Edward Luttwak: la Geoeconomia e il possesso dei mercati

Luttwak sostiene che che gli assunti della geopolitica, fondati sull'uso del deterrente militare e della predominanza della logica di potenza tra le nazioni, verranno affiancate e sostituite da quelle della Geo-Economia un neologismo da lui coniato per descrivere questo nuovo scenario.

Edward Luttwak: la Geoeconomia e il possesso dei mercati

di Fabrizio Bertolami per ComeDonChisciotte.org

La tesi di Luttwak, è stata enunciata la prima volta nel suo articolo From Geopolitics to Geo-Economics: Logic of Conflict, Grammar of Commerce su “The National Interest del 1990 (tesi ampliata e dettagliata nel successivo saggio del 1993 The Endangered American Dream) nel quale prospetta un futuro di accentuati conflitti di natura economica per il predominio su materie prime e mercati tra le grandi potenze mondiali.

Egli sostiene che che gli assunti della geopolitica, fondati sull'uso del deterrente militare e della predominanza della logica di potenza tra le nazioni, verranno sostituite da quelle della Geo-Economia un neologismo da lui coniato per descrivere questo nuovo scenario. In questo breve ma illuminante articolo, egli afferma che la fine della Guerra Fredda avrebbe portato a una diminuzione dell'importanza del potere militare negli affari mondiali, e che questo sarebbe stato sostituito dal potere economico delle nazioni e sempre più spesso da quello di attori transnazionali come le aziende multinazionali, senza per questo inficiare i sottostanti assunti della competizione per il dominio e del conflitto.

"Tutti, sembra, oggi concordano sul fatto che i metodi del commercio stiano soppiantando quelli militari – con abbondanti capitali al posto della potenza di fuoco, innovazioni civili in luogo di quelle militari e penetrazioni nei mercati esteri invece di basi e guarnigioni. Ma questi sono tutti solamente strumenti, non scopi." (1)

L'ottica realista inaugurata da Kissinger nei primi anni '70 viene declinata da Luttwak su presupposti di natura economica quando afferma che:

"La scena internazionale resta imperniata sull'esistenza di Stati e blocchi di Stati che perseguono fini differenti gli uni dagli altri e la cui ottica resta comunque influenzata dai propri confini e dalle società che essi amministrano" (2).

Una logica totalmente internazionale del commercio mondiale rimane quindi una prospettiva non realizzabile.

Fondamentalmente gli Stati tendono perciò ad agire Geo-economicamente in quanto entità definite spazialmente strutturate per confrontarsi l'un l'altro sulla scena internazionale (3).

Egli afferma quindi che le logiche seguite dagli Stati in questo nuovo scenario internazionale seguiranno ancora quelle del conflitto e le identifica in quanto segue:

  • Raccogliere tasse e imposte dai soggetti privati in competizione con quanto altri Stati possano fare in relazione a quegli stessi soggetti, in una logica di mutua esclusione (competizione a somma zero).
  • Regolare l'attività economica massimizzando il risultato all'interno dei propri confini, non agendo quindi disinteressatamente per promuovere scopi transnazionali. La logica della regolazione statale è in parte quindi paragonabile a quella del conflitto (fra Stati).
  • Mettere in atto pratiche e regolazioni indipendentemente dalle ripercussioni sugli altri Stati o soggetti economici privati.
  • Promuovere l'innovazione tecnologica per massimizzare i risultati all'interno dei propri confini. A questo proposito cita le limitazioni ai voli del Concorde francese verso gli aeroporti americani o i dazi sui prodotti giapponesi in America.

Il termine Geo-economia rappresenta perciò il permanere di logiche di conflitto messe in atto però con mezzi economici e, parafrasando Von Clausewitz, la continuazione della guerra con la grammatica dell'economia (4). Riprendendo poi le argomentazioni tipiche delle analisi weberiane, afferma che gli Stati agiscono anche sulla scorta delle necessità e degli interessi delle proprie burocrazie, le quali sostituiscono l'agire in termini geopolitici, ormai sempre meno influente, con quello dettato dal ragionamento geo-economico (5). Gli attori burocratici vengono poi a trovarsi nella situazione di essere, o di poter essere, il mezzo tramite il quale gli attori economici nazionali impongono la propria agenda per aumentare il proprio potere economico sulla scena internazionale o per limitare l'apparire di nuovi competitori sul mercato nazionale.

