Elezioni Politiche 2022, fatte le regole trovato l'inganno

Verso il voto del 25 settembre, luci e ombre delle prime settimane. La fotografia del panorama politico.

elezioni politiche

Di Massimo A. Cascone per ComeDonChisciotte.org

Rispettando le prerogative del ruolo che ricopre a tutela della Costituzione e dei principi in essa contenuti - tra cui il più importante: la sovranità appartiene al popolo - il nostro amato Presidente della Repubblica ha deciso di sciogliere le camere a metà luglio, consegnando a parte dell'estate la fase più calda del processo elettorale: la presentazione delle liste.

Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica, gli italiani sono chiamati a votare a settembre, precisamente il 25. I partiti dovranno quindi fare tutto di fretta, mettere giù liste, scegliere gli alleati per chi si presenta in coalizione, raccogliere le firme (non tutti) e, ovviamente, nonostante sia quasi in disuso oramai confrontarsi con gli elettori, fare campagna elettorale per accaparrarsi i voti.

La campagna elettorale per un po' è stata un lontano ricordo, quasi come se ci volessero abituare anche alla mancanza del rapporto partiti-elettorato. Ciò anche grazie alle forze parlamentari, tutte unite in un governo di unità nazionale, presieduto da Draghi, che non rispondeva a nessuna volontà se non quella della UE e della NATO.

Lui, ex banchiere, che mai ha partecipato alla corsa elettorale, messo a capo del governo per fare ciò che nessuno era in grado di fare: far avanzare a spron battuto l'agenda imposta dai poteri finanziari a prescindere dal consenso dei cittadini italiani. D'altronde chi non ha un partito non ha elettori di riferimento, e quindi non ha nessuno a cui dover dar conto sotto di lui (al massimo sopra di lui in questo caso).

Ci troviamo così a scrivere in un momento davvero concitato, dove alcune coalizioni non si sono ancora palesate, i rapporti di forza sono in fase di studio e c’è chi, a poco meno di un mese dalla presentazione delle liste, ancora è incerto sul da farsi. Prima di fare una panoramica politica e partitica, è importante capire bene l'attuale legge elettorale.

La legge Rosato, detta anche Rosatellum, è entrata in vigore il 12 novembre 2017 [1] in sostituzione delle precedenti leggi elettorali (Italicum e Porcellum) soggette a pronunce di incostituzionalità da parte della Corte, ed è stata utilizzata per la prima volta nelle elezioni del 2018. All'epoca, come vi ricordate, non ci fu nessun vincitore, nessun partito o coalizione riuscì ad ottenere la maggioranza per governare e, dopo vari tira e molla durati ben 80 giorni, nacque da un "contratto" tra M5S e Lega il primo governo Conte.

Scendendo nel dettaglio del suo funzionamento, il Rosatellum è un mix di proporzionale e maggioritario che favorisce la nascita di coalizioni, con soglie di sbarramento al 3% per chi corre da solo e al 10% per chi corre in coalizione, con almeno una lista della coalizione sopra al 3%.

Nello specifico, dopo il taglio dei parlamentari voluto dal 5 Stelle e raggiunto con la legge costituzionale del 19 ottobre 2020, circa due terzi dei seggi - il 61% - sono assegnati con criteri proporzionali in liste bloccate (245 alla Camera e 122 al Senato); il 37% dei seggi (147 alla Camera e 74 al senato) è assegnato in base al modello maggioritario in collegi uninominali e, infine, il restante 2% (8 alla Camera e 4 al Senato) è destinato al voto degli italiani all’estero, per i quali è previsto il voto di preferenza e non con liste bloccate.

Nonostante il mix di proporzionale e maggioritario, per l'elettorato il voto si esprime quindi univocamente.

All'interno della cabina si vota infatti la lista, e il voto è direttamente valido sia per l'assegnazione con metodo maggioritario (poichè va al candidato uninominale collegato a quella lista) sia per la parte proporzionale, visto che si vota la lista stessa. Se l'elettore invece vota solo il candidato nel collegio uninominale, ed esso è espressione di una coalizione, il voto è spalmato tra le diverse liste che lo sostengono.

Per questo motivo, non è possibile il voto disgiunto. In particolare, non è possibile scegliere un candidato all'uninominale non collegato alla lista scelta per il proporzionale.

