Finanza, energia, integrazione: la SCO dà il benvenuto a un nuovo “Globo globale”

Finanza, energia, integrazione: la SCO dà il benvenuto a un nuovo “Globo globale”

Di Pepe Escobar, The Cradle

Il 23° vertice dei capi di Stato dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), tenutosi virtualmente a Nuova Delhi, ha rappresentato la Storia in divenire: tre BRICS (Russia, India, Cina), più il Pakistan e quattro “stan” dell’Asia centrale (Kazakistan, Kirghizistan, Uzbekistan e Tagikistan), hanno finalmente e formalmente accolto la Repubblica Islamica dell’Iran come membro permanente.
L’anno prossimo sarà la volta della Bielorussia, come ha confermato il primo vice ministro degli Esteri indiano Vinay Kvatra. La Bielorussia e la Mongolia hanno partecipato al Vertice del 2023 in qualità di osservatori e il Turkmenistan, ferocemente indipendente, come ospite. Dopo anni di “massima pressione” da parte degli Stati Uniti, Teheran potrebbe finalmente liberarsi dalla demenza delle sanzioni e consolidare il suo ruolo di leader nel processo di integrazione dell’Eurasia in corso. Probabilmente, la star dello spettacolo a Nuova Delhi è stato il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, che guida il suo Paese dal 1994. Il vecchio Luka, imbattibile nel settore dei titoli di giornale, soprattutto dopo il suo ruolo di mediatore nella saga di Prighozin, potrebbe aver coniato lo slogan definitivo del multipolarismo. Dimenticate il “miliardo d’oro”, definito dall’Occidente, che in realtà raggiunge a malapena i 100 milioni; abbracciate ora il “globo globale”, con un’attenzione particolare al Sud del mondo. Per concludere, Lukashenko ha proposto una totale integrazione della SCO e dei BRICS, che nel loro prossimo vertice in Sudafrica prenderanno la strada del BRICS+. E va da sé che questa integrazione si applica anche all’Unione Economica Eurasiatica (EAEU). Il prossimo passo per il “Globo Globale” – quello che l’Occidente collettivo qualifica con disprezzo come “il resto” – è quello di lavorare sul complesso coordinamento di diverse banche di sviluppo e poi sul processo di emissione di obbligazioni legate a una nuova moneta commerciale. Le idee principali e il modello di base esistono già. Le nuove obbligazioni saranno un vero e proprio paradiso sicuro rispetto al dollaro e ai Treasury statunitensi e comporteranno un’accelerazione della de-dollarizzazione. Il capitale utilizzato per l’acquisto di queste obbligazioni dovrebbe essere utilizzato per finanziare il commercio e lo sviluppo sostenibile, in quello che sarà un “win-win” certificato e in stile cinese. Un focus geoeconomico convergente La dichiarazione della SCO ha chiarito che l’organismo multilaterale in espansione “non è diretto contro altri Stati e organizzazioni internazionali”. Al contrario, è “aperto a un’ampia cooperazione con loro in conformità con gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite, della Carta della SCO e del diritto internazionale, sulla base della considerazione degli interessi reciproci”. Il cuore della questione è naturalmente la spinta verso un ordine mondiale multipolare equo – l’opposto polare dell'”ordine internazionale basato sulle regole” imposto dagli egemoni. I tre nodi chiave sono la sicurezza reciproca, il commercio in valute locali e, infine, la de-dollarizzazione. È piuttosto illuminante delineare l’attenzione convergente, espressa dalla maggior parte dei leader, durante il vertice di Nuova Delhi. Il Primo Ministro indiano Modi ha dichiarato nel suo discorso programmatico che la SCO sarà importante quanto l’ONU. Tradotto: un’ONU senza denti, controllata dall’egemone, potrebbe finire per essere messa in disparte da una vera e propria organizzazione del “globo globale”. Parallelamente a Modi che ha elogiato il ruolo chiave dell’Iran nello sviluppo del corridoio internazionale di trasporto Nord-Sud (INSTC), il presidente iraniano Ebrahim Raisi ha sostenuto fermamente il commercio della SCO nelle valute nazionali per rompere decisamente l’egemonia del dollaro USA. Il Presidente cinese Xi Jinping, da parte sua, è stato irremovibile: La Cina è favorevole a mettere da parte il dollaro USA, a opporsi a tutte le forme di rivoluzioni colorate e a combattere le sanzioni economiche unilaterali. Il Presidente russo Vladimir Putin ha sottolineato ancora una volta come “forze esterne hanno messo in pericolo la sicurezza della Russia scatenando una guerra ibrida contro la Russia e i russi in Ucraina”. Pragmaticamente, Putin si aspetta che il commercio all’interno della SCO, utilizzando le valute nazionali, cresca – l’80% del commercio russo è ora in rubli e yuan – oltre a un rinnovato impulso alla cooperazione nel settore bancario, nella digitalizzazione, nell’alta tecnologia e nell’agricoltura. Anche il Presidente kirghiso Sadyr Japarov ha sottolineato i regolamenti reciproci nelle valute nazionali, oltre a una mossa cruciale: la creazione di una banca e di un fondo di sviluppo della SCO, del tutto simile alla Nuova Banca di Sviluppo (NDB) dei BRICS. Anche il presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev, che eserciterà la presidenza della SCO nel 2024, si è espresso a favore di un fondo comune per gli investimenti, oltre che della configurazione di una rete di partner dei principali porti strategici collegati alla BRI cinese e alla via di trasporto internazionale transcaspica, con sede ad Astana, che collega il sud-est asiatico, la Cina, il Kazakistan, il Mar Caspio, l’Azerbaigian, la Georgia e l’Europa. Naturalmente tutti i membri della SCO concordano sul fatto che nessuna integrazione dell’Eurasia è possibile senza stabilizzare l’Afghanistan, collegando di fatto