Gattopardi, iene, autonomia differenziata: venti di imperialismo nel sud Italia

Gattopardi, iene, autonomia differenziata: venti di imperialismo nel sud Italia

Di Stefano Vespo per ComeDonChisciotte.org

L’estate riempie le piazze dei paesini siciliani di sgangherati e chiassosi gruppi musicali, che suonano il liscio senza interruzione per tutta la notte; di gazebo dove si arrostiscono salsicce e si distribuisce vino; di tavoli conquistati da compatti gruppi familiari, che conservano gelosamente il loro possesso fino a quando la notte inoltrata e il riconquistato silenzio vede scemare la gente, tornata nelle proprie case. A uno di questi ritrovo un amico, giunto da poco in paese per poche settimane di ferie.

“Dai, siediti: ti offro una birra”, mi dice.

Faccio un po’ di moine di circostanza e qualche complimento, ma la prospettiva di una bionda birra gelata, vista l’afa serale che non cede, è irresistibile.

Ci ritroviamo uno di fronte all’altro. I suoi occhi azzurri e inquieti sembrano scrutare nell’aria un pensiero, un dubbio, mentre la musica, ad altissimo volume, non sembra affatto disturbare la sua concentrazione.

“Io non capisco una cosa: se è vero che questa autonomia differenziata ci impoverirà, che interesse hanno a far questo? Le industrie italiane, a chi venderanno, mettiamo, le Ferrari o altri prodotti di lusso? E poi, che potere ha un partito come la Lega per imporre una cosa simile?”

La domanda è semplice e complicata allo stesso tempo, come tutti gli interrogativi che nascono nelle menti lucide e fredde dei Siciliani migliori, una domanda scaturita dal nostro arcaico e istintivo sospetto per ogni cosa nuova. Rifletto un po’, per trovare il bandolo di un ragionamento.

“Hai ragione: ci impoveriremo. Lo Stato darà meno soldi alle regioni più povere. Anche perché da più di vent’anni si cerca di definire quali sono i livelli essenziali delle prestazioni, cioè i livelli essenziali dei servizi, al di sotto dei quali non si può andare, con qualunque tipo di autonomia. Ma la Commissione Cassese, nata per definire questi livelli agli inizi del 2000, non ha mai sortito nulla. Adesso, si andrà verso l’autonomia differenziata, regione per regione, magari con il principio stabilito nel patto tra il ministro Gentiloni e il presidente del Veneto, Zaia, nel 2018: i contributi dello Stato alle Regioni verranno erogati in base al loro gettito fiscale. Come dire: chi è più ricco, avrà di più!”

“Sì, ma tutto questo lo ha voluto soltanto la Lega, cioè la destra...”

“Veramente Gentiloni è del PD: anche la sinistra da anni sta coltivando lo stesso progetto. Io credo che non sia solamente una questione di leghismo”

“Ma allora, a chi conviene? Chi vuole tutto questo?”

É la domanda cruciale, che mi spiazza completamente. Dopo qualche istante di silenzio, in cui fingo di ammirare i gruppi di ballerini al centro della piazza, rispondo.

“L’autonomia differenziata distruggerà lo Stato italiano: pensa che nel progetto c’è anche la possibilità per ogni regione di gestire autonomamente le relazioni internazionali! Follia pura! Tu mi parli di industria italiana: della Ferrari, dei beni di lusso. Ma oggi le cose stanno diversamente. Quelli che contano sono i grandi gruppi finanziari: cinque o sei compagnie che gestiscono più del 70% dei soldi di tutto il mondo. Questa gente non ha affatto bisogno di vendere qualcosa: loro fanno soldi semplicemente speculando, riducendo sul lastrico interi Stati. Sono dei predatori che non creano né lavoro né ricchezza. Le aziende del digitale, altra colonna portante dell’economia globale, ormai hanno invaso capillarmente ogni atomo della nostra esistenza: non si può più vivere senza i loro dispositivi, e il loro apparato industriale si trova in paesi dove la gente muore o si suicida per le condizioni di lavoro, che hanno già superato per brutalità la condizione schiavile dell’età antica”

“Certo: lo so questo. Stesso discorso vale per le industrie del farmaco, anch’esse hanno permeato le nostre vite e condizionato le nostre scelte. Ma, ripeto, perché gli interessa distruggere lo Stato italiano?”

