Guerra in Iran: seguiamo i soldi (fino a Mar-A-Lago)

Come la banda di Mar-A-Lago sta approfittando della guerra in Iran

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The Democracy Defender - 3 marzo 2026

Ecco una cifra su cui riflettere: 2.000 dollari per ogni carico di camion.

È la tariffa che una società poco conosciuta della Florida chiamata Gothams LLC – la stessa che gestiva il centro di detenzione per immigrati “Alligator Alcatraz” – vuole applicare per ogni singolo camion di aiuti umanitari che entra in una zona di conflitto sotto il controllo americano. Camion commerciali? 12.000 dollari ciascuno. Il contratto che hanno proposto alla Casa Bianca richiede un monopolio di sette anni su tutti i trasporti su gomma e la logistica, con un ritorno garantito del 300% sulla spesa in conto capitale. Gli esperti federali in materia di appalti lo hanno definito “una rapina in piena regola”. La Casa Bianca ha affermato che la proposta è stata accantonata; i documenti dimostrano che i partner di Gothams stavano ancora coordinandosi con i funzionari dell'amministrazione all'inizio del 2026.

Questa è la guerra in Iran.

Non quella di cui vi parlano, avvolta nelle bandiere, nella “sicurezza nazionale” e nei discorsi solenni sulle minacce nucleari. Anche quella guerra esiste, naturalmente, ma sotto di essa si muove un'architettura parallela, un meccanismo finanziario così sfacciato nel suo disegno da far sembrare antiquati i contratti Halliburton dell'era Iraq. In questa guerra, ogni membro del gabinetto ha un interesse finanziario. Ogni bomba sganciata è una dimostrazione di vendita dal vivo. Ogni barile di greggio iraniano ritirato dal mercato globale è una manna per una società di fracking del Texas con agganci politici. E quando le macerie si saranno depositate, a spartirsi la ricostruzione non saranno i diplomatici, ma miliardari immobiliari che propongono hotel di lusso e isole artificiali ai fondi sovrani di Riyadh.

Questo non è un sottoprodotto del conflitto. È il conflitto stesso.

I semi della guerra

Prima di seguire il denaro, vale la pena capire come tutto questo abbia avuto inizio.

Circa il 70% dei membri del gabinetto di Trump e più di 50 funzionari governativi hanno ricoperto in precedenza ruoli diretti presso la Heritage Foundation o i gruppi partner del suo Progetto 2025. Si tratta di un dato statistico che non riceve sufficiente attenzione. La Heritage Foundation, attraverso il Progetto 2025 e il successivo “Progetto 2026”, non si è limitata a pubblicare una lista di desiderata politici: ha creato una rete di personale che ha inserito centinaia di fedelissimi selezionati nella burocrazia federale, ciascuno impegnato in un compito specifico: centralizzare il potere esecutivo, smantellare la supervisione normativa e attuare una politica estera “America First” che considera la forza militare come lo strumento predefinito della politica statale.

La guerra con l'Iran è il risultato di questo progetto. Le discussioni sono iniziate con l'intervento di Colin Powel alla Heritage nel 2018 e la politica attuabile della “massima pressione” è stata elaborata nel 2022-2023.

Per decenni, la Heritage ha sostenuto la distruzione dell'accordo nucleare con l'Iran, le campagne di “massima pressione” e la posizione esplicita secondo cui con il regime iraniano non si può negoziare, ma solo confrontarsi. I suoi studiosi hanno definito il momento attuale una “finestra d'oro di opportunità”. I suoi documenti politici hanno chiesto “operazioni prolungate che comportino settimane di bombardamenti”. Il suo Sentinel Action Fund, un Super PAC, ha fatto pressioni per ottenere gli stanziamenti di difesa che ora finanziano i gruppi d'attacco delle portaerei nel Golfo Persico.

Non si è trattato di una reazione agli eventi. Era una strategia in attesa del presidente giusto e dell'occasione giusta per attuarla. E ora il personale è al suo posto: non solo ideologi, ma miliardari con portafogli che aumentano o diminuiscono a ogni decisione che prendono all'interno del governo.

Il che ci porta al denaro.

Il Pentagono come portafoglio di private equity: Stephen Feinberg

Il Dipartimento della Difesa ha ora ufficialmente un secondo nome: “Dipartimento della Guerra”. Il cambio di nome è significativo, ma la vera trasformazione è strutturale in senso finanziario.