In questo secondo ambito ricadono a esempio l'applicazione di dazi e tariffe sulle importazione di prodotti esteri o sulla circolazione dei capitali. La logica Geo-economica non è però, per Luttwak, un'invenzione recente poiché seppure sotto altri nomi è stata parte importante della vita internazionale nel corso dei secoli (6). In merito a ciò, egli afferma che nel passato il “porre fuori gioco” gli altri Stati fosse dettato da modalità e priorità di ordine strategico, che ad esempio potevano imporre la necessità della cooperazione economica contro un nemico comune (come nel caso dell'alleanza americana contro la Germania e dell'URSS nel XX Secolo) sebbene le logiche meramente commerciali avrebbero imposto un regime di competizione che sarebbe però andato a detrimento dell'alleanza a cui quindi andava data priorità (7).

Un “riordino” di modalità in questi termini era in atto, nel momento in cui l'articolo di Luttwak veniva pubblicato, nei confronti della nuovamente riunificata Germania da parte degli altri Stati europei e nei confronti della politica commerciale aggressiva del Giappone da parte degli Stati Uniti (8). A partire da questi presupposti l'autore si pone una domanda non oziosa:

"Il mondo stava regredendo verso una nuova epoca di mercantilismo come quella antecedente la Prima Guerra Mondiale?"

La risposta che propone è negativa; mentre l'obiettivo del mercantilismo era primariamente l'accumulo di ricchezze da parte dello Stato, quello della geo-economia doveva essere quello di fornire migliori impieghi per la più ampia parte della popolazione dello stato stesso oltre all'aumento della sua potenza in relazione agli altri Stati (9). Certamente in questa differenza si può scorgere l'avvento di una variabile come quella dell'affermarsi e del permanere delle politiche di Welfare State assenti dall'orizzonte culturale dei periodi storici antecedenti la Rivoluzione Bolscevica prima e la Grande Depressione poi.

Dall'introduzione del pensiero socialista in poi, non solo al livello delle masse ma anche a quello delle élite, si imponeva una gestione diversa della popolazione e degli scopi ultimi degli Stati stessi. Inoltre, durante l'era mercantilista, le diatribe commerciali potevano sfociare in confronti politici prima e poi militari quasi in maniera automatica, cosa che nel mondo post Guerra Fredda non era né scontata né facilmente realizzabile. Pertanto egli definisce il mercantilismo come una modalità subordinata, ovvero limitata dalla sempre presente minaccia di guerra, mentre riconosce che la geo-economia agisce invece in un mondo in cui non esiste una modalità superiore poiché i traffici commerciali internazionali non possono essere facilmente soggetti a minacce militari, come invece era avvenuto nei secoli del dominio commerciale Olandese, Spagnolo o Inglese (10).

Grande parte di questo cambiamento di paradigma nell'uso della forza era dovuto ai quarant'anni di confronto nucleare tra le superpotenze che aveva fatto nascere la consapevolezza, tra gli esponenti delle Élite mondiali, dell'anti-economicità, se non dell'inutilità, di una soluzione del genere.

L'unica arma a disposizione, in questa nuova forma di conflitto, poteva essere solamente economica attraverso l'uso di dazi, tariffe, sanzioni, sussidi all'esportazione, barriere all'importazione, fondi strutturali e così via (11) .

