Frustrato dai fallimenti, Trump inizia a perdere il controllo mentre la tensione nello Stretto di Hormuz si fa sempre più accesa

Frustrato dai fallimenti, Trump inizia a perdere il controllo mentre la tensione nello Stretto di Hormuz si fa sempre più accesa

Simplicius
simplicius76.substack.com

La ”Speciale Operazione di Combattimento” continua a mietere successi senza precedenti, con l’annuncio di Trump di aver inflitto all’isola iraniana di Kharg la più biblica delle punizioni.

Già il giorno successivo, diversi media mainstream avevano riferito che l’Iran stava imbarcando petrolio dall’isola come di consueto. Radio Liberty scrive:

Subito dopo l’attacco iniziale, Trump aveva affermato che le forze statunitensi avevano “completamente distrutto“ gli obiettivi militari iraniani sull’isola, lasciando però intatte le infrastrutture petrolifere. Aveva avvertito che anche quelle strutture avrebbero potuto diventare un bersaglio se l’Iran avesse interrotto il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.

I funzionari iraniani avevano affermato che le esportazioni di greggio proseguivano senza interruzioni dal terminal dell’isola di Kharg dopo quello che Trump aveva descritto come “uno dei bombardamenti più potenti” nella storia del Medio Oriente.

Nel frattempo, un aereo americano KC-135 per il rifornimento in volo è precipitato, mentre un altro è rimasto danneggiato, causando la morte di sei membri dell’equipaggio americano. A quanto pare i due velivoli sarebbero entrati in collisione, anche se si ipotizza che ciò possa essere avvenuto dopo che uno di essi aveva virato per schivare il fuoco nemico. A sostenere questa teoria è il fatto che i tracciatori di volo mostrano ora che gli aerei americani da rifornimento sembrano evitare l’Iraq, dove è avvenuto il precedente incidente:

pic.twitter.com/S1YLNHhIDI

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Senza contare che, a quanto pare, altri cinque aerei dello stesso tipo sarebbero stati colpiti mentre erano a terra:

[caption id="attachment_237347" align="aligncenter" width="745"] Fonte[/caption]

Ora lo scontro da mezzogiorno di fuoco nel Stretto di Hormuz si è inasprito. La notizia più importante è stata la conferma, da parte dell’Iran, che le forze navali statunitensi si sarebbero ritirate a causa della crescente minaccia di attacchi.

Ricordiamo che l’ultima volta avevamo parlato della gittata di circa 300 km dei sistemi antinave iraniani, anche se il generale di brigata iraniano Fadavi aveva dichiarato che nessuna nave statunitense stava operando entro 700 km dalle coste iraniane.

Sembra che stesse dicendo la verità, perché le ultime informazioni satellitari cinesi indicano che la USS Lincoln si è ora ritirata a circa 1.000 km dalle coste iraniane. Sembra che il gruppo da battaglia della Lincoln sia nelle vicinanze di Port Salalah in Oman, nel nord del Mar Arabico:

Le prove a sostegno provengono dai dati di tracciamento, che sembrano indicare che sarebbero i velivoli per il rifornimento in volo operanti dalla Arabia Saudita a colmare il divario relativo a questo raggio d'azione estremamente lungo:

I velivoli di rifornimento KC-135R Stratotanker dell'Aeronautica Militare degli Stati Uniti, con base presso la Prince Sultan Air Base in Arabia Saudita, hanno effettuato il rifornimento in volo dei caccia della USS Abraham Lincoln questo pomeriggio.

Inoltre, un velivolo Osprey imbarcato su portaerei è stato avvistato proprio nel punto in cui si ritiene che la Lincoln si troverebbe attualmente:

Interessante: un CMV-22B Osprey (169456) della Marina degli Stati Uniti è decollato dalla base aerea Prince Sultan per atterrare in un punto al largo della costa di Salalah. Questo velivolo è assegnato alla portaerei USS Abraham Lincoln... quindi questa deve essere la sua posizione attuale.

Operare ad una tale distanza comporta probabilmente un carico enorme per i velivoli statunitensi, i piloti stessi e le altre risorse, moltiplicando i costi associati.

Ancora più interessante è il fatto che i funzionari iraniani avessero affermato che il ritiro della USS Lincoln era dovuto al fatto che la nave era stata colpita con successo da droni.

Dal Tehran Times:

Il portavoce del Quartier Generale Centrale Khatam al-Anbiya (quartier generale di coordinamento militare iraniano):

La USS Abraham Lincoln è stata presa di mira dalle forze navali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ed è stata resa inoperativa.

