Einstein non credeva a Darwin

Einstein non credeva a Darwin

Di Christian Peluffo per ComeDonChisciotte.org

“Il nostro DNA è in continua evoluzione, affermano la scienza e la storia, attestando la brevità della vita media trascorsa dai nostri antenati” – tal concetto ripete il visitatore dei musei di storia naturale, l’appassionato di documentari televisivi, il liceale che ha appena acquistato la t-shirt simboleggiante il percorso evolutivo dell’uomo.

Nulla di più errato; il genoma umano è in continua e veloce degradazione/involuzione, come evidenziato dall’esimio genetista J. Sanford, indicante una nutrita serie di prove rilevate da vari suoi colleghi anche evoluzionisti (1).

A ben vedere, la medesima storia testimonia come l’età media dei nostri antenati, antichi romani o medievali cinesi che fossero, era invece, al netto delle numerose morti neonatali e infantili, non di molti anni inferiore a quella goduta dai cittadini dei paesi industrializzati odierni, nonostante la nostra più completa alimentazione, il minor stress fisico al quale siamo sottoposti, gli stratosferici progressi della medicina e della chirurgia.

Del resto, osservando la statua che gli dedicarono all’Università di Cambridge, rammentiamo lo stupore del professor F. Hoyle. quando si chiedeva come fosse possibile conferire ancora credito alla tesi degli evoluzionisti, alla loro pretesa che il DNA evolva, quando ogni realtà intorno a noi – animata o inanimata che sia - obbedisce alla legge fisica dell’entropia, cioè, per scriverla semplice, invecchia/degrada (2).

Non solo la genetica - dalla biochimica alla citologia, dalla paleontologia all’embriologia - molteplici discipline scientifiche confutano da tempo le idee di Darwin e discepoli più o meno fedeli, certo assolutamente imperanti nella divulgazione, ma di fatto sempre più criticate o addirittura denigrate, si straccino pure le vesti autori e documentaristi da copertina, agli alti livelli accademici.

Va bene, non siamo certo obbligati a credere ad A. Einstein, quando affermava che gli scienziati neo-darwinisti sono rimasti indietro, “alla scienza del 1880” (3), e nemmeno al biochimico premio Nobel E. Chain, quando proclamava che piuttosto di credere all’evoluzionismo preferiva credere alle favole (4).

Tutti errano, ci mancherebbe altro, dunque, noi fedeli alla scienza della prima serata e delle riviste patinate, diamo voce a famosi scienziati evoluzionisti: “Favole immaginarie prive di verifica” (5) (R. Lewontin) – “Teoria non convalidata da prove” (6) (D.M.S. Watson) – “Teoria non fondata sui fatti” (7) (Y. Delage & M. Goldsmith) – “Mostruosità scientifica” (8) (J. Rostand) - “Teoria ipotetica in modo angosciante”(9) (C. Darwin) ecc.

Già, proprio questo pensava il medesimo Charles Darwin della sua concezione, dimostrandosi comunque certo che gli indigeni di questo o quel continente sono ben più vicini alle scimmie rispetto al civilizzato europeo, e che la donna è meno evoluta dell’uomo, essendo quest’ultimo l’autentico motore dell’evoluzione della specie, giungendo infatti “più avanti di lei qualunque azione intraprenda” (10).

Si badi bene, la così detta micro-evoluzione (es. è probabile che ogni canide della Terra derivi da una primordiale forma di canide), con altro nome conosciuta ben prima di Darwin, è praticamente accertata. Tuttavia alla macro-evoluzione (es. gli anfibi derivano dai pesci, l’uomo deriva da un essere scimmiesco) credono ormai veramente in pochi, addirittura convinti, contro ogni attestazione e logica scientifica, che una serie di micro-evoluzioni possa condurre alla macro-evoluzione.

Potrei scrivere degli screditati organi vestigiali umani e del così detto DNA spazzatura, sino a poco tempo fa ritenuto dagli evoluzionisti testimonianza genetica inerte di un nostro passato evolutivo, invece, indicano le ultime scoperte scientifiche, certamente funzionale.

Potrei continuare, ricordando l’ultra centenaria frode della teoria della ricapitolazione (fondamentale per Darwin) (11), la ridicola tesi ‘della vita nata dalla non vita’, o di come le complessità molecolari irriducibili screditano ogni pretesa darwinista.
Potrei proseguire, indicando come la teoria geologica dell’uniformismo - promulgata dall’amico di Darwin Lyell e, guarda caso, così importante per sostenere le sue idee - sia continuamente confutata in tutto il globo terracqueo.

Tuttavia queste e altre evidenze saranno inutili, se non faremo il rilevante sforzo di comprendere quanto siamo stati condizionati, così nel profondo e sin dall’infanzia, dalla dottrina darwinista.
Persino il linguaggio comune ormai utilizza dappertutto il termine ‘evoluzione’, assiso accanto alle parole ‘amore’, ‘libertà’, ‘progresso’; vocaboli talmente pregnanti di valore che la mistificante cultura dominante li fa galoppare ovunque, in modo da conferirgli quasi ogni possibile significato, ingabbiandoli così, non è un paradosso, all’interno delle sbarre a lei gradite.

Che particolare realtà quella del linguaggio! Io t’impongo il mio e tu, quando parli per contrastare le mie idee, almeno in parte mi dai ragione. Proprio così... usi le mie parole, le mie espressioni, stai giocando nel campo che ho disegnato io.
Ad esempio gli evoluzionisti parlano di “anelli mancanti”, espressione che implica la presenza di una catena evolutiva e appunto la sfortunata assenza di qualche fossile di transizione, non ancora recuperato.

In realtà non c’è proprio nulla, nessuna catena macro-evolutiva per nessuna specie. Tutte ricostruzioni non scientifiche dettate dall’ideologia trasformista, come ammettono gli stessi paleontologi; fate una ricerca in merito, e vedrete quante loro dichiarazioni vi lasceranno sbigottiti.

Fra queste, maggiormente note sono le affermazioni degli irriducibili evoluzionisti S.J. Gould e N. Eldredge, i quali, constatando la testimonianza anti-darwinista di ogni reperto fossile, preferirono dar luce ad un’altra teoria evoluzionista, quella degli equilibri punteggiati; ulteriore fallimentare tentativo, tuttavia coniato da uomini dotati d’onestà intellettuale.

In ogni caso, se invece di recarsi alla fiera dei fumetti, s’intende visitare la rappresentazione museale evoluzionista, non c’è nulla di biasimevole. L’importante è sapere che si tratta in entrambi i casi di fantasia, che Zagor e Lucy sono personaggi nati dal nostro ingegno creativo; uno degli innumerevoli tasselli della narrativa umana, il primo - uno degli innumerevoli tasselli delle frodi, la seconda.

Se qualcuno pensa che stia esagerando, ricordi cosa scrisse H. Gee, celebre divulgatore evoluzionista contemporaneo: “Prendere una linea di fossili e pretendere che rappresenti una linea di discendenza non è un’ipotesi scientifica che può essere testata, ma un’asserzione che ha la stessa validità delle favole della buona notte: divertente, forse istruttiva, ma non scientifica” (12).

Non riuscendo a confutare una sola virgola di queste e altre argomentazioni, un dottore in Scienze Naturali, mio conoscente di vecchia data, mi disse: “In ogni caso io continuerò a divulgare le idee di Darwin come un fatto accertato”.

Non avevo dubbi, pensai, sempre sia lodato.

Di Christian Peluffo per ComeDonChisciotte.org

Christian Peluffo, dottore in Scienze Naturali, guida naturalistica e saggista. Autore del volume “Einstein non credeva a Darwin” (Giugno 2022, Arianna Editrice).

