Egemonia 2.0

L'Egemonia Culturale auspicata cento anni fa da Gramsci è ormai realizzata pienamente dai suoi sedicenti eredi: peccato che sia al servizio di quello che Gramsci non avrebbe esitato a definire il Nemico.

Egemonia 2.0

Di Franco Ferrè per ComeDonChisciotte.org

Qualche giorno fa un amico mi ha fatto pervenire lo screenshot di un libro che probabilmente stava leggendo in quel momento. La sua lettura agostana erano i “Quaderni dal Carcere” di Antonio Gramsci (sì, lo so, ho amici strani). La citazione era questa

“Creare una nuova cultura non significa solo fare individualmente delle scoperte ‘originali’, significa anche e specialmente diffondere criticamente delle verità già scoperte, ‘socializzarle’ per così dire e pertanto farle diventare base di azioni vitali, elemento di coordinamento di ordine intellettuale e morale. Che una massa di uomini sia condotta a pensare coerentemente e in modo unitario il reale presente è fatto ‘filosofico’ ben più importante e ‘originale’ che non sia il ritrovamento da parte di un’genio’ di una nuova verità che rimane patrimonio di piccoli gruppi intellettuali.”

La frase, che potrebbe tranquillamente essere sovrapponibile alla mission di siti come questo, può essere anche considerata la premessa necessaria per l’affermazione di quello che poi sarebbe diventato uno dei concetti più usati del pensiero del filosofo sardo, quello di “Egemonia Culturale”. Qui, in realtà, Gramsci non è ancora giunto a delineare come e con quale estensione le “verità già scoperte” che cita nel testo debbano poi essere tradotte in azioni reali, ma si vede molto bene la radice di quell’atteggiamento che nei decenni successivi l’area politico-culturale che anche dal suo pensiero è in qualche sghembo modo discesa ha poi fatto suo, ovvero la sua presunzione di superiorità prima di tutto intellettuale sulle altre persone meno colte.

Gramsci, però, non era affatto un intellettuale schizzinoso, anzi. Tuttavia viveva, pensava e scriveva in un contesto socio-politico nel quale l’analfabetismo era la regola e “farsi una cultura” aveva un valore univoco ed inequivocabile: leggere e scrivere prima, e studiare poi, significavano uscire effettivamente dall’ignoranza e capire meglio degli altri i meccanismi che regolavano il mondo: la conoscenza di base, quella che veniva dalla semplice esperienza personale, era in gran parte orientata alla lotta quotidiana per la sopravvivenza o poco più, e tranne rare eccezioni era comunque troppo limitata nello spazio (la gran parte delle persone viaggiava pochissimo o non viaggiava affatto) e nel tempo (l’aspettativa media di vita non superava i 50 anni) per permettere ai più di elaborare un pensiero originale sul mondo. Per questo frequentare qualcuno che possedeva gli strumenti innanzitutto culturali per interpretare in modo più ampio la realtà era merce rara, e su questa rarità Gramsci esorta i suoi lettori a fare leva, così da farsi ambasciatori il più possibile della diffusione dei concetti “giusti”, delle “giuste” categorie con cui leggere il mondo, in modo da spingere le altre persone ad agire di conseguenza e portare il mondo stesso verso una più retta via.

Questa visione del mondo, di cui Gramsci era giustamente consapevole nel suo tempo, andava diffusa in modo da diventare la più ampia possibile e creare la “massa critica” di persone consapevoli su cui si sarebbe potuto, a un certo punto, fare leva per cambiare le cose. Perché ciò avvenisse, appunto, bisognava che i “consapevoli” diventassero sempre di più ed occupassero man mano tutti i posti chiave di diffusione del pensiero per canalizzare i “giusti” concetti al maggior numero possibile di persone. Per questo fondò un giornale, e su questo si sarebbe dovuta fondare l’Egemonia Culturale dei suoi pari, forti della Verità e portatori del Bene a tutto il Popolo.

Poi che cosa è successo? Nei decenni del dopoguerra, molti anni dopo la morte di Gramsci, una lunga serie di circostanze ed eventi sia a livello mondiale che nazionale ha portato un consistente numero di persone che si riconoscevano (più o meno a ragione) nella parte politico-culturale erede di Gramsci ad occupare molti dei posti chiave nella sempre più ampia ed influente macchina dei Mass Media italiani. E non solo: persone più o meno riconducibili (alcuni per convinzione, altri per convenienza) a quell’area sono diventati magistrati, funzionari, dirigenti delle varie articolazioni della complessa macchina pubblica, al punto che negli ultimi decenni del secolo scorso e ancor più marcatamente nel nuovo millennio, la Sinistra autoproclamatasi erede di Gramsci può certamente dire di avere realizzato proprio quell’Egemonia Culturale che lui auspicava cento anni fa.

Tuttavia, facendo leva sull’aggettivo “criticamente” che Gramsci pone al centro del suo pensiero, è lecito porsi due domande:

  1. L’Egemonia è rimasta tale, cioè una forza magari preponderante nel campo culturale, ma non unica, o si è trasformata in qualcosa d’altro?
  2. La “Verità” degli eredi di Gramsci che ora è egemonica, è quella che Gramsci proponeva, oppure l’egemonia è stata messa al servizio di qualcosa di differente?

Riguardo alla prima domanda, è evidente a chiunque osservi con un minimo di distacco il dibattito pubblico che oggi la così detta Sinistra sembra essere andata ben oltre l’Egemonia, ed è passata al Controllo Culturale. Di fatto, è la Sinistra ad ispirare, in Italia come altrove in Occidente, il così detto “pensiero unico”, tanto da determinare giorno per giorno i temi del dibattito pubblico, determinando ampiezza ed estensione del “regime di ragione” (come lo definisce Andrea Zhok nella sua "Critica della Ragione Liberale") in vigore tempo per tempo, ovvero il novero di argomenti di cui si può discutere e, soprattutto, di cui NON E’ PERMESSO farlo. Esempi? Solo per limitarci agli ultimi tre anni: Covid, vaccini, riscaldamento globale, guerra in Ucraina, invasione di Gaza. E, risalendo un po’ più indietro, Euro, Unione Europea, Welfare, Debito Pubblico, immigrazione. Tutti questi argomenti hanno in comune il fatto di avere trovato, a un certo punto, una loro definizione di base (più avanti vedremo perché proprio quella), che poi è stata rimbalzata in migliaia di rivoli in tutti i canali del dibattito pubblico, diventando così INDISCUTIBILE. Il Covid era terribile e solo i vaccini potevano sconfiggerlo, mentre i vaccini stessi erano “sicuri per definizione”, il cambiamento climatico è “sotto gli occhi di tutti”, in Ucraina senza dubbio “c’è un aggredito e un aggressore”, l’Euro è “irreversibile” e “ci fa lavorare un giorno in meno guadagnando come un giorno in più”, il debito pubblico è “brutto brutto” perchè “lo Stato è come una famiglia” (oppure, variante berlusconiana, “lo Stato è “come un’impresa”) etc etc. Questo è solo un breve e limitato elenco di temi sui quali da anni (decenni?) anche la più flebile voce critica o semplicemente dubbiosa viene immediatamente bollata con l’aggettivo che prima era riservato all’Olocausto nazista, simbolo di qualcosa talmente evidente che non si poteva negare, ma oggi è ormai sulla bocca di tutti: negazionista. Ormai non si può parlare in pubblico su uno di quei temi se non si premette qualcosa tipo “non sono un negazionista del XXX, ma…” oppure “l’Euro è stata una conquista per il nostro paese, ma…” oppure ancora “non mi sta simpatico Putin, ma...”. Eppure, ognuno di questi temi è il risultato di un insieme molto complesso di fattori, che ha posto e pone tuttora problemi di enorme rilevanza, diremmo quasi di sopravvivenza per il nostro modello sociale, temi che andrebbero discussi pubblicamente e sviscerati da molti diversi punti di vista prima di prendere una direzione o l’altra, prima di decidere da che parte stare (o SE stare da una parte). Sono temi complessi, carichi di conseguenze, che avrebbero un disperato bisogno di essere esaminati, valutati, discussi, soppesati tramite una pluralità di voci, e invece… invece niente. Nell’Euro “irreversibile” siamo entrati alla chetichella, senza nessun referendum e dopo un dibattito parlamentare semiclandestino, sul Covid si è viaggiato per due anni a colpi di Decreti del Presidente del Consiglio, così come pochi minuti dopo l'inizio dell'Operazione Speciale in Ucraina o l'attacco di Hamas a Gaza sono partite le dichiarazioni pubbliche “senza se e senza ma” che diventano poi il regime di ragione sull’evento stesso. Senza approfondimento, senza riflessione, senza valutazioni delle conseguenze di prendere una strada o l’altra, niente. Come i cani di Pavlov. Con tanto di decreti “anti fake news”, algoritmi che bloccano le fonti meno allineate e commissioni di “esperti” a certificare cosa si può dire e cosa no. Fino alle recenti grottesche notizie che giungono dal Regno Unito, dove importanti cariche pubbliche parlano pubblicamente di reati degni della Psicopolizia Orwelliana.