La portaerei ha lasciato la regione e sta attualmente tornando negli Stati Uniti.

pic.twitter.com/CfrD81Vgxw

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Tutto questo dopo che lo stesso CENTCOM aveva confermato lo scoppio di un incendio a bordo della USS Gerald R. Ford, attualmente imboscata nel Mar Rosso. Avevano affermato che le mutande di qualcuno avevano preso fuoco nella lavanderia – o qualche scusa del genere – il che, se fosse vero, non farebbe che avvalorare le teorie sul basso morale dell'equipaggio e sul sabotaggio a bordo della travagliata ammiraglia, che era stata afflitta da innumerevoli intasamenti delle fognature dopo che magliette, stracci e altri oggetti erano stati “scaricati” nel sistema.

Il fatto è che, finora, i principali simboli e strumenti della proiezione del potere globale degli Stati Uniti sono stati limitati o addirittura neutralizzati dall’Iran: uno è stato costretto a nascondersi dietro l’Arabia Saudita nel Mar Rosso, a 2.000 km da Ormuz, l’altro si ripara ora dietro l’Oman.

Un rappresentante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha dichiarato:

Trump non aveva detto di aver distrutto la flotta iraniana? Se ha coraggio, che mandi le sue navi nel Golfo Persico!

Il comandante delle forze navali dell'IRGC Alireza Tangsiri:

Gli americani hanno falsamente affermato di aver distrutto la marina iraniana. Poi hanno falsamente affermato di scortare le petroliere. Ora stanno persino chiedendo ad altri rinforzi. Naturalmente, dobbiamo ricordare che lo Stretto di Hormuz non è stato ancora chiuso militarmente ed è semplicemente sotto controllo.

Come osserva il comandante della Marina iraniana, Trump sta ora letteralmente implorando gli alleati di sbloccare lo Stretto, incolpando loro della chiusura, dopo che gli Stati Uniti avevano miracolosamente “decimato” l’intero Iran.

Secondo alcune indiscrezioni, Trump sarebbe segretamente irritato con i vertici militari per la loro incapacità di sbloccare la situazione in modo autonomo:

"Durante una riunione nello Studio Ovale la scorsa settimana, un Trump visibilmente irritato ha insistito con il generale Dan Caine, presidente del Comitato dei capi di Stato Maggiore, chiedendogli perché gli Stati Uniti non potessero riaprire immediatamente lo Stretto di Hormuz." - NYT

È esilarante che, per compensare la sua inettitudine, Trump continui a vantarsi di aver “sconfitto totalmente” o “spazzato via” l’Iran, pur essendo completamente impotente quando si tratta dell’obiettivo più importante nella regione.

La cosa è diventata uno scherzo ricorrente, con il presidente del parlamento iraniano Mohammad Ghalibaf che ha ridicolizzato gli ultimi sfoghi di Trump:

Da parte sua, Hegseth ha rincarato la dose con una giustificazione ancora più assurda, sostenendo che lo Stretto è in realtà aperto, ma che l’Iran si limita a non consentire il passaggio delle navi:

pic.twitter.com/TLkLOkiyQZ

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È come se una guardia carceraria dicesse ai detenuti che sono liberi, ma che l’unica cosa che impedisce loro di andarsene è l'inferriata delle loro celle. Che totale idiozia!

Dopo aver implorato in modo imbarazzante gli alleati e aver affermato che si sta formando una coalizione per sbloccare lo Stretto, Trump si è scontrato con il rifiuto della Francia di partecipare. L'account ufficiale di risposta rapida del Ministero degli Esteri francese ha ora dichiarato più volte su X che il gruppo di portaerei francese non andrà da nessuna parte né parteciperà alla maldestra richista di sblocco di Trump.

Anche la Gran Bretagna ha già rifiutato di partecipare a quella che si preannuncia come una follia catastrofica — così come l’Australia —, quindi è difficile indovinare chi abbia esattamente in mente Trump per la sua “Coalizione degli illusi”.

pic.twitter.com/h50JeKP8Xm

[email protected] (@bilosta19570645) March 16, 2026

Trump ha poi dato in escandescenze continuando a sbraitare che gli Stati Uniti hanno distrutto “il 100% della capacità militare dell’Iran”, ma che l’Iran, per qualche motivo, non si arrende e continua a tenere chiuso lo Stretto di Hormuz solo per fare un dispetto al glorioso neo-Alessandro e privarlo della vittoria che ha già conquistato:

[caption id="attachment_237358" align="aligncenter" width="1252"] Fonte[/caption]

Sembra che nessuno abbia informato l'Iran che è stato “sconfitto”. Forse, una volta che Trump sarà riuscito a trasmettere questa informazione apparentemente cruciale ai canali giusti, l'Iran alzerà come si deve la bandiera bianca?

