Giganti in Sardegna: scheletri di 4 metri spariti nel nulla

tomba dei giganti madau

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«Venivamo qui a giocare con lo scheletro, che era mummificato: ossa, nervi e pelle. Afferravamo il braccio, tiravamo un nervo e gli facevamo muovere le dita della mano. Era un gioco, ma durò poco: 5-6 mesi, poi lo presero». A parlare è Luigi Muscas, figlio di pastori, oggi scultore e scrittore. E’ autore di libri come “Il popolo dei giganti figli delle stelle“, edito nel 2008 da La Riflessione. Un evento: l’inizio della riscoperta dei giganti, nel cuore della Sardegna. Una specie di grande segreto, sistematicamente occultato. Qualcosa che ricorda la denuncia del professor Gaetano Ranieri, dell’università di Cagliari, scopritore – mezzo secolo fa – di 38 “giganti di pietra” a Mont’e Prama, nel Sinis, appartenenti a una civiltà sconosciuta. Secondo Ranieri, il georadar rivela la presenza sotterranea di una città estesa su 16 ettari. Ma l’archeologia esita: non vuole scavare. Per paura di trovare altri giganti, ma in carne e ossa, come quello in cui si imbatté nel 1972 nelle campagne di Pauli Arbarei l’allora giovane Luigi Muscas, che all’epoca aveva appena dieci anni?

«Nella grotta del gigante ero finito per ripararmi da un acquazzone», racconta Muscas, in un reportage trasmesso nel 2009 da “Cinque Stelle Tv”, storica emittente locale di Olbia. «Quel giorno scappai in paese col gregge e raccontai tutto a mio nonno. E il nonno mi disse: ora Teschiti spiego dove sono sepolti tutti gli altri». Il giovane Muscas allora si fece coraggio e tornò in quella grotta, con i suoi amici, a “giocare” con il gigante. «Non era l’unico: altri scheletri emersero dalle campagne, dove cominciavano a essere impiegati potenti aratri, trainati da trattori cingolati, macchine capaci di scavare il terreno in profondità». Ricorda il video-reportage della televisione di Olbia: Pauli Arbarei (Sud Sardegna, 50 chilometri a nord di Cagliari) è al centro della Marmilla, area in cui sopravvive la tradizione della cosiddetta Città Perduta. «Una leggenda – racconta un anziano del paese – dice che qui c’era una cittadina di diecimila abitanti, almeno 10-12.000 anni fa, con un lago, nel quale era solito pescare un gigante solitario». La storia del gigante pescatore la racconta anche Raffaele Cau, pastore di Pauli Arbarei: «Un nostro terreno di famiglia è chiamato la Terra della Pietra del Gigante, perché ha l’impronta delle natiche dell’essere gigantesco che pescava nel lago».

Non sono solo suggestioni: «Grandi ossa sono state portate alla luce dagli aratri dei nuovi trattori cingolati», conferma Cau, la cui testimonianza è tra quelle raccolte da Luigi Muscas nel suo libro. L’autore – spiega “Cinque Stelle Tv” – si appassionò al mistero dei giganti sardi scoprendo che Platone, quando parla di quegli esseri colossali, li descrive come di casa in luoghi molto simili alla Sardegna. L’uscita in libreria de “Il popolo dei giganti figli delle stelle” scatenò una vera e propria operazione-memoria: «Tanti testimoni raggiunsero Muscas per raccontargli di analoghi ritrovamenti vicino ai loro paesi, ma poi tutto sparì nel nulla senza lasciare traccia», dice la Tv di Olbia, che ha Luigi Muscascomunque raccolto alcune testimonianze dirette. «Nella primavera del 1962, ad aprile o maggio – racconta un uomo di Pauli Arbarei – il trattore smosse il terreno e portò allo scoperto un teschio gigante e poi l’intero scheletro, lungo quasi 3 metri». Un caso isolato? Nemmeno per idea: ne saltarono fuori a decine, nel cantiere archeologico (nuragico) di Sant’Anastasia, nel centro storico di Sardara, a due passi da Pauli Arbarei.

