Geoguerra e cambiamento climatico

Geoguerra e cambiamento climatico

Di Bruna Bianchi, comune-info.net

Immediatamente dopo la Seconda guerra mondiale, accanto alle innumerevoli esplosioni nucleari che hanno devastato il pianeta, sono iniziate, e portate avanti su scala sempre più ampia, le sperimentazioni militari sul clima. Eppure, fino ad oggi nella riflessione critica sul cambiamento climatico e le sue cause il militarismo e la spirale distruttiva innescata dalle attività militari sono rimaste sullo sfondo. Le poche voci che hanno ricostruito e denunciato i danni irreparabili che le sperimentazioni a scopo bellico hanno causato non hanno avuto grande rilievo.

Un esempio significativo del progetto di dominio e controllo del clima a scopi bellici è il rapporto condotto nel 1996 dal Department of Defense School Environment of Academic Freedom e presentato alla Air Force degli Stati Uniti dal titolo: Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025 (Il clima come moltiplicatore della forza. Possedere il clima nel 2025).

Entro il 2025 i ricercatori militari prevedevano di poter dominare il clima a livello planetario e di proseguire nella sperimentazione all’ombra del segreto militare. Il rapporto, che è passato al vaglio “delle autorità preposte alla sicurezza” prima di essere reso pubblico, si sofferma su alcune delle potenzialità militari del controllo del clima e in particolare slle modificazioni della ionosfera, ma tace sulle applicazioni della geoingegneria nella guerra del Vietnam e nella guerra del Golfo e si limita a ipotizzare modificazioni del clima “localizzate” e a breve termine. L’interesse del documento pertanto non risiede nella ricostruzione delle sperimentazioni e delle loro applicazioni quanto nella logica alla base della manipolazione del clima che domina il pensiero, le ambizioni e le strategie militari. Così si legge nel sommario del rapporto:

Nel 2025 le forze dello spazio aereo statunitense possono “possedere il clima”, avvalendosi delle nuove tecnologie e indirizzando lo sviluppo di quelle tecnologie verso applicazioni di guerra combattuta. Una tale capacità offre al combattente strumenti per modificare lo spazio bellico in modi che non sono mai stati possibili prima.

Negli Stati Uniti nel 2025 la modificazione del clima sarebbe diventata parte integrante della strategia militare. Citando le parole del generale Gordon Sullivan, i ricercatori militari scrivono:

La tecnologia è là e aspetta che noi la mettiamo insieme. Nel 2025 avremo il possesso del clima.

Nel 2025 la nuova arma post-nucleare sarebbe stata una realtà.

Già nel 1957 la commissione consultiva del Presidente degli Stati Uniti sul controllo del clima riconosceva esplicitamente il potenziale militare della modificazione del clima e prevedeva che sarebbe stata un’arma più importante della bomba atomica (p. 3).

L’impresa, naturalmente, è rischiosa, continuano i ricercatori, ma le straordinarie potenzialità militari devono ricevere la più alta considerazione. Ideologia del rischio, controllo, dominio, supremazia, termini che ritornano costantemente nel rapporto, emergono con chiarezza ad ogni passo:

Come impresa ad alto rischio e ad alta ricompensa, la modificazione del clima presenta un dilemma non dissimile dalla scissione dell’atomo. Mentre alcuni segmenti della società saranno sempre riluttanti ad esaminare questioni controverse, come la modificazione del clima, le straordinarie potenzialità militari che possono risultare da questo campo sono ignorate (p. VI).

L’accettazione del rischio, ovvero le conseguenze distruttive per il pianeta, trova la sua giustificazione nella supremazia militare. La capacità di controllare il clima, si legge, avrà un effetto moltiplicatore e potrà essere utilizzato in tutte le fasi di un conflitto. Interventi volti a provocare siccità, impedire il rifornimento di acqua pura, intensificare la forza distruttiva di temporali e altre perturbazioni atmosferiche, indirizzando grandi masse di energia verso un obiettivo militare portano all’estremo la guerra alla natura e alla popolazione civile.

Benché nel 1977 l’assemblea generale delle Nazioni Unite avesse adottato una risoluzione che proibiva l’uso ostile delle tecniche di modificazione ambientale, la ricerca non si è mai arrestata e le sperimentazioni, condotte con determinazione, sono andate ben oltre il laboratorio.

[Per la modificazione del clima] La determinazione esiste […]. La motivazione esiste. I potenziali benefici e il potere sono estremamente lucrativi e allettanti per coloro che hanno le risorse per svilupparlo. Questa combinazione di determinazione, motivazione e risorse alla fine produrrà la tecnologia (p.35).

