne rappresentano ancora il pilastro fondante.

Si impone una proposta alternativa che ci riporti a quei valori universali (etici) che superino la morale e perfino la religione: il bene, il buono, il giusto, l’armonioso, il bello. Essi non possono essere racchiusi in nessun recinto ideologico o istituzionale, perché sono connaturati alla nostra più profonda essenza di esseri pensanti e in questa nostra natura, dobbiamo ricercare il senso e il valore: se c’è, del nostro esistere.

Per proseguire in questa ricerca di identità, sia antropologica che individuale, dobbiamo prima di tutto cercare di capire se nell’etica può essere contenuta una sua forza intrinseca capace di manifestarsi in energia vitale reale che “agisce” nella vita dell’essere umano.

In questo periodo di grandi conflitti, sociali economici e culturali, è importante e necessario richiamare l'attenzione sul concetto fondamentale della natura dell’etica intesa come punto di riferimento primario e imprescindibile: dove nasce, come si forma, ma soprattutto che cosa gli può dare un senso logico.

L’ultimo punto è il più importante, il più immediato e, forse, il più facilmente risolvibile (niente dogmi, valutazioni religiose o moralistiche, né tanto meno scientifiche, solo logica).

Alcuni anni fa, su un quotidiano nazionale apparve un articolo che titolava: ”Può esistere un etica senza Dio?”; questa domanda sintetizzava, forse, il concetto fondamentale sul significato e sul senso della vita.

I valori possono esistere “in natura” come energia (reale) che orienta e spinge in una sempre maggiore e più elevata organizzazione (evoluzione) che tenda verso l’armonia (e quindi verso Dio), oppure possono avere solo un valore relativo costruito dagli uomini, funzionale solo a una buona convivenza e alla sopravvivenza della specie.

In questo caso, li definirei relativi poiché diverse e svariate sono le culture con i loro rispettivi valori:

non c’è un comune denominatore veramente aggregante, né tanto meno lo sono le religioni che invece di unire, dividono irrimediabilmente; le loro “verità” di fede rappresentano più elementi di conflitto che di unione in quanto, pare, che le “rivelazioni” siano state più di una e non proprio concordanti.

Trovo logica, a questo punto, la necessità di valutare il problema dagli unici due punti di vista possibili: da credente (persona di fede, in senso generale) o da ateo (laico sarebbe in questo caso termine improprio).

E’ importante questa distinzione in quanto ci pone su due punti di vista diversi e antitetici e ci permette di comprendere se - e in quale delle due visioni - l’etica trova la sua logica giustificazione.

Poniamo un esempio semplice: una persona camminando di sera in una strada deserta vede una grossa borsa a terra, la raccoglie e vi trova molto denaro con i documenti del proprietario.

Si impone una scelta: applicare, o no, il valore dell’onestà e quindi della giustizia?

Valutiamo ora la risposta dai due punti di vista. Premessa: la strada era buia e deserta e la persona ha la certezza di non essere vista e, quindi, di non dover rendere conto a nessuno, soltanto a se stesso.

Punto di vista del credente: trovo logico che la persona restituisca i soldi, poiché il non farlo lo allontanerebbe dalla sorgente di verità e giustizia che rappresenta la vera essenza della vita, il legame “armonico” con la trascendenza; rifiutare i valori vuol dire rifiutare di partecipare alla “vera” vita. Quindi meglio rimanere in “armonia” con Dio che andarsi a spendere qualche diecimila euro in futili e caduche cose materiali (non parlo, in questo caso, di timor di Dio, paura dell’inferno, ecc., parlo di essere in armonia con Dio).

Punto di vista dell’ateo: trovo logico.. che se li tenga; non vedo un motivo plausibile che imponga di rinunciare a tanti soldi che potrebbero migliorare la qualità della sua vita, e' la sola che ha e, per lui, è l’unica che conta.

Conclusione: senza un legame a una realtà superiore o altro rispetto a questa vita, i valori non trovano in sé una loro consistenza intrinseca che li autogiustifichi.

Secondo questa logica, se condivisa, una persona profondamente etica, o possiede una fede in un Dio che la giustifichi o, se coerente, dovrebbe abbandonare i suoi valori come ideale di vita e seguire una logica esclusivamente utilitaristica e, quindi, egoistica.

Intendo qui puntualizzare, poiché può sorgere un fraintendimento, che non ritengo gli atei dei delinquenti o potenziali criminali, anzi, le persone migliori e di animo buono le ho trovate molto più frequentemente in persone che si ritenevano non credenti (come la Parabola del Buon Samaritano dei Vangeli insegna).

Sono, come tanti, una persona "in ricerca", ma credo che una vita senza valori sia inaccettabile e che i valori medesimi non possano avere senso se scollegati a un “principio ordinatore che agisce”, inteso come manifestazione tangibile di un Dio trascendente.

La ricerca di un processo simbiotico diventa indispensabile per cercare un’eventuale sintonia che ci permetta di percepire un senso che ci orienti nella nostra vita materiale, verso il bene e l’armonia con la prospettiva di entrare in una realtà più vera e profonda.

Se questa prospettiva, che per molti è l’unica che da' significato alla nostra esistenza, non ci fosse, allora la vita, per quello che ci può offrire, nella sua precarietà e limitatezza, non sarebbe altro che la più inutile delle crudeltà.

Non sappiamo dov’è la verità, ma sicuramente la bellezza, il bene, l’armonia sono gli unici obiettivi da perseguire per tentare di dare valore al nostro vivere.

In questa ottica, il riferimento più importante è sicuramente rappresentato dal messaggio cristiano che ci illumina dai Vangeli dove l’intelligenza, la raffinatezza di pensiero, la modernità e l’umanità raggiungono i più alti livelli conferendo una dignità all’essere umano senza eguali. Purtroppo, non abbiamo nessuna certezza, anzi, le brutture del mondo ci allontanano sempre di più dalla percezione che la vita sia una meravigliosa esperienza degna di essere vissuta.. comunque.

Ritengo che la cultura etica del terzo millennio ce la giocheremo nel confronto/dialogo fra due linee di pensiero: la fede e il razionalismo/relativismo materialista e transumanista; ho scritto fede e non religione, poiché quest’ultima, nelle sue varie forme, non ha creato che divisioni e conflitti nel mondo, facendosi portatrice di una verità assoluta, che di assoluto non ha proprio niente.