Al centro di tutto questo c'è Stephen Feinberg, vice segretario alla Difesa e co-fondatore di Cerberus Capital Management, una società di private equity con circa 70 miliardi di dollari di asset. Mentre Pete Hegseth ricopre il ruolo di figura ideologica di riferimento, parlando di “etica guerriera” davanti alle telecamere, Feinberg è colui che gestisce effettivamente il budget di oltre 900 miliardi di dollari del Pentagono. Secondo gli osservatori, lo gestisce con il “controllo terribilmente intenso” di uno specialista in ristrutturazioni aziendali. Ed è proprio quello che è.

Feinberg hasì firmato un accordo etico per cedere le sue partecipazioni in Cerberus, ma poi non l'ha fatto. Ha mantenuto legami finanziari con l'azienda attraverso contratti di servizi amministrativi per la contabilità e la conformità fiscale, contratti che, secondo lui, erano “impossibile” trasferire a un fornitore esterno. Si tratta di una comoda “impossibilità” quando il portafoglio della tua “ex” azienda è un beneficiario diretto della guerra che stai contribuendo a condurre.

Ecco cosa possiede Cerberus:

Tabella 1

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La Strategia di Difesa Nazionale 2026 richiede investimenti in “tecnologie innovative” e “sistemi autonomi”. Cerberus Ventures, il braccio finanziario dell'azienda, ha appena concentrato la propria strategia di investimento proprio su questi settori. E Feinberg, dalla sua posizione al Pentagono, ha allentato le norme sugli appalti per creare una “corsia preferenziale” per le aziende più piccole, molte delle quali legate a Cerberus, affinché possano assicurarsi contratti esclusivi e non competitivi sotto la bandiera delle “specifiche basate sulla missione”.

Gli attacchi del giugno 2025 all'impianto nucleare iraniano di Fordow non sono stati solo operazioni militari. Sono stati dimostrazioni dal vivo dei sistemi d'arma ipersonici sviluppati da aziende finanziate da fondi di private equity. Ogni attacco riuscito è una prova di fattibilità; ogni prova di fattibilità fa aumentare il valore del portafoglio. E l'uomo che supervisiona gli appalti del Pentagono è finanziariamente legato alle aziende che vendono questi prodotti.

Feinberg ha anche sostenuto “modelli di finanziamento intelligenti” in cui le società di private equity finanziano direttamente le infrastrutture militari – ad esempio i centri dati nelle basi militari – creando meccanismi a lungo termine per estrarre rendite dal bilancio della difesa stesso. Il Pentagono non si limita ad acquistare armi dal private equità: sotto la guida di Feinberg, sta diventando un inquilino che pagherà per i decenni a venire!

La scommessa privilegiata del Segretario al Commercio: Howard Lutnick

Se la vicenda Feinberg riguarda una corruzione strutturale lenta, quella di Howard Lutnick riguarda qualcosa di più rapido e sconcertante: un membro del governo in carica che scommette contro le proprie politiche e vince.

Lutnick, Amministratore Delegato di Cantor Fitzgerald, è stato confermato Segretario al Commercio nel febbraio 2025. Da quella posizione, ha supervisionato l'uso aggressivo dell'International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) per imporre dazi e sanzioni: la guerra commerciale “America First” nella sua forma più aggressiva.

Nel frattempo, la sua azienda, ora “gestita da suo figlio” Brandon Lutnick, stava facendo qualcosa di straordinario. I documenti esaminati nel luglio 2025 e una successiva indagine della Commissione Giustizia della Camera dei Rappresentanti guidata dal deputato Jamie Raskin hanno rivelato che Cantor Fitzgerald aveva acquistato i diritti per riscuotere potenziali rimborsi tariffari dagli importatori americani a 20-30 centesimi per dollaro.

Rileggete bene. L'azienda di Lutnick stava acquistando i crediti delle aziende danneggiate dai dazi doganali imposti dallo stesso Lutnick, con uno sconto enorme, scommettendo che i tribunali avrebbero alla fine dichiarato illegali tali dazi.

Il 20 febbraio 2026, la Corte Suprema ha fatto proprio questo.

Il risultato: un profitto dal 300% al 500% per la Cantor Fitzgerald di Lutnick su ogni richiesta di risarcimento acquistata.