Questa non è “Egemonia”, questo è CONTROLLO. Non credo che Gramsci avrebbe approvato.

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Venendo alla seconda domanda, sarebbe già preoccupante se gli argomenti egemonici imposti dal regime di ragione della Sinistra fossero ancora del tipo di quelli che trattava Gramsci, cioè, semplificando, temi “di Sinistra” che, citando l'ultimo libro di Sara Wagenknecht (prefazione di V.Giacchè),

"Sinistra” era un tempo sinonimo di ricerca della giustizia e della sicurezza sociale, di resistenza, di rivolta contro la classe medio-alta e di impegno a favore di coloro che non erano nati in una famiglia agiata (...). Essere di sinistra voleva dire perseguire l’obiettivo di proteggere queste persone dalla povertà, dall’umiliazione e dallo sfruttamento, dischiudere loro possibilità di formazione e di ascesa sociale, rendere loro la vita più facile, più organizzata e pianificabile. Chi era di sinistra credeva nella capacita della politica di plasmare la società all’interno di uno Stato nazionale democratico e che questo Stato potesse e dovesse correggere gli esiti del mercato. […] Naturalmente ci sono sempre state grandi differenze anche tra i sostenitori della sinistra. […] Ma nel complesso una cosa era chiara: i partiti di sinistra, che fossero socialdemocratici, socialisti o, in molti paesi dell’Europa occidentale, comunisti, non rappresentavano le élite, ma i più svantaggiati.

Sarebbe “giusto”, ma comunque sarebbe preoccupante se fosse così, perché l’assenza di dibattito è un male in sé di qualunque sistema politico, anche il meglio intenzionato. Peccato che oggi i portatori (insani) di Egemonia Culturale non portino più avanti temi di quel genere, ma praticamente l’opposto. Tutti i temi sopra ricordati, su cui è incardinata l'egemonia odierna, realizzano, infatti, uno o più interessi delle élites o di parti di esse, sia attraverso la determinazione di vantaggi materiali tangibili (ad es. le industrie farmaceutiche che si arricchiscono coi vaccini) sia attraverso la realizzazione di “stati di fatto” che, pur danneggiando il proprio paese, poi possono essere usati in loro favore (ad es. fare carriera nelle istituzioni europee dopo avere “servito” l’Euro fedelmente). Ognuna di quelle “verità” era strettamente funzionale a qualcosa di favorevole per le élites, la cui affermazione era finalizzata generalmente a qualcosa di molto diverso da quello che veniva detto pubblicamente (memento il Pedante: se qualcosa non serve, serve a qualcos’altro). Per non parlare poi del “fuoco di copertura” esercitato quotidianamente dagli egemoni tramite i mass media con la miriade di temi irrilevanti elevati a centro del dibattito pubblico, ma sempre al servizio di egemoni che, ognuno nel proprio campo, si fanno portatori di una non-cultura genericamente definibile Woke, con tutto il suo pericoloso corollario di cose (fondamentali) da “smontare”. Insomma: non è azzardato dire che, oggi, gli Egemoni sono dei veri e propri “cavalieri del Male”, portatori di idee del tutto opposte a quelle di Gramsci, idee che, al momento, a sinistra solo la ricordata Sarah Wagenknecht sembra criticare.

[caption id="attachment_214826" align="alignright" width="300"] Sarah Wagenknecht[/caption]

E’ paradossale, ma è così. Gramsci aveva ragione, l’Egemonia Culturale era necessaria per far cambiare rotta alla società, peccato però che l’Egemonia che lui auspicava è stata sì realizzata dai suoi presunti eredi, mettendola, però, al servizio di finalità opposte a quelle che avrebbe voluto lui. La società sta cambiando rotta, ma non va dove sperava Gramsci. Va dall’altra parte, in sostanza – date le numerose ed insanabili aporìe di cui è portatrice - va contro al muro.

Speriamo che il muro regga, in modo che, dopo lo schianto, si possano almeno raccogliere i cocci per ripartire, sperabilmente non verso una qualche forma di nuova Egemonia.

Di Franco Ferrè per ComeDonChisciotte.org

15.08.2024

Commenti (79)

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    1. Chiara Pinna 16 agosto 2024

      Antonio Gramsci è stato non solo un intellettuale, un politico e un uomo integro e illuminato, ma soprattutto un grande maestro col suo esempio di vita. Che né Stalin né Togliatti lo amassero è cosa nota. Che Mussolini avrebbe preferito concedergli una grazia che mai Gramsci avrebbe chiesto, è altrettanto noto, e in fondo dobbiamo ringraziarlo perché non solo non è riuscito "a non far funzionare quella mente", ma anzi ha fatto sì che arrivassero sino a noi sia i "Quaderni dal carcere" che le lettere. Dopo aver letto tutto Gramsci entro i 25 anni, mi resi conto che nessuno schieramento politico che si rifacessi al comunismo aveva appreso il suo pensiero e la sua lezione, soprattutto in quell' autocritica che era uno dei fattori più importanti della sua visione partitica. Oggi, i politici che lo citano a destra e sinistra, lo fanno per biechi scopi propagandistici, e sono come in tutto, volgari opportunisti.

    2. Martin 16 agosto 2024

      E come no! Il concetto e la strategia dell'egemonia culturale di Gramsci si basa, come nel pragmatismo e utilitarismo anglosassone, sul principio che "è vero ciò che utile" alla causa del proletariato - e giu' balle e favole a go-go.
      E' la strategia usata dalla repressione culturale stalinista, e oggi dal neoglobalismo per presentare come scientifiche teorie che non lo sono neanche un po (global warming antropocentrico, razze umane come meri social construct grazie alla critical race theory , e gender theory).

      La verità e' l'esatto contrario di tale approccio, ossia "e' utile ciò che è vero".

      E tanto per restare strettamente sulla tematica, e' proprio grazie all'egemonia culturale di Gramsci che la maggior parte delle persone crede che Gramsci sia morto in carcere a causa delle dure condizioni detentive inflittegli dal fascismo.

      Ma che bella favoletta! Gramsci da bambino ebbe l'atroce disgrazia di contrarre il morbo di Pitt, ossia una tubercolosi ossea al tempo incurabile, che lo rese alto solo 1 metro e mezzo, gobbo, deforme e con infiniti problemi. Il fascismo lo scarcerò per permettergli di curarsi, ma non c'era cura per un morbo del genere, ed infatti morì.

      E visto che ci siamo, un altro scarcerato affinche' si curasse con successo dalla tubercolosi (non ossea), per diretta intercessione con Mussolini del socialista Lombardi, rimasto sempre in rapporto epistolare con il Duce, fu Sandro Pertini. Il quale si sdebitò ordinandone la fucilazione "come un cane rabbioso", donde l'osceno spettacolo di Piazza Loreto.

    3. Martin 16 agosto 2024

      Basta fare a meno di indicare l'egemonia culturale di Gramsci come una strategia positiva e liberatoria, invece che falsa ed oppressiva

    4. Arthur 16 agosto 2024

      "Qualsiasi classe egemone della storia ha applicato il concetto di “egemonia culturale”, fosse questa dichiarata o meno, teorizzata o meno. Non è certo un portato gramsciano, figuriamoci"

      Su questo hai chiaramente ragione.
      Però io non parlerei di "classe egemone" ma di "sistema di potere".
      Un sistema di potere crea una rete di potere che gli sia funzionale.
      Una o più classi possono essere egemoni nel sistema e nella rete di potere.
      La verità è che il vezzo, da parte di alcuni esseri umani, di voler esercitare una qualche forma di egemonia è sempre funzionale al dominio che si pretende di imporre e giustificare.
      Aggiungo che la sete di dominare è, molto banalmente, la bestiale sublimazione della legge del capo branco che regola la vita di gruppo nel mondo animale.
      Gli uomini che desiderano dominare, comandare, egemonizzare, sono ominidi incapaci di scrollarsi di dosso gli istinti animaleschi e ancestrali che scandivano la vita in uno stadio evolutivo precedente alla civilizzazione umana.
      In sostanza: chi gode e si sente realizzato nel dominare gli altri è, di fatto, un animale.