Kabul dal punto di vista geoeconomico sia con la BRI che con l’INSTC. Ma questa è un’altra storia lunga e tortuosa. Le regole della connettività strategica Confrontate ora tutta questa azione a Nuova Delhi con quanto accaduto a Tianjin pochi giorni prima, alla fine di giugno: l’evento del World Economic Forum (WEF) noto come la “Davos estiva”, tenutosi per la prima volta dopo la pandemia di Covid-19. La critica del premier cinese Li Qiang al nuovo slogan “de-risking” di Stati Uniti e Unione Europea è stata prevedibilmente pungente. Molto più interessante è stata la tavola rotonda sulla BRI intitolata “Il futuro dell’iniziativa Belt and Road”. In poche parole, si trattava di una sorta di apoteosi “verde”. Liang Linchong, del Dipartimento per l’apertura regionale della Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme (NDRC), essenziale per promuovere la BRI, ha illustrato diversi progetti di energia pulita, ad esempio, nei nodi chiave della BRI, Kazakistan e Pakistan. Anche l’Africa ha avuto un ruolo di primo piano. Sekai Nzenza, ministro dell’Industria e del Commercio dello Zimbabwe, è molto favorevole ai progetti BRI che aumentano gli scambi commerciali “e portano la tecnologia più avanzata” in Africa e nel mondo. Pechino rilancerà il Belt and Road Forum nel corso dell’anno. Ci sono grandi aspettative in tutto il “globo globale”. Liang Linchong ha fatto una sintesi di ciò che ci aspetta: “connettività dura” (che significa costruzione di infrastrutture), “connettività morbida” (enfasi su competenze, tecnologie e standard) e “connessione dei cuori”, che si traduce nel noto concetto cinese di “scambi tra persone”. Secondo Liang, quindi, il “Globo globale” dovrebbe aspettarsi un’ondata di progetti “piccoli è belli”, molto pragmatici. Ciò si ricollega alla nuova attenzione delle banche e delle imprese cinesi: I progetti infrastrutturali di grandi dimensioni in tutto il mondo potrebbero essere problematici per il momento, dato che la Cina si concentra sul mercato interno e sull’organizzazione di ogni fronte per combattere le molteplici guerre ibride dell’egemone. La connettività strategica, tuttavia, non ne risentirà. Ecco un esempio lampante. Due nodi industriali cruciali della Cina – la Greater Bay Area di Guangdong-Hong Kong-Macau e il cluster di Pechino-Tianjin-Hebei – hanno lanciato i primi treni merci multimodali internazionali Cina-Kirghizistan-Uzbekistan (CKU) lo stesso giorno del vertice SCO a Nuova Delhi. Si tratta di un classico BRI: connettività al top, utilizzando il sistema multimodale “ferrovia-strada” containerizzato. L’INSTC utilizzerà lo stesso sistema per il commercio tra Russia, Caspio, Iran e poi via mare verso l’India. Con la CKU, le merci raggiungono lo Xinjiang per ferrovia, poi proseguono su strada attraverso il confine di Irkeshtam, attraversano il Kirghizistan e arrivano in Uzbekistan. L’intero viaggio consente di risparmiare quasi cinque giorni di tempo di transito. Il prossimo passo è la costruzione della ferrovia Cina-Kirghizistan-Uzbekistan: la costruzione inizierà alla fine del 2023. Il BRI si sta facendo strada in Africa. Ad esempio, il mese scorso la China Aerospace Science and Technology Corporation (CASC) ha consegnato alla Space City del Cairo un prototipo di satellite co-sviluppato con l’Egitto. L’Egitto è ora la prima nazione africana in grado di assemblare, integrare e testare un satellite. Il Cairo lo considera un ottimo esempio di sviluppo sostenibile. È anche la prima volta che Pechino assembla e testa un satellite all’estero. Ancora una volta, un classico del BRI: “Consultazione, cooperazione e benefici condivisi”, come definito dal CASC. E non dimentichiamo la nuova capitale egiziana: Un satellite ultramoderno del Cairo costruito letteralmente da zero nel deserto per 50 miliardi di dollari, finanziato da obbligazioni e – che altro – da capitali cinesi. La lunga e tortuosa strada della de-dollarizzazione Tutta questa frenetica attività è correlata al dossier chiave che i BRICS+ devono trattare: La de-dollarizzazione. Il Ministro degli Affari Esteri indiano Jaishankar ha confermato che non ci sarà una nuova valuta BRICS – per ora. L’accento è posto sull’aumento degli scambi nelle valute nazionali. Per quanto riguarda il peso massimo dei BRICS, la Russia, per ora, punta a far salire i prezzi delle materie prime a vantaggio del rublo russo. Fonti diplomatiche confermano che l’accordo tacito tra gli sherpa dei BRICS – che questa settimana stanno preparando le linee guida del BRICS+ da discutere al vertice del Sudafrica il mese prossimo – è quello di accelerare il crollo del dollaro fiat: Il finanziamento dei deficit commerciali e di bilancio degli Stati Uniti diventerebbe impossibile agli attuali tassi di interesse. Il problema è come accelerarlo in modo impercettibile. La strategia tipica di Putin è quella di lasciare che l’Occidente collettivo si imbarchi in ogni sorta di errore strategico senza un intervento diretto della Russia. Pertanto, ciò che accadrà sul campo di battaglia del Donbass – l’umiliazione più grande della NATO – sarà un fattore cruciale sul fronte della de-dollarizzazione. I cinesi, da parte loro, temono che il crollo del dollaro si ripercuota sulla base produttiva cinese. La tabella di marcia suggerisce una nuova valuta di regolamento degli scambi commerciali, progettata per la prima volta nell’ambito dell’UEEA, sotto la supervisione del responsabile della macroeconomia della Commissione economica per l’Eurasia Sergey Glazyev. Ciò porterebbe a un più ampio dispiegamento dei BRICS e della SCO. Ma prima la UEEA deve convincere la Cina a salire a bordo. Questo è stato uno dei punti chiave discussi di recente