La struttura degli incentivi è talmente corrotta da sembrare incredibile:

  • Il Segretario al Commercio impone dazi aggressivi e potenzialmente illegali che perturbano il commercio e danneggiano gli importatori americani.
  • La stessa azienda del Segretario acquista i diritti per eventuali rimborsi da queste stesse aziende danneggiate, a pochi centesimi di dollaro.
  • Quando i tribunali annullano i dazi, come chiaramente previsto dall'azienda del Segretario, questa incassa l'intero valore del rimborso.

E la guerra con l'Iran peggiora la situazione, invece di migliorarla. L'uso da parte dell'amministrazione dell'IEEPA per colpire “importazioni specifiche” e “minacce percepite” legate al conflitto crea un flusso continuo di nuove richieste di risarcimento commerciali [di aziende] in difficoltà che Cantor Fitzgerald può raccogliere. Ogni nuova sanzione, ogni nuova dichiarazione di emergenza, è un nuovo gruppo di aziende in difficoltà da cui l'azienda di famiglia del Segretario può trarre profitto.

La fortuna generazionale del Segretario al Tesoro: Scott Bessent

Il Segretario al Tesoro Scott Bessent, sostenuto dalla Heritage Foundation, è un ex protetto di George Soros che gestiva Key Square Group, un macro hedge fund che, per sua natura, guadagna dalla volatilità geopolitica. I fondi macro non scommettono su singoli titoli azionari. Scommettono sul caos stesso: oscillazioni valutarie, shock delle materie prime, effetti a catena di sanzioni e guerre.

Ora immaginate quell'investitore seduto all'interno del Tesoro degli Stati Uniti, con il controllo diretto sulla politica delle sanzioni.

Bessent ha accettato di cedere 28 attività, tra cui fondi di private equity e trust Bitcoin. Non è riuscito a farlo entro il termine previsto di 90 giorni. Sono seguite denunce di natura etica. Il Campaign Legal Center e la Democracy Forward Foundation hanno presentato denunce formali sostenendo che egli deteneva attività specificamente per trarre vantaggio dalla volatilità che lui stesso contribuiva a creare.

Tabella 2

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Il conflitto con l'Iran è il motore macroeconomico per eccellenza. Quando il Dipartimento del Tesoro di Bessent sanziona individui, entità e navi legate all'IRGC, tali sanzioni provocano enormi oscillazioni del rial iraniano, dei futures petroliferi globali e delle valute di attori regionali come gli Emirati Arabi Uniti e l'Arabia Saudita. Per un investitore macroeconomico, questo livello di visibilità privilegiata sui tempi e sulla severità delle sanzioni non è solo vantaggioso. È, come ha affermato un analista, una “manna generazionale”.

Bessent controlla quando si verificano le perturbazioni. Il suo precedente fondo era stato creato proprio per trarre profitto da queste perturbazioni e lui non ha mai tagliato completamente i ponti.

Drill Baby Drill - Per la guerra: il Segretario all'Energia Chris Wright

Se il Pentagono è il luogo in cui confluiscono i profitti delle armi, il Dipartimento dell'Energia è quello in cui si accumulano i profitti delle materie prime.

Il Segretario all'Energia Chris Wright, sostenuto dalla Heritage Foundation, è il fondatore ed ex amministratore delegato di Liberty Energy, una società di servizi di fracking. Le sue dichiarazioni dei redditi ammontavano a oltre 1.800 pagine. Esse rivelavano partecipazioni azionarie legate all'energia per “decine di milioni di dollari”, tra cui quasi 3 milioni di azioni di Liberty Energy detenute da Wright e dalla sua consorte. Wright ha accettato di ridurre le sue partecipazioni. Il contesto normativo che egli supervisiona personalmente determina il valore delle partecipazioni rimanenti.

La guerra con l'Iran è la cosa migliore che potesse capitare ai produttori nazionali di petrolio e gas, e Wright lo sa bene. La campagna di “massima pressione economica” dell'amministrazione contro l'Iran – che ha sanzionato oltre 30 entità, prendendo di mira la “flotta ombra” iraniana – ha sottratto milioni di barili di greggio al mercato globale. Se si combina questa limitazione artificiale dell'offerta con la minaccia sempre presente che l'Iran chiuda lo Stretto di Hormuz (ora chiuso, attraverso il quale passa circa il 20% del petrolio mondiale), il risultato è prevedibile: i prezzi dell'energia aumentano. I produttori americani di scisto – proprio il settore in cui Wright ha costruito la sua carriera – si affrettano a colmare il vuoto.

