Etica e morale, fra materialismo, religione e fede

Etica e morale, fra materialismo, religione e fede

Di Tiziano Tanari per ComeDonChisciotte.org

Ero ancora poco più che bambino quando mia madre un giorno mi disse la fatidica frase: “Fai bene e ti troverai bene”; quella frase è diventata la stella cometa della mia vita e, da allora, il mio desiderio è diventato quello di “sentirmi bene”, ovvero, di sentirmi a posto con la mia coscienza. Da quel giorno, ogni mia scelta, ogni mia azione, doveva necessariamente orientarsi, volta per volta, verso quella che io ritenevo la “scelta giusta”. È necessario chiarirne il significato: la scelta giusta è quella che è giusta per tutti, non lede nessuno, è in armonia con l’universo che ci circonda. Questa esigenza nasceva decisamente da un’educazione cattolica che però mi aveva, sorprendentemente, sviluppato quella spiritualità interiore in embrione che mi faceva sentire la necessità di valori trascendenti, di un “principio ordinatore” superiore verso il quale tendere e da cui farsi guidare; le semplici norme religiose non rappresentavano un riferimento affidabile, non mi aiutavano a trovare la strada giusta. Questo rapporto si può immaginare possibile solo nella nostra struttura interiore, empatica, a cui la ragione può solo avvicinarci. La ragione ha un ruolo complementare importante poiché ci pone il problema dell’esistenza e, seguendo semplici processi logici, ci porta alla necessità di sperimentare la nostra esistenza secondo quei valori umani senza i quali non è possibile concepire una vita di senso, di relazioni e di comunità civili. Perchè è così importante, direi vitale, comprendere la possibile natura dell’etica? Perchè se non riconosciamo in essa il valore fondante della vita, non rimane che un’esistenza vuota preda del nichilismo che, per alcuni (molti), si trasforma in edonismo sfrenato o delirio di onnipotenza in cui non c’è più posto per altruismo, compassione, amore ma solo naturale istinto di potere, egoismo, prevaricazione e violenza.

Per meglio comprendere la logica che può giustificare la consistenza dell’etica, intesa come “energia reale che agisce”, possiamo rifarci ad un esempio già espresso in un precedente articolo (1) che qui riportiamo.

“In questo periodo di grandi conflitti, sociali economici e culturali, è importante e necessario richiamare l'attenzione sul concetto fondamentale della natura dell’etica intesa come punto di riferimento primario e imprescindibile: dove nasce, come si forma, ma soprattutto che cosa gli può dare un senso logico.

L’ultimo punto è il più importante, il più immediato e, forse, il più facilmente risolvibile, niente dogmi, valutazioni religiose o moralistiche, né tanto meno scientifiche, solo logica.

Alcuni anni fa, su un quotidiano nazionale, apparve un articolo che titolava:

“Può esistere un etica senza Dio?”; questa domanda sintetizzava, forse, il concetto fondamentale sul significato e sul senso della vita.

I valori possono esistere “in natura” come energia reale (il grande Adriano Olivetti le definiva “energie spirituali”) che orienta e spinge in una sempre maggiore e più elevata organizzazione (evoluzione) che tende verso l’armonia (e quindi verso Dio), oppure possono avere solo un valore relativo costruito dagli uomini, funzionale solo a una buona convivenza e alla sopravvivenza della specie.

In questo caso, li definirei relativi poiché diverse e svariate sono le culture con i loro rispettivi valori: non c’è un comune denominatore veramente aggregante, né tanto meno lo sono le religioni che con le loro “verità” di fede creano più elementi di conflitto che di unione in quanto, pare, che le “rivelazioni” siano state più di una e non proprio concordanti.

Trovo logica, a questo punto, la necessità di valutare il problema dagli unici due punti di vista possibili: da credente (persona di fede, in senso generale) o da ateo (laico sarebbe in questo caso termine improprio).

E’ importante questa distinzione in quanto ci pone da due punti di vista diversi e antitetici e ci permette di comprendere se, e in quale delle due visioni, l’etica trova una sua logica giustificazione.

Poniamo un esempio semplice: una persona camminando di sera in una strada deserta vede una grossa borsa a terra, la raccoglie e vi trova molto denaro con i documenti del proprietario. Si impone una scelta: applicare, o no, il valore dell’onestà e quindi della giustizia.

Valutiamo ora la risposta dai due punti di vista. Premessa: la strada era buia e deserta e la persona ha la certezza di non essere vista e, quindi, di non dover rendere conto a nessuno, soltanto a se stesso.

Punto di vista del credente: trovo logico che la persona restituisca i soldi, poiché il non farlo lo allontanerebbe dalla sorgente di verità e giustizia che rappresenta la vera essenza della vita, il legame “armonico” con la trascendenza; rifiutare i valori vuol dire rifiutare di partecipare alla “vera” vita. Quindi meglio rimanere in “armonia” con Dio che andarsi a spendere qualche decina di migliaia di euro in futili e caduche cose materiali (non parlo, in questo caso, di timore di Dio, paura dell’inferno, ecc., parlo di essere in armonia con Dio).

Punto di vista dell’ateo: trovo logico……che se li tenga; non vedo un motivo plausibile che imponga di rinunciare a tanti soldi che potrebbero migliorare la qualità della sua vita, e' la sola che ha e, per lui, è l’unica che conta.

Conclusione: senza un legame a una realtà superiore o altro rispetto a questa vita, i valori non trovano in sé una logica intrinseca che li giustifichi.

Secondo questo ragionamento, se condiviso, una persona profondamente etica, o possiede una fede in un Dio che la giustifichi o, se coerente, dovrebbe abbandonare i suoi valori come ideale di vita e seguire una logica esclusivamente utilitaristica e, quindi, egoistica. Sono, come tanti, una persona "in ricerca", ma credo che una vita senza valori sia inaccettabile e che i valori medesimi non possano avere senso se scollegati a un “principio ordinatore superiore che agisce”, inteso come manifestazione tangibile di un Dio trascendente”.

Potremmo concludere che “non può esistere un’etica senza Dio” poichè solo attraverso questa relazione è possibile concepire i valori universali come espressione di una realtà superiore che ne costituisca la sorgente e le infonda quell’energia vitale che “opera” secondo un “principio ordinatore”. Il Logos è questo: il Pensiero che crea, secondo una logica prestabilita, coerente con un solo valore supremo che non può che tendere all’Armonia; è solo quando si opera in armonia con il mondo che ci circonda che capiamo il significato del concetta di “scelta giusta”, di ciò che è buono e, se è buono, lo deve essere per tutti come Kant ci insegna (2). Questo processo è magistralmente espresso nei Vangeli in cui viene spiegato che l’energia vitale creatrice, lo Spirito Santo, se accolta nell’animo umano, lo plasma e lo eleva verso il bene. Questa è la testimonianza insuperabile che ci viene trasmessa dalla figura di Gesù: è la sua umanità perfetta che lo eleva alla condizione divina del Padre. E’ importante qui sottolineare la differenza fra fede e religione: la prima è un sentimento interiore che ti porta a credere con fiducia a un Dio universale con il quale si ha un contatto dinamico ma diretto; la religione si basa esclusivamente sul rispetto di dogmi praticamente tutti indimostrabili ma che bisogna accettare ciecamente.