“Semplice: è una cosa avere di fronte la forza di uno Stato. Certo: corrotti e venduti ce ne sono tantissimi tra i nostri politici. Ma uno Stato è sempre uno Stato. Ha un potere non indifferente. Metti che, con l’autonomia differenziata, avranno di fronte soltanto un piccolo gruppetto di impiegati della Regione, o un inerme Presidente, o come in Sicilia i funzionari e i politicanti che riempiono le sale del Palazzo delle Aquile! Sarà facilissimo far passare qualsiasi cosa: acquisire, istallare, comprare tutto quello che vorranno”

Il mio amico non accetta queste mie parole: un moto di generosa insofferenza è nel suo sguardo.

“Io però credo che il popolo siciliano, quando si vedrà alla fame, finalmente si ribellerà: si scuoterà di dosso questi parassiti che ci amministrano da secoli!”

Mi sfugge un sorriso ironico.

“Molti vedono nell’autonomia differenziata quella sveglia brutale che alla fine ci porterà alla rivoluzione! Perdonami: ma è un’idea molto ingenua”

É un po’ risentito da questo mio aggettivo e mi guarda con diffidenza, ma continuo lo stesso perché so che mi stima e che mi starà a sentire.

“Ascoltami. Quando lo Stato ridurrà al lumicino le risorse finanziarie per far funzionare scuola, sanità, trasporti e tutto il resto, cosa credi che accadrà? Che i nostri amministratori ruberanno un po di meno? Che cercheranno di non sprecare i soldi pubblici, mettiamo, per darli ad associazioni gestite da amici per attività e progetti inconsistenti e inutili? Che non avvieranno grandi opere pubbliche al semplice scopo di dividere le risorse tra gente legata a loro? Niente affatto: continueranno come prima, se non peggio. E i soldi che mancheranno? Saranno le nostre tasse, aumentate a livelli assurdi, a fornire i capitali. Ma i Siciliani si ribelleranno, mi dici. Non credo. Per due motivi: hanno comunque la prospettiva di poter emigrare altrove. Così, come già accade adesso, i migliori e chi ha le risorse per farlo se ne andrà. E poi, noi Siciliani cerchiamo da secoli di venire sempre ad un accordo con chi ha il potere, anche il più umiliante. Di chiuderci nel nostro “particulare”, approfittando delle briciole e dei pochi privilegi che lascerà cadere per noi il potere. Qui vicino c'è un paese dove alle elezioni Europee la Lega è risultata primo partito!

Ma c’è di più. La Sicilia è da tempi immemorabili terra di conquista e di rapina. Arriverà qualche generale della NATO a proporre ai nostri amministratori la creazione di una nuova base militare, o di un grande bio-laboratorio per le ricerche sui virus e sui vaccini. Cosa faranno questi amministratori siciliani? Pensi che si rifiuteranno, per amore della salute del loro popolo? Per nulla: continueranno a svendere il territorio della Sicilia insieme alla sua popolazione. É accaduto a Niscemi con il MUOS. Ricordi? Cosa ha potuto fare la gente? Un bel niente! Adesso, saranno anche le multinazionali a precipitarsi su questa terra, le cui porte sono gestite da personaggi assolutamente disponibili ad ogni accordo sottobanco”

“Ma tu ricordi invece Il Gattopardo, no? Tutto cambia, in Sicilia, perché nulla cambi”

Lo dice con un filo di speranza, scosso dalla prospettiva delle mie parole. Si vorrebbe aggrappare all’idea che magari non sarà così disastroso come sembra.

“No, amico mio. Le cose stanno cambiando: lentamente, certo, ma stanno cambiando, inesorabilmente. La Sicilia è popolata dalle iene gattopardesche, che finalmente coroneranno il desiderio di avere pieno potere sulla nostra terra. I loro amici altrettanto dediti alla rapina, i nostri nemici, a cui apriranno le porte, sono di una potenza enorme, schiacciante!”

La notte e un buon bicchiere di vino locale, arrivato a tradimento, mi hanno reso, nel tono, quasi apocalittico.

“Tutto sta andando verso una forma di totalitarismo liberista. Anche il premierato: è nato da due genitori scellerati. Il primo è il bisogno di trasformare la politica in spettacolo, di affidarla completamente all’influenza dei giornali e della propaganda, ovvero ai soldi di chi la finanzia. Il secondo è il culto dell’efficientismo aziendale: la democrazia ha delle lungaggini improduttive, inefficienti, si dice, meglio un premier, un capo, che detta legge per decreti! Questo è lo spirito del premierato italiano, portato avanti sia dalla destra che dalla sinistra! Ormai, in Europa, non ci resta che scegliere tra una destra populista e nazionalista alla Orban, oppure affondare in questo collasso delle istituzioni, in questa deriva totalitaria mascherata!”