NOTE

1 Cfr. Sanford, J.C., Entropia genetica, Edizione AISO, Cinisello Balsamo, 2017
2 Cfr. Hoyle, F., Mathematics of Evolution, Acorn Enterprises LLC, Memphis, TN, 1999, citato in Sanford, J.C., Entropia genetica, cit., 205.
3 Queste e altre affermazioni sull’evoluzionismo di Einstein sono contenute in: Deutsches Pfarrerblatt, «Bundesblatt der Deutschen Evangelischen Pfarrvereine», 1° giugno 1959, 59, ann., n. 11, ed. A, 243; cfr. anche Evangelischer Pressedienst, ed. B, del 6 agosto 1957, 7-8. Cfr. anche Muschalek, H., Dio e gli scienziati, Edizioni Paoline, Alba 1972, 30.
4 Cfr. Wells, J., Le balle di Darwin, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2009, 93
5 Lewontin, R., Billions and billions of demons, «The New York Review», 9 gennaio 1997, 31
6 Watson, D.M.S., Adaptation, «Nature», vol. 124:233, 1929, citato in Sarfati, J.D., Confutare l’Evoluzione, AISO 2009,14.
7 Cfr. Delage, Y., Goldsmith, M., Les théories de l’évolution, Flammarion, Paris, 1927, 4, citato in Sermonti, G., Fondi, R., Dopo Darwin, Rusconi 1980, 148
8 Cfr. Rostand, J., «Le Figaro littéraire», 20 aprile 1957, citato in Sermonti, G., Fondi, R., Dopo Darwin, cit., 146
9 “Charles Darwin to Asa Gray, November 29, 1859”, citato in Darwin, F., Seward, A.C., More Letters of Charles Darwin, London, 1903, 1, 126; Cfr. anche Georgiev, M., Charles Darwin oltre le colonne d’Ercole, Gribaudi Editore 2009, 165.
10 Cfr. Darwin, C., L’origine dell’uomo, Newton Compton, 1994, 936.
11 Nel 1997 le foto (agli embrioni) del professor Richardson smentirono i disegni inventati di Haeckel, per più di un secolo riportati come veri anche nei testi universitari, al fine di sostenere l’evoluzionismo.
12 Gee, H., In Search of Deep Time: Beyond the Fossil Record to a New History of Life, The Free Press, New York, 1999, 32, 113-117. Citato in Wells, J., Le balle di Darwin, Rubettino 2006, 30

Commenti (87)

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    1. davideghizzoni 13 dicembre 2022

      Mi spiace ma l'articolo è sbagliato fin dalle premesse.
      Non è assolutamente vero che in natura ogni sistema obbedisca alla legge dell'entropia. La termodinamica governa tutti i sistemi inerti, i sistemi viventi sono invece per definizione degli olobionti sintropici altrimenti la vita si sarebbe estinta da tempo.
      Se osserviamo la successione ecologica di un terreno incolto notiamo un'accumulazione di energia e non una dissipazione. Si passa dalla prateria, al roveto, al boschetto, alla foresta climax, in un processo sintropico di accumulazione. Per chi vuole approfondire consiglio la lettura delle ricerche di Ernst Gotsch.
      E' vero che l'uomo è involuto nell'ultimo secolo ma questo proprio perché manca uno dei due motori fondamentali dell'evoluzione: mutazione e selezione. La seconda infatti è venuta meno nella nostra società in cui ogni infante sopravvive e primeggia non sulla base dell'intelligenza o della forza ma del potere economico o di dinamiche estranee alla sfera naturale.
      Quanto ad Enstein, questi non è un dio onnipotente. Sosteva anche che Dio non giocasse a dadi ma la fisica quantistica moderna sembra proprio dargli torto.
      La realtà è che l'evoluzionismo resta una teoria molto forte sotto molti punti di vista ma non universale. Oggi scopriamo che esistono processi molto complessi che sfuggono alle logiche della teoria come l'epigenetica, i fenomeni di contaminazione e ricombinazione genica.
      Nonostante queste affascinanti nuove frontiere non possiamo gettare l'evoluzionismo alle ortiche come non gettiamo Newton dalla finestra solo perché abbiamo scoperto che nell'infinitamente piccolo le sue teorie non funzionano a dovere.

    2. Arthur 13 dicembre 2022

      Ma infatti non è in discussione l'Evoluzionismo (lo dicono anche Enzo Pennetta e pressoché tutti i critici del Darwinismo), bensì un certo tipo di teoria evoluzionistica neo-darwiniana che si fonda sul dogma delle mutazioni che sarebbero conseguenza di errori casuali di trascrizione del DNA e che poi la selezione naturale farebbe il resto.

    3. Christian P. 22 dicembre 2022

      Sono l'autore dell'articolo; guardi che lei ha citato un esempio parlando di un sistema aperto, mentre l'entropia ha come oggetto i sistemi chiusi. Ogni sistema chiuso tende alla degradazione/invecchiamento...se lei mi cita esempi di trasferimento di energia/massa si sta parlando di altro. Per il resto non commento...consiglio solo alcuni volumi come "Entropia genetica" (J. Sanford) - Evoluzionismo. Un trattato critico (Junker/Scherer) - La scatola nera di Darwin; Confutare l'evoluzione; Darwin oltre le colonne d'Ercole ecc. Che l'evoluzionismo (inteso come macro-evoluzione) sia confutato è una realtà scientificamente innegabile. Poi che Darwin sia un autore fantasy è ormai risaputo

    1. Dante Bertello 13 dicembre 2022

      A proposito di Einstein, nel 1999 venne pubblicato un libro che si intitolava “Albert Einstein e Olinto De Pretto - la vera storia della formula più famosa al mondo” di Umberto Bartocci, dove l’autore spiega come la teoria della relatività venne pubblicata nel 1904 dal dott. Olinto De Pretto, un anno prima di Einstein.

      Casualmente De Pretto venne ucciso da una donna con una revolverata nel 1921, anno in cui Einstein ottenne il Nobel.

    2. Bertozzi 13 dicembre 2022

      Molto interessante, non sapevo grazie. E perché non se la cagò nessuno la teoria di de Pretto?

    3. Dante Bertello 13 dicembre 2022

      Bella domanda...
      E dire che la prefazione al suo studio "Ipotesi dell'Etere nella vita dell'universo", era del famoso scienziato Giovanni Schiaparelli.
      Forse la risposta è nel saggio del prof. Bartocci, che io non ho ancora letto.
      Nel link sotto vi è un articolo che ne parla.

      http://www.cartesio-episteme.net/libro2.htm

    4. Divoll 13 dicembre 2022

      La donna era Albert stesso, travestito?
      Io ho sentito (da altri ricercatori scientifici) la storia secondo cui il nocciolo della teoria era stato sviluppato della moglie serba di Einstein, Milva Maric, fisico e matematico di prim'ordine...

    5. Fantine 13 dicembre 2022

      Ci sarebbe più di qualcosa da dire su questo, in effetti, Divoll.
      E sullo "stronzo" che è stato con la moglie, sotto l'aspetto "professionale" e "familiare".
      Recte, la prima moglie, Maric, una grande matematica e fisica.
      E ho usato quel francesismo, perché lo descrive meglio di qualunque altra definizione.
      Ai maschietti che hanno il cervello piccolo, e sottolineo il cervello, consiglio di non approfondire l'argomento.
      I maschietti che non hanno problemi e insicurezze dovute al cervello piccolo, invece, possono approfondire l'argomento.
      A proposito di scippi e dintorni, mi è tornata in mente la storia di Filoteo Alberini.
      Come alcuni (pochi) sanno, Alberini ha inventato il suo kinetografo. Tra questi alcuni individuano "la colpa" del mancato riconoscimento della detta invenzione in capo al medesimo al ritardo dell'ufficio brevetti italiano, mentre quello francese avrebbe fatto prima con la (coincidenza coincidenza coincidenza) invenzione "uguale" dei fratelli Lumiere, che vi sarebbero arrivati dopo, ma avrebbero brevettato prima.
      La verità, invece, che molti non sanno, è che Alberini, mosso da entusiasmo e desiderio di condivisione - con quel misto di ingenuità e buona fede che posseggono coloro che hanno ingegno e capacità e che amano e credono in ciò che fanno - andò a Lione dai fratelli Lumiere a mostrare la sua "invenzione" e questi gliela scipparono.
      Per chi voglia avere un'idea, può leggere qualcosa qui:

      https://www.interessenazionale.net/blog/come-ci-scipparono-linvenzione-del-cinema

    6. Dante Bertello 13 dicembre 2022

      Di certo vi è che, De Pretto, nel 1904, diede alle stampe la sua teoria, della quale rimangono le pubblicazioni.
      Il tutto un anno prima di Einstein che lo fece nel 1905.