Questa è la visione dichiarata di Wright che si è concretizzata. Egli ha pubblicamente sostenuto che gli idrocarburi “alimentano ancora circa l'85% dell'approvvigionamento energetico globale” e ha lavorato per smantellare gli obblighi di rendicontazione relativi al clima. La guerra fornisce la copertura geopolitica per accelerare questo programma: più trivellazioni, più fratturazione idraulica, più produzione, il tutto inquadrato come “dominio energetico” e “sicurezza nazionale”.

Nel frattempo, solo nel 2024 l'industria petrolifera e del gas ha donato 25,8 milioni di dollari ai gruppi della campagna di Trump. I ritorni politici di quell'investimento stanno ora arrivando sotto forma di ordini esecutivi che favoriscono la produzione, lo smantellamento delle normative ambientali e un conflitto in Medio Oriente che ha fatto aumentare il prezzo della materia prima che vendono.

Il Consiglio dei Profitti: quando le bombe diventano piani aziendali

È qui che la storia raggiunge il suo capitolo più audace.

Il Consiglio della Pace, presieduto da Donald Trump a titolo personale, supervisiona un “Fondo per la ricostruzione e lo sviluppo di Gaza” da 17 miliardi di dollari ed è pronto a gestire iniziative simili per la maggior parte delle altre zone di conflitto compreso, dopo il cambio di regime, l'Iran. I membri del Consiglio non sono diplomatici, operatori umanitari o esperti regionali. Sono magnati immobiliari e titani del private equity della cerchia ristretta di Trump.

Tabella 3

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Al centro di questo apparato c'è Jared Kushner, il cui Abraham Accords Peace Institute (AAPI) è ora confluito nella The Heritage Foundation (notate una certa ricorrenza?), la cui società di private equity, Affinity Partners, ha raccolto 2 miliardi di dollari dal Fondo Pubblico di Investimento Saudita quasi immediatamente dopo che lui ha lasciato la Casa Bianca nel 2021. Tale investimento è stato oggetto di un'indagine del Congresso. I critici lo hanno descritto come una “corruzione legalizzata”, una ricompensa per il sostegno di Kushner agli interessi sauditi durante il primo mandato di Trump, compresa la sua gestione dell'omicidio di Khashoggi e il suo appoggio alla guerra nello Yemen.

Quindi i meccanismi finanziari sono bloccati indipendentemente dai risultati. Sui 2 miliardi di investimenti sauditi, Kushner incassa personalmente **25 milioni di dollari all'anno in commissioni di gestione**, indipendentemente dal fatto che il fondo realizzi o meno un centesimo di profitto. Da allora Affinity Partners ha ampliato il proprio ruolo, assumendo, secondo quanto riferito, una posizione nell'acquisizione saudita di attività aziendali americane come Electronic Arts (EA Sports), fornendo “copertura politica” e “protezione normativa” al capitale saudita che affluisce negli Stati Uniti.

Ora applichiamo questo modello all'Iran. Mentre le bombe americane distruggono le infrastrutture iraniane, Kushner e il Board of Peace stanno già proponendo “incredibili opportunità di investimento” in un “Iran post-regime” ai fondi sovrani di Riyadh e Abu Dhabi. Board Of Profits, appunto. Marc Rowan di Apollo Global Management stima un potenziale di sviluppo immobiliare pari a 115 miliardi di dollari. Il miliardario e insider Yakir Gabay sta già proponendo 200 hotel di lusso e isole artificiali, costruiti sulle macerie di ciò che gli attacchi americani e israeliani hanno appena raso al suolo... con i soldi delle vostre tasse.

L'oscenità di questo accordo è difficile da sopravvalutare. La stessa rete politica che ha spinto per la guerra è ora in posizione di trarre profitto dalla ricostruzione. Il Presidente presiede - a titolo personale - il consiglio di amministrazione che assegnerà gli appalti. Suo genero gestisce il fondo. E i “clienti” sono le monarchie del Golfo, il cui denaro scorre attraverso tutto questo.

