Guerra civile? No grazie, l’Italia ha già dato, che si accomodi pure un altro Paese

Guerra civile? No grazie, l’Italia ha già dato, che si accomodi pure un altro Paese

Riceviamo e pubblichiamo questo contributo con l’auspicio di contribuire al dibattito sui tumultuosi tempi che viviamo, nel solco della migliore tradizione tracciata da ComeDonChisciotte.org: uno spazio di pluralismo e liberta’ di espressione, dialogo e confronto aperto e leale.

Buona lettura.

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Di Belisario

E’ da tempo ferma opinione di diversi commentatori internazionali che la profondità e l’estensione degli sconvolgimenti (incluse le cd “contraddizioni” della tradizione marxista) in corso nelle società occidentali sono tali da rendere altamente probabile, in un Paese occidentale, uno scontro interno violento tra Sovranisti e NeoGlobalisti.

Il termometro della conflittualità interna indica che i più probabili candidati a tale scontro interno violento sono Stati Uniti, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito. Lo scontro – come un laboratorio - ridefinirebbe in ampia misura gli equilibri anche negli altri Paesi, come sempre accaduto nella storia europea: vedasi rivoluzioni e guerre post rivoluzione francese, le rivoluzioni marxiste in Germania e Ungheria ed i fermenti in altri Paesi post rivoluzione bolscevica, o come la guerra civile spagnola del 1936-39 anticipò gli schieramenti della Seconda Guerra Mondiale.

Ma uno scontro interno violento può degenerare, e lo stato di guerra civile è senza dubbio una delle peggiori disgrazie che un Paese possa affrontare.

1. Dovrebbe essere chiaro: l’Italia, sotto questo profilo, ha già dato!

Non si può dimenticare che siamo entrati nella Prima Guerra Mondiale perchè il Parlamento italiano del tempo, a maggioranza neutralista, non ebbe il coraggio di smentire la dichiarata volontà interventista dei Savoia e di aprire un drammatico conflitto istituzionale che sarebbe potuto facilmente degenerare; nè l’instabilità del contesto politico del 1919-1922, pre marcia su Roma; né, meno che mai, il Fascismo e la guerra civile del 1943-45.

Come se tale eredità di instabilità e conflittualità interna non fosse già stata sufficiente, dalla fine degli anni 60 all’inizio degli anni 80 siamo stati il centro europeo della protesta, della guerriglia ed infine del terrorismo d’ispirazione marxista-leninista: gli arrestati e condannati per terrorismo ad ispirazione marxista-leninista sono stati oltre 4500 (inclusi professionisti, avvocati, manager, professori universitari, etc).

Gli anni 70 che ha avuto l’Italia, in Europa non li ha avuti nessuno - sembravamo diventati un incrocio tra un Paese europeo ed un Paese latino americano (grazie anche alle favole propinateci sulle alcune “simboliche” realtà latinoamericane - ma sarebbe un altro capitolo).

La foto di Aldo Moro sequestrato dalle BR, con la camicia sbottonata e l’espressione sconsolata, fece il giro del pianeta.

A coronamento della cd ricchezza del patrimonio (come direbbero i marxisti) di instabilità e conflittualità interna, abbiamo anche vissuto una fase prolungata di scontro violento con la Mafia siciliana che - mentre lo Stato perseguiva la guerriglia ed il terrorismo di estrema sinistra e di estrema destra – era divenuta sempre più potente ed aggressiva. L’ attentato al giudice Falcone è rimasto nell’immaginario collettivo occidentale.

In sintesi: nell’ultimo secolo, in Italia non ci siamo fatti mancare quasi nulla in tema di instabilità e conflittualità interna! Similmente alla Germania, ed alla Spagna, che almeno riuscì a risparmiarsi la Seconda Guerra Mondiale.

Ora, se ci dovrà essere uno scontro interno violento in un Paese occidentale - che ipso facto diventerebbe anche un laboratorio politico per gli altri Paesi - perchè dovrebbe toccare a noi?

2. Guardandoci intorno, i candidati più probabili appaiono, senza ombra di dubbio, Stati Uniti e Francia.

Gli Stati Uniti rischiano enormemente in occasione della campagna elettorale e delle elezioni presidenziali dell’autunno del 2024. Nel suo ultimo discorso pubblico – boicottato e censurato, parzialmente dai media USA e quasi totalmente dai media europei – Donald Trump è giunto ad affermare molto chiaramente che le responsabilità primarie dell’attuale contesto internazionale non sono nè della Russia e nè della Cina, ma principalmente del Partito Democratico e della Presidenza Biden, fautori dell’immigrazione incontrollata e delle “endless and stupid wars”.