da Glazyev, di persona, a Pechino. Il Santo Graal è quindi una nuova moneta commerciale sovranazionale per BRICS, SCO e UEEA. Ed è essenziale che il suo status di riserva non permetta a una sola nazione di esercitare un potere eccessivo, come accade con il dollaro USA. L’unico mezzo pratico per legare la nuova valuta commerciale a un paniere di più materie prime – per non parlare di un paniere di interessi nazionali – sarebbe l’oro. Immaginiamo che tutto questo venga discusso in modo approfondito dall’interminabile coda per l’adesione ai BRICS. Allo stato attuale, almeno 31 nazioni hanno presentato domanda formale o hanno espresso interesse ad aderire a un BRICS+ potenziato. Le interconnessioni sono affascinanti. A parte l’Iran e il Pakistan, gli unici membri a pieno titolo della SCO che non sono membri dei BRICS sono quattro “stan” dell’Asia centrale, che sono già membri dell’EAEU. L’Iran è destinato a diventare membro dei BRICS+. Non meno di nove nazioni tra gli osservatori o i partner di dialogo della SCO fanno parte dei candidati BRICS. Lukashenko l’ha definito: La fusione tra BRICS e SCO sembra praticamente inevitabile. Per i due principali motori di entrambe le organizzazioni – il partenariato strategico Russia-Cina – questa fusione rappresenterà l’istituzione multilaterale definitiva, basata su un vero commercio libero ed equo, in grado di superare gli Stati Uniti e l’Unione Europea e di estendersi ben oltre l’Eurasia fino al “globo globale”. I circoli industriali e commerciali tedeschi sembrano già aver visto la scritta sul muro, così come alcune delle loro controparti francesi, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron. La tendenza è quella di una scissione dell’UE e di una maggiore potenza eurasiatica. Un blocco commerciale BRICS-SCO renderà le sanzioni occidentali assolutamente prive di significato. Affermerà la totale indipendenza dal dollaro USA, offrirà una serie di alternative finanziarie allo SWIFT e incoraggerà una stretta cooperazione militare e di intelligence contro le operazioni segrete seriali dei Five Eyes, parte delle guerre ibride in corso. In termini di sviluppo pacifico, l’Asia occidentale ha mostrato la strada. Nel momento in cui l’Arabia Saudita si è schierata con la Cina e la Russia – e ora è candidata a far parte sia dei BRICS che della SCO – si è aperto un nuovo gioco in città. Rublo d’oro 3.0? Allo stato attuale, c’è un enorme potenziale per un rublo sostenuto dall’oro. Se e quando si realizzerà, si tratterà di un revival del gold-backing dell’URSS tra il 1944 e il 1961. Glazyev ha osservato che il surplus commerciale della Russia con i membri della SCO ha permesso alle aziende russe di pagare i debiti esterni e sostituirli con prestiti in rubli. Parallelamente, la Russia sta utilizzando sempre più lo yuan per i pagamenti internazionali. Più avanti, i principali attori del “Globo globale” – Cina, Iran, Turchia, Emirati Arabi Uniti – saranno interessati a pagamenti in oro non sanzionato anziché in valute locali. Questo aprirà la strada a una valuta di regolamento commerciale BRICS-SCO legata all’oro. Dopo tutto, non c’è niente di meglio dell’oro quando si tratta di combattere le sanzioni collettive occidentali, di fissare i prezzi di petrolio, gas, cibo, fertilizzanti, metalli e minerali. Glazyev ha già dettato la legge: La Russia deve puntare sul Rublo d’Oro 3.0. Si sta avvicinando il momento in cui la Russia creerà la tempesta perfetta per sferrare un duro colpo al dollaro USA. Questo è ciò che si discute dietro le quinte della SCO, dell’EAEU e di alcune sessioni dei BRICS, e questo è ciò che manda in bestia le élite atlantiste. Il modo “impercettibile” in cui la Russia può realizzarlo è lasciare che i mercati facciano salire i prezzi di quasi tutte le esportazioni di materie prime russe. I neutrali di tutto il “globo globale” lo interpreteranno come una naturale “risposta del mercato” agli imperativi geopolitici dissonanti dell’Occidente collettivo. L’impennata dei prezzi dell’energia e delle materie prime finirà per provocare un forte calo del potere d’acquisto del dollaro statunitense. Non c’è quindi da stupirsi che diversi leader al vertice della SCO si siano detti favorevoli a ciò che equivale, in pratica, a una Banca Centrale allargata BRICS-SCO. Quando la nuova moneta BRICS-SCO-EAEU sarà finalmente adottata – naturalmente è molto lontana, forse all’inizio del 2030 – sarà scambiata con oro fisico dalle banche partecipanti dei Paesi membri della SCO, dei BRICS e dell’EAU. Tutto ciò va interpretato come l’abbozzo di un percorso possibile e realistico verso un vero multipolarismo. Non ha nulla a che vedere con lo yuan come valuta di riserva, che riproduce l’attuale racket dell’estrazione di rendite a vantaggio di una minuscola plutocrazia – completa di un massiccio apparato militare specializzato nella prepotenza del “globo globale”. Un’unione BRICS-SCO-EAEU si concentrerà sulla costruzione – e sull’espansione – di un’economia fisica, non speculativa, basata sullo sviluppo delle infrastrutture, sulla capacità industriale e sulla condivisione delle tecnologie. Un altro sistema-mondo, ora più che mai, è possibile. Di Pepe Escobar, The Cradle
06.07.2023 Pepe Escobar è un analista geopolitico e autore indipendente. Il suo ultimo libro è Raging Twenties. È stato politicamente cancellato da Facebook e Twitter. Seguitelo su Telegram. Fonte: https://new.thecradle.co/articles/finance-power-integration-the-sco-welcomes-a-new-global-globe Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini per Idee&Azione - https://www.ideeazione.com/finanza-energia-integrazione-la-sco-da-il-benvenuto-a-un-nuovo-globo-globale/













