di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)
Quante volte dalla bocca dei nostri politici (non ultimo l'attuale premier Giorgia Meloni) e dagli strilli di quella che è la stampa di regime, avete dovuto ascoltare che il debito pubblico è l'onere che lasceremmo sulle spalle dei nostri figli, costretti a ripagarlo con il loro sudore?
Sul dogma neoliberista di dover ridurre i debiti pubblici degli stati, sappiamo bene è stato costruito questo folle, per non dire delinquenziale, progetto; oggi rappresentato dall'Unione Europea, al quale sia Giavazzi che Mario Draghi hanno dato il loro più che totale contributo e supporto.
Oggi, dopo quasi tre decadi, con il continente europeo fatto a pezzi in termini di aumento della povertà relativa ed assoluta, proprio a causa di dette politiche economiche, il professor Francesco Giavazzi, come d'incanto, ci annuncia nel suo editoriale pubblicato sul Corriere della Sera, che il debito pubblico non rappresenta più il male assoluto:
"Occorre abbandonare l’idea che il debito sia solo un onere trasmesso alle generazioni future. Se indebitarsi oggi per investire, consentirà ai nostri nipoti di vivere in un continente libero, e che cresce perché collocato sulla frontiera della tecnologia, ripagare il debito sarà un onere minore. Anche perché il debito pubblico non deve necessariamente essere «ripagato»: l’importante è ridurre il rapporto fra il debito e il Pil, e questo dipende dalla crescita. Alla scadenza il debito pubblico può sempre essere rimborsato ri-emettendo altri titoli. Così è stato ad esempio negli anni Sessanta, quando i debiti contratti per combattere la Seconda Guerra Mondiale svanirono in meno di un decennio". [1]
Noi economisti liberi, che per anni abbiamo lottato e lottiamo ancora contro le immani falsità che Giavazzi ed i suoi fratelli neo-liberal ci propinano, lette queste ultime righe.. ci sembra di sognare!
Quante volte ho fatto presente nei miei articoli che il debito pubblico non ha natura debitoria e non esiste la ben che minima necessità di ripagarlo!? Non solo, la realtà dei fatti ci dice che mai nessun debito pubblico di alcun paese al mondo è stato ripagato in termini nominali da almeno duecento anni a questa parte e ciò è confermato anche dalla realtà contabile che li vede aumentare ininterrottamente nello stesso arco temporale.
Quante volte ho ripetuto fino allo sfinimento, di fronte a chi non ha mai voluto crederlo, che alla scadenza i titoli del Tesoro vengono rinnovati in quello che è una sorta di rollover infinito. Una vera e propria partita di giro, insignificante in termini di debito, fra il Tesoro stesso e la Banca Centrale. Tenere titoli del debito pubblico in mani private è solo e soltanto una decisione di politica fiscale, presa dai governi e le banche centrali per fornire un reddito da interesse a chi ha risparmio. I titoli visto potrebbero essere detenuti interamente, in piena tranquillità, dalla banca centrale stessa o addirittura eliminati e gestire più semplicemente il rapporto di finanziamento della spesa pubblica mediante un conto corrente di corrispondenza.
Ora, tutto questo ce lo conferma anche Giavazzi: "Alla scadenza il debito pubblico può sempre essere rimborsato ri-emettendo altri titoli".
E voi che mi leggete, direte.. finalmente! Si sono accorti dei loro errori dopo che hanno lasciato dietro di sé una autostrada piena di poveri e precari e quindi.. da domani si torna a vivere!
Ma neanche per sogno!
L'inversione a trecentosessanta gradi di Giavazzi rientra in quello che è il cambiamento di pelle in corso di Mario Draghi di cui vi avevo già parlato in un articolo del febbraio scorso. Un cambiamento necessario per autocandidarsi a salvatore dell'Europa attuale che lui stesso ha contribuito a distruggere.
Il cambiamento non è certo animato dal voler far tornare a vivere la gente, stremata da decenni di debiti con banche, Stato e monopoli di natura pubblica oggi in mani private, bensì dall'esigenza che oggi ha il Potere di dover spendere - udite, udite - per armare gli ucraini e farli combattere fino all’ultimo uomo, costruire una difesa autonoma; e poi fare ricerca per la transizione energetica.
Tra le tante cose da fare per cui Giavazzi ritiene giustificato un aumento di quello che lui definisce il debito buono, come potete notare, non compare minimamente quella di garantire agli italiani e quindi agli europei, un lavoro sufficientemente remunerativo per provvedere in modo dignitoso al mantenimento e la crescita delle loro famiglie.