In molti pensano che non sia più proponibile ritenere che norme religiose create dagli uomini, peraltro completamente diverse e in contrasto fra loro, possano rappresentare un punto di riferimento valido e certo in un percorso esistenziale così complesso. Le religioni, che, anche oggi come in passato, sono più fonte di divisioni e alibi per i peggiori crimini (al grido di: “è Dio che lo vuole”), devono raccogliersi in un percorso comune che sappia sviluppare quella spiritualità che oggi vediamo sempre meno presente nella società moderna ma che rappresenta la dimensione ultima e più elevata dove l’anima si può realizzare. È necessario che rinasca quella sensibilità umana di condivisione e compassione verso l’altro senza la quale non si può costruire una società civile. È il sentimento di compassione che spinge all’indignazione verso le ingiustizie; è il sentimento di giustizia che ci rende refrattari all’egoismo e alla prevaricazione; è il sentimento di pietà che ci impedisce di commettere violenze e ci orienta all’altruismo. Il comune denominatore di una personalità etica è il SENTIMENTO, non le regole o le imposizioni, né tantomeno i dogmi. Questo dovrebbe essere l’obiettivo fondamentale della religione: contribuire a creare un animo sensibile a quei valori umani i quali possono essere giustificati solo da una Sorgente Trascendente che però, se esiste, noi non conosciamo; abbiamo avuto tante testimonianze, informazioni, teorie ma nessuna inconfutabile. Nessuno di noi ha avuto una rivelazione diretta, solo informazioni riportate nei secoli e, spesso, non sappiamo neanche da chi. Ora sorge spontanea una riflessione: oggi, 2000 anni d.C., abbiamo un livello di informazione totalmente corrotto; i potenti del mondo hanno monopolizzato i media e li utilizzano come il più potente strumento di manipolazione di massa; siamo sicuri che, anche nei secoli passati, la storia non sia stata orientata verso false realtà funzionali al potere? A questo punto, credo che a qualsiasi persona di buonsenso, e dotata di un po’ di logica, non rimanga che……affidarsi a Dio. Ma in che modo e dove possiamo cercare un rapporto diretto con Dio? Sicuramente solo sul piano interiore, nel nostro intimo, perché con la sola ragione non possiamo che rimanere immobili davanti al mistero. I Vangeli ce lo raccontano come una verità: “O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi?" (1Cor 6,19). A questo punto, l’unica dimensione in cui sperimentare la ricerca di Dio, è quella interiore, il regno della spiritualità. Esistono tante forme di spiritualità che hanno come punti di riferimento, oltre alle religioni monoteistiche, anche altre filosofie orientali di grandi tradizioni culturali. Fra tutte, personalmente, trovo nel messaggio evangelico la proposta che più si armonizza con la nostra natura umana: la qualità fondamentale che caratterizza il Dio, Padre di Gesù, è l’Amore (Agape). Gesù ci insegna, come ci tramandano gli Evangelisti, che Dio ci ama incondizionatamente e per questo è attratto non dai nostri meriti, ma dai nostri bisogni; l’Amore di Dio, come l’amore di un Buon Padre, non deve essere meritato (come ci insegna la religione) ma deve semplicemente essere accolto. La sua energia vitale ci potenzierà verso il bene elevandoci verso la condizione divina. Per entrare in sintonia con Dio, dobbiamo solo cercare di esprimere il nostro potenziale di bene; amando gli altri, manifestiamo la stessa qualità di Dio che ci rende consustanziali a Lui, della stessa “sostanza” del Padre, l’Amore, e questa condizione ci condurrà alla “vita eterna”. Non so se questo meraviglioso messaggio di speranza e di insuperabile dignità per l’intera umanità sia vero o no, ma la sua insuperabile bellezza mi induce a pensare che la vita possa essere sperimentata solo secondo questa logica metafisica, l’unica, per me, plausibile, in quanto coerente con la realtà antropologica nella quale siamo immersi. L’alternativa è il relativismo etico, privo di qualsiasi significato universale; tradizione e morale si mescolano in un universo di combinazioni tutte incompatibili tra loro. Il potere ha sempre lavorato sulla manipolazione delle menti sfruttando il limite della natura umana, soprattutto sulle caratteristiche di condizionabilità dell’individuo togliendo sempre più spesso ogni capacità intellettiva di autodeterminazione e libero arbitrio. La persona, privata di una sua struttura empatica e valoriale, diventa preda dei suoi istinti più primordiali e quindi capace di qualsiasi efferatezza. Il male non è una scelta, è l’effetto del nulla, dell’assenza completa di bene e soprattutto dell’incapacità (sempre più indotta) di provare sentimenti umani di compassione e di giustizia: “Se Dio è morto, tutto è permesso?” (F. Dostoevskij ne “I fratelli Karamazov”). È alla luce di questo perverso meccanismo di inibizione dello sviluppo individuale che possiamo interpretare questa involuzione antropologica che oggi, nell’era della scienza e della conoscenza, ha raggiunto altissimi livelli di ignoranza e disumanizzazione, una pericolosissima ipoteca sul futuro dell’umanità.

Tenteremo, in un prossimo articolo, di analizzare gli effetti di questi processi antropologici/sociali del nostro tempo e di questo “nulla” che ci circonda, ci assale e che presto ci potrebbe distruggere.

Di Tiziano Tanari per ComeDonChisciotte.org

08.07.2024

NOTE

1-Harari: come il nostro tecnocapitalismo vi ha ucciso l’anima - Come Don Chisciotte

2-La filosofia di Immanuel Kant: il criticismo e l'imperativo categorico - WeSchool

Commenti (95)

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    1. Agatino 9 luglio 2024

      o altro rispetto a questa vita, i valori non trovano in sé una logica intrinseca che li giustifichi.>

      E qui è meglio essere molto cauti. Teniamo conto che il libero arbitrio ci consente di scegliere tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre, tra Dio e Satana e non esiste una terza via. I grandi padroni/burattinai che hanno sempre ingannato, schiavizzato, martirizzato, ucciso (come in questo periodo) che noi chiamiamo “élite” ma che non sono altro che satanisti, hanno capito bene che il loro potere e ricchezza deriva dall'amare e mettere in pratica il male assoluto, e quindi all'obbedire ciecamente al loro “dio” infernale; ed è questa la logica intrinseca che, per loro, li giustifica nella millenaria lotta tesa alla distruzione di tutta l'opera di Dio. Se vogliamo ritornare all'esempio del portafoglio: il satanista è quello che prende il portafoglio poi va a casa del proprietario, lo uccide e gli ruba tutto il resto.