Il rapporto si conclude con una riaffermazione del principio della deterrenza:

La storia dimostra che non possiamo permetterci di non avere la capacità di modificare il clima se la tecnologia è sviluppata e usata da altri. Anche se non abbiamo intenzione di usarla, altri l’avranno. Per richiamarsi ancora una volta all’analogia con le armi atomiche, abbiamo bisogno di dissuadere o contrastare questa capacità con la nostra propria capacità (ivi).

Se la soluzione diventa la geoingegneria

Il progetto usare la Terra come una mega-macchina ha creato e creerà profitti e potere.

Alla conferenza di Copenhagen sul cambiamento climatico, nel 2010, ha scritto Rosalie Bertell (2018, p.) i geoguerrieri ebbero il loro momento di gloria mascherando la geoingegneria come una “soluzione al problema del cambiamento climatico”, presentato anche come un problema di sicurezza, una minaccia per lo stato che può avere un effetto moltiplicatore: afflusso di grandi masse di profughi, destabilizzazione sociale, accelerazione dei conflitti per le risorse sempre più scarse. I discorsi sulla sicurezza inducono un senso di impotenza e di paura e in definitiva incoraggiano soluzioni autoritarie, militari e tecnico-scientifiche dove sono possibili forti guadagni e che prevedono maggiore crescita e sviluppo anziché maggiore precauzione e umiltà sui limiti dell’azione umana.

Di fronte al senso della catastrofe imminente, all’assenza di una volontà politica forte di giungere a un accordo a livello internazionale e di mettere in discussione il modello economico, la soluzione tecnica può apparire l’opzione più desiderabile, più semplice e di effetto più rapido. A favore della geoingegneria climatica si è espressa la comunità accademica, la società americana di meteorologia e l’IPCC nel suo rapporto del 2013 (Sikka 2019, p. 22).

Ad eccezione del volume di Tina Sikka, negli scritti sul cambiamento climatico il ruolo delle attività militari nella crisi climatica, è spesso menzionato solo di sfuggita benché la consapevolezza dei danni causati dalle “armi ambientali” fosse già diffusa negli anni Ottanta. Tra le prime ecofemministe a cogliere la gravità delle manipolazioni sul clima è stata Petra Kelly.

Un caso estremo di oppressione della natura lo troviamo nell’attuale ricerca militare per sviluppare “armi ambientali”. Scienziati stanno lavorando per produrre piogge, neve, fulmini, grandine, uragani, onde di marea, terremoti ed eruzioni vulcaniche a scopi militari. Tra il 1963 e il 1972 solo gli USA hanno condotto 2.700 esperimenti di questo genere (Kelly 1984, p. 83).

Sarà Rosalie Bertell, a partire dal 2000, con la sua opera Pianeta Terra. L’ultima arma di guerra, a portare alla luce il nesso tra distruzione della Terra, cambiamento climatico e attività militari.

Così scriveva nel 2018 Gustavo Esteva nella prefazione al libro apparso in traduzione italiana nel 2018:

Ora i lettori hanno nelle loro mani un libro pericoloso. Leggendolo potrebbero perdere il sonno e anche molte illusioni. Questo libro potrebbe rendere ancora più dolorosa la consapevolezza dell’orrore che stiamo subendo e aggravare la loro preoccupazione per le sfide che stiamo affrontando. Ma sarà difficile interrompere la lettura. Se lo leggono fino alla fine avranno perso la loro innocenza. Claudia von Werlhof ha ragione: questo è davvero uno dei libri più importanti del XXI secolo (Esteva 2018, p. 14).

Il pianeta Terra come arma di guerra

Ecofemminista, religiosa, scienziata, direttrice dell’International Institute of Concern for Public Health di Toronto dal 1987 al 2004, Bertell è stata promotrice e ispiratrice di numerose campagne contro i rischi della tecnologia nucleare (Bianchi 2022). In Pianeta Terra. L’ultima arma di guerra la studiosa ha ricostruito i danni irreparabili causati al pianeta dalle attività e dalle sperimentazioni militari avvenute in segreto e il loro impatto sul clima a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale1. Dal 1946, infatti, da quando la General Electric scoprì che rilasciando ghiaccio secco in una stanza fredda si potevano ‘creare’ cristalli di ghiaccio simili a quelli che si trovano nelle nuvole, il clima è diventato vittima del militarismo.

Nel 1950 i ricercatori industriali scoprirono che lo iodato di argento aveva lo stesso effetto. L’era delle modifiche climatiche era iniziata e nessuno si era preoccupato del diritto della gente di sapere ed eventualmente approvare tali sperimenti! Lo scopo dichiarato inizialmente per la creazione di queste piogge era quello di rendere più fertili le aree desertiche degli stati pianeggianti. Si dice che la Russia abbia usato queste capacità di causare la pioggia che far precipitare il fall-out di Chernobyl ed impedirne l’arrivo su Mosca (Bertell 2018, p. 29).

