Fondamentali

Fondamentali

Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org

Molti capiscono l’importanza dell’economia nella propria vita, e da qui nella vita sociale, essendo l’economia un fenomeno essenzialmente politico.

I livelli di competenza possono essere i più disparati, ma possiamo dividere l’intera categoria dei curiosi d’economia in due fazioni contrapposte.

Una è composta da quelli che pensano che l’economia abbia una sua dinamica “naturale”, cioè costituisca un sistema che si autoregola da solo, compensando automaticamente eventuali squilibri interni se solo lo si lascia libero di operare; un sistema all’interno del quale ognuno è responsabile unico del proprio successo (o insuccesso) economico.

L’altra è invece composta da quelli che invocano una ferrea regolamentazione e controllo istituzionali dell’economia, per governarne le dinamiche e correggerne gli squilibri, avendo tra gli obiettivi primari il benessere generale e la giustizia sociale.

Rozzamente potremmo etichettare queste due ideologie in “liberista” e “statalista”.

Ovviamente nessuno dei due principi nega radicalmente qualunque ragione e logica della controparte.

Ad esempio un “liberista” si rende perfettamente conto che senza precise e garantite regole del gioco i liberi commerci diverrebbero una giungla impraticabile, così come uno statalista ammette che la libera iniziativa è un’esigenza umana spontanea e naturale, che può produrre frutti preziosi per se stessi e per la società intera.

Un assunto che però dovrebbe trovare tutti concordi è l’evidenza che l’economia, ancor prima di diventare “economia politica”, è una “economia monetaria”. Senza l’uso della moneta resterebbe solo il baratto a sostenere i liberi scambi commerciali, che sono storicamente il motore dell’evoluzione sociale e civile tra gli umani. Ma col semplice baratto è ovvio che aumenterebbero enormemente le difficoltà nello scambiarsi reciprocamente beni e servizi, rallentando di conseguenza le dinamiche economiche, come era di fatto agli albori della storia umana.

Da questa banale considerazione deriva un assunto fondamentale quanto ignorato o peggio negato: la moneta non è una merce. Se, per assurdo, la moneta fosse una merce come tutte le altre (ad es. la moneta d’oro), ogni scambio commerciale costituirebbe fondamentalmente un baratto, e non esisterebbe l’economia moderna, ma ci troveremmo ancora dentro logiche di autosussistenza, che guardano più all’età della pietra che a quella delle tecnologie avanzate.

La moneta quindi non è una merce, quanto piuttosto una convenzione, un patto sociale istituzionalmente garantito, e come tale va governato, pena l’accumularsi di squilibri e sperequazioni divergenti verso l’inevitabile collasso sistemico, spesso addolcito con la terminologia un po’ meno catastrofista di “crisi economica”. E quando non basta più stratificare la popolazione in classi sociali di ricchezza e povertà estreme, non resta che la violenza della guerra per andare oltre la crisi, ricostruendo poi sulle macerie un nuovo sistema economico, fondato però su principi talvolta vecchi, già rivelatisi intrinsecamente fallimentari per i più, ma favorevoli a minoranze privilegiate che detengono il potere politico in forza di quegli stessi privilegi economici, comunque ottenuti.

Il nostro attuale occidente atlantista è stato il banco di prova di tali sistemi iperliberisti, che sfruttando le moderne tecnologie hanno finito per monopolizzare le risposte alle esigenze primarie dell’individuo: SALUTE, ALIMENTAZIONE, SICUREZZA.

Sono le stesse esigenze degli animali d’allevamento. Il buon pastore sa come soddisfare queste esigenze, così come sa imporre le regole al suo gregge, rendendolo obbediente e ordinato. Utilizza anche solo simbolicamente il bastone e il cane da guardia, cioè la paura che obbliga i singoli governati al rispetto dell’autorità.

Nel caso degli umani è quasi lo stesso: la paura indotta non deriva tanto dal tocco del bastone o dal morso del cane da guardia (salvo che con i ribelli irriducibili nella pubblica piazza), ma dalla negazione dei bisogni primari: paura di ammalarsi e morire, paura della fame e della miseria, paura di essere aggrediti da entità ostili e malevole, dai “cattivi”, apparentemente nemici anche del padrone.