Commenti (33)

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    1. danone 8 luglio 2023

      A me Escobar più scrive questi pezzi e più mi puzza di agente della disinformazione.
      L'aspetto grave per Escobar è che lui non ne ha la più pallida idea di essere usato dai poteri forti globalisti per narrare ciò che a loro interessa far sapere al popolame, è un ingenuo, ma io purtroppo o per fortuna me ne accorgo.
      La propaganda in un contesto di divide et impera è necessariamente bi-direzionale, ma ciononostante tutti e due i punti di vista perorati, hanno una radice comune, quindi sebbene portino l'acqua a due mulini in contrapposizione di fase, ad una vista d'insieme risulta che le due propagande contrapposte, come in un meccanismo a stantuffo od a pistone, in realtà lavorano non in contrapposizione vera, ma attraverso una alternanza strutturale di reciproco vantaggio.
      Va visto questo aspetto della situazione attuale, se non non si capisce un cazzo di ciò che sta accadendo.
      Scusatemi, sono troppo sintetico ed ermetico forse, ma dovrei scrivere pagine per contestare nei fatti ciò che scrive Escobar in questo suo aritcolo.
      Sappiate comunque una cosa, che non esiste il senso logico, per chi conosce la materia economica e monetaria, di una valuta emessa basata sull'oro per gli scambi internazionali, dato che tali scambi si possono più comodamente realizzare tramite una camera di compensazione fra gli stati interessati, che permette l'azzeramento del loro reciproco dare/avere commerciale, attraverso altri scambi commerciali di merci.
      Non serve nessuna valuta internazionale garantita da nessun paniere o istituto di emissione, è una cagata pazzesca credere a questo sistema come unico praticabile, soprattutto se promosso da quelli che dovrebbero essere gli antagonisti degli usurai internazionali, coloro che hanno creato la necessità della dipendenza assoluta stessa di una valuta creata e prestata ad interesse, per fare economia.

    2. Hospiton 8 luglio 2023

      L'argomento delle camere di compensazione è molto interessante Danone, e mi sembra se ne parli poco... se hai materiale -e tempo per scrivere- secondo me dovresti provare a buttar giù un articolo in merito.

    3. casalvento 8 luglio 2023

      Premetto che non capisco la finanza. Mi chiedo come sia possibile senza una valuta internazionale ad esempio investire nell economia di un paese. Ho venduto le azioni che avevo di aziende americane, ma ho difficoltà ad investire nel resto del mondo con valute diverse dal dollaro.

    4. danone 8 luglio 2023

      Mi sto riferendo a relazioni commerciali fra Stati non fra individui.
      Tu investi in un altro paese se compri un bene durevole e non di consumo in un altro paese.
      Non capisco il nesso con quanto ho scritto nel mio commento, perdonami.
      Le valute odierne sono in sè un giochino fasullo.
      Ovvio che tutto regge su quella logica fasulla, ma è e rimane una logica fasulla.
      Si può fare diversamente?
      Si certo, ma tutti dobbiamo fare diversamente per creare un altro sistema, finchè uno dice che non può fare diversamente perchè il sistema attuale non glielo permette, va bene, insindacabile giudizio, ma non si fa altro che confermare e consolidare e prolungare il sistema fraudolento attuale a pensarla così.

    5. Martin 8 luglio 2023

      Io nemmeno leggo piu' gli articoli di Escobar, straparla a vanvera.... Quanto al paniere di monete, primo ne' Cina ne' Russia e ne' India rinunceranno mai alle loro monete nazionali, e secondo un paniere implica la condivisione della sovranita' monetaria, assolutamente impensabile per Paesi assortiti, lontani e diversi come i BRICS.... nessuno si carica un Paese come l'Argentina sulle spalle

    6. Pfefferminz 8 luglio 2023

      La cartina di tornasole per capirci di più potrebbe essere l'uso della moneta digitale di banca centrale? Ad un certo punto avremo CBDC occidentale e moneta digitale di banca centrale dei BRICS. Una sòla per noi in entrambi i casi.

    1. Martin 8 luglio 2023

      Intanto l'Euro a gestione Lagarde e' diventato una dependance del dollaro, nonostante rappresenti il 23% delle riserve in valuta mondiali...peggio di così.....