E poi ci si meraviglia perché non si fanno figli nel belpaese e del conseguente e preoccupante calo demografico!
In sintesi, traducendo le parole di Giavazzi con la schiettezza che da sempre mi contraddistingue: il debito buono sarebbe quello necessario per contribuire a sterminare gli ucraini e quello cattivo (da non fare), quello per impedire agli italiani di nascere!
Ora se non è diabolico un pensiero che prevede di spendere soldi per uccidere e non spenderli per far nascere, ditemi voi cos'altro ci può essere di più diabolico nel mondo!?
Il debito, dice Giavazzi, deve essere fatto necessariamente a livello europeo e per giustificare l'ennesima fandonia dottrinale, necessaria a propagandare la voglia sempre più crescente di rendere l'Europa una federazione, l'economista di Draghi scomoda persino la storia ed addirittura uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d'America, Alexander Hamilton:
"La lezione americana è che un debito pubblico comune non solo consente di creare uno Stato forte: nessuna delle vecchie ex-colonie lo sarebbe stata da sola. Aiuta anche a trasformare un’entità politica in uno Stato, obbligando i nuovi cittadini a comporre interessi talora contrapposti".
Parole prive di ogni significato, utili solo - come già detto - per condurre l'opinione pubblica ad accettare gli Stati Uniti d'Europa come un qualcosa di benefico e necessario per i popoli. Ma Giavazzi non spiega perché - dato che il debito pubblico non è più un problema - quelle stesse cose, ammesso e non concesso che siano desiderabili, non si possano fare a livello nazionale. Ci sono decine di Nazioni sul pianeta, più piccole dell’Italia che competono efficacemente sui mercati internazionali. Perché la Corea del Sud e la Svizzera (due esempi a caso, per non parlare del Giappone) possono farlo e noi no?
Senza contare il fatto che la UE esiste dal 1992 e, da allora, anziché essere fattore di maggiore competitività, siamo solo indietreggiati nei confronti del resto del mondo.
Veramente il professore dovrebbe spiegarci come dei numeri creati dal nulla su un computer di una banca centrale sarebbero considerati un debito se a farlo è un paese europeo singolarmente, mentre non lo sarebbero se a crearli è la Bce per conto di tutti.
Il professor Giavazzi ci dovrebbe una spiegazione anche riguardo alla frase "l’importante è ridurre il rapporto fra il debito e il Pil" - visto che già da tempo, lo stesso economista che partorì i due famosi parametri che guidano il fiscal compact - il professore francese Abeille - ci ha confessato che tale rapporto è privo di base scientifica.
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Un estratto di una intervista del Sole 24 ore al professor Abeille, il quale confessa che nella notte del 9 giugno 1981, su richiesta esplicita del presidente François Mitterrand (il quale aveva fretta di trovare una soluzione semplice che mettesse rapidamente un freno alla spesa del governo di sinistra che nel frattempo stava esplodendo), ideò i famosi parametri che oggi guidano il patto di stabilità[/caption]
Ma è alla fine che il diavolo mostra il suo vero volto:
"Un modo per iniziare a creare una quantità rilevante di debito comune è liberare la Bce dai titoli che la banca ha acquistato quando (fra il 2014 e il 2022) questi acquisti erano necessari per evitare che l’inflazione diventasse negativa. Si potrebbe cominciare costruendo un’Agenzia europea del debito e spostandovi i titoli oggi posseduti dalla Bce, lasciando ovviamente in capo ai singoli Paesi l’onere di pagarne gli interessi. Un onere che è anche l’impegno verso un’Unione sempre più forte".
Secondo Giavazzi, dopo aver affermato che il debito pubblico non rappresenta un problema, dovremmo procedere a liberare la Bce da questi pericolosissimi numeri che giacciono dentro i suoi computer e girarli sui computer di quella che Giavazzi stesso indica come una costituenda Agenzia del debito - "lasciando ovviamente in capo ai singoli Paesi l’onere di pagarne gli interessi" - ma certo, non vorremmo mica privare quella ristretta cerchia di famiglie che comandano il mondo dell'obolo divino, frutto del sangue di chi lavora!
Insomma un gioco delle tre carte in piena regola, dove i numeri diventano debito a seconda del computer dove sono locati.
