Guerra in Ucraina: è possibile un intervento diretto della NATO?

Guerra in Ucraina: è possibile un intervento diretto della NATO?

Mike Whitney
unz.com

"Se qualcuno dall'esterno dovesse interferire in Ucraina, dovrebbe saperlo: se ci minacceranno... risponderemo immediatamente. Abbiamo tutti gli strumenti necessari per farlo e tutte le decisioni in merito sono già state prese."

Il presidente russo Vladimir Putin

Non c'è dubbio che la ritirata da Kherson sia stata uno smacco per l'esercito russo. È altrettanto indubbio che il generale che ha ordinato l'evacuazione abbia preso la decisione giusta. È vero, l’apparenza è terribile, ma con le apparenze non si vincono le guerre. Strategia, valore e potenza di fuoco vincono le guerre. Il generale russo Sergey Surovikin sembra averlo compreso ed è per questo che ha preso l'impopolare decisione di ritirarsi.

Surovikin avrebbe potuto fare una scelta politicamente più accettabile e difendere Kherson a tutti i costi, ma i rischi sarebbero stati di gran lunga superiori ai benefici. A detta di tutti, i 25.000 soldati russi presenti in città avrebbero potuto essere facilmente accerchiati e annientati dall'artiglieria ucraina. Inoltre, Surovikin sarebbe stato costretto ad impegnare altre truppe in una missione di salvataggio che non avrebbe minimamente giovato alla strategia militare complessiva della Russia. L'obiettivo immediato della Russia è quello di completare la liberazione del Donbass, un compito che non è ancora terminato e che richiede un numero maggiore di truppe, anche quelle che erano state bloccate a Kherson.

A tutti gli effetti, ritirarsi da Kherson era una scelta obbligata. Se si fosse verificato lo scenario da incubo - come molti si aspettavano - e migliaia di soldati russi fossero finiti circondati e massacrati per difendere una città di scarso valore strategico, in Russia il sostegno popolare alla guerra sarebbe svanito da un giorno all'altro. Né Putin né Surovikin potevano permettersi di correre questo rischio. Così, invece, hanno scelto di fare le valigie e di evacuare finché erano in tempo, scatenando ovviamente la furia dei loro critici. La buona notizia, tuttavia, è che il disastro mediatico della ritirata di Kherson non avrà alcun impatto significativo sull'esito della guerra. La Russia è ancora sulla buona strada per raggiungere tutti i suoi obiettivi strategici, nonostante le insidie incontrate lungo il cammino. Ecco un breve riassunto del ritiro russo tratto da un'intervista con il colonnello Douglas MacGregor:

"Quando il generale Surovikin ha assunto il comando... è stato deciso che la Russia avrebbe atteso un'operazione decisiva per porre fine alla guerra. In altre parole, basta con la difesa dell'Ucraina meridionale e del territorio annesso, basta con le aspettative di negoziati con chiunque – quei tempi sono finiti - dobbiamo porre fine alla guerra.

Come si pone fine alla guerra? Beh, si lanciano operazioni talmente devastanti nella loro distruttività che il nemico non può resistere. Tuttavia, se si vuole fare una cosa del genere, bisogna ridimensionare le attività in corso (come a Kherson). In altre parole, bisogna fare dei cambiamenti sul terreno, spostare le truppe, cambiare l'impegno delle risorse, perché ora si stanno facendo preparativi per forze che non sono ancora nel sud dell'Ucraina... ma che arriveranno dalla mobilitazione di 300.000 uomini integrati in questa nuova forza per le operazioni future... che arriveranno quest'inverno, una volta che il terreno sarà gelato.... Quindi, considererei (il ritiro) una decisione operativa con benefici a breve termine a sostegno di una strategia a lungo termine volta a costruire questa enorme potenza d'urto... I Russi non ripongono più alcuna fiducia nei negoziati. Non credo che, a questo punto, potremmo dire ai Russi qualcosa che li convinca a fermarsi." (“EVERYTHING changes in 4 weeks: Interview with Colonel Douglas MacGregor”, Youtube; da 50 secondi in poi)

Quindi, secondo MacGregor, il riposizionamento delle truppe è fondamentale per la strategia generale, che è cambiata sotto Surovikin. Con il nuovo comandante, l'obiettivo principale delle operazioni militari è l'annientamento di tutte le forze e i mezzi che permettono al nemico di continuare a combattere. Ho il sospetto che questo significhi la rimozione del regime di Zelensky e dei suoi servizi di sicurezza, ma potrei sbagliarmi. In ogni caso, l'imminente offensiva russa sarà molto più in linea con una guerra terrestre convenzionale ad armi combinate che con le operazioni militari speciali che abbiamo visto fino a questo momento. Mosca è determinata a risolvere la questione il più rapidamente possibile e con la forza necessaria. Non ci sarà più da scherzare.