Le religioni, soprattutto le istituzioni religiose, ad oggi, non rappresentano nulla se non un potere che alimenta se stesso e sono lontane da qualsiasi processo che possa far crescere la vera spiritualità e la dignità nelle persone.

Queste riflessioni sono più che mai attuali, perché ci permettono di capire la vera natura delle classi dominanti che, come nel caso di Harari, si manifestano apertamente verso una linea di pensiero prettamente materialistica e quindi necessariamente utilitaristica; da loro, non possiamo aspettarci nessuna azione nell’interesse, né tantomeno nel rispetto, della comunità umana. E’ nella dialettica filosofica e valoriale, con questa visione razionalista della vita, che si deve riuscire a dimostrare il possibile primato del bene e della giustizia.

Questo non si può attuare solo attraverso le religioni che hanno una posizione prevalentemente dogmatica e indimostrabile; seguendo una logica e con un’attenta analisi empirica dell’esistenza, ritengo si possa arrivare a dimostrare che non è irrazionale pensare ad una realtà trascendente che ci possa coinvolgere in una dimensione superiore che dia dignità e riempia di significato la nostra vita.

A questo punto, diventa vitale cercare di comprendere verso quale tipo di evoluzione può orientarsi l’essere umano, con quali potenzialità e con quali strumenti per trovare quel senso della vita che fondi nell’etica la sua realizzazione più completa e appagante.

O riusciremo a rendere queste prospettive attrattive e motivanti, o sarà la vittoria del transumanesimo e la morte dell’anima.

Di Tiziano Tanari per ComeDonChisciotte.org

12.08.2023

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BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Yuval Noah Harari, Sapiens. Da animali a dèi. Breve storia dell'umanità, Bompiani, 2014

Yuval Noah Harari, Homo Deus: A Brief History of Tomorrow, Harvill Secker, 2016.

Yuval Noah Harari, Homo Deus. Breve storia del futuro, Bompiani, 2017.

Yuval Noah Harari, 21 lezioni per il XXI secolo, 2018, Bompiani.

Commenti (97)

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    1. Ghisa 14 agosto 2023

      Cari amici, vorrei segnalare, ma so che non ce n'è bisogno, che la parola stessa "animale" indica la presenza dell'anima.
      Non sarà questa a distinguere l'uomo (vedi concilio di Nicea).

      Mi piacerebbe anche attirara l'attenzione sulla paraola "valore".
      Anche questa parola ci fornisce una buona intuizione del fatto che, se pensiamo anche solo inconsciamente, di strutturare la morale in qualcosa di misurabile si va decisamente nella direzione sbagliata.

      Per finire vorrei far sapere all'universo mondo che mi piacerebbe una volta tanto leggere una bella disamina sulla volontà, grande assente della filosofia recente.

      C'è qualcuno che invece di perdere la propria mente nelle concatenazioni logico-dimostrative, ha provato a "volere" profondamente un esperienza metafisica?
      E con quali risultati?

    2. Fantine 14 agosto 2023

      Complimenti per questo tuo commento, Ghisa.

    3. sbregaverse 14 agosto 2023

      E' , quasi, la mia(egoica) storia .
      Risultato qualche (in)dimenticabile satori.

    1. Fedeledellacroce 13 agosto 2023

      L’uomo è stato eletto a Custode del Creato

      Con elezioni democratiche on-line.....
      Ma dove le peschi 'ste fuffate, Vicié?

    1. sbregaverse 13 agosto 2023

      Harari humanum est.

    2. Fantine 13 agosto 2023

      Perseverare ovest

    3. sbregaverse 14 agosto 2023

      Tu sì che non perdi mai la bussola.

    1. Primadellesabbie 13 agosto 2023

      È curiosa la posizione di Harari: a Davos dove si riunisce una sorta di comitato esecutivo mondiale, quindi molto in vista, impegnato a svelare l'essenziale di qualche cosa che forse non si può più tenere nascosta, con l'aria di chi, per mestiere, ha scoperto una pista nella boscaglia.

      PS - All'attenzione di sbrega: anima-li o, meglio, regno anima-le.

    2. sbregaverse 13 agosto 2023

      Sanscrito :atman soffio vento così il greco anemos stesso significato ; MENTRE nel novissimo dizionario etimologico sbregaversiano= α privativo a negare nimal~ nemo ergo doppia negazione quindi : essere esistente , esistenza.
      Ciapa sù e porta a ca'.

    3. Primadellesabbie 13 agosto 2023

      Preso, portato a casa e collocato nella cartella "sbrega".

      Per il significato di atman trovi le fonti anche in rete, qui una autorevole: https://www.centroparadesha.it/ude/articoli/1123-538-buddhi-o-lintelletto-superiore-di-rene-guenon.

      In quanto a anima, sarebbe quindi, secondo il nuovissimo D. E. S., essere esistente o esistenza?
      Questo, eventualmente, sarebbe l'ospite.

    4. sbregaverse 14 agosto 2023

      Chiedo venia sabbionte : ESSERE ESISTENTE
      ESISTENZA ovviamente maiuscolato al pari di ANIMA.
      (Cfr. Mahatma)

    1. ducadiGrumello 12 agosto 2023

      boh. A me costui - a parte la ripugnanza fisica che suscita - pare non un grande intellettuale, ma piuttosto uno che parla per slogan e frasette ad effetto. Come faccio anch'io, soprattutto dopo il terzo/quarto calice, ma a me nessuno, giustamente, si è mai sognato di dare del filosofo, dello storico o dell'ideologo di alcunchè

    2. Divoll 13 agosto 2023

      Un po' folosofo lo sei ;-)

    1. gianB 12 agosto 2023

      Si vorrebbe subdolamente far credere che l'etica sia dotata di un Copyright di proprieta' del credente e particolarmente del credente di matrice cristiana. Di colui che afferma di avere fede nell'esistenza di un "principio ordinatore che agisce" che si vuole chiamare "Dio". Si pulisce addirittura il campo del contendere buttando a mare chiese e religioni per le ben note malefatte, al fine di non essere facilmente confutabili, ma poi non si riesce a non salvare "i Vangeli", ma quali vangeli? , per non dire altro. E' gia', capisco bene l'italiana "scabbia" del "non possiamo non dirci cristiani". La si prende da piccoli ed e' difficile curarla anche crescendo. Poi si fa il triste esempio dell'appropriamento indebito, e si tira in ballo l'ateo come alternativa al credente, senza rendersi conto che entrambi sono accumunati da una stessa fede l'uno nel credere, l'altro nel non credere. La vera alternativa e' nell'agnostico, in colui che riconosce i propri limiti, senza vantarsi di un credere in un qualcosa al di fuori della nostre possibilita' . Cito Osho: "Io non credo nella fede. La mia Via si basa sulla conoscenza, e la conoscenza e' una dimensione totalmente diversa. Parte dal dubbio, non dalla fede. Non appena credi in qualcosa hai smesso di indagare." Ed e' proprio invece l'indagare, la ricerca che implica la necessita' di un metodo, una regola per conoscere e coltivare la giusta strada della comprensione. E questo genera l'etica.

