PressTv.ir, 09.06.2026, ore 22:36 [ore 23:13 ]
Diverse località nella provincia meridionale iraniana di Hormozgan sono state colpite da proiettili statunitensi nella tarda serata di martedì, secondo quanto riferito dall'emittente nazionale della Repubblica Islamica, in un ennesimo atto di aggressione militare illegale e non provocata.
Mercoledì, l'Islamic Republic of Iran Broadcasting (IRIB) ha riferito che una località sull'isola di Qeshm era uno dei siti colpiti dall'attacco statunitense.
Secondo una fonte ben informata citata dall'emittente, a Qeshm si sono udite sei esplosioni, che secondo la fonte sarebbero state causate da proiettili nemici. L'emittente ha aggiunto che i proiettili sarebbero stati apparentemente lanciati da un aereo da guerra.
Un corrispondente dell'IRIB ha inoltre affermato che, sulla base delle informazioni disponibili finora, è stato confermato l'impatto di un proiettile nella contea costiera di Sirik, nella provincia.
Almeno due serbatoi d'acqua nel distretto di Bomani della contea sono stati presi di mira dal nemico e l'approvvigionamento di acqua potabile in questo distretto è stato temporaneamente interrotto.
Secondo un corrispondente dell'IRIB a Jask, un'altra delle contee costiere di Hormozgan, anche due località nella città di Jask e a Kuh-e Mobarak sono state colpite da tali proiettili.
US Central Command (CENTCOM) claims its forces began launching strikes against Iran
Meanwhile explosion sounds reported in Iran's Bandar Abbas, Qeshm, and Sirik islands. pic.twitter.com/S1ANPmnzOV — Press TV 🔻 (@PressTV) June 9, 2026
Non sono state segnalate esplosioni in altre zone della provincia costiera.
In precedenza, in una dichiarazione pubblicata sui social media, il Comando Centrale degli Stati Uniti aveva affermato di aver avviato attacchi contro l’Iran in seguito allo schianto di un elicottero Apache dell’esercito statunitense al largo delle coste dell’Oman.
Il giorno prima, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva ammesso che uno di questi elicotteri era precipitato vicino allo Stretto di Hormuz, confermando una notizia riportata dal New York Times.
Trump aveva promesso che gli Stati Uniti “devono” rispondere, accusando l'Iran di averlo abbattuto.
I funzionari e le forze militari iraniane hanno negato qualsiasi coinvolgimento nell'incidente, avvertendo che qualsiasi atto di aggressione contro il Paese non resterà senza risposta.
US Central Command (CENTCOM) claims its forces began launching strikes against Iran Meanwhile explosion sounds reported in Iran's Bandar Abbas, Qeshm, and Sirik islands. pic.twitter.com/S1ANPmnzOV
— Press TV 🔻 (@PressTV) June 9, 2026
Trump ha dichiarato la tregua il 7 aprile dopo almeno 100 ondate di rappresaglia iraniana decisiva e riuscita di fronte all'ultima ondata di aggressione immotivata americano-israeliana contro la Repubblica Islamica.
Poco dopo aver segnalato le esplosioni, l’IRIB ha affermato che «l’ondata di attacchi americani» si era placata nell’Hormozgan, descrivendo la situazione generale come «calma».
I media, tuttavia, hanno citato l’emissione del massimo livello di allerta nelle basi americane in Kuwait, Bahrein, Emirati Arabi Uniti e Qatar, in vista di una possibile rappresaglia iraniana.
Il comando militare iraniano non ha finora commentato l’aggressione statunitense.
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Fonte: https://www.presstv.ir/Detail/2026/06/09/770159/United-States-attacks-Iran-bases-high-alert
Traduzione a cura della Redazione di ComeDonChisciotte.org
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