    1. Violetto 13 dicembre 2022

      Da notare che qualche settimana fa invio alla redazione un articolo dove contesto la contestazione che Enzo Pennetta fa della teoria di Darwin, e dove contesto la sua versione di Darwinismo Sociale ad essa associata.

      ovviamente la Redazione non mi caca di striscio mentre poi propone articoli del genere.

      Bè il mio articolo sul darwinismo sociale lo potete andare a trovare nel forum (Opinioni), qui posto la contestazione a Enzo Pennetta:

    2. Violetto 13 dicembre 2022

      8 Novembre 2022 9:28

      Enzo Pennetta e la “sua” teoria dell'evoluzione
      (Come riferimento a questo articolo si rimanda alla visione del video “Enzo Pennetta: A.A.A. evoluzionista cercasi” sul canale YouTube Luogocomune2)
      

      Premessa: Lo scopo di questo articolo non è sostenere la teoria dell'evoluzione di Darwin ma mostrare le fallacie con la quale viene contestata in questo video.

      Nel video in questione le tesi con cui Enzo Pennetta contesta la teoria dell'evoluzione e l'evoluzionismo sono così riassumibili:

      L'impossibilità di spiegare la “complessità irriducibile”Casualità delle mutazioni.Gradualità dell'evoluzione.Riproducibilità in laboratorio.
      In sostanza possiamo ancora riassumere così: poiché la teoria di Darwin prevede che l'evoluzione avvenga gradualmente e per mutazioni casuali, non è possibile spiegare la complessità che vediamo negli organismi viventi (vari meccanismi biologici, organi etc).

      Al minuto 12:00 circa Pennetta afferma «[...] la teoria darwiniana originale, la neodarwiniana e successive, hanno comunque il gradualismo come punto irrinunciabile».
      Questa affermazione verrà ripetuta più volte.
      Al minuto 16:00 afferma inoltre: «il problema che fin dall'origine ha afflitto la teoria è il fatto che ci dovrebbe essere, appunto, una serie continua di organismi fossili che mostrano questo sviluppo […] nel tempo. Il problema che […] era evidente che invece troviamo dei salti, per cui di questi cambiamenti graduali non c'è prova [...]»

      Questa affermazione è facilmente contestabile ricordando che Niles Eldredge e Stephen Jay Gould già nel 1972 formulano la cosiddetta “teoria degli equilibri punteggiati” (cfr. con Stephen Jay Gould. L'equilibrio punteggiato, 2008), come risposta proprio ai ritrovamenti fossili “non graduali”.

      La teoria prevede che gli organismi possano restare relativamente “stabili” per lunghi periodi mentre le variazioni più consistenti possono verificarsi in periodi più brevi in seguito al presentarsi di alcune condizioni, come l'isolamento di una popolazione di un determinato organismo.
      In effetti è facile intuire come possa funzionare: la Terra è soggetta da sempre a vari stravolgimenti ambientali e climatici (deriva dei continenti, glaciazioni, esplosioni di vulcani, meteoriti, alluvioni, desertificazioni etc) oltre al fatto che in zone diverse del pianeta ci possono essere condizioni molto diverse.

      Consideriamo la popolazione di un certo organismo che, per vari motivi, si separi in due e una delle due finisca in un ambiente molto diverso da quello dell'altra; allora la “velocità di differenziazione” tra le due popolazioni aumenta, perché le condizioni alle quali sono sottoposte sono diverse.
      (Strano che Pennetta non la citi mai!)

      Veniamo al problema delle mutazioni casuali e del tempo necessario a formare meccanismi complessi.
      Pennetta fa l'esempio della trappola per topi e dell'orologio per sostenere che meccanismi relativamente complessi come questi, hanno la necessità di avere tutte le parti funzionanti contemporaneamente e quindi è impossibile che, con la mutazioni casuali e in un tempo relativamente breve, possano essersi verificati i casi necessari alla formazione delle singole parti, tutte insieme.

      (Al minuto 31:48 circa riporta l'esempio del meccanismo dell'emoglobina che trasporta l'ossigeno nel sangue che ha bisogno, per funzionare, di un determinato amminoacido tra qualche migliaio).
      Classicamente si cita il famoso aneddoto della scimmia che batte a caso sulla tastiera che può si, casualmente, scrivere l'intera bibbia ma è necessario un tempo infinito.
      Ora il problema è che le mutazioni che avvengono e che vengono chiamate “casuali”, non sono in realtà del tutto casuali.

      Innanzitutto seguono le regole della chimica e della fisica. Per cui quella particolare molecola può legarsi, e con dei legami determinati, solo ad alcune altre molecole e non a tutte. Secondariamente, i “geni” non camminano da soli ma si trovano molto spesso in “pacchetti” e vengono trasmessi tutti insieme.

      Faccio un esempio banale ma significativo: i gatti bianchi con occhi azzurri molto spesso sono anche sordi, perché i geni di queste tre “caratteristiche” vengono trasmessi come un unico pacchetto.
      Questo significa che se allo scimpanzé che batte sulla tastiera a caso noi iniziamo a dargli delle “regole”, allora le cose cambiano completamente.

      Le leggi della fisica e della chimica sono già un determinato “linguaggio” costituito da “regole”.
      Per cui allo scimpanzé potremmo dire che dopo tot consonanti, in questa percentuale vanno delle vocali, che a un soggetto segue un complemento in questa percentuale etc.

      In questo modo è molto più facile che la nostra scimmietta dia vita a frasi di senso compiuto.
      Se gli viene insegnato che le frasi di senso compiuto sono “pacchetti” che vanno insieme, legando tante frasi di senso compiuto e sempre seguendo determinate regole, è molto più facile che la scimmia scriva discorsi interi, etc.

      Al meccanismo delle mutazioni è legato il concetto di “speciazione”, ovvero il fatto che in determinati casi e compatibilmente con la teoria degli equilibri punteggiati, due popolazioni che si “separano” e si evolvono in ambienti diversi, con il tempo e non necessariamente gradualmente, possono evolvere in specie diverse.

      La leggenda che gira a questo riguardo è che non esisterebbero prove che da una singola specie discendano specie diverse.
      Pennetta al minuto 17:40 circa: «il salto di specie non è provato [...] non è dimostrato nessuna parte [...]»

      In realtà già Darwin registrò, dopo averlo osservato, il caso dei fringuelli (noti come “i fringuelli di Darwin”) di specie diverse ma molto simili tra loro che vivevano in territori diversi (in varie isole e territori dei Caraibi) e che quindi separatisi si sono evoluti in specie diverse.
      Ma esistono vari casi documentati di speciazione: un altro esempio sono dei pesci di lago che vivono in vari laghetti Tanzania e che tutti strettamente imparentati sono di specie diverse, derivate da una unica specie in seguito alla “separazione” di diverse popolazioni.

      Chiaramente questo può essere affermato dall'analisi del DNA e non certo “a occhio” come fece Darwin.
      È chiaro che dobbiamo considerare scale temporali, per noi, immense per poter apprezzare i cambiamenti. Per cui, l'altra affermazione che i fossili mostrerebbero sempre “specie complete e perfettamente formate” non ha alcun senso.
      Se nel “film” dell'evoluzione, un film lungo miliardi di anni, andiamo ad osservare un frammento di un fotogramma, troveremo sempre qualcosa di “immobile” e completo.

      Anche i fossili di foche che si troveranno tra qualche milione di anni mostreranno un organismo completo e “immobile” ma chiaramente la foca è un “animale di transito” che si adatta alla vita acquatica.
      Lo stesso vale per i pinguini e altre specie dei giorni nostri.

    3. Violetto 13 dicembre 2022

      Chiaramente la teoria di Darwin e nemmeno le più moderne teorie neo darwiniane possono spiegare nel dettaglio come si sia evoluto quello specifico organismo o, in quell'altro specifico organismo, quel particolare meccanismo o organo.

      Soprattutto, visti i tempi necessari, certe cose non sono necessariamente riproducibili in laboratorio.
      Le teorie “darwiniane” sono quindi migliorabili e probabilmente incomplete ma affermare che sono sbagliate e che «andrebbero abbandonate» (come afferma Pennetta al minuto 35:58 circa) è certamente un azzardo o più semplicemente una fesseria!