Per comprendere l’avanzata del totalitarismo nel governo della polis, basta comprendere l’avanzata delle divergenze statistiche nell’economia a base monetaria dominata dal principio “liberista” a danno di quello “statalista”, o per meglio dire dominata dall’interesse privato, individualista, a detrimento dell’interesse pubblico, o bene comune (inteso non come oggetto di patrimonio pubblico, come un monumento o un paesaggio, bensì come benessere materiale distribuito e serenità spirituale condivisa).

Le minoranze privilegiate da questo sistema, o che si credono tali e perciò ne difendono a spada tratta le fondamenta, a questo punto obiettano che lo statalismo è il male, che le istituzioni pubbliche sono inefficienti, corrotte, oppressive della libera iniziativa, e che solo depotenziandole e riducendole ai minimi termini si può restituire all’economia la libertà necessaria per farla nuovamente prosperare a vantaggio di chiunque.

Il paradosso è che hanno ragione, salvo il non accorgersi che sono proprio i vertici elitari della società, i “padroni universali”, a governare questo sfacelo dell’organizzazione pubblica, per imporre di nascosto il loro prevalente potere economico, tramite loro rappresentanti che occupano i posti di comando nelle istituzioni pubbliche della politica, ma anche della sanità, dell’istruzione, dei media, dell’esercito e forze dell’ordine, della giustizia, della moneta, delle infrastrutture, ecc.

Per non parlare degli oligopoli produttivi, ormai quasi totalmente privatizzati, cioè “legittimamente” in mano loro, che realizzano la maggior parte del PIL nazionale e sovranazionale, imponendo le politiche favorevoli alla loro crescita finanziaria illimitata e irresponsabile verso ogni altro effetto collaterale della massimizzazione e concentrazione dei profitti.

Il cortocircuito “ideologico” di costoro è quindi quello di demonizzare il principio antagonista (pubblico, sociale), dopo che è stato stravolto, minato alla radice proprio dal prevalere del proprio principio di riferimento, quello privatistico individualista.

Questa è la storia che stiamo vivendo, con tutti gli effetti collaterali delle pandemie artificiali, dei rimedi “salvavita” che aumentano la mortalità generale, della moneta esclusivamente elettronica integrata alla “società della sorveglianza (e del ricatto)”, della propaganda di stato a reti unificate, della censura delle eroiche voci libere rimaste sul campo, delle truffe climatiche ambientaliste nel mentre s’inquina mortalmente l’ambiente in tutti i modi possibili, coperti dall’incuria dei controllori e dal segreto di Stato, dalla propaganda gender e dalla distruzione scientifica della formazione culturale e morale dei giovani, ecc. ecc. In una parola siamo tutti vittime di una politica che ha come obiettivo primario il male comune, dalla quale non possiamo far altro che difenderci, ma con armi sempre più spuntate, a cominciare dall’astensione al voto, in bilico tra l’irrilevanza e l’autolesionismo.

Concludendo, la moneta è una grande invenzione, irrinunciabile in questa fase storica, ma insieme a tutti i suoi indiscussi pregi e meriti offre l’irrefrenabile tentazione di procurarsela con ogni mezzo, lecito e illecito, fino a intenderla come un fine anziché un mezzo. Un fine che si trasforma facilmente da ragionevole desiderio di benessere e sicurezza futura in sete di potere illimitato, che si autoalimenta alienandosi sempre più dagli scopi più umani, dalla dimensione animica e spirituale di ciascuno di noi, sia vincente che perdente in questa competizione divisiva, di tutti contro tutti, per l’accumulazione di ricchezza personale. E questo produce e giustifica l’ingiustificabile sperequazione delle ricchezze e dei poteri, assieme all’ipocrisia di professarsi democratici.

