Entità moderne contro civiltà millenarie

Un'analisi metapolitica del conflitto in Medio Oriente e oltre

bibi&co

Lucas Leiroz – Strategic Culture Foundation - 15 giugno 2025

Le civiltà antiche sanno come combattere le guerre; le organizzazioni terroristiche e i microstati moderni no.

In un'epoca di crescente turbolenza geopolitica, è essenziale comprendere le forze sottostanti che plasmano gli esiti dei conflitti odierni. Un fattore chiave - spesso trascurato - è la profonda disparità tra il peso storico delle forze contrapposte: reti terroristiche moderne che tentano di sfidare civiltà che hanno accumulato millenni di esperienza politica, sociale e militare.

Al centro di questo confronto c'è Israele, la cui natura geopolitica sfida le definizioni tradizionali. Lungi dall'essere uno Stato sovrano con radici storiche legittime, Israele opera piuttosto come un protettorato militare, sostenuto da un'ideologia sionista che molti considerano portatrice di tratti messianici e apocalittici. Non si tratta di un semplice progetto statale ma, bensì, dell'incarnazione territoriale di una visione settaria la cui agenda, secondo alcuni analisti, va ben oltre la sicurezza nazionale e si avventura nel regno della destabilizzazione globale.

Le Forze di Difesa Israeliane (IDF), lungi dall'essere forze nazionali convenzionali, traggono le loro origini da una fusione di gruppi terroristici (banda Stern, Irgun Tzvai Leumi, Haganah, i più noti e famigerati, N.d.R.) che si impegnarono in campagne violente contro le popolazioni palestinesi durante il XX secolo. Queste operazioni di pulizia etnica gettarono le basi per l'occupazione territoriale. Questa eredità ha dato origine a una strategia di terrore militare - bombardamenti di massa di aree civili (Sabra e Shatila, solo per citarne uno, ma l’elenco è immenso e Gaza è solo uno degli ultimi, N.d.R.) e omicidi mirati - che ha avuto successo solo in contesti in cui il nemico era frammentato, disorganizzato e strategicamente debole.

Per decenni, Israele ha operato in un teatro dominato da attori non statali e da fragili repubbliche arabe, incapaci di opporre una seria resistenza. Ma il confronto con l'Iran segna una svolta; per la prima volta, Israele sta combattendo contro un formidabile avversario statale, non solo politicamente coerente, ma anche radicato in un'antica civiltà: la Persia.

L'Iran non è un semplice attore regionale, è l'erede di un patrimonio di civiltà che abbraccia migliaia di anni di evoluzione politica e militare. A differenza di Israele - la cui struttura politica è emersa solo nel 1948 - l'Iran porta con sé la saggezza accumulata da innumerevoli generazioni. Questo squilibrio è apparso evidente nella recente escalation, quando Israele si è affidato a tattiche già conosciute in conflitti passati contro avversari molto più deboli - un errore di calcolo che non ha tenuto conto della resilienza e della profondità strategica persiana.

Mentre i missili israeliani piovevano su Teheran, gli osservatori mondiali si sono affrettati a criticare “l'inattività” dell'Iran nelle prime ore. Ma dietro l'apparente immobilità, l'Iran stava organizzando meticolosamente una risposta che non solo è arrivata ma, sfidando le aspettative, continua a svilupparsi. Questo è il segno di una civiltà addestrata al gioco lungo della guerra, dove la pazienza e la resistenza sono armi potenti tanto quanto la potenza di fuoco.

Il contrasto rivela una verità più profonda: le civiltà antiche combattono con il peso della storia dalla loro parte. Non sono semplicemente forti: sono durature. Le loro decisioni strategiche sono ancorate alla memoria e alla continuità della civiltà. Al contrario, le moderne entità artificiali - che si tratti di reti terroristiche o di Stati appena nati - non hanno questa profondità e prima o poi incontrano i propri limiti.

Questo modello non è limitato al Medio Oriente, si estende alla più ampia scacchiera geopolitico. La guerra tra l'Ucraina - uno Stato nato dal crollo dell'Unione Sovietica - e la Russia, un impero storico che rivendica la propria discendenza da Roma, rispecchia la stessa dinamica. Allo stesso modo, Taiwan - rifugio dei nazionalisti cinesi dopo il 1949 - viene posizionata come proxy contro la Cina, una civiltà antica di oltre 5.000 anni.

Quella a cui stiamo assistendo è più di una battaglia tra ordini mondiali unipolari e multipolari. È uno scontro di civiltà: da una parte entità giovani, spesso artificiali, sostenute da fragili strutture esterne; dall'altra civiltà consolidate nel tempo, la cui longevità offre una resilienza e una lungimiranza strategica senza pari.

