EVITANDO IL PEGGIO

Come Don Chisciotte - Informazione indipendente dal 2003

DI PAUL KRUGMAN

nytimes.com

Sembra proprio che, dopotutto, non avremo una seconda Grande Depressione. Che cosa ci ha salvato? In sintesi, la risposta è il Grande Governo.

Per essere chiari: la situazione economica resta catastrofica, in realtà peggiore di quanto si sarebbe potuto pensare solo poco tempo fa. Da quando è cominciata la recessione il paese ha perso 6,7 milioni di posti di lavoro, e se teniamo conto del fatto che una massa crescente di popolazione in età lavorativa ha bisogno di un'occupazione sfioriamo adesso i 9 milioni di posti mancanti.



Non c'è stata inversione di tendenza nel mercato del lavoro: la leggera contrazione del tasso di disoccupazione rilevata il mese scorso è probabilmente l'effetto di una fluttuazione statistica. Non abbiamo ancora raggiunto il punto in cui la situazione comincia realmente a migliorare; per adesso possiamo rallegrarci solo del fatto che le cose peggiorano meno rapidamente.


Nonostante tutto, l'ultima infornata di rapporti economici suggerisce che l'economia si è allontanata dall'orlo del precipizio.



Solo qualche mese orsono, la possibilità di finire nel baratro sembrava quasi inevitabile. Il panico finanziario di fine 2008 era per molti versi paragonabile a quello bancario dei primi anni '30, e i principali indicatori economici (commercio mondiale, produzione industriale globale, quotazioni azionarie) stavano crollando a una velocità pari a quella del 1929-1930, se non maggiore.



Ma negli anni '30 le linee di tendenza continuarono a precipitare, mentre adesso sembra che, dopo un anno tremendo, la caduta stia finendo.



Cosa ci ha salvato da una replica della Grande Depressione? Con quasi assoluta certezza la ragione va cercata nel diverso ruolo del governo.



L'aspetto probabilmente più importante del lavoro svolto dall'amministrazione in questa crisi non è quello che è stato fatto, ma quello che non è stato fatto; a differenza del settore privato, il governo federale non ha ridotto drasticamente la spesa quando le entrate si sono contratte (quella delle amministrazioni locali e statali è una storia differente). Le entrate fiscali si stanno riducendo, ma la previdenza sociale onora ancora i suoi assegni, Medicare continua a rimborsare le fatture ospedaliere, gl'impiegati federali - dai giudici alle guardie forestali e ai militari - continuano ad essere pagati.



E tutto ciò ha sostenuto l'economia nel momento del bisogno, a differenza di quanto accadde nel 1930, quando la spesa federale rappresentava una percentuale molto più limitata del PIL. In altre parole, i deficit di bilancio, pessima cosa in tempi normali, sono ora un buon segno.



Oltre a svolgere una funzione stabilizzatrice "automatica", il governo si è mosso per ridar fiato al settore finanziario. Potrete dire che il salvataggio delle società finanziarie avrebbe dovuto essere gestito con procedure più efficaci, o che i contribuenti hanno pagato troppo e hanno ricevuto troppo poco: si può essere scontenti, o addirittura furiosi, per il modo in cui sono state condotte le operazioni, senza al tempo stesso negare che in assenza d'interventi la situazione sarebbe stata di gran lunga peggiore.



Il punto è che questa volta, a differenza degli anni '30, il governo non ha assunto una posizione di attesa mentre buona parte del sistema bancario collassava. E questa è una ragione in più per capire come mai non stiamo vivendo una seconda Grande Depressione.



Per finire, ma l'argomento non è marginale, sono stati i deliberati sforzi del governo a rimettere in moto l'economia. Sin dall'inizio avevo concluso che la portata dell'American Recovery and Reinvestment Act, il piano di stimolo messo a punto da Obama, era troppo limitata; stime ragionevoli suggeriscono però che, senza questo piano, un altro milione di persone (e il numero è senza dubbio destinato ad aumentare) sarebbe oggi senza lavoro e che lo stimolo ha svolto un ruolo importante nel fermare la caduta libera dell'economia.



Tutto considerato, il governo ha svolto un ruolo cruciale nello stabilizzare la crisi economica. Ronald Reagan aveva torto: qualche volta il problema è il settore privato, e il governo è la soluzione.



E non siete contenti che proprio adesso il governo sia in mano a persone che non lo odiano?



Non sappiamo quali sarebbero state le politiche economiche dell'amministrazione McCain-Palin, ma sappiamo comunque quello che ha detto l'opposizione repubblicana; la loro posizione si riduce a chiedere al governo di smetterla d'interferire con una possibile depressione.



Non sto parlando solamente di opposizione a qualsiasi forma di stimolo; i leader repubblicani vogliono anche sbarazzarsi delle procedure di stabilizzazione automatica. A marzo John Boehner, il capogruppo della minoranza dalla Camera, ha dichiarato che siccome le famiglie stavano soffrendo "era tempo che il governo stringesse la cinghia e lo facesse capire agli americani". Per fortuna il suo punto di vista è stato ignorato.



Sono ancora estremamente preoccupato per la situazione economica. Sussistono, temo, forti probabilità che la disoccupazione resti per molto tempo a livelli elevati, ma il peggio sembra essere passato: la catastrofe totale non appare più inevitabile.