    1. Hospiton 8 luglio 2023

      Mi chiedo sempre più spesso se per troppo tempo non abbiamo sopravvalutato le abilità della classe dirigente occidentale, non parlo dei politicanti di facciata ma della parte più altolocata, quasi occulta...forse sono davvero alla frutta, e le mosse scriteriate (sanzioni controproducenti ecc) logiche conseguenze della fine di un ciclo, che prima o poi arriva nelle vicende umane e non solo, se fisica, geologia, astronomia ecc hanno un senso. Leggevo un saggio a cura di Robert Matran sull'Impero ottomano, e alcun analogie con l'attuale impero atlantico balzano agli occhi: il Gran Turco, dopo secoli di espansione o comunque di consolidamento delle sue posizioni, iniziò a presentare significativi problemi interni a causa di lotte intestine, sultani e visir meno rapidi nell'individuare le criticità del momento, ridotta capacità di comprendere i cambiamenti nel mondo esterno e di trarne le dovute conclusioni (es la sottovalutazione del divario tecnologico con l'arrembante Europa del XVII/XVIII secolo, errore che invece non commise lo zar Pietro il Grande). Insomma fino alla disfatta turca sotto le mura di Vienna, 1683, i cristiani temevano una Roma addobbata con bandiere ottomane (non tutti, c'era anche chi confidava nei turchi per spazzar via le odiate e parassitarie aristocrazie europee, diciamo che si trattava dei "putiniani" dell'epoca); nel giro di pochi decenni invece il governo di Costantinopoli, pur incutendo ancora rispetto e timore, divenne il Grande Malato d'Europa, fino al crollo definitivo nel 1918. Un lento declino causato da logoramento interno, dal naturale venir meno di fattori decisivi nella tenuta di un impero che, almeno in parte, mi pare di scorgere anche nell'area atlantica, tecnologicamente ancora al top ma in evidente difficoltà dal punto di vista economico, sociale, culturale, morale, a corto di spinta propulsiva. Sta mancando la "fame", motore di ogni avventura imperiale, oggi in occidente come due secoli fa a Istanbul, e non si tratta di merce comprabile al mercato, neanche con tutti i miliardi di questo mondo. In quanto ai BRICS trovo rilevante la questione dell'Iran, per un motivo: è probabilmente l'unico Paese al mondo -oltre alla Corea del Nord- su cui il cartello bancario non ha messo le grinfie, almeno nessuno mi ha mai dimostrato il contrario, piuttosto è la storia recente dell'Iran post Rivoluzione 1979 che certifica come Teheran abbia fatto letteralmente impazzire Lord Rothschild e soci. E se Teheran dimostra di credere nel nuovo progetto può significare due cose: o Lord R & C son riusciti infine a sabotare e infiltrare anche la Rep Islamica più sanzionata dell'universo, oppure si sta creando effettivamente un'alternativa al sistema usuraio che ha dominato gran parte del globo per oltre due secoli.

    2. LuxIgnis 8 luglio 2023

      Uno dei motivi, forse il principale, che non credo a cose come il Great reset e che siano tutti d'accordo, è proprio perché io non vedo molta intelligenza nelle alte sfere. Non solo nei politici marionetta ma anche in chi, di nascosto, tira i fili. L'ho già detto molte volte ma si fa spesso confusione tra la forza e il potere. Chi è forte non è detto che abbia potere poiché un potere vero denota comunque una certa dose d'intelligenza. Essere forti, colti, con 200 lauree non vuol dire automaticamente essere intelligenti. Ora qui potremmo discutere per ore su che vuol dire essere intelligenti e su che vuol dire veramente potere ma non mi dilungo per ora.
      Questi non sono intelligenti e secondo me sono addirittura nel panico e non sanno veramente cosa fare. Si attaccano ai loro privilegi acquisiti e si sentono semi dei in grado di decidere il destino degli uomini, ma sono in decadimento totale.
      Il problema è che sono veramente forti, soprattutto finanziariamente e questo sicuramente è un problema di non facile risoluzione. Sicuramente faranno dei danni incalcolabili su cui credo non si possa fare molto.

      Gli imperi nascono e cadono, è sempre stato così. Prima degli Ottomani anche i Bizantini che li hanno preceduti avevano al momento della loro caduta tutta una serie di problematiche all'interno.
      Ora il problema è che gli imperi odierni hanno le armi atomiche. Le armi atomiche oltre a essere uno strumento spaventoso di morte, sono anche uno strumento che porta allo stallo. Se non ci fossero state probabilmente ora saremmo già in guerra diretta contro la Russia e la Cina e probabilmente altri.
      Sembrerebbe a prima vista una cosa buona ma uno stallo prolungato nel tempo è qualcosa di peggio. Potremmo trovarci a trascinarci in una situazione di stasi che produrrà danni inconcepibili. Sempre con il rischio che si arrivi a usarle le armi atomiche con danni ancora maggiori.
      Siamo al punto che nessuno può fare più un passo indietro. Ma la stasi non può durare per molto, corrode dall'interno. È una cosa orribile.
      Non andrà tutto bene.

    3. Hospiton 8 luglio 2023

      L'unica speranza risiede nell'emergere di una forza -in occidente- che sappia gestire in maniera equilibrata tale inevitabile transizione. Purtroppo all'orizzonte non vedo nulla del genere, a meno che non si considerino all'altezza del compito le ambigue (molto ambigue) fazioni che han appoggiato Trump, e che sembravano intenzionate a stabilire rapporti più distesi con il blocco orientale. Rimanevano aperte questioni spinose con la Cina e nell'area comprendente Siria, Israele e Iran ma si trattava comunque di una situazione migliore di quella attuale.