Il candidato alternativo repubblicano Ron DeSantis, dopo aver espresso dubbi circa l’effettiva priorità dell’Ucraina per gli interessi USA, a fronte dei rabbiosi attacchi dal fronte Dem si è subito affrettato a correggere il tiro, rendendosi così molto più appetibile come avversario per i Dem USA, ed isolando Donald Trump.

Lo scontro tra Trumpiani e la lobby NeoGlobal che controlla il Partito Democratico è ormai al punto massimo, senza ritorno.

E’ ormai evidente che nonostante l’evidente sfinimento dell’Ucraina, la lobby NeoGlobal USA al comando della Presidenza Biden, della Nato e della Commissione UE non ha alcuna intenzione di tollerare nè l’apertura di negoziati di pace tra Russia e Ucraina, nè la vittoria di Donald Trump alle prossime elezioni.

La ridicola provocazione del mandato di cattura nei confronti del Presidente Putin da parte della Corte Penale Internazionale – sistematicamente boicottata dagli Stati Uniti fin dallo Statuto di Roma del luglio 1998, ed infatti impotente di fronte allo sterminio di centinaia di migliaia di civili nella seconda guerra in Iraq (2003-2006), incluse le torture nel carcere di Abu Ghraib – e la probabile incriminazione su basi giuridicamente assurde di Donald Trump rappresentano segnali evidenti.

E’ francamente dubbio quale sarebbe la reazione del Partito Democratico e delle formazioni collegate – come i Black Lives Matter – all’elezione di Donald Trump, ed altrettanto quale sarebbe la reazione di gran parte del popolo trumpiano in caso di estromissione della candidatura di Trump o di nuovi dubbi sulla regolarità delle elezioni presidenziali USA.

Uno scontro interno violento negli Stati Uniti avrebbe conseguenze molto pesanti sugli equilibri interni degli altri Paesi occidentali.

Per fare solo un esempio, dopo il Watergate e le dimissioni del Presidente Nixon (1974), la sinistra italiana si ritenne autorizzata ad aprire una campagna diffamatoria violentissima, martellante e senza esclusioni di colpi (consorte inclusa) nei confronti dell’allora Presidente della Repubblica Giovanni Leone, che finì - come Nixon - per dare le dimissioni (1978) che aprirono la strada all’elezione del Presidente (compagno) Sandro Pertini – nonostante notori episodi oscuri di cui fu sospettato alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quale l’ordine di fucilare le star del cinema italiano Osvaldo Valenti e Luisa Ferida (inoltre incinta), colpevoli di nulla. Pochi anni dopo, fu confermata la totale estraneità del Presidente Leone a qualunque addebito di corruzione, con tanto di scuse – ma pazienza!

Nessun Paese occidentale sarebbe immune da conseguenze e colpi di coda sul piano interno, e meno che mai l’Italia, specie considerando la fortissima presenza della lobby NeoGlobal nei media del nostro Paese. L’ascesa della Schlein nel PD, preparata da una campagna mediatica martellante, certifica la forte presenza della lobby NeoGlobal nel nostro Paese, lobby che mai e poi mai si sottrarrà alle scelte ed ai diktats della casa madre statunitense, qualunque siano.

Diverso è caso della Francia. Da un lato, la Francia è un Paese confinante, con una consistente comunità italo-francese, una rilevante presenza economica diretta in Italia e soprattutto una profonda influenza sul PD ed una presenza indiretta in buona parte dei media italiani (Repubblica, La Stampa e Corriere della Sera in testa). Le conseguenze più probabili di uno scontro interno francese sarebbero nella spinta alla radicalizzazione della sinistra italiana; per quanto rilevanti, sarebbero molto meno estese e meno trasversali di quelle potenzialmente insite nel caso americano.

Intorno alla Francia, infatti, non sarebbe difficile per l’Italia stendere il classico cordone sanitario, ed ugualmente per la Spagna. La credibilità della Francia è infatti da molto tempo in crisi anche per noi vicini latini: la Francia rappresenta solo sè stessa, nonostante gli sforzi del PD per presentarla come una sorta di “sorella maggiore” (il cocktail micidiale di immigrazione incontrollata e sussidi a pioggia, una vera e propria autostrada verso l’impoverimento generalizzato).

3. Morale, o bottom line: anche l’Italia è in crisi, come tutti i Paesi occidentali, ma la conflittualità interna in Stati Uniti e Francia, ed anche in Paesi Bassi e Regno Unito, è chiaramente molto più alta di quella italiana. E’ una grossa novità: per un intero secolo, l’Italia era sempre stata in prima linea, a mo’ di laboratorio politico per l’intero continente.