Nota del Redattore: World Liberty Financial (WLF), un'impresa sostenuta dalla famiglia Trump, guadagna investendo i dollari che sostengono la Stablecoin USD1 di Trump in attività sicure come i titoli del Tesoro statunitense. Il Board Of Peace sta pianificando di rendere obbligatorio l'uso dell'USD1 per tutte le ricostruzioni postbelliche, come quelle di Gaza e dell'Iran.

Quota di ricavi: le entità di Trump (in particolare DT Marks DEFI LLC) hanno diritto a circa il 75% degli interessi generati dalle partecipazioni di World Liberty Financial. Secondo recenti rapporti, sulla base dell'attuale circolazione, ciò potrebbe generare oltre 136 milioni di dollari di profitti per la famiglia Trump.

Traduzione: la famiglia Trump trarrà profitto direttamente da ogni dollaro investito nella ricostruzione che passerà attraverso il Consiglio di Pace. Più distruzione = più profitti.

Gli appaltatori nell'ombra: poi ci sono le tangenti

Al di sotto della classe miliardaria, prospera un'economia secondaria di appaltatori legati alla politica.

Gothams LLC - la società “Alligator Alcatraz” citata all'inizio di questo articolo - è emersa come la principale candidata al ruolo di “Appaltatore Principale” in tutto il Medio Oriente. La loro bozza di proposta, ottenuta alla fine del 2025, delineava una “Architettura logistica del sistema di approvvigionamento di Gaza” che gli esperti federali hanno definito uno degli accordi contrattuali più estrattivi che avessero mai visto:

  • Ritorno garantito del 300% sulla spesa in conto capitale
  • Monopolio di sette anni su tutti i trasporti su gomma e la logistica
  • Tariffa di 2.000 dollari per ogni carico umanitario; 12.000 dollari per ogni carico commerciale

Questo modello, in cui un “Consiglio di Pace” nominato politicamente funge da cliente, garantendo un triplo ritorno agli appaltatori preferiti, dovrebbe diventare il modello per le operazioni post-conflitto in Iran.

Poi c'è UG Solutions, una società militare privata costituita nel 2023 dai veterani delle forze speciali Jameson Govoni e Glenn Devitt, entrambi sostenitori dichiarati di Trump. UG Solutions gestisce posti di blocco nelle zone di conflitto, fornendo ciò che gli esperti descrivono come un “livello di separazione e negabilità” per l'amministrazione. Piccole PMSC come questa fungono da società di comodo per pagamenti non registrati e trasferimenti di armi, consentendo al ramo esecutivo di aggirare completamente la supervisione del Congresso.

Non si tratta di anomalie. È il sistema che funziona come previsto. Il vecchio complesso militare-industriale operava almeno attraverso grandi appaltatori della difesa quotati in borsa e soggetti a un certo grado di controllo. Il nuovo modello funziona attraverso società di comodo, contratti con fornitori unici e un Consiglio di Pace che non risponde a nessuno tranne che al Presidente, che lo presiede come privato cittadino e allo stesso tempo ricopre la carica di Comandante in Capo.

Il Golden Grift: quando il governo diventa un hedge fund

In quello che è forse il più radicale allontanamento dall'ideologia del libero mercato che questa amministrazione sostiene di difendere, la Casa Bianca ha iniziato ad acquisire partecipazioni dirette in società quotate in borsa.

Il 7 gennaio 2026, Trump ha firmato un ordine esecutivo che autorizza il “Segretario alla Guerra” a identificare gli appaltatori della difesa con prestazioni insufficienti, vietare loro il riacquisto di azioni proprie e potenzialmente imporre una “golden share”, una partecipazione azionaria obbligatoria che conferisce al governo il controllo diretto sulle priorità di produzione di una società.

Tabella 4

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Questo crea quello che può essere descritto solo come un club di investimento sponsorizzato dallo Stato. Nel 2024, i donatori del settore dei titoli e degli investimenti hanno donato 193,8 milioni di dollari ai gruppi di Trump. Ora possono investire in aziende “direttamente legate alla politica industriale degli Stati Uniti”, aziende le cui valutazioni sono sostenute dallo stesso governo federale. Per miliardari degli hedge fund come Paul Singer, Nelson Peltz e Diane Hendricks, la guerra in Iran fornisce allo Stato la giustificazione per “bloccare” la produzione interna, garantendo che i loro investimenti in combustibili fossili, produzione manifatturiera e attività mineraria siano protetti dalla piena forza del potere militare americano.