Arrivati a questo punto, alla soglia dell’autodistruzione nichilista, l’unica ancora di salvezza che vedo è nella fusione di ragione e istinto, di utilizzo dal basso della capacità critica e dell’amore per la vita, che va ben oltre i confini egoistici, per abbracciare l’infinito, irraggiungibile, passando dal nostro prossimo, che è lì bisognoso del nostro affetto disinteressato, così come l’ambiente in cui viviamo, passando dalla sacralità del nostro corpo e di tutte le forme di vita che ci circondano e ci pervadono, in un’armonia che neppure riusciamo a cogliere nella sua meravigliosa complessità.

Occorre farsi piccini, un tempo si diceva “timorati di Dio”, per distinguere il bene dal male, e onorare il nostro onere-onore d’intervenire, anche solo col pensiero inizialmente, affinché prevalga il bene, consapevolmente. La conoscenza della meccanica monetaria (più semplice di quanto vorrebbero farci credere molti sedicenti esperti) oggi è una tappa cruciale di questo percorso a ostacoli, da affrontare per riappropriarsi della dignità di essere donne e uomini veri, così come Dio ci ha fatti, forti, liberi di autodeterminarci, e belli dentro.

Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org

17/05/2023

Alberto Conti. Laureato in Fisica all’Università Statale di Milano, docente matematica e fisica, sviluppatore software gestionale, istruttore SAP, libero pensatore, collaboratore di Giulietto Chiesa, padre di famiglia, appassionato di filosofia, psicologia, economia politica, montagna, fotografia, fai da te creativo, sempre col gusto alla risoluzione dei problemi.

Commenti (28)

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    1. sbregaverse 19 maggio 2023

      E se* il tuo dettato fosse perfetto così com'è e le osservazioni che ti vengono mosse fossero perfette, come del resto lo sono, e anche l'astensione dal commentare il tuo pensiero , fosse altrettanto perfetta e se* ogni accadimento , passato~presente~ futuro,
      fosse parimenti perfetto(come invero ogni cosa non accaduta):
      EHYEH ASHER EHYEH ¿?
      * Ipotesi confermata.

    1. ignorans 19 maggio 2023

      Il nostro attuale occidente atlantista è stato il banco di prova di tali sistemi iperliberisti, che sfruttando le moderne tecnologie hanno finito per monopolizzare le risposte alle esigenze primarie dell’individuo: SALUTE, ALIMENTAZIONE, SICUREZZA.
      Sono le stesse esigenze degli animali d’allevamento. Il buon pastore sa come soddisfare queste esigenze, così come sa imporre le regole al suo gregge, rendendolo obbediente e ordinato.

      Mi ha fatto morire dal ridere ieri la notizia che un allevatore di maiali in Romagna ha avuto l'allevamento allagato dall'acqua e i suoi 3000 maiali stavano affogando. Allora lui ha lanciato l'allarme per salvare i suoi 3000 maiali chiedendo dei camion per portarli via.
      Salvare i maiali!! Salvare i maiali? Ma una volta salvi saranno comunque uccisi e trasformati in prosciutti e salami!

    2. Cachafaz 19 maggio 2023

      Saranno comunque uccisi e trasformati in prosciutti e salami...ok, ma all'ultimo, facciamoli godere, almeno loro...il suino maschio giustamente vorra' prima godere con le suine femmine e viceversa. Senno' non sarebbero suini:

    3. ignorans 19 maggio 2023

      Ma è una logica suina!