Ciò nonostante, nelle composite frange dei diversi circoli anti sistema italiani, le proteste francesi vengono spesso commentate con una sorta di malcelata gelosia: “Eh..i Francesi, loro sì che si ribellano”……”Eh, quando il popolo si sveglia…”, “In Italia si dorme…”

Come sempre, su tali posizioni è evidente l’impatto non solo delle ideologie marxiste e post marxiste, ma anche della lettura distorta e squilibrata della storia nella versione dei vincitori, in questo caso della Rivoluzione Francese - la lettura che specialmente in Francia vene rifilata proprio a tutti, fin dalle scuole elementari: il mito del popolo che insorge, della presa della Bastiglia, il collante nr uno dell’identità nazionale francese, insieme alla baguette sotto l’ascella.

Si dimentica che dopo la ghigliottina di massa del pur semi parassitario ceto nobiliare, la popolazione francese, specie rurale, continuò a soffrire povertà e fame; si dimentica l’introduzione della novità della coscrizione militare obbligatoria di massa – quelle liberation! - e l’invio di milioni di contadini francesi a farsi sbudellare nelle guerre napoleoniche aggressive in Spagna, Paesi Bassi, Germania, Italia e perfino in Russia…...

Per non parlare dell’infinita violenza e degli stermini indiscriminati, da una parte e dall’altra, della Guerra Civile Spagnola del 1936-1939, il laboratorio degli schieramenti che solo qualche mese dopo portarono alla Seconda Guerra Mondiale…...

Eh si, fare da laboratorio politico degli sconvolgimenti - incluse le cd “contraddizioni” della tradizione marxista – in corso nelle società occidentali, avrebbe un costo enorme! Il Paese nel quale equilibri e mediazioni saltano, è quello che paga per tutti!

Per la prima volta in oltre un secolo, l’Italia non è in prima linea! Ogni tanto, una buona notizia!

Prosit! Avanti un altro! Che si accomodi pure!

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Di Belisario

24 marzo 2023

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(Le opinioni espresse nel presente articolo non rispecchiano necessariamente quelle di ComeDonChisciotte.org)

Commenti (133)

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    1. Primadellesabbie 24 marzo 2023

      I mezzi a disposizione degli Stati moderni, la capacità di controllo e repressione, sono talmente preponderanti da escludere la probabilità di rivolte e anche di guerre civili, a meno che le strutture stesse dello Stato si dividano in fazioni, possibilità remota dati i criteri di selezione adottati, i livelli di trattamento economico e privilegi vari riservati agli apparati preposti all'ordine interno.

      Ci sono altre vie che una crisi veramente grave potrebbe imboccare come il sacrificio, per vie eccezionali, ma con parvenza di legittimità, di una o più categorie o di qualche generazione.

    2. Primadellesabbie 24 marzo 2023

      Ai tempi di Macchiavelli non c'era la tv e le menti erano semplici ma non semplificate come quelle odierne.

      I rivoltosi francesi godono di alcuni vantaggi tattici come la solidarietà generalizzata della popolazione che si concretizza, in quel Paese, ogniqualvolta si verifichino proteste anche di una sola categoria, e spiega in parte gli sfracelli che riescono a fare (è la seconda volta, in pochi anni, che va a fuoco il 'parlamento' di Bordeaux).

      Un popolo per essere unito deve avere le intenzioni orientate in un'unica direzione, e questa condizione, oggi, te la sogni.

    3. emilyever 24 marzo 2023

      Machiavelli che esalta la lotta del popolo? e dove?

    4. WarezSan 24 marzo 2023

      I suoi scritti dovrebbero essere obbligatori in tutte le scuole a partire dai 14 anni.

    5. emilyever 24 marzo 2023

      Va beh, ma Machiavelli sta dando dei consigli al Principe, e quindi gli ha già dato istruzioni per essere simulatore e dissimulatore, farsi amare per mantenere il suo potere. Non dà nessuna fiducia ad una presa di coscienza del popolo, in genere una massa bruta, manipolabile, che al massimo potrà cadere nelle mani di un altro capopopolo.

    6. ric 24 marzo 2023

      el Pueblo Unido....deve prima armarsi ....

    1. XaMAS 24 marzo 2023

      chiudete whatsapp e dazn e vedi come scoppia la rivoluzione in italia

    2. Primadellesabbie 24 marzo 2023

      Quindi qualcuno potrebbe avere la chiave per innescarla, magari senza poter essere individuato?

