Di Marco Billeci
1977, Milano: un autonomo in piazza.
2026, Torino: degli autonomi in piazza.
Nel 1977 morì il poliziotto Antonio Custra, 25 anni. Nel 2026, solo per puro caso, non è morto un altro poliziotto, di anni 29, ma ci siamo andati vicino, troppo vicino: la distanza che intercorre fra un martello, brandito e usato con ferocia per colpire la vittima, e la testa o gli organi vitali del poliziotto: (immagini non adatte a persone facilmente impressionabili)
Passano i decenni, cambiano le generazioni eppure cambia tutto per non cambiare niente, se questo è ciò che oggi tocca subire. Forse l’accostamento delle due foto, in copertina, può apparire eccessivo ai più, non a me: si bersagliavano le forze dell’ordine ieri, si continua a bersagliarle oggi. La differenza è solo nelle armi usate: pistole nel 1977, gli anni di piombo; tubi lancia razzi, pietre, mazze e martelli oggi. Dobbiamo forse ringraziare gli autonomi per essere passati da strumenti letali a strumenti meno che letali ovvero dalle pistole al lancio di razzi e martellate? Non credo, anzi…
La manifestazione a Torino, per protestare contro la chiusura del centro sociale ASKATASUNA a seguito dello sgombero eseguito per la decennale occupazione abusiva di un immobile, finisce per divenire ennesimo pretesto per inscenare una guerriglia urbana, per distruggere, per saccheggiare una città ma, soprattutto, per sfogare rabbia e violenza sulle forze dell’ordine.
ASKATASUNA deriva dal movimento indipendentista basco: “Euskadi Ta Askatasuna” – ETA… Vi ricorda qualcosa, questo acronimo? La frase di per sé significherebbe “Paese Basco e libertà”, di fatto l’ETA è stato uno dei più atroci movimenti terroristici dell’ultimo secolo, con oltre 800 vittime accertate… Credete ancora si possa liquidare la faccenda semplicemente parlando di manifestanti e scontri con la Polizia? Io ritengo di no.
Che poi, quant’è strana l’opinione pubblica e l’informazione… Se, nel video sopra, invertissimo i ruoli ovvero, poliziotti che pestano un malcapitato, cosa sarebbe accaduto ieri, oggi, cosa accadrebbe domani? Piazze gremite in protesta per la violenza mostrata dalle FF.OO. ma, siccome è un poliziotto ad essere preso a martellate, tutti a casa, a fare al massimo qualche commento di solidarietà, “ferme condanne” per i facinorosi, che sono sempre una “minima parte“, “probabilmente infiltrati“, “forse addirittura mandati dai servizi“… per carità, tutti pensieri comprensibili, complici soprattutto la recente memoria di quella forza ondulatoria (misurata con le mani!) nonché la recente norma che consente, al personale dei servizi di informazione per la sicurezza, condotte penalmente rilevanti anche e soprattutto in materia di associazionismo sovversivo e/o terroristico.
Ormai, è un tutti contro tutti. Per questo ho, provocatoriamente, fatto il parallelismo: ci si faceva la guerra fra poveracci allora, ci si fa la guerra fra figli del popolo oggi! Gli eventuali, ipotetici, probabili burattinai rimarranno sempre dietro le quinte ed è per questo che NON dobbiamo parlare di loro ma di NOI: vogliamo ancora essere burattini, con e senza l’uniforme? Perché lo siamo tutti almeno fino a che non decidiamo di tagliare quei fili che ci legano! Il facinoroso che prende a martellate un poliziotto è sicuramente un delinquente che dovrà pagare personalmente ma la situazione, creatasi affinché lui poi potesse sferrare i suoi terribili colpi di martello, impone profonde riflessioni. Chi, come me, è del mestiere non ha notato solo la violenza ma ha notato subito i macroscopici errori di valutazione, finanche proprio tattici sul terreno, che hanno permesso che l’azione sfociasse poi in quel grado di violenza.
Possibile che l’intelligence non avesse avuto notizie circa il grado di preparazione dei manifestanti? Possibile che, una volta appurata la presenza di disturbatori di frequenze, si sia rimasti sul campo senza idonee contromisure? Possibile far avanzare ed indietreggiare continuamente i reparti, permettendo così ai facinorosi di recuperare ed usare nuovamente i medesimi oggetti per bersagliare le forze dell’ordine? Com’è stato possibile l’isolamento di un operatore ed il suo pestaggio per decine di secondi senza che nessuna squadra intervenisse per il recupero, tant’è che poi interviene UN SINGOLO collega a suo supporto? Dov’era il suo nucleo quaternario? E la sua squadra? Ed il Comandante di quella squadra? Ed il funzionario/dirigente/responsabile di quel settore? Cade un operatore e si lascia in mano ai facinorosi?? E da quando funzionerebbe così?
Ciò che Torino ci mostra è l’assurdità della fotografia di questa società odierna: “poveracci” che si combattono fra loro ubbidendo, più o meno consapevolmente, a fantocci messi lì ad hoc a loro volta manovrati… Perché chi è stato preso a martellate oggi probabilmente usava i getti d’acqua a Trieste, nel 2021… E chi protestava per ASKATASUNA, per la “Libertà“, magari mostrava fiero il proprio greenpass… Burattini ieri, burattini oggi… Tutti, nessuno escluso…
Vogliamo esserlo anche domani?
Perché, se la risposta è SI’, allora aspettiamoci nuove norme liberticide, nuovi livelli di scontro, nuove frange sovversive, nuovi collettivi, movimenti, associazioni terroristiche, nuove infiltrazioni, nuove manipolazioni, nuovi 1977…
Mala tempora currunt, sed peiora parantur…
Di Marco Billeci
02.02.2026
Fonte: https://zonarossa.org/2026/02/02/mala-tempora-currunt-sed-peiora-parantur/
Titolo originale: Mala tempora currunt… Sed peiora parantur?
Spartan 5 febbraio 2026
Tante domande, nell'articolo. MA....Se....come mai......perchè.....
E, se, invece, non si autorizzava la manifestazione ?
Invece no ! Viene a puntino, ( e ci doveva scappare il morto ma, il poliziotto è stato fortunato) tutto sto casino ,per una bella stretta alle libertà civili.
Dice bene , Barbero, quando afferma che il covid, è servito per testare la popolazione su quanto accetti le restrizioni sociali e personali. Si può dire :Il test ha avuto successo !