    5. Martin 16 agosto 2024

      E bravo, ma allora potresti spiegarcela, almeno negli elementi differenziali rispetto alla popolazione italiana, anch' essa al tempo principalmente dedita e vittima di agricoltura e pastorizia. Possiamo solo immaginare che la Sardegna fosse al tempo parecchio più arretrata dell'Italia centrale e settentrionale.

    6. Arthur 16 agosto 2024

      Hospiton, io non metto in discussione il disagio comprensibile, anzi sacrosanto e moralmente doveroso, provato da Gramsci e da altri, di fronte alle ingiustizie, ai soprusi e alle cattiverie perpetrate a danno dei derelitti.
      La questione riguarda certe idee e soprattutto metodi finalizzati a creare un sistema che è prima di tutto una gabbia mentale, e si tratta di una gabbia pericolosa che libera da certe catene ma ne mette altre.
      Le gabbie mentali sono state sempre pianificate da chi ha saputo lavorarci bene e in anticipo sui tempi.
      Le due ideoligie dominanti oggi in Occidente, Liberalismo e (neo?post?)Marxismo, create e sparse al vento per imbonire e irretire rispettivamente borghesia e classi proletarie-contadine, ne sono l'esempio moderno più conclamato.

    7. Hospiton 16 agosto 2024

      Ho citato la Sardegna perché si parlava di Gramsci, mi sembra ovvio...in generale il ceto basso, proletari, contadini ecc, viveva in miseria ovunque, come dimostra il numero spropositato di emigrati che partirono da ogni regione italiana dal 1870 in poi. Ecco in quale clima attecchirono comprensibilmente le idee socialiste

    8. Hospiton 16 agosto 2024

      Condivido il discorso sulle gabbie mentali, ma credi che Gramsci intendesse concepire qualcosa di così disumano? Legioni di depensanti incapaci di un ragionamento autonomo? Io non credo, conosceva molto bene, meglio di noi, le gabbie "fisiche" gestite dal potere, e dati i suoi scritti dubito avrebbe voluto crearne di psichiche/culturali per soggiogare il popolo...non ne avremo mai la controprova ma, ripeto, non penso approverebbe l'indubbia egemonia culturale "dem" oggi osservabile, che alcuni attribuiscono a scuole francofortine e simili (io la associo invece al cartello bancario con tutto il contorno di multinazionali e fondi d'investimento... media e istituzioni culturali, ovvero i diffusori del pensiero unico, sono in mano a questi soggetti, gli studiosi di Francoforte furono al massimo uno strumento)

    9. Martin 16 agosto 2024

      E' fuori discussione che la borghesia italiana, peraltro piuttosto gracile, ha resistito in ogni modo alle richieste sia socialiste che del cattolicesimo sociale e del protestantesimo sociale. E lo stesso mutatis mutandis in tutta Europa.
      ll liberismo economico e ed il sistema liberale europeo non era in grado di gestire il proletariato industriale, abbandonato agli alti e bassi di domanda e offerta. Si prospettava poi la temutissima saldatura delle richieste e rivendicazioni del proletariato industriale con quelle del mondo contadino (come poi accaduto in Spagna).

      Ci ha pensato la Prima Guerra Mondiale a risolvere il problema.

    10. Arthur 16 agosto 2024

      Io credo che Gramsci e altri facciano parte di quello suolo di intellettuali che la massoneria ha imbonito e ingaggiato per divulgare le ideologie.
      Poi, una volta che un sistema di pensiero si è sedimentato, questo è in grado di restare in piedi da solo, con periodici e opportuni innesti.
      Mi spiace usare certi termini, ma si tratta purtroppo di utili idioti funzionali ai disegni dei burattinai.
      Che poi all'interno del mondo marxista e del mondo liberale ci siano figure che hanno condotto indagini e riflessioni in studi degni e meritevoli, non ho nulla da eccepire.
      E aggiungo che purtroppo in certi casi, in verità non pochi, c'è stata comunque malafede.
      La percezione e il quadro che abbiamo degli eventi degli ultimi secoli in Occidente è, a mio avviso, largamente falsato da occultamenti e menzogne.
      La mia fiducia nella storiografia ufficiale è ormai prossima allo zero.

    11. Hospiton 16 agosto 2024

      Mah, avendo letto un bel po' di libri di/su Gramsci fatico a ritenerlo un fesso manipolabile a piacimento, anzi mi è sempre parso uno degli intellettuali più lucidi del suo tempo... ma era comunque un uomo solo, inviso anche a molti presunti compagni (la malafede, come ben dicevi), e il Potere è fenomenale nello sfruttare divisioni, bassezze, inimicizie. Il loro vantaggio principale in fondo è dato da una maggiore organizzazione e disponibilità di mezzi, informazioni, conoscenze. Prende una teoria potenzialmente rivoluzionaria o comunque scomoda, attraverso intellettuali di corte, programmi scolastici, università e teatrini culturali vari la priva delle parti nocive per i propri interessi e ne divulga una versione "aggiustata", atta a plasmare la società secondo le esigenze del momento...mi pare ciò cui stiamo assistendo oggi in Occidente. Sulla storiografia ufficiale purtroppo concordo, quantomeno su parte di essa. La cosa migliore che si può fare è confrontare le fonti, diversificarle, personalmente cerco di reperire studi poco pubblicizzati, saggi non destinati alla divulgazione di massa e quindi in grado di superare il vaglio della censura.

    12. Martin 16 agosto 2024

      L'incrocio tra Marx e Freud operato dalla scuola di Francoforte, contro lo Stato autoritario ed al tempo stesso contro la personalità autoritaria, e' alla base di tutto l'apparato culturale oggi dominante, ed esitato nelle recenti oscenità della critical race theory e della gender theory.
      Non c'e' modo di sottovalutare la portata devastante delle teorie di Marcuse, Adorno, Horkheimer, Habermas e Fromm.

    13. Arthur 16 agosto 2024

      Hospiton, purtroppo la Massoneria (con annessa rete di potere e cordate varie) è riuscita ad accalappiare sovrani, aristocratici, borghesi, artigiani, proletari, politici, studiosi, artisti, letterati, intellettuali, scienziati, medici, militari, magistrati, ecclesiastici.
      In molti casi i soggetti da cooptare venivano adocchiati, soprattutto se giovani, con metodi che rivelavano una scaltrezza sconcertante.
      Uno degli esempi emblematici è quello di Mozart, la cui morte è verosimilmente da collegare a una resa di conti tra poteri che in quel frangente storico si stavano scontrando.
      Personalmente ritengo che ci siano buone probabilità per pensare che la morte di Mozart sia stata un incidente politico o addirittura un vero e proprio omicidio politico pianificato e attuato dalla polizia segreta asburgica (colpirne uno per educarne cento) o dalla massoneria (poiché non è da escludere che Mozart passasse informazioni ai servizi segreti imperiali facendo il doppio gioco, forse sotto ricatto).

      Se sei interessato ad avere un quadro più completo, ti consiglio di leggere questo lungo articolo, molto ricco di informazioni storiche corrette (chi possiede informazioni storiche relative alla vita di Mozart e ai suoi legami, riesce a cogliere molto bene tutto).

      http://www.giusepperausa.it/massoneria_e_scenari_europei.html

      Si tratta di un articolo di Giuseppe Rausa su Mozart e la Massoneria.

    14. Martin 16 agosto 2024

      La versione ufficiale della storia dell'intero1900 - WW2 ovviamente inclusa - e' largamente falsa per distorsione, falsificazione e soprattutto omissione di centinaia di fatti, o negati o arbitrariamente ridotti o sviliti a dettagli.
      E' la versione dei vincitori, pur con alcune differenze tra quella occidentale e quella russa.

    15. Hospiton 16 agosto 2024

      Ecco, e chi domina "l'apparato culturale dominante"? Perché non ti poni/ci poniamo questa fondamentale domanda? Non c'è modo di confutare il fatto che le università, i media, le istituzioni culturali che han divulgato (e spesso distorto) il pensiero di questi studiosi siano nelle mani di poteri altolocati, interessi miliardari, e non si tratta certo di magnati e banchieri marxisti. Anche ammettendo la pericolosità delle teorie di un Horkheimer e dei francofortini in generale, non sono stati loro a pianificare le agende occidentali ma chi detiene il potere finanziario e economico. Gli intellettuali rappresentano al massimo un braccio operativo, se si rivelano scomodi finiscono relegati nell'editoria di serie C, in caso contrario te li ritrovi nei programmi universitari.

    16. Hospiton 16 agosto 2024

      Lo leggerò senz'altro Arthur, una vicenda interessante. In quanto al discorso dei condizionamenti massonici mi sembra un po' troppo vago, sappiamo solo in parte quanti dissidi siano sorti all'interno della Massoneria stessa... insomma non posso valutarne l'operato pluri-secolare come se si trattasse di un blocco monolitico con obiettivi unicamente distopici, almeno non sulla base delle conoscenze in mio possesso.