In quel cantiere, fra pozzi sacri e tombe, l’operaio Giuseppe Serra lavorò dal 1973 al 1996. «Fra il 1982 e il 1983 – racconta – trovammo più di 40 scheletri, alcuni con anelli al dito». La loro lunghezza? Imbarazzante: 4 metri e 20, 4 metri e 80, anche 5 metri e 10. «Il più piccolo era alto 2 metri e 40 centimetri», dice Serra, alla troupe televisiva. «Erano proporzionati. In alcuni, la testa era grande come la ruota di un’auto». Un collega conferma: «A metà degli anni ‘80, alcuni scheletri erano stati deposti in scatole di cartone dietro l’altare della chiesa, che era sconsacrata: c’erano femori lunghi un metro. Fuori, trovammo scheletri sepolti anche l’uno sopra l’altro». E dove sono finiti? «Non si sa». Conferma Giuseppe Serra: «Le ossa erano state raccolte in sacchi e deposte all’interno della chiesa. Poi sono venuti a ritirarle e non si sa dove siano andate a finire». Dice Luigi Muscas: «Non si sa chi li prendesse, quegli scheletri. Ma lì poteva entrare solo chi comandava».

Nel 2008, ricorda “Cinque Stelle Tv”, il sindaco di Sardara scrisse alla Soprintendenza Archeologica di Cagliari per chiedere un confronto tra i suoi compaesani, testimoni dei ritrovamenti, e gli archeologi che avevano lavorato nel cantiere di Sant’Anastasia. Il primo cittadino rivoleva indietro i “suoi” reperti, ma l’appello non ricevette nessuna risposta (se non la richiesta, ufficiosa, di lasciar perdere). «Ma Muscas è testardo, e non si è mai fermato: non ha mai cessato di cercare testimoni». Giganti? Certo: ne parla anche la Bibbia, li chiama Nephilim. Uno di loro era Golia, avversario di Davide. Altri giganti, “colleghi” di Golia, abitavano le città filistee (palestinesi) come Gaza. La letteratura ebraica considera i giganti come figli dell’unione impropria tra “figli dei dèi” e “figlie degli uomini”. Secondo Zecharia Sitchin, invece, nelle Giuseppe Serratavolette sumere è scritto che il “popolo dei giganti”, progenitori dell’umanità come gli Anunnaki, proveniva dal pianeta Nibiru. Le testimonianze letterarie sugli esseri giganteschi sono innumerevoli, ma l’archeologia sembra non volersene occupare: come spiegare, infatti, quelle inquietanti presenze ossee?

L’ultima ipotetica scoperta – scrive “L’Unione Sarda” – è molto recente: un femore fuori misura sarebbe stato ritrovato a Mont’e Prama (la terra delle statue giganti) il 15 ottobre 2015. “Spunta uno scheletro gigante ed è subito silenzio”, titola il sito “Sardegna Sotterranea“, facendo notare però che, dopo le iniziali ammissioni di Nello Cappai, sindaco di Guamaggiore, sul caso sarebbe stata fatta calare la solita coltre di riserbo. Per dare un’occhiata a qualche reperto osseo fotografato o filmato vale la pena di visionare il reportage di “Cinque Stelle Tv”, che riporta anche una impressionante selezione delle testimonianze raccolte da Luigi Muscas nel suo famoso libro sul “popolo dei giganti figli delle stelle”. Racconta un uomo di Pauli Arbarei: «Un giorno, mia figlia piccola rincasò spaventata per aver visto degli scheletri giganti», in un cantiere nuragico. «Il capo degli archeologi aveva rimproverato i bambini, intimando loro di non guardarli, perché erano “i diavoli”. Andammo al nuraghe e vidi anch’io gli scheletri». Aggiunge l’uomo: «Ne avevo visti già nel 1958 in Costa Smeralda, ai cantieri dei primi impianti turistici».