    2. Tiziano Tanari 10 luglio 2024

      Sulla questione del libero arbitrio ho forti dubbi; consideriamo gli infiniti condizionamenti che abbiamo fin dalla nascita; il nostro modo di leggere il mondo è viziato da questi veri e propri bias cognitivi che ci impediscono, spesso, anche di riconoscere le verità più semplici e oggettive. Ę per questo motivo che sarebbe, secondo me, indispensabile che esistessero “forze spirituali” alle quali aprirsi per essere sostenuti e orientati verso il bene e la giustizia. Diversamente, il nostro libero arbitrio sarebbe modellato, ormai, solo dai grandi poteri manipolatori che ci sovrastano.

    3. absitiniuriaverbis 11 luglio 2024

      Scrivi "Ę per questo motivo che sarebbe, secondo me, indispensabile che esistessero “forze spirituali” alle quali aprirsi per essere sostenuti e orientati verso il bene e la giustizia"
      Personalmente, mentre mi pare che tu lo escluda, ritengo che si possa, seppure con notevole dispendio di energie e tempo, informarsi (che è diverso da abbeversrsi a fonti di regime) per cercare di discernere secondo coscienza.
      La salvezza interiore a poco prezzo non esiste. Diventare adulti invece costa.

      Scrivi "Diversamente, il nostro libero arbitrio sarebbe modellato, ormai, solo dai grandi poteri manipolatori che ci sovrastano"
      Vero ma solo se non si vuole fare fatica.
      Scegliere tra menù pre-organizzati è comodo, molto comodo. Ma prevede l'assenza, senz'altro voluta da chi controlla, di spirito critico.
      Vivere la vita non è solo respirare.

    1. Teopratico 9 luglio 2024

      Non so nemmeno io, l' esempio del portafoglio, del denaro, secondo me non conduce molto lontano. Rispondo con un testo, cantato da Modugno, di Pasolini:
      " Il derubato che sorride ruba qualcosa al ladro/ ma il derubato che piange ruba qualcosa a se stesso".

    1. gix 9 luglio 2024

      Non la metterei dal punto di vista esclusivamente religioso, di fede; meglio, ne farei più una questione di valori in se, dando per scontato che non c'è di sicuro nulla di male, per chi ne sente il bisogno, di affidarsi ai precetti religiosi, se li ritiene necessari per darsi una propria regola etica. Quindi, sulla questione se i valori di convivenza e di rispetto reciproco, siano inevitabilmente basati sull'amore universale come declinazione del Dio trascendente, se ne può discutere quanto si vuole. Mi interessa però di più provare a capire (prima di tutto, cioè prima della radice spirituale ultraterrena) l'aspetto della considerazione dei valori e degli ideali come principi per una presunta rettitudine e correttezza dell'esistenza umana terrena. Ai tempi di Dio, Patria e Famiglia, la questione era semplice: per tenere la gente legata e solidale, ma anche per poter utilizzare i popoli in nome (e per conto) di certi valori, l'appartenenza e il loro rispetto era fondamentale. Ancora oggi, nel mondo attuale disgregato e privo di riferimenti, la forza morale di quei popoli che perseguono in maggioranza e senza ombra di dubbio certi principi, appare più che evidente, anche a coloro che lo contestano. Quindi, se ne può dedurre che gli stessi poteri che hanno sfruttato a proprio vantaggio la naturale propensione umana verso l'identificazione e l'osservanza di principi ed ideali comuni, oggi puntino (almeno in alcune zone del mondo) a demolire la forza di tali valori. Forse è questo che occorre provare a comprendere, per dare un senso alla esperienza di vita materiale: capire l'importanza dei valori etici per comprendere se l'uomo è fatto per vivere la propria esperienza di vita insieme agli altri (come in effetti appare) oppure da solo.

    1. gianB 9 luglio 2024

      A un "non possiamo non dirci cristiani" non mi rimane che dire se il "Peccato Originario" ancora esiste (il progresso fa "miracoli"), bisognerebbe chiamarlo Ipocrisia Originaria ed è quella che si crea con la con-fusione che si fa tra il dio ontologico ed il dio delle "sacre scritture".
      Meglio ancora, più corretto sarebbe dire con-fusione con gli dei della "mitologia" sumerica da cui la narrazione delle "sacre scritture" é stata derivata.
      Me ne saranno grati i seguaci delle "sacre scritture" di averli "graziati" dalla unica paternità della suddetta "ipocrisia originaria" ricadendo quindi, dopo la suddetta precisazione, su tutti coloro che considerano le narrazioni sumeriche pura fantasia mitologica priva di un contenuto reale, perpetrando un' idea di religiosità sumerica simile alla nostra moderna mediante la sostituzione ed assimilazione del termine Signore con il termine Dio.
      Per essere più chiari, Signore era lo stesso termine usato dagli schiavi nei confronti dei loro padroni.
      Per quanto riguarda l'etica, permettermi di riportare un piccolo estratto da History Begins at Sumer- S.N.Kramer- PENN (prima ed. 1956). Dal cap.14, Etica. I primi ideali morali, pag.105:
      "I concetti etici sumeri erano dominati dal dogma che l'uomo era stato modellato con creta per servire gli dei. Questa coerente evidenza deriva principalmente da due miti. Uno é interamente dedicato alla creazione dell'uomo. L'altro consiste in gran parte nella disputa tra due deità minori, ma contiene una introduzione che dà una esatta descrizione del motivo per il quale l'uomo fu creato."
      Ovvero per servirli come schiavi, da qui il termine Signori o Signore.

    2. lazarovici 9 luglio 2024

      "siamo fatti tutti della stessa creta" (Pasternak)

    3. sbregaverse 9 luglio 2024

      Ah ecco l'etimo è creta , e non è cretesi.

    1. sbregaverse 9 luglio 2024

      Ho avuto a che fare con un signore (¿?) che, in particolari circostanze, per saggiare il prossimo, faceva cadere sul pavimento ( a me capitò sulle scale di casa mia quando venne per una discussione di lavoro e non ci conoscevamo) 50 €.
      Banconota non troppo grossa nè piccola che valeva la pena perdere per misurare l'interlocutore.

    2. sbregaverse 9 luglio 2024

      Per i più curiosi : gli telefonai dicendo del ritrovamento e che la banconota non poteva essere che sua non avendo avute altre visite nel frattempo.

    1. sbregaverse 9 luglio 2024

      Quante scuse : etiche^estetiche^atee^religiose^gnostiche^
      agnostiche, andiamo escodigitando, per NON perdonare e donare ¿^?

    2. lazarovici 9 luglio 2024

      hoc habeo quodcumque dedi (Seneca, de Beneficiis)

    3. sbregaverse 9 luglio 2024

      È quel Seneca che s'è tolto lo sfizio e l'impaccio ¿?

    4. lazarovici 9 luglio 2024

      si, caro Lucio Domizio Enobarbo, è proprio lui

    5. sbregaverse 9 luglio 2024

      Sed hoc ( est ) quia nascitur.

    1. BrunoWald 9 luglio 2024

      Però se ci pensi è strano che nella Bibbia il Frutto Proibito non sia l'omicidio, il furto, la menzogna o l'usura, ma bensì la conoscenza... Strano, ma non sorprendente.

      "“Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero gli occhi vostri e diventereste come Dei, conoscendo il bene e il male” (Genesi, 3:5).

