Julian Macfarlane – News Forensics – 16 novembre 2025
La retorica anti-cinese del Primo Ministro Takaichi non è stata ben accolta a Pechino.
Giovedì sera, il Vice Ministro degli Esteri cinese Sun Weidong, su istruzione, ha convocato l'ambasciatore giapponese in Cina Kenji Kanasugi, presentando una seria protesta per le dichiarazioni erronee del Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi sulla Cina. Si è trattato di un'azione diplomatica altamente insolita, e la severità dell'avvertimento che ha trasmesso è senza precedenti. Tokyo non dovrebbe farsi illusioni.
Guardando indietro alla diplomazia cinese, il termine “convocato su istruzioni” è estremamente raro e la sua serietà e autorità sono straordinarie. Non si è trattato di una comunicazione di routine, ma di un avvertimento severo e di alto livello. Tokyo deve comprenderlo chiaramente e non deve cercare di cavarsela con delle scuse. Dovrebbe riflettere immediatamente, correggere i propri errori e ritrattare le dichiarazioni [ritenute] diffamatorie/calunniose.
La linea di base cinese è che i giapponesi sanno bene che “non mancano voci razionali e sobrie all'interno del Giappone”, il che significa che:
a.) i giapponesi hanno più bisogno della Cina di quanto la Cina abbia bisogno del Giappone, soprattutto alla luce della recente svolta cinese nel campo dell'informatica fotonica per l'intelligenza artificiale
b.) Dal punto di vista militare, per i giapponesi non c’è gioco.
c.) Gli Stati Uniti non sosterranno i giapponesi se questi dovessero iniziare qualcosa, sapendo che perderebbero in una guerra totale. Il trattato con il Giappone prevede che sia il Giappone a sostenere eventualmente gli Stati Uniti.
Le dichiarazioni di Takaichi su Taiwan sono estremamente gravi. In qualità di primo ministro giapponese in carica, ha apertamente contestato il principio di “una sola Cina”, ha fortemente messo in discussione la sovranità e l'integrità territoriale della Cina e ha deliberatamente minato l'ordine internazionale post-seconda guerra mondiale. Ciò non solo ha travalicato il limite delle relazioni tra Cina e Giappone, ma ha anche sovvertito la giustizia storica e minato il contesto globale per la pace e lo sviluppo.
Naturalmente, abbiamo anche notato che non mancano voci razionali e sobrie all'interno del Giappone. Gli ex primi ministri Yukio Hatoyama, Yoshihiko Noda e Shigeru Ishiba, alcuni partiti dell'opposizione, nonché alcuni media e studiosi giapponesi hanno messo in discussione o criticato le parole e le azioni di Takaichi, ritenendo che le sue dichiarazioni minino le relazioni sino-giapponesi e danneggino gli interessi nazionali del Giappone. In netto contrasto, la sfera online giapponese è stata in larga misura dirottata dall'agitazione di destra e dal sentimento anti-cinese, dove l'ostilità e la malevolenza nei confronti della Cina continuano a crescere. Ciò mette in luce la doppia responsabilità del governo giapponese.
Oltre alla protesta diplomatica, la Cina sta consigliando ai propri cittadini di non recarsi in Giappone. Un quarto dei turisti che visitano il Giappone proviene dalla Cina, seguita dalla Corea del Sud e da Taiwan.
Perdere il turismo cinese sarebbe un duro colpo per il Giappone. Per pura coincidenza, la Cina ha recentemente trasmesso due film che mostrano il Giappone sotto una luce negativa.
731: incentrato sugli orribili esperimenti medici condotti dall'Impero giapponese sui prigionieri di guerra e sui civili cinesi, compresi i bambini.
Dead to Rights: che mostra l'eroismo cinese nel documentare il massacro di Nanchino del 1937.
In altre parole, è chiaramente antipatriottico e privo di sensibilità morale per un turista cinese andare a fare shopping a Tokyo quando il governo giapponese finge che le atrocità non siano mai avvenute e il primo ministro visita il Santuario Yasukuni per pregare per le anime dei criminali di guerra, che si spera stiano bruciando all'inferno.
La Cina sta consigliando ai propri studenti in Giappone di “prestare attenzione”, a causa delle possibili minacce e dell'aumento degli attacchi violenti. La Cina è il Paese con il maggior numero di giovani che studiano in Giappone.