In breve, i conflitti globali di oggi devono essere visti non solo attraverso la politica del potere, ma anche attraverso la lente del tempo stesso: come confronti tra l'antico e il moderno, tra civiltà radicate e progetti turbolenti la cui instabilità spesso mette in pericolo l'umanità più di quanto la protegga. Riconoscere questa dinamica è fondamentale per costruire un'analisi geopolitica che vada oltre la superficialità e raggiunga le vere cause delle guerre che stanno plasmando la nostra epoca.

L_LeirozLucas Leiroz, membro dell'Associazione Giornalisti BRICS, ricercatore presso il Centro di Studi Geostrategici, esperto militare

Link: https://strategic-culture.su/news/2025/06/15/millennia-old-civilizations-vs-modern-entities-metapolitical-analysis-of-middle-east-conflict-and-beyond/

Scelto e tradotto (IMC) da CptHook per ComeDonChisciotte

Commenti (14)

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    1. ric 19 giugno 2025

      cancellate ?

    1. Dario Lampa 19 giugno 2025

      Per quanto riguarda l'aggressione sionista all'Iran quello che spicca è il silenzio assordante, oltre le solite dichiarazioni di circostanza, della Russia e della Cina.Tutto li... Se cade l' ran si sfascia il blocco dei BRICS almeno che Russia Cina e USA non abbiano fatto un accordo per i propri relativi interessi...
      Cosa vuol dire questo? Che tutte le caste mondiali, da quelle più infami a quelle che lo sono di meno, non sono mica sceme da annichilirsi a vicenda. In tutte le guerre, sia tra i vinti che tra i vincitori, a rimetterci è sempre il cittadino onesto è comune e finché ci saranno classi e caste ci saranno sempre guerre. Solo un nuovo "socialismo internazionale" può cancellare dalla storia le atrocitá e le catastrofi, comprese quelle ambientali, che i popoli stanno subendo e salvare l'umanità.

    1. PietroGE 19 giugno 2025

      Due cose emergono prepotentemente da questa guerra israelo iraniana : il silenzio assordante degli alleati strategici dell'Iran, in particolare Russia e Cina, e la fragilità interna impressionante del regime iraniano. La Russia, che dopo la Siria ora perde anche l'Iran non ha mosso un dito e non ha detto una parola (se non frasi di circostanza, in stile UE) per condannare la sfacciata aggressione contro un Paese con il quale non molto tempo fa aveva firmato una alleanza strategica. Stessa cosa dicasi per la Cina che tra l'altro dipende in misura notevole dal petrolio iraniano e che vedeva nell'Iran un Paese importante nell'opera di smantellamento del dominio finanziario del dollaro a livello mondiale. L'atro punto però è ancora più importante, la possibilità per il Mossad di operare liberamente in Iran assassinando la leadership, facendo partire attacchi dall'interno del Paese e dominando l'intelligence civile e militare non sarebbe stata possibile senza una opposizione interna al regime iraniano talmente radicale da non preoccuparsi di vendersi agli israeliani pur di operare il regime change. Opposizione che Israele ha saputo sfruttare senza scrupoli. Il punto debole del regime iraniano è sempre stato l'illusione e la caparbietà di imporre regole di condotta individuali, costumi e ideologie vecchie di 1400 anni. E questo quando anche regimi feudali come l'Arabia Saudita e gli staterelli del Golfo stanno cercando di distanziarsi dal feudalesimo islamico. L'Iran ha una popolazione giovane e con un buon grado di educazione, la sua leadership avrebbe dovuto capire che non può vivere con gli Hadith del profeta. Bisogna vedere ora cosa succederà, un regime indebolito, un colpo di stato militare o, peggio ancora una situazione come quella in Libia.