    17. Martin 16 agosto 2024

      Comprendo quello che intendi, ma le teorie della scuola di Francoforte sono all'origine di buona parte della contestazione degli anni 60 e 70. In quei tempi erano minoritarie, oggi invece sono l'ideologia dominante, via critical race theory e gender theory, etc.
      I movimenti intellettuali e culturali in questione agiscono da sempre insieme, o sono sostenuti, da elites politiche, economiche e finanziarie in ascesa o già dominanti. Non si tratta di ingenui pensatori. L'elite oggi dominante e' la lobby neoglobalista.

    18. Hospiton 16 agosto 2024

      Non sostengo che siano stati ingenui pensatori, dovrei studiare in modo più approfondito le loro opere e i profili biografici per provare a farmi un'idea più compiuta circa le loro finalità, semplicemente affermo che non hanno avuto potere economico pertanto non prendevano loro le decisioni. Al massimo gli intellettuali di regime fungono da consiglieri, studiano strategie culturali modellate sulle esigenze dei loro "mecenati". Ecco, parliamo delle lobbies neoglobal allora, non di sinistra o marxismo perché questi neoglobal non sono di sinistra né marxisti, Larry Fink e Stephen Schwarzman paiono dei marxisti militanti? Il nuovo barone Rothschild auspica una classe operaia al potere? E i parvenu alla Bezos che ci fanno la morale sulla sostenibilità sarebbero fan del barbuto di Treviri? Considerando le crociere su yachts da 500 milioni di dollari direi di no. Si tratta di meri sciacalli iper-abbienti affamati di denaro, potere e chissà che altro, individui che pur di dominare userebbero e distorcerebbero qualsiasi teoria utile ai loro obiettivi. Parlano tanto (attraverso media e social di loro proprietà) di gender fluid e amenità arcobaleno ma stranamente si dimenticano i diritti sociali, ecco perché fatico a definirli marxisti (le rivendicazioni sociali erano una delle colonne portanti del Marxismo d'antan). Questi del marxismo (mi chiedo che ne penserebbe Marx di molti suoi presunti seguaci novecenteschi) han rielaborato in modo cervellotico ciò che tornava loro utile, mentre il resto del pacchetto l'hanno accantonato con cura. Facciata progressista e inclusiva, conto in banca un po' meno

    19. Martin 16 agosto 2024

      Concordo ma per esempio, prima del femminismo si richiedeva che lo stipendio di un operaio o di un impiegato mantenesse la moglie casalinga e uno o due figli.
      Dopo l'entrata in massa delle donne nel mondo del lavoro conseguente al femminismo, la richiesta in questione e' da decenni diventata una barzelletta: per tirare su uno o due figli devono lavorare entrambi.

      La lobby neoglobalista sta distruggendo l'identità delle società nazionali occidentali attraverso l'immigrazione di massa e l'indebolimento dei poteri dei Governi nazionali. Che sia o no l'obiettivo, e' secondario, perche' cmq si va verso la distruzione del Welfare State europeo, perche' qualunque idiota afferra che il Welfare State europeo non puo' sopravvivere all'immigrazione di massa ed alla impossibilità degli Stati europei di ricorrere ai deficit per finanziarlo. Gli USA possono ancora stampare moneta e scaricare gran parte delll'inflazione sul mondo, noi Europei no.

      Le teorie neoglobaliste, assistite dalle teorie della scuola di Francoforte, dal multirazzialismo e multiculturalismo, dalla critical race theory alla gender theory, fino alla propagandata apertura totale delle frontiere, assistono il consenso e rendono efficaci le strategie del neoglobalismo, sono tutt'uno con il neoglobalismo.

      Per farla corta, da cittadini di una comunità nazionale che eravamo, siamo sempre più sviliti a meri abitanti di un territorio, o proprio al massimo di meri utenti. Ci governa Bruxeles, agli ordini dei Dem USA.

    20. BrunoWald 16 agosto 2024

      Infatti, gli esuli della scuola di Francoforte furono accolti con tutti gli onori negli USA.

    21. Hospiton 16 agosto 2024

      Sul fatto che sia in atto una demolizione scientifica della società europea, o meglio del ceto medio-basso (aspetto da evidenziare cento volte) portata avanti da ambienti elitari identificabili come "globalisti", credo ci siano pochi dubbi. Ma, ripeto, che c'entrano questi influenti magnati e banchieri con il marxismo? Li definiamo marxisti solo poiché han speculato astutamente su teorie partorite a Francoforte da presunti seguaci giocoforza non autorizzati di Marx (deceduto 50 anni prima che nascesse la Scuola di Francoforte)? Che questi globalisti siano fanatici marxisti per me si può tranquillamente escludere, mai letto che tra gli obiettivi del marxismo comparisse la demolizione controllata del tessuto socio-economico europeo. A me risulta che il massimo potere osservabile sia quello bancario-militare-industriale, in quale opera Marx ha mai auspicato tale scenario? Nessuna, che io sappia...che abbiano utilizzato teorie marxiste o pseudo-tali, adeguatamente private del potenziale esplosivo, è plausibilissimo, del resto siamo davanti ai professionisti della mistificazione, ma questo non fa certo di loro dei marxisti: rimangono oligarchi anglo/ashkenazi

    22. BrunoWald 16 agosto 2024

      "Continuiamo pure a pensare che i mali odierni siano riconducibili al marxismo"

      Questa è una polemica piuttosto accesa qui su CDC, ultimamente, ma credo che bisognerebbe fare un pò di chiarezza da entrambe le parti, per cercare di stemperarla.

      I mali odierni non sono affatto riconducibili al marxismo, proprio come non c'è nessuna "nazi-UE" o "fascismo sanitario". Simili semplificazioni servono solo a confondere le idee.

      Direi che la pars destruens del marxismo è stata utilizzata dai sicari del capitale per i loro fini, e che numerosi ex-marxisti si sono prestati al gioco; poi ci sono i "lupi con veste d'agnello", tipo i fabiani... In ogni caso è palese che il Brave New World che stanno costruendo non ha nulla a che vedere né con il socialismo né con il fascismo, se non forse come maligne caricature.

    23. BrunoWald 16 agosto 2024

      Da adolescente, imbottito di letture più o meno romantiche sui grandi personaggi della Storia, consideravo il potere politico come la massima realizzazione possibile per un essere umano.

      Oggi lo considero la peggiore di tutte le schiavitù: si è posseduti dal potere, non il contrario, e infatti esso asserve e disumanizza un uomo, rubandogli letteralmente la sua vita.

    24. Giudice Holden 16 agosto 2024

      La versione ufficiale della storia, non solo quella dell'intero novecento. Vale da quella romana in poi.

    25. Giudice Holden 16 agosto 2024

      La metafora dell'anello tolkeniano è perfetta. Un saggio ha terrore del potere e di chi glielo concede.

    1. Martin 16 agosto 2024

      In realta’ Grasmsci, riconoscendo quanto evidente, ossia la per lui “relativa” autonomia delle sovrastrutture ideologiche e culturali dai rapporti economici di classe, corresse l’assurdo meccanicismo marxista, e con la teoria dell’egemonia culturale, apri’ una vera e propria autostrada a mistificazione, falsificazione e repressione culturale.

      In Italia e in Francia l'egemonia culturale gramsciana si e’ concretata per decenni con la presunta inesistenza della cultura di destra, e ancora oggi gli ignoranti di destra, che sono tanti, soffrono di un complesso che non dovrebbe proprio esistere.

      In Occidente, USA inclusi, da ormai 20 anni assistiamo alla consacrazione di teorie prive di qualunque fondamento scientifico (global warming antropocentrico, critical race theory e gender theory).

      Ma non va dimenticato che la pienezza dell’egemonia culturale gramsciana e’ stata realizzata solo nell URSS di Stalin, con l’uccisione, la deportazione e l’umiliazione di decine di migliaia di artisti, intellettuali e musicisti. L’elenco e’ infinito, pianisti classici inclusi, ma per esempio controllate ome fu torturato e ucciso Vsevolod Meyerhold, uno dei piu’ importanti innovatori del teatro, della recitazione e della scenografia non solo russa ma dell’intero Occidente. Meyerhold tralaltro era un marxista. Mentre era detenuto, la moglie, attrice famosa, fu trovata a casa accoltellata negli occhi, ovviamente dalla polizia staliniana.

      O il terrore e le umiliazioni che dovettero subire perfino Shostakovich e Prokofiev, costretti a chiedere perdono per gli elementi borghesi e formalistici della loro musica, che doveva essere semplice, orecchiabile e comprensibile al popolo.

      Dietro Stalin e Beria, c’e’ sempre Gramsci.

