Di Nino Grasso, hwupgrade.it
La protesta contro i data center negli Stati Uniti si è trasformata in un fenomeno con risvolti giudiziari non da poco. Nel solo 2026 sono già almeno 37 gli arresti collegati a manifestazioni contro questi impianti, a cui si aggiungono 12 casi in cui la polizia è intervenuta per impedire confronti diretti tra cittadini e amministratori locali. Il numero reale è probabilmente più alto, perché molti episodi non arrivano mai alle cronache.
A finire in manette non è un gruppo omogeneo di attivisti. Tra gli arrestati ci sono agricoltori proprietari terrieri, insegnanti, ventenni e pensionati, residenti di piccoli centri rurali e famiglie di sobborghi suburbani. L'unico filo conduttore è la convinzione che gli amministratori eletti stiano assecondando le richieste delle grandi aziende tecnologiche invece di ascoltare la propria comunità.
Il caso di Pablo Payan, 42 anni, restituisce bene il clima. Durante un'assemblea pubblica di maggio 2026 sul progetto di un data center Amazon a Hobart, in Indiana, l'uomo si è rifiutato di identificarsi prima di intervenire. Gli agenti hanno tentato di allontanarlo e, quando Payan ha chiesto spiegazioni, lo hanno arrestato per violazione di proprietà privata e disturbo della quiete pubblica.
*A mio parere sono stato allontanato per dimostrare che la legge è dalla loro parte: se le persone continuano a esprimersi e a parlare, verranno intimidite o arrestate dalle forze dell'ordine", ha raccontato Payan all'emittente Fox32.
Arrestati anche per un applauso di troppo
Le manifestazioni restano nella quasi totalità pacifiche e sfociano in scontri fisici solo quando gli agenti mettono le mani addosso a chi va allontanato, secondo quanto ricostruito da Futurism. Buona parte delle incriminazioni scatta per infrazioni minime, come superare di pochi secondi il tempo assegnato per un intervento durante un'assemblea pubblica.
Lux Claridge, insegnante di fisica di Emporia, in Kansas, è finito in manette per aver applaudito un altro cittadino che si opponeva a un progetto di data center da 4km quadrati. La commissione locale aveva vietato battimani e schiocchi di dita durante l'incontro, e l'aver infranto quella regola è bastato a far scattare l'arresto.
"Sono fermamente convinto che applaudire sia un diritto garantito dal Primo Emendamento", ha dichiarato Claridge. "Posso esercitarlo finché non arreco disturbo, e sostengo di non aver disturbato affatto. Ho il diritto di applaudire, e se volete che me ne vada dovrete trascinarmi fuori di peso".
Il contesto è quello di una crescente insofferenza verso gli effetti collaterali dei data center: bollette elettriche più salate, pressioni sulla qualità dell'acqua locale, rumore continuo. Il governo federale ha proposto un impegno di tutela per gli utenti, sottoscritto da hyperscaler, utility e governatori statali, ma si tratta di un'adesione volontaria priva di valore legale, secondo diversi osservatori.
Non mancano però le contromosse istituzionali. Diverse contee del Tennessee, la città di Seattle (sede di Microsoft e Amazon) e lo Stato di New York hanno sospeso per un anno l'approvazione di nuovi progetti in attesa di valutarne l'impatto.
Di Nino Grasso, hwupgrade.it
06.08.2026
Fonte HWUPGRADE
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oriundo2006 15 agosto 2026
Vorrei aggiugere che un noto commentatore, Ashlem Pereira, ha svolto un magistrale articolo su come questi contratti di istituzione di mega-factory vengano implementati: si tratta di 'spalmarli' in una serie di accordi seperati di gestione, anche parziale, manutenzione, localizzazione, di modo che una causa collettiva, class-action, trovi insormontabili difficolta' a portare in tribunale i veri 'fruitori' finali delle operazioni. Queste sono immobiliari, di brevetti, di personale, di fonti energetiche, di allocazione e distribuzione dei profitti, di gestione dei dati, di loro diffusione o compartecipazione e molto altro.
Gli arresti sono niente. Il resto e' atrocemente grave, specie per un aspetto trascurato: a che serve davvero avere computer un domani quantistico per elaborare miliardi di operazioni al nanosecondo se non per ragioni militari e di controllo delle popolazioni ?
In Cina si sono come sempre portati assai avanti.
Anche qui ci sono commentatori che hanno indicato un qualcosa di inedito e di drammaticamente futuribile.
Nei megacomputer, adesso adirittura provvisti di un sistema operativo a se' stante ( ! ) pienamente in funzione, sono state inserite tutte le info relative agli abitanti della Terra: gusti, spostamenti, salari, abitudini, eta'...e se ne stanno valutando le potenzialita' quanto a previsione e controllo degli aggregati umani, non piu' solo quindi gestione semplice di 'dati' in senso grezzo ma interrelazioni importanti fra gruppi umani sia al loro interno sia in relazione ad altre fattispecie, ovviamente per scopi proattivi di controllo sociale ( e di eliminazione dei dissidenti ).
Se lo avessero fatto i fascisti o i nazisti, cosa si sarebbe detto ?