Come dicevamo, questo metodo favorisce le coalizioni e ciò lo si intuisce soprattutto per la parte che riguarda i seggi assegnati con il maggioritario. I partiti uniti in coalizione faranno confluire i voti verso candidati forti scelti di comune accordo per aggiudicarsi il seggio, inoltre le liste che prendono tra l'1% e il 3% riversano i loro voti nelle altre liste coalizzate, voti che altrimenti andrebbero persi. Sotto l'1% invece, non si contano. I partiti che corrono da soli e non superano il 3% non prendono seggi.

Dato il marasma e la proliferazione dei partiti, è chiaro che lo scontro è soprattutto tra coalizioni. Ecco quindi che la grande alleanza Lega-Fratelli d'Italia-Forza Italia sembra essere in grado di imporsi, risultando l'avversario più forte da battere. In questa prospettiva, senza alleanze competitive dall'altra lato, la partita per l'assegnazione del 37% dei seggi potrebbe vedere un risultato scontato, portando l'Italia ad essere governata dalla destra dopo tanti anni.

Per questo motivo, il PD sta cercando in tutti i modi nuovi amici e, in questa prospettiva, dopo aver dato vita alla lista “Democratici e Progressisti” insieme ad Articolo Uno di Speranza, è fresca l’alleanza con Azione/+Europa.

Dopo giorni di discussioni sulle rispettive posizioni che devono essere tutelate, Letta, Calenda e Della Vedova hanno raggiunto un’intesa elettorale che riapre la corsa al governo. [2] L’opera di costruzione portata avanti dal segretario del PD di un blocco più grande possibile per contrastare la destra - come dicevamo, la coalizione da battere - potrebbe aver spostato però troppo il PD verso una riconferma delle politiche draghiste ora che anche Calenda è parte del progetto, politiche avversate invece da Europa Verde e Sinistra Italiana, oggi più di prima incerte su come posizionarsi.

Chi sicuramente non ha accolto con piacere la nuova alleanza PD-Azione/+Europa è Di Maio, che ha presentato in questi giorni il nuovo soggetto politico “Impegno Civico”, di cui è fondatore insieme a l’ex presidente della Regione Lombardia Tabacci. [3] Letta ha promesso infatti ai nuovi alleati che nessun segretario di partito e nessun fuoriuscito da Forza Italia e M5S potrà essere candidato nei collegi uninominali, dove invece Di Maio sperava di posizionarsi se ad apparentarsi con il PD fosse stato lui prima degli altri. Stando così le cose, il progetto di Di Maio rischia di naufragare pochi giorni dopo la sua nascita. Conscio che il suo partitino difficilmente potrà superare il 3% se corre da solo, l’unica via d’uscita oggi è accettare l’offerta del PD: candidarsi nei collegi assegnati con il proporzionale sotto l'insegna Democratici e Progressisti. Così potrebbe assicurarsi un posticino nel prossimo Parlamento, mentre non sarà così semplice per coloro che lo hanno seguito fuoriuscendo dal M5S.

Anche Renzi è stato tagliato fuori dall’apparentamento Letta-Calenda, che ha visto tramontare così il sogno del cd. Terzo Polo. Da quanto ci raccontano, il PD non ha fatto pervenire alcun offerta di alleanza all’ex Presidente del Consiglio, che pare sia abbastanza sicuro di potercela fare anche correndo da solo, vedremo.

Renzi ci ha dimostrato di avere 9 vite come i gatti e difficilmente rinuncerà ad entrare in Parlamento.

Il M5S, nel frattempo, con i consensi che viaggiano intorno al 10% [4], sembra un pesce fuor d'acqua senza amici e senza alleati, eppure Conte si mostra sicuro che possano essere loro la vera sorpresa di questa elezione estiva... convinto lui! [5] Probabilmente sta soltanto cercando di ricostruire la fiducia dell’elettorato.

Stesso discorso per la coalizione "Unione popolare", nata dalla convergenza di Potere al popolo, Dema (il movimento dell'ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris), Rifondazione comunista e la componente parlamentare di ManifestA. Nonostante si considerino gli unici veri oppositori del governo Draghi, e per questo forse vorrebbero che li ponessimo nel capoverso successivo - quello riguardante i partiti "del dissenso" - in realtà, proprio come tutti gli altri, sulla pandemia hanno totalmente piegato la testa ubbidendo ai diktat imposti.