Detto questo, recenti rapporti (vedi sotto) suggeriscono che l'amministrazione Biden potrebbe dispiegare nel teatro ucraino truppe da combattimento statunitensi in risposta ad una escalation russa che minacciasse di alterare il corso della guerra. Se queste notizie si riveleranno esatte, la tanto attesa offensiva invernale potrebbe innescare una conflagrazione diretta tra Stati Uniti e Russia. Visto come si sono messe le cose fino a questo punto, pensiamo che sia solo una questione di tempo prima che Washington emerga da dietro i suoi mercenari e ingaggi le truppe russe sul campo di battaglia. Molti segnali indicano che il Pentagono si sta già preparando a questa eventualità.

Le comunicazioni segrete tra il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan e l'ex ambasciatore russo a Washington, Yuri Yushakov, e l'ex capo dell'FSB, Nikolai Patrushev, suggeriscono che Sullivan abbia avvertito le sue controparti russe che gli Stati Uniti non avrebbero permesso alla Russia di risolvere il conflitto alle sue condizioni, ma che avrebbero preso qualsiasi misura necessaria per impedire una vittoria russa decisiva. Guardate questo estratto di un'altra intervista con il colonnello Douglas MacGregor:

MacGregor - "Jake Sullivan ha parlato dei pericoli di un'escalation... Ha semplicemente detto che 'vediamo le prove che voi, Russia, vi state preparando ad un'escalation del conflitto'. Il che è vero; abbiamo parlato di questa (imminente) offensiva invernale russa. 'E noi vi mettiamo in guardia da questo' (ha detto Sullivan). La tacita implicazione, a questo punto, è che siamo pronti ad entrare in qualche modo in questo conflitto perché non vi permetteremo di dividere l'Ucraina. Non vi permetteremo di combattere e vincere questa guerra alle vostre condizioni......

Napolitano Lei sa se Sullivan ha menzionato la presenza di 40.000 truppe statunitensi (la 101esima aviotrasportata) in Polonia?

MacGregor - Non lo sappiamo, ma pensiamo - sulla base del linguaggio che è trapelato nel paragrafo che ho ricevuto da un'altra fonte - che lui (Sullivan) abbia fatto intendere che (gli USA) hanno 90.000 truppe in Polonia e in Romania e che, potenzialmente, se la Russia dovesse provocare un'escalation - presumibilmente nella misura in cui pensiamo che i Russi potrebbero escalare - noi (gli Stati Uniti) potremmo essere pronti ad intervenire. E interverremmo con 40.000 soldati statunitensi, 30.000 polacchi e 20.000 rumeni..... Sullivan ha chiarito che siamo in grado di intervenire."

... "Quello che non sappiamo è cosa hanno risposto i Russi, perché se siete russi, la linea rossa è chiara: 'Se vi muovete in Ucraina, sarete in guerra con la Russia.' Sembra che noi ci rifiutiamo di capirlo."

Napolitano - "Mi faccia capire bene: Lei è convinto che Jake Sullivan... abbia minacciato i Russi che, se avessero oltrepassato questa linea rossa, avrebbero incontrato la resistenza militare degli Stati Uniti in Ucraina?"

MacGregor - Credo che questa allusione sia stata fatta. Questa è l'impressione che ho e non credo che dovremmo esserne sorpresi, perché la posizione dell'Ucraina si sta deteriorando molto rapidamente... E siamo molto preoccupati per un collasso dell'Ucraina. Alcune stime indicano che l'intera economia e la struttura sociale potrebbero crollare entro 60 giorni. Alcuni dicono che, proprio ora, in Ucraina si sta procedendo alla mobilitazione generale, che potrebbe includere le donne, perché la base di reclutamento è esaurita. E, ricordate, sempre più gente continua a lasciare l'Ucraina, perché nessuno vuole rimanere bloccato in un Paese che a breve non avrà energia, né elettricità e dove ci saranno problemi a reperire acqua e cibo. La situazione in Ucraina è terribile."