Recentemente, la guardia costiera cinese e alcuni droni hanno pattugliato le isole Diaoyu, che il Giappone rivendica come proprie, mentre la Cina sostiene che ciò violi un tacito “accordo” risalente all'epoca di Deng, secondo cui la questione sarebbe stata accantonata per facilitare lo sviluppo reciproco delle risorse sottomarine. Le opinioni sono divise sulla proprietà di queste isole, che sarebbero state cedute alla Cina alla fine della seconda guerra mondiale.
A parte tutto ciò, il messaggio cinese è chiaro: provocateci e noi prenderemo con la forza ciò che è nostro e vi installeremo una base militare.
Gli Stati Uniti lanceranno una nuova guerra nel Pacifico per proteggere un paio di scogli?
In qualche modo ne dubito.
Si tratta di una portaerei giapponese. È fondamentalmente una portaelicotteri, anche se può trasportare una squadriglia di F35B, ovvero da 12 a 14 caccia, la cui operatività in condizioni marittime sarebbe circa la metà. Hanno metà dell'autonomia dei normali F35 e metà del carico di armamenti.
Questa è la nuova portaerei cinese, che può trasportare almeno 60 velivoli di vario tipo.
Ovviamente non si arriverà alla guerra. Sarebbe una contesa molto impari. In Giappone ci sono voci razionali, e forse anche alcune negli Stati Uniti.
Meanwhile in the Japanese legislature:
"Japan is not an independent country. It is a colony of the United States." pic.twitter.com/cTaCUVG8xv — COMBATE |🇵🇷 (@upholdreality) November 14, 2025
Questo video non è del tutto accurato, ma rende l'idea generale. Finora, le simulazioni mostrano che gli Stati Uniti e il Giappone perdono in ogni scenario di guerra nel Pacifico, e questo senza la cooperazione della Russia e della Corea del Nord.
La Cina ha esteso la sua ADIZ (zona di difesa aerea) fino a coprire le isole Diaoyu, il che significa che i suoi aerei violano costantemente quello che il Giappone considera il proprio spazio aereo.
Il Center for a New American Security (CNAS) ha condotto nel 2020 un gioco di guerra chiamato “Slaughter in the East China Sea” (Massacro nel Mar Cinese Orientale) in cui la Cina ha conquistato una delle isole Senkaku / Diaoyu intorno al 2030, con gli Stati Uniti che hanno assistito il Giappone secondo le “regole di ingaggio”.
[Nel “gioco”] le forze statunitensi e giapponesi non sono state in grado di riconquistare le isole, ponendo le basi per una guerra totale che, secondo altri giochi di guerra, vedrebbe la sconfitta degli Stati Uniti.
Il CNAS non ha menzionato il rapido sviluppo della potenza militare sia russa che cinese e il declino della capacità degli Stati Uniti entro il 2030, che ostacolerebbe una guerra su vasta scala.
Video
Se gli Stati Uniti e il Giappone entrassero in guerra con la Cina, il Giappone rischierebbe di perdere le isole Ryukyu, che tornerebbero allo status di tributarie della Cina del XIX secolo, con un notevole impulso economico. Perderebbe anche parti dell'Hokkaido settentrionale, dove la Russia potrebbe voler istituire una presenza militare protettiva.
Link: https://julianmacfarlane.substack.com/p/japan-a-mouse-roars
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Lo squittio del topo: la Cina “sculaccia” il Giappone
Julian Macfarlane - News Forensics - 17 novembre 2025
Il mio precedente post sul Giappone e sulla Cina sembra essere stato piuttosto corretto: il punto fondamentale è che il Giappone ha bisogno della Cina più di quanto la Cina abbia bisogno del Giappone. Quindi, il Giappone ha cercato di comportarsi come un topo che ruggisce però, alla fine ha solo squittito!
Rispetto alla Cina, il Giappone è militarmente irrilevante, soprattutto considerando che gli Stati Uniti si stanno dimostrando un partner inaffidabile.
Nel 2012, il governo giapponese ha acquistato, per circa 26 milioni di dollari, le isole Diaoyu da un proprietario privato giapponese di dubbia provenienza.