    4. Primadellesabbie 8 luglio 2023

      Metterei l'attenzione anche sulla diversità dei sistemi di corruzione che si stanno confrontando in questo momento, malamente mascherati sotto oceani di retorica.

      Si tratta di un aspetto sottostimato che ritengo abbia invece, dietro le quinte, un ruolo di primo piano.

      Probabilmente la corruzione occidentale permea talmente la struttura sociale da aver coinvolto la cultura (con la C e con la c), condizionato la ricerca tecnologica, inefficienza compresa (o deriva), e reso parzialmente ingovernabile il sistema produttivo.

      La corruzione 'russa' appare più primitiva, materia di gossip (gli oligarchi che si comprano la scena, recente affare Prigonzhin/Shoigu, ecc), molto concreta e vistosa, radicata ma antica, con un certo alone di romanticismo e un occhio all'assolutismo zarista, sembra quasi che il popolo ne sia compiaciuto.

      Poi c'è la Cina, l'India....

    5. Arthur 8 luglio 2023

      "oppure si sta creando effettivamente un’alternativa al sistema usuraio che ha dominato gran parte del globo per oltre due secoli"

      Ecco, ci siamo.
      Certi poteri in Occidente hanno pianificato la fine del sistema usuraio che va avanti da oltre due secoli.
      Dalla Rivoluzione Francese ad oggi questo potere si è servito, mediante la rete Massonica, di Giacobini, Carbonari, Liberali, Marxisti, Anarchici, Socialisti-Comunisti, Radicali, Sionismo-Giudaismo e più recentemente del mondo lgbtq, woke, green.
      Questo sistema che comprende certe famiglie, massoneria, ideologie varie degli ultimi 200 anni, non è più adeguato a gestire la complessità del mondo che verrà e soprattutto costituisce un serio pericolo interno all'Occidente, dove periodicamente si rende necessario un cambio di paradigma e oggi è decisamente impellente, di fronte ad un mondo nuovo e più complesso.
      I manovratori dovrebbero essere, e ne sono quasi sicuro, soggetti che operano dietro le quinte delle quinte, da secoli, anzi migliaia di anni, abilissimi nel pianificare molto tempo prima.
      Quindi massoneria, ideologie varie occidentali, sionismo-giudaismo non sono più funzionali e i manovratori mirano a cancellarli.
      Famiglie potenti, lobbies e utili idioti vari (lgbtq, woke, green) sono le gocce che servono per far traboccare il vaso.
      Perché il vaso deve traboccare.

    6. Arthur 8 luglio 2023

      La forza che emergerà in Occidente sarà espressione di quelli che agiscono dietro le quinte delle quinte.

    7. LuxIgnis 8 luglio 2023

      Si, è fondamentale, e anche la corruzione è uno degli effetti della mancanza di intelligenza.

    8. Primadellesabbie 8 luglio 2023

      Difficile a dirsi.

      (Forse confondi intelligenza con saggezza).

    9. Hospiton 8 luglio 2023

      Non se si possa parlare di smantellamento pianificato, con riferimento a strategie elaborate all'interno dello stesso Occidente, per questo parlavo di logoramento interno, decadenza inarrestabile e transizione inevitabile. Potrei prendere in considerazione la pianificazione se notassi forze al lavoro in direzione opposta rispetto quel che ho osservato negli ultimi decenni, ma non vedo granché, solo correnti fortemente minoritarie nonché abbastanza confuse e superficiali, per non dire in odore di gatekeeping (mai che senta parlare di stringente regolamentazione bancaria o di tetto ai patrimoni, per fare due esempi)...del resto se togliamo tutte le varie lobbies di cui parli, spesso trasversali, chi rimane? Praticamente hai elencato l'80% dei gruppi di potere visti in azione in Europa e USA nel corso del Dopoguerra. Se poi esiste qualcuno tanto potente da poter spazzare via le suddette camarille ma allo stesso tempo in grado di celarsi al punto da risultare invisibile per decenni, bè complimenti a loro, sono stati dannatamente abili nel camuffarsi.

    10. Primadellesabbie 8 luglio 2023

      Non dimentichiamo il Vaticano e le sue antiche strutture operative, secondo alcuni il 50% o più dell'attuale potere tangibile totale.

    11. Hospiton 8 luglio 2023

      Può darsi, ma a quel punto che discutiamo a fare? Con teorie del genere, non comprovabili e plasmabili a piacimento a posteriori, potremo sempre dire che c'è qualcuno dietro le quinte, e qualcuno dietro ancora, e qualcuno più dietro ancora e così via. Può anche darsi, però se la si pensa così bisognerebbe anche ammettere che non abbiamo alcuna possibilità di salvezza, e che quella che chiamiamo consapevolezza potrebbe essere in realtà soltanto un'ennesima forma di ipnosi indotta da controllori di livello oltreumano, extraterrestre o chissà che. Religioni, profeti, Buddha, Cristo, Zarathustra, i padri della Chiesa, mistici e sapienti di ogni epoca e scuola come Montaigne, Pico, Coomaraswamy, Florenskij, Gurdjieff, insomma se immaginiamo un infinito e eterno dietro le quinte, in cui burattinai onnipotenti manovrano ogni fenomeno dall'alba dei tempi, sono costretto a portare il ragionamento alle estreme conseguenze, e mettere in dubbio tutto. Siamo pronti a un simile millenario salto nel buio? Nessuna destrutturazione basterebbe, perché potrei sempre affermare che pure quella è un inganno previsto dalla regia. E se non siamo pronti a tale salto è meglio attenerci a quel poco su cui abbiamo un minimo di prove e certezze, altrimenti alla lunga mi sembra tutto dispersivo e persino controproducente, in quanto riferirci a poteri inimmaginabili -peraltro necessariamente senza grosse basi di discussione- può annichilire la nostra capacità di reazione. Non mi riferisco a te in particolare, è un discorso generale su cui rifletto da anni, credo che vada maneggiato con estrema attenzione.