      E non mentiva, il Serpente. Infatti:

      "“Il Signore Dio disse allora: «Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva per sempre!»” (Genesi, 3:22).

      A me sembra uno di quei film in cui non è chiaro per niente chi fosse il cattivo.

    2. Giudice Holden 9 luglio 2024

      Infatti il serpente è il simbolo della conoscenza nello gnosticismo.

    1. Bertozzi 8 luglio 2024

      E se è il tuo Dio a chiederti di uccidere? Potremmo parlare di Abramo come di altri episodi biblici su cui sarete più esperti di me, o di vicende storiche, robetta da niente tipo le crociate o le guerre di religione. O perché no, le azioni che quotidianamente vengono concesse in Israele. Pure loro ti dicono che lo fanno per il loro Dio.
      A quel punto è l'ateo che diventa il santo. A quel punto preferisco i senza Dio, eh no mi direte, quello non è il vero Dio, e allora si finisce nel gorgo cos'è il vero Dio e buona notte al secchio.
      La virtù non c'entra niente con Dio. Nel buddismo dio non c'è, eppure non mi pare si possa dire che è senza etica e senza morale. Giusto per fare un esempio.

    2. lazarovici 9 luglio 2024

      La religione? Aveva ragione Napoleone. La religione è solo quello che impedisce ai poveri di ammazzare i ricchi. Confucio dice: "sii come il legno di sandalo, che profuma chi lo percuote". Cristo: "A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica.". I malvagi ringraziano.

    3. sbregaverse 9 luglio 2024

      Perdona loro perchè non sanno quello che fanno.
      Se vuoi essere perfetto.....

    1. Nonso 8 luglio 2024

      Nonso da dove cominciare:
      dalla distinzione credente/ateo?
      dall'occasione che fa ladro l'uomo ladro?
      opppure se se dal fatto che un credente, alla luce di quanto scritto e pubblicato, vada a cercare la "logica giustificazione" all'applicazione dei valori più alti dell'etica, trovandola, peraltro, in una non meglio specificata "spiritualità".

    1. Giudice Holden 8 luglio 2024

      Dostoevskij diceva: senza Dio, tutto è permesso. Eppure ci sono dei valori universali che prescindono da ciò, e che accomunano credenti ed atei: coraggio, lealtà, generosità, sincerità, sono riconosciuti universalmente come positivi. Slealtà, menzogna, tradimento, codardia, come negativi.
      Quindi non è il credere in Dio o meno a fare la differenza tra gli uomini.

    1. IlContadino 8 luglio 2024

      Leggendo mi è venuta in mente questa storiella, l'ho ascoltata da un signore che la usava per spiegare che non sono tanto le azioni che compiamo ad avere poi effetto sulla nostra vita, quanto le intenzioni con cui compiamo le azioni stesse.

      Un tizio è alla fermata del tram, accanto a sé ha una persona. Il tizio guarda in terra, banconota da 200 euro, è caduta dalla tasca bucata della persona che ha accanto. Il tizio fischiettando mette un piede sopra la banconota, aspetta quindi che la persona si allontani dopo aver preso il tram, poi felice e giocondo se la mette in tasca.
      Medesima situazione, tizio alla fermata dal tram con persona accanto a sé. Il tizio si accorge della banconota da 200 euro in terra, è convinto che la persona che ha accanto l'abbia persa, invece è sua, è caduta a lui, ha la tasca bucata ma non lo sa, fischiettando mette un piede sopra la banconota, attende che la persona si allontani sul tram, quindi felice e giocondo se la mette in tasca.

      Apparentemente le due situazioni sono diverse, in un caso il tizio si appropria di qualcosa che non è suo, nell'altro no, il tizio raccoglie semplicemente i suoi stessi soldi, ma a ben guardare l'intenzione con la quale il tizio si relaziona col mondo che lo circonda è la stessa, non è per niente bella, ed è con quella che lui stesso si troverà a dover fare i conti, prima o poi.

    1. Jimbo 8 luglio 2024

      Non concordo sull'ultima parte.
      Il Male é sempre esistito, non ci vedo una involuzione antropologica.
      Forse qui da noi c'é maggior individualismo che porta a maggior disumanizzazione, ma potrebbe essere un problema prevalentemente uccidentale.
      Mi permetto un riadattamento... Tutto é permesso ed é sempre stato permesso, quindi Dio é morto ?
      Poi c'é un secondo punto sul quale ho una diversa opinione: la suddivisione (che fanno quasi tutti) tra atei e credenti.
      Penso che (escludendo gli indifferenti) la suddivisione sia da fare tra quasi-credenti e quasi-atei.
      Nessuno suppongo abbia la certezza dell'esistenza o meno di Dio.

    1. Ummon 8 luglio 2024

      L'empatia purtroppo è una base molto fallace per l'etica: empatizziamo soprattutto con quelli che riconosciamo più simili a noi e giudichiamo molto più severamente gli altri.

      La cosa parte perfino a livello neurologico ancora prima che culturale: c'è un esperimento celebre in cui si registra la reazione dello spettatore all' immagine a schermo di una mano che viene trafitta da un ago; un bianco reagisce molto più intensamente a una mano bianca rispetto a una mano nera (e viceversa); è stata inserita come condizione di controllo una mano viola , e conferma la regola generale.

      A livello culturale è eclatante: nostro figlio è innocente (o almeno: lo _capiamo_, nel senso che comprendiamo a livello profondo il suo sentire) anche se lo troviamo con un coltello insanguinato in mano; storicamente ogni popolo sostiene i propri soldati anche (soprattutto?) quando massacrano "gli altri".

      Il confronto con l'ateismo non merita più di due parole di commento, che sono rispettivamente "Immanuel" e "Kant".

    1. PietroGE 8 luglio 2024

      Guarda che si sta parlando di etica, cioè di principi di comportamento collettivo in un contesto sociale. Il 'buonismo' personale non è in discussione.

    1. Jimbo 8 luglio 2024

      Tanti spunti, mi limito a qualche osservazione.
      1) Anche mia madre mi diceva la stessa frase, io mi sono trovato bene ma anche i Fauci, Trudeau, chi vende armi ai terroristi, chi provoca guerre, chi sfrutta gli operai si é trovato bene.
      2) io sono a posto con la mia coscienza morale ma anche Loro.
      Nonostante stragi e soprusi.
      3) la scelta giusta che non leda nessuno é qualcosa di bellissimo ma nella realtá piú si é consapevoli di quello che succede nel mondo piú é difficile per poi diventare impossibile; ci si scontra col non far niente mentre Loro, con la coscienza a posto, uccidono migliaia di persone.
      Piú si conosce, piú si é responsabili, piú diventa impossibile scegliere non facendo del male.
      4) un esistenza vuota in preda ad edonismo ed egoismo sembra nichilista, concordo, ma poi se sì osserva .. milioni di persone vivono cosí, i piú ricchi e potenti sicuramente e milioni ambiscono a tutto ció.
      5) l'etica esiste sicuramente anche senza Dio, penso peró che in un mondo senza Dio alla lunga si perderebbe.
      In questa fase il credere in Dio, il ricercarlo, serve eccome, non dico sia utile che lo facciano tutti ma una buona percentuale si.