Da allora la geoguerra non si è mai arrestata e ora è in pieno svolgimento. È ormai possibile manipolare grandi correnti di vapore per spostare le piogge, causando siccità e inondazioni. Monsoni, uragani, tornado possono essere accentuati aggiungendo energia; l’iniezione di petrolio nelle placche tettoniche o la creazione di vibrazioni con impulsi elettromagnetici possono causare terremoti.

Queste sperimentazioni sono state attuate senza alcuna preoccupazione per le conseguenze, senza considerare le interconnessioni che consentono la vita sulla Terra. Ne sono un esempio la detonazione di bombe nucleari sulle fasce di Van Allen. In anni in cui le esplosioni nucleari avvenivano nell’atmosfera, nelle acque e all’interno della Terra, la possibilità di valutarne le conseguenze anche sulle fasce di Van Allen fu immediatamente colta.

Durante la corsa alla Luna, all’inizio del 1958, sia gli astronauti russi che quelli americani scoprirono le fasce di Van Allen, cinture magnetiche della terra a protezione del potere distruttivo delle particelle cariche dei venti solari. Fra l’agosto e il settembre 1958, nel Progetto Argus, la Marina Militare statunitense fece esplodere tre bombe nucleari a fissione a 480 km di altezza sull’Atlantico del Sud, nella fascia più bassa delle cinture di Van Allen. L’agenzia USA per l’energia atomica lo definì “il più grande esperimento scientifico mai intrapreso dall’uomo”. Tale “esperimento” causò conseguenze in tutto il mondo fra cui diverse aurore boreali. Gli effetti a lungo termine di tali incredibili distruzioni, avvenute prima che si capisse profondamente il valore e il significato delle fasce di Van Allen, non sono mai stati resi pubblici (Bertell 2018, p.30).

L’esperimento fu ripetuto una seconda volta sull’Oceano Pacifico il 9 Luglio 1962 col progetto Starfish. Tre apparati nucleari, da 1 kilotone, un megatone, e uno da molti megatoni, furono fatti esplodere, danneggiando in modo permanente la parte bassa delle fasce di Van Allen.

Per oltre 50 anni gli esperimenti sulle modificazioni atmosferiche sono stati fatti o tramite l’aggiunta di reagenti chimici che causano reazioni che possono essere o non essere viste dalla Terra, come le aurore boreali, o campi d’onda che usano il calore o forze elettromagnetiche, o anche esplosioni nucleari nell’atmosfera. Quest’ultime interrompono o alterano il normale moto ondoso delle atmosfere più alte, spesso inducendo modificazioni climatiche nella troposfera (Bertell 2018, p.31).

L’Artico è stato bombardato

Negli anni Settanta, in base al trattato segreto tra Unione sovietica e Stati Uniti del 1974, l’Artico è stato bombardato con onde elettromagnetiche che hanno causato lo scioglimento dei ghiacci che avrebbero agevolato le attività estrattive e la navigazione. Lo aveva rivelato nel 1976 nel libro The Cooling, Lowell Ponte, ex ricercatore del Pentagono (Bertell 2018, p. 169).

Impossibile rendere conto in poche pagine della ricostruzione delineata da Bertell della crisi ambientale causata dalle attività di guerra e di preparazione alla guerra. Un esempio tra i più inquietanti su cui si sofferma sia nella sua opera che nelle interviste, è quello che prevede il riscaldamento della ionosfera attraverso onde elettromagnetiche generate artificialmente da un gran numero di torri di trasmissione sincronizzate (progetto HAARP) in grado di generare una enorme lente e riflettere l’energia prodotta indirizzandola verso obiettivi militari (Bertell 2018, pp. 116-118; 237-243). A queste sperimentazioni la studiosa ritiene che si possano attribuire l’aumento dei terremoti e il riscaldamento globale.

A questo proposito i militari parlano di positing energy, che può essere paragonata a quella delle bombe. È paragonabile a questa. Possono usarla per incendiare un’intera regione. Si genera una siccità in una zona, poi si invia lì una grande quantità di radiazione ultravioletta e così si può generare un incendio. Ci sono tante di quelle cose che si possono fare. Si servono dell’HAARP anche per comunicare con i sommergibili, quando sono in immersione. Ci sono alcune funzioni come queste, e ci sono altre cose che i militari hanno fatto, delle quali non sappiamo assolutamente nulla (Bertell 2018, p. 241).