Napolitano - Cosa ci fanno 40.000 truppe statunitensi della 101esima aviotrasportata in Polonia?

MacGregor- Si stanno preparando per le operazioni di combattimento....

Napolitano - Il Dipartimento della Difesa ha fornito al Presidente degli Stati Uniti i piani per l'ingresso delle truppe americane in Ucraina? È stato fatto?

MacGregor - Penso che questi piani siano stati certamente discussi, anche se non comunicati a Jake Sullivan. Certamente il Segretario di Stato (Anthony Blinken) ne è a conoscenza. Non so cosa abbiano detto al Presidente. Spero che (il presidente) abbia ricevuto qualche informazione. Ancora una volta, tutto questo è molto grave perché siamo nel bel mezzo di un'elezione e questo potrebbe accadere senza alcuna consultazione con il Congresso.

Napolitano - Qual è la situazione dei 300.000 riservisti che Putin ha richiamato un mese fa?

MacGregor - La maggior parte di loro è già stata integrata in formazioni e unità - molti di loro sono andati in unità che erano a ranghi ridotti e che ora sono tornate a "piena forza." Alcuni sono entrati in nuove unità. [Nota: credo che MacGregor possa sbagliarsi su questo punto. Secondo altri analisti, finora sono stati inviati in Ucraina solo 80.000 riservisti. Potrebbero volerci alcuni mesi prima che l'intero dispiegamento venga portato a termine]. È quasi completo, ma il punto è che, attualmente, la temperatura minima in Ucraina è di circa 2 gradi sopra zero, il che significa che sarete ancora bloccati nel fango, sia che stiate attaccando o difendendovi. Finché il terreno non ghiaccerà, non credo che accadrà nulla... Ma quando arriverà l'inverno e il terreno ghiaccerà, sarà allora che i Russi attaccheranno. E ne vediamo le premesse da almeno tre direzioni diverse, tra cui l'est, il sud-est e il nord. E, a giudicare dal concentramento (militare), dai sistemi di armamento in atto e dalle forniture disponibili, si tratterà di un'offensiva destinata a porre fine alla guerra. Non sappiamo se ci riuscirà o meno. Ma credo che l'idea sia questa.

MacGregor - C'è un'ultima cosa che vorrei dirvi: quando il generale Surovikin, il comandante del teatro occidentale, aveva accettato la nomina, aveva fatto questa breve dichiarazione. Aveva detto: 'Una soluzione siriana per l'Ucraina è inaccettabile.' In altre parole, non permetteremo che l'Ucraina cada sotto l'influenza di attori che manterrebbero l'Ucraina in uno stato di agitazione e di guerra permanente. Questo è un segnale molto chiaro: quando lanceranno (l'offensiva invernale) lo faranno per porre fine al conflitto. Quindi, sarebbe molto poco saggio da parte nostra ostacolarli..... Semplicemente, non abbiamo il livello di sostegno necessario per garantire il successo." (“This is a Red Line in Ukraine”, Colonel Douglas MacGregor, Judging Freedom)

La Russia ora è pronta a fare tutto ciò che è necessario per vincere la guerra in tempi brevi e sgominare un esercito ostile che rappresenta una minaccia per la sua sicurezza nazionale. Se le forze statunitensi si uniranno ai combattimenti, i tempi per la vittoria potrebbero cambiare drasticamente, ma gli obiettivi strategici rimarrebbero gli stessi. Non ci si può aspettare che una nazione viva in pace quando le viene puntata una pistola alla testa. È per questo che Putin si è opposto all'adesione dell'Ucraina alla NATO ed è per questo che si sta combattendo la guerra attuale.

Mike Whitney

Fonte: unz.com
Link: https://www.unz.com/mwhitney/the-stage-is-set-for-us-combat-troops-in-ukraine/
11.11.2022
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Mike Whitney scrive di politica e finanza e vive nello Stato di Washington. È raggiungibile all'indirizzo [email protected]

Commenti (44)

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Mostra commenti 44 caricati
    1. emilyever 13 novembre 2022

      Da quel che so i russi hanno lasciato Cherson senz'acqua e senza luce, arriveranno i generatori rischiesti dall'Europa? Ho visto ieri uno sketch televisivo del 2014 in cui il comico Zelenski seduto ad un tavolo del teatro su cui c'era una brocca d'acqua faceva entrare un figurante annunciato come un abitante della Crimea a cui il governo, dopo Maidan aveva tolto l'acqua. Ebbene, fra le risate degli spettatori presenti, Zelenski lo prendeva in giro mentre questi si precipitava sull'acqua, e non solo la beveva ma se la buttava addosso. Dicasi karma?