    2. ric 9 luglio 2024

      basterebbe rispettare i 10 comandamenti....semplici , pratici, inequivocabili . sono poi solo 10 .

      ma siamo riusciti a stravolgerli tutti completamente con le leggi civili , i comma , le varianti , e le interpretazioni di convenienza .

    1. PietroGE 8 luglio 2024

      Già le differenti concezioni di Dio delle diverse religioni generano un'etica non univoca, senza Dio siamo in balia del relativismo totale e quindi del nichilismo. Un'etica della natura non esiste. "Il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me" secondo me è una illusione, o meglio, la frase va bene solo per cielo stellato, una legge morale personale è un controsenso perché l'etica esiste solo in un contesto sociale e deve essere condivisa. Il riferimento a Dio assolutizza il concetto di etica e la rende valida e necessaria per la convivenza sociale.

    1. LuxIgnis 8 luglio 2024

      L'interpretazione gnostica interpreta quel passo invece come una liberazione dal demiurgo tiranno.
      Perché se è anche vero che come si dice l'ignoranza è beatitudine è anche vero che non ti fa fare un solo passo in avanti e rimani sempre lì.
      Una prigione anche con tutte le comodità possibili è pur sempre una prigione.

    2. sbregaverse 9 luglio 2024

      Canoscenza.
      Lectio difficilior.
      Scemenza.
      Ibidem.
      Eh sì prima bisogna annientare : lonza lione lupa.

    1. Tiziano Tanari 8 luglio 2024

      Non avendo fiducia cieca nell’Antico Testamento, non riesco a prenderne la narrazione come riferimento certo. È per questo che ritengo come unico percorso sperimentabile quello espresso nei Vangeli dove il rapporto con Dio è diretto mediato solo dalla sua Energia Vivificante che nel cristianesimo è rappresentata dallo Spirito Santo. Nel Vangelo di Giovanni viene sottolineato che “Nessuno ha mai visto Dio, solo Gesù ne è stato la sua testimonianza”. Pensare che ci sono uomini, a me sconosciuti, che mi raccontano la “parola di Dio”……mi lascia alquanto perplesso. Nel dubbio, preferisco affidarmi direttamente a Dio.

    2. Giudice Holden 9 luglio 2024

      Ho letto il Nuovo Testamento più volte, e francamente l'immagine di Gesù non mi ha convinto. Certo, ci sono diversi momenti alti, però... quando scaccia la povera donna cananea perchè non ebrea (usando tra l'altro una frase particolarmente offensiva), quando predica l'inferno per chi non crede alle sue parole, quando preannuncia imminente il suo ritorno (cosa creduta dai primi cristiani e da Paolo nelle sue lettere), quando maledice il fico. Non so... sarà che nutro aspettative un po' più alte verso chi si proclama Dio (ed in Giovanni è evidente che lui lo faccia).

    3. absitiniuriaverbis 9 luglio 2024

      ... in effetto sono molte le perplessità.
      Onestamente ritengo che, da qualunque fonte provengano i messaggi, quello che è arrivato è un misto di traduzioni di traduzioni di traduzioni di emendamenti ed aggiunte di convenienza a partire da una lingua morta.
      Tanta fatica per non fare fatica a trovare le risposte in noi stessi.

    4. LuxIgnis 9 luglio 2024

      Prova a leggere gli apocrifi. Ti si aprirà un mondo...
      Magari non ti piacciono anche ma sono anche molto diversi dai canonici.

    5. LuxIgnis 9 luglio 2024

      Nel Zuang Zi (Chuang Tzu) c'è una storiella che si chiama "la feccia degli antichi" ed è deliziosa che tratta appunto di come tutti i libri antichi come la Bibbia per noi sono solo "feccia". Per chi non lo sa la feccia non è solo un termine spregiativo ma vuol dire posa, cioè quel che rimane sul fondo di un vino, un aceto, un olio non filtrato.
      E il discorso è lungo sul perché sia così.
      Provo a fare un elenco.

      1) Sono lingue antiche e morte che sono molto difficili da comprendere e quindi da tradurre. Tradurre è difficilissimo. Quindi molti errori possono accadere.
      2) Sono libri scritti e trascritti, di cui difficilmente abbiamo gli originali. La trascrizione allora avveniva manualmente. La possibilità di errori (e di manipolazioni) è molto alta. Basta una lettera o un virgola al posto sbagliato e cambia tutto.
      3) Le parole non sono solo segni su un pezzo di carta o su un papiro. Esprimono concetti. Per capirci traduciamo questi concetti in parole. Ma un concetto è unico di per sé, mentre la parola è universale. Cioè quello che intendo io con quella parola non è proprio uguale a quello che intendi tu.
      4) Questi concetti risentono enormemente del contesto in cui abitano. La stessa parola ha un valore diverso a secondo del tempo e del luogo in cui viene usata.
      5) Molte cose, specialmente quelle spirituali sono inesprimibili con le parole, devono essere percepite direttamente. Le parole possono essere al limite come dei cartelli stradali che indicano la direzione, ma non sono il punto d'arrivo o di partenza (il concetto).

      Faccio un esempio banale tratto dai vangeli.
      La famosa frase "se non cambierete e diventerete come bambini non entrerete nel regno dei cieli".
      A volte viene tradotta con "se non vi convertirete". Tecnicamente non è sbagliato; convertire vuol dire cambiare. Ma convertire richiama alla mente immediatamente un concetto religioso. Il convertirsi a una religione, mentre il cambiare no.
      In più ho il sospetto che il termine originale visto che i vangeli sono dal greco sia "metanoia". Metanoia vuol dire convertire ma vuol dire molto ma molto di più. Indica un processo mentale ben specifico non un semplice cambiamento o una conversione. È un vero e proprio cambio di paradigma, quello che, rifacendomi all'articolo di Valentina Bennati "guarire è cambiare", ti porta a una trasmutazione totale dell'essere e quindi, nel caso, alla guarigione.

    6. absitiniuriaverbis 9 luglio 2024

      Certamente e ne ero al corrente.

      Immagina un traduttore che tra qualche secolo trovi un pezzetto di un articolo in italiano che recita 'e ci trovammo in un casino'.
      Ora, se non hai modo di sapere almeno il periodo storico a cui il pezzo di articolo si riferisce sei nei guai a capirne il significato...

    7. Giudice Holden 9 luglio 2024

      Ho letto il Vangelo di Tommaso. Lì in effetti l'immagine è diversa, ricorda un manoscritto Zen.

    8. Giudice Holden 9 luglio 2024

      Vero, ma d'altronde l'unica fonte (oltretutto non storica) che ci permette di giudicare la figura di Gesù sono proprio i Vangeli. E da essi a me non arriva l'idea di una figura divina.

    9. Giudice Holden 9 luglio 2024

      Credo che l'esempio più famoso sia quello del cammello nella cruna dell'ago, assolutamente senza senso. In realtà era una gomena.