Pechino ha considerato questo atto come ostile e ha immediatamente limitato le esportazioni di “terre rare” verso il Giappone, con gravi ripercussioni sulle industrie elettroniche e automobilistiche giapponesi. Il divieto cinese sulle terre rare non era formale, ma indiretto, con il governo cinese che esercitava pressioni sulle aziende cinesi.
In generale, la Cina preferisce queste tattiche indirette al confronto diretto.
Anche questa volta la Cina sta usando mezzi indiretti per fare pressione sul Giappone, chiedendo ai suoi cittadini di evitare di andare in Giappone per turismo o studio, il che sarebbe un duro colpo per l'economia giapponese, se i cinesi seguissero le indicazioni del loro governo, cosa molto probabile.
Inoltre, la Cina può ulteriormente limitare le esportazioni di terre rare verso il Giappone, nonostante gli accordi con gli americani.
Nell'aprile e nell'ottobre 2025, la Cina ha annunciato nuovi requisiti più severi per le licenze di esportazione per 12 dei 17 elementi che fanno parte delle terre rare e le relative tecnologie di lavorazione, che le consentono di ritardare o rifiutare specifiche spedizioni ad aziende, comprese quelle giapponesi, in particolare quelle legate alla difesa o ai semiconduttori avanzati. Il quadro giuridico alla base delle restrizioni rimane attivo e può essere reintrodotto in qualsiasi momento.
La risposta del Giappone
Come avete visto nel mio ultimo post, alcuni membri della Dieta erano rimasti "molto contrariati" da Takaichi. “Il Giappone è solo una colonia americana”, hanno affermato, con una certa qual dose di ragione. Ancora più “contrariate” l'industria e le imprese e giapponesi.
A parte questo, il problema immediato per il Giappone è il turismo cinese, di cui ha bisogno per far fronte all'attuale crisi economica. I turisti cinesi spendono molto in Giappone.
Quindi, Takaichi doveva fare qualcosa!
Naturalmente, la delegazione diplomatica giapponese sosterrà che le recenti dichiarazioni di Takaichi non contraddicono la sua posizione fondamentale, come affermato nel comunicato bilaterale del 1972.
Takaichi sta imparando a proprie spese quanto sia importante il realismo per una politica estera sensata, che include la sua posizione sulle armi nucleari in Giappone... Se rinuncia alle politiche antinucleari del Giappone, lancerà una sfida alla Cina e torneremo al punto di partenza. I cinesi non riempiranno la ciotola del Giappone, come dice il mio gatto Chappy.
Cambiare la posizione giapponese in materia di politica nucleare non solo farebbe arrabbiare i cinesi, ma anche i russi e i nordcoreani.
Cosa ha detto esattamente Takaichi?
Durante un dibattito in Parlamento, ha affermato che una possibile crisi militare vicino a Taiwan rappresenterebbe una “minaccia esistenziale” che potrebbe costringere il Giappone a esercitare il suo “diritto all'autodifesa collettiva”.
Takaichi ha [poi] cercato di ammorbidire la sua retorica, affermando che si riferiva all'ipotetico uso delle forze di autodifesa in uno “scenario peggiore”, ma questo non soddisferà la Cina, poiché tale “scenario” si verificherebbe solo se le forze giapponesi attaccassero i cinesi per aiutare un'insurrezione taiwanese, nonostante abbiano concordato che Taiwan fa parte della Cina.
Nel frattempo, le azioni delle società giapponesi di viaggi e vendita al dettaglio sono crollate. Shiseido ha perso il 9%, il gruppo di grandi magazzini Takashimaya ha perso oltre il 5% e Fast Retailing (proprietaria di Uniqlo) ha perso oltre il 4%: [questo è] solo l'inizio, ovviamente, a meno che le cose non tornino alla normalità.
La Cina è irremovibile su questo punto. Ha avvertito che è “pronta ad adottare contromisure severe”, tra cui possibili sanzioni, la sospensione dei rapporti economici, diplomatici e militari e restrizioni commerciali.
Julian Macfarlane è un analista di strategia e media, di base a Tokyo
Link: https://julianmacfarlane.substack.com/p/china-spanks-japan
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Arian Van Heisen 18 novembre 2025
Ci mancava pure in Japan un' altra femmina al comando per servire Sion ..!
Mala tempora currunt sed peiora parantur