Gli attacchi israeliani: nuova sfida al corridoio ferroviario Cina-Iran

Settimane prima degli attacchi aerei, è stata inaugurata una nuova rotta commerciale via terra che potrebbe aiutare l'Iran a eludere le sanzioni e a promuovere le sue ambizioni regionali.

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Genevieve Donnellon-May – 18 giugno 2025

Tra il ripristino della “massima pressione” sull'Iran da parte degli Stati Uniti, per impedirgli di dotarsi di armi nucleari e gli attacchi aerei di Israele, un treno merci proveniente dalla Cina è arrivato silenziosamente in un “porto secco” (terminal intermodale interno, N.d.T.) vicino a Teheran, effettuando la prima consegna nell'ambito del nuovo progetto di corridoio ferroviario Cina-Iran. Ha percorso 10.400 km (6.500 miglia) dalla città cinese di Xian lungo un corridoio commerciale che mira a ridurre a 15 giorni i tempi di consegna rispetto ai 30 ai 40 giorni via mare.

Si tratta di un percorso ambizioso, che attraversa il Kazakistan, l'Uzbekistan e il Turkmenistan e che alla fine potrebbe collegarsi all'Africa, agli Stati costieri del Golfo Persico e all'Europa. Il corridoio ferroviario riflette l'approfondimento dei legami Cina-Iran in un contesto geopolitico sempre più fratturato e complesso.

Il suo lancio avviene mentre gli Stati Uniti starebbero pensando di intercettare e ispezionare le petroliere iraniane in mare per interromperne le vendite di petrolio. Per gli Stati Uniti e Israele - che vedono le [pretese ma ormai forse necessarie, N.d.R.] ambizioni nucleari dell'Iran come una minaccia esistenziale - la maggiore integrazione di Teheran nelle infrastrutture eurasiatiche è allarmante. In particolare, permetterebbe all'Iran di eludere le sanzioni, di rafforzare la sua influenza regionale e di portare avanti ambizioni più ampie, tra cui il suo controverso programma nucleare.

La rotta terrestre consente all'Iran di continuare a esportare petrolio e minerali verso la Cina e altri mercati. Diversificando le rotte commerciali e approfondendo i legami con i partner eurasiatici, l'Iran aumenta la propria capacità di ripresa economica e riduce la dipendenza da canali marittimi vulnerabili, tra cui lo Stretto di Hormuz, lo stretto strategico tra il Golfo Persico e il Golfo di Oman e uno dei più importanti colli di bottiglia al mondo per il transito del petrolio.

Inoltre, il corridoio rende di fatto l'Iran un hub centrale di transito; integrando la ferrovia nelle reti terrestri e marittime, l'Iran mira a collegare la Cina e l'Asia centrale con l'Europa attraverso la Turchia.

L'urgenza di rotte commerciali alternative è cresciuta dalla fine del 2023, quando i ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran, hanno iniziato ad attaccare le navi commerciali nel Mar Rosso. Mentre gli spedizionieri deviano le loro rotte e i costi di spedizione aumentano, le rotte terrestri eurasiatiche sono diventate più interessanti.

Ora, però, con Israele e l'Iran impegnati in attacchi “occhio per occhio”, il funzionamento del corridoio ferroviario Cina-Iran rischia di essere interrotto.

A livello globale, il progetto ha un profondo peso strategico; in particolare, rafforza l'asse Cina-Iran. Per Washington e i suoi alleati, il corridoio potrebbe aumentare il potere contrattuale dell'Iran in qualsiasi negoziato sul nucleare. Istituzionalizzando infrastrutture resistenti alle sanzioni e consolidando il ruolo dell'Iran come partner strategico della Cina in Asia occidentale, il corridoio evidenzia le infrastrutture di trasporto come strumento di resistenza geopolitica.

Per Pechino, il corridoio riflette il rafforzamento delle relazioni con Teheran. Nel 2016, l'Iran ha firmato un memorandum d'intesa per la Belt and Road Initiative; nel 2021, i due Paesi hanno firmato un accordo di cooperazione di 25 anni, con investimenti cinesi che dovrebbero raggiungere i 400 miliardi di dollari. Il commercio tra Cina e Iran è in forte espansione e l'anno scorso ha raggiunto i 13,37 miliardi di dollari.

Il corridoio commerciale consentirebbe di accelerare gli scambi con l'Asia centrale, l'Asia occidentale e il Golfo Persico, rafforzando l'influenza geoeconomica e geopolitica della Cina in queste regioni e facendo avanzare la Belt and Road Initiative.

In particolare, contribuisce a mitigare i rischi per la sicurezza energetica della Cina e il cosiddetto dilemma di Malacca: due terzi del commercio marittimo cinese e l'80% delle sue importazioni di greggio passano attraverso lo Stretto di Malacca, altro fondamentale collo di bottiglia.

Trasportare il petrolio iraniano via terra aiuta Pechino a ridurre questa dipendenza, garantendo al contempo catene di approvvigionamento stabili e sfidando il dominio marittimo occidentale. Per Pechino, questo corridoio è più di un'infrastruttura commerciale: è un'ancora di salvezza strategica.

Tuttavia, anche prima dell'attuale pioggia di missili tra l'Iran e Israele, esistevano ostacoli importanti. In primo luogo, permangono i rischi legati alle sanzioni. La rotta è stata progettata per aggirare i colli di bottiglia marittimi controllati dagli Stati Uniti, ma il trasporto via terra rimane esposto a restrizioni finanziarie. Le transazioni che coinvolgono l'Iran sono ancora sottoposte a un intenso controllo, come dimostrano le sanzioni imposte il mese scorso dal Dipartimento del Tesoro statunitense alle società cinesi legate al petrolio iraniano.