Il governo non è più solo il cliente di queste industrie. È il co-investitore, il regolatore e il garante dei rendimenti, tutto in una volta. E Donald Trump raccoglie le tangenti sotto forma di “donazioni per la campagna elettorale”.

L'economia integrata del conflitto

Facciamo un passo indietro e guardiamo il quadro completo.

Questa non è una guerra con qualche caso di corruzione ai margini. È un'architettura finanziaria mascherata da politica estera. Ogni livello del conflitto – dalla decisione di attaccare, alle armi utilizzate, alle sanzioni imposte, ai mercati energetici sconvolti, alla ricostruzione che ne segue – è stato progettato per produrre rendimenti per un gruppo specifico e identificabile di persone: “La banda di Mar-A-Lago”.

A livello di gabinetto: Feinberg indirizza i contratti del Pentagono verso la propria orbita di investimenti. Wright trae profitto dai prezzi dell'energia fatti lievitare proprio dal conflitto creato dalla sua amministrazione. La società di Lutnick scommette contro le proprie tariffe e vince. Bessent detiene asset non ceduti mentre controlla le sanzioni che muovono i mercati.

A livello di consulenza: Kushner e il Consiglio di Pace stanno già vendendo l'Iran del dopoguerra alle monarchie del Golfo, intascando 25 milioni di dollari all'anno in commissioni di gestione prima ancora che un solo edificio sorga dalle macerie.

A livello di appaltatori: società di comodo con agganci politici ottengono rendimenti garantiti del 300% sulla logistica umanitaria, mentre società militari private gestiscono posti di blocco senza alcun controllo da parte del Congresso.

A livello di donatori: una classe “controllata” di investitori miliardari investe denaro in società che il governo ha effettivamente garantito, società i cui prezzi delle azioni sono sostenuti da ordini esecutivi e dalla guerra.

Questo è l'aspetto di uno “Stato mercenario”. La guerra non è un fallimento politico o un'ultima risorsa: è un modello di business, l'impresa con il margine più alto nel portafoglio di chi governa il Paese.

Le bombe cadono su Teheran. I profitti finiscono a Mar-a-Lago.

E chi ne paga il prezzo? I soldati americani, i civili iraniani, i contribuenti che finanziano 900 miliardi di dollari di bilancio della difesa pagano per tutto.

Nel nostro prossimo articolo, esamineremo come questa guerra sia stata progettata intellettualmente nell'ultimo decennio, tracciando il ruolo della Heritage Foundation, dell'Atlas Network e dell'International Democracy Union nella costruzione del quadro ideologico e amministrativo che ha reso il conflitto iraniano del 2026 non solo possibile, ma inevitabile.

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Scelto e tradotto (IMC) da CptHook per come DonChisciotte

Le opinioni espresse in questo articolo riflettono il pensiero dell’Autore ma non necessariamente la linea editoriale di ComeDonChisciotte

Commenti (11)

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Mostra commenti 11 caricati
    1. mago 13 marzo 2026

      Sarebbe interessante vedere e sapere di quanti sono lievitati gli averi dei nostri amici,quanti debiti avevano prima e poi dopo,non è difficile.

    1. Martin 13 marzo 2026

      C'e' qualcosa, direi molto, che ancora sfugge della strategia della lobby al comando a Washington. A novembre ci saranno le elezioni e praticamente tutti negli USA ritengono che i Repubblicani perderanno la maggioranza nel Congresso. I delusi da Trump sono moltissimi, perche' Trump per 10 anni aveva fatto della fine delle guerre inutili un vero e proprio manifesto, insieme alla lotta all'immigrazione. Milioni si sentono presi in giro, al servizio di Israele.
      C'e' da domandarsi che altro hanno in testa.
      Biden si ritirò dall' Afghanistan perche' sapeva che la guerra in Ucraina era imminente, e Trump ha cercato la pace con la Russia perchè già aveva in testa la guerra all'Iran.

    2. CptHook 13 marzo 2026

      Credo che troverai la risposta nel seguito di questo che ho appena terminato e che dovrebbe uscire domattina.

    3. ric 13 marzo 2026

      diciamo che le democrazie hanno mille teste avvelenate. Ma i popoli non lo capiranno mai !

    4. Martin 14 marzo 2026

      E' ormai sempre più difficile parlare apertamente, CptHook.