    3. XaMAS 24 marzo 2023

      non vedo che interesse ci possa essere a fare una rivoluzione in italia dove la popolazione ha gia' ampiamente dimostrato di essere supina a qualsiasi restrizione di liberta'

      diverso il discorso della francia dove prima i gilet gialli poi le proteste per l'innalzamento dell'eta' pensionabile dimostrano che la popolazione deve essere messa al guinzaglio

      negli usa invece l'unico dubbio riguarda il quando, non il se
      e molto probabilmente come indicato nell'articolo le elezioni presidenziali (post voto con ennesima frode) o il periodo precedente (inibizione di trump alla candidatura) saranno l'innesco della miccia

    4. Cachafaz 24 marzo 2023

      La Francia, la FRancia....solo quando si avra' notizia (se la si avra') che hanno acchiappato e bruciato vivo un poliziotto, uno di quelli inquadrati a massacrare in 5 contro 1 il cittadino disarmato a terra, che stava solo manifestando pacificamente; ecco in tal caso si, che una notizia del genere farebbe rumore, e vorrebbe dire che, a mio modesto avviso

    5. ric 24 marzo 2023

      anche Maria Antonietta pensava di mettere il bavaglio ai popolo FRANCESE....

    6. ric 24 marzo 2023

      per me sarebbe una buona notizia.

    1. PietroGE 24 marzo 2023

      L'articolo individua giustamente il pericolo di guerra civile in diversi Paesi europei, le vere cause, però, le enumera, secondo me, solo di sfuggita . I fattori più importanti che sono in grado di generare situazioni di guerra civile in Europa sono : la proletarizzazione del ceto medio (vedere cosa succede in Francia), colonna portante della società consumistica e sostegno del PIL e del welfare, il fallimento della società multiculturale, basta vedere le periferie delle metropoli europee, il disastro della globalizzazione che ha portato alla chiusura di interi settori di economia e il suicidio demografico delle popolazioni europee, un suicidio 'indotto e istigato' non certo spontaneo, come si vorrebbe far credere. Questi sono gli elementi della 'tempesta perfetta' che prima o poi si abbatterà sui Paesi europei. L'articolo parla dei dettagli politici della 'culture war' americana e dell'eredità storica di guerra civili europee che al momento non sembra ripercuotersi sul Belpaese. Tutti elementi da considerare ma che a me sembrano secondari.

    1. mago 24 marzo 2023

      Italietta che si è sgonfiata come un pallone,ci hanno fatto digerire tutto
      Clandestini Covid Risanamento Stabili Bolkestein e chissa quanto hanno in serbo,mi giunge voce della figlia di un mio amico che frequenta una prestigiosa Università in Francia, non ha potuto accedervi dato che hanno letteralmente inchiodato le porte di entrata per non parlare dei trasporti pubblici fermi,mi sa che se si vuole fare una Guerra Civile si deve pure emigrare anche per quello.

    2. ric 24 marzo 2023

      da noi basterebbe chiudere gli stadi , e vedresti le piazze piene.

    3. IlContadino 24 marzo 2023

      Bè ric, in realtà li hanno chiusi, mettevano le sagome virtuali al posto dei tifosi, lo spettacolo per un po' è andato avanti così, gli ultrà ad osservare la propria versione videografica seduti sul divano di casa.
      Aggiungo un pensiero, mi sembra che in tutte queste analisi ed ipotesi non si voglia mai tener conto di ciò che abbiamo vissuto negli ultimi anni.
      Covid sotto al tappeto, via, puf, non pensiamoci più, mai esistito nessun Covid (bè in effetti).

    4. ric 24 marzo 2023

      intendevo dire di abolire il calcio.

      poi che le partite si facessero a porte chiuse e' una verita'.Ne resta la prova lampante che il calcio non e' pagato dai tifosi allo stadio ( se non ne 15% al massimo )
      come sarebbe giusto , ma pagato dalla pubblicita' e i diritti televisivi ( al incontrario ) oltre alla pubblicita' che fa la TV per ripagarsi dei diritti pagati. Ecco che il cittadino paga tutto lui senza andare allo stadio .

    5. Chicxulub2.0 24 marzo 2023

      Sono d'accordo
      Il che significa che se la gente smettesse autonomamente di guardare il calcio, Sanremo e tutta la tv generalista, rinascerebbe immediatamente la consapevolezza politica
      Naturalmente è chiedere l'impossibile visto il livello di dipendenza del telespettatore medio

    6. ric 24 marzo 2023

      vero : ma in una societa' liberal capitalista liberatoria liberatrice ( non saprei di cosa ).

      il prodotto che dal contadino finisce sulle tavole, come tutte le cose di cui il popolo necessita, viaggiano su di un carro sul quale salgono i piu' disparati profittatori parassiti che vivono di parole , e producono nulla .. Spurgando pure e riducendo all' osso le evidenti necessita' oggettive legate alla distribuzione, restano milioni di personaggi che producono nulla ma sono pagati mille volte in piu' di chi produce un bene , e comandano pure !
      Che societa' di MERDA !!!

    7. uomospeciale 24 marzo 2023

      Proprio per questo non li chiuderanno mai.

      " Panem et circenses "
      
      Oltre 2000 anni, e nulla è cambiato.

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