Elezioni

Elezioni

DI ROSANNA SPADINI

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La sagra del maiale è cominciata e la posta in gioco si alza, promesse da saldi goderecci da parte di tutti i partiti: via riforma Fornero, studi di settore, tasse universitarie, vaccini, Buona Scuola, bollo auto, Iva sui cibi per i cani fino alla cancellazione della povertà ... cosa potranno inventarsi ancora da qui al 2 marzo?

Intanto il nuovissimo Berlu, asfaltato e incatramato, tirato a lustro con una cera color terracotta/guerlain, ha annunciato che il centrodestra avrà il 45% e che c’è «un supercandidato segreto». Del resto negli ultimi tempi la vita gli va a gonfie vele, ottuagenario riabilitato, ha ottenuto prima la benedizione di Scalfari, per esorcismo contro Di Maio/Belzebù, poi l'okay da parte del giornalista britannico Bill Emmot, che da direttore de L’Economist lo aveva ben picconato, con quella celebre copertina dal titolo «Why Berlusconi is unfit to lead Italy».

Aggiunge che «con una legge elettorale che rende quasi impossibile la proclamazione di un vincitore, dopo il 4 marzo il Cavaliere potrà scegliere direttamente il premier o, più probabile, essere l’uomo chiave nei negoziati per un governo di coalizione tra centrodestra e centrosinistra». Entrambi gli esiti sarebbero comunque più rassicuranti per l’Europa dell’alternativa «governo a 5 Stelle» ... «E se Silvio Berlusconi finisse per essere il salvatore politico dell’Italia? Non escludetelo», conclude Emmott, che definisce il leader di Forza Italia come il «kingmaker» ... «Mancano ancora otto settimane alle elezioni. E lui è sempre stato abilissimo in campagna elettorale».

I sondaggi ora danno il Pd in caduta libera al 23%, il Cdx al 36% in vantaggio, e il M5s primo partito al 29%. Quindi alle prossime elezioni il Presidente della Repubblica Mattarella, al momento delle consultazioni, si troverà di fronte al dilemma della formazione di Governo.

Grazie al Rosatellum gli esiti elettorali saranno probabilmente confusi, e magari non sarà semplice avere una maggioranza qualificata che elegga il Presidente del Senato e il Presidente della Camera. Oltre a ciò il Presidente dovrà sciogliere la questione di affidare l’incarico al Leader del Partito che ha vinto con il maggior numero di voti o al Leader della coalizione che ha la più ampia rappresentanza in Parlamento?

Naturalmente la presenza di Gentiloni durante l'interregno garantirà il tempo necessario per ovviare a diverse incombenze: la famosa sentenza della Corte europea riabilitativa per l’interdizione del Berlu, l'ulteriore necessaria conferma da parte di una Corte italiana, l'ostracismo concordato per una possibile maggioranza, in modo tale da rimandare le elezioni a settembre/ottobre, quando il Berlu potrà essere candidabile.

Per altro l'ottuagenario incatramato ha già iniziato la sua campagna elettorale, ma non attacca mai il PD, suo naturale alleato, quanto soltanto Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle, perché potrebbero distruggere i suoi piani.

Probabilmente Mattarella il primo incarico «esplorativo» non potrà evitare di darlo a Di Maio, leader del primo partito, il quale potrebbe anche trovare accordi con la Lega, e con alcuni partiti di sinistra alla ricerca del fatidico 40%, ma l'alchimia si presenta molto complicata. Fallito il primo giro si consumerebbe il tentativo col centrodestra, ma il passaggio è pieno di insidie, perché la leadership di Renzi potrebbe essere travolta dalla sconfitta, impedendo le larghe intese.

Ma l'Italia è un Paese democratico? Se i media sono asserviti al potere, l'editoria anche, la partitocrazia governa a danno dei cittadini, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il Parlamento, perché eletto col Porcellum, in cui c’erano dei chiari, evidenti segni di incostituzionalità? Per di più anche le altre due leggi sono state dichiarate illegittime, Mattarellum e Italicum. Perché l'Italia sforna leggi che poi vengono definite incostituzionali e comunque continuano a fare danni senza che ci sia una sollevazione popolare?

Il golpe della rana bollita procede lentamente ma inesorabile, finché la rana sarà cotta al punto giusto. Anche le elezioni non sono democratiche, perché con un telefonino si può fotografare e rivendere il proprio voto. La storia della vittoria di Prodi per 24 mila voti nel 2006 lo dimostra. C’erano 2 mila sezioni elettorali che sperimentavano per la prima volta il voto elettronico, poi non se n'è mai più parlato. Quei voti determinarono le fortune di qualcuno del PD, che in una notte fece la spola da Roma a Napoli, l’onorevole Minniti, per parlare con Bassolino, che poi venne nominato Commissario straordinario con poteri assoluti per il problema della spazzatura. Quella notte fu lunghissima e i dati definitivi arrivarono solo alle ore 3,48.

Intanto il solito depistagio mediatico. Perché l'insider trading Renzi-De Benedetti è stato nascosto da giornaloni italiani? Perché i media appannano gli occhi con le mirabolanti promesse elettorali dei soliti squallidi politicanti? Perché interessa più parlare della minuscola lista petalosa della Lorenzin dal profumo di peonia, che dello scandalo del PD? O postare le immagini di Roma invasa da cinghiali e maiali alla ricerca dei rifiuti abbandonati dall'incompetenza della gestione spelacchio?

Emilio Carelli, ex direttore di Sky Tg24, ha scritto sulla propria pagina Facebook: «Cari amici, sono rimasto sorpreso che una notizia a mio parere politicamente importante sia stata sottaciuta o quasi ignorata da molti giornali e perfino dall’informazione del servizio pubblico. Parlo del caso #Renzi - #DeBenedetti. Tutto parte da una telefonata agli atti della commissione d’inchiesta sul #sistemabancario, resa pubblica da alcuni bravi cronisti. Sia ben chiaro, per la Procura non si tratta di un reato ma, se andiamo a verificare i contenuti, è evidente la gravità dell’episodio dal punto di vista politico. Nel corso della telefonata l’editore de #laRepubblica parla col suo broker. «Il governo farà un provvedimento sulle popolari» dice De Benedetti al telefono.

La telefonata rivela che Renzi ha parlato con De Benedetti dando un’informazione fondamentale che ha consentito all’editore de la Repubblica, La Stampa e l’Espresso di lucrare plusvalenze di 600 mila euro in tre giorni, mentre andavano in fumo i risparmi di migliaia di piccoli risparmiatori. Un legame che i cittadini #e lettori devono conoscere e che riporta in primo piano il dovere di fare una corretta #informazione».

