Eurozona: nel mirino i risparmi delle famiglie

IL Ministro dell'Economia e Finanze francese Le Maire: "Oltre 10mila miliardi sui conti, avviamo l'unione dei mercati di capitali"

Eurozona: nel mirino i risparmi delle famiglie

La notizia è di qualche tempo fa, ma vale la pena ritornarci: in nome di crescita e ambiente, la dirigenza dell'eurozona punta al risparmio delle famiglie europee, con la scusa che tutti quei soldi "fermi" non facciano girare sufficientemente l'economia. La "geniale" idea è partita dal ministro dell'economia francese, ma non gli è stato dato sufficiente risalto a livello mediatico, anche se da più parti la notizia sta rimbalzando sempre più frequentemente, specie sui social e canali Telegram. In pratica, Parigi vuole imporci come investire i risparmi, con il supporto, ça va sans dire, di madame Lagarde, che auspica un'azione "dall'alto" verso "l'integrazione dei capitali". La menzogna di una EU "che non ha i soldi" persiste pervicacemente, e nasconde l'unica vera intenzione delle classi dirigenti: il ladrocinio sistematico della popolazione europea, specialmente quella italiana che detiene un risparmio privato che contribuisce alla composizione della ricchezza finanziaria nazionale, che nel 2023 ha superato quota 5mila miliardi.

Da eunews.com, 23 febbraio 2024

Bruxelles – L’Unione europea ha bisogno di soldi che non ha, quando ce ne sono tanti che dormono nelle banche e che potrebbero essere usati per finanziare l’economia. Sono i risparmi delle famiglie, fermi sui conti correnti e che si vorrebbe cercare di mettere in circolo per stimolare un’eurozona alle prese con esigenze di liquidità che gli Stati non possono garantire. Ed è in quest’ottica che occorre avviare quell’unione dei mercati di capitali ancora mancante. L’Eurogruppo che si è riunito a Gent (Nord del Belgio) per una sessione informale di lavori avvia un ragionamento cui si vuole dare seguito.

La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, offre numeri utili a capire la portata della sfida. “Dal 2031 serviranno 800 miliardi di euro l’anno se vogliamo soddisfare gli obiettivi europei di riduzione del 90 per cento di emissioni di gas a effetto serro entro il 2040″. Totale: ottomila miliardi entro il 2040. E poi, ricorda Lagarde, “servono 75 miliardi di euro l’anno per soddisfare l’obiettivo di spesa Nato del 2 per cento di Pil per la difesa”. Servono dunque “ambizione” ma soprattutto determinazione nell’azione politica. Terzo elemento numerico: “circa 250 miliardi di euro, pari all’1,8 per cento del Pil europeo, lasciano l’Europa per andare altrove, soprattutto negli Stati Uniti“.

C’è una ricchezza europea che non giova all’Europa. Fermare i soldi in uscita non appare possibile, e trovare i soldi che servono è tutt’altro che semplice. A livello di bilancio statale “non c’è molto denaro disponibile“, ammette Bruno Le Maire, ministro delle finanze francese. Ma di denaro disponibile fermo invece ce n’è, e a palate.

I risparmi degli europei ammontano a 35mila miliardi di euro, e un terzo, oltre 10mila miliardi, dormono sui conti bancari. Sono soldi che dormono e non lavorano, quando i soldi degli europei devono contribuire alla crescita, alla ricerca, all’occupazione”.

Dichiarazioni pubbliche molte delicate, quelle di Le Maire, che rischiano di creare malumori. Ma la chiave è tutta qui, nel saper

mobilitare i risparmi delle famiglie, che sono importanti per sostenere le nostre sfide“,

riconosce Vincent van Peteghem, ministro delle Finanze del Belgio, Paese con la presidenza di turno del Consiglio Ue. Sarà questa la chiave di volta. Ma andrà fatto per bene. Da qui l’iniziativa francese per un’unione dei mercati di capitali.

Le Maire porta a Gent la sua idea di un’unione dei capitali “su base volontaria” quale leva per smuovere il denaro che dorme sui conti bancari. Aperta a un numero ristretto di Paesi – “quattro o cinque sarebbe una buona base di partenza”, ragiona il ministro francese – e con l’Esma, l’autorità europea per i mercati e gli strumenti finanziari, nel ruolo di supervisore di Stati e istituti di credito. Quindi un prodotto di risparmio europeo, su cui occorrerà lavorare per definire requisiti e rendimenti. Terzo elemento della proposta una garanzia per la titolarizzazione, cosicché i titoli smettano di gravare sui bilanci delle banche e le banche possano prestare di più ai privati.

La Francia dunque prova a cambiare ritmo e passo. Le Maire vorrebbe progressi tangibili già quest’anno, “nel 2024”, e cerca partner. Il dibattito è avviato, il tema è sul tavolo. I prossimi mesi diranno, soprattutto ai titolari dei risparmi, come l’Unione europea e la sua eurozona decideranno di comportarsi.

Commenti (9)

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    1. Claudio Vescovi 30 aprile 2024

      Potrei essere d'accordo con questo individuo; peccato che della politica non mi fido; per cui proporrei a codesti signori di cominciare loro a mettere a disposizione i loro capitali, così da dare finalmente il buon esempio. Altrimenti si potrebbe a ragione sospettare che il popolo faccia i sacrifici e codesti individui si limitino ad incrementare i loro averi senza metterli a disposizione per il raggiungimenti di quegli obbiettivi che a parole docpno di voler raggiungere.