Certo è che dagli anni Sessanta agli anni Novanta i disastri naturali sono aumentati di dieci volte e che le modificazioni della corrente El Nino, così importante per il clima, e che può provocare inondazioni e siccità, hanno avuto inizio contemporaneamente ai progetti Star Wars, programmi che includono quelli che usano l’energia solare per produrre incendi attraverso radiazioni ultraviolette, una tecnologia sperimentata nel corso della guerra del Golfo. Benché non si possa stabilire con certezza un rapporto diretto tra sperimentazioni e mutamenti del clima, non può sorprendere che una scienza che non considera le interconnessioni tra tutte le forme di vita abbia sviluppato tecnologie che possono destabilizzare un equilibrio creatosi in milioni di anni potendole per di più sperimentare in segretezza. Una militarizzazione su larga scala, un eco-geo terrorismo.

Bertell non nega l’influenza delle emissioni sul cambiamento climatico, ma avverte che l’enfasi sulla CO2 potrebbe distogliere l’attenzione da altre cause ancora più gravi della perturbazione dell’equilibrio del pianeta. Lo ha affermato nel 2010 nell’intervista Un pianeta senza futuro? Nuove armi ottenute tramite la distruzione della Madre Terra.

Io non dico che l’inquinamento di CO2 faccia bene alla Terra. Ciò che dico, però, è che anche se si potesse mettere fine al rilascio di CO2, non torneremmo comunque ad avere il tempo o il clima che avevamo prima. Poiché sono stati fatti gravi danni e profondi al sistema della Terra (Bertell 2018, pp. 241).

La geoingegneria applicata al clima darebbe un nuovo impulso e nuove giustificazioni alle sperimentazioni militari aumentando in maniera esponenziale anche le emissioni già straordinariamente elevate dell’attività militare (Parkinson 2019; De Simone 2019).

Nel complesso la visione di Rosalie Bertell nel 2000 e nel 2010 non era catastrofica; il suo appello, come quello di Rachel Carson cinquant’anni prima, è un appello alla società civile affinché pretenda che nulla si faccia a sua insaputa. La volontà di svelare e abbattere il segreto militare potrebbe unire gli obiettivi dei movimenti impegnati per la pace, la giustizia ambientale ed economica. La terra è già diventata vittima del militarismo. I geoingegneri e i geoguerrieri stanno mettendo a rischio la vita sulla Terra e nessuno sta tentando seriamente di fermarli, scrive Bertell, e noi non sappiamo in che misura i disastri ambientali sono naturali o causati artificialmente.

La società civile non deve permettere che a questi geo-guerrieri sia data una pubblica benedizione per continuare la loro opera di distruzione del pianeta. […] È giunto il momento di mettere in discussione il sistema patriarcale, che implica la dominazione su tutte le altre forme di vita; e il capitalismo gretto che richiede una eccessiva forza militare per salvaguardare il suo avido accumulare di risorse naturali. Dobbiamo accettare un doloroso piano per un futuro più intelligente, umano e femminile (Bertell 2018, p. 35).

La necessità di un impegno femminista

La necessità di un impegno femminista nel pretendere un dibattito democratico su quanto oggi viene fatto in segreto, e più in generale sul rapporto tra umani e natura, è stata affermata da Claudia von Werlhof, fondatrice nel 2010 con questo scopo del movimento in difesa della Madre Terra. Leggendo Bertell, scrive Claudia von Werlhof,

Ciò che per prima cosa salta agli occhi a proposito del modo in cui i militari conducono ricerche e fanno esperimenti, è il loro carattere patriarcale. Sembrerebbe che il loro obiettivo sia quello di soggiogare l’intero pianeta come una donna, impossessarsene, farle violenza, assoggettarla al controllo maschile e trasformarla in qualcosa che non ha più alcuna reale autonomia o potere (Werlhof 2010, p. 8).

Queste considerazioni di Claudia von Werlhof ci riportano al volume di Carolyn Merchant del 1980, La morte della natura in cui la storica dell’ambiente ricostruiva il processo di formazione di una visione del mondo e di una scienza che, riconcettualizzando la natura come femmina e come macchina anziché come organismo vivente, sanzionò il dominio dell’uomo sulla natura e sulle donne. Come scrisse Bacone, padre della scienza moderna, nei suoi frammenti pubblicati dopo la sua morte, la scienza è Il parto maschile del tempo (1602-1603), una scienza maschia e virile il cui scopo è il dominio. Nell’immaginario del parto maschile a dominare è la negazione del femminile, la volontà di sostituirsi alla sua forza generativa.

Se La morte della natura è tuttora un punto di riferimento fondamentale dell’ecofemminismo, l’opera di Bertell, al di là di alcune eccezioni (Werlhof 2010; 2017) è stata pressoché ignorata; il suo carattere strettamente scientifico, la difficoltà di lettura che a tratti presenta, possono spiegare solo in parte una tale mancanza di considerazione che probabilmente risiede nella riluttanza ad aprire gli occhi su una realtà difficile da accettare. E tuttavia è necessario rileggerlo alla luce delle elaborazioni teoriche femministe sulla scienza affinché la riflessione critica sul cambiamento climatico includa il militarismo e la spirale distruttiva che le attività militari innescano.