Il 16 gennaio 2015 l’ingegnere Carlo De Benedetti chiama il suo broker Gianluca Bolengo per invitarlo a comprare azioni di banche popolari, e gli spiega di aver saputo che a breve il governo varerà la riforma del settore, è stato il premier in persona a riferirglielo proprio il giorno prima. La clamorosa rivelazione è contenuta nella richiesta di archiviazione della Procura di Roma nei confronti di Bolengo, amministratore delegato di Intermonte Spa, indagato per ostacolo alla vigilanza, e consegnata alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche.

La vicenda è una miscela esplosiva pronta a deflagrare a poco più di un mese dalle politiche. Il 20 gennaio 2015, il governo Renzi approva la riforma delle banche popolari. L'opera di privatizzazione si compie tra l'assoluta indifferenza degli italiani, benché il premier li stia borseggiando.

Cancellato l’articolo 30 del testo unico bancario, eliminato così il voto per socio, e non per azione, e il limite di quota dell’1% per azionista, caratteristiche alla base della realtà del credito popolare e cooperativo, per il settore banche del territorio suonano le campane a morto. Le prime 10 si trasformano in Spa e si quotano in Borsa, abbandonando il voto capitario (una testa un voto a prescindere dal numero di azioni) che le rendeva non scalabili, e un pezzo del credito italiano viene consegnato al mercato.

La settimana prima del decreto, elaborato da Bankitalia, i titoli di alcune popolari già quotate hanno strani rialzi (Etruria sale del 65%). Qualcuno ha saputo prima e ha comprato grazie a informazioni privilegiate? Si chiama insider trading ed è un reato grave. L’11 febbraio alla Camera il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, spiega che prima dell’approvazione del decreto, alcuni «soggetti hanno effettuato acquisti prima del 16 gennaio, eventualmente accompagnati da vendite nella settimana successiva», creando «plusvalenze effettive o potenziali stimabili in 10 milioni di euro».

La Consob apre un’istruttoria sull'ipotetico insider trading di «secondo livello» (dal 2004 depenalizzato a illecito amministrativo) e poi passa le carte alla Procura, l’indagine dell’Authority si concluderà poi con la decisione di archiviare il procedimento (Vegas si è astenuto). Sembra assurdo, ma viene archiviata l’inchiesta sull’insider trading di Renzi perché DeBenedetti ci ha guadagnato «solo» 600 mila euro, ora s’indaga sulla fuga di notizie.

Renzi naturalmente nega, sostenendo che De Benedetti fu informato del decreto da un’agenzia di stampa. Quale sarebbe questa agenzia? Se non può dimostrarlo il suo è un reato politico a favore dell’editore di Repubblica, giornale che ovviamente ha censurato tutto.

La saga del «Giglio Tragico» si complica e svela il metodo di potere che ha violentato per anni le istituzioni repubblicane: prima Maria Elena Etruria viene smascherata dalle rivelazioni di Vegas, Visco e Ghizzoni «la Boschi è solo la punta dell’iceberg di un sistema molto più ramificato», poi arriva lo scandalo Renzi, a dimostrazione che le giustificazioni fanno acqua da tutte le parti.

Il grande vecchio si chiama proprio De Benedetti, che l’11 febbraio 2016 parlava così «Normalmente con Renzi facciamo breakfast insieme a Palazzo Chigi e con Maria Elena Boschi sono molto amico, ma non la incontro mai a Palazzo Chigi. Lei viene sovente a cena a casa nostra (..) del governo vedo sovente la Boschi, Padoan. Anche lui viene a cena a casa mia e basta». Mentre il 15 gennaio dell'anno del decreto De Benedetti vede Renzi alle 7 del mattino: «Anche lui accompagnandomi all’ascensore di Palazzo Chigi mi ha detto: "Ah! Sai, quella roba di cui ti avevo parlato a Firenze, e cioè delle Popolari, la facciamo". (…) ero già con un piede sull’ascensore; non mi ha detto se le faceva con un decreto, con disegno, quando». Altra responsabilità dell'ingegnere sembra essere stata il Jobs Act: «Io gli dicevo che lui doveva toccare, per primo, il problema lavoro e il jobs act è stato ... qui lo dico senza vanto, anche perché non mi date una medaglia, ma il jobs act gliel’ho… gliel’ho suggerito io all’epoca come una cosa che poteva, secondo me, essere utile e che poi, di fatto, lui poi è stato sempre molto grato perché è l’unica cosa che gli è stata poi riconosciuta».

Quindi anche se Renzi continua negarlo, il neoliberismo ha trovato piena espressione nella sua politica, che ha potuto produrre ciò che la destra di Berlusconi non ha mai avuto la possibilità di realizzare. Il delfino del Berlu è riuscito a disintegrare gli eredi del Partito Comunista, D'Alema e Bersani, annichilire i sindacati, eliminare l'articolo 18 e liberalizzare i licenziamenti, produrre la riforma del lavoro «Jobs Act», che precarizza a vita i lavoratori e distrugge l'occupazione.

Renzi incontrerà il suo mentore ad Arcore, nel 2010, per chiedere che nella finanziaria venissero inseriti aiuti per Firenze, incontro che durerà tre ore, un tempo doppio rispetto a quanto era stato previsto. Ora è arrivato il momento di sdoganare definitivamente il Berlu, dopo averlo ricevuto addirittura nella sede del PD, ai tempi del patto del «Nazareno» (lì vicino c'è la sede di Mediaset, l’ufficio di Confalonieri e quello di Gianni Letta), dopo averlo legittimato come autorevole avversario politico, da lì la sua resurrezione. E il suo recupero lo si deve al Segretario del PD, che avrebbe avuto tutto l’interesse a seppellirlo politicamente, ma non poteva certo rinunciare ai voti di Forza Italia a sostegno del suo governo.

Il connubio ha prodotto anche il decreto legge sulle popolari, convertito poi in legge nel giro di 24 ore, mentre un decreto legislativo avrebbe preteso 60 giorni per la conversione in legge. E visto che Napolitano si era dimesso, Renzi costrinse il Presidente del Senato Grasso a firmare quel decreto legge e Grasso lo firmò.

L'Autorità di Vigilanza sulla Borsa ha archiviato il dossier e lo stesso si appresta a fare la Procura di Roma, che aveva avviato le indagini su segnalazione d'ufficio della stessa Consob. Il pm Stefano Pesci e il procuratore capo Giuseppe Pignatone hanno chiesto l'archiviazione e si aspetta solo la decisione finale del gip. Insomma, ennesima pagina buia nel rapporto tra finanza, editoria e politica, con rappresentanti delle istituzioni che parlano disinvoltamente al telefono con editori e industriali interessati a ricevere informazioni riservate.