    2. maghi 12 agosto 2023

      se credi in Dio veramente, non smetti mai di indagare, perchè Dio è Infinito e quindi non ti basta tutta la vita e nemmeno la vita eterna per comprenderlo appieno. Osho con le sue 42 Rolls Royce era solo un guru umano, mentre Gesù era il Figlio di Dio. Leggiti la Valtorta e poi mi dirai.

    3. Tiziano Tanari 13 agosto 2023

      Ti invito a leggere la mia replica al commento precedente. Aggiungo: trovo il messaggio dei Vangeli splendido e, antropologicamente, il più centrato……ma non ho detto che credo ai Vangeli. Inoltre, vorrei sottolineare che la fede la intendo presupposta a un sentimento di speranza, non di certezza; fede=speranza non certezza, quella la lasciamo ai credenti radicali.

    4. gianB 13 agosto 2023

      Tanto per darti la dimensione della "calibrature micrometriche" possibili su questi argomenti: " Per ora si può dire che come la fede non esiste separata dal dubbio, così l'errore -che è sia l'unione della fede e del dubbio, sia la fede in quanto tale- non può esistere separato dalla verità, che è il luogo soltanto nel quale tutto ciò che appare, e dunque anche l'errore, può apparire; .." (cfr. E.Severino, Pensieri sul cristianesimo) . Ma al netto di quanto sopra io dico, duemila anni di storia cristiana, e ancora in Occidente siamo a queso punto, e non ci insegnano niente?

    5. absitiniuriaverbis 13 agosto 2023

      Mi intrometto per un aneddoto di tanti anni fa in Messico al confine con la California.
      La bruja (la veggente del villaggio) mi diceva della fede:
      "vedi, non piove e noi oggi preghiamo per l'arrivo della pioggia. Tu, domani, guarda quanti sono quelli che arrivano con l'ombrello perché quella è fede".

    6. sbregaverse 13 agosto 2023

      Giusto sufficit:
      FIDUCIA NELL' ESISTENZA
      ( che è la medesima TANTA ROBA della Fede cosiddetta religiosa)
      P.S. Speranza poi non mi piace per niente ( oltre a ricordare un certo ministro sinistro) : rimanda ad un tempo che non è ADESSO ed ESISTENZA È ADESSO.

    1. fiurdesoca 12 agosto 2023

      Sono, come tanti, una persona “in ricerca”, ma credo che una vita senza valori sia inaccettabile e che i valori medesimi non possano avere senso se scollegati a un “principio ordinatore che agisce”, inteso come manifestazione tangibile di un Dio trascendente.

      per la carità di dio... che ha fatto fuori suo figlio...

      come dire che i valori sorgano appena in chi ha fede...
      e solo chi ha fede può essere onesto...

      forse è meglio che l'articolista ricontrolli le sue idee...

      so di non sapere niente. non so cosa sia la vita, so qualcosa di come funziona ma non so cosa è. per cui non so cosa sia la morte.

      ognuno può dire i propri deliri tanto è ininfluente. potrei farlo anch'io ma a che pro?

    2. Tiziano Tanari 13 agosto 2023

      Pensare trovo che sia un atto di dignità, non deliri. Hai frainteso, o forse non mi sono spiegato bene, ma le tue sue osservazioni non corrispondono al mio pensiero. Provo a chiarire: quando parlo di un “eventuale” Dio, non mi riferisco specificatamente al Dio cattolico (dico cattolico e non cristiano….perchè è tutta un’altra cosa), ma come entità trascendente che non posso sicuramente definire. Inoltre ti deve essere sfuggita la mia affermazione dove evidenzio, proprio per non ricadere nella tua critica, che fra le persone migliori che conosco, la grande maggioranza si definisce atea. Io, come te, non so niente, ma trovo giusto e dignitoso che cerchiamo di capire qualcosa in più nell’interesse dell’intera comunità umana.

    3. fiurdesoca 13 agosto 2023

      non capisco quale differenza ci sia tra il dio cattolico e quello cristiano, entrambi come prova di carità hanno fatto fuori il figlio.
      che con il nostro pensare possiamo dipanare il mistero della vita ho i miei dubbi, ci mancano i parametri. veniamo qui per un determinato tempo e poi ce ne andiamo con la morte. per quanto ci sforziamo tutto ciò che possiamo affermare è che non sappiamo.
      religioni hanno tentato di dare risposte per poi diventare solo centri di potere.
      ma su una cosa hai ragione, val la pena di cercare, forse è tutto li lo "scopo"

    4. sbregaverse 13 agosto 2023

      Lo scopo del cercatore è la resa.
      Prima è meglio è.

    1. BrunoWald 12 agosto 2023

      Si noti il contrasto tra la consapevole brutalità delle affermazioni dello psicopatico ebreo, e i balbettamenti moraleggianti dell'autore (non me ne voglia quest'ultimo...)

      Il primo sostiene perentoriamente: "Sarà necessario intervenire sulla nostra biochimica e reingegnerizzare i nostri corpi. Ci stiamo lavorando." "...una ristrutturazione di Homo Sapiens dalle sue fondamenta affinchè possa godere di un piacere senza fine.” "Homo Sapiens scomparirà….e si trasformerà in Homo Deus"...
      Per non parlare del passaggio in cui lo stronzo ci informa che i suoi "androidi super-intelligenti" ci tratteranno come noi trattiamo i polli e i maiali.

      Dall'altra parte, invece: "La ricerca di un processo simbiotico diventa indispensabile per cercare un’eventuale sintonia che ci permetta di percepire un senso che ci orienti nella nostra vita materiale". "Non sappiamo dov’è la verità, ma sicuramente la bellezza, il bene, l’armonia sono gli unici obiettivi da perseguire per tentare di dare valore al nostro vivere.