Di Bruna Bianchi, comune-info.net

07.09.2022

Bruna Bianchi insegna Storia delle donne e del pensiero politico contemporaneo all’Università di Venezia. Studiosa della Grande guerra, ed in particolare dell’esperienza bellica di soldati e ufficiali, si è occupata del pensiero pacifista e della deportazione della popolazione civile nel corso delle due guerre mondiali. Fa parte della rivista telematica DEP. Deportate, esuli, profughe. Tra le sue pubblicazioni si ricorda: La follia e la fuga (Bulzoni 2001); Deportazione e memorie femminili 1899-1953 (Unicopli 2002).


Bibliografia

Bertell Rosalie, Planet Earth: The Latest Weapon of War, Women’s Press, London 2000, trad. it. Pianeta Terra. L’ultima arma di Guerra, a cura di Maria Heibel, Asterios, Trieste 2018.

Bianchi Bruna, L’incubo che nasce a Hiroshima, agosto 2022, https://comune-info.net/lincubo-che-nasce-a-hiroshima/

De Simone Rossana, Militarismo e cambiamento climatico, Peacelink, 6 novembre 2019, https://sinistrainrete.info/ecologia-e-ambiente/16260-rossana-de-simone-militarismo-e-cambiamenti-climatici.html.

Esteva Gustavo, Siamo pronti a un cambiamento radicale del nostro comportamento? Prefazione a Rosalie Bertell, Pianeta Terra. L’ultima arma di Guerra, pp.13-15.

Kelly Petra, The New Environmental Weapons, in Eadem, Fighting for Hope, South End Press, Boston 1984.

Merchant Carolyn, La morte della natura. Donne, ecologia e Rivoluzione scientifica. Dalla natura come organismo alla natura come macchina (1980), Garzanti, Milano 1988.

Parkinson Stuart (Scientists for Global Responsibility), The Carbon Boot-print of the Military, Presentation, MAW Conference Save the Earth-Abolish War, London 29 June 2019, https://www.sgr.org.uk/sites/default/files/2019-07/SGR_Military-carbon-bootprint_London19.pdf

Sikka Tina, Climate Technology, Gender, and Justice. The Standpoint of the Vulnerable, Springer, Cham 2019.

Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025, https://ia902603.us.archive.org/1/items/WeatherAsAForceMultiplier/WeatherAsAForceMultiplier.pdf.

Werlhof Claudia von, Call for a “Planetary Movement for Mother Earth”, International Goddess-Conference “Politics and Spirituality”, 29 maggio 2010, http://emanzipationhumanum.de/downloads/motherearth.pdf.

Werlhof Claudia von, Earth as a Weapon/Geoengineering as War, DEP n.35, 2017, pp. 130-150, https://www.unive.it/pag/fileadmin/user_upload/dipartimenti/DSLCC/documenti/DEP/numeri/n35/06_Von_Werlhof_modello.pdf.

1 La traduzione italiana è limitata ai capitoli sulla geoingegneria, uno dei quali, Piani militari per lo spazio in una versione aggiornata al 2010; non comprende quindi quelli relativi al nucleare, ma include le due ultime interviste e lo scritto Distruggere lentamente il nostro pianeta del 2010. Su questo ultimo scritto e sulle interviste si basa prevalentemente questa mia breve presentazione.

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Fonte: https://comune-info.net/geoguerra-e-cambiamento-climatico/

Commenti (31)

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Mostra commenti 31 caricati
    1. Ligeti 30 marzo 2023

      Hai ragione! E poi, come si è permesso quel frate farneticante a decidere che il sole debba essere un fratello e la luna una sorella? Qualcuno ha mai chiesto ai diretti interessati se si sentissero offesi da questa netta distinzione? E' tempo di revisionare! Sole e luna non abbiamo alcun sesso. Da oggi ci si rivolgerà a loro come 'u sole e 'u luna e non gli si attribuiscano rapporti di parentela di alcun genere!

    1. Ligeti 30 marzo 2023

      Manco i diabolici de "Il Pendolo di Foucaut" erano arrivati a tanto.

    1. Arian Van Heisen 30 marzo 2023

      Mai letto un 'articolo pieno di corbellerie come questo , poi si scopre che è derivato da cervelli femminili ..!
      allora si comprende tutto e perchè il mondo va così

    1. sbregaverse 29 marzo 2023

      Questo trigono no
      non l'avevo considerato:
      che il sole è parte del reato.