Poco dopo quanto detto sopra, Trump ha davvero dato di matto dopo aver sfornato una serie di lamentele da capogiro, che superano tutte le precedenti:

Assurdamente, sostiene che sarebbe l'Iran a ricorrere a falsificazioni, quando, in realtà, è la Casa Bianca a diffondere 24 ore su 24, 7 giorni su 7, video di propaganda generati dall'intelligenza artificiale, per non parlare del proprietario di Trump che sfoggia sei e persino sette dita nelle sue ultime trovate pubblicitarie.

Gli account israeliani continuano ad essere colti in flagrante con filmati vecchi e falsi, come questo montaggio degli attacchi contro il Libano dello scorso anno:

Trump e i suoi principali collaboratori sono sempre più furiosi a causa del crescente fallimento della loro "operazione speciale di combattimento", ormai in fase di stallo, e Trump ha risposto bruscamente ai giornalisti che hanno osato mettere in discussione la sua decisione di inviare i marines per una potenziale missione con truppe di terra.

[caption id="attachment_237361" align="aligncenter" width="637"] Sconvolto dalle sue frustrazioni, Trump comincia a perdere il controllo.[/caption]

Trump si trova di fronte ad un pericoloso zugzwang di sua stessa creazione: se fa marcia indietro adesso, la “guerra” sarà vista come una grande vittoria morale dell’Iran, poiché quest’ultimo è riuscito ad impedire agli Stati Uniti di raggiungere nemmeno uno dei loro obiettivi principali, nonostante una estesa e caotica campagna di bombardamenti. Ma, se Trump decidesse di insistere, andrebbe incontro ad una catastrofe ancora peggiore, poiché gli Stati Uniti potrebbero rimanere completamente esposti dal punto di vista militare, o rischiare di perdere navi o addirittura gruppi da battaglia per soddisfare l’ego di Trump. Se si ritirasse ora potrebbe almeno rivendicare in modo semi-plausibile una qualche vittoria , anche se, secondo l’opinione prevalente, sarebbe l’Iran ad uscirne vittorioso; ma potrebbe almeno bastare a placare l’opinione pubblica interna, ormai intorpidita e neutralizzata.

Ma questo non sembra bastargli. Trump si trova di fronte alla madre di tutte le fallacie del costo irrecuperabile: se dovesse ritirarsi ora, l’Iran diventerebbe il simbolo storico della deterrenza contro gli Stati Uniti. Esporrebbe gli Stati Uniti come una tigre di carta e questo avrebbe ripercussioni generazionali: una grande vetrina sulla scena mondiale del declino dello strumento più sacro del potere imperiale degli Stati Uniti: le sue potenti forze navali.

Ciò segnerebbe una svolta storica in Medio Oriente perchè distruggerebbe l’aura di invincibilità della macchina da guerra statunitense, costruita attraverso anni di prepotenze brutali contro Paesi come l’Iraq, l’Afghanistan e tutto quello che sta mezzo. Inoltre, darebbe all'Iran la certezza di poter resistere agli attacchi più feroci degli Stati Uniti e di Israele continuando a rimanere forte. Da quel momento in poi, la posizione difensiva dell'Iran cambierebbe probabilmente per sempre: immaginate di sapere che potete resistere ai colpi più brutali del bullo che vi tormenta e che questi non sono neanche lontanamente forti come avevate temuto. Rivoluzionerebbe il vostro modo di agire.

Ho già detto in precedenza che l'Iran emergerà effettivamente come una nazione più forte rispetto agli Stati Uniti rispetto a prima della guerra. Intendiamoci: non intendo più forte degli Stati Uniti in generale, intendo dire che l'Iran avrà guadagnato forza, mentre gli Stati Uniti ne avranno persa un po'.

Il motivo è che i danni inflitti all’Iran da Stati Uniti e Israele sono riparabili e recuperabili: essi stessi hanno ammesso che, dopo la guerra del 2025, l’Iran è passato da una distruzione del 70-90% delle proprie capacità missilistiche alla completa sostituzione in pochi mesi,. Qualunque cosa l’Iran stia perdendo ora potrà essere ricostruita entro la fine di quest’anno.