      La genetica ci mostra i meccanismi di funzionamento dei geni e della maniera di trasmettersi e questo dovrebbe bastare a comprendere ed accettare che il nucleo dalla teoria di Darwin, oltre a essere intuitivo, è corretto: esiste una “selezione” di geni più “funzionali” di altri che secondo i meccanismi genetici noti, in accordo anche con il calcolo delle probabilità, tendono a replicarsi più di quelli “non funzionali”. (cfr. Richard Dawkins, Il gene egoista, 1976).

      Possiamo vedere, inoltre, come l'uomo stesso, selezionando e incrociando, ha dato vita a una incredibile varietà di animali da allevamento e persino da compagnia, oltre che di piante.
      Le centinaia di razze di cani, alcune diversissime tra loro (un alano e un carlino) sono state ottenute da incroci che miravano a esaltare alcune caratteristiche e a eliminarne altre.

      Quello che ha fatto l'uomo in qualche migliaio di anni lo fa la natura su scale temporali notevolmente più lunghe.
      Come premesso non è mio intento affermare che la teoria di Darwin spieghi assolutamente tutto.

      Negli ultimi decenni si fa strada la “teoria della Complessità” che è più attenta a un approccio “olistico” riguardo la scienza tutta.
      Riguardo i meccanismi di evoluzione, con un approccio “complesso”, si può vedere come la distinzione tra ambiente e organismo che si adatta, è del tutto arbitraria e funzionale.
      In effetti siamo noi umani che decidiamo, di volta in volta, quale sia l'organismo e quale va considerato “ambiente” al quale l'organismo stesso si adatterebbe.

      Le api sono un organismo che si adatta all'ambiente, ma sono anche ambiente nel quale le piante si stanno adattando, così'come una determinata pianta è un organismo che si adatta a una glaciazione ma è anche ambiente al quale un organismo (magari un parassita o un simbionte) si adatta.

      Quello che va “aggiunto” alla teoria della evoluzione è quindi un approccio più flessibile, che tenga conto della complessità dei sistemi e quindi guardi questi meccanismi con un approccio “prospettico” e non fisso e rigido, tipico della scienza riduzionista.

      Un ultimo appunto: Pennetta vuole sostenere che l'incredibile diversità (e come dargli torto!) di organismi viventi, e la stessa vita, sono troppo complesse per essere spiegate senza l'intervento di una “entità intelligente” (Pennetta intorno al min. 4:45).

      (Personalmente non escludo, anzi lo ritengo probabile, che degli esseri di altri mondi abbiano visitato il nostro pianeta e possibilmente interagito e influito sull'evoluzione della vita su questo pianeta, o persino che ce l'abbiano “impiantata”, ma questo non fa altro che spostare il problema relativo alla evoluzione di tali organismi).

      Bé, è lo stesso discorso di chi ritenendo che sia troppo assurdo che l'universo esista da sempre, accetta il modello del BigBang dove un “oggetto” (non meglio identificato) e che esiste da sempre improvvisamente, senza causa, esploda.
      Spiacente ma ogni spiegazione è assurda!
      Quando si arriva alle domande fondamentali, ogni teoria risulta essere assurda egualmente.

      Che l'universo esista da sempre e sia “increato” è assurdo? Certo!
      Ma perché, che l'universo sia stato creato da un essere intelligente che esiste da sempre e ha poteri “infiniti” è meno assurdo?

    4. Gino 13 dicembre 2022

      « La genetica ci mostra i meccanismi di funzionamento dei geni e della maniera di trasmettersi e questo dovrebbe bastare a comprendere ed accettare che il nucleo dalla teoria di Darwin, oltre a essere intuitivo, è corretto »

      .
      La genetica dice molto meno. La sua parte meno insicura (di certezze se ne hanno veramente molto poche, rispetto a quanto normalmente venga sbandierato) è quella relativa a quanto fino a qualche anno fa venne considerato DNA non spazzatura; ovvero quella parte del DNA che regolerebbe la sintesi delle proteine. Negli ultimi circa trent'anni si è poi però cominciato a comprendere che anche quella che inizialmente venne considerato spazzatura svolgerebbe un ruolo, seppure ancora incerto. Un fatto è però che proprio quella che venne inizialmente considerata spazzatura venne trattata come inconfutabile e straordinaria corroborazione della teoria neodarwinista, in ragione di casualità che imporrebbe che almeno gran parte del DNA abbia a dover mutare inutilmente: un grosso sic! a sfavore del neodarwinismo, poiché storicamente risulterebbe che finora venne puntualmente sempre smentito nelle sue previsioni (senza dimostrazione di capacità predittiva, che valore può mai avere una teoria? L'hai presente qual valore potesse venire attruito alla teoria tolemaica, al confronto di quella copernicana? Con la prima sempre costretta ad inseguire la seconda, dovendo sempre venire quella tolemaica riadattata, onde poter reggere il confronto con sempre nuovi dati provenienti dall'osservazione, che peraltro puntualmente invece confermavano le predizioni della teoria copernicana).

      Insomma, quella darwinista è una questione che rimane aperta. Con te concordo solamente in parte, circa la tua critica alla critica di Pennetta del neodarwinismo. Ti consiglio però di allargare l'orizzonte, invece di cadere nelle ristrettezze e nella miseria di autori come Richard Dawkins. Il seguente testamento potrebbe essere un ottimo spunto iniziale:
      https://www.youtube.com/watch?v=YGIiZ7OrwI0

      in esso non si tratta del caso di pochi sparuti eventi tra loro correlati, bensì di milioni di milioni, e tali da dover succedersi in pochissimo tempo ed in modo estremamente sincrono, e tutto ciò nell'apparentemente banalissimo processo fisiologico della respirazione
      (in qualche misura ciò che dici viene in esso corraborato, ma per altri versi anche contraddetto)

    5. Violetto 13 dicembre 2022

      il fatto che esiste ancora roba che non conosciamo sul DNA non nega n è confuta in alcun modo il meccanismo di ereditarietà di caratteri che è il nucleo della evoluzione per "selezione" che , oltretutto, ovvio e intuitivo.

      Come mi pare di aver scritto, ovviamente si può e deve integrare e comprendere meglio il meccanismo su cui possono influire e influiscono di certo altri fattori.

      Ma negare quel nucleo (senza mai spiegare perché né come oltretutto) è ozioso e inutile oltre che sbagliato

    6. Gino 13 dicembre 2022

      ma cosa rimarrebbe del neodarwinismo, se di esso cadesse il presupposto della casualità?

    7. LuxIgnis 13 dicembre 2022

      Cioè tu stai dicendo che anche se dei meccanismi del DNA non conosciamo tutto (in realtà ancora molto poco), quel poco che conosciamo ci racconta il tutto e ci porta con sicumera a fare delle supposizioni che riteniamo valide.
      Ma se non conosciamo tutto come possiamo dire che queste supposizioni sono valide?
      La genetica, mi pare di avertelo anche detto, è una cosa complessa e molto. Alcune cose si sanno ma molte altre no. Ogni giorno vi sono scienziati che tirano fuori teorie nuove.
      Ultimamente viene messo in discussione uno dei dogmi della genetica e cioè quello che solo dal DNA si va verso l'RNA e non viceversa. Ma alcuni studi hanno rilevato che in alcuni casi dall'RNA si va verso il DNA. Per carità, da confermare, ma solo come esempio di come la faccenda sia molto ma molto complessa e in fermento.
      Quindi le cosiddette prove della genetica sulla teoria di Darwin al momento sono solo atti di fede e cioè fuffa.

    8. Violetto 13 dicembre 2022

      no non ho detto questo
      per favore rileggi con attenzione e cerca di capire

    9. Violetto 13 dicembre 2022

      la casualità non esiste in scienza

    10. LuxIgnis 13 dicembre 2022

      Su su non fare così se mi dici che la genetica conferma l'ereditarietà dei caratteri questa è una cosa banale. Anche l'uomo preistorico lo sapeva questo. Ma il fatto che ci sia una ereditarietà di alcuni caratteri non è certo una prova per alcunché.