Ho finito anche il bicchiere di vino: un moscato intenso e dolcissimo, che mi ammalia, mentre la musica si fa sempre più assordante. Capiamo entrambi che la discussione non può continuare più. Ordiniamo i nostri panini con la salsiccia e ci lasciamo rabbonire, cullare, addormentare da una mistura violentissima di piaceri, dall’oblio e dai ricordi della nostra giovinezza. L’oblio e i ricordi di cui sono pieni i cieli notturni della Sicilia.

Di Stefano Vespo per ComeDonChisciotte.org

Stefano Vespo. Poeta e scrittore. Laureato in Filosofia, attualmente insegna lettere al Liceo di Nicosia. Sposato, vive a Sperlinga. Scrive su temi di politica e società su ComeDonChisciotte.

Commenti (50)

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Mostra commenti 50 caricati
    1. Phantom 6 luglio 2024

      Mai una soluzione ai problemi,solo una bella mangiata e una bella bevuta,questa è la rivoluzione preferita dal popolo italiano.Dopo la tastiera,la piazza forse mangiare e bere è la soluzione migliore nelle calde serate estive,poi ci sono le sagre autunnali,le feste natalizie,il carnevale,pasqua e si ritorna da capo,avanti con la rivoluzione.Hasta la mangiata,siempre.Poi al massimo si scappa da qualch'altra parte.

    1. absitiniuriaverbis 6 luglio 2024

      Comincio da una definizione di Nazione:
      "secondo una definizione consolidata, essa è una comunità di persone che si sentono legate tra loro per il fatto di condividere le stesse origini, di risiedere in un medesimo territorio, di possedere uno stesso patrimonio linguistico e culturale, di riconoscersi in una storia comune, oppure ancora di essere sottoposte alle medesime istituzioni politiche, a uno stesso governo e alle stesse leggi".
      Appare evidente come questa definizione non contempli la situazione attuale, ma assumiamola come riferimento.

      Quindi dai commenti all'articolo, per quanto possano essere rappresentativi della situazione, il territorio geografico chiamato Italia, non è una Nazione.
      Inoltre, sempre per la definizione riportata, dobbiamo considerare lo Stato rilevando che lo stato dello Stato è raccapricciante. Chiamarlo Stato è più prossimo ad un eufemismo che ad un sostantivo appropriato.
      La condizione di colonia é evidente ed innegabile.

      Quindi non Nazione e non Stato.
      Piuttosto siamo un contenitore nel quale sono accatastati ceppi di diversa natura o, in alternativa, liquidi a diversissimo peso specifico. Appaiono prevalenti le caratteristiche che ci dividono piuttosto che quelle che ci accomunano.

      Però qui abbiamo una possibilità, per quanto remota, aporofittare di questa situazione per generare un valore aggiunto. L'unione fa la forza.

      Oppure, allargare le crepe ed ognuno per conto suo. Niente Nazione e niente Sato come già era in un passato nemmeno così lontano. Meglio così che separati in casa. Chi fa da sé fa per tre.
      Non che il divorzio degli 'italiani' sia da prendersi alla leggera: già mi immagino le risse in merito. E si intravedono già gli avvoltoi, le iene e gli sciacalli.

      Siamo in prevendita promozionale.

    1. FrancoMaloberti 5 luglio 2024

      D'estate le risaie sono allagate e le zanzare imperversano. Il povero Bepi che ha finto il suo turno nella fabbrica di compressori, incontra un amico che lo vede sporco e sudato. "Dai, siediti: ti offro un bicchiere di bianco" gli dice. Fa un po' di moine, ma alla fine accetta e si siede vicino al ventilatore, così le zanzare non lo massacrano. Si trovano uni di fronte all'altro, gli occhi scuri e inquieti di Bepi sembrano scrutare nell’aria un pensiero, un dubbio, mentre il ronzio delle zanzare non sembra affatto disturbare la sua concentrazione.

      “Io non capisco una cosa: se è vero che questa autonomia differenziata ci arricchirà, che interesse hanno quelli del Sud a far questo?"

      La domanda è semplice e complicata allo stesso tempo, come tutti gli interrogativi che nascono nelle menti intorpidite dei polentoni, una domanda scaturita dalla creduloneria per ogni cosa nuova. Si deve riflettere un po’, per trovare il bandolo di un ragionamento.

