di Valentina Bennati
comedonchisciotte.org
L’AGIA, Autorità Garante per l'Infanzia e l’Adolescenza, ha realizzato, con l’Istituto Superiore di Sanità, uno studio sulla salute mentale dei giovani dal quale risulta un boom di richieste di supporto psicologico.
Le situazioni rilevate vanno dai disturbi del comportamento alimentare alle tendenze suicide, dall’autolesionismo alle alterazioni del ritmo sonno veglia, fino a arrivare all’isolamento. Anche le funzioni cognitive hanno subito conseguenze pesanti e sono emersi disturbi legati all’apprendimento e al linguaggio. Molto frequenti sono anche gli attacchi d’ansia e le paure di vario tipo, in particolare quelle legate al contagio.
Dunque si comincia a riscontrare concretamente ciò che già da subito era stato da molti sottolineato, ovvero il grave impatto che la gestione dell’emergenza sanitaria avrebbe avuto sul benessere psicofisico dei minorenni, sul loro sviluppo neurologico e sulla socialità.
Le varie misure adottate hanno, infatti, generato un aumento vertiginoso del disagio nei bambini e negli adolescenti e le risposte da parte della sanità pubblica sono state inadeguate dal momento che le famiglie, in molti casi, hanno dovuto rivolgersi a professionisti privati con conseguente disparità di trattamento data dalle condizioni economiche. Inoltre, cosa molto preoccupante, il documento evidenzia che i problemi del neuro sviluppo e della salute mentale dei giovani si stanno cronicizzando.
Per uscire dalla crisi l'Autorità Garante (insieme ai Garanti dell’Infanzia e dell’Adolescenza regionali e delle Province Autonome per la promozione dei patti educativi di comunità) ha formulato una serie di raccomandazioni rivolte a Parlamento, Governo, Regioni, Comuni, Istituzioni Scolastiche e a tutte le Associazioni di promozione sociale e del terzo settore (leggibili QUI), ma non basterà intervenire a posteriori, ad esempio garantendo “un numero congruo di posti letto nei reparti di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza” o istituendo “come previsto nel Piano infanzia, un servizio pubblico di psicologia scolastica per bambini e adolescenti nelle scuole di ogni ordine e grado, in modo che venga garantito il raccordo tra scuola e territorio in una logica di lavoro di rete”. Infatti, a nulla varranno tali propositi se in autunno, con la ripresa della stagione influenzale, ricomincerà da parte di politica e stampa la stessa identica narrazione e, da parte delle autorità, lo stesso identico modus operandi.
Il mese scorso, a maggio, anche il Guardian aveva dedicato la prima pagina al disagio mentale dei minori evidenziando il fatto che in Inghilterra si contano più di 400.000 bambini in cura per problemi di salute mentale ogni mese, il numero più alto mai registrato tra i minorenni.
Finché gli adulti continueranno ad avallare senza coscienza critica e volontà di approfondire qualsiasi misura adottata dalle autorità, non potrà che andare così.
A questo proposito impossibile non notare che in Italia, contro ogni evidenza scientifica e in controtendenza rispetto ad altri Paesi, le scuole e le Università hanno mantenuto la follia della mascherina fino alla fine delle lezioni. La stragrande maggioranza di genitori, insegnanti e educatori si sono tranquillamente piegati a questa imposizione stupida, per non dire vergognosa.
Del resto, come non considerarla tale, se in luoghi ben più affollati, come le discoteche o i supermercati, a un certo punto (e giustamente) si è potuto entrare liberi di respirare in modo normale?
Inutile fare proclami a difesa dei minori a parole, se poi con i fatti li si continuano a violentare. Viene il dubbio che, semplicemente, tutto questo sia voluto.
Ai minori vengono imposte mascherine e limitazioni giusto per abituarli al silenzio e all’obbedienza.
E, probabilmente, a qualcuno fa piacere che crescano fragili e mentalmente volubili così che, un domani, non possano esserci adulti forti e consapevoli in grado di compiere scelte e azioni troppo incisive.
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Valentina Bennati
ComeDonChisciotte.Org
uomospeciale 21 giugno 2022
Madonna come sono fragili i giovani d'oggi.
Basta un niente e vanno in frantumi.
mago 21 giugno 2022
Quando hai il faro o la stella Polare da seguire come riferimento raramente naufraghi o sbatti sugli scogli...
uomospeciale 21 giugno 2022
Forse ma più che la mancanza di una "stella polare" ad averli indeboliti,
( in casa mia non c'è mai stato tutto 'sto glorioso e fulgido esempio da seguire )
secondo me è stata semplicemente la mancanza di sfide e mete da raggiungere, oltre che una vita troppo comoda.