    1. Dario Lampa 13 marzo 2026

      Non so... Ma da alcune notizie che trapelano (anche se la verità è la prima vittima delle guerre) qualcosa mi induceca pensare che sotto sotto si stia pensando ad un compromesso, nonostante le continue dichiarazioni "trionfalei" da parte dei contendenti.
      Ad ogni modo, secondo il mio parere, una soluzione potrebbe grossomodo essere la seguente: Israele riconosce la Palestina come stato e l'Iran a sua volta riconosce lo Stato Ebraico; L'Iran rinuncia al suo programma atomico militare e così pure Israele rinuncia a tutto il suo arsenale atomico con ispezioni sul territorio di entrambi gli stati. E' l'unico modo per uscire da questa pericolosissima situazione.
      Ovviamente l'ideale sarebbe lo smantellamento totale di tutti gli arsenali nucleari ma siccome nell'universo di infinito c'è solo la stupidità umana... avanti così fino alla fine.

    2. CptHook 13 marzo 2026

      Vorrei essere così beatamente innocente come te..., riguardati le tabelle dell'articolo e rileggiti questo nostro a proposito del canale Ben Gurion:

      https://comedonchisciotte.org/israele-spiana-gaza-per-costruire-il-canale-ben-gurion/

      e questo video di Margherita Furlan sullo stesso tema:

      https://www.facebook.com/share/v/1CYkTSdjvU/?mibextid=wwXIfr

      ----------------------------------------------------------------------------------------

      Nota per un Lettore in particolare, un po' duro di comprendonio (repetita juvant), a proposito di come devono essere inseriti i link: riguardati sopra perché, come già detto più volte e riportato nelle regole, il link non deve essere integrato nel titolo, per evitare che risulti come spam, ma bensì separato.

    3. oriundo2006 13 marzo 2026

      Sarebbe interessante ma inattuabile finchè al comando del sionismo politico e militare vi sono personaggi come gli attuali due rabbini-capo del neo-sinedrio di gerusalemme.
      Perchè 'no' ?
      Perchè il possesso dell' intera 'terra Santa', quale che sia la sua defnizione geografica, è intriso da un aumento esponenziale dei poteri cabalistici, quelli perseguiti con spietata durezza oggi a danno dei suoi antichi abitanti palestinesi ma in realtà giudei convertiti ai tempi delle Crociate.
      A questi oggi solo lo sciismo pare opporsi per aver capito il vero obiettivo finale del giudaismo: i cristiani, specie cattolici e protestanti occidentali, paiono incretiniti e rabberciano vecchie fole 'teologiche', come il papa proprio in questi giorni, ad uso e consumo di buonismi deteriori.
      Il possesso completo di quelle terre è dinamite politica, teologica, militare e prelude al controllo del mondo come finora lo conosciamo.
      Di più non posso dirvi.

    4. Martin 13 marzo 2026

      I Protestanti sono persi da secoli, dato che di fatto mettono la Bibbia davanti al Vangelo.Tutti i peggiori guerrafondai anglosassoni sono protestanti, delle diverse denominazioni (luterani, calvinisti, anglicani, episcopali, evangelici, etc).

      La Chiesa Cattolica non ha più non dico la Fede ma nemmeno le risorse intellettuali, etiche e morali per opporsi allo sfascio dell'Occidente e dell'identità occidentale. L'attuale Papa è un mero traghettatore, naviga a vista, come si muove rischia lo scisma. Gran parte dell'alta gerarchia vaticana - specie italiana - è composta da meri carrieristi o politicanti cammuffati.
      Uno spettacolo indecoroso e rivoltante per chi come me ne ha conosciuti diversi quando erano giovani.....................

    5. Dario Lampa 13 marzo 2026

      Beh... Qualcosa potrebbe fare cambiare idea a questi scellerati.
      Le borse in questo momento stanno risalendo... E loro sono le prima a "fiutare" qualche novità o cambiamenti.

    6. ric 13 marzo 2026

      le novita' delle BORSE .hanno nulla di reale. Come il gioco delle tre carte. quando il denaro crea altro denaro c' e' sempre la truffa dietro . se uno guadagna lo fa sempre a speso altrui ...Quando una banca ti propone investimenti diversificati in borsa ,sa benissimo che non perdi tutto , ma poco per volta ...il fatto che qualche volta si guadagna e' come la "pastura" per il pescatore...

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