Il politologo americano riconosce però che

"Il ruolo giocato dagli stati tramite la geo-economia non potrà comunque essere maggiore di quello geopolitico che pertanto continuerà a essere il paradigma di ultima istanza nel confronto fra Stati"

E questo perché (12):

  1. La propensione degli Stati a agire in maniera Geo-economica varia da caso a caso anche più della propensione a agire in ottica geopolitica. Egli nota ad esempio come la Svizzera, geopoliticamente inattiva, segua logiche altrettanto non geo-economiche. Di converso, negli Stati Uniti la logica geo-economica ha un peso pari se non superiore a quella geopolitica. Ancora, nel caso della Francia il peso dell'ottica geopolitica resta preponderante, seppur affiancata da una crescente consapevolezza dell'importanza della prospettiva geo-economica nell'affermazione sulla scena internazionale.
  2. Gli Stati, pur occupando quasi totalmente la sfera politica mondiale, sono ora affiancati da entità private che in alcuni casi surclassano la loro influenza economica relegandoli al ruolo di co-attori. Questa situazione non potrà che evolversi in maniera ancor più negativa per gli Stati viste le prospettive di continua privatizzazione e deregolamentazione in atto.

Per quanto riguarda questo secondo punto si apre perciò un'epoca di coesistenza il cui grado potrà assumere diverse sfumature, da una coesistenza di tipo passivo nel caso di mancanza di coordinamento tra Stato e entità economiche (come avviene in molti Stati africani a esempio) in cui il primo si accontenta di tassare le attività economiche senza però dirigerne l'evoluzione, ad una di tipo spiccatamente dirigista (come nei casi russo o cinese). Nel mezzo potranno verificarsi forme di coesistenza più o meno spuria come nel caso francese, che predilige la creazione e il supporto ai Grandi Campioni Nazionali nel campo delle infrastrutture per accrescere il proprio peso geopolitico con mezzi economici o, ancora, come nel caso americano in cui attori privati e entità statali subiscono una “reciproca manipolazione”, come avviene per quanto riguarda le grandi compagnie petrolifere in cui lo Stato al contempo usa ed è usato e le Big Oil (le grandi compagnie petrolifere) sono strumento e strumentalizzano a loro volta lo Stato (13).

Luttwak dedica la sua attenzione anche all'evoluzione degli accordi internazionali come il GATT (General Agreement on Trade and Tariffs), che diverrà poi WTO nei tardi anni '90, nato nel periodo della Guerra Fredda per mantenere coese le Nazioni inserite nel campo occidentale e evitare guerre commerciali, che avrebbero indebolito la coalizione anti-sovietica in un momento topico del confronto (14). Questo accordo, se correttamente sostenuto e adattato, potrà limitare casi di guerra commerciale in questa neonata epoca geo-economica inibendo l'uso di strumenti come dazi, tariffe, barriere o sovvenzioni, sebbene molte delle armi economiche come nuove tecnologie, manipolazione e creazione di standard produttivi o normative ambientali potranno ancora essere fatte valere (15).

Luttwak conclude affermando che

"La natura benigna o meno di questa nuova era geo-economica sarà determinata dalla capacità del sistema internazionale di dirigere le forze in conflitto verso un confronto il cui risultato non sia 'a somma zero'"

Non come nel caso di un conflitto armato convenzionale in cui un opponente vince mentre l'altro perde, ma bensì verso un sistema di tipo “win-win” in cui tutti i partecipanti possano ottenerne un tornaconto positivo (16).

Di Fabrizio Bertolami per ComeDonChisciotte.org

08.12.2023

Articoli Precedenti nella stessa serie:

L'ERA DELLA GEOPOLITICA

TERRA E CONQUISTA: IDEE IN GUERRA

MARE CONTRO TERRA: LA STORIA INFINITA

QUANDO BRZEZINSKI ORDINO': ALLA CONQUISTA DELL'EURASIA!

FRANCIS FUKUYAMA E LA FINE DELLA STORIA

LO SCONTRO DI CIVILTA' NON E' QUEL CHE PENSI

Compendio:

Non avrai altra Propaganda che non sia la mia!