    12. Hospiton 8 luglio 2023

      Già, il grande dubbio risiede nel Vaticano, saranno veramente in grado di ribaltare il tutto (possibilmente senza farci sprofondare in un clima da Italia seicentesca, non il massimo)?
      Dopo la faccenda Gotti Tedeschi ho pensato che anche lì la parte tradizionalista sia tuttora in affanno, naturalmente rimangono mie impressioni...

    13. LuxIgnis 8 luglio 2023

      No proprio intelligenza.
      Un certo livello di corruzione c'è sempre e sempre ci sarà ma deve essere mantenuta sotto un certo livello. Anzi, quel certo livello può anche diventare "benefico" in un certo senso. Se va fuori controllo degenera e produce quello che vediamo.
      Anche un ladro può essere intelligente o no. Se lo è nessuno si accorgerà di lui e non produrrà danni, se non lo è prima o poi se ne accorgeranno e produrrà notevoli danni.
      Alla fine una corruzione fuori controllo produce danno non solo al sistema ma alle stesse persone coinvolte. E questo è il massimo dell'idiozia. Un sistema fortemente corrotto è un sistema fermo, che non va avanti, decadente.
      Questo al di là di connotazioni morali.

      La saggezza è un'altra cosa anche se una persona saggia è intelligente per forza altrimenti non sarebbe saggia.

    14. danone 8 luglio 2023

      Vedo una terza ipotesi.
      Quella che sono tutti d'accordo e quindi i Rothschild stessi, o chi per loro, non essendo mai stati i veri deux ex machina del Nwo, che abbiamo sempre pensato, siano anch'essi dei burattini usati, per cui oggi, dovendo passare il testimone ad altri, ma della stessa compagnia teatrale, poichè solo "loro" possono gestire le cose su scala globale, si impalca la rappresentazione giusta per far credere il passaggio di testimone, che in realtà non c'è.

      Sta mancando la “fame”, motore di ogni avventura imperiale, oggi in occidente come due secoli fa a Istanbul, e non si tratta di merce comprabile al mercato, neanche con tutti i miliardi di questo mondo.

      Hospiton perdonami, ma la fame è la forza più strumentalizzabile e strumentalizzata che ci sia e che c'è mai stata.
      Proprio sul produrre fame dove hanno ritenuto farlo, loro hanno governato da millenni.

    15. Hospiton 8 luglio 2023

      Puntualizzo che con "fame" naturalmente intendo motivazione, forse son stato troppo generico, e quella credo sia ciclica in ogni fenomeno umano (e sottolineo "umano", se c'è altro in ballo ovvio che questo discorso perde forza) ...al netto di regie e accordi si presentano determinate condizioni (pensiamo ai popoli nomadi che dall'Asia si spingevano verso l'Europa), si ha un apice di espansionismo e poi arriva la fase di contrazione, fine del ciclo. Ci sono fasi e momenti storici che mi fan pensare alla presenza di forzature esterne, altre situazioni invece non riesco proprio a collegarle a uno scenario di regia globale "all-time" (mi riferisco particolarmente a avvenimenti del basso medioevo e soprattutto dell'età moderna, su cui disponiamo di vasta documentazione, la parabola ottomana è tra questi). E ciò mi lascia dei dubbi sul fatto che chi domina attualmente l'occidente sia in grado di esercitare la stessa pressione a oriente, pur in un contesto diventato innegabilmente globale. Ho già parlato altre volte dei tentativi occidentali di plasmare il sistema finanziario cinese sin dai tempi di Chiang Kai Shek e Mao ma il materiale di studio scarseggia, per usare un eufemismo. In quanto ai Rothschild e al famigerato cartello anch'io ho il sospetto che vi siano forze ancora superiori, che la finanza sia solo uno strumento in quelle mani. Però rimane per l'appunto un sospetto, una teoria suffragata da prove che tengo a mente ma che cozzano con prove di altrettale -se non superiore- consistenza, ed è difficile destreggiarsi tra queste ipotesi.

    16. danone 8 luglio 2023

      Ovviamente non ti so rispondere sul pezzo Hospiton, anche perchè ti vedo più preparato di me :-))
      Quello che a me personalmente mi risuona nei miei sensori più fini è la scala degli eventi, di certi eventi.
      Finchè gli eventi riguardano parti del tutto, zone geo-localizzate, parti di mondo, allora certamente potremmo avere a che fare con aspetti particolari, specifici, circoscritti della realtà, che non necessariamente ti invitano a pensare che ci sia del qualcos'altro in opera.
      Ma quando gli eventi, indipendentemente da come vengono raccontati, riguardano la scala globale, allora, secondo me, le cose cambiano, c'è per forza dell'altro messo in gioco dalla stessa scala dei fenomeni.
      Le cose cambiano nel senso che dobbiamo renderci conto che, pur non avendone una informazione e una documentazione minima, se non sul piano esoterico-spirituale, per chi ha approfondito questi aspetti della realtà, certi eventi rimandano per forza ad agenti in gioco di un livello a noi inimmaginabile attualmente (fra l'altro fino a prova contraria gli aspetti esoterico-spirituali, sono più reali sicuramente degli aspetti storici e storiografici, essendo questi ultimi aspetti semplicemente raccontati, mentre i primi, per lo meno, devono essere esperiti e vissuti).
      Esiste un piano della realtà degli eventi a me inaccessibile per forza di cose, qualunque sia la mia preparazione e documentazione, poichè io stesso ho, possiedo, un livello mio massimo di comprensione degli eventi, superato il quale io non comprendo la realtà, non posso proprio accedervi avendo limiti miei personali ben precisi.
      Ebbene la realtà vera di tutti gli eventi avviene su quel livello, possiamo rendercene conto ed avvicinarci ad una possibile comprensione, ma di certo se neghiamo ciò che ti ho appena detto, ci negheremo la comprensione della vera realtà per molto più tempo.