Se il quadro quindi è abbastanza chiaro tra i partiti "del consenso", il discorso non è molto diverso quando si passa ad analizzare la situazione dei partiti "del dissenso", oggi incredibilmente disuniti nonostante l'alta posta in gioco.

Dopo essersi punzecchiati vicendevolmente per mesi e mesi, i leader di questi partiti, ora che sono stati chiamati ad assolvere al ruolo di vera opposizione, non sono riusciti a essere all'altezza del momento storico, frastagliandosi piuttosto che compattandosi in un'unica grande coalizione, che avrebbe potuto avere una speranza non solo di entrare in Parlamento, ma anche di imporsi conquistando una buona fetta di seggi.. insomma la vera sorpresa potevano essere loro, andando oltre anche le antipatie caratteriali, ma purtroppo non sarà così.

Al momento il panorama che abbiamo sotto i nostri occhi vede presenti quattro coalizioni:

  • VITA, fondata da R2020 (Cunial-Barillari), No Paura Day (Sensini), 3V (Teodori), Alleanza Italiana Stop 5G (Martucci) e Sentinelle della Costituzione (Avv. Polacco);
  • ITALIA SOVRANA E POPOLARE, che riunisce Ancora Italia (Toscano), Partito Comunista (Rizzo), Riconquistare l'Italia (D'Andrea), Azione Civile (Ingroia), Italia Unita (Nappi) e Comitati No Draghi;
  • ALTERNATIVA PER L'ITALIA, che vede insieme Il popolo della Famiglia (Adinolfi) e Movimento Exit (Di Stefano);
  • Il matrimonio tra Italexit (Paragone) e Alternativa (Cabras).

Poi abbiamo quelle forze che non sono state volute da nessuna coalizione o, molto più semplicemente, hanno preferito correre da sole come:

  • UCDL: Unione per le cure, i diritti e le libertà, fondata da Erich Grimaldi;
  • Forza del Popolo, fondata da Massimiliano Musso.

Un totale di sei realtà che si sono auto-attribuite la rappresentanza del dissenso dei cittadini, dimostrando attraverso le azioni e i programmi elettorali la contrarietà alle posizione assunte da Conte prima e Draghi poi, hanno deciso quindi di presentarsi a questa tornata elettorale.

Tra queste, secondo i sondaggi, la più forte e favorita risulta quella costruita da Toscano, Rizzo e gli altri. Subito dopo quella di 3V e Sara Cunial, diventata la paladina no green pass dell'ultima legislatura; da non dimenticare, per la coalizione di Cabras e Paragone, il sostegno al governo Conte durante i primi mesi di pandemia.

Tutte queste formazioni "anti sistema", come d'altronde avevamo accennato prima parlando di Unione Popolare, non sono sicure di poter presentare le liste in tempo per poter essere presenti sulla scheda elettorale.

Una delle macchie più grandi di queste elezioni riguarda infatti la disuguaglianza tra i partiti e partitini che non devono raccogliere le firme per presentare le liste e quelli che invece (e guarda caso sono le realtà “del dissenso”) devono farlo, in appena un mese, per giunta, non proprio in un mese qualunque ma d'agosto.

Qui, come non mai, si palesa la volontà dolosa del Presidente della Repubblica di sciogliere le camere a luglio. Una "normativa irragionevole" contraria al principio di uguaglianza, come ha sottolineato il costituzionalista Gaetano Azzariti, professore ordinario di Diritto costituzionale all'Università la Sapienza di Roma, intervistato da Adnkronos. [7]

Lo spauracchio della raccolta delle firme, da svolgere nelle varie circoscrizioni entro il 22 agosto [8] è un'impresa ardua, proprio per delle piccole formazioni politiche sicuramente non strutturate uniformemente su tutto il territorio nazionale, e che - in appena un mese - devono portare a casa ben 36.750 firme per la Camera e 19.500 per il Senato [9], ovviamente autenticate.