Il teatrino della politica è una commedia dell'arte. Ma perché il pasticcio Renzi/De Benedetti è scoppiato proprio ad un mese e mezzo dalle elezioni? E soprattutto per chi dovremmo votare?

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

13.01.2018

Commenti (125)

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Mostra commenti 90 caricati
    1. Tonino Basile 15 gennaio 2018

      per carità, non voleva essere un rimprovero.
      la libertà é una cosa meravigliosa e la mia finisce dove comincia quella degli altri.
      importante é essere consapevoli e coscienti dei propri comportamenti.
      questione chiusissima

    1. fabtravel.altervista.org 15 gennaio 2018

      Votare??
      Fin dalla fine della seconda guerra mondiale il governo italiano è stato deciso dagli USA - come avviene per Iraq, Afganistan e tutti i paesi liberati - con la supervisione delegata al vaticano fino a Wojtyla, il quale si è dovuto occupare di cose più importanti come la caduta del comunismo. A quei tempi L'appoggio USA passò al berlusca che continuò la lotta ai mulini a vento comunisti fino a qualche anno fa quando i dem al potere negli USA revocarono le deleghe trasferendole alla propria filiale dem in Italia, che ha eseguito un po per volta quasi tutti i compitini affidati.
      Il cambio al potere negli USA ha portato in prima battuta all'appoggio dell'opposizione da parte di trump identificata in un primo momento negli STELLINI. Quando trump ha avuto tempo da dedicare all'Italia si è reso conto che stava appoggiando degli emeriti sconosciuti invece di appoggiare suoi simili forse conosciuti precedentemente per aver concluso affari insieme o essere stati seduti vicino in qualche consiglio di amministrazione. Ecco quindi rucicciare il berlusca che indubbiamente è l'uomo cui trump ha deciso di dare il suo appoggio.

    1. Rosanna 15 gennaio 2018

      Anche tu GioCo sei una persona intelligente e questa discussione forse l'abbiamo già affrontata ... sul fatto che l'euro sia un progetto insostenibile, che finché dura toglie ricchezza alle classi popolari per indirizzarle ai detentori di capitali, toglie all'economia reale per ingrassare la finanza, ai debitori per ingrassare i creditori, lo sappiamo. Semmai è difficile capire come e quando uscire, ma che l'euro sia un micidiale strumento classista al servizio dell'establishment franco-tedesco per comprarsi a prezzi di saldo le economie del Sud Europa, e in particolare quella italiana, è dimostrato. Ricordo che abbiamo anche discusso se votare eventualmente Lega, ma mi sembra di capire che Salvini stia facendo progetti di governo con la mummia di Similaun, anche se spero che il progetto fallisca. Non credo infatti che Borghi potrebbe a quel punto imporre le sue strategie economiche al cavaliere, che sappiamo bene non si è mai lasciato comandare da nessuno, e lui non uscirà certo dall'euro. L'unica posizione sensata credo che sia quella di applicare politiche espansive anche in disobbedienza ai Trattati, con spesa a deficit, CCF, nazionalizzazione di alcuni settori, tutte cose presenti nel programma del M5S e che apriranno dei contenziosi. Solo nel momento in cui il MoV prenderà il potere potrà controllare la Rai e divulgare il verbo. Occorre quindi far maturare attraverso tali contenziosi e i dibattiti che ne seguiranno una coscienza nazionale e internazionale, attivando se possibile alleanze con governi di altri Paesi con le stesse problematiche. Credo che non esistano altre alternative. L'ultima spiaggia è l'eventualità che i 5S facciano il governo con la Lega, allora e solo allora si potrà vedere qualche spiraglio di luce, diversamente buio pesto. Buona notte !!

    1. Tipheus 14 gennaio 2018

      Astensionismo sì, astensionismo no.
      Voglio rivolgere una domanda a quelli che dicono che chi si astiene è immorale, reprobo, complice di Berlusconi, etc.
      Ma se a me fanno ugualmente schifo tutti i contendenti che devo fare?
      Votare quello che fa piacere a Rosanna Spadini? Mi spiegate perché?
      Io vorrei votare, mettiamola così, ma non posso senza fare violenza alla mia coscienza.
      Avrò diritto di andare ad annullare il voto o no?

    2. Rosanna 14 gennaio 2018

      Tipheus, hai tutto il diritto !! Il diritto di libertà di coscienza è sacrosanto :):)

    3. Tipheus 14 gennaio 2018

      Finalmente d'accordo.

    1. ant85 14 gennaio 2018

      Purtroppo il titolo è completamente sbagliato, dopo la resurrezione mediatica di Berlusconi il termine "erezioni" sarebbe stato più consono.

    2. Rosanna 14 gennaio 2018

      Giustissimo !! La prossima volta ti contatto per il titolo :):)

    1. Mario Poillucci 14 gennaio 2018

      Un eccellente post che si presta anche ad altre considerazioni! Una per tutte: ma il suino più serio è quello della prima foto oppure quelli delle foto a seguire? Io credo che il più serio sia il primo!

    2. Rosanna 14 gennaio 2018

      Beh ... alla sagra del maiale il suino più serio è sicuramente il primo, ed anche il più onesto, leale, sincero, irreprensibile ... gli altri a seguire sono tutti cloni deteriorati.

    3. Mario Poillucci 14 gennaio 2018

      Già! E' vero! Ma a fare una brutta fine è solo il più serio! Forse sarebbe ora e passata di rovesciare la prassi!! Ma sai benissimo come la penso! Purtroppo non riesco a contattare ''collaboratori'' e ciò mi tormenta più che questo letto!!!

    4. Rosanna 14 gennaio 2018

      ahahahaha ... Citare l'Alighieri di prima mattina non è da tutti :)

    1. Pietro 14 gennaio 2018

      Segnalo all’autrice un passaggio non chiaro del suo articolo:

      “(...)la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il Parlamento, perché eletto con l’Italicum, in cui c’erano dei chiari, evidenti segni di incostituzionalità? Il tutto dopo altre due leggi dichiarate illegittime, Mattarellum e Porcellum”

      Gli eletti attuali lo sono grazie al Porcellum.
      L’italicum è stato cassato dalla Corte ma per fortuna non ha fatto eleggere nessuno.
      Il problema era dato dal fatto che era legato al referendum renziano di dicembre 2016: l’Italicum disciplinava infatti l’elezione della sola camera, non del senato che si voleva abolito, pure in modo incostituzionale (Renzi dichiarò che mezzo mondo avrebbe copiato quella legge).
      Decaduta quella porcheria pasticciata e pasticciona (definizione adatta a tante altre “riforme”), se il parlamento appena sciolto da Mattarella non avesse varato una nuova legge elettorale, sarebbe valso il Mattarellum. Che non ha fatto eleggere nessuno perché dei geni hanno proposto e fatto approvare il Rosatellum (che, dopo le elezioni mi sa, sarà dichiarato incostituzionale).
      Il mattarellum è stato messo insieme dalla corte costituzionale rasando al suolo l’italicum, ed era un sistema grosso modo come il precedente in vigore con lo stesso nome dal ‘93 al 2005. Non sono sicuro ma credo che siano presenti delle differenze tra il primo e quello della corte.
      Il rosatellum...una porcheria pasticciata e pasticciona pensata per grandi intese future!
      Grazie per il suo articolo.