      Gli uni cercano un senso ed eventuali sintonie, gli altri procedono come treni verso l'obiettivo, senza dubbi né esitazioni, travolgendo ciò che incontrano sul loro passaggio.

    2. BrunoWald 12 agosto 2023

      La questione è molto semplice, caro Tiziano: un organismo sano riconosce una minaccia mortale e reagisce in maniera funzionale alla propria sopravvivenza.

      Non c'è nulla da riflettere o da proporre, da attrarre o motivare, c'è solo da constatare: o noi, o il sig. Harari e i suoi committenti. Vie di mezzo non esistono, per loro stessa ammissione.

      Siccome i rapporti di forza sono decisamente proibitivi, non resta che ingegnarsela a sopravvivere finché nuovi scenari offrano nuove opportunità. Dalla mia limitata prospettiva, non vedo altre alternative.

    3. Arthur 12 agosto 2023

      Papale papale...

    4. Tiziano Tanari 13 agosto 2023

      Capisco di non essere stato sufficientemente chiaro, perchè, diversamente, non li avresti definiti balbettamenti. Provo a rispiegare: l’unico percorso, per me sperimentabile, parte dal seguire i principi universali dell’etica per trovare o percepire in questo cammino, che ti assicuro non ammette balbettamenti, ma un impegno lucido, continuo e….rischioso, un “principio superiore che agisce”. Non posso approfondire in questo contesto ma ritengo che il ragionamento abbia una sua logica (altre non riesco a immaginarne) e le uniche cose che esclude sono proprio i tentennamenti, le debolezze e le incoerenze; un percorso, insomma, che richiede molta lucidità e un discreta forza di volontà.

    5. Tiziano Tanari 13 agosto 2023

      Giusto, ma credo che le opportunità che tu dici le possiamo creare e attivare…..però lo dobbiamo fare in fretta, non c’è più molto tempo.

    6. Fedeledellacroce 13 agosto 2023

      Pensi che tanti Ave Maria possano attivare il portale per i cristiani buoni?

    1. arkalia 12 agosto 2023

      Fino a non molto tempo fa certe persone venivano chiuse a vita in un manicomio criminale. Ora invece vengono chiamate "filosofi e pensatori" e ci sforziamo, con questa poca intelligenza che abbiamo, a interpretare le loro follie mentali. Non capiamo che non daremo mai un'interpretazione valida perché, almeno per ora, non siamo né da manicomio criminale e neppure da un più modesto manicomio. Accontentiamoci di non possedere questa eccelsa follia e di crederci Dio quando invece siamo piccoli mortali.

    1. absitiniuriaverbis 12 agosto 2023

      Il titolo è già una dichiarazione : HARARI: COME IL NOSTRO TECNOCAPITALISMO VI HA UCCISO L'ANIMA.

      Quando dice 'NOSTRO' non so a chi faccia riferimento nello specifico. Comunque, TECNOCAPITALISMO anche suo. Quindi complice, almeno.

      Faccio invece garbatamente notare 'VI HA... ' a voi. Lui no, lui si tiene fuori. La cosa non lo tocca minimamente.
      Tre possibilità al volo:
      1. Quale esempio di modestia migliore di questo possiamo trovare? Ma che c'è da aspettarsi di diverso da un personaggio simile ad un convegno simile?
      2. L'anima l'ha data probabilmente in prestito... e quindi non può uccidersela.
      3. L'anima non c'è l'ha mai avuta. Ma propendo per il punto 2.

      Non ho letto l'articolo. Basta così.

    1. gianB 12 agosto 2023

      Solo per togliere "il fantasma Harari" dalla testa di diverse persone qui e vedere di parlare di cose piu interessanti, riporto le ultime righe dell'Homo Deus qui citato: " Ancora se noi prendiamo la complessiva visione generale della vita, tutti gli altri problemi e sviluppi vengono messi in ombra da tre interconnessi problemi: 1-La scienza sta convergendo in un tutto-orientante dogma, la quale afferma che gli organismi sono algoritmi e la vita e' un processare dati; 2-L'intelligenza si sta disaccoppiando dalla consapevolezza; 3- Non consapevoli ma altamente intelligenti algoritmi presto conosceranno noi meglio di quanto noi conosceremo noi stessi. Questi tre processi pongono tre domande chiave, che io spero rimarranno nella vostra mente per molto tempo dopo finito questo libro: 1- Sono gli organismi veramente solo algoritmi, e la vita e proprio solo un processare di dati? 2- Cosa e' piu' importante, l'intelligenza o la consapevolezza ? 3- Cosa succedera' alla societa' , politica e vita di tutti i giorni quando non consapevoli ma altamente intelligenti algoritmi conoscono noi meglio di quanto conosciamo noi stessi?" E qui finisce Homo Deus. Ora, credo che, considerato che i lavori di Harari sono destinati ad un vasto pubblico, chiedo; non e' forse stato utile che questo "ebreo" docente di storia (per niente filosofo) abbia sollevato tali problematiche nel vasto pubblico?
      Poi, ripeto, il punto di questo articolo e' qualcosa di piu' interessante.

    1. indipendente 12 agosto 2023

      Leggere sti pipponi è come andar di notte a cercar borse piene di soldi...

    2. LuxIgnis 12 agosto 2023

      Si trovano? 😀

    3. indipendente 12 agosto 2023

      Appunto. Se la vedi, tira dritto, e stai certo il tuo guadagno lo hai già ottenuto😉

    1. Nestor Halak 12 agosto 2023

      Qui si prova ad affrontare problemi filosofici molto antichi che mai nessuno è riuscito a risolvere.
      Ovviamente quasi tutti vogliono il "giusto" e il "bene", ma di fatto è poi difficile trovarsi d'accordo su cosa è "giusto" e "bene", per convincersene basta far caso a come la concezione pratica di questi concetti è cambiata nelle varie culture nel tempo e nello spazio.
      In realtà ben prima della odierna società iperconnessa c'erano istituzioni che si premuravano di indicare ad ogni più sperduto singolo cosa era "bene" e "giusto" fin nei più intimi dettagli, con un accanimento maggiore del Grande Fratello, come ognuno può facilmente constatare.
      Fortunatamente per essere contrari all'obbligatorietà del siero Pfizer o alla partecipazione alla guerra in Ucraina non è necessario accordarsi prima sulla credenza in Dio o sull'esistenza dell'anima.