«Rientrando dalla campagna – ricorda Giorgina Medda, sempre di Pauli Arbarei – mio padre Raimondo (classe 1874) diceva: anche oggi ho trovato un osso di un gigante». Aggiunge la donna: «In un nostro terreno c’era una tomba: da una fessura si notava il luccichio di metalli». Giganti misteriosi anche nell’esperienza di Angelo Ibba, agricoltore di Sardara: «Mi è capitato di vedere un gigante nel 1938. L’aratro si incastrò in una lastra di pietra, che aveva dei fori disposti in modo tale da rappresentare un disegno. Nella buca c’era un teschio enorme. Ricoprimmo tutto: quelle ossa sono ancora là». A volte, le ossa gigantesche vengono allo scoperto nei cantieri edili. Virgilio Saiu, muratore di Pauli Arbarei (classe 1915), racconta: «Nel 1950, nel fare le fondamenta per la casa di Francesco Lai, dietro la chiesa di Sant’Agostino, io e Un dente che Muscas attribuisce a un gigantealtri trovammo una tomba enorme, grande tre volte me. Rimosso il coperchio di pietra, apparve uno scheletro gigantesco. Aveva sicuramente un vestito: un mantello nero di stoffa, che al contatto con l’aria si deteriorò. Nella tomba, c’erano anche tre monete d’oro. In paese la voce si sparse, arrivò il prete e ritirò lui le monete: disse che le avrebbe consegnate a chi di dovere».

Si tratta di un ricordo preciso: «Quelle monete erano d’oro massiccio, lucenti, di dimensioni paragonabili a quelle delle vecchie 100 lire». E le ossa? «Erano grandi: la testa enorme, le narici grandi quanto il mio pugno. La dentatura ancora perfetta, i denti lunghi quanto le dita delle mie mani. Tutte le articolazioni erano ancora intatte. E le dita delle mani erano grosse e lunghe 20 centimetri». Si rammarica, Virgilio Saiu: «Purtroppo, non comprendendone l’importanza, lasciammo le ossa sepolte nella fondazione della casa. E sono ancora lì». Il muratore assicura poi di aver visto altri scheletri, «in località Nuragi De Passeri, nel terreno di Natale Pusceddu, durante i lavori per piantare una vigna». Precisa: «Insieme a me c’erano Candido Toco, Luigi Noaruffu, Sperandiu Scanu e suo fratello, e Angelo Mandis». Le vanghe portarono alla luce 20 lastre di pietra. «Nelle tombe c’erano scheletri enormi, lunghi più di 3 metri, qualcuno anche 4. Il proprietario ci chiese di non dire niente a nessuno, perché altrimenti avrebbero fermato i lavori. E così anche quegli scheletri furono rotti e lasciati nella vigna».

Il gigante poteva spuntare anche nel giardino di casa. Lo spiega Eugenio Concu, di Ussaramanna. «Quando avevo 10 anni, nel 1971, facemmo gli scavi per il pozzo nero. E a 50 centimetri di profondità iniziammo a intravedere quattro grosse teste, cinque volte più grandi delle nostre. Scavando, scoprimmo quattro grandi scheletri: erano seppelliti a forma di croce. Erano molto lunghi, avevano mani grandissime e la testa allungata. I denti erano tutti intatti e bianchissimi, lunghi 5-6 centimetri. Ne sono sicuro, perché li lavammo e li Davide e Golia, il gigante biblicomisurammo». Aggiunge Eugenio: «Avvisammo il parroco di Ussaramanna: ci disse che gli scheletri erano cartaginesi, e ci chiese di gettarli nella discarica». Detto fatto: «Con l’aiuto dei miei fratelli li facemmo a pezzi e li caricammo nella carriola. E dopo 4-5 viaggi ce ne sbarazzammo. Sfortunatamente, ignoravamo cosa fossero: altrimenti avremmo potuto tenerne almeno uno».