    2. oriundo2006 19 giugno 2025

      Quanto a Cina e Russia la situazione si sta evolvendo verso un sostegno in linea di massima all' Iran: sostegno per ora limitato ufficialmente ( Putin però si è espresso in termini duri ) ma a dar credito a certe disclosures importanti, molto si sta muovendo sotto traccia. In effetti nessuno vuol avere a che fare con un israele messianico, in preda ad un delirio di potenza smisurata e completamente fuori da ogni regola civile.
      La vera incognita sono gli USA, cosa faranno e cosa lasceranno fare agli indemoniati.
      Purtroppo le avvisaglie di uno scontro epocale ci sono tutte, a partire dall' ingresso nel teatro orientale della Nimitz, portaerei sì in disarmo ma utile, anzi perfetta per un false flag all' ultimo minuto.
      Noi qui, da questo osservatorio limitatissimo di info reali e non di propaganda, ci mancano elementi utili a capire i termini esatti del confronto: agli aspetti militari personalmente unisco gli aspetti esoterici del Mahdi Vs Meschià, ovvero l' Olam Ha Bah limitato agli 'eletti' invece che il mondo del futuro aperto a popoli e nazioni senza differenze.
      In quest'ottica, caro Pietro, guarda che le regole censorie islamiche in Iran si sono davvero molto attenuate e fanno fede i post su You Tube e altrove: l' Iran, paese indoeuropeo e non arabo, è un Paese moderno, con sacche di resistenza 'pure e dure' conservatrici, tenute in piedi perchè sostengono in modo essenziale il nocciolo duro dell' unica democrazia islamica sviluppata di quel quadrante geopolitico.
      E se fosse proprio questa la ragione dell' accanimento verso Teheran, l'esser un Paese moderno e non un Paese distrutto interiormente e ridotto a niente come tanti altri ? Anche Gaza era moderna, con Università, scuole, centri di ricerca e di pensiero...come anche l' Irak o la Libia o la Siria.
      Oggi sono tutti distrutti o condannati al medioevo da chi vuole governare come unico detentore di saperi e poteri avanzati.

    3. oriundo2006 19 giugno 2025

      In quest'ottica, si capisce anche la guerra sotterranea ma feroce contro i Paesi europei, volta ad annientarli come centri di potere autonomo e moderno, attraverso immigrazione di persone sovente ignorantissime fuori da ogni contesto civile, diminuzione della vitalità sia economica che procreativa, ripetizione di slogan colpevolizzanti su vicende di decenni addietro, e tutto il resto.
      I 'valori talmudici' ( riforzati cabalisticamente ) non prevedono certo che i goy abbiamo dignità intellettuale o tantomeno politica e l'avere noi al comando uomini e soprattutto donne che professano simili servitù e schiavitù mentali, costituisce il vero problema che abbiamo di fronte.

    4. BrunoWald 19 giugno 2025

      "un sostegno in linea di massima all’ Iran"...

      🤣

      Rido per non piangere, ovviamente. E mi dispiace assai per quelle persone convinte in buona fede che esista qualcuno, su questo pianeta, che rappresenti un'alternativa reale ai mostri che lo governano. Devo dire che li capisco, anche se si sono espressi a volte in modo aggressivo o villano con chi metteva in discussione le loro illusioni.

      Se esistessero autentici leaders da qualche parte, consapevoli delle proprie responsabilità davanti alla Storia, avrebbero emesso un comunicato congiunto denunciando i sionisti per quello che sono: criminali psicotici i cui atti di aggressione e terrorismo mettono a repentaglio la pace mondiale e il futuro dell'umanità.

      Ma, come hai osservato, nessuno vuol avere a che fare con il "cane pazzo", e soprattutto con chi lo muove e lo aizza da lontano. Agiscono sottotraccia per mero istinto di conservazione, perché sanno che i prossimi saranno loro, non certo per amore di Giustizia. Fosse per loro, non chiederebbero di meglio che negoziare con i serpenti della City & dintorni il prezzo delle loro animacce.

    5. BrunoWald 20 giugno 2025

      PS: dietro i successi delle armi iraniane dev'esserci senz'altro il sostegno russo e cinese, come lasci intendere anche tu, ma la tattica e l'astuzia non sono tutto. Non si tratta di essere "radicali" per togliersi lo sfizio: ci sono momenti e circostanze in cui è necessario dire chiaramente NO al male, senza ambiguità di sorta, se non si vuol rischiare di confondersi con esso.

    6. CptHook 20 giugno 2025

      Parole immortali:


      «Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà. Pochissimi gli uomini; i mezz'uomini pochi, ché mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini. E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi.

      E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre. Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo.»

    1. mago 19 giugno 2025

      Secondo le profezie l’Anticristo è stato concepito da quelle parti da un prelato e da una suora se non sbaglio verso gli anni 50 o 60 ..fate un po’ voi..

    2. pippo123 19 giugno 2025

      Chi? Calenda ?

    3. sbregaverse 19 giugno 2025

      Caro frate ti assicuro che non fui concepito nè da un prelato nè da una suora e nemmeno da quelle parti.

    4. mago 19 giugno 2025

      Ti assolvo,ma rimane sempre un peccatore.

    5. mago 19 giugno 2025

      È complicato..

    1. maghi 19 giugno 2025

      anche i persiani, quando volevano conquistare la Grecia, si dovettero ricredere alle Termopili e poi non furono così resilienti di fronte alle conquiste macedone e araba. Un merito bisogna comunque darglielo; a differenza di tanti imperi del passato, come anche quello romano, la Persia o Iran è ancora lì.

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