    1. Arthur 16 agosto 2024

      Qualsiasi forma di egemonia culturale implica l'utilizzo di una strategia manipolatoria allo scopo di influenzare e indirizzare il pensiero, le azioni e il vivere degli altri, con l'obiettivo di perseguire un proprio disegno.
      È indice di disonestà, disprezzo della dignità altrui e, in ultima analisi, cattiveria.
      Quando un essere umano manipola un suo simile per uno scopo (nonostante tale scopo possa essere o apparire giusto), vuol dire che ci troviamo di fronte ad un uomo senza scrupoli e malvagio, e che non fa nulla di diverso rispetto ad un miserabile capitalista che si arricchisce sfruttando gli altri privandoli di diritti e dignità.
      Ma, quando c'è manipolazione, essendoci logicamente anche disonestà, malafede e cattiveria, lo scopo non può che essere malvagio e ingiusto. Chi infatti è mosso da nobili intenti o persegue davvero il bene altrui, non concepirebbe mai e poi mai di dominare, egemonizzare e manipolare coloro che mira ad aiutare.
      Chi è così disonesto e ignobile a tal punto da manipolare gli altri in un'ottica di egemonia culturale, inoltre, non esita a fare uso della menzogna e dell'inganno, cosa che puntualmente è accaduta sia tra i marxisti che tra i liberisti.
      Non ho mai avuto simpatia e stima per questo personaggio proprio per questi motivi.
      Provo sincera, umana e cristiana pietà per la prigionia e la privazione della libertà subite da Gramsci.
      Ma quelli come lui, quando sono andati al potere altrove, hanno fatto lo stesso a chi non la pensava come loro. Questo accadeva se i malcapitati erano fortunati, mentre se erano sfortunati andava decisamente peggio.
      E, di solito, con i marxisti difficilmente capitava di essere fortunati e raramente ci se la cavava come se la cavò Gramsci con i fascisti.

    2. Arthur 16 agosto 2024

      Aggiungo, inoltre, che una egemonia culturale di stampo politico (come quella perseguita da Gramsci e dai marxisti) necessita, per poter essere raggiunta in una nazione e in una società, di forme sistematiche di favoritismo che avvantaggino le persone che condividono le proprie idee e i propri obiettivi.
      Pertanto le persone sono selezionate preferibilmente tra quelle che appartengono alla propria area culturale e politica.
      Siamo di fronte non solo a un comportamento disonesto e immorale, ma soprattutto di stampo mafioso o para-mafioso, con danni gravissimi alla autentica meritocrazia, alla emersione e valorizzazione delle competenze, e al progresso di una società.
      La sinistra marxista ha agito e continua ad agire come una qualsiasi volgare lobby della plutocrazia mafiosa che contraddistingue il sistema AGM.
      Siffattia metodologia è stata applicata in tutti gli ambiti della società: scuola, università, arte, cultura, cinema, spettacolo, ricerca, apparati dello stato, economia, informazione, e persino nella Chiesa, dove gli ecclesiastici marxisti o simpatizzanti di sinistra agiscono in perfetta sinergia con la mafia rossa.

    1. gix 15 agosto 2024

      Se si vuole intendere il concetto di egemonia culturale come uno strumento per consentire a chi ne ha le possibilità, di operare per il miglioramento culturale e sociale dei propri simili, specie quelli svantaggiati dalle proprie condizioni di vita, allora si, l'egemonia culturale potrebbe avere un senso. Ma è chiaro che chi ha il controllo di questo strumento si trova inevitabilmente in una condizione di superiorità nei confronti degli altri, per cui la tentazione di usarlo a proprio vantaggio è irresistibile e appunto inevitabile. Sappiamo che qualunque strumento di per se è neutro per definizione, è l'uso che se ne fa che diventa manifestazione del bene o del male. Quindi qualsiasi cultura egemone, anche se moralmente giusta e auspicabile, dovrebbe continuamente essere sottoposta a "revisione" nonchè soggetta a stretto controllo. Il problema è che non esiste, allo stato attuale egoico, chi è in grado di fare questo nell'interesse del genere umano, esiste solo colui, meglio coloro, che mira a sostituire qualsiasi egemonia culturale con la propria.

    1. sbregaverse 15 agosto 2024

      E a tutti quelli che si stanno godendo, le sudate ferie, con un surplus di sudore, un augurio sincero di un buon guerragosto
      oops ferragosto.

    1. sbregaverse 15 agosto 2024

      L'egemonia Culturale un tempo egemonica ora è diventata DEMONICA.

    1. nandoricciardi 15 agosto 2024

      Ho frequentato, come molti di noi, una sezione del PCI dal 1974 e, sempre con cresceste scetticismo per le dinamiche interne stesse della sezione, fino agli ultimi anni '80, quando la spinta propulsiva del Movimento si è bloccata in conseguenza anche della morte di E. Berlinguer. Bene, mi sento di affermare che i "compagni" che vi ho incontrato tutto erano fuorché marxisti o gramsciani, piuttosto avventizi mossi da una semplice esigenza di socializzazione e di novità. Molti di loro, poi sono finiti nel PD, cosa già di per sé grave, o sono passati direttamente nelle schiere berlusconiane prima, leghiste e meloniane dopo. Al di là di ogni giudizio di merito ma solo alla luce di questa mia personale modesta esperienza, io questi gramsciani oggi al potere davvero fatico a vederli. Detto in soldoni, questi sono epigoni della peggiore DC.

    1. DrCaligari 15 agosto 2024

      Con la sua teoria del materialismo storico Marx ha messo la pietra tombale sulla filosofia. Cosi come sull'arte e sulla religione tra le altre cose, dato che ha inchiodato il genere umano a una dimensione esclusivamente materialistica appunto. Proseguendo con la sua opera di distruzione Gramsci ha poi introdotto il concetto di egemonia culturale, che a sua volta riduce la conoscenza e il sapere a un semplice strumento che si ha a disposizione per governare. E' necessario studiare e sottoporsi all'ortopedia della mente di cui parlava Foucault per poi potersene finalmente liberare e riappropriarsi di una conoscenza più vera. Quello che le enciclopedie propongono come l'elenco universale dei venerabili maestri rappresenta la piramide di barattoli che al luna park si devono abbattere col lancio di una palla: ogni volta che ne smonti uno, che capisci perché lui sta li e quale funzione/finzione rappresenti, toh ecco che finalmente hai davvero imparato qualcosa.

    2. DrCaligari 15 agosto 2024

      Nella mia personalissima enciclopedia alla voce Marx leggo: Sindacalista radicale, sospettato di collusioni con il Padrone. Fondatore di una scuola di lotta sindacale che ha avuto molti degni discepoli ed è infine confluita nella creazione dell'Istituto Hyperion di Parigi.

    1. danone 15 agosto 2024

      E’ paradossale, ma è così. Gramsci aveva ragione, l’Egemonia Culturale era necessaria per far cambiare rotta alla società, peccato però che l’Egemonia che lui auspicava è stata sì realizzata dai suoi presunti eredi, mettendola, però, al servizio di finalità opposte a quelle che avrebbe voluto lui.

      Premetto che non conosco il pensiero di Gramsci a sufficienza per poter giudicare l'essere umano Gramsci, e quello che voleva realizzare come modello sociale, ma mi fa sorridere l'ingenuità del ferrè, se ci viene a raccontare che il problema sono gli eredi del gramsci, quelli che hanno nel tempo un tantino travisato (e poi approfittato) del concetto gramsciano di egemonia culturale, trasformandolo in pensiero unico, foriero di domino e controllo.
      Definisco molto ingenua (se non peggio) questa valutazione-analisi del ferrè, perchè è del tutto oggettivo che il concetto di egemonia culturale è sbagliato in sè, detta in popolano stretto, è una cazzata galattica fin dal suo concepimento.
      Di più, è criminale come concetto, possiamo anche considerarlo letteralmente satanico, perchè l'egemonia culturale se operata, sempre toglie spazio e considerazione al concetto molto più nobile, sacro, ed evolutivo di sovranità cognitiva individuale.
      Dove c'è egemonia culturale, voluta anche per le migliori intenzioni, si è già sbagliato strada, non è necessario attendere le degenerazioni che il concetto stesso produce nella società, nel caso venisse adottato come sistema-modello di governance delle genti, non le elevi così, le soggioghi ancora di più.
      Il pensiero unico ed indiscutibile per forza arriverà in società in modo certo e matematico, perchè, lo ripeto, è del tutto evidente che chi vuole un sistema di egemonia culturale, fin da subito vuole deprimere intenzionalmente le capacità cognitive individuali di ogni singolo essere umano.
      E loro lo sanno, per quello la vogliono, ma voi non cascateci.

