Di Verdiana Siddi per ComeDonChisciotte.org
Piombo Fuso ha segnato un cambio di passo, da allora Israele ha perso progressivamente consenso nell’opinione pubblica europea, perché le bombe scagliate contro i civili inermi, l’apartheid, la discriminazione, l’occupazione militare di un numero sempre crescente di territori, e il resto delle oscenità, non piacciono. Così si punta a rafforzare i legami con i singoli stati, per assicurarsi un dialogo diretto strettamente affaristico, senza quelle fastidiose implicazioni di politica comunitaria, e al contempo poter mirare in particolare agli interlocutori nei quali si trovano amministrazioni ed istituzioni duttili, se non per affinità, almeno in forza di una loro sudditanza sodomita nei confronti del principale alleato internazionale di Israele, gli Stati Uniti. Nasce quindi Elnet Italia, la divisione italiana dell'European Leadership Network, con lancio ufficiale poco dopo l’esplosione della carneficina genocida e psicotica contro i palestinesi, spiegata con la solita retorica del settottobre.[1]
Lo scorso 9-12 marzo, Elnet Italia - nella persona della presidente Roberta Anati - organizza la missione parlamentare nell’ambito della cooperazione Italia-Israele sul futuro delle infrastrutture e della sicurezza. Si parte dunque con una delegazione di rappresentanti di istituzioni ed imprenditoria tra cui i noti Alessandro Cattaneo (Forza Italia), Andrea Dara (Lega), Ivan Scalfarotto (Italia Viva) e Ivan Dompé (Gruppo FS). [2]
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Ivan Scalfarotto in Aula del Senato della Repubblica con la Kippah ebraica per protesta, contro lo spauracchio dell'antisemitismo – fonte: X[/caption]
Con lo scopo di analizzare i punti chiave dello sviluppo strategico tra i due paesi, presenti anche ambasciatori e ministri locali. Infrastrutture, edilizia, innovazione, per “sostenere la ricostruzione e lo sviluppo urbano di Israele dopo la crisi”, si legge nel riepilogo del sito di Elnet. Con “crisi” mi è lecito intendere “devastazione dei Territori palestinesi che in un prossimo futuro saranno a completo uso e consumo dell’Occidente”, questo per una questione di onestà intellettuale.L’ultimo di una serie di summit ed incontri che in due anni hanno dato ai rispettivi rappresentanti la possibilità di imbastire partenariati, militari e civili, per rinsaldare e ribadire la cooperazione bilaterale pluridecennale.
Da quando a gennaio il ministro Tajani si era recato in Israele a proferire il suo verbo di pace perché “l’Italia vuole essere costruttrice di eventi positivi”, sono sbocciati nuovi dialoghi tra le parti in ambito industriale ed istituzionale, progetti ed onoreficenze, ma sono anche morte diverse decine di migliaia di palestinesi innocenti sotto i crimini di guerra dell’IDF. Ci spieghi dunque cosa si intenda per costruzione di eventi positivi.
Fresco di premiazione, il “genitore” Salvini (così si autodefinisce), nel suo discorso di ringraziamento per il “non comodo” riconoscimento ricevuto da Israele, ha voluto sottolineare che in un clima del genere, mentre “nuovi sentieri si aprono”, un pensiero va alle vittime civili e ciò che le istituzioni possono fare è “costruire ponti”.Aggiungendo che bisogna gettare “acqua sul fuoco” e non “benzina sul fuoco”, riflessione sull'importanza di questo elemento naturale che a febbraio aveva già profetizzato in altro contesto:
“Il ministro Salvini ha toccato anche il tema idrico, ricordando l’impegno del governo italiano per migliorare e ammodernare la rete, le dighe, i nuovi impianti di irrigazione, verso i quali ha auspicato cooperazione alla luce della grande competenza israeliana.”
Tanto si legge sul sito del governo. [3]
A Gaza si muore di sete per mancanza d'acqua, danni agli impianti causati dal fuoco israeliano, e per malattie dovute alla grave contaminazione dei pochi bacini rimasti, grazie alla grande competenza.
Elnet rappresenta un intoccabile mare di possibilità.
In Italia il messaggio politico non trova resistenza da parte del governo, così si risparmia tempo e si va direttamente al sodo, gli affari. In un evento dello scorso anno, in collaborazione con la Fondazione Alcide de Gasperi [4] e alla presenza di Maria Elena Boschi, sono state tracciate le linee guida del futuro di questa intesa: difesa militare avanzata, alta tecnologia, infrastrutture, agrotecnologia, rinnovabili. [5] In pratica tutti i comparti dell'industria che tira!