      Vedi, dice l'amico al povero Bepi, tu lavori e sei sporco di grasso, Al sud, l’estate riempie le piazze dei paesini siciliani di sgangherati e chiassosi gruppi musicali, che suonano il liscio senza interruzione per tutta la notte; di gazebo dove si arrostiscono salsicce e si distribuisce vino. Poi, te la menano dicendo che l’autonomia differenziata distruggerà lo Stato italiano, e che nel progetto c’è anche la possibilità per ogni regione di gestire autonomamente le relazioni internazionali! Poi, ci sono i corrotti e i venduti, e ce ne sono tantissimi tra i nostri politici. Ti arruffano il cervello con discorsi complicati, che mescolano la NATO, le multinazionali, i predatori delle risorse del sud, i bio-laboratori, il premierato e quant'altro.

      Bepi è esausto, ha appena ricevuto la busta paga dove ha letto quanto lo stato trattiene, ma è felice che al sud, perlomeno, con il suo modestissimo contributo, possano mangiare panini e salsicce e ballare il liscio fina a tarda notte.

      Ha finito il bicchiere di bianco, un po' asprigno, ma quello è quello che si trova da quelle parti. Il ronzio delle zanzare si fa assordante e Bepi e l'amico capiscono che con quella discussione non si può più continuare. Bepi inforca la bicicletta e si lascia cullare dall'oblio e dai ricordi della sua giovinezza, quando faceva l'apprendista saldatore. L'oblio e i ricordi di cui sono pieni i cieli notturni che si riflettono nelle risaie.

    2. Nonso 5 luglio 2024

      Questa è una provocazione interessante.

      Attendo con pazienza che tu rinasca in un sud gioioso e forte, il cui spirito incorruttibile dalle difficoltà ti renderà combattivo e sensibile allo stesso tempo. Ti tornerà utile, nella nuova vita, perché sarai cassaintegrato con famiglia a carico, mangiato dalle zanzare, e con l'ospedale lontano da casa con poche ambulanze a disposizione, quando ne avrai bisogno per il coma etilico, apice di un alcolismo suicidario. Al nord avranno ancora bisogno di te per pagare le cazzo di tasse alla BancaCentralePrivata: fai la scelta giusta.

      Il tuo è un racconto fuori contesto, poteva funzionare 40 anni fa in certi ambienti, ad oggi il Bepi ti scaraventerebbe il ventilatore sulla schiena.

    1. Tipheus 5 luglio 2024

      Qualche verità, ma troppi luoghi comuni in questo articolo.
      Per non parlare, senza offesa, dei commenti. Ma chi sente parlare di Sicilia solo in TV è scusato.
      L'Autonomia Differenziata non è un danno in sé. Io sarei pure per l'indipendenza. E' un danno perché attribuisce come residuo fiscale quello che viene "riscosso" e non quello che viene "maturato" in un territorio. Per capire la differenza, se crei un'impresa in Italia e vendi all'estero, metti filiali all'estero, fai profitti in ogni modo all'estero, all'estero ti tassano, e se ne sbattono se la tua sede legale è a Sesto San Giovanni. Tant'è che lo Stato poi ti detassa di quello che ti hanno imposto all'estero.
      Con l'A.D. invece funziona proprio così. Se Intesa ha la sede a Torino e produce la sua IRES in tutto il mondo, per loro è stata prodotta tutta in Piemonte (fatto salvo il rimborso di quanto pagato all'estero).
      In questo modo si derubano le regioni più povere perché povere anche di sedi legali. Se fossero tutti indipendenti non funzionerebbe così.
      Ma è inutile tentare di spiegare questo mecccanismo, non c'è più sordo di chi non vuole sentire. E più di tutte le regioni del Nord, per ovvi motivi, il meccanismo premia solo la Lombardia, che è naturalmente sede di tutte le imprese nazionali.
      Ps. MAGARI si fosse attuato lo Statuto in Sicilia, magari.... Voi non avete davvero idea degli accordi coloniali che la Regione ha dovuto subire. La Sicilia è una regione autonoma "al contrario": ha meno autonomia e meno risorse delle regioni a statuto ordinario.
      Per dirne una (e se volete vi racconto tutto), TUTTA la spese pubblica (tranne polizia e professori) è accollata alla Regione, ma la Regione deve vivere con il 61% di IRPEF e il 36% di IVA raccolta in Siciilia. Tutto il resto allo Stato, che in pratica conta come "trasferimento" proprio quelle percentuali (il famoso residuo passivo farlocco è dato dai tributi raccolti in Sicilia). Se volete continuo.
      La Sicilia è trattata solo un filino meglio dell'ANP da Israele. Solo che non lo sa nessuno, nemmeno i Siciliani. Che poi si divertano lo stesso, se ne fottano allegramente di tutte le regole UE, e vivano come gli italiani della I Repubblica... che Dio li benedica per questo. Da esempio.