    2. Martin 15 agosto 2024

      Un premio, proprio dritto al sodo! Il concetto di egemonia culturale finisce inevitabilmente, come nel pragmatismo statunitense, nel "è vero ciò che è utile", ossia nel raccontare favole.
      Proprio l'esatto contrario del "è utile ciò che è vero" . Se già ontologicamente si parte dall'assunto del mistero dell'esistenza umana, è ovvio e indiscutibile che ""è utile ciò che è vero" .

    3. sbregaverse 15 agosto 2024

      Gramsci sta ai gramsciani come Gesù ai gesuiti.
      Volevi dir questo , se interpreto bene ¿?

    4. danone 15 agosto 2024

      Non avendo letto gramsci non so dirti cosa intendesse esattamente lui per egemonia culturale e come volesse perseguirla.
      Di sicuro il concetto è oggettivamente inaccettabile come modello educativo collettivo, e penso che lo sapessero anche ai tempi del gramsci, quindi ipotizzo che fosse anche lui un utile idiota a sua insaputa.

    5. sbregaverse 15 agosto 2024

      Certo volevo stigmatizzare come il dettato di uno venga corretto o meglio corrotto da altri.

    6. Bertozzi 15 agosto 2024

      Gramsci, quando arrivò il jazz e il blues in Italia, li osteggiò apertamente, dicendo che era colonizzazione culturale anche quella, e che noi si doveva ascoltare e ballare solo le "furlane", tipiche antiche e desuete danze popolari italiane, al contrario di Mussolini vero jazzofilo e grande esperto e collezionista di musica negra, come veniva chiamata allora, per quel che era, senza le patetiche etichette polcor attuali. Fatto questo oscurato e mistificato nel corso degli anni, e finito pure esso nel dimenticatoio, ma a mio parere molto indicativo. Alla fine la storia ha sentenziato come sempre chi aveva ragione chi no. In definitiva, anche il più pulito c'ha la rogna. Sempre

    7. DrCaligari 15 agosto 2024

      Mussolini era cosi appassionato di jazz che ci ha consegnati mani e piedi a quel meraviglioso Paese da cui il jazz proviene, altro che la supposta libertà delle ballate furlane come prima. E basta col provincialismo della tarantella.

    8. sbregaverse 15 agosto 2024

      Complimenti spiegato con facile esemplificazione aforismatica il principio di incertezza*
      di Heisemberg.
      *Incertezza è preferibile , mia doxa, a indeterminatezza ~ che è lemma più astruso ~
      Del resto c'è voluto un premio Nobel per darci la conferma che non ci sono certezze ¿?

    9. Bertozzi 15 agosto 2024

      Capisco che la realtà dia fastidio a chi è intriso di propaganda, ma questa è realtà ed è ben raccontata in diversi libri sull'argomento, che non ti consiglio visto che come diceva Frank Zappa - visto che oggi mi sento musicologo - " il principio filosofico più potente che conosco è che qualcuno è disposto a darti ragione solo è già d'accordo con te", non c' è modo di fare cambiare idea dunque a qualcuno con riferimenti storici o ragionamenti, per cui ti lascio nella tua ignoranza.
      Tienti le tue furlane, esaltate anche dal papa Pio qualcosa, anche lui strenuo oppositore di ciò che arrivo' prima ancora del jazz e cioe' il ragtime, a suo dire troppo "licenzioso", tienti le tue furlane, io mi godo gli Ellington, gli Armstrong, e i Jelly roll morton, a ciascuno cio' che si merita

    10. DrCaligari 15 agosto 2024

      Mi spiace che mi reputi un ignorante e sapevo che l'argomento era delicato. Però a me sembra che quando va su nel '22 l'Italia sia un Paese libero mentre quando "cade" nel '45 sia una colonia angloamericana. Pure con diritto di veto sovietico. Poi ok i collaboratori traditori, il Re, la sfortuna, la cabala... però il primo ministro è stato lui in quei vent'anni.

    11. Bertozzi 15 agosto 2024

      Non ti reputo un ignorante né voglio aprire quella pagina di storia - cosa che invece mi pare prema a te - ho fatto solo una considerazione di tipo musicale e sociale riguardo a un argomento che evidentemente ignori.

    12. sbregaverse 15 agosto 2024

      Sarai contento che la taranta sta conquistando il mondo !?
      E che il barocco veneziano l'abbia conquistato da sempre ¿?

    13. Bertozzi 15 agosto 2024

      Ovviamente!

    14. DrCaligari 15 agosto 2024

      Non era una volontà polemica fine a se stessa, è che non capivo il significato: rivalutare un politico per i suoi gusti musicali privati dopo che per legge ha vietato quella musica? Boh
      Comunque Gramsci parlò delle furlane, ma io parlerei di Modugno, Tony Renis, al limite di Buscaglione e Chiosso, di Natalino Otto, del primo Frank Sinatra con gli arrangiamenti di Don Costa. Henry Mancini Nino Rota Ennio Morricone nelle colonne sonore. Ce l'avevamo si una nostra grande cultura musicale. Immensa anzi direi. Chissà perché ci siamo arrivati vent'anni dopo...

    15. Bertozzi 15 agosto 2024

      Vedi, nel dire che "per legge vietò quella musica" parli vittima della propaganda. E ti invito a portare dati affidabili di quel che dici (non fanpage per intenderci).Ti ho appena scritto che per 20 anni ha sponsorizzato apprezzato e protetto quella musica, e non erano gusti "musicali privati ", certo la storiografia musicale ti dirà altro, quel che fece fu di italianizzarlo e di cambiare le parole per renderle piu "nazionali" ma la musica jazz non fu mai vietata, fu resa italica, nacque cosi il jazz all'italiana, per quei pochi anni disastrosi. Se poi il fatto che uno approvi e stimi e diffonda una musica per 20 anni e poi durante la guerra venga a patti con i movimenti bellici intrapresi e per qualche anno la modifichi a livello semantico senza mai proibirla - aggirando la censura appunto col jazz all'italiana - non ti dice niente, non so che farci, come detto, non posso farti cambiare idea, d'altronde la propaganda e la rilettura della storia che vige da 80 anni ha fatto bene i compitini. Che il jazz e il fascismo crebbero insieme è un dato di fatto, ben noto a chi conosce l' argomento.Sono fuori casa e non ho i testi che spiegano bene il fenomeno, ma il primo che ho trovato in rete è il seguente, spero ti basti, sennò è lo stesso.

      Nel regime di Mussolini, quindi, il jazz non fu vietato totalmente, ma ci furono momenti di apertura. “Vietare il jazz sarebbe stato non solo impossibile ma controproducente, anche perché il jazz era amato dai giovani e il regime, per durare, doveva puntare proprio sui giovani.” Fu raggiunto,quindi, un compromesso, che prevedeva l’impiego di musicisti italiani e non stranieri, della fisarmonica al posto del sax e l’utilizzo solo di parole italiane.

      “Ufficialmente si parlò di jazz all’italiana, ma di fatto il fascismo aprì definitivamente le porte a questa musica.”

      Gianlorenzo Capano

      Qui altri dati, basta saperli leggere, io ho il testo della Celenza dove spiega tutto bene, ma come detto adesso non sottomano. Ma già così mi sembra più che sufficiente. La storiografia ufficiale ha negli anni dovuto fare i conti con la realtà dei fatti, e cioè che Gramsci era un accanito oppositore del jazz, Mussolini no. E questo per dovere di cronaca, non sono certo un fan del duce, come non lo sono di Gramsci, ma credo che la verità emerga leggendo tra le righe della storiografia ufficiale.

      https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/tutti-quanti-vogliano-fare-jazz-pure-duce-ndash-mussolini-aveva-205508.htm

    16. Nonso 15 agosto 2024

      Secondo me l'incertezza è troppo un concetto di base. Non è certo nemmeno il principio stesso, non trovi?

    17. sbregaverse 15 agosto 2024

      Ti assicuro che in altre lingue nella traduzione viene utilizzato il lemma corrispondente a 《 incertezza 》
      non è solo mia interpretazione.

    18. Martin 15 agosto 2024

      Vai Bertozzi, ho circa 30 vinili e cd di Frank Zappa. Che ne dici di Inca Roads, su One size fits all? Per me e' uno dei suoi migliori pezzi ed uno dei migliori solo di chitarra elettrica mai composti. O albums come Apostrophe, Grand Wazoo, Overnite sensation.... o pezzi come Alien orifice e What's new in Baltimore?