    11. LuxIgnis 13 dicembre 2022

      Scusa, ma e allora tutta la teoria di Darwin non prevede mutazioni casuali?
      Mi sfugge qualcosa...
      Non è che tirate la giacchetta a una teoria solo per aggiustarla a vostro piacimento?
      Per cui niente è casuale ma il Darwinismo (che prevede la casualità) è corretto comunque. Questa si chiama fede non scienza. L'ho già detto.
      E poi dici a me di non avere argomenti.

    12. Violetto 13 dicembre 2022

      il termine "CASO" nasconde un fraintendimento.

      Chiamiamo "caso" ciò di cui non riusciamo a rintracciare le cause che ovviamente esistono.

      A caso non significa "a caxxo" ovvero senza alcuna correlazione o alcuna specifica causalità.

    13. Arthur 13 dicembre 2022

      Ti consiglio di non prendere come oro colato tutto quello che la scienza ufficiale dice.

      Si potrebbero fare molti esempi, in primis quello della datazione dei fossili, ma non voglio aprire questo argomento, mi limito a dirti che tutta la teoria evolutiva neo-darwinista poggia su errori genetici casuali che si cumulerebbero in tempi geologici lunghissimi: errori genetici, casualità ed ere geologiche antichissime.
      Se manca uno di questi fattori il darwinismo implode.

      Altro esempio.
      Sembra che il 90% delle specie attualmente viventi sulla Terra (sia flora che fauna) non abbia più di 200.000 anni.
      Questo significa che circa 200.000 anni fa, o poco prima, c'è stata una mega estinzione delle specie del pianeta, sostituite in un periodo ristretto da una marea di specie nuove in un periodo estremamente ridotto.
      Secondo le teorie sbandierate dalla scienza ufficiale, tutta l'evoluzione sarebbe dunque caratterizzata da gigantesche estinzioni in massa con la stragrande maggioranza di specie sostituite da altre.
      Ora faccio una osservazione.
      Essendo cosa assai nota che le specie intermedie sono pressoché inesistenti tra i reperti fossili, una scienza seria dovrebbe prendere seriamente in considerazione l'ipotesi che in determinati momenti la maggioranza delle specie viventi, sottoposta a pressioni e per meccanismi a noi ignoti, va incontro ad un salto evolutivo che costituisce a tutti gli effetti una ridefinizione interna dei propri parametri vitali.
      Questo avverrebbe proprio per sopravvivere di fronte a pressioni esterne o anche di fronte ad una esigenza di cambiamento.
      Ovviamente non è escluso che alcune specie o parti di esse si siano estinte o possano estinguersi.
      Ma dire, come fanno certi scienziati, che la regola nell'evoluzione è l'estinzione, io la reputo una idiozia blasonata.
      Personalmente propendere per una visione più ottimistica.
      Chi detiene il potere naturalmente la pensa in maniera diversa, poiché le coscienze devono essere in balia di ansia, paura, pessimismo, e soprattutto senso di impotenza di fronte a forze superiori alle quali saremmo soggetti in maniera ineluttabile.
      Ed ecco il repertorio di baggianate: l'entropia è ineluttabile, l'umanità si estinguerà come tutte le specie, siamo il prodotto del caso e del caos, la natura è matrigna e crudele, il DNA si deteriora e procede a caso, la morte è ineluttabile, etc. e altre fesserie.

    14. LuxIgnis 13 dicembre 2022

      No no la teoria di Darwin prevede la casualità. Mutazioni casuali cioè a caxxo come dici tu, in un tempo molto lungo che portano all'evoluzione.

    15. Violetto 13 dicembre 2022

      è complicato, pare, capire ciò che scrivo.

      Non prendo per oro colato nulla.
      Ho scritto che la teoria di Darwin è certamente "migliorabile" ma che il suo nucleo, ovvero la trasmissibilità dei caratteri per cui passi i tuoi geni (e della madre) alla tua prole e che questo comporta evoluzione/adattamento NON E' CONTESTABILE

      e infatti non lo fa nessuno

      si gira intorno all'argomento, fossili, tempi, e altro.
      ma ovviamente quello non è contestabile

    16. Violetto 13 dicembre 2022

      se non capisci quello che scrivo, io che ci posso fare.
      NOn esiste quel tipo di CASUALITAì'

      lo capisci?
      è una "semplificazione" in termini
      Esistono solon CAUSE

      chiaro?
      omiodiocheduegranpalle a discutere di
      idiozie

    17. LuxIgnis 13 dicembre 2022

      Questa è la tua personale interpretazione ma la teoria di Darwin si basa sulla casualità. Ora tu mi vieni a dire che probabilmente Darwin intendeva qualcos'altro.
      Ma se dici che non esiste il caso perché difendi Darwin che la sua teoria si fonda proprio su quel pilastro delle mutazioni casuali?
      Discute con gli idioti è sempre divertente, dopo un po' si scoprono tutti i loro trucchetti semantici e i loro sofismi e poi non rimane più nulla.
      Sei in contraddizione profonda te ne rendi conto?

    18. Violetto 13 dicembre 2022

      dio! davvero non capisci le cose semplici...

    19. LuxIgnis 13 dicembre 2022

      Guarda che è evidente la tua contraddizione. La vedono tutti.

    20. Violetto 13 dicembre 2022

      no, si vede solo che semplicemente NON CAPISCI
      non ce la fai

    21. LuxIgnis 13 dicembre 2022

      Si basa o no la teoria Darwiniana sulle mutazioni casuali? Si o no?
      Non mi interessa se tu credi o meno al caso, mi interessa quello che dice Darwin.
      E poi se non esiste il caso allora c'è un disegno intelligente. Per forza. Ci sono regole, leggi. Allora Darwin che fine fa?
      Poi vediamo chi è che non capisce.

    22. Violetto 13 dicembre 2022

      non si tratta di cosa credo io.,
      Si tratta di capire cosa si intende, IN SENSO ASSOLUTO E SCIENTIFICO per caso

    23. LuxIgnis 13 dicembre 2022

      Classica risposta alla Burioni.
      La scienza non è democratica, è assoluta e indiscutibile.
      Ma fossi tu?!

    24. Violetto 13 dicembre 2022

      ma che dici?
      Boh
      vabe espulso!
      CIAO
      coi ritardati non parlo

    25. Arthur 13 dicembre 2022

      La trasmissibilità dei caratteri è nota da sempre, anche all'uomo del paleolitico e nessuno la mette in discussione.
      E questo non contraddistingue il Darwinismo, bensì le teorie di Mendel che ha gettato le basi della genetica.

      Il Darwinismo afferma che le mutazioni avvengono per errori di trascrizione del DNA, le quali sono possibili per mera casualità e che poi ci pensa la selezione naturale a fare il resto.
      Non spostiamo il discorso su altre questioni.

    26. Valeriaccio 13 dicembre 2022

      La trasmissibilità dei caratteri è conosciuta da millenni; è letteralmente la base dell'allevamento e dell'agricoltura.

    27. Violetto 13 dicembre 2022

      Dipende cosa intendi per teoria di Darwin.
      Darwin non conosceva la genetica.

      Lui ha teorizzato la selezione naturale del più adatto.
      Non ha mai parlato di "errori nel DNA" che non sapeva nemmeno cosa fosse.

      Conoscendo la genetica, più avanti, si nota il ruolo delle mutazioni spontanee nell'acquisire caratteri "nuovi" che poi sono selezionati.

      Che questo avvenga, essendo, lo ripeto, ovvio e intuitivo, non c''è il minimo dubbio.

      È chiaro che poi con il progresso della scienza si nota come esistano diversi altri fattori.
      Ma questi fattori agiscono sempre nello stesso meccanismo di "selezione".

      Ho scritto della teoria degli equilibri punteggiati che mette l'attenzione sulla "rapida" evoluzione che avviene in determinati periodi quando un organismo è sottoposto a una selezione più pressante.

      Una specie separate in due che vivono in ambienti diversi evolvono in maniera diversa sottoposti a diversi ambienti.

      Diverse specie che vivono in ambienti simili finiscono per "convergere" e somigliarsi.

      Etc.

      in ogni caso la teoria originaria non è sbagliata ma incompleta.

