GLI UCRAINI FORZATI A COMBATTERE DA AGENZIE PRIVATE PAGATE CON SOLDI OCCIDENTALI

GLI UCRAINI FORZATI A COMBATTERE DA AGENZIE PRIVATE PAGATE CON SOLDI OCCIDENTALI

Di Comidad

Anche il più orribile dei crimini, come il genocidio a Gaza, può essere un espediente per distrarre da qualcos’altro, magari da qualche orribile segreto. Peccato che sia la stessa propaganda israeliana ad aver lasciato tracce di quel segreto.

Dieci anni fa uno dei principali organi della lobby israeliana, la Anti-Defamation League, pubblicava un lungo articolo in cui ci si intratteneva con la descrizione della minaccia costituita dai tunnel di Hamas al confine tra Gaza e Israele. L’IDF (Israeli “Defense” Force; Israele si difende sempre, specialmente quando ammazza i bambini) aveva scoperto che uno di quei tunnel sbucava addirittura nel vano mensa di un kibbutz. L’articolo si concludeva con un’amara riflessione sulla cattiveria di Hamas che, invece di pensare ai bambini di Gaza, spendeva i suoi soldi per scavare tunnel con cui minacciare Israele (e pensare che questo slogan Corrado Augias ce l’ha propinato di recente come una propria ponzata). Il punto è però che la narrazione dell’Anti-Defamation League di dieci anni fa smantella la narrazione attuale sui fatti del 7 ottobre come un “pogrom”. Persino se fossero autentiche tutte le fake news sugli stupri e sgozzamenti da parte di Hamas, il termine “pogrom”, così caro a Travaglio, non sarebbe appropriato, poiché presuppone una popolazione civile ignara e inerme, ed invece quella è una zona di confine presidiata ed ultra-militarizzata in cui ogni kibbutz è un avamposto armato e monitorato. Visto che la questione dei soldi l’hanno tirata fuori per primi loro, si può chiedere a quelli dell’Anti-Defamation League di non pensare solo a come li ha spesi Hamas, ma soprattutto a come li ha spesi il governo israeliano. Il 7 ottobre scorso infatti l’ipertecnologico e plurimiliardario sistema di difesa israeliano si è dissolto di fronte ad una delle tante e prevedibili incursioni da parte di Hamas. Alla fine i soldi li ha spesi meglio Hamas, e servendosi di semplici ingegneri edili.

L’orribile segreto era dunque che Israele non è una potenza militare ma una cleptocrazia militare: non si spende per la difesa, bensì la difesa è un pretesto per spendere. Ursula von der Leyen ne sa qualcosa; però non è stata lei, come invece molti credono, a fondare la cleptocrazia militare europea, bensì Jean-Claude Juncker nel 2016. L’allora presidente della Commissione Europea trovò l’escamotage per aggirare il divieto che i Trattati gli imponevano di investire in armi. Juncker se la cavò con un gioco di parole: in fondo le armi non sono solo armi, ma anche sviluppo e tecnologia, per cui si può istituire un fondo europeo di difesa e cominciare a stanziarci dei miliardi.

Sul sito della Commissione Europea la comunicazione di Juncker porta la data del 2016, otto anni prima dell’invasione dell’Ucraina da parte di Putin. I movimenti di denaro anticipano gli eventi e creano quel clima di euforia che fa tralasciare la prudenza, la propensione al compromesso ed anche l’elementare buonsenso; infatti è una stupidaggine avvisare la Russia che la guerra sarà inevitabile e poi aspettarsi che ti conceda il tempo e il modo di armarti.

Chi fosse preoccupato per le sorti di Juncker sappia che sta ancora alla Commissione Europea in veste di consulente speciale, perciò continua ad occuparsi dell’affare. E chi conosce Juncker solo come alcolista dovrebbe considerare che egli ha un curriculum di tutto rispetto nel campo della cleptocrazia; ad esempio: da primo ministro di quel paradiso fiscale/lavanderia di denaro che va sotto il nome di Lussemburgo, Juncker fu coinvolto in uno scandalo di spionaggio interno ad opera dei servizi segreti da lui controllati. Dimessosi da primo ministro nel 2013, l’anno dopo era già a presiedere la Commissione Europea. Noto da sempre per la sua calcolata insolenza, nei giorni scorsi Juncker ha rilasciato un’intervista al quotidiano confindustriale in cui “rivela” una di quelle ovvietà risapute che però non si dovrebbero dichiarare pubblicamente, cioè che i suoi veri referenti di potere in Italia non sono mai stati i Presidenti del Consiglio, bensì i Presidenti della Repubblica, da Ciampi a Napolitano a Mattarella. L’intervista è chiaramente un “avviso” a quest’ultimo, in quanto è Mattarella a presiedere il Consiglio Supremo di Difesa e quindi a risultare determinante nell’acquisto di armi.