La sicurezza è un'altra preoccupazione fondamentale. Il corridoio ferroviario attraversa zone dell'Asia centrale e occidentale soggette a instabilità, conflitti e terrorismo, rendendolo vulnerabile a interruzioni e sabotaggi, sia da parte di insorti nazionali che di “forze delegate” straniere. Gli elevati rischi per la sicurezza e l'aumento dei costi assicurativi possono compromettere l'affidabilità del percorso e limitare un uso commerciale più ampio.

Gli ostacoli tecnici e logistici complicano ulteriormente le operazioni. La ferrovia ha una capacità limitata di trasporto del greggio rispetto alle rotte marittime. Le discrepanze tra gli scartamenti dei binari (Cina e Iran utilizzano uno scartamento standard di 1.435 mm, mentre l'Asia centrale ne utilizza uno di 1.520 mm) richiedono trasferimenti di carico lunghi e costosi. Ulteriori colli di bottiglia sono rappresentati da infrastrutture disomogenee, protocolli doganali incoerenti e scarso coordinamento normativo transfrontaliero.

I recenti incontri diplomatici suggeriscono un crescente impegno politico per risolvere queste sfide. Gli incontri ad alto livello, tra cui la consultazione di esperti tenutasi a Pechino lo scorso dicembre e la riunione dei funzionari delle ferrovie nazionali a Teheran il mese scorso, riflettono gli sforzi per affrontare le questioni tecniche e logistiche.

Dal punto di vista strategico, il progetto inserisce l'Iran più profondamente nella Belt and Road Initiative di Pechino e nelle più ampie reti infrastrutturali eurasiatiche. Un maggiore coinvolgimento cinese potrebbe portare a una modernizzazione dell'infrastruttura ferroviaria iraniana, allineando ulteriormente Teheran alle ambizioni regionali di Pechino.

A livello regionale, la ferrovia migliora la connettività per gli Stati dell'Asia centrale, collegandoli ai porti iraniani e riducendo la dipendenza dalle rotte attraverso la Russia - una tradizionale potenza regionale - e rimodellando i flussi commerciali. In un contesto di intensificazione della competizione strategica sino-indiana tra Iran, Asia Centrale e Asia Occidentale, il corridoio sfida anche iniziative sostenute dall'India come il Corridoio Internazionale di Trasporto Nord-Sud e il Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa.

Il corridoio ferroviario Cina-Iran cerca di approfondire i legami bilaterali, favorire la connettività regionale e ri-orientare i flussi commerciali allontanandoli dai sistemi dominati dall'Occidente. Il successo è tutt'altro che assicurato, soprattutto se gli scontri tra Iran e Israele dovessero intensificarsi ulteriormente. È necessario superare le sfide delle lacune infrastrutturali, delle barriere logistiche e dei rischi geopolitici, tra cui le sanzioni e le minacce alla sicurezza.

G_DonnellonGenevieve Donnellon-May è una consulente di geopolitica e strategia globale interessata ai conflitti regionali sulle risorse e alla governance ambientale in Asia e Africa. È ricercatrice presso la Oxford Global Society, analista dell'Asia-Pacifico per il podcast The Red Line, giovane leader del Forum del Pacifico 2023 e delegata al Simposio globale Yenching 2023.

Link: https://www.scmp.com/opinion/china-opinion/article/3314468/israeli-strikes-one-more-challenge-new-china-iran-rail-corridor

Scelto e tradotto (IMC) da CptHook per ComeDonChisciotte

Commenti (4)

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    1. ailavioni 22 giugno 2025

      Articolo interessante !
      Inoltre l' autrice Genevieve Donnellon-May sembra decisamente carina.
      La bellezza salverà il mondo ?

    1. Dario Lampa 22 giugno 2025

      Ma dico io.... Dov'è il nostro presidente della Repubblica? Sento un "silenzio assordante" da quelle parti. Se ci sei, "vecchio dormiente", batti un colpo! E il nostro governo dei "fuori dei meloni"?. Adesso perché non proponete l'embargo ecnomico agli USA & Sion come avete fatto con la Russia? No non è possibile USA & SION sono "aggessori buoni" mentre la Russia è cattiva. Ma andate a quel paese!
      Solo il popolo unito in lotta per le piazze può mandare a casa questi governanti asserviri agli anglo-goudaici-americani e di fatto delegittimati dall:astensione popolare. Quando l'esercizio del potere va oltre il diritto (Costituzionale e Naturale) è giusto e doveroso ribellarsi (John Locke).
      P. S.: l'Iran ha dichiarato che considererá legittimi obiettivi militare tutti i mezzi di trasporto che porteranno armi ai sionisti e anche le basi e gli aereoporti da dove partiranno codesto mezzi.
      Ma le basi USA in Italia sono sotto il nostro controllo( domanda retorica ovviamente)?

    1. mago 22 giugno 2025

      Il problema sta nel fatto che al di là dei sostegni e trattati vari gli Iraniani non hanno mai avuto un sistema antiaereo e caccia di superiorità aerea per contrastare le scorribande Israeliane,questo lo fu anche per la Siria e sappiamo come andò a finire.
      Senza questi punti fermi qualsiasi infrastruttura Iraniana sarà sempre in grave ‼️ pericolo.

    2. Dario Lampa 22 giugno 2025

      Spero che Russia, Cina e Corea del Nord suppliscano a questa mancanza come il decadente occidente collettivo ha fatto con l'Ucraina considerato paese aggredito dalla Russia!

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