    1. maghi 19 maggio 2023

      penso proprio che solo l'intervento divino ci può salvare da questo mondo degenerato e degenerante. Bisogna riconoscere che senza l'aiuto di Dio non possiamo nulla contro il Male, da qui il "timor di Dio", che altro non è che il timore di perdere il suo aiuto. Il Nuovo Testamento parla di un vestito di Grazia, che altro non è che essere in Grazia di Dio. Senza penso si possa far poco o nulla di Vero Bene. Pensiamo solo agli inviti al vaccino o all'accoglienza extracomunitaria illegale sovvenzionata da personaggi come Soros
      sponsorizzate dal Vaticano per capire quanto siamo lontani da quel vestito di Grazia. Le ideologie semplicemente non funzionano quando si scontrano con la realtà. La logica coloniale del panino in cambio del ricatto se diventi cristiano non è mai stata utile, anche se qualche volta, ma raramente, è accompagnata da una conversione sincera e ricorrere a tali iniqui mezzucci è già di per sè una sconfitta dell'Amore di Dio. Ottenere col ricatto o altra violenza e costrizione è solo odio e l'odio può essere generato solo dal Male. Purtroppo la storia passata e anche il presente sono pieni di azioni generate dal Male, fatte passare come fatte per il Bene. Alla Valtorta Gesù disse in piena WWII che se la maggior parte dell'umanità chiedesse a Dio la fine di quel disastro, la guerra finirebbe subito, ma quanti nell'umanità hanno il timor di Dio? Quei pochi, troppo pochi, che ce l'hanno, si devono accontentare di allontanare il Male da sè e da qualcuno del loro prossimo e basta.

    2. gianB 20 maggio 2023

      "Numeri 31. Poi l'Eterno parlò a Mosè, dicendo: «Vendica i figli d'Israele contro i Madianiti;
      2 poi sarai riunito al tuo popolo».
      3 Allora Mosè parlò al popolo, dicendo: «Alcuni uomini fra di voi si armino per la guerra e marcino contro Madian per eseguire la vendetta dell'Eterno su Madian.
      4 Manderete in guerra mille uomini per tribù, di tutte le tribù d'Israele».
      5 Così furono reclutati fra le divisioni d'Israele mille uomini per tribù, cioè dodicimila uomini, armati per la guerra.
      6 Mosè li mandò quindi in guerra, mille uomini per tribù, assieme a Finehas, figlio del sacerdote Eleazar, che aveva in mano gli strumenti sacri e le trombe d'allarme.
      7 E combatterono contro Madian come l'Eterno aveva ordinato a Mosè, e uccisero tutti i maschi.
      8 Assieme alle vittime a loro fatte, essi uccisero anche i re di Madian: Evi, Rekem, Tsur, Hur e Reba, i cinque re di Madian; uccisero pure con la spada Balaam, figlio di Beor.
      9 I figli d'Israele presero prigioniere anche le donne di Madian e i loro fanciulli, e depredarono tutto il loro bestiame, tutte le loro greggi e tutti i loro beni;
      10 poi incendiarono tutte le città dove abitavano e tutte le loro fortezze,
      11 e presero tutte le spoglie e tutta la preda, gente e bestiame;
      12 quindi portarono i prigionieri, la preda e le spoglie a Mosè, al sacerdote Eleazar e all'assemblea dei figli d'Israele, accampati nelle pianure di Moab, presso il Giordano, sulla sponda opposta a Gerico.
      13 Mosè, il sacerdote Eleazar e tutti i principi dell'assemblea uscirono ad incontrarli fuori dell'accampamento.
      14 Ma Mosè si adirò contro i comandanti dell'esercito, capi di migliaia e capi di centinaia, che tornavano da quella spedizione di guerra.
      15 Mosè disse loro: «Avete lasciato in vita tutte le donne?
      16 Furono esse, dietro suggerimento di Balaam, a far peccare i figli d'Israele contro l'Eterno, nel fatto di Peor per cui scoppiò la calamità nell'assemblea dell'Eterno.
      17 Or dunque uccidete ogni maschio tra i fanciulli e uccidete ogni donna che ha avuto rapporti sessuali con un uomo,
      18 ma conservate in vita per voi tutte le fanciulle che non hanno avuto rapporti sessuali con uomini."
      Credo che tu stia intendendo che quanto sopra sia opera dell'"Amore di Dio", del Bene quindi.

    3. maghi 20 maggio 2023

      ci sono cose più importanti dove perdere tempo, che fare i biblisti.

    4. gianB 20 maggio 2023

      Come mettere giù i pomodori, come dice il Conta?

    5. maghi 20 maggio 2023

      più o meno

    6. maghi 20 maggio 2023

      però metto giù più volentieri altri ortaggi, perchè nei pom c'è la solanina, che è tossica, ma come si fa a cucinare senza i pom?