Tra le tante storie raccolte da Luigi Muscas, forse la più sconcertante è quella di Salvatore Pilloni, di Gonnoscodina. «Alle elementari – racconta – i maestri scoperchiavano le tombe. Ci portavano con pale e picconi nel Campo degli Aztechi per andare a scavare le tombe. Alcune erano normali, altre gigantesche (oltre i 4 metri: i maestri le misuravano con il metro). Uno scheletro era lungo 3 metri e 86 centimetri, i piedi erano lunghi 60 centimetri, e il femore ben 1 metro e 43 centimetri. La testa era grande quanto quella di un cavallo, solo che le fattezze erano umane». Dice Salvatore: «Avevo solo 9 anni, ma ricordo bene che le ossa erano rivestite da una pellicina, come se fossero mummificate. Infatti avevano tutti i tendini ancora intatti. E quando venivano sollevati, gli scheletri si muovevano come marionette». Che ne fu, di quei resti? «Alla fine li presero i nostri maestri», di cui Pilloni fa anche i nomi. Ufficialmente, i giganti non sono mai esistiti. Non stupisce che i debunker liquidino ancora la faccenda nel solito modo: bufale. Davvero? E perché mai tante persone ormai anziane dovrebbero raccontare frottole così ben documentate? Sugli Ufo, il “cover-up” è finito. A quando, dunque, la possibile verità sui giganti? Tanto per cominciare: dove sono finiti, i maxi-scheletri di Sardara e Pauli Arbarei?

Commenti (28)

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    1. gianB 16 luglio 2021

      Il fare sparire ritrovamenti di tale portata é certamente da criminali. Direi "comportamenti da preti", o forse da talibani, che é la stessa cosa.
      Purtroppo il problema non é avere prove sufficienti per dire che bisogna comunciare a pensarci seriamente. Il problema é che la gran parte delle persone non vuole sentirne parlare. I Giganti, di cui parla anche la Bibbia, sono stati relegati a mito, uno di quei miti che Jung dice essere creati dall'inconscio collettivo, quell'inconscio collettivo che cosí difficilmente le persone affrontano preferendo infatti "consolarsi" con tali miti.

    1. arkalia 12 luglio 2021

      Sono sarda, anche se sono venuta via ragazzina, e la storia dei giganti l'ho sempre sentita e credo che abbia un fondamento. Mi preoccupa invece la sparizione di ogni ritrovamento. Non vorrei che fossero finiti in mani poco raccomandabili che, con le tecniche diaboliche attuali, possano crearne dei cloni. Cloni cattivi quanto lo sono loro, e magari li usino come extraterrestri che ora sembrerebbero diventati diabolicamente reali. Dovrebbero veramente approfondire dove sono andati a finire, non uno o due ma decine di scheletri.

    1. Cloretta 10 luglio 2021

      Il tizio nella terza foto sembra Gollum, uguale uguale. Forse è per questo che di vita sotterranea se ne intende. Comunque, se ci sono così tante persone che hanno visto questi scheletri giganti, e per così tanto tempo, come mai non abbiamo neppure una foto che non appaia come un pacchiano fotomontaggio?

    2. cedric 11 luglio 2021

      Probabilmente perchè sono pressochè scomparse le vecchie pellicole di celluloide (metterci mano era roba da artisti).

      Ormai tutto è taroccato, tutte le foto sono fotoscioppate(!) e tutti i video sono dippilirngeati (!!), lo sanno fare anche alle scuole elementari.
      Arjdatece la polaroid!