    1. Cachafaz 13 novembre 2022

      LA NAto tenta di arrivare sulla riva del dnepr a kherson per piazzare pezzi di artiglieria, ma finora sono sempre stati individuati e respinti (da leggere: distrutti).

    1. berlioz 13 novembre 2022

      il mio sarà solo wishful thinking, ma il generale inverno è sempre stato dalla parte dei miei fratelli russi, e lo sarà anche questa volta

    2. Cachafaz 13 novembre 2022

      E' esattamente come avevo previsto(non era difficile) . I pagliacci delle truppe Nato non si preparano certo a combattere, tanto meno la 101esima che se ne stara' al caldo, ma solo ad occupare l'ucraina vicino a dove sono i russi, per metterli davanti al fatto compiuto, si dichiareranno forza di pace mandati dall'onu o dall'oms, unescu o wef. Ne' piu' ne' meno di come gli americani hanno fatto nel nord della siria dopo che i russi gli avevano ammazzato i mercenari ivi radunati.

    3. Divoll 14 novembre 2022

      Molte grandi battaglie nella IIGM furono vinte dalla Russia in piena estate. L'inveno e' solo un bonus, ma viene usato per disprezzare e sminuire le qualita' militari russe.

    1. Arian Van Heisen 13 novembre 2022

      è da inizio guerra che si aspetta e sentiano ripetere dai Russi si lanciano operazioni talmente devastanti nella loro distruttività che il nemico non può resistere.
      poi vediamo abbandonare l' accerchiamento di Kiev ritirarsi da Karkiv e poi dopo aver fatto un referendum abbandonare Kershov abbiamo visto assassinare esponenti e governatori ucraini pro Russia la figlia di Dugin, sabotare il N.S.1 ed il ponte sulla Crimea!
      sentiamo ripetere che l' Ucraina è alla fine , ma intanto scappano ed incassano e promettono la soluzione definitiva che viene sempre posticipata..
      Boohhh...!

    2. maghi 13 novembre 2022

      e se questa guerra fosse un altro specchietto per le allodole con scopi manipolativi tipo la pandemia covid. A leggere i commenti, fosse vero, l'obiettivo è pienamente raggiunto.

    3. Arthur 13 novembre 2022

      Arian, quasi certamente sono d'accordo.
      Noi facciamo ragionamenti complessi e invece Nato e Russia sono sempre stati d'accordo sin dall'inizio.
      La questione Ucraina sarà risolta con un accordo che probabilmente consisterà nel suo ingresso nell'UE, ma non nella Nato.
      La situazione delle regioni del sud sarà monitorata da forze di pace ONU.
      E fine della farsa.

      Dopo il Covid, dopo il climate change, dopo il pericolo nucleare, dopo la crisi energetica, sarà interessante vedere quale psyop tireranno fuori.

      PS.
      A meno che i Russi non abbiano in mente qualcosa che ci sfugge (cosa che considero improbabile).

    4. Arthur 13 novembre 2022

      L'obiettovo n. 1 è spaventare, generare ansia e terrorizzare.
      Lo si capisce benissimo osservando quello che dicono e fanno i media.

    1. DrCaligari 13 novembre 2022

      Criticare oltremodo i Russi per la scelta del ritiro da Kherson mi sembra tendenzioso. Primo perché la città è piuttosto a ovest, poi perché lo scacchista non esita a sacrificare un pedone se sa che poi porterà un attacco molto fruttuoso. Noi Italiani nella Prima Guerra mondiale facevamo la cosa opposta, infatti ne ottenemmo Caporetto. Dicembre sarà un mese molto importante per le sorti della guerra. DIcembre e gennaio, li si capirà come finisce.

    1. sbregaverse 13 novembre 2022

      Certo che 40.000 più 30.000 più 20.000 fa
      90.000 , QUESTI, di numerologia e di smorfia se ne intendono.
      Novanta moltiplica la paura per mille.

    1. AlbertoConti 13 novembre 2022

      "Non ci si può aspettare che una nazione viva in pace quando le viene puntata una pistola alla testa."