    7. maghi 20 maggio 2023

      almeno i piatti col pom.

    8. ric 20 maggio 2023

      israele va cancellato dalla terra.

    9. AlbertoConti 21 maggio 2023

      " ... il “timor di Dio”, che altro non è che il timore di perdere il suo aiuto"

      Io lo interpreto diversamente, ma il risultato non cambia.

      L'importante è avere la percezione netta dei propri limiti, assai severi di fronte alla realtà, e comportarsi di conseguenza, cioè col massimo rispetto. Invece gli elefanti nella stanza delle cristallerie pare che oggi vadano molto di moda.

    10. maghi 21 maggio 2023

      Tradizionalmente si parla dei sette doni dello Spirito Santo: «la sapienza, l'intelletto, il consiglio, la fortezza, la scienza, la pietà e il timore di Dio» (CCC n. 1831).
      Una volta, parlando in un santuario con un frate, che aveva scritto molti libri su vari argomenti biblici e religiosi, di cose spirituali, gli dissi questa mia intuizione e lui annui senza replicare. Nel libro della Sapienza Dio dice essere un Suo dono ed è seguito dalla stessa promessa di chi ama il Padre e la Madre nel 4° comandamento del Sinai, ossia una lunga vita felice. Se non si prende per buono nemmeno questo avvertimento, le cristallerie vanno in frantumi.

    1. Jimbo 19 maggio 2023

      Privatizzare di piú ci rovina quindi piú privato. Mi ricorda il vaccino non funziona indi per cui piú vaccini.
      Sará cosí con il green.
      Gran bell'articolo.
      Il liberismo ha bisogno del totalitarismo come la destra é finta nemica di quella roba mostruosa che si é appropriata della sinistra. Teatrino per trent'anni: si spartivano di tutto.
      Anche con il liberismo stesso iter, ci porta alla rovina quindi ... iperliberismo.
      E come? Con la forza del totalitarismo e se non basta con quella militare.
      Il liberismo non puó che portare guerre, distruzione, colpi di stato.
      Fintanto che succedeva da altre parti che pensavamo lontane ci tappavano le orecchie per non capire.
      Adesso é piú facile capire. Ma é tardi.

    2. AlbertoConti 21 maggio 2023

      Suvvia un po' di ottimismo! Non è mai troppo tardi.

    1. gianB 19 maggio 2023

      Caro Alberto ti scrivo ... .. Quando tu dici "...“timorati di Dio”, per distinguere il bene dal male, e onorare il nostro onere-onore d’intervenire", metti in chiaro il "grande macigno" che ancora alberga sulla consapevolezza delle genti dell'Occidente e, perdonami, anche su te nel cercare la soluzione del "dilemma monetario". Non vi é un "timorati di Dio" a cui appellarsi, in quanto quel Dio a cui ci hanno (o avevano) insegnato bisognava timorarsi é in realtá colui che ci ha insegnato che il denaro bisognava farlo fruttare. E che le cose bisognava farle per timore, appunto, mica per convinzione.
      Il "macigno"diviene ancor piú evidente quando intermezzi con
      " Dio ci ha fatti, forti, liberi di autodeterminarci, e belli dentro". Ci sarebbe da dire, ma semplicemente mi chiedo: da dove prendi tali certezze? Ma se veramente cosí fosse come é possibile che il mondo sia in un tale stato? Intendo , in sostanza, mettere in evidenza il completo essere fuorviati dall'obbiettivo quando pensiamo di dover distinguare il Bene dal Male (andrebbero sempre scritti con lettera capitale in quanto concetti assoluti, quindi fideistici). Tali concetti non esistono se non come rappresentazioni emanate da , direbbe Freud, "soggetti supposti sapere", ovvero terzi al di fuori di noi. E' proprio il seguire tali dimensione che inquina ogni, fondamentamente, giusta pulsione della nostra societá. Come fare? Semplicemente eliminando dal nostro vocabolario personale queste due parole e sostituendole con giusto e sbagliato, concetti invece relativi a cui ciascuno accede nella consapevolezza della loro contingenza e valutazione in prima persona.