    19. DrCaligari 15 agosto 2024

      Dato che mi hai indicato un libro interessante voglio contraccambiarti con un altro link che non c'entra niente l'unica attinenza è che l'ho trovato oggi e lo sto guardando, è il film the sounds of silence (se clicchi sul creator roberto1965 ci sono video sul v4zz in aerosol, motivo per cui io niente spiaggia quest'anno..) https://rumble.com/v583531-film-the-sound-of-silent.html

    20. Bertozzi 15 agosto 2024

      Tanta roba! (A volte pure troppa)

    21. Nonso 15 agosto 2024

      Non hai risposto alla domanda

    22. sbregaverse 15 agosto 2024

      Quello che serve a me per vivere è avere ben saldo il concetto :
      INCERTUM CERTIUS e la fisica con Heisemberg conferma il motto latino.

    23. Arthur 15 agosto 2024

      "L’Egemonia che lui auspicava è stata sì realizzata dai suoi presunti eredi, mettendola, però, al servizio di finalità opposte a quelle che avrebbe voluto lui."

      "ipotizzo che fosse anche lui un utile idiota a sua insaputa."

      Ecco.
      È quello che vado dicendo qui su CDC da tempo.
      Ovviamente vale non solo per i marxisti, ma anche per i liberisti e molte altre ideologie.
      In linea di massima vale per ogni forma di collettivismo.
      Ogni collettivismo equivale a un recinto per pecore o gabbia mentale.
      Prima ci pensavano le religioni, poi sono arrivate le ideologie politiche.
      Eppure c'è una differenza abissale con le religioni tradizionali, in primis il Cristianesimo.

      Il Cristianesimo serviva certamente a mantenere il popolo tranquillo, mansueto, obbediente, perché le élites di allora questo volevano e finiva qui.
      In sostanza le pecorelle erano tosate per bene, magari pure bastonate ogni tanto, ma venivano lasciate vivere, e in pace, più o meno.

      Le nuove ideologie invece hanno trasformato le ex-pecorelle in caproni lobotomizzati che devono essere usati come utili idioti da mandare al macello per uno scopo superiore ignoto alle bestie di turno.

      Beh, la differenza è ragguardevole.
      La pecorella se studia, si applica e soprattutto se vive senza essere macellata, può ragionevolmente arrivare ad emanciparsi, almeno in parte e anche se lentamente.
      Un caprone lobotomizzato, utile udiota a cui, tramite una serie progressiva di finestre di overton, si riesce a far credere come verità e a far accettare come realtà ciò che verità e realtà non è, non solo non potrà emanciparsi, ma sarà drammaticamente fottuto, e poi macellato.

      Qualcuno potrebbe contestare quanto appena scritto, affermando che le pecorelle di una volta si bevevano tante favolette che le religioni gli conculcavano.
      Beh, sarà anche verissimo, ma l'eventuale fuffa essenzialmente riguardava la vita futura nell'ipotetico aldilà e, benché tale fuffa potesse spaventare e rendere manipolabili gli sprovveduti, le favolette non intaccavano la percezione della realtà nella vita quotidiana e reale.
      Anche il più ignorante, poveraccio e derelitto sapeva distinguere tra un maschio e una femmina, e sapeva cosa li rende tali.
      Gli evoluti di oggi non sono in grado di arrivarci.
      A nessuno contadino analfabeta passava per la mente di mangiare una farina fatta di insetti.
      Tra poco negheranno, come diceva Chesterton, che le foglie sono verdi in estate.
      Oggi un utile idiota può essere manipolato e ingannato su ciò che è reale ed evidente alla luce del sole, figuriamoci cosa possono fare i burattinai su tutto il resto (clima, epidemie, sieri magici, etc.).

      Poi chissà, forse un giorno i caproni lobotomizzati penseranno di essere uccelli in grado di volare perché qualcuno avrà aperto la finestra di overton che li fa sentire tali...

      Beate le pecorelle di una volta.

    24. absitiniuriaverbis 16 agosto 2024

      Heisenberg afferma che ... è certo che non ci sono certezze...
      Vedi tu.

    25. BrunoWald 16 agosto 2024

      L'Italia nel 22 era un'emanazione della massoneria inglese e, in subordine, di quella francese. Il fascismo fu finanziato dagli inglesi? È probabile, ma dopo la crisi del 1929 si fece carico di un progetto nazionale autonomo, che prevedeva la creazione di uno stato degno di questo nome, e per ciò ne fu decretata la distruzione ben prima del 1940.

      Sulle gravissime responsabilità di Mussolini nella disfatta non ci sono dubbi. Ma chi ci ha consegnati mani e piedi al nemico sono stati la borghesia italiana e l'antifascismo tutto, uniti nell'infamia.

      Il fascismo ha le sue colpe, culminate nel 1943: a partire da quel momento, cominciarono quelle degli altri.

    26. Giudice Holden 16 agosto 2024

      E che l'essere è inevitabile che casualmente appaia, il non essere non è ontologicamente contemplato.

    1. Martin 15 agosto 2024

      Un plauso all'autore dell'articolo.
      Per farla chiara e corta, dal mio punto di vista Gramsci fu il primo marxista ad identificare il principale punto debole del marxismo, ossia la presunta, rigida e meccanica dipendenza delle cd "sovrastrutture" ideologiche, culturali, religiose, sociali etc dalla cd struttura, ossia dai rapporti economici di classe, secondo lo schema dogmatico poi trionfato grazie a Lenin e Stalin. Tale meccanica dipendenza e' una assurdità, come per fare un esempio sarebbe assurdo fino al ridicolo tentare una interpretazione della guerra civile jugoslava in termini di rapporti di classe.

      Secondo Gramsci, le sovrastrutture ideologiche e culturali hanno sempre avuto una relativa autonomia, ossia possono divergere solo per un certo periodo dalla conformità alla struttura dei rapporti economici, nella quale alla fine erano cmq destinate a ricadere. Per colmare questo gap, asseritamente temporaneo (altrimenti non saresti un marxista), ecco la dottrina dell'egemonia culturale, ossia dell'occupazione della cultura e dell'educazione.

      Prima ancora della successiva affermazione delle teorie della liberazione dallo Stato e dalla personalità autoritaria della scuola di Francoforte, l'egemonia culturale attraverso l'occupazione della cultura e dell'educazione e' stata realizzata con notevole successo in particolare Italia e in Francia.
      Per decenni, in Italia e in Francia, si e' contestata l'esistenza di una cultura di destra, come se la cultura fosse solo di sinistra e a destra fossero tutti ignoranti. L'assurdità di tale autentico delirio e' evidente: De Maistre, Fichte, Schelling, Hegel, Schopenhauer, Nietsche, Pareto, Simmel, Spengler, Ortega y Gasset, Maurras, Gentile, Schmitt, Heidegger. Piu' Hermann Hesse e Carl Gustav Jung, ma potrei andare avanti.
      Vorrei capire, negare la cultura di destra sarebbe quindi stato o sarebbe liberatorio? Spiacente ma dal mio punto di vista proprio no e no.

      La truffa dell'egemonia culturale gramsciana - che somiglia al ruolo attribuito al Mito dalle ideologie fasciste e naziste - continua nell'ideologia dominante neoglobal, attraverso la falsa attribuzione di fondamento scientifico a teorie che invece non ne hanno proprio nessuno. Vedasi il global warming causato dall'uomo, teoria del tutto priva di fondamento scientifico, specie considerando i due precedenti periodi di global warming dell'emisfero nord (il 250-450 DC e il 950-1250 DC), fino alla teoria delle razze umane come un mero social construct ed all'altro assurdo totale della gender theory. Tutte teorie assolutamente prive di fondamento scientifico. Ma appunto, basta cammuffarle da scientifiche e poi accusare chi le contesta di "essere contro la Scienza"

      Ma poi quale scienza? Infatti, la cultura dominante neoglobal continua ad ignorare la fisica quantistica, che ha ampiamente dimostrato che l'osservazione impatta sulla realtà osservata a livello fisico. Nonostate sia passato quasi un secolo da Werner Heisenberg, si continua a ragionare nei termini delle fisica meccanicistica newtoniana, ossia di una realtà obiettiva regolata come un orologio e soprattutto indipendente dall'osservazione.

      E si continua a screditare Heidegger, l'unico filosofo ad aver messo a centro l'Essere, l'esistenza umana e la Tecnologia come destino dell'essere umano.

      La fortuna della cultura dominante neoglobal e' che sia la fisica quantistica che la filosofia di Heidegger sono purtroppo molto difficili da capire. Allego qui un saggio introduttivo su Heidegger uscito su CDC l'anno scorso.

      Martin Heidegger, l’oblio dell’Essere ed il dominio planetario della Tecnologia: “Ormai solo un Dio ci può salvare” - Come Don Chisciotte

    2. BrunoWald 16 agosto 2024

      Ottimo intervento, complimenti.