Ma ciò che gli Stati Uniti hanno perso è insostituibile. Continuiamo a ricevere nuove conferme satellitari della distruzione di radar del valore di miliardi, colpiti dagli attacchi di precisione dell’Iran.

Le immagini satellitari confermano gli attacchi di precisione dell'Iran sui sistemi di difesa missilistica THAAD degli Stati Uniti

Le immagini satellitari appena diffuse rivelano la portata degli attacchi mirati dell'Iran contro i sistemi radar americani Terminal High Altitude Area Defense (THAAD) all'inizio di marzo 2026, di stanza negli Emirati Arabi Uniti, nelle basi di Al Ruwais e Al Sader.

Va tuttavia sottolineato che le immagini sopra riportate sembrano mostrare i danni agli edifici di supporto del sistema THAAD, piuttosto che ai sistemi stessi, anche se alcuni analisti hanno ipotizzato che i radar potessero essere ospitati al loro interno.

Sappiamo per certo che gli Stati Uniti stanno facendo arrivare in tutta fretta radar da ogni parte del mondo, compresa la Corea del Sud, per colmare le lacune lasciate dalle apparecchiature distrutte. Ciò dimostra che gli Stati Uniti stanno perdendo capacità critiche che non potranno essere sostituite per anni — e lo stesso vale per le munizioni.

Di conseguenza, l’Iran ne uscirà rafforzato, mentre gli Stati Uniti avranno perso capacità fondamentali che ne indeboliranno la proiezione di potenza e la deterrenza per gli anni a venire.

Ciò crea un grave problema per Trump: non può permettere che gli Stati Uniti risultino più deboli rispetto all’Iran quando, tra un anno, avrà inizio un ipotetico terzo round, poiché gli Stati Uniti subirebbero allora un’umiliazione ancora peggiore di quella già in corso. Pertanto, Trump è costretto a raddoppiare la posta in gioco e a cercare di destabilizzare l’Iran con il suo metodo preferito: provocare una sorta di rivolta popolare che possa portare al potere un leader fantoccio su cui Trump abbia il controllo. Questo scenario è improbabile quanto il fatto che Trump eviti il carcere dopo aver lasciato la carica, cosa che, a questo punto, è praticamente certa.

Emblematica della totale mancanza di obiettivi dell'operazione ormai fallita è la nuova dichiarazione di Trump in un'intervista alla NBC. Dopo aver affermato che l'isola di Kharg era stata “completamente demolita” – nonostante i rapporti verificati dai media mainstream secondo cui l'Iran continua ad effettuare spedizioni di petrolio come al solito – Trump ha osservato con nonchalance che potrebbe colpire di nuovo l'isola “solo per divertimento”:

[caption id="attachment_237365" align="aligncenter" width="900"] Fonte[/caption]

La guerra che ha ormai causato la morte di 13 americani – secondo i dati ufficiali – non è altro che un “gioco da ragazzi” per questo conquistatore da quattro soldi dalla mentalità sadica. Ma l’umiliazione che dovrà subire a causa della sua arroganza lo accompagnerà per sempre.

Nel frattempo, intuendo l’imminente fine del proprio arco storico – e con la sua sete di sangue in qualche modo non ancora del tutto placata – Israele ha deciso di giocare il tutto per tutto e ha annunciato una nuova invasione per impadronirsi di tutto il Libano fino al fiume Litani; sì, per l’ennesima volta. Per l’impresa, secondo quanto riferito, la colonia sta valutando una nuova massiccia mobilitazione:

[caption id="attachment_237366" align="aligncenter" width="949"] Fonte[/caption]

Da Axios:

Secondo funzionari israeliani e statunitensi, Israele sta pianificando di ampliare in modo significativo la propria operazione di terra in Libano, con l’obiettivo di conquistare l’intera area a sud del fiume Litani e smantellare le infrastrutture militari di Hezbollah.

Perché è importante: questa potrebbe essere la più grande invasione terrestre israeliana del suo vicino settentrionale dal 2006, trascinando il Libano nell'epicentro della guerra in escalation con l'Iran.

"Faremo ciò che abbiamo fatto a Gaza", ha detto un alto funzionario israeliano, riferendosi alla distruzione di edifici che, secondo Israele, Hezbollah utilizza per immagazzinare armi e lanciare attacchi.

