Giorgio Armani: lo stilista italiano che allontana i francesi

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Uno dei tanti aspetti drammatici che hanno caratterizzato l'economia italiana negli ultimi decenni è la cessione di aziende di grande valore a privati o Paesi stranieri, svendute nella maggior parte dei casi anche a basso prezzo nonostante la loro qualità. Una realtà imbarazzante, oltre che spiacevole a causa del significato e delle ripercussioni in termini macroeconomici, che non cessa d'esistere, sebbene c'è chi ancora resiste per amore del proprio lavoro e della propria identità nazionale.

Giorgio Armani, classe 1934, definito Re della Moda, ha dichiarato in più di una occasione che non ha alcuna intenzione di vendere il proprio marchio, in particolar modo a gruppi francesi, che definisce "mega strutture che mancano di personalità".

Mentre Valentino, Versace, Pucci, Gucci e Fendi - solo per citare i più noti - sono stati tutti venduti a investitori stranieri, soprattutto ai conglomerati francesi Kering e LVMH, lui vuole rimanere l'unico azionista dell'azienda che porta il suo nome. Non a caso, infatti, durante l'intervista rilasciata in una piccola sala riunioni del backstage poche ore prima della sua sfilata One Night Only Venice, tenutasi qualche settimana fa all'Arsenale di Venezia, ha colto l'occasione per affermare: "Questi gruppi francesi vogliono prendersi tutto, lo trovo un po' ridicolo".

La sua volontà di far rimanere in Italia il marchio è stata confermata anche nel 2021, quando circolava l'ipotesi che Armani avrebbe dotuto fondersi con un'altra azienda o una joint venture nostrana, poiché fu egli stesso a dichiararlo su Vogue. In quel periodo lo stilista stava attraversando un momento di grande sconforto, come scrive l'articolo: "Il virus ha devastato le vendite, chiuso le aziende e sconvolto l'industria e la sua cultura, dalle catene di approvvigionamento interrotte alle passerelle chiuse" e Giorgio temeva la crisi della propria attività.

Anche allora, però, le sue idee erano chiare rispetto alla svendita del suo prodotto all'estero: non ne aveva nessuna intenzione! E nonostante in quel momento avesse preso in considerazione la possibilità di smettere di essere indipendente, ipotizzando un collegamento con un’importante azienda italiana - e non necessariamente un’azienda di moda - oggi ha ripreso le redini dell'impresa ed ha allontanato la possibilità di una fusione.

Giorgio Armani è conosciuto per la sua estrema attenzione ai dettagli ed è strettamente coinvolto nella gestione quotidiana dell'azienda, particolari che lo rendono un vero stilista. Nonostante il ritrovato ottimismo però, sa perfettamente che presto dovrà affrontare una sfida difficile, forse la più difficile della sua carriera, trovare un erede che possa mantenere alto il lustro del suo lungo e pregiato lavoro.

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Aziende italiane vendute all'estero: https://www.absoft.it/blog/aziende-italiane-vendute-allestero/

FONTI:

https://www.ft.com/content/93d43764-73b7-4a06-a501-4a2a5ffe056c

https://www.vogue.com/article/giorgio-armani-on-fashions-future

Commenti (6)

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    1. ric 27 settembre 2023

      infatti il tizio preferisce la cine e l' india , tutto dove le manodopera e' meno costosa della sabbia del Sahara... ino non lo incenserei per niente.

      https://bestchineseproducts.com/it/dove-e-fatto-armani/

    2. mago 27 settembre 2023

      beh non sapevo sorry,allora mi tocca rivalutare il buon Cucinelli anche se costa una fucilata..

    3. Balabiott 27 settembre 2023

      Tutto 'made in Italy'...i 2 procioni D&G hanno fatto scuola

    1. mago 27 settembre 2023

      OOPS è del 1934, una grande persona un grande imprenditore un grande PATRIOTA alla faccia delle meteore in questo campo e a quelli che vendono straccetti come fossero oro e alla prima occasione o delocalizzano o vendono ai soliti...

    2. Sara Iannaccone 27 settembre 2023

      Grazie per la segnalazione! È stato un refuso.

    3. mago 27 settembre 2023

      di niente grazie a lei per l`ottimo articolo.

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