[caption id="" align="aligncenter" width="2560"] L'evento “Between Innovation and Security: The Israeli-Italian Focus Shifts to Infrastructure” – fonte: elnetwork.eu[/caption]
Con i partner più consolidati, Elnet è un vero e proprio canale di trasparenza per la strategia militare del binomio Israele-Europa. Dagli investimenti, ai sostegni militari all'Ucraina, dalla dissuasione dell'Iran ad esercitare la propria sovranità, fino alla repressione dei gruppi interni non allineati. [6] Dal report del 2023 è possibile farsi un'idea di quale genere di influenza eserciti questa organizzazione nel tessuto politico ed economico europeo. [7]
L'azienda Mekorot è stata al centro di numerose proteste in Italia per il suo operato affatto etico in Palestina, proteste a seguito delle quali non sono stati rinnovati i contratti di collaborazione con Iren; Mekorot si è aggiudicata persino una menzione di rilievo nell'ultimo Rapporto ONU di Francesca Albanese. Eppure, rimangono altre realtà imprenditoriali meno chiacchierate come Netafim – gruppo Orbia, quest'anno sessantenne – ad assicurare la partecipazione di Sion in questo caso nell'ambito dell'irrigazione. Per restare in tema di “acqua sul fuoco” di salviniana memoria.
Le polemiche dell'opinione pubblica, le proteste degli attivisti, o le denunce ufficiali di rappresentanti istituzionali tra i più virtuosi, nascono da evidenze incontrovertibili di irregolari condotte. Queste sono però critiche che i manovratori possono aggirare cambiando le carte in tavola: è il meccanismo capitalistico che invece continua solerte ad impastare guerra e denaro, sotto un nome o l'altro.
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Bambino palestinese beve acqua nel campo profughi di Khan Yunis, 2010 – fonte: Times of Israel, credit Abed Rahim Khatib[/caption]
L'errore di fondo è nel paradigma generale. La scala di valori delle cose vede sempre al primo posto l'accentramento del potere e del controllo delle grandi mobilitazioni finanziarie che si servono a loro volta di grandi operazioni economiche per reinventarsi, occultando i riferimenti diretti attraverso il sistema dei sottoinsiemi. Questo concatenarsi degli ambiti, dissipando le connessioni apparenti, e al contempo centralizzando i comandi veri e propri, preclude le coscienze dei coinvolti al discorso ideologico, sterilizzandolo ed appiattendolo all'esecuzione di ordini di chi lancia il sasso e poi nasconde la mano. Vergogna!
L'emergenza umanitaria in Palestina sarebbe dovuta essere da tempo la priorità diplomatica di qualsiasi stato che si definisca democratico, eppure – salvo le dichiarazioni dell'ultimo momento, a massacro compiuto – nessuno ha sentito davvero l'esigenza di fermare gli attacchi perché, nel bagno di cinismo solito, il mondo intero preferisce difendere equilibri strategici, economici e militari, piuttosto che sottrarsi alla connivenza sulla violazione sistematica e sistemica dei diritti umani.
Dico nulla di nuovo; purtroppo la Storia – presa da sola, senza essere assimilata dall'interiorità attraverso un metabolismo empatico, lasciata quindi al campo neutro “del fuori” (cit.) – non può insegnare che il modo migliore di esercitare l'ipocrisia.
“La Storia è il prodotto più pericoloso che la chimica dell'intelletto abbia elaborato […] giustifica ciò che si vuole. Non insegna rigorosamente nulla, perché contiene tutto e fornisce esempi di tutto.”
Paul Valéry, Sguardi sul mondo attuale, 1931
Di Verdiana Siddi per ComeDonChisciotte.org
09.08.2025
NOTE
[1] https://elnetwork.eu/country/italy/elnet-italy-launches-official-event-in-rome/
[3] https://www.mit.gov.it/index.php/comunicazione/news/israele-bilaterale-tra-il-ministro-salvini-e-lomologa-ai-trasporti [4] https://www.fondazionedegasperi.org/
[5] https://elnetwork.eu/strategic-dialogues/israel-italy-mini-strategic-dialogue-may-8-2024/
[6] https://elnetwork.eu/strategic-dialogues/e3-israel-strategic-dialogue-2024/
[7] https://elnetwork.it/wp-content/uploads/2024/10/Annual-Report-2023-short-version-external-use.pdf
3CENT0 12 agosto 2025
Dico nulla di nuovo; purtroppo la Storia – presa da sola, senza essere assimilata dall’interiorità attraverso un metabolismo empatico, lasciata quindi al campo neutro “del fuori” (cit.) – non può insegnare che il modo migliore di esercitare l’ipocrisia.
perfetto.