    2. absitiniuriaverbis 12 agosto 2023

      Non sono di sicuro io che intendo porre fine alla discussione sul concetto 'male e bene'.

      Ricordo solo, a chi può interessare, che mentre in generale i concetti bene e male (duali) sono variabili quando riferiti agli accadimenti, a livello individuale "tutto quello che aiuta ad approfondire la propria coscienza e consapevolezza è bene'.

    3. LuxIgnis 12 agosto 2023

      Ma anche a livello individuale sono variabili. Perché l'individuo è individuo e quindi variabile rispetto all'altro.
      In poche parole quello che va bene o mi fa bene non è detto che vada o faccia bene a te.
      È uno dei più grossi errori che si fanno nei gruppi spirituali (ma non solo): istituire una serie di regole, meditazioni, esercizi, conoscenze, per tutti senza varianti. Per questo falliscono quasi sempre.
      È anche il modo per riconoscere un vero maestro da un falso maestro. Chi non accorda il proprio insegnamento alla variabilità dell'individuo è falso. E fa più male che bene, anche con le migliori intenzioni.
      Del resto questo è un principio che è presente nella medicina olistica rispetto a quella allopatica. Per l'allopatica i pazienti sono tutti uguali, per l'olistica no, anche se presentano gli stessi sintomi.
      È più facile trattare tutti allo stesso modo e qualche risultato lo si ottiene pure, ma la guarigione profonda, e la spiritualità è una forma di guarigione, richiede la conoscenza profonda dell'individuo.
      Difficile molto difficile.

    4. absitiniuriaverbis 12 agosto 2023

      Si, certamente a livello individuale ci sono differenze, le variabili di cui parli, ma sono afferenti al cosa/come/quando/... mentre la definizione di 'bene', che è il mio punto di partenza, rimane individualmente valida. E non cambia nel tempo.

      Possono cambiare i contenuti, le modalità, tutto quello che vuoi ma il bene, la definizione, rimane ciò che 'individualmente aiuta ad evolvere coscienza e consapevolezza'.

      La difficoltà ad intendersi, la dice lunga sulla povertà del lìnguggio per trattare argomenti del genere. Se non abbiamo le parole adeguate per intenderci è perché il progresso della lingua si adegua prevalentemente allo sviluppo tecnologico, mentre quello spirituale langue, ad essere ottimisti, e non poco. Qui sta il limite.

    5. LuxIgnis 13 agosto 2023

      Ma anche una definizione è variabile. E può essere sbagliata.
      Capisco quello che intendi ma tieni a mente questo detto Sufi.
      Di sicuro dal male non può venir alcun bene, ma prima bisognerebbe sapere cos'è il male.
      Lo sappiamo?

    6. absitiniuriaverbis 13 agosto 2023

      "Di sicuro dal male non può venir alcun bene"
      Non ne sono affatto sicuro.
      Nella vita quotidiana, esistono esempi che appaiono contrari al detto Sufi.

      Forse capire il detto vuol dire capire meglio, e prima di tutto, la seconda parte dello stesso 'sapere cos'è male'.

      Grazie dello spunto, vedrò di tenerlo a mente.
      Visto però che ho abbozzato una definizione di bene, penso che non riuscirò ad andare lontano da questa per definire il male: se non mi aiuta a migliorare la consapevolezza e la coscienza, allora non è bene.

    7. LuxIgnis 13 agosto 2023

      La frase è un detto arabo molto comune a cui poi il Sufi ha aggiunto la seconda frase che in effetti conferma quello che dici tu.
      Se non sai cos'è veramente il male o il bene come fai a dire una cosa del genere?
      Quindi può anche essere che da il male non viene nessun bene ma siamo sicuri che è veramente male?
      Su questo punta il dito il detto. Se non sappiamo nel profondo cos'è il bene e cos'è il male facciamo solo confusione e diamo definizioni sbagliate. E lo si fa molto più spesso di quello che si creda.
      Per allargare il discorso, il male viene spesso confuso con l'oscuro e il bene con il luminoso. Ma non è così. Luce e oscurità sono due aspetti e tutt'e due sono vitali.
      In più è proprio nella oscurità che risiedono i nostri "poteri" più profondi.
      Ti sei mai chiesto perché da parte delle varie istituzioni, laiche o religiose, e da tempo immemori l'oscurità è stata sempre indicata come malefica?

    8. absitiniuriaverbis 13 agosto 2023

      No, non me lo sono chiesto.

      Abbozzo : Immagino che nostri antenati scoprirono che nelle tenebre si celava il pericolo e che il buio era un luogo pericoloso, che l’oscurità faceva paura.
      Poi, con l'accesso all’illuminazione, l’oscurità ha smesso di essere una condanna e, forse,
      questo ha permesso di scoprire che l’oscurità, da luogo insidioso e temibile, potesse diventare uno spazio magico.

      Insomma un concetto duale, uno in più.

    9. LuxIgnis 13 agosto 2023

      Uno spazio magico. Questa è la risposta.
      E che c'è di meglio per i poteri vari negare agli esseri umani lo spazio magico?
      Sia ben chiaro lo spazio magico è pericoloso e necessita cautela, ma è lì che risiede la guarigione. Non altrove.

    10. sbregaverse 13 agosto 2023

      Provando e riprovando.
      Dante.

    11. sbregaverse 14 agosto 2023

      Per l'appunto, luce dei miei occhi,
      《conosci te stesso》 mica l'altro.

    1. Divoll 12 agosto 2023

      Harari, figlioccio di Klaus-Schwab-Ro7hschild, sei par7e in7egran7e del problema.

    1. Arthur 12 agosto 2023

      Uff, il transumanesimo è una stupidaggine.

      Alla base di certe idiozie c'è una convinzione negativa, quella che la specie Homo Sapiens sia arrivata alla fine della sua evoluzione e che se questa dovesse proseguire in maniera solo naturale, sarebbe comunque una evoluzione insignificante e soprattutto lenta.

      Ma perché i transumanisti credono questo?
      Prima di rispondere occorre una premessa.

      I transumanisti sono convinti che l'evoluzione umana (e l'evoluzione in generale) sia avvenuta sulla base di quanto stabilito da una parte di scienziati, i quali hanno formulato un insieme di ipotesi relative all'origine dell'universo e della vita, ai meccanismi che ne regolerebbero l'esistenza e l'evoluzione.
      La verità suprema sarebbe che tutto ciò che esiste, compresa la vita, esiste solo per caso.
      E anche i processi evolutivi avverrebbero per mera casualità e attraverso processi casuali lentissimi nel tempo.
      La casualità (unità alla lentezza) sarebbe pertanto il principio supremo su cui si regge tutta la scienza ufficiale e, dunque, l'evoluzione.