      Mi dici MOLLALO !
      Però rischierei di stare al buio .
      CHE mai è la luna senza lui ?¿
      zerosbrega

    1. Gino 29 marzo 2023

      Dobbiamo accettare un doloroso piano per un futuro più intelligente, umano e femminile

      implicita la tesi che il "doloroso piano" non possa che essere globale

      Io non dico che l’inquinamento di CO2 [...]

      probabile che a parlare sia una tipa laureatasi in sociologia

      Tre apparati nucleari, da 1 kilotone, un megatone, e uno da molti megatoni, furono fatti esplodere, danneggiando in modo permanente la parte bassa delle fasce di Van Allen

      altra corbelleria

      l'argomento sarebbe serio, se non fosse per l'impressione (nella migliore delle ipotesi) che sia stato affrontato da personaggi incompetenti

    2. Arian Van Heisen 30 marzo 2023

      Sono femmine che si atteggiano da Maschio..!
      non è colpa loro purtroppo .

    1. carla 29 marzo 2023

      Una domanda: fuori tra i pluridosati quanti ancora credono a greta e ai suoi gretini?
      Al premio nobel AL Gore che nel 2013 non ci sarà più neve sulle Alpi?

    1. JHON 29 marzo 2023

      Da quanto edotto dall' articolo e da colei che nel suo libro ha chiaramente espresso ciò che l' impero del male ha in progetto di attuare entro il 2025, risulta chiaramente che solamente un disastro planetario potrebbe fermare questa follia e la sua attuazione. Da uomo della strada, come ritengo di essere, una cosa mi incuriosisce ancora di più, siamo in pochi che quotidianamente alziamo gli occhi al cielo e segnaliamo il fenomeno di questi maiali, che ogni giorno irrorano il cielo con le sostanze citate nell' articolo. E' in atto un avvelenamento della Terra e dei suoi abitanti in modo calcolato a tavolino. Basta osservare, nelle poche giornate serene, come un richiamo della foresta, sbucano questi Jet maledetti e con voli incrociati, rendono il cielo lattiginoso oscurando il sole, poco dopo, quando tutto è stato compiuto, si alza un vento, prima debole, poi sempre più forte atto a diffondere sul pianeta le sostanze velenose. Cessata questa operazione, il clima si fà afoso e chi volesse approfondire, sentirà sulla pelle una sensazione di umido, con temperature che si aggirano sui 15/18°. La Signora Ornella Mariani, ha sollecitato il comandante dell' Aeronautica Gen. Goretti a rispondere di questi fenomeni che vediamo quotidianamente, ma stranamente un pentito di mafia sarebbe più loquace nel rivelare. E' una ulteriore prova, secondo me, che questi "coperchi adatti a tutte le pignatte" sanno la verità, ma come per la storia della pandemenza se ne stanno sul ramo, con le tre scimmiette. E intanto aumentano le malattie polmonari, i tumori, le leucemie che secondo lor signori sono causate da un malsano stile di vita. Maledetti impostori, vi auguro che voi o qualcuno caro a voi abbia a subire le conseguenze delle vostre deliberate scelte omicide e non dubitatene che le vendette arrivano sempre, prima o poi.

    2. Fantine 29 marzo 2023

      Sottoscrivo tutto, Jhon, ad eccezione dell'augurio finale riferito ai loro cari.
      Sarebbe una lezione/punizione non da poco e peggiore, ma a quale prezzo?
      La colpa è personale, come la punizione, se deve esservi.
      Quanto ai più, hai ragione.
      Purtroppo la maggior parte delle persone campa come le tre scimmiette, caro Jhon.

    3. sbregaverse 29 marzo 2023

      Sempre SE esiste il libero arbitrio.
      Perchè non lo domandi al brizzolato che ,anche, nel suo ultimo intervento( che non ti saràh certo sfuggito) mostra di essere, ancora in mezzo al guado ¿?

    4. Fantine 29 marzo 2023

      Il brizzolato chi è, Sbrega?
      Diciamo che ultimamente è un periodo intenso.
      Ma se l'intervento del brizzolato merita, lo leggo volentieri.
      Nel "quando" del mio libero (?) tempo.

    5. JHON 30 marzo 2023

      Ne ho viste troppe per perdonare così tanto per sentirmi in pace con la mia coscienza, cara Fantine. La sindrome di Stoccolma, non può crescere in me, fino a quando non vedrò una di queste ca.....glie, supplicare il perdono, per il male fatto, che sapendo di mentire, continuano a demolire la nostra esistenza. Scusami, non ci riesco!

    6. Fantine 30 marzo 2023

      Hai tutta la mia comprensione, caro Jhon.