    2. Tipheus 5 luglio 2024

      A proposito di "fottersene" di tutto. Durante la pandemenza come dissenso al vaccino ufficiale la Regione fu seconda solo all'Alto Adige (le prime Toscana ed Emilia, chissà come mai). Si vociferava, non so quanto fondato, del fatto che le percentuali di false vaccinazioni e falsi green pass raggiungessero vette inenarrabili. La scarsità di "malori improvvisi" sembrerebbe una conferma, ma non so....
      Sta di fatto che nei sabati di protesta contro il Green Pass, non ci andava manco un cane. Se ne fottevano della regola, e se ne fottevano anche della protesta... Sono incivili, che ci volete fare?
      E non votano più. Si astengono ormai in massa, tranne chi deve ricevere qualche favore dal politico di turno. Sono combattuto tra il "hanno capito tutto" e il "non hanno capito niente".

    1. ailavioni 5 luglio 2024

      In Sicila e nelle altre regioni a statuto speciale l' autonomia differenziata l' hanno sempre avuta. Forse la nuova concederà ancora più libertà alle regioni, e perciò ciascuna di esse si darà da fare per approfittarne, per cui molti ne saranno contenti. La collettività ci perderà, ma chi se ne frega della collettività in Italy ?

    1. Eugiorso 5 luglio 2024

      Ci si dimentica di una variabile importantissima, cioè lo scontro geopolitico in atto che potrebbe far collassare l'impero del male assoluto al quale siamo soggetti e far evaporare il liberismo selvaggio che massacra i popoli.

      Certo ... senza una vittoria Russa, cinese e Iraniana andrebbe come preconizzato nel dialogo, non ci sarebbero rivolte e riscatti, ma la variabile geopolitica, se la storia prenderà la direzione giusta sconfiggendo il male assoluto, potrebbe "salvare il salvabile" anche in Italia (e in Sicilia, ovviamente).

    1. GioCo 5 luglio 2024

      Splendido quadretto... Un po' incompleto. Le tempistiche sono la chiave, come sempre. Come in Ucraina, come in Israele, come con USA-Cina-Russia e Houthi. Ci sono degli equilibri specifici, etnici e regionali e ci sono equilibri globali. Noi tendiamo a vedere i primi e al massimo si allarga alla questione nazionale, ma come interagiscono questi con il resto ? In via complessa. Quando questi equilibri si rompono (e ormai la maggioranza è fuori controllo di chiunque ma ancora si stenta a rendersene conto) manca la possibilità di "farci qualcosa" a qualsiasi livello. Anche solo illusorio. Se quindi i vari satrapi globalisti atlantisti stanno guadagnando a livello locale, però la partita globale (esattamente per questo) la stanno perdendo. Si va costantemente a caccia di cervi con i cannoni per guadagnare pugni di mosche. Certo, sempre meglio che niente, ma pugni di mosche, non cervi !!! Quando saremo arrivati in fondo, non sarà necessaria alcuna rivoluzione... Perché non sarà rimasto nulla per cui vale la pena farla.

    1. nandoricciardi 5 luglio 2024

      Metterla sempre sul piano dell'antropologia culturale è il modo migliore per mistificare la realtà politica, sociale e storica. Sta di fatto che al PIL dei fratelli coltelli del Nord hanno sempre contribuito in modo determinante l'abuso della manodopera meridionale immigrata a basso prezzo, avere una colonia in casa (il cosiddetto Meridione) da utilizzare come mercato per i prodotti della propria industria, la spesa sociale iniqua, con tutto al Nord e le elemosine al Sud. Per non parlare della conquista regia ad opera dei bellicosi Savoia, fatta passare come coronamento di nobili aspirazioni nazionali, ed esportazione di democrazia. Ora, sentire anche le lagnanze dei leghisti tosco-padani educati alla scuola di pensiero anglosassone e dei leghisti siciliani, abituati a vendersi per un piatto di lenticchie, per giunta virtuale, è pure penoso.