    2. Rosanna 14 gennaio 2018

      Grazie mille, correggo il refuso !!

    1. vocenellanotte 13 gennaio 2018

      Grazie di cuore per l'articolo. Con grande rammarico leggo commenti apologetici e inneggianti all'astensionismo. Credo che queste persone si dovrebbero vergognare. La libertà di scelta sarà sacrosanta, ma ergersi a portatori della verità vera lo trovo veramente di cattivo gusto. Ognuno è libero di non votare ma venirmi a dire che è una scelta di civiltà che tutti dovrebbero fare, questo proprio no.
      C'è della analogia tra la psicologia degli astensionisti e quella dei vegani. Entrambi i gruppi ritengono con superbia di manifestare la propria superiorità, e giudicare con disprezzo scelte diverse dalla loro.

    2. Rosanna Spadini 13 gennaio 2018

      Considero l'astensionismo una sorta di peccato grave, una forma di indifferente ignavia, una sensazione d'impotenza, magari anche una sorta di superbia, che considera il non voto l'unica forma intelligente di disprezzo verso la politica corrotta. Una politica ormai sempre più schiava dei poteri finanziari e sempre più distante dalle necessità dei cittadini. Ma il non voto non fa che aggravare la situazione, vedi il sistema Usa, dove la percentuale dei votanti rasenta il 50%, anche meno ... però il potere non viene minimamente scalfito, anzi se la gioca con i pochi rimasti che perdono progressivamente di rappresentatività.

    3. TdP 13 gennaio 2018

      Si può non votare per due motivi opposti..
      Chi lo fa motivandolo politicamente..e quindi è un atteggiamento morale..(tutti dovrebbero fare così)..e chi invece si rende conto che il suo voto in mezzo a milioni di altri non vale quasi nulla..e sicuramente non potrà cambiare le sorti che hanno deciso le masse..gli altri..lo spirito dei tempi..e sicuramente..se un singolo voto facesse la differenza tra il vincere o il perdere la maggioranza..le elezioni verrebbero rifatte per presunti brogli o false schede nulle etc..

      Il non votare è l'atteggiamento di chi si rende conto della propria nullità di fronte alle forze in campo..e che non vale la penna di affaticarsi ai seggi..

      Se poi votiamo per sfizio personale..a prescindere dal suo risultato generale..allora la politica non c'entra nulla ma solo la soddisfazione di avere fatto il possibile..soddisfazione questa del tutto ininfluente sulle sorti del governo..come rimanere a casa..ma più faticosa..

    4. Rosanna 13 gennaio 2018

      Come ho detto anche precedentemente le elezioni che hanno preceduto il collasso di un regime liberale in crisi, per esempio fascismo e nazismo, o la Spagna del 1936, o il Cile del 1973, non hanno mai visto livelli estremi di astensionismo, anzi esattamente il contrario. Sembra infatti che un calo duraturo dell’affluenza abbia più probabilità di verificarsi nel corso di processi di stabilizzazione del sistema autoritario, pur delegittimato che sia.

    5. vocenellanotte 13 gennaio 2018

      Permettimi di dirti che il tuo ragionamento è quantomeno parziale. Le tue categorie sono 3: chi non vota per scelta (a)morale, chi non vota per nullità, e chi vota per sfizio. Manca proprio la categoria dove io mi sento rappresentato (anche se il voto dovesse andare allo schieramento avverso) cioè di chi vota per scelta di civiltà, di senso di appartenenza, di umiltà, di accettare il proprio essere far parte di una comunità, di rispetto della diversità. Puoi dare tutte le giustificazioni filosofiche e dialettiche che vuoi, ma chi non vota non ha giustificazioni di civiltà, di appartenenza, di umiltà, di accettazione, di comunione, di rispetto. Ha la libertà di farlo ma non deve accampare diritti sui benefici che una organizzazione sociale gli mette a disposizione.

      Un po' come prima dicevo dei vegani che con superbia ti criminalizzano per scelte, a dir loro anti animaliste, anti ambientaliste, anti nutrizionista, però continuano a beneficiare di un mondo organizzato da individui anti animalisti, anti ambientaliste, anti nutrizionisti. Una contraddizione insopportabile. La lotta la devi condurre nei fatti concreti e che incidono nelle coscienze , non con un arroccamento.

    6. TdP 13 gennaio 2018

      Infatti non è il regime liberista in crisi..ma la politica come gestione della cosa pubblica..che la gente ormai crede impotente..
      E da questo nasce l'astensionismo di massa come presa d'atto dell'impossibilità a contrastare la dittatura della democrazia..(hahah)

    7. Epiphanius 14 gennaio 2018

      Da scolpire nel marmo. Perfetto. A quando un articolo "Contro l'astensionismo!". "Essi vivono noi dormiamo", per citare John Carpenter.

    8. manicomiopp 14 gennaio 2018

      Cioe' per vocedellanotte chi non vota dovrebbe perdere tutti i cosidetti diritti che l'organizzazione sociale gli mette a disposizione. Togliamo anche i doveri??Io ci sto.

    9. vocenellanotte 14 gennaio 2018

      Come immagino tu sappia il discorso è lungo e complesso. Si parla di diritti politici, diritti civili, diritti umani, diritti naturali. Sulla confusione e commistione di questi argomenti ci giocano in tanti a cominciare da Soros ...... voglio arrivare a dire che chi non vota convinto di esercitare un suo diritto, nella sostanza fa il gioco dei globalisti. Chi non appartiene alla elite è destinato alla sottomissione sempre più spinta e inumana.

    10. manicomiopp 14 gennaio 2018

      Stai solo dicendo che chi non vota dovrebbe votare chi fa comodo a te. Tutto qua.

    11. Rosanna 14 gennaio 2018

      Buona idea, ci penserò !!

    12. vocenellanotte 14 gennaio 2018

      Sto solo dicendo che chi non vota, in pratica vota eccome, per il partito della Franza e della Spagna

    13. Rosanna 14 gennaio 2018

      Intendevo il regime liberal democratico, non economico liberista, in vigore in Italia prima dell'avvento del fascismo.