      Si dimentica che è del 1850 circa

    28. Violetto 13 dicembre 2022

      ma certo

    1. Violetto 13 dicembre 2022

      "Si badi bene, la così detta micro-evoluzione (es. è probabile che ogni canide della Terra derivi da una primordiale forma di canide), con altro nome conosciuta ben prima di Darwin, è praticamente accertata. Tuttavia alla macro-evoluzione (es. gli anfibi derivano dai pesci, l’uomo deriva da un essere scimmiesco) credono ormai veramente in pochi, addirittura convinti, contro ogni attestazione e logica scientifica, che una serie di micro-evoluzioni possa condurre alla macro-evoluzione."

      ci si chiede cosa abbia studiato l'autore
      boh

    2. LuxIgnis 13 dicembre 2022

      Ci si chiede cosa abbia studiato te che ripeti le cose che uno qualunque del CICAP direbbe. Cose che si trovano comunemente in rete volte a glorificare la teoria di Darwin che in realtà fa acqua da tutte le parti.
      Questa non è scienza è fede e di pessima qualità.
      Se poi sei in grado di portare delle prove indiscutibili, il salto di specie, spiegare come delle mutazioni casuali possono produrre anche con tempi lunghissimi delle cose che hanno delle probabilità di uno su svariati miliardi di miliardi, e i famosi anelli mancanti allora sei un ottimo candidato per il premio Nobel. Visto che nessuno lo ha fatto finora.
      Pensa, prenderesti il Nobel ma devi provare quello che dici, non ripetere a vanvera delle supposizioni che non hanno fondamento.
      Quando l'avrai preso torna qui e siamo tutti pronti ad accogliere le prove provate.

    3. sbregaverse 13 dicembre 2022

      L'uomo deriva da uno scimmione: non c'è prova. Ma non serve prova che l'uomo sia :
      in piena deriva.

    4. Violetto 13 dicembre 2022

      zero argomenti, zero risposte da parte mia

    5. Violetto 13 dicembre 2022

      esistono svariate prove

    6. LuxIgnis 13 dicembre 2022

      Sei tu che non hai argomenti come al solito. Porta 'ste cazzo de prove o smettila.

    7. Violetto 13 dicembre 2022

      ho sctitto un articolo dove le tue "pseudo" questioni sono gia spiegate
      fattele spiegare da uno bravo

      non devo portare nulla,

      Sei tu che devi imparare a contestare cio che vuoi contestare con degli ARGOMENTI che non siano da bar dopo 5 birre

      grazie

    8. LuxIgnis 13 dicembre 2022

      A me sembra che tu ripeti solo e sempre le stesse cose che vengono confutate ma non vuoi vedere oltre.
      Citi sempre lo stesso libro, mentre potresti andare a leggere tutti quelli in calce all'articolo. Vengono citati nomi importanti non gente da bar.
      I tuoi argomenti sono copiati pari pari da internet con le stesse affermazioni che potrebbe fare qualunque "devoto" del Darwinismo.
      Sei pieno di contraddizioni, in cui dici non voglio difendere il Darwinismo ma nei fatti lo fai, costantemente rifiutando a priori qualunque altra teoria o relegandola sempre nei tuoi ristretti confini come hai fatto con l'epigenetica.
      Ma a chi vuoi darla a bere?
      Vai in un forum del CICAP, lì sarai accolto a braccia aperte

    9. Violetto 13 dicembre 2022

      ancora nessun argomento

      Cosa vuoi contestare che passi i geni ai tuoi figli?

    10. LuxIgnis 13 dicembre 2022

      Vedi come tenti di buttarla in caciara perché non sai che dire.
      Nessuno contesta che alcuni geni si trasmettono, questo, l'ho già detto, lo si sapeva anche prima della scoperta dei geni. È ovvio.
      Ma non c'entra nulla con il Darwinismo. Del resto nemmeno lui conosceva i geni.

    11. Violetto 13 dicembre 2022

      quella è la base della teoria della evoluzione
      F I N E

      vai passa avanti e non rompere
      torna a scuola
      anzi a squola

    12. LuxIgnis 13 dicembre 2022

      Cioè siccome uno nega Darwin per forza nega che vi sia un'evoluzione? Anche i creazionisti più convinti credono in una evoluzione. Nessuno la nega.
      A te nemmeno all'asilo ti ci vogliono con le stronzate che propini.

    13. Violetto 13 dicembre 2022

      cosa neghi di darwin?
      La trasmissibilità dei caratteri?

    14. LuxIgnis 13 dicembre 2022

      Allora o sei un'idiota o sei un troll. Decidi tu.
      La trasmissibilità dei caratteri è dall'alba dei tempi che è riconosciuta. In maniere sbagliate e incomplete, certamente ma è sempre stato riconosciuto che qualcosa si trasmette da genitori a figli. Sempre.
      Non è una prerogativa di Darwin.
      Quindi anche se lui riconosce chiaramente questa trasmissibilità lo fanno molti altri autori prima e dopo di lui a prescindere da lui. Poi dopo è arrivata la genetica, Mendel all'inizio, che ha iniziato a chiarire meglio la questione.
      Questo non è e non può essere una prova che l'evoluzione di stampo Darwiniano o Neo Darwiniano sia corretta.
      Asserirlo è da disonesti.

    15. Violetto 13 dicembre 2022

      siccome la teoria darwiniana e neodarwiniana si basa sulla tramissibilità dei caratteri, e insisto, può essere migliorata e integrata, comprendendo altri meccanismi genetici, altre cause di selezione e adattamento che però si basano sempre e ancora sulla tramissibilità dei caratteri.

      La selezione è la conseguenza della trasmissibilità dei caratteri.

      Non capisco quale sia la contestazione.

      In realtà si lo capisco
      Si vuole contestare genericamente darwin per dire che o l'uomo è stato creato dagli alieni o che non abbbiamo antenati in comune con i gorilla.

      MA qualunque contestazione NON PUO prescindere dal meccanismo EVOLUTIVO
      che è comunque processo dovuto alla trasmissibilità dai caratteri

      è piu chiaro?

    16. LuxIgnis 13 dicembre 2022

      Torna a ripete che questo non basta a confermare una teoria di nessuno. Perché questo è comune a tutti persino ai creazionisti. Se conoscessi quello che dicono non negano assolutamente questo ne una certa evoluzione. Sei tu che vuoi far credere che chi non crede a Darwin neghi l'evoluzione o la trasmissibilità dei caratteri.
      Poi trovo che è il solito metodo del CICAP ridurre la contestazioni a fantasie come gli alieni o altro. Se non sei d'accordo con loro allora sei automaticamente uno che alla scienza (quella che dicono loro) non crede. Trovo questo di una disonestà aberrante.

    17. LuxIgnis 13 dicembre 2022

      L'avevo già detta ma c'è n'è una più carina che ha detto uno scienziato di cui non ricordo il nome.
      È come se un tornado si abbattesse su una discarica e ne uscisse fuori un Boeing perfettamente allestito e funzionante.

      A proposito mi ricordo un fumetto che lessi da ragazzo, anche qui non ricordo di chi, in cui veniva illustrata tutta la storia della scimmia e alla fine all'ultimo atto invece di FINE scriveva FONE e invalidava il tutto. Me lo ricordo vagamente.

    18. LuxIgnis 13 dicembre 2022

      L'ho trovato ed è FONE di Milo Manara.
      Non parla di una scimmia, ma di un supercomputer che battendo a caso dei caratteri crea delle storie. In una di queste storie c'è l'indicazione per la via di fuga per i due personaggi intrappolati in un pianeta. Seguendo questo libro va tutto bene finché non arrivano alla fine, anzi alla FONE.

    19. Primadellesabbie 14 dicembre 2022

      Non ci sono prove che l'uomo derivi da uno scimmione, ma che l'uomo di oggi desideri fortemente divenire uno scimmione sarà una prova per gli studiosi di domani?

    1. Arthur 13 dicembre 2022

      Riguardo all'evoluzione tempo addietro mi sono documentato.

      La prima idea di evoluzione fu di Lamarck, poi fu ripresa da Darwin ed ebbe successo, ma c'era una differenza abissale tra i due punti di vista.
      Lamarck, uomo del Settecento, era ottimista e riteneva che esistessero, all'interno della natura, meccanismi automatici in grado di fornire alle specie ciò di cui avevano bisogno e che questi meccanismi avevano portato a differenziazioni e quindi a specie diverse.
      Darwin invece, influenzato dal pessimismo nichilista che contraddistingueva un certo scientismo positivista ottocentesco, formulò la teoria in base alla quale le mutazioni sono casuali ed è poi la selezione naturale a determinare la sopravvivenza di alcuni: in sostanza un meccanismo freddo e crudele.