    1. GioCo 10 luglio 2021

      C'è una storia nella storia e questa dei giganti non è oscurata soltanto per buona pace dei fabiani che si sono inventati il darwinismo ma anche per i loro finti antagonisti, i creazionisti, che oggi stanno cercando nuove vesti in cui credere, dato che quelle vecchie iniziano ad essere troppo lacere.
      Questa è una storia dura e spaventosamente triste, ma soprattutto è una onta, una "j'accuse!" verso qualcuno che la sa lunga.
      Ad esempio sa che non tutti sono rimasti qui tra noi all'epoca in cui la terra ha conosciuto il suo ultimo cataclisma per ciò ne hanno sempre temuto il ritorno che segnerebbe la fine della loro tirannia. Non tutti si sono imbarbariti come quelli che per sopravvivere o difendersi hanno iniziato ad essere ostili. Non tutti erano isolati in comunità chiuse. La norma era la convivenza e il motivo era semplice... funzionava.

    1. Rnamessaggero 10 luglio 2021

      Tema affascinante , anche Roberto Giacobbo lo ha trattato in una trasmissione su rai due . Sono esistiti i giganti ? Basta guardare gli scheletri . Quella dei giganti non è la sola materia ufficialmente oscurata , trovo molto interessante la teoria della scimmia acquatica , la quale presenta temi tipo :
      pelle nuda
      grasso sottocutaneo
      andatura bipede
      controllo della respirazione e abilità linguistiche
      milza di forma lobulata
      le tette delle donne che permettono di allattare anche in acqua
      ecc.
      Non si trova l' anello mancante tra la scimmia e l' uomo è come se esistessero due tipi di uomini , gli esseri umani e gli ominidi . Gli ominidi , simili nella forma agli esseri umani , e alle scimmie nella sostanza , gli esseri umani simili nella forma agli altri due ma con una sostanza completamente diversa . Darwin non ha notato il fatto , io sono ancora in cerca di spiegazioni , non ho fretta .

    2. danone 10 luglio 2021

      Ah ma sei stai dietro solo a Giacobbo aspetti ancora un pezzo.

    3. Rnamessaggero 10 luglio 2021

      Cosa ti ha fatto pensare che sto dietro solo a Giacobbo ? Si lo ammetto tengo o' televisore a 36 canali .

    1. cedric 10 luglio 2021

      "Tanto per cominciare: dove sono finiti, i maxi-scheletri di Sardara e Pauli Arbarei?"

      Se li sarà fregati il vecchio porcellone di arcore per farne i guardiani del santo sepolcro che si è costruito appunto in sardegna....
      Un autoproclamato semidio (il vecchio porcello) dovrà ben avere guardie del corpo adeguate al suo rango anche da defunto, non si sa mai che qualcuno ne chieda l'estradizione anchè dall'aldilà (vatti a fidare sia di pietro che di satana...)

    1. LuxIgnis 10 luglio 2021

      Umanoidi giganti sono stati trovati praticamente in tutte le zone del mondo. Relegarle a fantasie è un po' l'atteggiamento dello struzzo che emette la testa sotto la sabbia. L'atteggiamento di chi non vuol vedere, o meglio di chi non vuole che la "narrativa ufficiale" venga messa in discussione. Crollerebbero montagne di menzogne e di dogmi sia nel versante religioso sia nel versante scientifico.
      Poi queste scoperte si accoppiano bene con gli innumerevoli misteri e tracce delle civiltà antiche che, anch'esse, sono diffusissime nel mondo: dalle costruzione delle piramidi alle oopart. Anche queste sepolte sotto la sabbia.

    1. meno 10 luglio 2021

      consiglio questo video, in quando potrebbe finalmente spiegare le strategie usate in un pseudo va-ccino. Contengono la filarosi delle zanzare per questo motivo l'idrossiclorochina e linvermectina sono efficaci nella cura.

      https://rumble.com/vjkxnr-vaccino-pfizer-somiglianza-con-la-filaria-indagini-in-corso.html

    1. Mario Poillucci 10 luglio 2021

      Curioso, veramente curioso!!! Una volta esistevano giganti mentre, ora, il pianeta è devastato dai nani!!! Nani che conoscete benissimo!!!! Una prece pietosissima!!!!