    14. gix 14 gennaio 2018

      Nella maggior parte dei casi chi si astiene oggi, almeno una volta nella vita avrà votato qualcosa, quasi sempre sbagliando, perché quelli che hanno deciso di non votare fin dall'inizio, avendo capito tutto della politica, in realtà non esistono. Il problema è proprio questo, diciamolo chiaramente, i motivi dell'astensionismo possono essere molti, alcuni persino degni di rispetto, ma, nella maggior parte dei casi, spesso si tratta di incapacità di ammettere la propria inadeguatezza nel giudizio politico, scaricando sugli altri le proprie colpe. E' un meccanismo psicologico che probabilmente il sistema conosce bene e sfrutta a proprio vantaggio, tanto è vero che l'astensionismo fa comodo e non si fa nulla per eliminarlo; per esempio, si potrebbe togliere il diritto di voto dopo un certo numero di astensioni immotivate, se veramente si volesse fare del tutto per far partecipare la gente alle scelte civiche e politiche di un paese.

    15. manicomiopp 14 gennaio 2018

      ad ostia c on un astensionismo oltre il 50% chi ha vinto??la' nessun grillino a lamentarsi

    16. Rosanna 14 gennaio 2018

      Credo che l'astensionismo sia un fenomeno complesso, e dipenda da molte variabili storiche e culturali, infatti forse la giusta domanda da porsi non è tanto chi non vota e perché non vota, semmai il contrario, quindi chi sono quelli che ancora votano e come conquistarli? Come sensibilizzare il loro portafoglio? Perché gli statistici lo sanno molto bene: meno persone vanno alle urne, più è facile prevedere il risultato. Le elezioni più incerte infatti sono quelle con un’affluenza alta, e per il potere costituito gli astenuti sono molto meno rischiosi degli indecisi. Grazie alla famigerata ‘governabilità’, bastano pochi voti e uno scarto minimo sul secondo arrivato per controllare il Paese. Lo sa bene Renzi, che ha governato alla Camera con il voto di 22 italiani su cento (il 29,74% del 75% di cittadini che si sono recati alle urne), e al Senato grazie al voto di 23,7 italiani su cento. Voti quasi sicuri, perché è più facile cambiare parrucchiere che cambiare partito.

    17. TdP 14 gennaio 2018

      Si può non votare anche per semplice disinteresse verso un atto che non ha nessun significato politico ma solo sociale..(è indubbio che il mio singolo voto non condiziona la vittoria di alcunché )

      E per quanto riguarda il valore sociale..mi sembra di capire che al giorno d'oggi i cosiddetti valori reali non siano più in voga..sostituiti da presunti valori del tutto inventati..che trascinano la gente verso la pazzia o l'annientamento..
      Sono obbligato a fare tante cose che non mi garbano..e assisto a tante cose che mortificano il senso di una comunità cosiddetta civile..per cui starsene in disparte e pensare alla salute dell'anima può essere la scelta più sensata..
      Non do al mio gesto un significato polemico..dico solo che il buon cittadino è quello che non ti deruba..o ammazza..è educato e cerca nel suo piccolo di fare le cose giuste anche per intimo interesse a far bene le cose..senza significati sociali che puzzano di moralismo coattivo.. oltre tutti gli obblighi che abbiamo per legge e che rendono la comunità desiderosa più o meno inconsciamente di una bella guerra nucleare liberatoria..

    18. vocenellanotte 14 gennaio 2018

      Infatti non mi permetto di giudicare chi sceglie di non votare e vive scelte intime e personali nel rispetto degli altri. Anzi ammiro chi riesce a estraniarsi perché capisco il dolore e la tensione tra il proprio essere individuo e il proprio partecipare al gruppo.
      Contesto duramente invece chi vuole spacciare il proprio qualunquismo, egoismo, superbia per scelta di civiltà e pretende di insegnarmi qualcosa.

    19. fabio 20 gennaio 2018

      Applausi!!!!!!

    1. Vamos a la Muerte 13 gennaio 2018

      "I sondaggi ora danno il Pd in caduta libera al 23%": credo - e spero - che il Pd avrà un riscontro elettorale ben al di sotto del 20%. Il Referendum del 4 Dicembre scorso ha ampiamente dimostrato che il Kazzaro di Rignano sull'Arno ha perduto il suo appeal su quell'ampia fascia di elettorato che alle Europee del 2014 gli aveva dato fiducia. Il Tesseramento del Pd, quello sì! è in piena caduta libera a livelli da albumina (da 400 mila a 90 mila iscritti in un anno!) e inoltre, come ha ampiamente dimostrato la Campagna Elettorale per il Referendum Costituzionale, fasce sempre più ampie della popolazione bypassano la televisione informandosi sul web (ecco il motivo del violento attacco all'Informazione da parte di Madama Boldrini e di altri rifiuti da discarica) o semplicemente spegnendo lo schermo televisivo. Solo per fare un esempio: giovedì sera il "Ritorno" di Michele Santoro su Rai 3 ha racimolato 1,139 milioni di persone davanti allo schermo surclassato non soltanto dai primi episodi della nuova stagione di "Don Matteo" (oltre 7 milioni di persone) ma da qualsiasi altro programma che non parlasse di "politica" (si fa per dire). Peggio di Santoro hanno fatto soltanto Del Debbio (888 mila persone) e il figliol prodigo Formigli (797 mila), "stranamente" altri due programmi in cui si raglia di "politica".
      Pertanto, per quel che mi riguarda: non perderò neanche un minuto della mia vita a guardare simili letamai televisivi. E voterò il Movimento perché, nonostante certi difetti tutt'altro che veniali (si veda, ad esempio, l'esasperato tatticismo riguardo la posizione sull'Euro) rimane comunque un "Partito" di gente perbene con le mani pulite. Non basta, certamente, ma l'Alternativa si chiama "Renzi e Berlusconi": e a me personalmente, anche soltanto vederli in foto, fanno letteralmente venire i brividi.

    1. Primadellesabbie 13 gennaio 2018

      Ma veramente state prendendo sul serio questa pagliacciata?

      Destra, sinistra, ma dove? Ma quando?

      C'é spazio solo per il gossip, se a qualcuno interessa, un connubio tra adolescenti immaturi che non sanno nemmeno loro perché sono lì, e dei vecchi pervertiti, pieni di soldi, che se si muovono fuori dal Paese, dove hanno dato loro il permesso di far razzia, si vedono portar via finanche le mutande.

      I politici? Sono politici appunto: quelli sopravvissuti fisicamente e che sono riusciti a defilarsi, hanno annusato l'aria che tira e si sono ritirati da qualche parte, a godersi il gruzzolo e l'aria buona. I nipotini sistemati all'estero naturalmente, come sempre.