    2. mago 5 luglio 2024

      Si ma tutti gli stati usano questo sistema avere zone povere da usare ed abusare per il resto si dice che la conquista del meridione ad opera del nostro eroe dei 2 mondi fu più una svendita fatta a marenghi o a sterline oggi come allora.

    3. BrunoWald 5 luglio 2024

      Che vuoi farci, così va il mondo: voi siete stati "redenti" dai piemontesi, poi noi tutti del nord e del sud siamo stati "liberati" dagli americani - e c'erano pure i garibaldini, riesumati per l'occasione, solo che stavolta era rosso il fazzoletto, anziché la giubba. E affinché chi non era d'accordo si mettesse il cuore in pace, in entrambi i casi ci fu un bagno di sangue a guerra finita, con decine di migliaia di morti.

      C'è pure una festa apposita, nel caso ce lo dovessimo scordare.

    1. Bertozzi 5 luglio 2024

      Averceli i paesini con gruppi chiassosi e sgangherati che suonano tutta la notte, le salsicce e il vino. Forse lo scrivente non sa che nel resto d'Italia le feste paesane sono ormai roba vintage introvabile, se c'è musica d'estate alle 11 deve smettere sennò il vecchio di turno si lamenta in comune e l' unica festa che dura tutta la notte è la notte bianca o rosa o verde o come vi pare, moda degli ultimi anni, escamotage per far durare almeno una festa oltre la mezzanotte, una e dico una volta l' anno.
      Mi sa che in Sicilia l'autonomia differenziata l' hanno già e non se ne accorgono, e magari ci sputano pure sopra. Altro che fantapolitica fantatinellica autonomie e premierato, qualche bella festa paesana ignorante e grezza al punto giusto sarebbe la panacea di molti dei nostri mali. Seee, roba di fine secolo scorso, quelli che se le sono stra-godute quelle feste ora son vecchi e impediscono agli altri di fare lo stesso e godersi la vita pure loro, come per un sacco di altre cose, per non dire tutte.

    2. mago 5 luglio 2024

      Che bello quando in vacanza passo e trovo i cartelli stradali sforacchiati da pistolettate quella è la vera Italia quella è casa mia.

    3. uomospeciale 5 luglio 2024

      Vero?
      Nei paesini siciliani è molto difficile trovare un cartello sano.
      Ogni volta che li vedi, ti viene subito una gran voglia di investire in Sicilia.
      E che dire della P.A. siciliana?
      Sempre dalla tua parte, sempre positiva, propositiva, incoraggiante, efficiente ed onesta..
      L'instancabile laboriosità dei siciliani poi, è leggendaria.
      Sono sempre tutti pronti a lavorare da mane a sera e litigano sempre tra di loro per il privilegio di poter fare qualche ora di straordinario.
      Sono certo che la Sicilia con queste premesse diventerà molto presto la nuova Taiwan del mediterraneo.

    4. maghi 5 luglio 2024

      allora il mio comune è il Sicilia. Il problema è che il vecchio, che ha la sventura di vivere nei pressi, lo portano via in ambulanza per averlo costretto a passare le notti in bianco e ti posso assicurare che quando ero giovane a mezzanotte c'era il coprifuoco.

    5. mago 5 luglio 2024

      al Nord Europa dicono che l’Italia è bella solo e peccato che ci sono gli italiani,che ci vuoi fare..io per andare al poligono dovrei fare 80km vedi come sono messo.

    6. Bertozzi 5 luglio 2024

      Povero, chissà quante notti in bianco gli tocca passare, con tutte le feste ed eventi che durano fino a mattina in tutte le città e paesi d'Italia, io proporrei di eliminarle tutte, le feste, così si dorme tranquilli, ma esageriamo pure, io eliminerei tutte gli eventi che portano un po' di gioia e di stare insieme, vietiamo tutto, eliminiamo la felicità e la gioventù , manifestazioni tradizionali comprese, così quando poi ci saranno solo minareti e Ramadam potremo dare la colpa ai negri, mica ai poveri vecchi portati via in ambulanza per il troppo baccano, questa è davvero il top!
      Silenzio eterno, questo è quel che vogliamo come popolo, e lo stiamo raggiungendo a grandi passi!

    7. Individualista 5 luglio 2024

      Ti piacciono le vacanze nei posti belli, eh...