La cosa ancora più incredibile è che questa disuguaglianza è stata creata a regola d’arte proprio nei mesi precedenti la caduta del governo. Si è voluta creare una spaccatura mai vista tra chi è già dentro le istituzioni e ha tutte le intenzioni di restarci e chi sta fuori, andando ad acuire un distanziamento sociale oramai sempre più evidente tra governanti e governati.

Seguendo l’iter di come si è arrivati a ciò, leggiamo che inizialmente l’esclusione della raccolta delle firme, come previsto dal Testo unico [10], riguardava solo “i partiti o gruppi politici costituiti in gruppo parlamentare in entrambe le Camere all’inizio della legislatura in corso al momento della convocazione dei comizi” - quindi PD, M5S, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Successivamente, durante il governo Draghi, nella legge di conversione del “decreto Elezioni” datata 4 maggio 2022, è stato introdotto l’articolo 6-bis [11] che allarga l’esclusione

anche ai partiti o gruppi politici in gruppo parlamentare in almeno una delle due Camere al 31 dicembre 2021 o che abbiano presentato candidature con proprio contrassegno alle ultime elezioni della Camera dei deputati o alle ultime elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia in almeno due terzi delle circoscrizioni e abbiano ottenuto almeno un seggio assegnato in ragione proporzionale o abbiano concorso alla determinazione della cifra elettorale nazionale di coalizione avendo conseguito, sul piano nazionale, un numero di voti validi superiore all'1% del totale

Così facendo, la platea di coloro che non devono passare le ferie d'agosto a cercare persone sotto l'ombrellone per fargli firmare la lista elettorale è allargata anche ai piccoli partiti come Italia Viva, +Europa, Liberi e Uguali, Coraggio Italia e Noi con l’Italia.

Infine, la ciliegina sulla torta: anche di Di Maio, tramite un escamotage, è riuscito a sfilarsi dal procacciare adesioni. Grazie all’apparentamento con Tabacci, fondatore di Centro Democratico - partito che ha già partecipato alle elezioni nel 2018 - la lista Impegno Civico (che unisce Insieme per il Futuro al partito di Tabacci), rispetta così i canoni per l’esclusione dalla raccolta delle firme. Tana libera tutti quindi.

Alla fine, a dover far fronte a questa immane sfida rimangono giusto giusto soltanto i partiti “del dissenso” (e Unione popolare), per i quali il mese di agosto si prospetta più che rovente.

Per chiudere in bellezza, a ostacolare la raccolta firme ci si è messo anche il Ministero degli Interni, che fino a qualche giorno fa non aveva ancora fornito i moduli necessari ai partiti, come denunciato da Gianluigi Paragone di Italexit [12] e dalle tante altre segnalazioni che ci sono pervenute in redazione.

In poche parole: una lotta contro il tempo per portare in Parlamento determinate istanze altrimenti senza alcuna rappresentanza.

Eppure se avessero dimostrato unità avrebbero magari potuto raccogliere le firme molto più facilmente; avrebbero dimostrato unione di fronte a tutti gli italiani contro certi poteri. E chissà, lasciatemi sognare, avrebbero magari anche abbassato l'asticella dell'astensionismo ai minimi storici. Peccato che la realtà si riveli essere l'esatto opposto.

roadmap-elezioni-2022


Di Massimo A. Cascone per ComeDonChisciotte.org

05.08.2022

NOTE

[1] https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/11/11/17G00175/sg

[2] https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2022/08/02/elezioni-ce-accordo-letta-calenda-tensione-con-si-e-verdi-_7635d8f2-7776-4f09-bf4b-6f3352febe70.html

[3] https://www.ilgiornale.it/news/politica/maio-presenta-impegno-civico-no-chi-vuole-sfasciare-tutto-2055571.html

[4] https://www.panorama.it/news/ultimi-sondaggi-politica-voto-lega-m5s-pd-forza-italia-voto-elezioni

[5] https://www.adnkronos.com/elezioni-2022-conte-convinto-che-m5s-sara-la-sorpresa_hAN7Z8SiuNMMiyLqiXIws

[6] https://ilmanifesto.it/ci-vogliono-escludere-dal-voto-con-cavilli-giuridici

[7] https://www.adnkronos.com/elezioni-costituzionalista-azzariti-norma-raccolta-firme-contraria-a-principio-uguaglianza_2rRnmF0OBOln4LgF53lEr2