    17. Hospiton 8 luglio 2023

      Anch'io ritengo che gli aspetti esoterico-spirituali rivestano un ruolo superiore, e che siano perciò ancora più difficili da indagare rispetto a quelli meramente storici. Credo però che l'analisi debba procedere di pari passo, per quanto possibile, tenendo a mente che vi sono profonde differenze tra le varie culture e tradizioni esoteriche e non, modellate anche dalle caratteristiche e dalla natura dei luoghi in cui si sono sviluppate. E tutto ciò mi porta a immaginare una presenza di forze in conflitto, o comunque non necessariamente in perenne accordo e armonia, anche a livelli preclusi all'uomo comune. Argomento di eccezionale vastità e molto complesso da affrontare, senza guide adeguate.

    18. Primadellesabbie 8 luglio 2023

      I Rothschild hanno poco più di 2 secoli, i poteri all'ombra del Vaticano hanno millenni, risibile che questi ultimi si siano fatti trovare impreparati e mettere all'angolo dai nuovi venuti.

      Sono li, con le mani in pasta e compromessi a fondo con tutta la storia del '900, specialmente con quella non divulgata.

    1. Jimbo 8 luglio 2023

      Gli occidentali avevano tutto per poter costruire un mondo migliore ma la loro natura é malvagia e si sono tramutati in uccidentali.
      Finalmente gli Altri hanno preso coraggio e sembra siano riusciti ad uscire dalle grinfie dell'Egemone.
      Mi auguro che non sprechino la grossa occasione per
      1) fare a breve un'alleanza militare in modo da poter predisporre nel giro di un paio di anni una forza di dissuasione antiuccidentale da collocare ai confini ad esempio di Polonia e Finlandia e di pronto intervento in ognuno dei teatri di guerra aperti dagli uccidentali, intorno ai tre milioni di soldati;
      2) sistemare pacificandola l'Africa.
      Spero inoltre si avveri il mio sogno, sicuramente irrealizzabile, di fare entrare il Messico in tutte queste organizzazioni, e un giorno non troppo lontano metter su lí una mezza dozzina di basi militari con missili a lungo raggio puntati sulla California e Nuova York.
      Mai dire mai.

    2. ric 8 luglio 2023

      fammi sognare !!

    3. Hospiton 8 luglio 2023

      A metà Ottocento l'esercito americano sfilò in parata a Città del Messico dopo aver messo a ferro e fuoco il Paese con un'invasione del tutto pretestuosa, la prima di una lunga serie...chissà che a sud del Rio Grande non stiano pregustando una parziale rivincita, per quanto Los Angeles e la California del Sud siano già oggi sostanzialmente ispaniche.

    4. Jimbo 8 luglio 2023

      Si, per quel poco che ne so é stato il vero inizio del dominio dell'egemone.
      Dopo Texas, Arizona, California et et et (e aver comprato la Louisiana ch'era molto piú grande) da lí a poco iniziava l'invasione continentale.
      Fecero a pezzi i mex che naturalmente erano i cattivi tramite mille film propagandistici hollywoodiani.
      Poi lerci. E quei mustacchi.

    5. Hospiton 8 luglio 2023

      Se ti interessa l'argomento ti consiglio un vecchio libro di Fairfax Downey, "Messico o morte". Non è facile da reperire ma forse su internet lo si trova ancora, fa parte della storica collana "America" edita negli anni 70 dalla Cepim. Un buon saggio di taglio divulgativo, ideale per approcciare la questione messico-americana (oggi semi-dimenticata a parte qualche cenno a Alamo, nonostante le ripercussioni che l'intera faccenda ebbe sulla politica espansionistica USA)

    1. maghi 8 luglio 2023

      mi sembra chiaro che con l'inflazione galoppante euro e dollaro in pochi anni non varranno più una cicca, come successe al marco dopo la WWI. Penso che sotto sotto ci sia un accordo tacito tra Davos e TianJin, la Davos estiva, per portare tutto il globo alla miseria, come da agenda 2030. Solo in questo modo si potranno arginare i deficit energetici, che verranno con l'esaurimento dei fossili. Purtroppo come da copione il mld occidentale dovrà perdere il 90% del welfare ed il resto rimarrà ai livelli attuali, chi più, chi meno a seconda del welfare attuale. Godiamoci questi ultimi anni di relativo benessere. In fondo ce li siamo meritati. O no?

    2. carla 8 luglio 2023

      Viaggi, crociere, safari fotografici vacanze via!

    3. Jimbo 8 luglio 2023

      Sono molto molto perplesso solo sull'esaurimento dei fossili.
      Ho come l'impressione che la sciagurata fanfaluca scelta green si stia scontrando con la realtá, gran brutta bestia. E ci fossilizzeremo ancora per un bel pó.

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