E il Grande Governo, guidato da gente che ne capisce le virtù, è la ragione principale della nuova situazione.


Paul Krugman

Fonte: www.nytimes.com

Link: http://www.nytimes.com/2009/08/10/opinion/10krugman.html?_r=1&ref=opinion

9.08.2009

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CARLO PAPPALARDO


Copyright 2009 The New York Times Company

Paul Krugman, professore di Economia e Relazioni Internazionali alla Princeton University ed editorialista del The New York Times, ha ricevuto nel 2008 il premio Nobel per l'Economia. Ha scritto numerosi libri, tra cui The Conscience of A Liberal e il recente The Return of Depression Economics.

Commenti (29)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Nascondi area commenti 9 caricati
    1. rosacroce 14 agosto 2009

      un buffone delle banche.

    1. rosacroce 14 agosto 2009

      questo sistema è finito.
      lo dicono tutti gli analisti indipendenti.

    1. rosacroce 14 agosto 2009

      ti fai le pere?
      sei un illuso.

    1. Sassicaia 14 agosto 2009

      Finalmente un articolo che riconosce qualche merito ad Obama che,e' bene
      ricordarlo,e' entrato in carica forse nel momento peggiore della storia degli
      States e che si e' trovato a fronteggiare una crisi di cui non aveva colpe.
      Finalmente anche un articolo che riconosce che non si finira' inevitabilmente
      nel baratro come molte Cassandre sperano,ma si riuscira' ad uscirne entro
      il prossimo anno,del resto Francia e Germania,le due locomotive europee,
      sebbene in sordina,si sono gia' rimesse in moto.Meglio cosi'.

    1. ranxerox 14 agosto 2009

      Ma chi è? L'Emilio Fede d'america?

    1. rosacroce 14 agosto 2009

      ecco un altro giullare della corte del re(le banche).
      lui è competente e sa che la verità è un altra ,ma racconta storie divertenti che tirano su il morale della corte e del popolino.
      NESSUN PROBLEMA è STATO RISOLTO IN REALTà . IL SISTEMA STA SU(ANCORA PER POCO) UNICAMENTE PER IL DENARO STAMPATO DAL NULLA IN QUANTITà ENORME DA BANCHE E GOVERNI.
      presto arriverà il crollo delle valute ,dei titoli di stato e l'l'iperinflazione,e l'annientamento di tutti gli asset finanziari.
      CON UNA DEPRESSIONE STORICA ,CHE FARà IMPALLIDIRE TUTTE LE PRECEDENTI

    1. myone 14 agosto 2009



      Boh. Sembra che non abbia nulla da dire e da recriminare, solo che il geverno guadagna in virtu' e in punti e in solidita', e che ci sara' da aspettare per reintegrare i licenziati e i disoccupati.

      Grasias. Ora dormo tranquillo. CDC va a letto pure te, va. Con lui.

      O forse era ironia sulle virtu'. Ma lui ci capisce qualcosa sui soldi salva ricchi e ladroni?
      Quanto me?



      Mi sembra come una catena di montaggio, tutto va e tutto corre.

      Un ladro, un incidente, una sommossa, e si ferma la produzione.

      Su dai, iniziamo o qui salta tutto il meccanismo.

      Chiamano i rinforzi, aumenta la produzione per rinsaldare le perdite e il non prodotto, e via finche' no si arriva a un pari, e poi via con la ripresa in attivo.

      ( quando mai)

      Il brutto della faccenda, paradossalmente parlando, e' che si stanno riprendendo. La crisi, non ha toccato l' osso del collo. E' questa la disgrazia.

      Se con la crisi, sitema primario e militare funziona uguale, la cosa non e' mai successa.

      E' solo stata una distrazione degli affaristi, colpa della gente, troppo produttiva e intenta al benessere della vita altrui e propia,

      e cosi hanno fatto andare in tilt gli onerosi dispensatori di salute.

      Si sono ammalati. E dopo aver pagato scotto, con una bella scemata di dollari della gente, e pettinata un po' mondiale, ora possono continuare a lavorare per noi, anzi, per voi.

      Vedremo quando andranno in tilt totale, cosa chiederanno.

      E che profezie tireranno fuori.

    1. GCT 14 agosto 2009

      Da uno che è professore di Economia e Relazioni Internazionali alla Princeton University, editorialista del The New York Times, e che ha ricevuto nel 2008 il premio Nobel per l'Economia ci si può solo attendere analisi minimizzanti di questo tipo, che tuttavia fanno a pugni con le analisi, che appaiono quotidianamente su CDC, di altri economisti ancorché meno blasonati di lui.

      Come ha scritto ottavino a Carlo Bertani nel Post sui problemi energetici dell'Italia, L'ITALIA STA ANDANDO A FONDO: CHE FARE ?, credo si possa ripetere: Caro Krugman, il tuo sforzo è lodevole. Ma in fondo qual'è il tuo scopo? Fare in modo che si continui a vivere come viviamo. Fare in modo che lo shopping vada avanti, che la festa continui, che il luna park continui a girare. No grazie, non mi sforzo. Resto ad osservare lo spettacolo di una civiltà in agonia. Mi dà più soddisfazione. Ciao

    1. vimana2 14 agosto 2009

      Contento lui....di questo articolo insensato. uè krugman, il mondo è a pezzi e tu parli in stile fine 80! blah!

Visualizzati 9 di 29 commenti approvati.