    1. Roberto Rey 28 aprile 2024

      Il 50% del denaro che dorme sui c/c concambiato in altrettanti "BondEU 0,50% scad. 2054"
      Così non sembra che ti abbiano derubato e i Bond puoi sempre venderli (magari a 25% di quotazione ma chissenefr.mica son soldi loro).
      Chiamasi : Prestito forzoso...........

    2. uomospeciale 29 aprile 2024

      Tenere troppi soldi sui c/c dopo amato, significa andarsela a cercare.
      Almeno le azioni in quanto pezzi di aziende non sono facilmente monetizzabili e aggredibili...
      Anzi colpire il mercato azionario è proprio l'ultima cosa che farebbero i governi schiavi dei mercati, e dell'economia.
      A ogni modo se si dovesse concretizzare il saccheggio, gli anziani e gli sprovveduti che non hanno diversificato gli investimenti e magari si sono fidati della posta o del consiglio della banca saranno i primi a restarci fregati.
      Mi viene in mente un tizio che passava da una crociera di lusso all'altra da anni con il preciso intento di dilapidare tutto prima della morte essendo servito e riverito H24..
      E mandava pure i video a figli parenti da tutti i posti più belli del mondo dicendogli:

      " Guardate come mi sto godendo quella che doveva essere la vostra eredità"....😂😁

    1. Primadellesabbie 27 aprile 2024

      Cancellatura mia.

    1. Deheb 27 aprile 2024

      Dove c’è la Francia c’è un casino per l’Europa….matematico.

      Ormai da tempo il TFR può essere “investito” in fondi pensione (col silenzio assenso poi) per cui la sete di capitali (privati) è gia presente.

      Bisognerebbe capire cosa intendono i capoccioni europei con il concetto di “integrazione dei capitali” ma sembra che le cose descritte siano collegate.

      Concetti buffi e grotteschi quali:
      “L’Unione europea ha bisogno di soldi che non ha…”
      e
      “…per sostenere le nostre sfide”
      vanno benone tanto la gente non sa niente.

      Se gli investimenti europei fossero attrattivi e remunerativi, almeno in prospettiva futura, i capitali non andrebbero in USA o altrove e/o non resterebbero fermi. Evidentemente la Green economy europea viene percepita come una “ciofeca” o roba simile. 800 mld l’anno per soddisfare le “loro sfide” da prendere a scatola chiusa, se fossi un possibile investitore me ne guarderei bene.
      Se volessero dei capitali da investire in nuovi progetti potrebbero benissimo fare i famosi EUROBOND invece di chiedere soldi ai privati. Cosa serve quella roba strana chiamata BEI?
      E poi siamo alla solita mentalità, l’offerta che crea la domanda: il volano per un’economia stagnante come quella europea (da 20 anni almeno) arriva dalla creazione un finto bisogno che tutti entusiasticamente dovrebbero (DEVONO) seguire. Geniale, successo assicurato.

      Infine:
      “cosicché i titoli smettano di gravare sui bilanci delle banche e le banche possano prestare di più ai privati.”
      Se le banche volessero prestare lo farebbero nonostante tutto, in special modo con tutti quei soldi depositati sui conti correnti, ma MANCA LA DOMANDA, oltre alla fiducia in un progetto di lunga durata con prospettive.
      E i privati perchè dovrebbero poi chiedere prestiti alle banche? Forse per comprare la macchina elettrica che tanto bene fa all’ambiente e all’economia? MAH!

    2. uomospeciale 27 aprile 2024

      CIT:

      " Ormai da tempo il TFR può essere “investito” in fondi pensione (col silenzio assenso poi) per cui la sete di capitali (privati) è gia presente. "

      Ma è vera sta cosa? Siamo già arrivati all'esproprio e al furto, allora...

      Comunque la gente tiene i soldi bloccati perché mancano le motivazioni sia nell'investirli, che nel darsi da fare.

      Prima tra tutti:

      La speranza nel domani.

    1. uomospeciale 27 aprile 2024

      Spendete tutto.
      Al massimo potranno sequestrarvi i debiti.😂

    1. clausneghe 27 aprile 2024

      Pensate un po che questi babbioni della Ueee pretenderebbero che la Russia "rispetti le regole" e lo urlano a gran voce, ora che Putin ha firmato il decreto per requisire banche e fabbriche Tedesche e Italiane tra le quali figura anche la Ariston..
      Ste scemi credono di imporre sanzioni, dare armi ai loro nemici e infine rubare l'oro e i danari dei Russi senza che questi reagiscano, e si offendono pure sorpresi se lo fanno.
      La Ueee è un carrozzone malandato guidato da idioti patentati che ci porteranno nel fosso. Ma prima tenteranno di rubarci tutto quello che potranno, specialmente se lo guiderà il lurido usuraio ghignante.

    1. Luca VFR 27 aprile 2024

      Qualcuno che si stupisce? Io nemmeno un po'. Dopo l'antipasto amatiano del 1992 e date le consizioni disperate in cui versa l'UE è il minimo che postesse accadere.

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