      Questi scienziati, supportati da un certo potere politico, si sono autoproclamati possessori della Verità e delle verità.
      Le loro ipotetiche leggi scientifiche e le presunte verità sono divenuti i dogmi di quella che oggi viene propagandata come scienza ufficiale.

    2. Arthur 12 agosto 2023

      Ora, se i transumanisti credono in questa nuova religione e nei suoi dogmi, è normale che abbiano certe idee su cosa sia l'evoluzione e da quali leggi e meccanismi sia regolata: la casualità e la lentezza.

      Una simile visione non può che generare una sfiducia cronica nelle potenzialità evolutive dell'Uomo, potenzialità che sono biologiche, intellettuali, affettive, psicologiche, spirituali e morali.
      I transumanisti, e tutti quelli che credono nella casualità lenta dell'esistente, sono le vittime di una fede in un dogmatismo scientista che è proprio di una nuova religione che propaganda i dogmi del caso e della lentezza.
      Ecco perché sperano di raggiungere certi obiettivi con l'intelligenza artificiale o con le macchine o con chissà cosa altro ancora.
      A questa visione limitante si aggiunge una concezione gnostico-pagana e anti-umana che considera l'Uomo alla stregua di un animale o, peggio, di un virus pericoloso per la Terra.

      Invece l'Uomo non è un animale.
      E ha potenzialità enormi che non ancora si sono manifestate nella loro pienezza e immensa ricchezza e diversità.
      E di certo non saranno i transumanisti, e altri come loro che sono privi di fiducia, a manifestare ciò che a tempo debito si compirà.

      I transumanisti non hanno fiducia nell'Uomo e, in ultima, analisi, in se stessi.
      Siamo di fronte alla peggiore forma di nichilismo e di auto-annientamento.
      La natura, che agisce in maniera provvidenziale farà il suo corso: si estingueranno.

    3. absitiniuriaverbis 12 agosto 2023

      Ma perché l'umanità dovrebbe avere uno scopo?

      Una macchina, un attrezzo, uno strumento, un computer e via dicendo hanno uno scopo! Ovvero servono a qualcosa, e possiamo misurarne il risultato in efficacia ed efficienza.

      Gli umani non sono macchine!
      Non hanno uno scopo. La vita non ne ha bisogno per essere vissuta.

      Forse esagero. Forse.

    4. Arthur 12 agosto 2023

      Più che di scopo io parlerei di senso.
      Il senso della vita e dell'esistenza.
      Mi riferisco a tutto, non solo all'Uomo.
      Per quanto riguarda le potenzialità umane, queste, se espresse in modo autentico e conforme al Bene, rendono la vita e l'esistenza migliore e contribuiscono ad un salto di qualità evolutivo.
      E quando l'Uomo si evolve in meglio, migliora il suo livello di coscienza, il suo anelito morale e riesce ad elevarsi spiritualmente.
      L'elevazione spirituale non avviene distaccandosi da ciò che è materiale, ma assaporandolo e vivendolo appieno, in maniera intelligente e sana, la qual cosa non può avvenire senza la coscienza del Bene e senza porsi sulla sua strada.
      In definitiva è questa la felicità.
      Ama e fa ciò che vuoi, diceva S.Agostino.

    5. BrunoWald 12 agosto 2023

      Le palle sulla casualità e tutto il resto sono le fiabe che raccontano al gregge, non diversamente da quanto facevano i sistemi di potere che li hanno preceduti.

      La scienza ufficiale è solo uno strumento nelle mani di un'elite imbevuta di una visione metafisica le cui radici affondano probabilmente nei millenni. È loro interesse fomentare il materialismo, e diffondere una visione semplicistica del sistema e di loro stessi, anche fra gli avversari (è tutta una questione di soldi, ecc.)

    6. sbregaverse 12 agosto 2023

      Civiltà è fare cose naturali in maniera innaturale.

    7. absitiniuriaverbis 13 agosto 2023

      Scopo e senso (se vuoi puoi aggiungere obiettivo, significato... e quant'altro) non sono affatto sinonimi.
      Mi sembra quindi che tu voglia parlare d'altro e poi concludi parlando anche di felicità.
      Faccio fatica a seguirti, ma ci provo.

      La fisica quantistica ha dimostrato che la realtà materiale cambia in relazione all’esperienza stessa di chi osserva gli eventi fisici. Questo in parole povere significa che, con la nostra partecipazione soggettiva, noi siamo in grado di influenzare ciò che ci succede e siamo in parte co-creatori della nostra realtà.
      Quando cambi il modo di osservare le cose, le cose che osservi cambiano.
      “La scienza non puo’ risolvere il mistero ultimo della natura. E ciò perché, in ultima analisi, noi stessi facciamo parte del mistero che stiamo cercando di risolvere.”
      (M. Planck)

      Sostanzialmente, la vita ritengo abbia il senso che noi stessi contribuiamo ad attribuirle.
      Smettiamola allora di considerarci vittime impotenti delle volontà altrui. Non aspettiamo che siano gli altri a determinare il senso e la direzione della nostra vita. Assumiamoci la responsabilità che ci spetta e diventiamo protagonisti attivi del nostro destino: attori principali della nostra vita, non comparse di un ruolo deciso dagli altri.

      “Il senso della vita è quello di trovare il vostro dono. Lo scopo della vita è quello di regalarlo” (P. Picasso).

    8. absitiniuriaverbis 13 agosto 2023

      Vedi la pluralità :

      “Il tuo compito è scoprire qual’è il tuo compito e dedicartici con tutto il tuo cuore” (Buddha).

      Se ti capita, cosa intendi con Bene, scritto con la maiuscola?
      Ho riportato una mia opinione in merito, la trovi tra i commenti, qual'e la tua?

      Della felicità... un'altra volta, dai!

    9. Tiziano Tanari 13 agosto 2023

      A rigor di logica non regge neanche la teoria del caos/caso. Non abbiamo nessun riferimento certo, possiamo solo sperimentare la vita cercando di capire se esiste un principio ordinatore dell’esistenza che non potrebbe essere che il “Logos”, inteso come natura pensante che agisce. In questa ricerca, a mio modesto parere, non si può prescindere dal concetto dell’etica e della sua (eventuale) reale consistenza che sarebbe espressione tangibile di un principio ordinatore superiore e trascendente. Ad oggi non abbiamo nessuna “prova scientifica” (per dirla come Harari) dell’esistenza di Dio.