      Trovo stupefacente la disinvoltura con cui a sinistra si è sempre glissato sul fatto che il gramscismo letteralmente capovolge (= confuta) l'intera metafisica materialistica del marxismo-leninismo, affermando di fatto il primato della cultura e dell'ideologia sui rapporti di produzione.

      In pratica, la lotta per l'egemonia culturale è l'equivalente del Kampf um die Weltanschauung, che era uno dei concetti-cardine del nazionalsocialismo.

      A voler rendersi egemonico è un ceto intellettuale auto-proclamatosi avanguardia del proletariato e conoscitore del Bene del popolo, a cui nome ritengono di parlare. Senonché, proprio come le idee dei filosofi illuministi furono usate da massoni e borghesi per distruggere il sistema nobiliare, gettando poi alle ortiche libertà, uguaglianza e fratellanza, la critica marxista è stata usata dalla mafia globale per dissolvere lo stato e la famiglia, o quello che restava della società tradizionale, per apire il cammino alla società liquida, o "aperta": l'umanaio terminale preconizzato dai davosiani.

    3. Martin 16 agosto 2024

      In realta' Grasmsci, riconoscendo quanto evidente, ossia la per lui "relativa" autonomia delle sovrastrutture ideologiche e culturali, corresse l'assurdo meccanicismo marxista, e con la teoria dell'egemonia culturale, apri' una vera e propria autostrada a mistificazione, falsificazione e repressione culturale.
      In Italia e in Francia si e' concretata per decenni con la presunta inesistenza della cultura di destra, e ancora oggi gli ignoranti di destra, che sono tanti, soffrono di un complesso che non dovrebbe proprio esistere.
      In Occidente, USA inclusi, da ormai 20 anni assistiamo all'occupazione di teorie prive di qualunque fondamento scientifico (global warming antropocentrico, critical race theory e gender theory).

      Ma non va dimenticato che la pienezza dell'egemonia culturale gramsciana e' stata realizzata solo nell URSS di Stalin, con l'uccisione, la deportazione e l'umiliazione di decine di migliaia di artisti, intellettuali e musicisti. L'elenco e' infinito, pianisti classici inclusi, ma dovresti per esempio controllare come fu torturato e ucciso Vsevolod Meyerhold, uno dei piu' importanti innovatori del teatro, della recitazione e della scenografia non solo russa ma dell'intero Occidente. Meyerhold tralaltro era un marxista. Mentre era detenuto, la moglie, attrice famosa, fu trovata a casa accoltellata negli occhi, ovviamente dalla polizia staliniana.
      O il terrore e le umiliazioni che dovettero subire perfino Shostakovich e Prokofiev, costretti a chiedere perdono per gli elementi borghesi e formalistici della loro musica, che doveva essere semplice, orecchiabile e comprensibile al popolo.

      Dietro Stalin e Beria, c'e' sempre Gramsci.

    4. BrunoWald 16 agosto 2024

      "Dietro Stalin e Beria, c’e’ sempre Gramsci."

      Se la sarebbero cavata egregiamente anche senza di lui...

      È comunque un fatto impressionante che siano stati incarcerati e uccisi molti più comunisti nell'URSS che in tutte le contemporanee dittature fasciste messe insieme. E spesso con terribili torture, per indurli a confessare colpe mai commesse.

      Qualcosa su cui forse dovrebbero riflettere quelle persone che, ispirandosi agli ideali del marxismo, si sono nutrite di odio per il fascismo: una cosa comprensibile ma, alla luce degli eventi storici, non molto giustificata. Tantomeno oggi.

    1. ndr60 15 agosto 2024

      La sx fucsia attualmente egemone in Italia è totalmente sdraiata sulle posizioni dei deliri woke statunitensi, e questo avviene perché la selezione delle élites politiche è eterodiretta. Se proprio vogliamo scegliere una data come simbolo della capriola, doppio salto carpiato e scappellamento a dx, scelgo il governo D'Alema del 1999: dopo la gita alla City e l'assenso ai bombardamenti alla Serbia, anche la salma di Gramsci deve aver avuto un sussulto.

    2. Bertozzi 15 agosto 2024

      Quindi la Meloni e Salvini - gli egemoni in Italia - sono di sinistra fucsia, ah non sapevo,ok.

    3. sbregaverse 15 agosto 2024

      Spifferi freschi in un ferragosto al brucio:
      la finta bionda ~tutta finta~
      e la felpa illustrata sono :
      NOVAX sciarpa littorio.

    4. BrunoWald 16 agosto 2024

      Eh dai, che è risaputo che il deep state de noantri è allineato e coperto "a sinistra", a cominciare dalla magistratura...

      Che poi sinistra e destra siano entrambe finte e facciano schifo uguale, siamo d'accordo. Ma è un fatto che i destri, nella loro miseria umana e politica, rincorrano e cerchino di aprirsi spazi in un ambiente egemonizzato da quegli altri, proprio in senso gramsciano.

    1. sbregaverse 15 agosto 2024

      E' da Adamo ed Eva che il primato della mona (Cfr.: Egemonia) comanda sulla minchia..

    2. Astronauta 15 agosto 2024

      Ti sbagli.
      Il sistema delmondo e’ fallocratico.

    3. sbregaverse 15 agosto 2024

      Di^s^facciata.

    4. Giudice Holden 16 agosto 2024

      Ma da depilate come son oggi, hanno perso il primato sul carro di buoi.

    5. sbregaverse 17 agosto 2024

      Comèverocomèverocomèvero(ripetuto per altre 66 volte)

    1. LuxIgnis 15 agosto 2024

      Articolo un po' mancante.
      Tante parole per dire una cosa vecchia come il mondo. Uno strumento è uno strumento, come venga utilizzato è un'altra questione.
      Qui l'egemonia culturale che idealizzava Gramsci è uno strumento. Può portare come credo fossero le intenzioni di Gramsci, a un riscatto sociale, a una migliore comprensione degli eventi della vita e del mondo o può portare a un controllo sociale.
      Questo vale per ogni cosa.
      Altrimenti dovremmo poter dire che visti i risultati odierni forse la gente era meglio che rimaneva ignorante e analfabeta.

      E un'altra cosa, smettiamo di chiamare di sinistra questi qui. Non sono di sinistra, e non lo sono mai stati. Sono liberali, tuttalpiù social democratici. E questa gente è dai tempi di Marx che viene combattuta dai veri movimenti di sinistra. E non sono di certo gli eredi di Gramsci.
      Hanno vinto la battaglia e hanno usurpato dei nomi. La vera sinistra che mantiene e rispetta i suoi principi originari, è nell'ombra. Emarginata, e relegata a un elemento di folklore.
      D'altronde stesso destino l'ha avuto la destra, che non è destra manco per niente visto che economicamente non ha nessun elemento che possa provenire dal fascismo, ma molto dal liberalismo e dal capitalismo di rapina. Basta vedere il governo Meloni, n'altro pò' è peggio di quello di Draghi.

    2. Deimos 15 agosto 2024

      Sul governo non serve attendere, già ha i balneari alle costole perchè non ha mantenuto la promessa di rendere ereditarie le concessioni....
      Per il resto nulla da aggiungere o eccepire, vorrei però far notare come ci sia uno strumento attualmente usato che di gramsciano non ha nulla: il cambio di significato dei termini.
      Oggi l'egemonia culturale si applica modificando il significato dei termini, si spinge in un termine un significato marginalmente relativo e poi lo si aumenta fino a stravolgere il significato originale: se vediamo il termine AMORE è la definizione di un sentimento, il termine però ha preso un significato anche relativo al sesso (es "fare l'amore") volendo è possibile esacerbare questo aspetto secondario facendo coincidere perfettamente AMORE-SESSO. L'esempio è esagerato ma aiuta a capire come è possibile ottenere un governo indiretto sul pensiero di milioni di persone, l'applicazione pratica della neolingua di Orwell.

    3. Bertozzi 15 agosto 2024

      Enantiosemia:Svolgimento di significato per cui una parola arriva ad assumere un valore opposto al primitivo: per es. feriale, che deriva dal lat. feriae (‘giorni di riposo’, cioè festivi), e che oggi invece significa ‘lavorativo'.

    4. LuxIgnis 15 agosto 2024

      Esatta precisazione.
      Si sottovaluta spesso il potere delle parole.

    5. sbregaverse 15 agosto 2024

      O mona : prima oggetto speciale maraviglioso di desiderio ;
      poi invece : persona che non vale un cazzo.

    6. Bertozzi 15 agosto 2024

      Tre mona: triplice oggetto di desiderio; persona di sesso femminile non troppo intelligente.
      Tremonisha: primo tentativo di opera nera ragtime scritto dal capostipite del genere Scott Joplin. (Niente, oggi sono musicale)

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