    2. Dante Bertello 10 luglio 2021

      Donna nana tutta ta..
      Buttale via...

    1. Violetto 10 luglio 2021

      torniamo al creazionismo?

    2. LuxIgnis 10 luglio 2021

      Sono tutti e due dei credi. Il creazionismo è un credo, il darwinismo è un altro credo.
      Onestamente dei credi non so che farmene, preferisco rimanere nell'affascinante e vuoto mistero che applicare etichette stampate dalle fabbriche del consenso.
      E comunque vi sono altre valide alternative interessanti come le teorie di Lamark ed altri di cui mi sfugge il nome.
      La verità è sempre oltre mai altrove.

    3. Violetto 10 luglio 2021

      il darwinismo, con le dovute correzioni e i dovuti "aggiornamenti" (rispetto a una teoria che nasce dalla pura osservazione e intuizione alla fine del 1800) dopo le scoperte sul DNA e la tramissibilità dei caratteri, ha una base scientifica tra l'altro intuitiva e non confutabile : Chi sopravvive si riproduce e tramanda i suoi geni.

      Chiaro che la teoria della evoluzione di Darwin non spiega ancora tante cose ma definirla un "credo" come il creazionismo lo ritengo un errore.

      La teoria di Lamark fu confutata gia ai suoi tempi.
      Per lui le giraffe che si stiravano il collo per brucare le foglie dei rami più alti trasmettevano alla prole i caratteri dello "stiramento".

      La teoria di Darwin, corretta e non confutabile da questo punto di vista, invece dice che le giraffe col collo piu lungo statisticamente avevamo più probabilità di sopravvivere e trasmettevano alla prole i caratteri genetici del collo lungo.

      Somigli a tuo padre? hai il naso grosso quanto il suo? O magari hai i suoi occhi?
      O hai ereditato il suo taglio di capelli? O i muscoli che si è fatto in palestra? O la gobba da postura che si è fatto negli anni a furia di stare piegato su una scrivania?

      Bene, sei la prova del darwinismo e la confutazione del lamarkismo

    4. danone 10 luglio 2021

      Il darwinismo non può spiegare i salti di specie e nemmeno l'evoluzione dell'uomo.
      Ciò che noi definiamo "la selezione naturale" è un fenomeno che noi ancora non conosciamo minimamente.
      Certo è vero che per adeguarsi ai cambiamenti delle condizioni ambientali, le specie si devono adattare, e chi lo fa meglio sopravvive, ma questa ipotesi non spiega ancora come possa tutta una serie di adeguamenti all'ambiente esterno, casuali e accidentali, produrre nelle specie viventi, nel tempo, un cambiamento che è tutt'altro che casuale o accidentale, e nell'uomo corrisponderebbe all'evoluzione della sua coscienza.
      Se la selezione naturale, così come viene spiegata dal darwinismo, fosse vera, bisognerebbe attribuire la capacità intelligente di evolvere le specie, e non solo la banale funzione di modificarle-adattarle indefinitamente, non alle specie stessa, di cui il loro adattamento non sarebbe altro che una reazione obbligata ad una azione subita, che viene dall'habitat, ma appunto all'ambiente esterno stesso, quindi torneremo alla necessità di considerare un intelligenza ambientale che guida il continuo adattamento in una direzione di evoluzione che questa intelligenza vuole e decide per le specie, e qui torneremo al creazionismo, e l serpente darwiniano si morderebbe la coda.
      Per cui sul tema siamo ancora a livello di ipotesi e niente più.
      Per non considerare gli ultimi sviluppi su tema, che stanno portando studiosi come Pietro Buffa ed altri, coi loro studi di genetica, che smentiscono il darwinismo più che consolidarlo.

    5. Primadellesabbie 10 luglio 2021

      Goethe ha operato in modo molto interessante, ragionando sulla vita vegetale, in una direzione che si chiama naturphilosophie, che ha avuto dei seguaci, Steiner ha curato almeno uno dei testi di G. su questo argomento.