    10. Tiziano Tanari 13 agosto 2023

      Ritengo che una ricerca di senso della vita sia necessario

    11. Tiziano Tanari 13 agosto 2023

      D’accordo in tutto, ma se noi “umani” non reagiamo, è molto facile che abbiano il sopravvento……con i loro prossimi futuri “super-uomini”.

    12. absitiniuriaverbis 13 agosto 2023

      Sicuro!
      Basta mettersi d'accordo su cosa parliamo. E fare attenzione al significato delle parole.

    13. Arthur 13 agosto 2023

      è molto facile che abbiano il sopravvento……con i loro prossimi futuri “super-uomini”.

      Mah, il mio sesto senso mi dice che i loro super-uomini faranno la fine delle auto elettriche (che periodicamente vanno a fuoco a destra e manca).
      E sarei curioso anche di vedere cosa faranno al primo blackout.

      Io resto dell'idea che i transumanisti siano fondamentalmente dei bulli cretini.
      E saranno la loro imbecillità e superbia ridicola a portarli ad estinguersi.

    14. Arthur 13 agosto 2023

      "La fisica quantistica ha dimostrato che la realtà materiale cambia in relazione all’esperienza stessa di chi osserva gli eventi fisici. Questo in parole povere significa che, con la nostra partecipazione soggettiva, noi siamo in grado di influenzare ciò che ci succede e siamo in parte co-creatori della nostra realtà.
      Quando cambi il modo di osservare le cose, le cose che osservi cambiano."

      Queste sono ipotesi.
      Comunque può darsi che ci sia un fondo di verità.
      Io non escludo certe ipotesi, ma resto sempre dell'idea che le cose siano più complesse.
      E credo che ad interagire con la realtà non sia tanto l'osservazione intesa in senso esteriore (che potrebbe comunque interagire con ciò che viene osservato) quanto piuttosto l'osservazione "interiore", ossia il nostro modo di "vedere" dal di dentro, nel profondo, cioè il nostro modo di "sentire".
      E c'è qualcosa di ineffabile che ci trascende e ci precede, nel senso che ci stimola interiormente a "sentire" e ci prepara la via, anzi ce ne prepara molte, tutte percorribili.
      Questo "sentire" si manifesta sempre come "desiderio".

    15. absitiniuriaverbis 13 agosto 2023

      Vedo che non ti interessa chiarire a me la tua comprensione di Bene.
      Non c'è problema.

      Il metodo scientifico è così : ipotesi, ricerca di prove, dubbi e riprove. All'infinito, senza certezze di fede. Allo stato attuale è così come scritto. Cambierà? Perché no?

      Concordo invece sulla necessità di ricerca interiore. Come scriveva Plank già riportato, siamo parte del mistero. Dirò di più, mi auguro che il mistero resti sempre tale. Il dubbio è il motore. Le vie, come scrivi, sono tante. Ognuno la sua.

    16. sbregaverse 13 agosto 2023

      Non un solo scôpo ma scopare con una certa frequenza .

    17. sbregaverse 13 agosto 2023

      Ma certo che i sensi si placano con lo scôpo !

    18. sbregaverse 13 agosto 2023

      NON è che le cose siano più complesse, mio ottimo re del desco rotondo, sono :
      SACRE (Cfr. misteriose)

    19. Arthur 13 agosto 2023

      Per Bene intendo l'Amore e la Giustizia intesi in senso cristiano, il tutto ripulito però da una spiritualità deviata che contraddistingue un certo dolorismo cristiano che esalta la sofferenza e vede in essa un mezzo di espiazione.

      E rigetto in toto l'idea che Bene e Male siano in qualche modo complementari.

      Non è dualismo, ma presa di coscienza che nell'esistente c'è un vuoto che necessita di essere colmato (o tenebra che necessita di luce) e, se questo non accade, ci sono conseguenze negative.
      Il Male ontologicamente non esiste, è inutile e non ha nessuna utilità o funzione.
      Quando il Bene regnerà, il Male sarà dissolto per sempre.

      La giustificazione del Male, che avviene in tutte le religioni, anche nel Cristianesimo, è solo una forma di rassegnazione ad accettare come ineluttabile ciò che appare tale ma in realtà non lo è affatto.

      L'Uomo si fa ingannare dai propri sensi, da ciò che osserva (ciò che vede e tocca, come Tommaso), dalla propria conoscenza (limitata) e da ciò che è stato sperimentato da coloro che sono vissuti prima di lui ed è codificato in una serie di schemi mentali ed interiori che hanno plasmato il linguaggio che parliamo.
      Per liberarsi occorre diventare come bambini piccoli appena nati, che, non avendo ancora assimilato il linguaggio dai genitori (con annessi schemi mentali ed interiori, molto limitanti), è in grado di "pensare" e "sentire" senza auto-ingannarsi, cosa che purtroppo accade con il linguaggio e la conoscenza.

    20. Arthur 13 agosto 2023

      Questo lo diceva pure Oscar Wilde (e altri prima e dopo di lui).
      Per molte cose applicare questo principio risulta assolutamente innocuo, per altre è invece pericoloso, per altre ancora le conseguenze sono distruttive.
      La libertà senza rettitudine morale trasforma la vita in un inferno.
      Prudenza.

    21. sbregaverse 13 agosto 2023

      Esistono prove scientifiche dell'
      IMBECILLITÀ UMANA ¿?

    22. absitiniuriaverbis 13 agosto 2023

      Grazie. Se ho capito bene :
      Amore e Giustizia come sinonimo di Bene.
      Ed in senso cristiano con una precisazione.
      Il Bene eradichera il Male (maiuscolo) e non sono duali.

      Mi sembra che abbiamo due prospettive diverse:
      una che guarda verso l'interno dell'individuo, l'altra che guarda ai fattori esterni e su base religiosa.

      Chissa', all'infinito anche le rette parallele si incontrano.
      Siamo tutti in cammino.

    23. Arthur 13 agosto 2023

      Carissimo, il mondo è un grandissimo manicomio all'aperto.

    24. ric 14 agosto 2023

      non direi..le leggi della natura sono la massima espressione della violenza...