    1. panchis 13 gennaio 2018

      Tutti si vanno convincendo che il prossimo governo sará di centro destra, la mia modesta opinione invece é che sara un governo PD+M5S... che a pensarci bene é anche la miglior opzione possibile: chissá che non accelleri la rivoluzione...

    1. TdP 13 gennaio 2018

      Gli elettori votano i programmi..e dal momento che i programmi non si possono attuare se chi comanda e non è eletto si oppone..le elezioni servono solo a dare la poltrona a chi è più o meno simpatico..una specie di concorso a premi per chi è telegenico..

      Questo è il dato di fatto..
      L'alternativa sarebbe quella rimanere come siamo oppure andare in compagnia della Corea del Nord..con le comprensibili conseguenze..

      Ha..già..ma qui non c'è neppure la dittatura...che si oppone..
      Mi par di vedere come gli strumenti di informazione sosterranno il vincitore che vuol cambiare tutto...(hahaha)..e il popolo unito che si ribella per difendere chi ha vinto..

      Non siamo neppure degni di Maidan..che saremo normalizzati anche senza rivoluzione colorata..

    2. gix 13 gennaio 2018

      Purtroppo non è del tutto vero che gli elettori votano i programmi, che spesso poi nemmeno capiscono....magari fosse così, ma nella maggior parte dei casi è già tanto se votano le promesse elettorali stile 80 euro, che poi c'è sempre il rischio (in realtà la quasi certezza) che non vengano mantenute. Se no non si spiegherebbero i collegi cosidetti sicuri, le massaie berlusconiane, i voti di scambio, gli irriducibili del pd ecc. Ma anche nel caso dell'elettore presunto "libero" da condizionamenti, la scelta, oggi, è soprattutto un fatto emotivo e, purtroppo ancora, superficiale. Per questo forse la gente dovrà infliggersi un altro giro di politica autolesionista, prima di capire veramente come stanno le cose.

    3. manicomiopp 14 gennaio 2018

      c'e' chi promette 1600 euro a coppia con 2 minori, altro che 80 euro.

    1. Tonino Basile 13 gennaio 2018

      se quelli che dicono di avere le p... "da surfcasting" si impegnassero per cacciare via la corruzione oligarchica-partitica dalle "stanze dei bottoni", forse il coniglio bagnato non sarebbe diventato lo spartaco degli ultimi a cui viene impedito di utilizzare la "scala della società..."!
      saluti comunisti... quelli veri.
      quelli che, viste le scarse scorte di uomini con le p... da eleggere, voterà m5s...

    1. Tonino Basile 13 gennaio 2018

      non andare a votare?

      guarda che i loro, quelli che votano pd+o-l e altri partitini, +o-petalosi, ruote di scorta, che che pidiodiati, quelli che forzitaliodiati, quelli che nenciniodiati, quelli che boniodiati, quelli che cooperatidioti, quelli che corrotti e corruttrori, quelli che evasori, quelli che per convenienza, quelli che per sudditanza, quelli che per servilismo... a votare ci andranno anche stavolta!

      e bastano per dare la maggioranza e mandare al potere gli inciuciari +e-l ...!

      alla faccia del 50% che, infingardamente, continua a non andare a votare...!

      quando avremo capito come funzionano le leggi elettorali incostituzionali che continuano a votarsi per farsi eleggere... speriamo non sia troppo tardi...!!!

      saluti a 5 stelle

    1. dadafari 13 gennaio 2018

      Un altro articolo da poster nelle strade, spero in un aggiornamento sulle motivazioni dell’archiviazione

    1. gix 13 gennaio 2018

      Parlando della Lega, sarebbe interessante sapere se è ancora tenuta per le palle da mister B, secondo quella storia per cui il marchio del partito di fatto era nella disponibilità di quest'ultimo. Potrebbe anche non essere un semplice problema di marchio (peraltro sostituibile), bensì di fondi e prestiti non restituibili...chissà, magari così si spiegherebbe come mai Salvini ultimamente pare così mortificato. Comunque, se anche le forze politiche in campo dovessero cambiare, cioè vincesse il centrodestra (tutto si sta predisponendo affinché così accada), con la sinistra a leccarsi le ferite, continuerebbe il sistema attuale di sostegno reciproco a parti invertite, ovvero la sinistra a sostegno del governo di destra. Questa semplice osservazione dovrebbe far riflettere su cosa fare quantomeno per interrompere i giochi. Il fatto poi che lo scandalo di cui si parla sia uscito non a caso appena prima delle elezioni, probabilmente sta a significare che il ruolo della sinistra, essendosi ormai logorata con i governi che ha gestito, può ora solo ambire al ruolo di stampella di un governo del centrodestra.

    2. Rosanna 13 gennaio 2018

      Sono perfettamente d'accordo con quanto dici, vorrei aggiungere che Salvini non avrebbe alcun interesse a farsi cannibalizzare di nuovo da un ottuagenario che non rispetterà nessuna promessa elettorale, e che ha un programma ultraliberista, che non cancellerà di certo né la Fornero, né il Jobs Act, magari dimenticandosi dello Ius Soli, ma lasciando il fenomeno immigrazione inalterato, quindi non è assolutamente assicurato il suo appoggio ad un governo di destra guidato dal solito Cavalier Dentiera, sarebbe molto più opportuno per lui allearsi con i 5S, perché hanno molti obiettivi in comune, euroexit, immigrazione, Fornero ... e poi in questo modo potrebbe far crescere la sua leadership di destra per il prossimo futuro, perché in termini anagrafici ha ancora molto tempo davanti.

    3. olmo 13 gennaio 2018

      Sono d'accordo sul fatto che l'unica possibilità di aprire una breccia, con questo stato di cose, è una alleanza lega - 5S al di là delle bordate che scambiano. Un governo di "salvezza nazionale" così come si fecero i comitati di salvezza nazionale mettendo da parte divisioni e differenze per uno scopo più alto.
      Difficile ma non impossibile, è una questione di "intento inflessibile".

    4. Antonello S. 13 gennaio 2018

      Salvini ha spesso effettuato aperture verso i 5s, in quanto, come affermi te, hanno diversi punti in comune (quasi per fare un paragone un pò azzardato come fra Melenchon e Le Pen all'epoca).
      Però se c'è qualcuno che ha fatto le orecchie da mercante questo è stato proprio Giggino.
      Forse perchè buona parte della base pentastellata è ideologicamente ancora formata da nostalgici di sx?

    5. Rosanna 13 gennaio 2018

      Credo che la chiusura dei 5S verso la Lega sia funzionale al proprio programma, che dice "nessuna alleanza con nessun partito", anche perché sono 10 anni che lo ripetono come un mantra, però dopo il voto le alleanze su determinati punti sono consentite, quindi credo che potrebbero farle ... del resto viviamo in un'epoca postmoderna, né destra né sinistra, ricordi ??