      La teoria darwinista è stata appoggiata e diffusa dal potere politico anglosassone-massonico per due motivi:
      1) bisognava instillare nelle coscienze l'idea che non vi sono meccanismi positivi e buoni riconducibili a Dio o ad una natura benigna, ma tutto è frutto del caso; questa idea negativa è funzionale ad una educazione da imporre all'uomo che non deve avere speranza, ma deve invece vivere in una condizione frustrante; il Darwinismo e lo scientismo hanno cioè assunto la stessa funzione che prima avevano le religioni: far sentire l'uomo impotente per dominarlo e sottometterlo meglio;
      2) la teoria evolutiva darwiniana serviva come giustificazione al colonialismo: il più forte può dominare il debole poiché è così che avviene in natura secondo il meccanismo della selezione naturale (Darwinismo Sociale).

      Poi con le scoperte della genetica il Darwinismo entrò in crisi e si cercò di renderlo compatibile con questa: Equilibri punteggiati, Saltazionismo, etc.

      Infine si è arrivati al Neo-Darwinismo: tutte le mutazioni genetiche sarebbero casuali ed è poi la selezione naturale a fare il resto.
      L'apoteosi delle idiozie.
      Il nostro DNA avrebbe prodotto una infinità di cellule altamente specializzate per caso.
      Ad esempio, per caso si sarebbero formate le cellule della retina e della cornea negli occhi ed è stato un caso che queste consentissero di vedere.
      E lo stesso dicasi per le migliaia di tipologie fi cellule altamente specializzate nel corpo e per gli aminoacidi complessi.

      La prima obiezione che si può fare a questa ridicola teoria è che il nostro sistema immunitario, quando aggredito da un virus, produce anticorpi e non lo fa per caso.
      Ci sono meccanismi di difesa e l'organismo è in grado di produrre ciò di cui necessita per difendersi.
      Lo stesso plausibilmente vale per il DNA.

      La seconda obiezione è la seguente.
      Immaginiamo di avere un software e che durante un processo di copiatura vengano commessi alcuni errori.
      Da tali errori che si sommano nel corso del tempo, grazie a meccanismi di selezione naturale, dovrebbero derivare funzionalità sempre più complesse del software che diventerebbe così sempre più complesso ed elaborato.
      Tutto questo grazie ad errori casuali di trascrizioni.
      Il DNA, che è come un software, per errori casuali nel tempo, si sarebbe evoluto in qualcosa di estremamente complesso.
      Capito che roba?
      Ovviamente, baggianate.

      La verità è semplice: l'evoluzione avviene secondo meccanismi in larga parte sconosciuti e gli scienziati neo-darwinisti, di fronte a questo, tirano fuori la storiella della casualità e degli errori.
      Un atteggiamento che è solo Nichilismo scientista misto a superbia.
      Il risultato è fuffa.
      Tutto qui.

      Prima o poi saranno ridicolizzati.
      E sarà proprio l'evoluzione a farlo.

      PS.
      Tra poco, quando certe teorie scientifiche farlocche diventeranno indifendibili, il potere tirerà fuori la storia ridicola degli alieni-creatori.

    2. Gino 13 dicembre 2022

      La teoria darwinista è stata appoggiata e diffusa dal potere politico anglosassone-massonico per due motivi:

      il principale motivo stette e sta nell'adesione al neopositivismo. Ovvero, nell'adesione ad una filosofia monistica fondata sulla credenza che tutto sia soltanto fatto di materia (è materiale tutto ciò che venga presupposto essere strettamente deterministico).
      Tra i principali corollari del neopositivismo:
      1. la libertà e un'illusione;
      2. la metafisica (qualsiasi essa fosse o sia) fu, oppure è, una dannazione; da cui i moderni poterono un giorno finalmente liberarsi;
      3. la SCIENZA non è un'opinione.

      p.s.
      4. la quantistica è un caos deterministico
      (più o meno così come anche lo è l'evoluzionismo neodarwinista);
      5. non fatevi domande: il mondo è così come esso è.
      Peraltro, anche le domande sono inutili (qualsiasi questione è inutile), poiché:
      6. anche i nostri 'io' sono mere illusioni.

      p.p.s.
      7. sparatevi un colpo in testa
      (la morte di chiunque non può essere una perdita: nichilismo estremo; appunto).

      Possiamo meravigliarci di vivere nel mondo in cui viviamo?
      Sono molto peggio dei nazisti!
      (qualsiasi sia il significato dispregiativo noi si voglia affibbiare al termine "nazismo" - i nazisti vogliano scusarmi...)

    3. Primadellesabbie 13 dicembre 2022

      La quantistica ribalta tutto questo.

    4. danone 13 dicembre 2022

      Tra poco, quando certe teorie scientifiche farlocche diventeranno indifendibili, il potere tirerà fuori la storia ridicola degli alieni-creatori.

      Forse creatori diretti no, ma alieni modificatori-addomesticatori potrebbero esserci anche stati Arthur.
      Conosci gli studi di Pietro Buffa?
      è un genetista, e ormai dice che alcune evidenze sulla genetica umana sono date per certe.
      Fra queste evidenze c'è quella del fatto accertato che l'uomo possiede 46 cromosomi, invece dei 48 presenti nel dna delle altre scimmie superiori, non perchè l'uomo ne ha persi due nel tempo, ma perchè alcuni cromosomi specifici si sono fusi fra di loro.
      Ebbene dice il Buffa, questa fusione che prende il nome di "Traslocazione Robertsoniana" esiste in natura, a volte succede in qualche specie animale o vegetale, naturalmente o accidentalmente, ma il problema è che quando avviene, invariabilmente la trasmutazione robertsoniana è sempre una mutazione recessiva, ovvero produce peggioramenti, non miglioramenti, come avviene nel caso unico dell'uomo.
      L'animale trans-mutato robertsonianamente è sempre sterile, quindi è auto-recessiva la trasmutazione e non si tramanda in nuove generazioni, e sviluppa varie patologie, che lo rendono una variante meno funzionale dell'originale e tende all'estinzione.
      In sostanza tale mutazione sarebbe un difetto e non un vantaggio, tranne nelle specie animali addomesticate, come il cavallo, il maiale, il cane etc.
      Buffa quindi ipotizza che la trasmutazione robertsoniana avvenuta ad un certo punto nell'homo abilis, e che lo ha notevolmente migliorato, e si è tramandata in tutti noi homo quasi sapiens di oggi, invece di danneggiarci, sia attribuibile solo ed esclusivamente ad un intervento intenzionale ed intelligente esterno, perchè non può mai avvenire casualmente in natura se non come detto, come fattore recessivo-negativo.
      Quindi anche l'uomo sarebbe una specie addomesticata, bisogna ora capire se si è auto-addomesticato o qualcuno è intervenuto dall'esterno.

      In questo breve video Buffa ci chiarisce la questione..
      Pietro Buffa: ecco perché abbiamo cambiato l'assetto cromosomico durante l'evoluzione.
      https://www.youtube.com/watch?v=zE13l7QWROk

    5. sbregaverse 13 dicembre 2022

      Oramai il quanto spadroneggia.
      E più si ha quanto più se ne vuole avere.

    6. Arthur 13 dicembre 2022

      Tutta l'evoluzione è recessiva, se per "recessiva" intendiamo la perdita di una parte del patrimonio genetico.
      Ad esempio, le alghe possiedono un patrimonio genetico ricchissimo, la frutta e le piante meno delle alghe, gli animali ancora meno della frutta, gli uomini meno degli altri primati.
      Il meccanismo sembra essere questo: in determinati momenti una specie perde una piccola parte del proprio patrimonio genetico, ma quello che resta viene riorganizzato meglio con alcune nuove funzioni altamente specializzanti.
      Quindi non è recessiva nel senso di degrado, bensì di specializzazione conseguente ad abbandono di ciò che non serve o che ostacola un salto evolutivo in una certa direzione.