Come diciamo ormai da tempo, questa è l’ultima possibilità di salvezza per Israele, e lo sa bene. Israele ritiene che un Iran indebolito e una Siria neutralizzata gli consentano ora di annientare Hezbollah ed espandere il Grande Israele, ma il tentativo avrà un costo enorme per la società israeliana, come al solito – e probabilmente fallirà… ancora una volta, come al solito.

Simplicius

Fonte: simplicius76.substack.com
Link: https://simplicius76.substack.com/p/frustrated-by-failure-an-unhinged
16.03.2026
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (15)

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Mostra commenti 15 caricati
    1. Martin 17 marzo 2026

      A me questo articolo di Simplicius mi terrorizza.
      Non vedo infatti alcuna possibiità che la lobby guidata da Trump e Israele accettino la sconfitta geopolitica, strategica e militare che Simplicius invece evoca come probabile.
      Quindi le cose adranno peggio: il Sud del Libano distrutto e occupato, e possibili bombardamenti di sterminio in Iran.

      C'e' da domandarsi quanto durerà ancora il silenzio di Putin.

    2. ric 17 marzo 2026

      io penserei piuttosto al silenzio di quella porcheria maleodorante chiamata itaglia e di tutto tutto il mondo occidentale : PUTIN ha un vasto territorio con circa 140 milioni di abitanti da difendere ,, mentre quella schifezza di europa 400 milioni di pezzenti che ragliano a comando del vomito giudaico

    3. Arian Van Heisen 17 marzo 2026

      Il fatto che il vecchio burattino in mano ad israele continui a raccontare fake contraddicendosi ogni 2 x 3 invocando l' aiuto della Nato e riceva il diniego degli Anglo dimostra che la sconfitta è piu vicina di quanto i media ci propinano giornalmente la prossima settimana max. finisce tutta questa fiction

    4. Martin 18 marzo 2026

      Spero vivamente di sbagliarmi, ma reputo molto improbabile che Trump, la sua lobby ed Israele accettino la presunta sconfitta, ossia un Iran semidistrutto ma integro. Molto più probabile che tra poco si passerà ai bombardamenti di sterminio.

    1. mago 17 marzo 2026

      Si vive di dichiarazioni stampa e filmatit tarocchi e Tg allineati a cui credere è un atto di fede,parlano di khanenei jr.dato per moribondo e non dicono nulla di Bibi e del suo ministro spariti dai radar da tempo.
      A parte questo il nodo principale è quando la Cina 🇨🇳 si stancherà di stare dietro le quinte se non entra presumo che perderà la faccia di fronte ai suoi alleati.
      Se Trump si ritira sarà un bel bagno di sangue per le azioni delle armi in USA,trattasi comunque di un dead man walking se non lo finisce la guerra lo finirà il fuoco amico quando si regoleranno certi conti in sospeso.

    2. ric 17 marzo 2026

      guerra civile negli Usa senza esclusione di colpi con qualsiasi mezzo ? dalle bombe sulle scuole alle forchettate negli occhi ? Un sogno , la prova che DIO esiste !

    3. maghi 17 marzo 2026

      la Cina non ha bisogno di intervenire. Ha già vinto. Basta solo far passare il tempo. Sun Tzu: vincere senza combattere.
      Vuoi sapere perchè? Perchè gli Han sono la quasi totalità della popolazione cinese, mentre tutti gli altri grandi paesi una mescolanza cappuccina di razze in continuo disaccordo tra loro.

    4. clausneghe 17 marzo 2026

      Puoi scommeterci, come disse Tex Willer..

    5. ric 17 marzo 2026

      me lo auguro vivamente !"

    6. Arian Van Heisen 17 marzo 2026

      La Cina è già in opera, solo come solito in incognito ...!
      lo prova che per ora non vuol incontrare il burattino.