La maggior parte dei giovani che conosco io non ha ambizioni di nessun tipo, non cercano di rivendicare o di dimostrare niente a nessuno, mentre ai miei tempi superare i propri genitori, dimostrandogli di saper fare di più e meglio di loro era motivo di orgoglio e soddisfazione personale.
Oggi invece, moltissimi si lasciano semplicemente vivere cercando di impegnarsi e sbattersi il meno possibile.
Per fortuna questa mentalità rivendicativa nei confronti dei genitori non è scomparsa dapertutto, soppravvive ancora per es in America dove non di rado si sentono molto spesso uomini dire frasi del tipo:
" Putroppo sono riuscito ad essere solo la metà dell'uomo che era mio padre "
Anche in Asia è ancora molto vivo e sentito il confronto con i genitori, come anche il desidero di superarli in tutto e per tutto.
Perfino in medio oriente quando un terrorista si fa esplodere cerca sempre di fare un botto più grosso di quello fatto dal padre o dal nonno, e ricordo che in un sito internet dove si vedeva chiaramente e senza censure MEZZO TERRORISTA dilaniato dalla cintola i giù dall'esplosione, alcuni spettatori arabi commentavano cosi il video;
"Putroppo è riuscito a diventare solo la metà, del terrorista che avrebbe voluto essere "
mago 21 giugno 2022
( in casa mia non c’è mai stato tutto ‘sto glorioso e fulgido esempio da seguire )
Non é stato proprio cosi,è stata una sofferenza un viaggio lungo e burrascoso ma se ti fidi del Capitano.. ,io sminuisco sempre la mia persona davanti ai figli faccio capire loro le mie debolezze e le scelte che faccio magari non sono quelle giuste, non ho mai voluto figli cresciuti nel mito del Padre o Madre..abbiamo degli esempi di figli illustri finiti male.
uomospeciale 21 giugno 2022
Fai molto male a sminuirti.
In mancanza di esempi forti da seguire che educazione pensi che prenderanno i tuoi figli?
Prenderanno la cultura che trovano in giro, a scuola, o comunque in una società ormai composta in gran parte da debosciati.
Allora a 'sto punto è meglio avere genitori come quelli che ho avuto io duri, severi ed esigenti, ma che almeno hanno saputo prepararmi alla vita.
Bertozzi 21 giugno 2022
Chissà com'erano da giovani i loro padri, visto che han fatto così un bel lavoro.
uomospeciale 21 giugno 2022
i miei genitori e i miei nonni, erano contadini analfabeti che hanno lavorato fino alla morte nel polesine, e da giovani avevano ben poco da stare allegri.
Quanto al fare un bel lavoro o meno, beh!, Sai comè.... E' più che altro un fatto di aspettative... Di priorità.... Un metodo educativo può essere valutato solo a posteriori e soltanto in base ai risultati che ha prodotto.
io malgrado tutto, tenuto conto da dove sono partito sono molto soddisfatto di quello che sono diventato, dei risultati che ho raggiunto e di come ci sono arrivato.
Tranne poche cose che putroppo non dipendevano da me, ho sempre ottenuto tutto quello che ho voluto ottenere, anzi spesso anche di più..
Non posso lamentarmi in effetti, e mi pare che di questi tempi sia già abbastanza.
mago 22 giugno 2022
Uomospeciale mi chiamava una mia amica e non ho mai capito il perché...i figli li abbiamo
temprati con lo sport e da li hanno imparato certe regole,mi sminuisco per farle capire cosa vuole dire essere umili..per i paragoni fra generazioni non c
é storia..io ho visto Milano a 20 anni quasi, mentre mio figlio a 18 era a Sidney ad imparare linglese.Brule 22 giugno 2022
Certo, ma è perchè la società li vuole così.
Se non fossero stati così, il 9 marzo 2020, appena fermati mentre erano a spasso dai CC in vena di giochi da Kapo', avrebbero avvolto il braccio sinistro nella giacca, messi in guardia, e risposto "è una malattia per over50 messi male, che vuoi da me, o stolto scherano?"
E invece si sono dovuti sentire in colpa perchè giovani e sani, e soprattutto perchè i loro nonni e i loro padri non sono stati capaci di schivare il virus, o prenderlo e guarire, o prenderlo e morire con decenza.
Abbiamo reso fobici gli over80 sulla morte, e la colpa è dei ragazzini?