      Soprattutto quando è una superpotenza nucleare, cioè di massimo rapporto di forze militari.
      Questa è la causa di quella che i puritani di m. occidentali chiamano ipocritamente "l'invasione russa della democratica ucraina", alimentando così l'alibi USA-NATO per nascondere l'aggressione alla Russia, e poi alla Cina, viste come insopportabili competitor economici.
      Le vittime della "guerra civile" in donbass sono sì una motivazione aggiunta, ma non certo la principale, questo era chiaro fin dall'inizio. Le ragioni di sopravvivenza riguardano il cuore della Russia, non solo alcuni suoi margini potenzialmente sacrificabili.
      A maggior ragione a proposito di kherson, visto anche che una qualche moneta di scambio di riserva potrebbe diventare necessaria. Di fronte ad uno scontro all'ultimo sangue tra giganti militari il "volere tutto" non è possibile per nessuno, se no diventa il nulla per tutti.

    2. Primadellesabbie 13 novembre 2022

      Siamo alla vigilia di una alternativa tra un gran reset destinato a essere esteso a tutti o a tre progetti diversi e autonomi (?) per resettare comunque il modo di vivere su questo Pianeta?

    3. AlbertoConti 13 novembre 2022

      Si spera che vinca il migliore dei progetti.
      Comunque sia i privilegi (materiali) non globalizzabili dovranno giocoforza sparire, come qualsiasi cosa incompatibile con un sistema finito. La natura è sempre logica, direi per fortuna di tutti.

    4. logos 13 novembre 2022

      Il bello di "tre progetti distinti"? Che al verificarsi delle adeguate condizioni, in via arbitraria, si può aderire ad uno, agli altri, oppure a NESSUNO. Un progetto "unico" difficilmente è compatibile e desiderabile per tutti (ed a tutti i livelli), voglio dire, per molti anche il "paradiso" potrebbe non essere Ideale o accettabile. Come si dice in termini di cultura pop? "Interi raccolti andarono perduti". Poi le pubblicità mainstream dicono sempre che TRE è il numero perfetto. Chissà che almeno una volta non ci si possa concordare. l.

    5. Primadellesabbie 13 novembre 2022

      Come nei film americani?

      "...i privilegi (materiali) non globalizzabili..." sarebbero gli spazi individuali, nella più vasta accezione, il cui valore non può essere stimato (non globalizzabili), che ci distinguono, o qualcosa d'altro?

    6. Luca VFR 13 novembre 2022

      C'è anche una motivazione strettamente militare: se l'Ucraina entrasse nella NATo la NATO spiegherebbe i propri missili nucleari a qualcosa come meno di 800 km da Mosca. E' evidente che ai Russi, che hanno già S. Pietroburgo sotto attacco (dai paesi NATO alla città c'è lo stretto Golfo di Finlandia), la cosa non garba per nulla. Poi c'è anche lo scontro tra Occidente ed Asia, ma quello è già meno impellente della minaccia nucleare praticamente nel giradino di casa.

    7. Primadellesabbie 13 novembre 2022

      "...si può aderire ad uno, agli altri..."

      Idealmente forse, ma dove ti trovi ti becchi quello.

      "...oppure a NESSUNO."

      In quanto al "...NESSUNO...", vai avanti tu che a me viene....

    8. AlbertoConti 14 novembre 2022

      Non so cosa tu abbia in testa, ma mi sembra assai diverso da quello che ho in testa io.

      I privilegi sono qualcosa di privato agli altri, che gli altri non possono avere. Se poi sono "materiali" è evidente che si tratta di beni dal valore commerciale, in quanto richiesti.

      Ti devo fare l'esempietto? suvvia ...

      Poi c'è la parola "globale", che fa schifo solo a pensarla, non è politicamente corretta ... mamma mia!

      Globalizzabile significa invece anche condivisibile in tutto il globo, sottinteso terrestre. Esempietto: una Ferrari da 500.000 € che fa 330 Km/h e 3 Km con un litro non la si può dare a 8 miliardi di persone, ma neanche a 1 solo miliardo di millionari, ergo non è globalizzabile, è un privilegio. Meritato? Potrebbe anche essere in certi casi limite, ma non certo così frequenti da incrociarli per strada quasi tutti i giorni, come invece mi capita qui in brianza.

      Non so quali siano i tre progetti finalisti che hai in mente, ma la mia speranza è che ogni progetto che sostituisce il precedente sia migliorativo, un approssimazione successiva del modus vivendi ideale per tutti (umani e non) in questo pianeta che fa da teatro all'evoluzione tecnologica.