Svegliatevi! Non sanno più come fare a tenere in piedi questa baracca costruita sulle balle in dottrina economica e monetaria.
di Megas Alexandros
Fonte: Giavazzi economista di Draghi: "il debito pubblico non va ripagato" - Megas Alexandros
Note:
[1] Le Opinioni | Una ricetta Hamilton per l'Europa | Corriere.it
Nonso 24 aprile 2024
Megas, al contrario di te e degli altri economisti io mi occupo di fantasy, ho trovato unicorni pronti a prestare il proprio strumento per la tua battaglia.
Quando vuoi li mando in mandria dove mi dici.
Presto perché hano l'agenda piena
Megas Alexandros 24 aprile 2024
Cerchiamo di alzare il livello dei commenti….. per il rispetto che si deve al lavoro di chi scrive gratuitamente per questo blog e gentilmente vi ospita.
Nonso 25 aprile 2024
Quelli seri non li noti.
Comunque sarò eternamente grto della vostra ospitalità, ma sei tu che non hai colto la mia gentilezza nell'intervenire in tuo sostegno. Tzh
absitiniuriaverbis 25 aprile 2024
Mi intrometto e forse anche a gamba tesa, almeno per i miei standards!
Ognuno si esprime come crede e come puo'. E gli altri traggano le proprie conclusioni sia sui commenti che sugli autori degli stessi.. Vale per tutti, autori compresi.
Rispetto e' un biglietto di andata e ritorno. Come l'autore lo merita, il commentatore lo merita. Misura non guasta.
Potrebbe esistere un autore che ami predicare nel deserto senza nessuno umano che lo ascolti e che replichi. In questo caso CDC potrebbe non essere il suo sito: questo e' uno spazio pubblico dove ognuno ha possibilita' di esprimersi.
Non tutti digeriscono il modo di scrivere e di porsi di tutti. Anzi. Questo dovrebbe consigliare prudenza soprattutto agli autori i quali, volontariamente, pubblicano le loro fatiche.
Perche' come e' vero che siete tutti volontari, altrettanto lo sono anche i commentatori.
Ritengo che CDC necessiti di entrambi, pur con le loro eventuali intemperanze.
Megas Alexandros 25 aprile 2024
CDC certamente non necessita di chi commenta gli articolisti invece che gli articoli, soprattutto con offese e diffamazioni varie. La tua entrata a gamba tesa dovrebbe essere su questo.
“pallone gonfiato” – “sei stupido senza saperlo” -“Mega pallone gonfiato” – “zittella” etc. -“sei fuori di testa” - "fatti vedere da qualcuno"
Questi sono esempi di frasi che non c'entrano nulla con l'articolo ma sono solo insulti nei confronti dell'articolista, ripetuti in più commenti.
C'è un articolo ed i commenti sono graditi se commentano l'articolo nel merito.
Megas Alexandros 25 aprile 2024
Forse probabilmente non l'ho colta.... ma invece che parlare di unicorni, rispondendo a commenti che esprimono il nulla, preferirei che tu venissi in sostegno delle verità espresse nell'articolo.... ad esempio c'è un pensiero nell'articolo che nessuno ha evidenziato ed è un pensiero, a parer mio molto forte ed importante:
il debito buono sarebbe quello necessario per contribuire a sterminare gli ucraini e quello cattivo (da non fare), quello per impedire agli italiani di nascere!
Questo mostra senza ombra di dubbio quanto chi ci comanda stiano dalla parte del male, poiché agiscono contro la vita.
absitiniuriaverbis 25 aprile 2024
Ho risposto ad una tua serie di considerazione rivolte da te a @Nonso, sotto riportate, perché mi hanno stuzzicato.
Tutto qua.
"Cerchiamo di alzare il livello dei commenti….. per il rispetto che si deve al lavoro di chi scrive gratuitamente per questo blog e gentilmente vi ospita"
In merito invece ai tuoi battibecchi con altri, non mi intrometto affatto né accetto il tuo consiglio, ritengo che sia e debba restare un problema (se lo è per te beninteso ) tuo (e nemmeno sporadico direi) e te lo lascio.
Megas Alexandros 25 aprile 2024
Guarda, qui mi sembra che si aggiunga confusione a confusione. Io rispondo a quello che scrivi e non posso interpretare cosa c'è nella tua testa e/o a chi ti riferivi. Il punto è che qui non si fanno commenti all'articolo ma sempre più spesso viene commentato l'articolista oppure si esprimono pensieri totalmente distaccati da quello che è il tema dell'articolo. Da qui ad arrivare al caos totale è molto semplice.
