Di Maria Micaela Bartolucci, frontiere.me
La massa è sempre oggetto, mai, nella storia è stata soggetto: non lo è stata nelle guerre, non lo è stata nelle rivoluzioni, non lo è stata con i partigiani, non lo è stata nel ’68… Fatto chiaro questo punto, la massa reagisce solo quando è stimolata a farlo, quando qualcuno la organizza per farlo, è lapalissiano che possa essere sfruttata in qualsiasi modo e da chiunque abbia interesse a farlo e la forza per farlo.
Nella fattispecie, di quanto sta accadendo, c’era il pretesto e c’era la rabbia, c’era l’esasperazione: tutti presupposti necessari a mobilitare e, come sempre è accaduto, la sinistra ed i sindacati, che costantemente hanno sfruttato il malcontento, si sono intestati le proteste.
N.B. All’indomani della fine della Prima Guerra Mondiale, il malcontento della massa dei reduci fu sfruttato da Mussolini, la sinistra non seppe farlo ma ha imparato la lezione.
Certo che c’erano altri motivi per protestare, ma le proteste non sono mai spontanee, sono organizzate e chi le organizza ha sempre uno scopo. Quando mai i sindacati o la sinistra hanno protestato per rivendicazioni autentiche? Negli ultimi venti anni non è mai successo.
Ora questo stato di cose gli è estremamente utile e loro sono stati in grado di sfruttarlo, molto aiutati da un governo che avallando il genocidio ed avendo posizioni filosioniste ha contribuito enormemente al successo di ogni iniziativa.
Evidentemente la massa è di chiunque sappia regalarle la speranza di contare qualcosa, di avere un peso nella storia e l’operazione Flottilla, orchestrata a meraviglia, ha contribuito a fare da megafono a questa illusione.
Queste proteste fanno comodo a sinistra e sindacati per fare proselitismo, specie tra i giovani, e riguadagnare la faccia che avevano perso totalmente nel corso degli anni, fanno comodo al governo per poter mobilizzare l’opinione pubblica contro la degenerazione violenta, da essi stessa provocata come da copione, e promuovere una campagna di ulteriore controllo e repressione.
Entrambi le parti vincono, il solo sconfitto, ancora una volta, è il cittadino che resta senza nessuna tutela né governativa né sindacale, né partitica.
A nessuno interessa far scendere in piazza la massa per motivi reali, per diritti veri, altrimenti partiti e sindacati sarebbero asistemici.
Del resto è assolutamente evidente che non esiste alcun soggetto politico asistemico che possa rappresentare qualcuno oltre se stesso: le organizzazioni politiche, partiti o movimenti, che si dicono antisistema non riuscirebbero a mobilizzare assolutamente nessuno e neanche ci provano, sono movimenti e partitini virtuali, strumentini da social, capaci di prendere qualche “mi piace” lanciando slogan ma incapaci di compiere un’analisi reale o un passo reale. Pro Italia, FdP e compagnia cantante sono il nulla che esprime se stesso, oltre lo slogan non riusciranno mai ad andare, oltre il virtuale non esistono.
Ora fatte chiare queste premesse, necessarie se si vuole parlare delle cose con cognizione di causa, è evidente che il governo è totalmente sottomesso, è evidente che il fine dell’opposizione è pretestuoso, è evidente che nessuno è in grado di spostare l’ago della bilancia.

Le chiacchiere non portano a nulla e solo chi è in grado di mobilizzare ed usare la massa può pensare di contare qualcosa o di spostare qualcosa e, ancora una volta, la realtà impone una riflessione: a tutt’oggi solo sinistra e sindacati sono in grado di farlo e nessun altro ha la capacità di sostituirsi a loro.
Demonizzare le proteste farà perdere solo ulteriore credito al governo, sostenerle gli farebbe, però, perdere i voti del suo zoccolo duro, ovvero liberalisti filoatlantisti e cacciavitari; qualsiasi cosa faccia il governo è sotto scacco. La sola via d’uscita è rappresentata dal fatto che ormai non è più possibile votare perché non esiste alcuna alternativa credibile che abbia la possibilità di fare propaganda ed ingraziarsi la massa. Quindi, anche con poca affluenza, anzi soprattutto con poca affluenza, riusciranno a garantirsi la sopravvivenza parlamentare e salvare qualche stipendio.
Sinistra e sindacati hanno vinto: hanno salvato la faccia, gli studenti non li appoggeranno votandoli o scegliendoli, perché non credono più alle istituzioni, non lo hanno mai fatto, ma loro possono comunque trarre vantaggio da coloro che li hanno sempre sostenuti, le generazioni più adulte; hanno, quindi, mantenuto senza perdere.
Gli studenti sono sinceri, lo sono sempre stati, solo che sono usati, lo sono sempre stati.
Rimpiango solo che queste proteste sincere e vere, nella loro adesione spontanea, saranno usate dalle solite bestie per specularci su e per contribuire a distruggerne le speranze.
Non ci sono assolti, né a sinistra, né a destra, ci sono solo colpevoli.
Di Maria Micaela Bartolucci, frontiere.me
02.10.2025
Fonte: https://frontiere.me/flottilla-scioperi-e-sistema/
Titolo originale: Flottilla, scioperi e sistema
maitresse 3 ottobre 2025
Lo sdegno sincronizzato,a livello internazionale, puzza non poco.
La coordinazione degli eventi e le tempistiche rivelano tutto meno spontaneità.
Chi comanda sta portando la gente in strada e non per fermare il genocidio,servono in strada per fare altro.
Stanno canalizzando ad arte il malcontento popolare contro governi ormai inguardabili.
In Marocco in questo momento stanno testando i metodi spicci,vediamo se i maranza stanziati in europa copieranno il format.