    10. LuxIgnis 9 luglio 2024

      Si ma quello è il meno influente, poiché bene o male il senso si capisce e rimane inalterato.
      Nell'esempio che ho fatto io è ancora peggio perché il senso prende una direzione che non ha.
      Avevo letto un libro in inglese di cui ora non ricordo il titolo che era tutto improntato sugli errori, sulle possibili manipolazioni, sulle trascrizioni errate, sulle probabili aggiunte, e altro, dei vangeli.
      E ce n'erano di cose.

      Trovato:
      Misquoting Jesus: The Story Behind Who Changed the Bible and Why

    1. LuxIgnis 8 luglio 2024

      Oddio mi son fermato solo al punto della borsa trovata per strada.
      Dico solo questo e se fosse stato Dio a farti trovare quella borsa presupponendo che ti trovi in difficoltà economica? Pensate che Dio non lo faccia? Come la mettiamo?

      Secondo ma non è assolutamente vero che un ateo se li tiene i soldi. Nella storia umana vi è stata una serie di popolazioni che credevano o non credevano a un Dio, o avevano un'immagine molto diversa dalla nostra. O ne credevano a molti. Alcuni che magari gli dicevano di fare sacrifici umani. Ma un'etica ce l'avevano. Avevano sempre regole di comportamento e di giustizia sociale. Diverse l'une dall'altre ma esistevano.
      Non credo che l'onestà appartenga di più a chi crede rispetto a chi non crede.

    2. Giudice Holden 8 luglio 2024

      Concordo. Anche perchè se ne possono fare tanti di esempi su credenti che si terrebbero tranquillamente la borsa.

    3. Tiziano Tanari 8 luglio 2024

      “Intendo qui puntualizzare, poiché può sorgere un fraintendimento, che non ritengo gli atei dei delinquenti o potenziali criminali, anzi, le persone migliori e di animo buono le ho trovate molto più frequentemente in persone che si ritenevano non credenti (come la Parabola del Buon Samaritano dei Vangeli insegna)”.
      Questa puntualizzazione l’ho riportata dall’articolo precedente a cui faccio riferimento; non intendo dire che gli atei non possono avere un’etica universale, cioè rivolta a tutti; ho voluto sottolineare che senza Dio, è tutto relativo e in una vita solamente terrena, la logica naturale dovrebbe essere utilitaristica: vivo meglio che posso qui…….in “qualsiasi modo” possibile.
      Mi piacerebbe che arrivasse alla fine dell’articolo e un suo nuovo commento.

    4. LuxIgnis 8 luglio 2024

      Si questo lo sapevo. Volevo solo puntualizzare che anche senza Dio si può vivere benissimo. Il fatto che tutto sia relativo non deve spaventare e ricorrere per forza a mettere il cappello su qualcosa che riteniamo assoluto.
      L'assoluto esiste anche ma per prima cosa non abbiamo nessun modo di comprenderlo e per seconda cosa sono proprio le cose relative che ci conducono all'assoluto. Non ci sono altre strade.
      Anzi le dirò di più, sono proprio tutte le cose relative insieme che fanno l'assoluto. Quando si capisce veramente che le strade di Dio sono infinite.
      E il vivere meglio che si può dovrebbe essere una priorità. Se si vive veramente al meglio delle proprie potenzialità, delle proprie aspirazioni non c'è nessun bisogno che questo sia a scapito degli altri. Nei limiti del possibile, perché anche un mio solo respiro può nuocere a qualcun'altro.
      Chi sta bene non ha bisogno di rubare. Se lo fa è malato, che sia credente o meno.

    5. absitiniuriaverbis 9 luglio 2024

      ... ed in mancanza della borsa si prenderebbero la vita.
      Si, lo so, dovrei evitare di fare di tutte le erbe un fascio. Però se accettiamo che tutti gli atei trattengano la borsa, allora accettiamo anche che tutti i cristiani siano omicidi.
      Semplice no?
      Vale sempre la massima che capire costa fatica e quindi meglio giudicare.

    6. absitiniuriaverbis 9 luglio 2024

      Singolare posizione 'senza dio è tutto relativo'.
      Tutto è relativo comunque.

      Scrivi 'la logica naturale dovrebbe essere utilitaristica: "vivo meglio che posso qui…….in qualsiasi modo possibile".
      Tramite quali osservazioni o parametri giungi alla conclusione che' dovrebbe essere sia naturale che addirittura logica'?
      Gli umani non sono granché ma non tutti si comportano come descrivi, anzi. Il fatto è che quelli che si comportano come scrivi sono prevalentemente al comando ed il resto sono pecore.

    7. absitiniuriaverbis 9 luglio 2024

      Quale è la differenza tra un articolo ed una predica?

    8. sbregaverse 9 luglio 2024

      Ecco perchè non faccio articoli.

    9. maghi 9 luglio 2024

      almeno nel mio caso l'onestà appartiene di più a chi crede. Ti spiego: tempo fa una cassiera mi dette un resto maggiorato di 40 Euro, prima di allontanarmi, mi accorsi dell'errore e feci in modo do farglieli riavere. Prima di avere la fede, non lo facevo. Ora, se mi hai letto altre volte, posso anche dire che almeno un ateo onesto (il mio miglior amico, ora defunto) l'ho conosciuto, quindi posso dire che ci sono atei onesti per natura loro, quindi degni di andare in Paradiso. Ma quanti ce ne saranno di persone di così retta coscienza per natura loro? A guardarmi in giro quasi nessuno. Però penso che molti, dopo essere passati attraverso un percorso di miglioramento spirituale, possono diventare onesti. Questo è il valore vero della spiritualità.

    10. maghi 9 luglio 2024

      purtroppo più che vero.

    11. maghi 9 luglio 2024

      un conto è essere cristiani (lo sono tutti i battezzati), un altro è avere la Fede e un altro ancora avere la Grazia.

    12. absitiniuriaverbis 9 luglio 2024

      ... hai dimenticato che un'altra cosa è avere ed usare il cervello.
      Se a te le tue scarpe non fanno male, non puoi ritenere che vadano bene a tutti.
      Così è più chiaro, credo.

    13. absitiniuriaverbis 9 luglio 2024

      Ecco perché ti meriti il PRIZE!

    14. maghi 9 luglio 2024

      guarda che il mio miglior amico non è vissuto benissimo, almeno dal mio punto di vista e anche dal suo, perchè, da medico analista, si rendeva conto che io vivevo meglio e mi disse che chi ha la Fede vive meglio di chi non ce l'ha, perchè se ne rendeva conto, da persona brava ed intelligente e anche di retta coscienza, qual era. La Fede mi tiene al riparo da tanti mali morali e spirituali, cosa che a lui non è toccata. Penso sia morto d'infarto, perchè a letto con una escort, ma da divorziato e vedovo, questo non è certo un gran peccato. In fondo gli ormoni chi ce li ha dati? Difatti Mosè fece sapere al suo popolo, che è peccato l'adulterio e anche solo desiderare la donna altrui, infatti se uno ha una moglie, che va a fare in giro a tradirla? Per me è un minorato mentale. E poi magari con la moglie di un altro! Altro segno di carenza intellettiva. Con tutte le donne bisognose di amore e di sesso, che ci sono, andare con la moglie di un altro, è proprio da stupidi.