    1. Dario Lampa 17 marzo 2026

      Attenzione però: quando la bestia, il "Mostro Primordiale, è alle strette allora diventa più furioso, più pericoloso e folle e potrebbe usare le armi nucleari. E mi riferisco soprattutto agli israeliani. E' un rischio concreto che corre l'umanità.
      "...Stanno suscitando grandi preoccupazioni in tutto il Medio Oriente e a livello internazionale anche alcune dichiarazioni dell’amministrazione Trump su “armi decisive” in un conflitto in cui gli Usa sono alle prese con serissime difficoltà nel piegare l’Iran con i pure potentissimi armamenti convenzionali e ipertecnologici di cui già dispone...".
      "....Parlare della bomba nucleare americana B61-13 (a gravità) non è solo una dimostrazione di forza, ma un segnale di possesso della “chiave” in grado di distruggere anche i siti iraniani più fortificati. Ci troviamo di fronte ad una fase che ha superato il linguaggio della diplomazia per approdare al linguaggio della deterrenza nucleare tattica...".
      Di bombe B61-13 o simili c'è ne sono tante nelle basi NATO e USA sul nostro territorio con tutto quello che ne potrebbe conseguire.
      Dunque, solo una rivolta del popolo, di tutti i popoli può dissolvere il rischio di un inverno nucleare che ridurrebbe ai minimi termini l'umanità e la riporterebbe indietro all' età della pietra. Solo una rivolta che contempli non una alternativa, ma l'alternativa all' impero liberal-capitalista a guida anglo-giudaica-americana.

    1. clausneghe 17 marzo 2026

      Il pagliaccio Americano deve togliersi dalla capa il pensiero di mettere le mani sul greggio Iraniano.Non ci riuscirà.
      Piuttosto che lasciarselo rubare, il regime degli Ayatollah ha dichiarato che se tenta di conquistare l'isolotto di Kharg, subito loro inceneriranno tutti gli impianti petroliferi della nazione da dove sono partiti gli attacchi e inoltre potrebbero autodistruggersi gli impianti e le banchise di carico rendendo tutto inutilizzabile, fermo e a fuoco. Danni per miliardi e miliardi, economia strozzata, ecomostruosità, anni di sofferenza per tutti e per quale motivo, alla fine?
      Perchè Trump, ora impazzito, aveva fatto sesso con delle ragazzine assieme al pedofilo J.Epstein.

    2. oriundo2006 17 marzo 2026

      Fosse solo quello, sarebbe in ben lieta e numerosa compagnia, come chiunque abbia viaggiato nel mondo sa.
      Il delirio di Trump è lo stesso del suo sodale, forse davvero andato al diavolo, nethaniau.

      E' il delirio messianico a base teologica, ovvero il delirio di chi vuole avere in Mondo in suo pugno, a prescindere dalla volontà di otto miliardi di esseri umani e nelle sue allucinazioni prende a pretesto testi antichi ed adulterati, profezie vecchie e nuove, aberrazioni talmudiche e neotestamentarie, sì ci sono anche quelle, irrazionalismi vecchi e nuovi per condire una minestra già vista e stranota.
      Quando ? Nel medioevo, allorquando nel nome di 'Deus Vult' immensi stermini e aberranti crimini sono stati commessi contro chi non si poteva difendere, colpevole solo di essere uomini e donne 'a perdere', senza 'valore', senza importanza.
      Era il mondo di allora che è rivenuto oggi tale e quale: una teologia falsa e deformata a guida di una politica 'eccezionalista' ed 'elitista' priva di qualsiasi scrupolo perchè 'legittimata' (pseudo)divinamente..

      Leggere la storia aiuta a capire, ma anche il Web aiuta parecchio: leggete un poco qui:
      https://x.com/brain_stimulus/status/2033801306956091649
      Demolisce tutte le chiacchiere finora lette sui rapporti economici tra l' Iran e l' occidente.
      Ben lungi dall'essere un 'paria' straziato dalle sanzioni, Teheran è pedina complice di operazioni 'shadow' alla City 'via' Oman, utile a stornare dagli occhi della vigilanza internazionale ( che sappiamo essere come Argo centocchi ma tutti chiusi ) movimenti di immense liquidità utili alla costruzioni di collaterali 'monstre' che tengono in piedi il sistema finanziario attuale, vecchio ma ancora utile prima della istituzione planetaria della CBDC.
      ''..Se il sistema iraniano si interrompe, Londra subirà un calo di liquidità del 30% in meno di 48 ore, che sarà visibile attraverso una variazione del rapporto oro/petrolio..'' ed il crack sarà inevitabile.

      Chiudere lo Stretto significa solo dilatare nel tempo l'evento e seguire le vicende del REPO, come già nella crisi precedente, prende il 'polso' esatto dello stato della finanza internazionale: comatoso.

    3. Arian Van Heisen 17 marzo 2026

      Sempre interessanti i tuoi commenti Oriundo

    4. oriundo2006 17 marzo 2026

      Grazie !

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