    2. AlbertoConti 20 maggio 2023

      Caro gianB, grazie del tuo garbato commento, che mette molta carne al fuoco e meriterebbe una risposta ben più ampia di quella possibile nel commentario.
      Quando dico: "Occorre farsi piccini, un tempo si diceva “timorati di Dio”, per distinguere il bene dal male" intendo dire che è necessario avere un atteggiamento umile e prudente a fronte della propria ignoranza, che appare in tutta la sua evidenza proprio quando si studia la realtà che ci circonda. Più si capisce il mondo e più ci si rende conto di essere solo alla superficie di una comprensione profonda e soddisfacente della natura, compresa la natura spirituale profonda dell'essere umano, vista da un essere umano che è te stesso che la osservi.
      A volte penso ai mussulmani arabi presenti nel nostro paese, ed anche a quelli rimasti a casa loro, e mi viene subito in mente Oriana Fallaci, con tutte le sue paure nei loro confronti. Non dico che non avesse anche lei delle ragioni valide, ma con "la rabbia e l'orgoglio" ispirato dall'11/9 ha dimostrato di aver preso un granchio di dimensioni "bibliche". Io invece ho fiducia in loro, per quel poco che li conosco, proprio perchè hanno come riferimento il Corano, che da regole di buon comportamento in armonia con le brave persone che le fanno proprie in assoluta buona fede, cioè la stragrande maggioranza. Se poi vuoi cercare brutte cose in quel testo sacro le troverai, così come nell'antico testamento e in molti altri casi riguardanti le varie religioni oggetto di fede. La mia formazione scientifica mi suggerisce l'agnosticismo come atteggiamento di fronte alle realtà imponderabili, ma questo non m'impedisce di apprezzare l'atteggiamento di quei fedeli che cercano di vivere virtuosamente in armonia coi loro riferimenti morali, che per altre vie chiunque può cercare e seguire nella sua limitata esperienza terrena. Sarò semplicista, ma trovo che il giusto sia bene e lo sbagliato sia male, ed è chiaro che è sempre relativo al dove e quando.

    3. gianB 21 maggio 2023

      Si Alberto... hai detto una cosa giusta, tra le altre, è semplicistico. D'altro canto stratificazioni di 2000 anni di cultura cristiana non sono noccioline.

    4. AlbertoConti 21 maggio 2023

      Anche tu dici bene: la cultura cristiana non è cosa di poco conto, è un nostro patrimonio di inestimabile valore, che le forze del male oggi in piena attività cercano di distruggere, o meglio "cancellare", a cominciare dalla UE d'ispirazione atlantista.
      E lo dice uno che non ha, in senso canonico, il dono della fede.
      E' chiaro però che 2.000 anni non sono ancora bastati per comprendere e far proprio nella sua essenza l'insegnamento di Gesù. Spero solo che manchi poco, quel poco che ci separa dall'autoestinzione.

    5. AlbertoConti 21 maggio 2023

      Altro punto del tuo primo intervento che necessita risposta:

      " ... "Dio ci ha fatti, forti, liberi di autodeterminarci, e belli dentro”. Ci sarebbe da dire, ma semplicemente mi chiedo: da dove prendi tali certezze?"

      Nei templi dell'antica Grecia si leggeva il monito "conosci te stesso".

      Eraclito disse: "ho indagato me stesso".

      Chiunque lo può fare, in ogni epoca, anche se non è cosa facile.

      Quel mio passaggio che hai preso per "certezza" è piuttosto un'ispirazione, un'intuizione, una percezione, che nessuna AI potrà mai produrre. Ed è diretta conseguenza dell'indagine su se stessi, alla ricerca della propria natura. Che del resto è empiricamente dimostrata dalla schiacciante prevalenza numerica delle brave persone sui figli di "buona donna".

    6. gianB 21 maggio 2023

      Che tu possa essere ispirato e desideroso di indagare non può che essere che una posa positiva per te e te ne do merito, ma che tu mi dica che Dio ( l'imponderabile) ci ha fatti così o colà, questa è una certezza che da un'agnostico proprio non me l'aspettavo.

