Di Franco Maloberti per ComeDonChisciotte.org
Come erano felici!
In data 9 marzo, il tribunale per i minori dell'Aquila ha diffuso un comunicato stampa a presunta difesa dell'operato dei magistrati coinvolti nella dibattuta vicenda Trevallion. Il comunicato è firmato da due scarabocchi: del procuratore della Repubblica e il presidente del Tribunale. Ovvero, l'accusa e chi giudica si sono coalizzati con firma congiunta per affermare quanto rimuginano sia in modo esplicito sia in modo sottinteso. La cosa non è solo singolare, ma anche pericolosa: il giudice, che dovrebbe essere terzo, utilizza lo stemma della Repubblica Italiana per attestare un'anomala vicinanza a una delle due parti del processo, l'accusa, e viceversa. Cosa assolutamente non ammessa dalla legge! La difesa, infatti, ne è esclusa e si assume allora, in modo subdolo, che solo quei due, coalizzati, siano nel giusto.
La comunicazione riguarda la solita assicurazione che quelle due componenti del processo sono ispirate ai principi di tutela dei diritti dei minori (solo loro?). Questo è allucinante. Affermare che l'opera che si svolge è ciò che dovrebbe essere un sacrosanto dovere è non solo ridicolo, ma anche sospetto. È ovvio che il cittadino si aspetti, o meglio esiga, che "servitori" pagati più di diecimila euro al mese si ispirino ai principi di tutela dei minori, quelli veri, e non solo, ma anche ad agire in modo efficiente e rapido. Il fatto che sentano la necessità di affermare di essere "capaci e onesti" significa che esiste un ragionevole fondato dubbio che non lo siano; per smentirlo, però, non basta un comunicato: si richiedono azioni concrete. Sembra invece che siano consapevoli delle loro mancanze e, con questo comunicato, a cui la maggioranza della gente non crede, smentiscono, svelando un represso senso di colpa, e al contempo affermano quanto detto dal Marchese del Grillo. Accettano un rafforzamento della protezione che non è per contrastare la minaccia di manigoldi, ma per l'indignazione di gente perbene e pacifica. Che pena!
Un'ulteriore allucinante affermazione riguarda i tempi ritenuti necessari per realizzare il supremo interesse dei minori. La punizione, specie in questi casi, e loro lo sanno benissimo, non è la sentenza definitiva, ma il tempo di separazione dei figli dai genitori. Quindi, l'allungamento dei tempi di valutazione, come favorito da decisioni assurde di verifica psichiatrica e da tempi biblici per la "diagnosi", è, in ultima analisi, l'impiego della legge per infliggere a priori una pena, pertanto illegittima. Usano la giustificazione dell'avvalersi del contributo di scienze specialistiche e dei servizi dedicati alla tutela. Cosa ridicola, dato che la sentenza di allontanamento cita ingannevolmente e falsifica il pensiero di pedagogisti famosi come Vygotskij, Piaget, Bandura e altri. Per i cosiddetti servizi, probabilmente si riferisce all'utilizzo di consulenti tecnici d'ufficio. Ovvero, quella categoria che comprende anche persone che orbitano attorno al tribunale per arrotondare lo stipendio con incarichi spesso poco giustificati, e che devono compiacere al giudice per continuare a ricevere i trenta denari corrispondenti.
Un messaggio "sublimare" è nel paragrafo che inizia con il "principio guida per la corretta crescita e serena evoluzione (sic!) della personalità del minore". A parte il fatto che la personalità dei bambini non evolve serenamente, essendo straziata dalla reclusione in casa di accoglienza, il nocciolo del paragrafo è alla fine, laddove si parla del coinvolgimento dei soggetti adulti che si pongono in una posizione collaborativa. Tradotto, significa che siamo noi, accusa e giudizio coalizzati, a condurre le danze. Fate quello che diciamo noi, espresso con la locuzione 'posizione collaborativa', punto e basta! La collaborazione, purtroppo, non è servita a nulla. La reclusione dei bimbi è rimasta immutata e ora è peggiorata, nonostante le concessioni a tutte le richieste astruse. L'evoluzione della storia sembra confermare l'ipotesi che l'allontanamento sia stato deciso pochi giorni dopo l'intossicazione da funghi, come indicato dal sindaco ai familiari, e da allora la coalizione accusa-giudice sembra aver semplicemente fatto il gioco del gatto col topo, sfruttando abilmente le prerogative concesse dalla legge. Questo l'ha capito il primo avvocato difensore che ha pensato bene di dileguarsi.