    6. Lupis Tana 13 gennaio 2018

      Cavalier dentiera, (bella, me la segno) l'ho soprannominato tutankamon ma gli son dati più alias a lui che a Totò, saluti, t l

    7. Epiphanius 14 gennaio 2018

      E' una ipotesi ma i grillini sono troppo venati di mondialismo e sinistrorsi, sicuramente una frangia (es. FIco e accoliti) non accetterebbero mai una simile alleanza. Sarebbe però divertente assistere allo sconcerto di Economist, Repubblica, Espresso ecc. e a tutti i loro attacchi bava-alla-bocca. Mettiamoci anche Fazio, Mentana ecc. Almeno per qualche mese, fino al primo attacco finanziario. Se si vuole avere alternativa allo status quo toccherà prepararsi, le forme di guerra asimmetrica prolifereranno.

    8. manicomiopp 14 gennaio 2018

      ricordo anche che i cittadini decidono ed i cittadini 5s seduti in parlamento eseguono e basta. Te che sei una cittadina di serie a perche' iscritta, potresti dirci cosa avete deciso?

    9. Annibale Mantovan 14 gennaio 2018

      Anche il diavolo pur di pararli fuori! Ma nettamente. Certo ha ragione Epiphanus...sai dove ti ritrovi lo spread? Ecchissenefrega!!! Se vogliono i soldi indietro si tratta con il nuovo ma prima si chiudono le frontiere e si fa pulizia!

    10. Rosanna 14 gennaio 2018

      Non lo so nemmeno io purtroppo, seguo i portavoce e i loro interventi sui social, solo così si riesce a mantenere i contatti. Le ultime dichiarazioni di Di Maio sono queste: "Leggo in questi giorni ardite ipotesi di alleanze tra noi e Liberi e Uguali, ma io non so neppure quanti parlamentari prenderà: per fare un governo servirà un'ampia maggioranza" ... "Faremo un appello la sera delle elezioni, qualora non dovessimo raggiungere il 40% - spiega - rivolto a tutte le forze politiche, a tutti i gruppi". Il candidato premier M5S chiarisce: "non dicano che noi vogliamo fare alleanze con la sinistra, con quelli che oggi probabilmente stanno ancora sotto la soglia di sbarramento. Dobbiamo pensare in grande, noi vogliamo andare al governo, se gli italiani ci manderanno al governo, se saremo la prima forza politica del Paese la sera delle elezioni faremo di tutto per non lasciare l'Italia nel caos ma per darle un governo solido, affidabile e che affronti le priorità".

    11. manicomiopp 14 gennaio 2018

      quindi sono i cittadini a decidere.....o non decidono piu'??

    1. snypex 13 gennaio 2018

      Complimenti per l'articolo.

    2. Rosanna 13 gennaio 2018

      Grazie mille !! :)

    3. Mario Poillucci 13 gennaio 2018

      Tirchia!!!!!! Si dice ''grazie 10.000''!!

    4. dadafari 13 gennaio 2018

      ragioni ancora in lire.. in effetti dava senso di ricchezza

    1. --<>-- --<>-- 13 gennaio 2018

      Un imprenditore che ha la tessera n*1 del partito al governo, prende soldi da banche gestite dal partito, non li restituisce e manda in crisi la banche, il governo vara un decreto per salvarle, ma prima avvisa il suddetto imprenditore, che grazie alla soffiata, guadagna un mucchio di soldi in borsa.
      Se quel partito non è ancora stato sciolto e quell'imprenditore e i politici non sono in galera, penso di non vivere in un paese civile, e che andare a votare sia inutile.

    2. Mario Poillucci 13 gennaio 2018

      E hai anche ragione ma, bada bene, che ciò che vogliono, ciò che desiderano, ciò per cui ''lavorano'' è il non voto sempre più ampio e diffuso! In tal modo ''voteranno'' solo i loro sodali, complici e luridi fiancheggiatori e il male dilagherà ancora di più senza freni e decenza!! Poi fai tu, per quanto ti riguarda!!

    3. Lupis Tana 13 gennaio 2018

      ! Se quel partito non è ancora stato sciolto... ! bisognerebbe scioglierli nell'acido, i partiti, naturalmente... t l

    4. Nonsenepuòpiù 13 gennaio 2018

      Per completezza bisognerebbe menzionare anche la legge che scarica i debiti di questi signori sulle spalle dei risparmiatori colpevoli di aver affidato i loro sudati salvadanai alle banche.

    5. --<>-- --<>-- 13 gennaio 2018

      Anche, infatti, unendo i puntini emerge chiaramente un disegno fraudolento.

    6. --<>-- --<>-- 13 gennaio 2018

      Hai in parte ragione anche tu, perchè comunque sia, il peso e le conseguenze della delegittimazione da astensionismo gli creerebbero non pochi problemi.

    7. Mario Poillucci 13 gennaio 2018

      E' vero però non posso fare a meno di prendermela anche con la gente che affida i sudati risparmi ale banche!!! Abbia pazienza ma se fossi un pastore potrei mai affidare il gregge ad un branco di lupi???

    8. Mario Poillucci 13 gennaio 2018

      Sai dove risiede il nodo di Gordio del problema? Risiede e consiste nel dato di fatto che ''loro'' della delegittimazione da astensionismo se ne fottono ampiamente ed allegramente siccome ''protetti e tutelati'' dai veri padroni del vapore! Il ''nodo di Gordio'' dobbiamo ''scioglierlo'' noi! Todo modo!! E per questo si lavora stanne certo!!

    9. --<>-- --<>-- 13 gennaio 2018

      Se la maggioranza della popolazione non li riconosce come legittimi rappresentanti delle istituzioni, e agisce in tal senso, fanno poca strada.

    10. Mario Poillucci 13 gennaio 2018

      ''Agire in tal senso''! Esatto! Ma agire doverosamente nel modo più corretto, efficace e salvifico sembra che al volgo non solo ma anche al colto ed all'inclita non entri in circolazione arteriosa!! Ma ne riparleremo comunque ed a breve!! Ciao!

    11. --<>-- --<>-- 13 gennaio 2018

      Sarebbe opportuno che anche l'astensionismo si organizzasse in movimento.

    12. kison 13 gennaio 2018

      non è così semplice uscire dal circuito bancario

    13. Tizio.8020 13 gennaio 2018

      E ti servivano queste cose per capirlo?
      E' da un pezzo che si sapeva.

    14. dadafari 13 gennaio 2018

      chiedere in massa, via mail, la reintroduzione di banche di solo risparmio?