    7. gianB 21 maggio 2023

      Scusami ma, ancora con ste "forze del male. Non avertene Alberto ma tu dici di essere agnostico ma in realtà sei più cristiano di un cristiano dichiarato.
      E per quanto riguarda Yeshua ti consiglio - How Jesus became Christian. The early Christians and the transformation of a Jewish teacher into the son of God- Barrie Wilson- Phoenix. Non so se vi sia anche l'edizione italiana.
      Che poi vi sia anche una cultura, che si é voluta chiamare cristiana, che abbia influito positivamente sull'evoluzione dell'Occidente, non lo metto in dubbio. Ma bisogna allostesso modo sapere che dallo stesso seme é nata anche una culturab deintransigenza assolutistica che si é fatta passare e sifa passare per "le forze del Bene". Bisognerebbe quindi riuscire con una mente aperta a valutare entrambe le parti e riuscire a "tirare una linea" e valutarne il resto, o positivo (si spera) ma anche il negativo.
      Questo peró é possibile farlo solo se ci si abbevera alla veritá come ad una fonte cristallina, e cristallina é l'acqua priva di ogni falsitá. Non si puó parlare di "forze del Bene" come quindi di "forze del Male" in quanto ogni "forza" ha in se il germe del "moto contrario", un fisico come te me lo dovrebbe insegnare.

    8. AlbertoConti 21 maggio 2023

      Grazie del consiglio, ma leggo poco (ho troppi arretrati) e men che meno in inglese.
      Certo che sono "culturalmente" cristiano, per nascita, e me ne vanto. La maggioranza non sa di esserlo, oppure se ne vergogna, facendo il gioco del maligno (concetto squisitamente cristiano).

      Le forze del male esistono eccome, basti pensare ad un loro figurante, "u malvissuto", alias Joe Biden. E Ursula? Non è forse una diavolessa che ben rappresenta questa UE (sigla ossimorica per eccellenza). E la Nuland, che ci manda "serenamente" affanculo, nel mentre prepara la nostra distruzione soffiando sugli odi etnici di quei minorati nostalgici di Adolfo?

      Certo è un punto di vista, ma dimmi, hai mai guardato gli orizzonti di un paesaggio senza avere un ben determinato punto di vista?

    9. AlbertoConti 21 maggio 2023

      Che Dio esista o no non lo saprà mai nessuno (lo si può solo "credere" o meno). Figuriamoci com'è fatto e cosa pensa, domande ridicole.
      Ma che ci sia una trascendenza nella nostra esperienza umana è un fatto diversamente interpretato da tutte le culture umane, essendo un fatto "sperimentale", alla portata di chiunque abbia la fortuna di sentirsi minimamente libero, almeno in certi momenti.

      E' assai probabile che le religioni nascano dalla contraddizione esistenza-morte, che esige risposte. E che le religioni improntino le culture è semplicemente storia, oltre che logica. Un agnostico non lo può dimenticare, come fosse un adolescente in preda al ribellismo in cerca di sbocco.

    10. gianB 21 maggio 2023

      Ti "vanti" di essere cristiano. Spero che, ma so che lo fai, accetterai quale "tuo pari" colui che incontrerai e si "vanterà" di essere buddista, induista, islamico, scintoista, ma anche chi si "vanta" di essere agnostico o ateo. Spero quindi che il tuo "vantarsi" non sia un sentimento di superiorità. Con ciò ti auguro una serena domenica.

    11. AlbertoConti 21 maggio 2023

      Grazie, altrettanto.

      P.S. certo che rispetto i fedeli di ogni religione, tranne le devianze pretestuose, note talvolta come "fondamentalismi", che rappresentano l'esatto opposto dello spirito religioso originario.

    12. gianB 21 maggio 2023

      Questo riferimento alle " devianze pretestuose" mi fa capire che ci sono ancora molti "conti" da fare caro Alberto Conti. Con affetto gianB

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