L'ultimo paragrafo è un inutile invito a mollare e a lasciare alla coalizione le mani libere, dato che ai firmatari (presidente di tribunale e pubblico ministero) è istituzionalmente delegato il compito di assumere decisioni. Si noti pertanto che la firma congiunta significa che le decisioni non sono, come stabilito dalla legge, del giudice terzo, ma del tandem procuratore-presidente del tribunale, ossia da tutte le istituzioni chiamate ad operare per la migliore gestione di queste sofferte vicende umane (sic!).
Infine, l'ultimo importante messaggio: all'autorità giudiziaria minorile è demandato il compito di assumere decisioni eventualmente sindacabili nei successivi gradi di giudizio. Ovvero, si assume normale e di trascurabile rilevanza l'eventuale (o meglio, il certo, forse voluto) errore giudiziario. Questo è commendevole, dato che i figli verranno restituiti in un momento remoto, incerto e indeterminato, conseguendo così il presunto obiettivo di punizione extralegale che forse era stato fissato dalla procura pochi giorni dopo l'intossicazione.
Il comunicato del tribunale è una difesa dell'indifendibile: è la conferma di un ambiente triste e cupo, le cui azioni corrispondono allo sfacelo etico e morale che angustia la nostra società. Basta guardare gli occhi sfuggenti e mai un sorriso per vedere la miseria interiore. Si parla dei diritti dei fanciulli, del loro supremo interesse, senza sapere che il supremo interesse di un bambino è la felicità e vivere in un ambiente sano che stimoli la fantasia attraverso il gioco, suscitando la curiosità, offrendo esempi positivi, percependo amore e rispetto per il mondo che lo circonda. Invece sono stati circondati da megere che pensano al denaro e a un successo effimero, con comportamenti ipocriti, privi di amore e di rispetto, e li hanno rinchiusi in una prigione opprimente. Li hanno trattati come oggetti di poco conto, provati dei diritti che dicono di assicurare, violando la disposizione principale dettata dalla convenzione dei diritti del fanciullo di New York che nel preambolo dice:
Riconoscendo che il bambino, per il pieno e armonioso sviluppo della sua personalità, deve crescere in un ambiente familiare, in un clima di felicità, amore e comprensione.
Hanno distrutto l'ambiente familiare, spento la felicità, negato l'amore e operato con intransigenza e intolleranza. Vivano pure con vigilanza rafforzata e provino paura per l'aborro che loro stessi hanno generato. Nessuna commiserazione, solo profonda disistima e tanta pena per questo mondo che sprofonda in una nuova barbarie.
Allontanamento della madre, per una "nuova felicità"
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Di Franco Maloberti per ComeDonChisciotte.org
12.03.2026
Franco Maloberti. Professore Emerito presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Informatica e Biomedica dell’Università di Pavia; è Professore Onorario all’Università di Macao, Cina, dove è stato insignito della Laurea Honoris Causa 2023.
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Marco Fontana 14 marzo 2026
Può sembrare un'osservazione retorica, ma se il responsabile maximo della magistratura è un tizio da RSA conclamato, tutto ciò che ne discende non può che essere in decupito morale e materiale.
Il disprezzo per le Istituzioni marce, però, non basta. Come Natura insega, occorre potare, bruciare le fascine e farne concime per ciò che crescerà dopo.