[8] https://www.pmi.it/economia/mercati/389214/elezioni-2022-il-calendario-prima-e-dopo-il-25-settembre.html

[9] https://www.ilsussidiario.net/news/simboli-partiti-elezioni-raccolta-firme-come-funziona-liste-esentate-spid-e/2381729/

[10] https://leg16.camera.it/146?indice_legge_elettorale=4&legge_elettorale_numeroarticolo=Art.%2018-bis

[11] https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2022-05-04;41

[12] https://www.ilparagone.it/attualita/niente-moduli-per-la-raccolta-firme-ecco-come-il-governo-draghi-sta-tentando-di-cancellare-la-democrazia/

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Commenti (155)

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    1. Maurizio 5 agosto 2022

      oh e non ci dimentichiamo che a settembre ci sarà la letale variante alfazetagamma di staminchia, con tanto di tessera e mutanda in faccia obbligatorie per poter votare.

      Per votare la mummia al quirinale lo hanno fatto, dite che non potrebbero replicare?

    2. emilyever 5 agosto 2022

      Sembra che i nomi delle lettere dell'alfabeto siano fuori moda, Bassetti giorni fa parlava di una variante centaurus...proveniente dalla galassia alfa centauri?mah

    3. Maurizio 5 agosto 2022

      Tra poco le chiameranno con i nomi dei personaggi disney, che so la variante pocahontas, e non mi stupirei se la panini vendesse migliaia di album di figurine con la collezione completa

    1. Dante Bertello 5 agosto 2022

      Se è stato fatto cadere il Governo a luglio per votare il 25 settembre, mettendo i piccoli partiti anti-sistema nei guai per procacciarsi le firme, significa che la paura nei confronti dei dissenzienti è davvero molta.

    2. fedo1887 5 agosto 2022

      Esatto.
      Ma vai a spiegarlo alla metà dei fenomeni qui sul blog, che si asterranno pensando di essere fighi e rivoluzionari.
      Come buttare il cervello nell'umido e vantarsi anche.

    3. omega 5 agosto 2022

      Paura di 4 scalzacani? Mi faccia il piacere!

    4. omega 5 agosto 2022

      Vatti a leggere le fiabe, credulone.

    5. Dante Bertello 5 agosto 2022

      Nel 2018 il M5S è arrivato al 32%, che significa 1/3 del Parlamento, le sembrano 4 scalzacani? (non entriamo nel merito di quello che hanno fatto e potevano fare, ma rimaniamo ai numeri)

      E questa volta gli anti-sistema avrebbero potuto anche superare quella percentuale.

    6. buddyboy 5 agosto 2022

      Su quali basi ipotizzi che si sarebbe potuta raggiungere quella percentuale ?

    7. omega 5 agosto 2022

      Appunto. I grillini, uniti e non divisi in 4 liste, 5 anni fa avvelenarono i pozzi di chi credeva ancora che col voto si possa cambiare.Oggi i creduloni stanno quasi a zero e devono districarsi tra Gollum da una parte, Lo iettatore togato dalla stessa parte verso sinistra e i 4 scalzacani di cui sopra dall'altra, con l'aggravante che questi ultimi non sono neanche stati capaci di fare una sola lista.

    8. Arian Van Heisen 5 agosto 2022

      Il popolo una volta lo inganni non la seconda, quindi pensare che gli antisistema sarebbero arrivati al 32 % dopo l' esperienza pentastellata è più di un 'azzardo..! una pia illusione o una malcelata scusa..

    9. Dante Bertello 5 agosto 2022

      Sulla base che la gente ha le scatole piene del PD e non si fida delle destre.
      Piuttosto di votare sx o dx non andrà a votare. La percentuale degli astensionisti sarà molto alta, e molti di questi avrebbero votato partiti anti sistema credibili.

    10. Dante Bertello 5 agosto 2022

      Sono 30 anni che si fanno prendere per i fondelli dal cavaliere, e altrettanto se non di più dalla sinistra, eppure continuano a votarli.

      Il M5S è arrivato al 32% con un capo politico come Di Maio, figuriamoci se avesse avuto un leader credibile.
      Quattro anni prima, nel 2013 divenne il primo partito con il 25% alla camera ed era la prima volta che si presentava.