Sono i soldi ad aver creato le condizioni della guerra, ma anche i soldi a perpetuarla. Atlantisti di ogni colore, da Parsi a Giannuli, con il loro codazzo di youtuber, ci ripetono ad ogni occasione il mantra atlantista secondo cui gli orridi pacifinti vorrebbero impedire all’eroico popolo ucraino di difendere la propria libertà dall’aggressione di Putin.

Peccato che siano le stesse notizie del mainstream occidentalista a smantellare quel mantra e a darci un quadro del tutto diverso.

Nel dicembre scorso il quotidiano “la Repubblica” ci faceva sapere che gli ucraini di ogni età vivono sotto l’incubo delle agenzie di reclutamento forzato. In un altro articolo lo stesso quotidiano ci informava che molti ucraini candidati alla leva erano fuggiti dal paese prima che gli venisse ritirato il passaporto, e rimanevano all’estero, indifferenti alle minacce ed alle blandizie del governo ucraino che vorrebbe spedirli al fronte. Queste notizie già circolavano a guerra appena iniziata, ma “France24” all’epoca cercò di farle passare per fake news fabbricate dalla propaganda di Putin. Dall’anno scorso però è la principale fonte atlantista, il “New York Times”, ad affermare che il reclutamento non soltanto è attuato con brutali coercizioni e sequestri di persona, ma è anche appaltato ad agenzie private.

Un altro quotidiano, “The Guardian”, aggiunge dettagli interessanti. Dopo una serie di scandali che hanno investito il business del reclutamento forzato, Zelensky avrebbe deciso di riformare il settore. Anche se i termini di questi promessi cambiamenti rimangono molto vaghi, un fatto è certo, cioè che nuovi contratti di appalto a privati sono stati firmati dal governo ucraino per dare la caccia ai renitenti. I soldi dei contribuenti europei ed americani vengono dati al governo ucraino perché paghi agenzie private che costringano gli ucraini a combattere. Ammesso che davvero ci siano stati degli entusiasti della prima ora disposti ad immolarsi spontaneamente per la NATO, sono comunque tutti morti da tempo. Senza i nostri soldi non ci sarebbe modo di continuare a portare la carne da macello al fronte e prolungare la guerra.

Di Comidad

28.03.2024

Fonte: http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=1206

Commenti (10)

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    1. clausneghe 30 marzo 2024

      Giusto poco fa leggevo sul sito Russo mio preferito che ci sono volontari Russi che vogliono aiutare le mamme e le mogli dei reclutati a forza, basta che diano loro informazioni anche di geo localizzazione più nomi e cognomi e indirizzi se noti, dei reclutatori conosciuti che fanno questo sporco lavoro per non andare essi stessi al fronte. Con tanto di pagina Telegram dove possono denunciare gli orchi che vogliono strappare i loro maschi.
      Guardie di frontiera e reclutatori sono avvisati e ora non dormono più tranquilli, i Russi non scherzano, li hanno messi nel mirino.
      In quanto al babagio flippato cocainomane che piace tanto agli Euroratti sembra che non ce la faccia più e minaccia di ritirarsi se nonno Baiden che tra l'altro oggi è uscito in fotomontaggio fatto da Trump con mani e piedi incatenati, non gli dà subito sistemi antiaerei all'ultima moda e aerei e missili e bombe e soldi e, e, e, non ha nemmeno vergogna sto acattone pezzente nasuto, che possa finire impiccato a testa in giù, assieme magari ai suoi follover compresa la nana delle bancarelle con accento de Roma.