      Non credo siano necessarie forze esterne.
      Semplicemente non conosciamo certi meccanismi, almeno per ora.
      Io credo che avesse ragione il buon Lamarck, che purtroppo è stato ridicolizzato (esempio del collo delle giraffe) da una scienza arrogante, superba e nichilista.

    7. Bertozzi 13 dicembre 2022

      Poco quanto? Tipo due mesi o una decina ventina d'anni?

    1. Divoll 13 dicembre 2022

      La genetica ha confermato la realta' dell'evoluzione darwiniana.

    2. Christian P. 22 dicembre 2022

      Quale genetica scusi? Mi scrive un solo esempio di genetica che conferma la realta’ dell’evoluzione darwiniana. ?

    1. Martin 12 dicembre 2022

      Nel 2003 e' stato isolato il genoma umano e la genetica in poco meno di 20 anni ha fatto passi giganteschi anche in materia di evoluzione umana, ma la cultura mainstream, incluso questo articolo, non ne parla. Che Einstein non credesse all'evoluzione e' francamente un dettaglio di scarsissima importanza.

    2. Cleon XIII 12 dicembre 2022

      Vita media bassa= alta mortalità infantile.
      Se si fanno pochi figli è ovvio che la media si alza.

    3. Luca VFR 12 dicembre 2022

      Esempio che contraddice in parte: Johann Sebastian Bach (1685-1750) il celebre musicista e compositore, qquindi parliamo di uno che aveva una situazione socio-economica decisamente migliore di tanti altri, dalle due mogli ha avuto un totale di 21 figli di cui ne sono sopravvissuti 8. Una volta ti beccavi un'influenza un po' forte oppure un'enterite tosta e finivi sottoterra. Il problema della sovrappopolazione è tutto qua: non si muore più in giovane età quindi arrivano praticamente tutti all'età riproduttiva.

    4. ducadiGrumello 13 dicembre 2022

      Caro R, per molti il progresso medico consiste nel campare una decina d'anni in più rispetto alla media di una volta, Imbottiti di farmaci come oche da fois gras

    5. Martin 13 dicembre 2022

      Pre rivoluzione industriale, per millenni la mortalita' infantile era oltre il 50%. Tu ci troverai molto da ridere, io proprio no.

    6. Martin 13 dicembre 2022

      Assolutamente no, l'eta' media e' salita di decenni dopo la rivoluzione industriale, anche al netto dell'abbattimento della mortalita' infantile. E' continuata a salire, anche se meno, dopo la WW2.

      Si tratta di dati comprovati, enormi e esponenziali.

    7. Martin 13 dicembre 2022

      Scusami ma sembra proprio che non riesco a spiegarmi - non solo con te ma con parecchi - e cio' la dice lunga.

      Non e' questione di "secondo me", di opinioni ne' di dettagli o ipotesi. Prima della rivoluzione industriale si campava meno di decenni. Per millenni l'eta' media in Occidente e' stata sotto i 40 anni, al netto della mortalita' infantile di oltre il 50%. La causa della maggiore mortalita', arrivati all'eta' adulta, erano volgari infezioni che degeneravano in setticemia.
      Gia' nel 1900, post rivoluzione industriale, l'eta' media era salita a 48 anni, fino ad arrivare agli odierni 78. Un enorme balzo in avanti post 1945 e' derivato dai meri antibiotici.

      E' pazzesco come dati cosi' importanti siano non conosciuti, non creduti o trattati come opinioni. Non sono ne' opinioni ne' argomentazioni ideologiche, ma FATTI.

    8. Martin 13 dicembre 2022

      Ma il semplice concetto di eta' media o average life span non ti entra in testa? Ovvio che c'erano alcuni che morivano in eta' molto avanzata, anche al tempo dei Romani, ma erano pochissimi. L'eta'media pre rivoluzione industriale per millenni e' stata di sotto i 40.

      Non e' che ti devo convincere - perdo solo tempo - vai su wikipedia in inglese, digita "average life span" e documentati.

    9. Martin 13 dicembre 2022

      A parte che ho una cultura equivalente a tre lauree (di cui 2 formali), sei a tutti gli effetti un idiota al quale non entrano in testa concetti da terza elementare quali quello di eta' media. Il passo che riporti e' una idiozia da poveri tarati. Documentati, invece di ragliare idiozie al vento. Non perdo piu' tempo con te.

    1. Divoll 12 dicembre 2022

      Per un attimo avevo letto Christian Puffo...
      Chiedo venia, siccome leggo molto velocemente a volte mi capitano queste sviste. Pero' l'articolo sembra davvero un po', come dire, puffoso?...

    1. danone 12 dicembre 2022

      Difficile pensare che la teoria dell'evoluzionismo sia completamente sbagliata, basta guardare la foto per rendersene conto, Darwin è evidente che deriva dritto dritto dallo scimpanzè gigante africano, mentre Einstein, sebbene lì per lì ho titubato un pò ad individuarne il progenitore, dopo poco ci sono arrivato, discende dal koala, l'orsetto dall'aria un pò stupida australiano, l'è uguel.

    2. Divoll 12 dicembre 2022

      :-D

    3. Divoll 12 dicembre 2022

      A me Einstein e' sempre stato antipatico.

    4. Cleon XIII 12 dicembre 2022

      Darwin ha fatto moooolto meno danni di Einstein.

    5. Gino 13 dicembre 2022

      Einstein venne costantemente oltraggiato e diffamato, ma proprio dai poteri ora imperanti (e allora emergenti).
      Fece anche danni, come più o meno tutti. Ma a parer mio il suo danno maggiore lo fece inventandosi il "quanto di luce". Eccelse infatti nell'arte della semplificazione.
      A parer mio, quanto viene qui detto al riguardo della teoria evoluzionistica vale anche nel caso della fisica, in generale. La principale differenza tra le due branche sta nel fatto che una parte della teoria della fisica si presta a venire descritta in forma algoritmica. Soltanto quella sua parte dovrebbe venir considerata fisica e scientifica, mentre la parte che in essa è interpretativa (semantica, ovvero metafisica) dovrebbe essere invece oggetto della più sfrenata attività speculativa. Nella triste realtà dell'ancor più triste SCIENZA imperante nei nostri ultimi sempre più tristi anni vale invece la regola di un'ortodossia la cui predicazione impone l'esatto contrario (di quanto io precedentemente abbia auspicato).
      I numeri possono essere molto molto utili, purché però si sappia cosa quantificano ...

    6. ric 13 dicembre 2022

      e parecchio direi...

    7. Cleon XIII 20 dicembre 2022

      Darwin è stato mooolto più diffamato di Einstein e lo è anche adesso. Non una parola che viene messa in bocca a Darwin è vera. Darwin non ha mai parlato di "sopravvivenza del più forte" o "del migliore" e non ha mai detto che la selezione naturale è la sola causa dell'evoluzione della specie. Ovviamente non si è mai sognato di dire che l'uomo discende dalla scimmia.
      Tutte le specie viventi sono immerse in un ambiente fortemente mutogeno. La Terra è costantemente bombardata da radiazioni ionizzanti a malapena schermate dall'atmosfera quel tanto che basta a non sterilizzare in poche ore il pianeta da ogni forma di vita. La mutazione è la regola, la continuità è l'eccezione.

    1. LuxIgnis 12 dicembre 2022

      Ottimo! Anche qui il re è nudo ma non lo vuol vedere (quasi) nessuno.
      La teoria Darwiniana è ancora in voga perché fa comodo. Fa comodo che vi sia quest'immagine dell'uomo.

    2. Luca VFR 12 dicembre 2022

      Da un'essere che si crede il meglio dell'Universo non ci si può aspettare altro. Sono giunto alla conclusione che l'essere umano medio dovrebbe invidiare il gatto: vive, mangia, dorme e, sopratutto non si fa un sacco di pipponi mentali, differentemente da noi.

    3. Divoll 12 dicembre 2022

      E che ne sai?

    4. Luca VFR 12 dicembre 2022

      Dato che i miei gatti non han mai scritto/detto qualcosa ipotizzo che, molto giustamente, non perdano tempo, e fatica, quindi energia, in quisquilie :D

    5. Divoll 13 dicembre 2022

      Non vuol dire che non abbiano pensieri.

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