    11. Arian Van Heisen 6 agosto 2022

      Vediamo come va stavolta..!

    12. buddyboy 6 agosto 2022

      Quindi solo ipotesi tue, pensavo avessi fatto una valutazione (ovviamente togliendo e spostando la "tara") sui sondaggi in circolazione.

    13. omega 6 agosto 2022

      Quelli che continuano a votare per gli stessi hanno o hanno avuto un tornaconto, non sono fessi.

    14. BrunoWald 6 agosto 2022

      Non è un credulone. È un provocatore in cerca di fortuna. Se così non fosse, dovremmo ritenerlo talmente scemo da non capire che i suoi atteggiamenti arroganti e infantili da buzzurro sono del tutto controproducenti per la causa che vorrebbe difendere.

    15. Dante Bertello 6 agosto 2022

      Non avendo la sfera di cristallo, le mie sono solo ipotesi.
      Ai sondaggi non credo affatto, sono manipolabili...
      Voglio vedere il partito della Meloni, se prende tutti i voti che gli attribuiscono.

    16. Dante Bertello 6 agosto 2022

      La mia previsione sul M5S è che non arriverà al 10%.

    17. Arian Van Heisen 7 agosto 2022

      Bisogna aspettare gli ultimi 10 giorni per capire ed azzardare previsioni più precise, noi al momento prevediamo :
      FdI : 17-20
      Lega:15-18
      FI:14-17
      PD e alleati:24-27
      Italexit: 7-10
      M5S: 8-11

    18. Arian Van Heisen 7 agosto 2022

      Italexit ha già rotto l' alleanza con Alternativa I.

    19. Arian Van Heisen 7 agosto 2022

      infatti Italexit ha già rotto l’ alleanza con Alternativa I. ma come si fa a non capire che la Politica in Italy è come il gioco delle tre carte, i Compari che aspettano il malcapitato ( il popolo ) per spennarlo

    20. Dante Bertello 7 agosto 2022

      FI al 14-17/% mi sembra molto ottimistico.

      Personalmente non credo che Fratelli d'Italia arriverà al 17-20, troppo a destra per percentuali così alte.
      Ma posso anche sbagliarmi.

      Per quanto riguarda il PD mi chiedo come facciano ad avere sempre un bacino che si avvicini al 20%, con tutte le fregature che hanno dato ai lavoratori.
      Ma forse è dovuto al fatto che a votarli a Roma ad esempio, sono coloro i quali abitano ai Parioli...

    21. Arian Van Heisen 7 agosto 2022

      A votare il PD sono tutti colro che abbeverano, specialmente a Roma

      in FI ci sono degli astuti venditori e conoscitori del Marketing, negli ultimi giorni piazzeranno il colpo di taetro che spiazzerà tutti spostando dal 3 al 5 % il bacino elettorale per questo siamo stati alti , vedremo è solo un sentiment per ora.

    22. fedo1887 7 agosto 2022

      Tu invece leggiti Repubblica.
      Che caxxo ci fai qui sul blog non lo ha capito ancora nessuno.

    23. omega 8 agosto 2022

      Tra l'altro, a frantumare i new trolls come te.

    24. fedo1887 10 agosto 2022

      Se io sono un troll tu sei Mario Draghi in persona.
      Da oggi sarai Mario per me.

    1. Maurizio 5 agosto 2022

      che strano paesucolo il nostro, a quanto pare c'è una urgente necessità di digitalizzare la qualunque, sono stati messi sul piatto più della metà dei fondi a strozzo del piennerrerre per questo, però in questi casi serve il cartaceo, con autentica con sangue di 18 notai che fanno "giurin giuretta le firme sono vere".

      Stesso discorso fatto su un articolo di qualche giorno fa ... per farsi schedare con la carta di identità elettronica è un attimo, per farsi il passaporto ed espatriare da sto posto di mxrda si fa prima a fuggire a piedi valicando i monti o a nuoto

    2. Brule 5 agosto 2022

      Da incidere!

    3. XaMAS 6 agosto 2022

      se le fa tanto schifo l'Italia ha solo da valicare monti o farsi una nuotata

      o invece e' piu' facile sputare nel piatto dove si mangia ?