    1. carla 30 marzo 2024

      La Russia avrebbe sganciato per la prima volta una bomba pesante aviolanciata ODAB-1500 nella regione di Sumy. Stando alla BILD, che ha riportato la notizia, dopo l'attacco si sarebbe alzata una nuvola di fumo alta 1 km, visibile a km di distanza.
      Nel villaggio di Velikaya Pisarevka, collocato nella regione frontaliera di Sumy, le formazioni ucraine concentrarono forze significative per i successivi tentativi di sfondamento in direzione del villaggio di Kozinka nella regione russa di Belgorod.
      Una bomba aerea a detonazione volumetrica (ODAB) è un proiettile termobarico che, circa 10 metri prima di colpire il bersaglio, rilascia un liquido infiammabile sotto forma di aerosol e lo incendia.
      In precedenza, una ODAB-1500 era stata impiegata nei pressi di Krasnogorovka, a Ovest di Donetsk, per colpire un centro di schieramento del famigerato battaglione “Kraken”, eliminando fino a 300 neonazisti.
      In rete ci sono le foto
      Devono ancora provare le FAB 3000 e le FAB 9000.
      Se le provassero al più presto potrebbero evitare il fronte ai minori che l'ucragna sta arruolando a forza.

    1. carla 30 marzo 2024

      Purtroppo si sta avverando quanto disse l'egemone: "combatteremo la Russia fino all'ultimo ucraino"

    1. Gino 30 marzo 2024

      a fronte dell'orribile segreto di Israele, pare che per la NATO anche ve ne siano di ancora più orribili (ma non soltanto per la NATO...)

      Ultimi sviluppi dall'Ucraina sul fronte della tecnologia militare:
      a Berdichy primo caso nella storia di impiego di un intero plotone di UGV (Unmanned Ground Vehicle). In questo caso si tratterebbe di lanciagranate russi schierati in prima linea proprio laddove gli ucraini avrebbero schierato le loro migliori e più selezionate truppe.

      C'è già chi prevede che se questa guerra continuerà un'ulteriore anno le truppe potranno sopravvivere soltanto rifugiandosi in gallerie sotterranee, mentre in superficie combatterebbero i più svariati tipi di droni, sia aerei che di superficie. Un esperto ucraino oltre un mese fa avrebbe inoltre anche già previsto che entro soltanto 6 ulteriori mesi i russi avrebbero avuto a disposizionei droni governati da intelligenza artificiale in quantità sufficiente e tale da poter dedicare a ciascun drone un singolo e ben individuato militare ucraino, sicché la probabilità di capacità di permanenza sul campo di battaglia si ridurrebbe a quel punto a meno dell'1%.

      Parrebbe dunque che anche in relazione alla velocità di maturazione tecnologica quest'ultima guerra tenda ad assomigliare molto alla prima guerra mondiale.

    2. Gino 30 marzo 2024

      Circa Israele ieri sentivo l'opinione di uno che parrebbe esere bene informato circa l'emergere dell'evidenza che Netanjahu a quanto pare starebbe realizzando quanto si sarebbe prefissato: da Gaza già oltre un milione di palestinesi mancherebbero all'appello. Si domandava in quali paesi arabi possano essere stati trasferiti...

    3. clausneghe 30 marzo 2024

      Sul tubo ho visto oggi un video dove Droni Ucraini attaccavano con successo due mini carri armati Robot Russi. Una vera e propria, forse la prima, battaglia tra macchine, Droni e Robot.
      Ad ogni modo niente di straordinario, per me che lo avevo previsto dieci anni fa, assieme al resto ancora peggio che verrà.

    4. oliver 31 marzo 2024

      …. soltanto 6 ulteriori mesi i russi avrebbero avuto a disposizionei droni governati da intelligenza artificiale in quantità sufficiente e tale da poter dedicare a ciascun drone un singolo e ben individuato militare ucraino.

      e invece
      di un militare perché no tutti i mandanti occulti ?

    1. sbardellone 30 marzo 2024

      Chissà perché i Russi, per contrastare l’imperialismo della NATO, non abbracciano con entusiasmo l’ideologia anarchista di Comidad.

    1. nandoricciardi 30 marzo 2024

      Corrado Augias? Il peggio: radical-chic con attico e pargola sistemata in TV, razzista verso i poveri soprattutto se meridionali, protervo difensore del potere dei soldi, utilizzatore del mezzo televisivo come manganello mediatico, patologicamente vanitoso nonostante la venerabile età, propagandista di un progressismo truffaldino, gradevole quanto un'ortica, lui e bruno Vespa le due facce dela stessa medaglia. L'odiosità incarnata.

    1. pippo123 30 marzo 2024

      corrado augias il peggio del peggio, un prezzemolino scadente in tv a tutte le ore

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