    9. AlbertoConti 14 novembre 2022

      E' esattamente quello che intendevo per:

      "Le ragioni di sopravvivenza riguardano il cuore della Russia"

    10. Primadellesabbie 14 novembre 2022

      Che abbiamo in testa cose diverse mi sembra una cosa naturale (nel senso di naturale).

      I tre progetti, di cui uno dichiarato e due da me sospettati, sono quello US, quello cinese e quello russo, il 'finalisti' e farina tua.

      L'esempietto era indispensabile, chi poteva immaginare che intendessi che la Ferrari potesse essere globalizzabile o non globalizzabile, a parte che chi la possiede se la merita certamente, così impara.

      Effettivamente pensavo a tutt'altro, dato che godo di "privilegi (materiali) non globalizzabili "cui attribuisco un valore inestimabile che, per il momento, non interessano a nessun altro e quindi non hanno un listino, pur essendo materiali: pensavo avessi in progetto di privarmene, anche perché forse, secondo il tuo giudizio, potrei non "meritarmeli".

      Ad ogni buon conto:

      Treccani -Globalizzazione

      In genere, l’assunzione o considerazione di una serie di elementi nella loro totalità. In partic.:.... 2. Nel linguaggio dell’economia, g. dei mercati, fenomeno di unificazione dei mercati a livello mondiale, consentito dalla diffusione delle innovazioni tecnologiche, specie nel campo della telematica, che hanno spinto verso modelli di consumo e di produzione più uniformi e convergenti; anche, le conseguenze politiche e sociali di tale unificazione.

    1. Nestor Halak 13 novembre 2022

      Quindi, secondo Mac Gregor che è un esperto militare, ciò che dobbiamo aspettarci è una decisiva offensiva russa entro l'anno.
      Sembra ragionevole, ma già molte volte in questa guerra le cose che sembravano ragionevoli non sono accadute. anche perché la logica politica non sempre corrisponde alla logica militare.
      Ad ogni modo l'anno è già agli sgoccioli, non c'è molto da aspettare, vedremo presto se queste previsioni sono esatte.

    2. JA 13 novembre 2022

      Non hai però calcolato che il non effettuare l’offensiva prevista sarà la nuova strategia russa della maskirovka. Ne hanno una per tutte le occasioni. :-D

    3. Nestor Halak 14 novembre 2022

      ma noi non ci crederemo e cominceremo a pensare che Putin non è in grado di vincere la guerra oppure non vuole vincerla e sta facendo l'ammuina, come dicono a Napoli..

    4. JA 14 novembre 2022

      In ogni caso più che un’operazione speciale è stata un’operazione disastrosa sotto tutti i punti di vista, le cui gravi conseguenze politiche devono ancora investire in pieno la dirigenza russa (vedi recenti dichiarazioni di Dugin). Come ex alto ufficiale del KGB, nel suo campo di competenza, Putin si è comunque dimostrato un fallimento come la sua strategia buonista.
      Dopo di che credere o no, come per san Tommaso, sarà per inconfutabili dati di fatto. Buona giornata.

    1. LuxIgnis 13 novembre 2022

      La maggior parte degli articoli e commenti a seguito su quello che è successo a Kherson mi sembrano tutte analisi per lo più incomplete o che seguono comunque la propaganda occidentale.
      È come se in una partita a scacchi ci si soffermasse, volutamente o per ignoranza non importa, sulla perdita di un pedone, e non si vedesse, o non si volesse vedere, che altri pezzi si stanno muovendo per prepararsi a fare scacco matto o per lo meno scacco al re.
      Questo è almeno un articolo che va un po' oltre e vede che vi sono pezzi importanti che si stanno muovendo da una parte e dall'altra.
      Bisognerebbe cercare di guardare l'intera partita e non solo una singola mossa, che a volte può apparire incomprensibile, ma se si guarda oltre non è poi così incomprensibile.
      L'Ucraina è sull'orlo del collasso, anzi sarebbe già collassata se non fosse per i costanti aiuti dell'Europa e degli USA alle spalle chiaramente degli europei e degli americani. Quindi perché i russi dovrebbero avere fretta?

    2. Primadellesabbie 13 novembre 2022

      Molti dei commenti confermano come il modo di pensare degli autori risenta dell'atmosfera diffusa (sospetto per bieco calcolo) dal "Processo del lunedì" che tanta parte ha avuto, e ha, nel nostro modo di giudicare gli avvenimenti in genere.