    15. maghi 9 luglio 2024

      il mio miglior amico era medico analista. A lui non è bastato il cervello per vivere bene. Se non avesse avuto me, i momenti brutti che ha passato, sarebbero stati ancora più brutti. Poi c'è anche chi non ha bisogno di un Maghi vicino, anche perchè non a tutti tocca.

    16. ric 9 luglio 2024

      tipico degli ebrei....la terra e' nostra , DIO ce l ' ha data , guai a chi ce la tocca !

    17. LuxIgnis 9 luglio 2024

      Hai presenti i mafiosi che prima di sciogliere nell'acido i bambini si fanno il segno della croce?

    18. LuxIgnis 9 luglio 2024

      Te stai messo proprio male.
      E la tua non è fede, ma cieca credenza, tale e quale a quella di tanti atei.

    19. absitiniuriaverbis 9 luglio 2024

      Avrei molto da commentare ma mi limito a questa considerazione.
      Se spremi un'arancia che cosa ottieni?
      Risponderesti: succo d'arancia.
      Sembra banale vero?
      Invece indica che se ci spremiamo ne esce quello che siamo. Tu hai fatto quello che hai fatto perché era già dentro di te (restitituire) ovvero lo hai riconosciuto.
      La fede di cui parli, secondo me, è un mezzo non il fine.

    20. absitiniuriaverbis 9 luglio 2024

      Ovvio, pregano di non perdere l'equilibrio per non cadere nella vasca.

    21. absitiniuriaverbis 9 luglio 2024

      Il cervello non basta averlo, bisogna anche usarlo. Quello che capita è quello che è. Come reagiamo dipende dalla fede in sé stessi e nelle nostre capacità.Perche se sei sotto il temporale non puoi sempre incolpare il diavolo e ringraziare quello in alto per l'ombrello.

      Un amico vicino quando necessario è sicuramente un aiuto. Almeno nell'immediato.

      Un commento ironico: quando ti autoproclami santo? 'Maghi vicino, anche perchè non a tutti tocca'.
      Mi ricordi i Ricasoli che parlavano di educazione ma, parafrasando loro, potemmo direche 'quanto a umiltà, noi si va in... a tutta quanta Firenze'.

    22. absitiniuriaverbis 9 luglio 2024

      Volevo commentare a mia volta ma mi astengo. Tanto basta.

    23. LuxIgnis 9 luglio 2024

      Anch'io mi sono tenuto. C'ho una storiella vera in mente a proposito della fede, che ha come protagonista un missionario cristiano, ma la racconterò un'altra volta

    24. ric 9 luglio 2024

      sono poco credente. anzi della chiesa proprio non mi fido .
      ma credo che una religione ( non ebraica ) faccia del male a nessuno .--------------------
      Una bellissima interpretazione della fede del grande CHARLES AZNAVOUR : Ave Maria

      https://i.ytimg.com/vi/ZYDVUUAGffs/mqdefault.jpg
      ----------------------------------------------------------------------------

    25. maghi 9 luglio 2024

      macchè santo. A me basta andare in Paradiso. Pare non sia troppo difficile andarci. Certo per i Baroni Ricasoli è stato difficile andarci, se erano così strafottenti da andare in quel posto a tutta Firenze. Un mio antenato che abitava accanto ai Medici è passato alla storia come "omo civilissimo, della nobile stirpe dei Ghirigori di Careggi", almeno così di lui è scritto nelle cronache. Se vai a Firenze il vicolo de' Gori è proprio accanto al palazzo Medici.

    26. maghi 9 luglio 2024

      sì, lo facevano per scaramanzia. Magia nera, tutto sommato. Di sicuro la loro coscienza li avvertiva che facevano una azione orribile e in qualche modo speravano che con quel gesto non gliene sarebbe venuto del male, qui in terra, perchè da materialisti non interessanp loro certo le realtà spirituali.

    27. maghi 9 luglio 2024

      secondo me tutte le religioni fanno spesso del male, perchè sono condotte da uomini. Solo quando, dopo la parusia, saranno condotte dal Figlio di Dio, faranno soltanto del bene.

    28. maghi 9 luglio 2024

      potrei dire lo stesso di te, ma non te lo dico. Spero che avrai prima o poi una qualche illuminazione spirituale.

    29. maghi 9 luglio 2024

      noe. Prima della Fede, meglio Grazia, non lo facevo.

    30. absitiniuriaverbis 9 luglio 2024

      Con quella espressione di umiltà che hai utilizzato credo che tu te lo sia giocato.
      Se patteggi e ti comperi qualche indulgenza... forse il Purgatorio magari magari... se non lo eliminano d'ufficio. E non sarebbe la prima volta che cambiano le regole e le carte in tavola.

    31. absitiniuriaverbis 9 luglio 2024

      Una domanda tecnica: come fai ad inserire immagini?

    32. absitiniuriaverbis 9 luglio 2024

      Appunto, chiamala come vuoi ma era il tuo succo 'non appropriati di cose altrui'.
      Solo non lo avevi ancora capito.
      Eri un, diciamo, approfittatore e non sapevi che potevi non esserlo.
      Il mezzo ti ha tirato fuori il succo.

    33. ric 9 luglio 2024

      clicco su di una fotografia con il tasto destro ( se non e' resa non trasferibile) nella dicitura "copia indirizzo immagine .. tutto li.

    34. maghi 9 luglio 2024

      appunto per questo non hanno più nessuna credibilità.

    35. maghi 9 luglio 2024

      e allora perchè lo facevo?

    36. ric 9 luglio 2024

      in teoria le religioni si pongono a di sopra dei desideri e debolezze umane., danno una traccia comportamentale che l'uomo non saprebbe darsi .

    37. absitiniuriaverbis 9 luglio 2024

      Grazie.
      Il 'copia incolla' tradizionale non funziona. Io uso quasi in esclusiva il cellulare.
      Proverò dal pc.

    38. absitiniuriaverbis 9 luglio 2024

      Concordo.

    39. absitiniuriaverbis 9 luglio 2024

      Io non lo so ma penso che tu lo abbia non solo capito ma anche superato. E non per paura di una punizione o in merito di una promessa futura.
      Dicono che siamo combinazioni uniche di 400 'geni' che riceviamo dai discendenti...e che la vita ci insegna a riconoscere la nostra unicità. E non è affatto semplice.

      Da quello che capisco io, hai avuto/sentito la necessità di imparare a guardarti meglio dentro e hai trovato la chiave (mezzo) per scoprire chi eri (fine).
      Insomma per 'fare' qualunque cosa ci vuole una motivazione in primo luogo e poi consistenza nell'applicare il metodo (il mezzo)
      Tutte le 'scuole' di pensiero mirano lo stesso traguardo, il sé, la consapevolezza. Modelli diversi e numeri diversi di scarpe.