    1. Bertozzi 29 marzo 2023

      E poi dovremmo evitare l'ingenuità di credere che sia un astro libero spontaneo e naturale; come sappiamo bene a questo mondo non c'è nulla di spontaneo, a manovrarlo e dirigerlo c'è sicuramente qualcuno dei soliti noti il cui cognome finisce per 's'.

    1. indipendente 29 marzo 2023

      Mai sentito l'assolo "d'arpa" che da tempo accompagna l'intero pianeta in sottofondo?

    1. Teopratico 29 marzo 2023

      Sono riusciti a far credere alla popolazione mondiale che circolasse un pericolo mortale ma invisibile, mentre da decenni sconvolgono visivamente i cieli che abbiamo sopra la testa senza che quasi nessuno se ne accorga, qualcuno che dica: ah! E come per il virus comunque, guai a chi non tace, chi dubita e fa domande, viene discriminato e ostracizzato dalla popolazione stessa, non si deve scomodare nemmeno la psicopolizia.

    1. carla 29 marzo 2023

      Da decenni si negano le scie e si dà del complottista a chiunque alzi gli occhi al cielo, solo lo scorso anno addirittura lo scienziatohhh guglielmino cancelli si è deciso ad ammettere che esistono e sono udite udite udite per il nostro bene, per proteggerci dal famoso surriscaldamento globale.

    2. sbregaverse 29 marzo 2023

      Non è che ci aspergano per GUARIRCI dai cattivi propositi che nutriamo nei loro confronti ¿?

    1. carla 29 marzo 2023

      "poter dominare il clima a livello planetario e di proseguire nella sperimentazione all’ombra del segreto militare"
      =
      poter dominare l'uomo a livello cavia gratuita e proseguire nella sperimentazione all’ombra del segreto militare delle Bigpharma.

      In questi giorni Pfizer ha minacciato mafiosamente il governo canadese che se cercherà di rendere pubblici o anche solo di leggere gli accordi segreti firmati con loro potrà dire addio a qualsiasi tipo di fornitura futura.
      Camorristi, mafiosi e 'ndranghetisti al confronto sono dilettanti allo sbaraglio.

    2. sbregaverse 29 marzo 2023

      Sciamani e sacerdoti impressionavano i granelli terrestri raccontando che LORO possedevano la grande medicina d'oscurare il sole( conoscendo le dinamiche dell'eclisse )

    1. nicolass 29 marzo 2023

      il sole non arriverà mai al tuo livello in termini di rottura di coglioni

    2. sbregaverse 29 marzo 2023

      nicolas nicolasso sei un vero satasso)

    3. sbregaverse 29 marzo 2023

      un piccolo sforzo dai dai dai, solo tre passi, e ti si apre una fessurina paradisea(sempre che ti piaccia , a me per esempio piace)(De Curtis)

    1. nicolass 29 marzo 2023

      Oibòò

    1. nicolass 29 marzo 2023

      Mi sembra palese che la questione del riscaldamento globale di origine antropica sia utilizzata in modo pretestuoso per celare i veri danni causati all'ambiente dall'utilizzo della geoingegneria a scopo militare.... da una parte si fa leva sul senso di colpa dei cittadini martorizzandoli per lo spreco di acqua, le emissioni di CO2, l'utilizzo dell'auto a combustione e così via... dall'altra si portano avanti in gran segreto piani di dominazione del clima a scopo militare... il giochino è sempre lo stesso: distrarre le masse di ebeti gettando loro fumo negli occhi mentre si lavora indisturbati allo sterminio di ogni forma di vita sul pianeta. L'unica cosa che stona a mio avviso dell'articolo è l'accostamento tra ambientalismo di facciata e femminismo di maniera... tra le 2 non sono quale sia la sciagura peggiore.

    2. Ligeti 30 marzo 2023

      Perchè mai si vorrebbe lo sterminio di ogni forma di vita sulla Terra? Questo proprio mi sfugge. Neanche Satanasso in persona ne trarrebbe beneficio. L'uomo non influisce sul clima con industrie, auto e inquinamento, però ha dei potentissimi programmi militari segretissimi con cui volendo potrebbe cambiare il clima di tutto il globo?
      Siccità ce ne sono sempre state, così come tsunami, eruzioni e tutto il corollario. Una volta erano eventi naturali mentre ora sarebbero generati da un cattivissimo Dottor Male e cricca annessa il cui scopo è la distruzione totale del mondo?