    8. maghi 6 luglio 2024

      no, il popolo lo stanno distruggendo proprio con il sistema ludico, che hanno messo sù. Ricordati del paese dei balocchi di collodiana memoria. Tutti asini senza cervello e siete tutti irretiti e contenti, proprio come i poveri ragazzi, che venivano trasformati in asini.

    1. pieros 5 luglio 2024

      Chiagni e fotti.

    1. futurista77 5 luglio 2024

      Chiaro, sintetico ed elegante. Veramente un bel pezzo. Grazie!

    1. mago 5 luglio 2024

      Mi scuso preventivamente ma non capisco sta storia che stanno cavalcando manco sia in atto una guerra di secessione.in Sicilia manca acqua e stanno appoggiati su un mare di acqua che aspetta solo di essere potabilizzata .in secondo luogo la politica italiana come la televisione le poste le ferrovie esercito CC GDF scuole insomma tutti i gangli dello Stato sono a trazione meridionale ma allora quale sarebbe il problema ? Io sto pensando di trasferirmi in Sicilia.

    1. pippo123 5 luglio 2024

      cosa c'è di malevolo a chiedere per noi lombardi le stesse cose che hanno già siciliani e sardi?

    2. uomospeciale 5 luglio 2024

      Perchè chi al ristorante è abituato da sempre a mangiare fino a sfondarsi, vorrebbe continare a pagare alla romana, dividendo il conto con chi ha preso solo un'insalata.

    3. Individualista 5 luglio 2024

      Cosa avremmo esattamente? Ma non vi sono bastati i terùn a fare gli schiavi nelle vostre industrie?

    4. mago 5 luglio 2024

      Noi lombardi e in genere al Nord siamo popolo in via di estinzione,vedi un po’ i cognomi che girano.

    5. mago 5 luglio 2024

      Dai anche quelli del Nord andavano in Germania e Svizzera a fare i manovali e camerieri allora era dura per tutti.

    6. maghi 5 luglio 2024

      nel mio comune in provincia di Pistoia i cognomi toscani sono il 30%, i meridionali il 40, gli altri sono stranieri in rapido aumento. Di sicuro finiremo tutti male, non so quando, perchè dipende da molte variabili, quindi di che preoccuparsi?

    7. mago 5 luglio 2024

      Nulla era per statistica poi chiaramente a fronte di pessimi elementi conosco persone perbene.

    8. pippo123 5 luglio 2024

      lo statuto speciale come voi...ci basta

    9. pippo123 5 luglio 2024

      per cui cosa cambia l'autonomia finanziaria?

    10. Sony 5 luglio 2024

      Ma per favore, cosa cazzo vi manca, vi siete presi tutto nel corso della storia di questo paese sventurato, delle volte penso che sarei contenta se qualcuno dividesse a metà l'Italia e ve ne andasse finalmente tutti a fare in c. .

    11. ric 6 luglio 2024

      lumbard ? alura te giran i bal...!. Van Den Sfros

      https://www.google.com/search?q=van+den+sfros+mi+sun+lumbard&rlz=1C1CHBD_itIT1068IT1068&oq=van+den+sfros+++mi+sun+lumbard&aqs=chrome..69i57j33i10i160l2.30513j0j15&sourceid=chrome&ie=UTF-8#fpstate=ive&vld=cid:55cc6964,vid:WezW0DEb
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    12. maghi 6 luglio 2024

      nulla. Il capitalismo va e andrà avanti, finchè finiremo o finirete o finiranno tutti molto male. L'ordo liberista non lo può fermare nessuno.

    13. maghi 6 luglio 2024

      non è questione di persone per bene o meno. La questione è che per annientare una cultura, una società millenaria ci vogliono operai, inconsapevoli formichine, impegnate nel realizzare il progetto di distruzione di massa, ed è quello che sta succedendo senza che quasi nessuno se ne accorga. E sia le persone oneste che le disoneste concorrono al progetto, non volontariamente, perchè non è stata fatta nessuna scelta, ma le scelte le può fare solo chi ha discernimento. Elementare, Watson, direbbe Sherlock Holmes.

    14. mago 6 luglio 2024

      Come disse Boumedienne premier Algerino sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria…vedi noi le diamo pure le case le aiutiamo a figliare Li istruiamo pure e presto le daranno il diritto di votare… come dare un arma al tuo nemico.. per il resto che fare ?