    15. Rosanna 13 gennaio 2018

      Già ... ma gli astensionisti hanno perso ogni fiducia nel sistema, diversamente non sarebbero tali ... quindi ??

    16. gilberto6666 13 gennaio 2018

      Quindi si può incidere con altri strumenti extraparlamentari, intanto non riconoscendo più nessun rappresentante del popolo e dei "cittadini", ma direttamente. Sul fronte fiscale e dei consumi, ad esempio.

    17. Primadellesabbie 13 gennaio 2018

      Se l'astensione voluta arrivasse a percentuali veramente allarmanti si affaccerebbe il timore che anche uno sciopero fiscale potesse avere qualche esito, e questo rischio potrebbe portare a dei cambiamenti nella confidente sicurezza con cui viene oramai gestito il potere dalle nostre parti.

      Non sottovalutiamo la potenzialità dell'astensione.

    18. Rosanna 13 gennaio 2018

      Beh ... se pensiamo che nella storia le elezioni che hanno collassato un sistema liberale, per esempio l’Italia del 1921, la Germania del 1933, la Spagna del 1936, non hanno mai visto crolli vistosi dell’affluenza, anzi, proprio il contrario, la tendenza a un calo duraturo dell’affluenza ha più probabilità di verificarsi nel corso di processi di stabilizzazione del sistema, pur delegittimato che sia. Insomma una dittatura da cui non si può uscire con le solite modalità che la storia ci ha insegnato, ma al contrario, forse solo con una crisi sistemica, che per ora sembra assolutamente lontana dal verificarsi.

    19. Primadellesabbie 13 gennaio 2018

      Probabilmente hai ragione (sebbene questo sia un periodo "altro"), la mia é un'ipotesi, non ho abbastanza contatti. in questo periodo, per tentare una valutazione, solo gente che ne ha ras le bol di tutto, e dell'informazione, main o no, non mi fido.

      Da noi credo che la televisione la faccia ancora da padrona e tenga sotto tutti.

      Guarda qui, ho appena letto su dagospia (Beppe wars): "più sarà alta la percentuale degli astensionisti, più sarà alta la percentuale di M5S"

    20. Epiphanius 14 gennaio 2018

      Non gli interessa nulla della maggioranza della popolazione. Sono cose scritte e riscritte, anche nei loro programmi. Basta studiarsi la storia del riflusso post-anni 70, se la Spadini avesse voglia di approfondirla. E' un sottile gioco culturale, ma con la cultura si comandano le masse, diceva Sankara, che concludeva indicandola come l'arma più efficace, più flessibile e meno costosa. Di grazia: perchè intorno al 77/78, conclusa l'operazione "Moro", a Sanremo vincevano canzoni a sfondo erotico, partiva la liberazione sessuale concimata nel 78, il Corriere o Panorama parlavano di riflusso e di ritorno al privato, pubblicavano scabrose lettere di italiani e tutto remava verso il MINORE IMPEGNO POLITICO. Ecco dove siete oggi. Intelligentibus pauca.

    21. Epiphanius 14 gennaio 2018

      Illusi. Le cose andrebbero avanti anche con lo 0,1 di votanti.

    22. manicomiopp 14 gennaio 2018

      le cose andranno avanti anche coi 5s al governo. 41 anni di contributi propongono. Bel cambiamento.

    23. --<>-- --<>-- 14 gennaio 2018

      Più che nel sistema, l'hanno persa nei confronti della classe dirigente.
      Ci sono tanti motivi per cui uno non va a votare.
      C'è il menefreghista, ma c'è anche il consapevole, che si interessa di politica e vede nell'astensionismo una chiave per il cambiamento.
      Ci sono stati parecchi casi di elezioni invalidate per mancanza di quorum, ed è questo che deve succedere quando l'astensionismo supera il 50%, ogni presa di potere raporesenta un abuso, in tali condizioni.
      Io lo vedo come l'unico modo per riprendersi un poco di potere pubblico.

    24. --<>-- --<>-- 14 gennaio 2018

      Se non si raggiunge la metà più uno degli elettori, le elezioni vanno invalidate.
      È già successo.

    25. Annibale Mantovan 14 gennaio 2018

      Io non so...ma ci sarebbe un sistema. E' assodato che le "autorità" vogliono i nostri soldi. A loro interessa SOLO che il popolo paghi! Bisognerebbe trovare il modo di non darli. Ostacolare, rallentare, evitare...cercare un sistema insomma per non pagare o pagare di meno al chè sarebbero i nostri creditori esteri a fare fuori le nostre "autorità".

    26. Epiphanius 14 gennaio 2018

      Infatti mai li sosterrò.

    27. --<>-- --<>-- 14 gennaio 2018

      Non voto dal 92, penso quindi di averlo capito da subito dove si stava andando con il sistema maggioritario.
      La tua, è una tipica frase di quelli che hanno capito per ultimi.

    28. Airperri 15 gennaio 2018

      Ottima annata

    1. gilberto6666 13 gennaio 2018

      L'articolo si chiude con una domanda cui è facile rispondere, ovvero, per nessuno.Astensione dai ludi cartacei. Il partito del non voto sarebbe stato il primo assoluto senza la stampella a Cinquestelle.

    2. Epiphanius 14 gennaio 2018

      Non votare è funzionale a costoro. Fate voi. Tutti quelli che orgogliosamente pensano di essere ganzi stando a casa subiranno sempre più. Siete perfetti atomi del mondo globale, senza radici, senza speranza, senza volontà. Smartphone, tatuaggi, un po' di "solidarietà" per dare retta a Bergoglio e Boldrini e poi "io speriamo che me la cavo". Ma votare no, è da illusi...si sa. Meglio stare a casa pensando che le cose cambieranno mentre noi stiamo fuori dal ring.

    3. gilberto6666 14 gennaio 2018

      Lei ha i tatuaggi nel cervello

    1. Lupis Tana 13 gennaio 2018

      ! che figata rubare mentre gli altri lavorano... !

      b. e la bomba atomica hanno lo stesso effetto:
      i danni e i disastri dureranno centinaia di anni e nessuno che fermi questo scempio.
      altro che votare, bisogna vangare e scavare a fondo,
      perché di buche ne occorreranno tante. e tanto disinfettante. l'ira del mansueto sta per arrivare...t l

    2. Mario Poillucci 13 gennaio 2018

      Me lo auguro LT! Non è più tempo di mansuetudine! La ''mansuetudine'' porta tutti noi in un mattatoio e poi in una macelleria a testa in giù! E' tempo, è giusto, è doveroso, necessario, sacrosanto, legale e salvifico che altri vivano nel terrore del mattatoio e della macelleria, prima che sia troppo tardi e te lo dico rattristato e addolorato perchè non dovevano portarci a queste conclusioni!

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