      Nulla è stato tradotto in italiano, e adesso scopro che neanche la voce su wiki, in 9 lingue, si legge nella nostra:

      https://en.wikipedia.org/wiki/Naturphilosophie

    6. Violetto 10 luglio 2021

      lascerei da parte la coscienza dell'uomo perché troppa confusione e troppa mistificazione c'è ancora dietro.

      Per il resto concordo sulla questione "direzione" nella evoluzione che però attribuire a "qualcuno" come un "dio/persona" rivela la nostra necessità di riportare tutto alla "nostra dimensione" e al nostro bisogno di "qualcuno".

    7. Primadellesabbie 10 luglio 2021

      Quella teoria non spiega la presenza nell'uomo di una massa, e conseguente potenzialità cerebrale disponibile, inutilizzata al 90%, anzi ne è assolutamente contraddetta e smentita dato che, secondo Darwin, l'organo si svilupperebbe grazie ad uno stimolo/esigenza ambientale e non al contrario come nel caso del cervello umano, che sarebbe dimensionato (usando quella visione) per affrontare situazioni e difficoltà che potrebbero anche non svilupparsi.

    8. danone 10 luglio 2021

      Certo, ma è da osservare che è il darwinismo stesso che non può che sfociare nel creazionismo, invece di negarlo o superarlo.
      Per questo è evidente che entrambe le teorie, per come sono formulate attualmente sono del tutto inadeguate.

    9. LuxIgnis 10 luglio 2021

      Tante teorie sono state confutate per poi essersi rivelate esatte dopo un po'. Esiste anche il neo Lamarkismo quindi ci sono degli scienziati che non pensano che questa teoria sia da buttare via.
      Il Darwinismo non ha le basi scientifiche che tu dici, e ci sono molte teorie che la confutano.
      Per me è un credo, e come tale non ha nessun valore.
      Poi ognuno è libero di credere ai suoi asini che volano così il suo ego viene ben pasciuto e si ha l'illusione di allontanare il vuoto dalla proprio essere. Cosa impossibile ed inutile.
      Io credo che tu conosca ben poco di storia della scienza, e di quante assurdità promulga solo per mantenere lo status quo.

    10. LuxIgnis 10 luglio 2021

      Conoscevo poco questa teoria, pur sapendo che Goethe da genio che era si interessò di filosofia naturale.
      Approfondirò.

    11. Primadellesabbie 10 luglio 2021

      Tutto parte da osservazioni che fece esaminando le fasi della riproduzione di alcuni vegetali.

      Ops, guarda cosa ho trovato, e in italiano per giunta!:

      https://archive.org/details/goethemetamorfosidellepiante

    1. Violetto 10 luglio 2021

      Ma non era lo stesso che ironizzava sugli UFO?

    1. dom 9 luglio 2021

      per i sardi avere antenati XXL è fantascientifico di per sé, la storia dei giganti sardi è molto avvincente ma il molare nella foto è appartenuto a un grosso erbivoro, bovino o equino, non certo a un umanoide.

    1. nicolass 9 luglio 2021

      Non si capisce per quale motivo questa scoperta debba essere destinata all'oblio...

    2. uparishutrachoal 9 luglio 2021

      Infatti potrebbe concorrere ad aumentare la paura e il senso di estraneità verso un mondo che non è più lo stesso..
      Un'occasione ghiotta per creare ancora casino..e fidarsi solo di ciò che vediamo e ci comanda..
      Mi sa che il messaggio nuovo sia appena arrivato..e non tutti i piani intermedi lo hanno capito..e tentano di celarlo..
      Oppure stanno diffondendo discorsi di mitomani per creare scompiglio sapendo che tanto i giganti non esistono..
      In tutti i casi le notizie..vere o false ..cadono a fagiolo..

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