    25. ric 14 agosto 2023

      secondo me e' meglio non indagare.

    1. sbregaverse 12 agosto 2023

      Mio caro Tizio con ano tu PENSI, adunque, che
      Harari non sia, magari, figlio di DIO e fratello tuo in CRISTO ¿?

    2. danone 12 agosto 2023

      Harari, esistendo, è certamente figlio di Dio (Verità), come tutto ciò che esiste.
      Ma da qui a considerarlo un fratello in Cristo, mi diventa quasi impossibile, perdonami sbrega.
      E' Lui che decide chi è o chi non è non il sottoscritto, quindi la mia è solo una piccola ed insignificante opinione di un essere fallace, come Harari, se è.

    3. maghi 12 agosto 2023

      ma lui è ebreo e non fallace. Se vai avanti così, alla fine ti denunciamo per l'olocausto.

    4. ric 12 agosto 2023

      fiol d' on can direi

    5. sbregaverse 12 agosto 2023

      Dannuan il mio è un sasso in piccionaia a voler significare quanto ogni uomo, col proprio vissuto, sia maledissimamente complicatissimo decriptare.
      Che farebbe ogni sora e frate di questo romitorio SE fosse nato Harari ¿?

    6. Tiziano Tanari 13 agosto 2023

      Se Dio c’è, siamo sicuramente frutto della sua creazione e su questo piano ci dobbiamo confrontare con pari dignità. Questo non impedisce di considerare certe posizioni pericolose e perfino demenziali. Se non c’è, potremmo anche fare a meno di parlarne, perchè di certezze non ne abbiamo, nessuno.

    7. sbregaverse 13 agosto 2023

      Ma, per l'appunto, io e te partiamo dal presupposto che : DIO C'È.(ci sia , il presente al posto del congiuntivo è più incisivo).
      Del resto , stimandoti e constatando che remiamo nella stessa galera con il medesimo intento, non posso non farti notare un'evidente contraddizione (tua e non solo tua ,infatti è piuttosto comune)
      TEOLOGICA ( Cfr. DIO e logica divina )
      Con affetto( non affettato), sempre al piacere di leggerti.
      《Ciascuno stia sottomesso alle autorità costituite poichè non c'è autorità se non da DIO e quelle che esistono sono stabilite da DIO.》
      Romani 13,1.
      ( I romani che ci governano QUESTO VANGELO lo conoscono a memoria)

    8. BrunoWald 14 agosto 2023

      Considerare il vissuto dell'aggressore, è il lusso dello spettatore. L'aggredito invece è impegnato a difendersi, se del caso, anche con mezzi per nulla fraterni.

      NON siamo nati Harari: se la vita ha un senso, o se esiste il karma, ci sarà pure una ragione. Se invece la vita non ha senso, è comunque un gran sollievo.

      (Anche perché già essere chi siamo è, per ognuno di noi, un peso considerevole).

    1. maghi 12 agosto 2023

      “Non c’è evidenza scientifica che, al contrario dei maiali, i Sapiens abbiano un’anima".
      insomma i maiali hanno un'anima e l'uomo, no. Se ha veramente detto questo, quest'uomo è pazzo. Ma sarà sicuramente un errore di battitura. In fondo dovrebbe far parte della razza eletta, la più intelligente del mondo.

    2. danone 12 agosto 2023

      Ma perchè secondo te Harari è un uomo?
      Ma cavati di lì :-))

    3. Nestor Halak 12 agosto 2023

      La frase, magari non tradotta benissimo, significa che non c'è alcuna evidenza che gli uomini abbiano un'anima e i maiali no.
      Del resto Harari, come ebreo, non dovrebbe avere troppa confidenza coi maiali.

    4. maghi 12 agosto 2023

      tanto rifinito non deve essere visto che convive con un uomo. Comunque anche se non è rifinito in quanto a gusti sessuali, a vederlo è fatto come me e te, poi può darsi che il troppo studio lo abbia fatto andare fuori di testa. Succede.

    5. maghi 12 agosto 2023

      sarà perchè a me piace molto il prosciutto e il maiale in genere, così dopo averne mangiato a quintali nella mia vita, posso dire che l'anima non c'è. Non me la sono mai trovata sotto i denti. L'uomo per ora non l'ho mangiato, quindi anche a me manca l'evidenza scientifica.

    6. ric 12 agosto 2023

      un maiale circonciso....

    7. ric 12 agosto 2023

      ma come si assomigliano....

    8. Nestor Halak 12 agosto 2023

      Be, anch'io apprezzo i prodotti di salumeria e quindi preferisco non attribuire un'anima a maiale per non crearmi imbarazzo, dubito comunque che la sarcofagia sia un'esperimento valido per la rilevazione dell'anima, anche se i cannibali sono spesso convinti di acquisire non so se proprio l'anima, ma comunque qualcosa di spirituale mangiando le carni del nemico o del parente,
      Pensiero magico religioso,

    9. Tiziano Tanari 13 agosto 2023

      Pagina 131 del libro “Homo Deus”.

    10. Tiziano Tanari 13 agosto 2023

      Il concetto comunque è che non ci sono prove scientifiche che l’uomo abbia un anima al contrario dei maiali che sicuramente non ce l’hanno.

    11. absitiniuriaverbis 13 agosto 2023

      Quali sono invecec le prove scientifiche che i maiali sicuramente non ce l'hanno?

    12. maghi 13 agosto 2023

      semmai pensiero magico profano

    13. maghi 13 agosto 2023

      che lo avesse scritto, ci credevo anche prima. So benissimo che i balordi parlano a vanvera. Ma sono così utili al sistema. Li chiamano analfabeti funzionali, normalmente laureati, perchè danno l'impressione di essere persone acculturate, con vaste conoscenze imparate a pappagallo, senza però averci capito un acca. Magari con buste di denaro che correvano prima degli esami. Basta guardare quanti medici sono morti o ammalati dopo le iniezioni covid. Io che ne conosco solo una, forse due decine, ho rilevato un decesso a 69 anni, una miocardite a 60 anni e un tumore all'intestino a 39 anni.

    14. sbregaverse 13 agosto 2023

      L' evidenza etimologia di maiali è che non possono essere dotati di ALI.

    15. sbregaverse 13 agosto 2023

      Forse è anche il peso che li ancora a terra.

    16. Fedeledellacroce 13 agosto 2023

      Autocensurato

    17. Tiziano Tanari 23 settembre 2023

      Testuale.

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