    1. Dante Bertello 13 novembre 2022

      Se il nemico attacca noi ci ritiriamo. Se il nemico si ritira, noi attacchiamo.
      Generale Nguyen Giap

    2. Eugiorso 13 novembre 2022

      In effetti, l'ultimo riposizionamento russo nel Kerson si è svolto in modo molto ordinato ... Un esercito che si rispetti deve essere ben addestrato non solo ad attaccare, ma anche a ritirarsi in modo ordinato e senza perdite importanti di uomini e mezzi.

      Così non fu nella Battaglia degli Altipiani del 1916 per il regio esercito che la ebbe dura con gli austro-ungarici avanzanti da nord, per portare in salvo truppe e civili ... Il regio esercito era addestrato solo ad attaccare.

      Cari saluti

    3. Nestor Halak 13 novembre 2022

      Giustissimo, ma il generale Giap comandava un esercito di guerriglieri contro quello di una grande potenza.

    4. JA 13 novembre 2022

      Dunque se non si muove noi non ci muoviamo: ma chi si ferma è perduto. :)

    5. Dante Bertello 13 novembre 2022

      Approfittare della debolezza del nemico e non perdere uomini in inutili difese.

    6. JA 13 novembre 2022

      E' come dire non perdere uomini in inutili attacchi.
      Il problema è stabilire quando siano debolezze e quando siano inutili.
      Qui stà la bravura fisionomica del comandante.

    1. Eugiorso 13 novembre 2022

      Forse ho avuto ragione a parlare di "trappolone strategico" in relazione al riposizionamento russo sulla sponda meridionale del Dniepr, vicino a Kerson, riposizionamento che è avvenuto in modo ordinato, lasciando ben poco sul terreno alla soldataglia nazista e nato e portando via tutti i civili che l'hanno richiesto ...

      Ciò che è stato definto una sconfitta - il riposizionamento annunciato addirittura dal ministro della difesa russo, per non "intaccare" il prestigio di Surovikin fra le sue truppe - lo è solo temporanemante da un punto di vista mediatico e politico (puttane mediatiche, popolume occidentaloide manipolato, politici collaborazionisti in Europa, eccetera), ma non certo da un punto di vista militare.

      Credo proprio che si attenda l'inverno e il dispiegamento di tutti i riservisti (non necessariamente tutti nel teatro ukraino) per dare il colpo di maglio finale e piegare i nazisti, ma da come stanno andando le cose, con gli statuniotidi-nato in Romania e ai confini sempre più numerosi, c'è il rischio reale di un allargamento del conflitto, perché i demokrat-neocons e soprattutto il deep state che li manovra, non accetterano di perdere definitivamente il loro servo suicida-carne da cannone nazi-ukro.

      Cari saluti

    2. Eugiorso 13 novembre 2022

      Dimenticavo di aggiungere un riferimento storico: la battaglia di Mosca sviluppatasi fra sovietici e nazisti dalla fine del 1941 e l'inverno del 1942, in cui l'inverno ha avuto un ruolo determinante nel successo sovietico con l'arretramento degli invasori nazisti ... Fu un tassello importante del fallimento dell'operazione Barbarossa.
      La storia non si ripete, ovviamente, ma qualche analogia la si può trovare.

      Cari saluti

    3. Cleon XIII 13 novembre 2022

      Surovikin, appena preso il comando, aveva già parlato di "decisioni dolorose" da prendere nella regione di Kherson. Allargando la prospettiva, anche i bombardamenti delle infrastrutture energetiche dell'Ucraina possono essere letti come un piano per dar tempo all'evacuazione ordinata.
      La situazione è ancora difficilissima, la superiorità dei reparti AFU schierati rispetto al corpo di spedizione russo è soverchiante. Se gli Ucraini avessero sfondato e accerchiato i russi, avrebbero avuto via libera fino alla Crimea. Speriamo che il riposizionamento funzioni.
      In prospettiva, sono d'accordo con i contenuti dell'articolo. Quello che mi aspetto da qui a gennaio è un attacco decisivo russo DA NORD e da NORD EST, verso Kiev. Un attacco rapido e conclusivo per chiudere i conti con l'Ucraina una volta per tutte. Se sarà rapido, la NATO non avrà altre opzioni che attaccare o stare ferma, una scelta che sarà tutta politica.