    3. nicolass 30 marzo 2023

      genio..l'allarmismo sul cambiamento climatico come te lo spieghi?... le siccità ci sono sempre state? ma davvero genio forse è solo che prima non facevano notizia o meglio non erano funzionali a creare quell'isteria climatica che oggi va tanto di moda. Se fossi più sveglio ti chiederesti il motivo per cui se la siccità c'è sempre stata com'è che oggi viene ingigantita al punto tale da diventare un'isteria di massa? se fossi più sveglio ti domanderesti chi ha interesse a creare questo ingiustificato allarmismo ambientale e per quali fini reconditi. Infine se fossi più sveglio non saresti qui a rompere le scatole.

    4. Ligeti 30 marzo 2023

      L'allarmismo c'è, nessuno lo nega e non dubito della sua funzione di distrazione e spinta per il raggiungimento di obiettivi utili ai soliti noti: automobili elettriche, energie rinnovabili, limitazioni di vario genere riguardo abitazioni, mobilità e libertà personali, il tutto allineato con massima precisione al piano del WEF, secondo il motto "Nel 2030 non avrai (o meglio: non avrete) e sarai (sarete) felici".

      Metto in dubbio l'altro, ben più diaboloco obiettivo: lo sterminio totale di ogni forma di vita. Non ne capisco la ragione. Limite mio, ben inteso, ma se fossi così gentile, e soprattutto sveglio da spiegarmelo, te ne sarei grato.

      Inoltre, e anche questo è un evidente limite mio, mi chiedo la necessità di creare siccità artificialmente, quando alla fine queste avvengono regolarmente, e se non arriva la siccità, arriva qualcos'altro. Una grandinata può diventare una tragedia immane. Un'acquazzone si tramuta in una mortale Bomba d'Acqua!! Un innocuo sciame di cavallette può trasformarsi in un batter d'occhio in un'invasione di locuste. Tutto senza bisogno di chissà quali piani diabolici, ma con una semplice, classica e affidabile amplificazione mediatica.
      L'abbiamo visto con il Covid: si è attesa la solita influenza stagionale e la si è pompata a dismisura per trasformarla nella peste nera del ventunesimo secolo. Perfetto esempio dell'applicazione di uno dei principi dell'economia ben noti agli altissimi piani: ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo.
      Perchè investire in chissà quali diaboliche tecnologie, quando con un po' di propaganda a costi contenuti si ottiene lo stesso risultato? Qui ci vuole il rasoio di Occam. La mia interpretazione forse non suscita terribili e potenti fantasie come il pensiero di una cricca di accoliti satanisti intenti a creare armi spaziali, ma forse la realtà è più semplice di quanto sembri.

    5. nicolass 31 marzo 2023

      Perché ti applichi con evidenti scarsi risultati visto che leggere senza capire può essere un limite invalicabile. Il clima viene manipolato a fini militari .. hai bisogno dello schemino?.. perché aspettare che la siccità avvenga in maniera spontanea quando puoi provocarla ad arte?.. vediamo alle élite occidentali preme imbastardire la razza europea con lo scopo di importare braccia lavoro da sfruttare a proprio piacimento .. ecco che provocare siccità è funzionale nei paesi poveri per creare le condizioni perché milioni di disperati emigrino dall'Africa in cerca di una vita migliore.. e questo è uno solo degli esempi che mi vengono in mente ma ce ne sarebbero molti altri... E' un fatto che per le élite dominanti la popolazione mondiale in continua crescita sia una minaccia o almeno così viene percepita...e allora siccità e calamità di vario genere sono funzionali a sfoltire questa ridondanza o almeno a creare le condizioni per farlo. La stessa pseudo pandemia alimentata dal vaccino mortifero è stata funzionale a questo scopo.. scardinare l'economia, aumentare la massa di poveri e indigenti creando le condizioni per eliminare un pò di gente per fare spazio.. siamo all'ABC. Il transumassimo, l'intelligenza artificiale e quant'altro sono esemplificazioni del fatto che l'uomo "umano" come forza lavoro sia ormai in gran parte inutile e ridondante soprattutto agli occhi delle élite dominanti e ogni strumento può tornare utile in questa guerra senza quartiere contro l'umanità e la vita in generale. Tutto fa brodo ..ritenta sarai più fortunato.Rimandato a settembre..

    6. Ligeti 3 aprile 2023

      Per me sei libero di credere a tutto ciò che vuoi, ancora però manchiamo il punto: a che scopo il totale sterminio di ogni forma di vita?

    1. Eugiorso 29 marzo 2023

      Come dire che la pandemia, che ha tenuto banco per volere dell'élite statunitoide-occidentaloide per qualche anno, è stata "sostituita" dalla guerra e del (vacuo) clima, non concedendo ai popoli e alle nazioni un po' di respiro ... Anche questi ultimi strumenti di dominizione assolutistica dei popoli e delle nazioni, all'interno dell'impero del male in cui viviamo segnali della lotta (o meglio) guerra di classe a senso unico.

      Cari saluti

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