    1. buddyboy 5 agosto 2022

      Tutti i partiti antisistema dovrebbero fare causa comune, certo..., ma nel chiedere a tutti i loro sostenitori di non presentarsi alle urne, ma bensì, il giorno stesso del voto, presentarsi davanti al quirinale per chiedere in massa le dimissioni dell'unico e vero garante di questo sistema abusivo ( e della sua continuità )

    1. lazarovici 5 agosto 2022

      I movimenti antisistema si presentano separati e si beccano l'un l'altro come i capponi di Renzo...Gli Azzeccagarbugli trionfano, as usual

    1. Arian Van Heisen 5 agosto 2022

      Allora tra questo proliferare di liste capi e capetti, secondo i sondaggi, la più forte e favorita risulta quella costruita da Toscano, Rizzo e gli altri. Subito dopo quella di 3V e Sara Cunial, diventata la paladina no green pass dell’ultima legislatura; da non dimenticare, per la coalizione di Cabras e Paragone, il sostegno al governo Conte durante i primi mesi di pandemia.

      Quindi, al di là delle difficoltà per la raccolta firma più o meno voluta, è dimostrato che la via che conduce al parlamento è lastricata di buone intenzioni salvo poi una volta accomodati nel seggio recitare la propria parte, senza cambiare bulla..!

      Arian

    2. maghi 5 agosto 2022

      cambiare tutto, senza cambiare nulla, se non in peggio. Ma siamo finiti in Grecia?

    3. Arian Van Heisen 5 agosto 2022

      Vedremo , ma ho l' impressione che in Italy arriverà la troika uppure un ' altro Draghi.

    4. mago 5 agosto 2022

      Hanno finito le munizioni di grosso calibro …

    5. maghi 5 agosto 2022

      se tutti i partitini del dissenso entrassero in Parlamento, allora avrebbero un peso, sperando in una coesione tardiva. Per questo preferisco votare.

    6. Arian Van Heisen 6 agosto 2022

      Con lo sbarramento al 3 % sarà molto difficile, ma allora nessuno avrà la maggioranza e si andrà ad un ' altro governo di larghe intese come questo.

    7. maghi 8 agosto 2022

      in ogni caso voterò secondo il valore dell'idea, come ho sempre fatto. In caso contrario utilizzerò il mio diritto al non voto, presentandomi al seggio elettorale e pretendendo la distruzione della mia scheda elettorale, perchè l'astensionismo è solo una regalia alla maggioranza.

    8. Arian Van Heisen 8 agosto 2022

      " in ogni caso voterò secondo il valore dell’idea "

      sarebbe giusto, il problema che poi fanno il contario ..!

      " perchè l’astensionismo è solo una regalia alla maggioranza. "

      sbagli e di grosso..! non si capisce come possa essere un regalo alla maggioranza ? se non voti non è che viene conteggiato alla maggioranza , ma viene conteggiato come no Vote se fosse così come scrivi non ci sarebbero i dati dell' astensione.
      Chi non vota è perchè non trova rappresentanza.

    9. arkalia 18 agosto 2022

      Mi pare che Draghi non se ne sia mai andato. Basta leggere i poteri conferitigli per la gestione ordinaria per capirlo.

    10. Arian Van Heisen 18 agosto 2022

      Purtroppo insieme al M5S continua a far danni come la concessione della cittadinanza ad un Africano pochi giorni fa a Chivasso.

    1. Eugiorso 5 agosto 2022

      Mi sembrerebbe molto strano che dopo i molti articoli qui pubblicati e riguardanti la prossima truffa demmmokrattika delle elezioni (sub)politiche, ci sia ancora qualche lettore, non popolume disintegrato ma intelligente, che vorrà andare a votare cadendo nella trappola ...

      Cari saluti

    2. buddyboy 5 agosto 2022

      Quella che per la volpe è una trappola, per il cane è la sua cuccia... ( preciso che non intendo in alcun modo essere offensivo verso chi deciderà di votare..)

    1. IlContadino 5 agosto 2022

      La campagna elettorale non è il rapporto partiti-elettorato, non credo lo sia mai stata, è una valanga di stronzate per abbindolarlo, l'elettorato, quindi se dovessero abolirla del tutto sarebbe ancora meglio, perchè, incredibile a dirsi, ancora oggi quella valanga di stronzate sortisce un certo effetto

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