    15. maghi 7 luglio 2024

      tra le famiglie magrebine vicine a me solo quella del tunisino ha istruito i figli nel Corano. Li ha pure mandati nelle scuole coraniche in Tunisia. I figli degli altri sono diventati degli agnostici, che seguono la mentalità del capitalismo, chi divenendo spacciatori e approfittatori (i più), chi, laureandosi. Insomma si sono integrati abbastanza da non dire certo le preghiere loro e partecipando alle celebrazioni in moschea. Un pò come la quasi totalità dei cristiani. Certo che il progetto dei fondamentalisti è sempre quello stabilito da Maometto, cioè di assoggettare gli altri popoli e assimilarli, caratteristico delle società violente mediorientali, dove la forza è padrona di tutte le regole. Ma anche le altre culture hanno sempre fatto così. La storia del mondo è una storia di imperi e guerre. E' l'uomo che è fatto così. Non ci possiamo fare nulla. Io mi sono rassegnato e lascio che il mondo vada come è sempre andato. La mamma dei cretini è sempre incinta. Boumedienne non conosceva certo questo proverbio e certamente sarebbe stato perseguitato dai fondamentalisti musulmani, quindi o seguire la corrente, come fanno i più o essere vessato. Purtroppo i cretini sono sempre stati la quasi totale maggioranza.

    16. mago 7 luglio 2024

      🧔🏼‍♂️👍

    1. uomospeciale 5 luglio 2024

      Proprio portando ad esempio una regione a statuto speciale dal '48 ci vengono a fare questi discorsi contro l'autonomia regionale?
      Se in veneto, piemonte, e lombardia avessimo potuto godere della stessa autonomia fiscale della sicilia dal 48 ad oggi, adesso avremmo le strade lastricate d'oro, invece che piene di buche.

    2. Individualista 5 luglio 2024

      Autonomia fiscale disattesa proprio dal '48: mai applicata.

    3. mago 5 luglio 2024

      Concordo.

    4. alduccio 5 luglio 2024

      a dir il vero, sì, hanno dato loro lo statuto speciale, però
      per compensare anche la Mafia a statuto anglosassone.

    1. Individualista 5 luglio 2024

      I Siciliani... un popolo capace di trovare in un'idiozia come arancina vs. arancino tutta quell'energia che si tramuta in inettitudine di fronte alla Storia. Strano popolo quello Siciliano: statico e dinamico senza logica alcuna.
      In Sicilia ci sarebbe bisogno di Reazione (altro che ribellione/rivolta/rivoluzione): un capo forte e carismatico, severo ma giusto che metta in riga quei cinque milioni che credono di essere in un potenziale ombelico del mondo ma vivono in un puzzolente buco di culo.

    1. sbregaverse 5 luglio 2024

      Nostagico dei VESPRI :
      《 MORA MORA 》*
      *Dante.

    1. LuxIgnis 5 luglio 2024

      Bello e chiaro.
      Ma tutto questo, in generale non nello specifico, è il preludio della fine.
      E no, la fine non arriverà per la gente che si ribella, arriverà per altre vie, ma arriverà. Anche per loro.

      Non aspettarti di essere sempre felice in questo mondo.
      Sei stato catturato da un leone, mio caro.
      L'Amico ti rifila un cerotto in testa.
      Pensalo come un profumo costoso.
      Dentro di te c'è un mostro
      che deve essere legato e frustato.
      Guarda l'uomo che batte un tappeto.
      Non è arrabbiato con esso.
      Vuole sciogliere gli strati di sporco.
      Gli accumuli di ego non vengono sciolti
      con un colpo solo. Un lavoro continuo
      è necessario, disciplina.
      Nei sogni, e persino da sveglio,
      sentirai l'Amato urlare verso di te.
      Un falegname sega e scalpella un pezzo di legno,
      perché sa come vuole usarlo.
      Nel curare una pelle, il conciatore
      strofina con acido qualsiasi tipo di sporcizia.
      Questo rende una pelle bellissima e morbida.
      Cosa ne può mai sapere la pelle conciata a metà?
      Ogni cosa difficile che succede
      lavora su di te in questo modo.
      Sbrigati, Shams. Ritorna
      come il sole ritorna
      ogni giorno con nuovi
      e potenti segreti.

      Rumi

      Noi siamo il tappeto.

    2. sbregaverse 5 luglio 2024

      Noi siamo una parte del tappeto,
      siamo il :
      peto.

    3. sbregaverse 5 luglio 2024

      Vieni PRIZE vieni a chi ti merta.

    4. LuxIgnis 5 luglio 2024

      Magari, sarebbe più facile.

    1. Rama 5 luglio 2024

      Da incorniciare! Grazie!

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