    4. Eugiorso 13 novembre 2022

      Se è vero che i russi sono imprevedibili, sanno aspettare e poi "sorprendono" il nemico senza cadere nelle sue trappole, ci possiamo aspettare di tutto, per quanto riguarda i fronti che apriranno, sicuramente è possibile che l'attacco avvenga dalla Bielorussia, in cui riservisti russi si stanno addestrando con quelli bielorussi, ma allora "sarà in torta" pienamente, cioè sul terreno anche un'armata bielorussa ...

      Cari saluti

    1. Violetto 13 novembre 2022

      MI fermo alle prime righe dell'articolo perché mi pare voglia giustificare qualcosa di incomprensibile.

      Si, la ritirata è giusta per salvare i soldati.

      Questo modo di fare è manipolatorio: si stacca un pezzo dal corso totale degli eventi e si giudica solo quello.

      E' giusto che abbia buttato mio figlio dalla finestra perchè la casa era a fuoco.
      Ma si dimentica di dire che ho anche dato io fuoco alla casa....

      Kherson era/è (?) territorio russo dopo i referendum.

      Essere costretti a ritirarsi perché sennò i soldati venivano accerchiati e massacrati è giusto...ma perché non si è protetta la città, questa sarebbe la domanda

    2. buddyboy 13 novembre 2022

      Ti faccio una domanda, i russi stanno facendo tiro al bersaglio con le infrastrutture energetiche ucraine, dovunque esse siano dislocate, cosa gli impedisce di farlo con le truppe ucraine ?? Trovata la risposta, ti chiedo quindi, per quanto tempo Kherson potrà rimanere Ucraina dopo che i russi decideranno di riprendersela ( non dimenticare che tutti i civili filo russi sono stati evacuati). Perché quindi prendersi gravi rischi correlati all'inverno incombente, rischiando difficoltà enormi di approvvigionamenti ed un parziale isolamento.
      Quando invece evitare ogni rischio riposizionandosi dall' altra parte del fiume a soli a 500 Mt.?? Se questa è una scelta esclusivamente tattica stiamo quindi parlando del nulla esaltato ad arte dalla solita propaganda, diverso invece se sottende una manovra strategico politica ed è quindi la premessa per una svolta diplomatico/negoziale ( ma se anche fosse così ci credo poco che i russi siano disposti a rinunciare a Kherson )
      PS. "Perché non si è protetta la città "??
      Violetto basta che guardi una mappa, non c'è bisogno di essere strateghi e comprensibile veramente da chiunque.

    3. Violetto 13 novembre 2022

      non sono certo esperto di tattiche militari.

      La sceneggiata mostrata dai Russi sui motivi della ritirata mi mette dei dubbi.

      Ma vediamo cosa succede in seguito.

    4. Luca VFR 13 novembre 2022

      Un soldato morto, a differenza di uno vivo, non combatte più E, a quanto pare, le perdite più pesanti le hanno, finora, subite gli Ucraini che, sempre a quanto pare, vorrebbero estendere la coscrizione obbligatoria anche alle donne. Si può dire che sarebbe il primo caso pratico di "parità di genere". Carne da macello ambosessi.
      Senza considerare che chi appena può, tra gli Ucraini, scappa a gambe levate dal suo paese. Non è che abbiano la sensazione che sia, per parafrasare il titolo di un celebre film, il "paese degli uomini perduti"?

    5. Luca VFR 13 novembre 2022

      Questo è perché ho unito i due commenti in uno ma non si può cancellare il secondo.

    6. Divoll 14 novembre 2022

      In primo luogo, non solo i militari, ma anche circa 160mila civili (che sono stati tutti evaquati, tranne quei pochi che non hanno voluto). In secondo luogo, non si sa quali siano le motivazioni profonde di questa strategia. E che si tratti di strategia, mi sembra innegabile. Nel 1812 tutta la popolazione lascio' Mosca e Napoleone entro' trionfalmente in una citta' vuota. Anche allora si erano alzate da piu' parti grandi proteste: come ci si puo' ritirare, lasciare Mosca in mano al nemico, e via dicendo. Eppure, proprio questo consenti' al generale Kutuzov di annientare l'esercito francese e sconfiggere Napoleone. I russi hanno una grande capcita' di "lateral thinking", ovvero di pensare fuori dagli schemi ed e' questo che ha consentito alla Russia di salvarsi piu' volte dagli appetiti altrui nel corso della storia.

    7. jeints 14 novembre 2022

      Israele no?

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