    40. absitiniuriaverbis 9 luglio 2024

      Soltanto del bene?
      Faccio il furbo: bisogna fare un monumento alle donne brutte. Senza di loro non potremmo assultamente riconosce quelle belle.

    41. LuxIgnis 9 luglio 2024

      Vediamo se per illuminazione spirituale intendi questo.
      Ti racconto allora la storia che ho letto tempo fa e che è accaduta veramente.
      Tu mi ricordi tanto questo accadimento, il protagonista in particolare.
      Nell'aree dell'Asia come la Polinesia e l'Indonesia esiste la tradizione della camminata sui carboni ardenti. Quella vera non quella farlocca alla Giucas Casella.
      I carboni di fuoco vivo, hanno una temperatura misurata di 5-600°, sono in grado di sciogliere molti metalli e di far prendere fuoco istantaneamente a qualunque materiale infiammabile. La questione è stata documentata scientificamente più volte. Anche se poi la scienza fa finta di niente.
      Non ricordo bene dove, dovrei cercarlo ma non credo sia importante, gli indigeni del posto si preparano alla camminata che avviene a distanza di tempi regolari, con varie pratiche meditative, digiuno e preghiera al loro Dio. Per loro è la fede nel loro Dio che gli permette di fare questo.
      Quando arriva il momento, in cui partecipa tutta la popolazione, i praticanti percorrono lentamente il percorso infuocato di circa 8-10 metri. Senza nessuna protezione. A piedi nudi. Alcuni di loro, fanno pure piroette. Uno passa con il figlio sulle spalle. Ai lati vi sono una serie di soccorritori pronti a intervenire con dei particolari bastoni, per tirare fuori il malcapitato dal percorso se qualcosa andasse storto. A volte succede e cadere in quelle braci vuol dire morte certa.
      Vengo al dunque. Una volta un missionario protestante, indignato da questa pratica idolatra e blasfema, volle dimostrare che il suo Dio cristiano e la sua fede erano più forti del Dio locale. E quindi si preparò e partecipò alla camminata. Il risultato furono 6 mesi di ospedale dove stette fra la vita e la morte.
      Qui abbiamo di fronte la vostra fede che è fatta di chiacchiere, e la vera fede.
      Io di certo non conosco la vera fede e non sono capace a camminare sul fuoco. Ma non ho l'arroganza vostra di presentarvi come color che hanno ricevuto l'illuminazione spirituale. E di dare lezioni di Spirito. Te e colui che ti ha messo il like siete solo dei quaquaraqua. Che scambiate la fede per arroganza dell'ego. E venite qui a darci una lezione di Spirito.
      Ciccio bello se tu non sei capace a camminare sul fuoco, o a spostare le montagne come disse il tizio a cui tu fai riferimento, fammi il favore, stai zitto perché fai solo la figura dello psicopatico esaltato.

    42. maghi 9 luglio 2024

      de gustibus non putandum est. Quel che è brutto per te, può essere bello per me.

    43. maghi 9 luglio 2024

      le religioni approfittano dei desideri e debolezze per dominare.

    44. maghi 9 luglio 2024

      Mah, il mio Dio nella Bibbia mi dice di non tentarlo a darmi ciò di cui non ho bisogno per vivere bene, come camminare sui carboni ardenti o spostare le montagne. Poi il Tizio, che non ti va di nominare (lo fa anche satana, quindi attenzione), non sposta nessuna montagna. Dice solo che, se avrete abbastanza fede, potrete spostarle, ma solo in senso figurato. E te l'ho detto che ti ci vorrebbe un pò di sana illuminazione spirituale, ma se non ti riesce nominare nemmeno il Tizio, figuriamoci pregarLo per averla, perchè non è che arrivano a chi non le vuole. Se uno non le vuole proprio non le avrà mai. Di questo sono sicurissimo.

    45. maghi 9 luglio 2024

      poi se non sei uno psichiatra, rischi di fare te la figura dello psicopatico esaltato.

    46. ric 9 luglio 2024

      con il satanasso argentino senza dubbio !

      https://i.pinimg.com/474x/92/71/13/9271132b7bde278aea73e341f8faad02.jpg

    47. absitiniuriaverbis 9 luglio 2024

      Sicuramente, ma la distinzione, per quanto arbitrariamente valutata, resta.
      Tu le tue di scarpe io le mie.

    48. maghi 9 luglio 2024

      pensa che una ex collega di mia moglie, crede che il Papa sia il Dio in terra. Siamo ai livelli degli imperatori romani, che obbligavano i cittadini ad adorarli.

    49. maghi 9 luglio 2024

      tu mi sembri il Papa. Mi pare abbia vietato il proselitismo.

    50. absitiniuriaverbis 9 luglio 2024

      Non capisco il tuo commento. Se ti va spiegami.
      A parte questo, cosa io possa sembrare a te è un tuo problema che non mi tocca affatto.
      Io rispondo a me stesso delle mie azioni e questo è, per usare il tuo linguaggio, il mio paradiso.

    51. maghi 10 luglio 2024

      tutti oggi in occidente si vergognano di essere andati a rompere le scatole a giro per il mondo nei secoli passati e in un parossistico pentimento per il proselitismo coloniale fatto permettono ai terzomondisti di fare oggi altrettanto e di più. A cominciare dal Papa, dai governanti, da me e da te. Non è che anche volendo ci si possa fare molto, quindi chi se ne frega?

    52. BrunoWald 10 luglio 2024

      "Penso sia morto d’infarto, perchè a letto con una escort, "

      Considerando che un sacco di gente muore di cancro, o ammazzata, o sul lavoro, o rincoglionita in qualche ospizio, ci metterei la firma per morire a letto con una donna (anche se mi dispiacerebbe per la poveretta...)

      "Difatti Mosè fece sapere al suo popolo, che è peccato l’adulterio e anche solo desiderare la donna altrui,"

      Se Dio non voleva che desiderassimo le donne, non doveva farle così belle. E non dirmi che non sapeva quello che faceva, che Dio sarebbe?

    53. absitiniuriaverbis 10 luglio 2024

      Non rappresento l'occidente e debbo vergognarmi se ho preso di soppiatto marmellata dal frigo, giusto per fare un esempio.
      Chi comandava ai tempi, come oggi, ha le sue di responsabilita'.
      Il passato è qualcosa da superare perché non diventi un fardello ma da ricordare per non ricaderci. Un equilibrio difficile ma non impossibile.

      Ora sono in palestra e presto ho un'alieva che arriva, quindi non mi dilungo. Quando avrò più tempo ti racconto di quando lavoravo in California al riguardo.

    54. maghi 10 luglio 2024

      non è necessariamente merito delle donne belle, se ci arrapiamo per loro, almeno noi etero. Il merito è degli ormoni. Vanno scaricati in qualche modo, anzi in un solo modo. Poi la bellezza dell'oggetto dello scarico può variare da bellissima a bruttissima. Da giovane notai che le bruttissime si accoppiavano molto più velocemente delle bellissime, perchè si buttavano sul primo che le volesse, mentre le bellissime aspettavano il meglio che le potesse capitare.

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