Grandi progetti
Commenti (6)
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Mi sembra che siano mescolati un po' di elementi a casaccio che rendono la scenetta in sé forzatamente squallida.
Non so se l'autore voleva condannare le nostre condizioni "moderne", la povertà latente e finta entro i rituali consumisti, la necessità tutta umana di sognare (a prescindere dalle scuse che poi uno si inventa per sognare) che è poi non meno obbligatoria che respirare, oppure certe questioni sociali complesse (come "l'empatia") o ancora sfottere un poco l'ideale tecnofrenico mescolandoci a un po' di new age orwelliana (tipo: "la tecnologia sognata dai barboni").Non vorrei ripetermi, ma a parte la considerazione tutta oggettiva che il web (la rete del ragno) sta virando deciso verso un adattamento consumistico "cellulare" (perchè sia un bozzolo per vittima) conservando in modo perfettamente integrato deep e surface web (cioè utilizzo militare e di intelligence, ovvero "legalità criminale" e "socio-esclusiva") abbastanza velocemente da costituire a breve una perfetta "risorsa dei pochi per il dominio di tutti gli altri (fessi)" e che i cellulari sono "la nuova TV di questo millennio", c'è l'altra banalità: noi non sappiamo nemmeno come funzionano le nostre emozioni.
Siamo meno armati di bambini con lecca lecca contro un orda di Mostri Alieni stile Godzilla, che non sono i nostri Padroni e Signori, ma un "Sistema".
I Valori dipendono dal Sistema e il Sistema è ciò che garantisce a Padroni di rimanere Padroni, agli schiavi di rimanere schiacciati e ai servi di rimanere servizievoli. Semplicemente non esistono altre categorie. I servi sono quelli che lottano per conservare il Sistema nel suo complesso perchè hanno terrore puro del vero cambiamento, gli schiavi sono quelli che passano il tempo a inventarsi come sopravvivere e i Padroni vogliono solo conservare i loro privilegi su tutti gli altri e passano il tempo a convincere chiunque gli arrivi a tiro che hanno diritto a reclamarli.
Ognuno di noi è un poco servo, un poco schiavo e un poco padrone, dipende dai contesti quali di questi aspetti prende il sopravvento sugli altri.Ognuno di noi sogna di non essere nessuna di queste cose: ne servo, ne padrone, ne schiavo. Perchè sono tre aspetti di un unica identità senza libertà, quindi comunque perdente. Allora pensiamo alla ricchezza, ma in fondo sappiamo che la ricchezza è solo una forma diversa di schiavitù, più pulita socialmente, ma anche più bieca e marcia.
La confusione ci impedisce di prendere qualsivoglia decisione di buon senso e quindi a ognuno non rimane che il rifugio (mentale) sicuro: raccontarsi frottole per riuscire a proseguire uguale a prima (e per non stare troppo male). Come la banalizzazione del complottismo che poi non contempla mai il suo contrario: l'istituzionalismo (cioè la difesa dogmatica di "verità ufficiali" sempre e comunque "vere a prescindere").
Se il complottismo è stupido per difetto, l'istituzionalismo è stupido per progetto. Se il complottismo è un "crimine dei poveri", l'istituzionalismo è crimine legalizzato. Se il complottismo ragiona su dati disponibili, l'istituzionalismo ragiona su dati selezionati.
I due barboni sopra, fossero davvero tali, non discuterebbero di niente. Quando arrivi in fondo al barile la nausea e il rifiuto per lo schifo (che fai e che ti fa la società) ti ruba le parole e i sogni. Quelli che qui vengono descritti più facilmente sono i soliti discorsi da Taverna: luoghi promossi dai Templari per scaricare la frustrazione di massa e disperdere la volontà di cambiamento sociale. Forse i luoghi dei sogni dell'autore?
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Questa è ganja.
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Secondo me si avvicina più all'oppio!
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...E i due rappresentanti della sinistra internazionalista e 'progressive' si alzarono dalla panchina e si diressero verso i loro lussuosi appartamenti, acquistati a due soldi tramite amicizie, borbottando : "speriamo che qualcuno ci creda ancora a queste cazzate, altrimenti siamo fritti"
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Non c'è bisogno di essere un clochard per fare certe considerazioni. Saremo sempre schiavi di qualcosa, del consumismo, delle ideologie, della religione, delle nostre paure, delle nostre pulsioni, fino a che non accetteremo la Verità fondamentale: non esiste separazione tra noi e gli altri perché condividiamo lo stesso Mondo.
E non accettiamo che il benessere del Prossimo e del pianeta in cui viviamo è il nostro stesso benessere.
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Ronte 30 dicembre 2016
Qualcuno ha scritto di meglio. Opere quali, 'Il Capitale', 'Grundisse', 'Le Tesi su Feuerbach', tanto per citarne alcune, che hanno indicato e indicano la strada per il raggiungimento di una vita migliore, senza telepatie estreme o macchine neuro-comandate, bensì nel più concreto 'senso comune delle cose'. Dimensione raggiungibile allorchè l'uomo si renderà finalmente conto della natura criminale di un Sistema distruttivo e alienante.