Io non battibecco con nessun per principio..... scrivo un articolo e mi aspetto che venga commentato. Semmai il battibecco, come tu lo chiami, nasce proprio perché chi commenta non rispetta le regole dettate da CDC, ovvero di attenersi al tema dell'articolo nei commenti.
E' palese (e ti ho riportato le frasi), come qualche commentatore non sia minimamente interessato ad argomentare in modo serio..... è tutto scritto basta leggere ed usare la logica.
absitiniuriaverbis 25 aprile 2024
Siccome interpretare non è affatto semplice, come scrivi, dovrebbe essere un motivo in più per usare cautela. E, probabilmente, il sistema di presentare l'albero dei messaggi andrebbe migliorato.
Se ritieni che le regole inerenti i commenti non siano rispettate, potresti considerare di rivolgerti immediatamente alla @Redazione per tagliare l'alterco sul nascere.
Una considerazione: la logica di chi?
Chi ti assicura che ognuno abbia o utilizzi la stessa logica tua? E che la tua sia l'unica 'giusta'?
Tu sai cosa vuoi dire ma chi legge interpreta sempre (tutti compresi) e risponde secondo quello che la sua logica e sensibilità hanno percepito.
Megas Alexandros 25 aprile 2024
Vedo che quello che ti interessa è continuare nella confusione e non quello che scrivo nell'articolo e persino nelle risposte ai commenti. Ti ho detto che esistono delle regole dettate dalla direzione basta leggerle. Una di queste afferma chiaramente di attenersi al tema dell'articolo nei commenti..... mentre come puoi notare dai commenti (a questo si riferisce la logica), alcuni di essi commentano l'articolista oppure trattano temi totalmente scollegati da quello che è scritto nell'articolo. Addirittura anche con frasi offensive e diffamatorie che poi costringono l'articolista a difendersi. Questo è il punto e questa è la logica richiesta, appunto per capire quale è l'oggetto del contendere. Nessuno ti chiede o ti impone di usare la mia stessa logica..... ma di usare la logica nell'interpretare un fatto circoscritto e ben chiaro, questo sì!!!!
absitiniuriaverbis 25 aprile 2024
Non è confusione, ovviamente secondo me.
Le regole le conosco e bene e, per usare un tuo modo di esprimerti, 'ti ho detto di parlarne con la @Redazione'. Non con me. Non sono fatti miei.
Ti ho 'anche detto' che dei tuoi alterchi non mi curo, sono fatti tuoi.
Ti ho anche detto che rispondevo ad un tuo commento diretto @Nonso
Ti ho anche detto che decido io a chi e cosa e come rispondere e che non devo spiegazioni a nessuno.
Se la @Redazione ritenesse i miei commenti, od i tuoi, o di chiunque, fuori dalle regole saprebbe come intervenire.
Può non garbati, lo accetto.
Ma così è.
Nonso 25 aprile 2024
Sono venuto a sostegno delle tue argomentazioni parecchie volte in passato, anche sul tema del debito.
Se tu non cogli la mia gentilezza è perché sei sulla difensiva 24/7 rispetto ai commenti, in questo caso non memore della mia posizione, da sempre, sul tema in questione ed in generale sulla tua visione di un'economia sana.
Il debito non è un debito, è il benessere privato che, con virtù del senso di collettività, si può estendere anche al benessere comune (altrimenti rimane accumulo di ricchezza inutile). Questo è quello che è, perciò assistiamo a certi numeri di illusionismo coi quali, a targhe alterne, il debito è buono o è cattivo.
Agiscono contro perché comandano, anziché amministrare, e strumentalizzano i concetti.
Sarebbe come chiamare debito lo stipendio mensile che l'azienda per la quale lavoro mi bonifica tutti i mesi, al netto delle spese vive. E se guardi, il non adeguamento degli stipendi a fronte dell'aumento esagerato del costo della vita, è proprio basato sullo stesso principio.
Dobbiamo lavorare per mantenere oliata la macchina che produce ricchezza per pochi oligarchi, i profitti - o meglio, i prodotti - non sono per noi, sono per loro giulivi. Ciao.
Megas Alexandros 25 aprile 2024
Guarda non sono sulla difensiva, semplicemente tra “fantasy” ed “unicorni”, ti chiedo perdono, non l’ho colta!!!! Credimi questo è quello che penso!!!