Note:

1. E. Luttwak, From Geopolitics to Geo-Economics:Logic of Conflict, Grammar of Commerce,in Gearóid Ó Tuathail, Simon Dalby, Paul Routledge, (a cura di) The Geopolitical Reader, Routledge, New York, 1998, p. 125

2. Ivi, p.125

3. Ivi, p.126

4. Ibidem

5. Ibidem.

6. Ivi p. 127.

7. Ibidem.

8. Ibidem.

9. Ibidem.

10. Ibidem

11. Ivi, p.128

12. Ivi p.129.

13. Ibidem

14. Ibidem

15. Ibidem

16. Ivi p. 130.

Commenti (77)

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Mostra commenti 77 caricati
    1. ws 8 dicembre 2023

      Sebbene l' economia sia il nucleo vitale di ogni società essa rimane uno dei (vari ) strumenti della politica esattamente come l' apparato militare , senza il quale nessuna economia può sostenersi nel conflitto strategico ( vedi la "castrata" germania3 e il nord stream )
      L' idea che "l' economia" possa sostituire "la politica" è una vecchia fissa del capitalismo angloolandese ed è sempre fallita perché alla fine i rispettivi stati sono dovuti intervenire a risolvere i "casini" prodotti dalle rispettive " compagnie delle indie".
      Questo perché la capacità di mobilitazione ed efficientare risorse di carattere strategico ( a cominciare da quella militare ) di uno stato resta superiore.
      Quindi non esiste la Geo-economia se non come branca della geo-politica e gli stati che si limitano a fare solo della "geo-economia" ( come la germania 3 ) o addirittura diventare suddite politiche di potentati economici sovranazionali ( come l' italia 2bis) sono perdenti senza rimedio..

    1. Eugiorso 8 dicembre 2023

      Ciò che scrive il cinico ebreo luttwak è fuorviante.


      La guerra, sia pur in nuove forme e con nuovi sistemi d'arma, non è stata sostituita da una ipotetica "geo-economia" e per capirlo basterebbe guardare il panorama internazionale oggi, con due fronti principali di conflitto aperti a duemila chilometri circa l'uno dall'altro, in cui si utilizzano nuovi sistemi d'arma (i droni suicidi FPV o quelli a lungo raggio e alta quota, ad esempio), accanto ai vecchi sistemi d'arma (i carri armati, ad esempio), con il rischio che a breve se apra un altro o si riattivino drammaticamente altri conflitti “tradizionali” – cioè guerra! – al momento sopiti (Niger, Nagorno-Karabakh, Kossovo, eccetera).


      Questi conflitti comportano morti e feriti, nel caso di quello a Gaza soprattutto civili inermi, come accadeva nella seconda guerra mondiale o nella successiva guerra di Corea, per quello ukraino al momento circa un milione di nazi-ukro-nato in armi (morti, feriti gravi, mutilati) e per la strage di civili in Gaza, operata da ebrei come luttwak(!), ma super armati, ormai ben oltre cinquantamila fra morti e feriti.


      Certo, l’impero del male statunitoide, con i suoi servi nato e ue/ eurolager, impone le “sanzioni” economiche, finanziarie e commerciali a chi gli comoda, ma queste, ad esempio nel caso della Federazione Russa, non sembrano aver avuto alcun effetto negativo, mentre hanno colpito i suoi servi europei (e sicuramente l’effetto “feedback” è voluto).


      Davanti ai principali conflitti in corso, dovizia di bombardamenti giornalieri, davanti al milione di morti e feriti (gravi) in ukraina e alle decine di migliaia di inermi civili palestinesi massacrati con le armi, di cosa stiamo parlando? Di “geo-economia”?


      Cari saluti

    2. absitiniuriaverbis 8 dicembre 2023

      Si, parliamo di geo-economia.
      Ed adesso che gli abbiamo dedicato un volume, dato un nome, descritto le possibili cause, i possibili effetti, allertato sugli entelechiani, possiamo metterlo in biblioteca ed archiviarlo sotto 'lavori conclusi'.
      Il resto, da sempre, lo si lascia alla bassa manovalanza.

    1. Martin 8 dicembre 2023

      Luttwak non dice nulla, ma proprio nulla di nuovo. Il tentativo USA-UE di sfasciare la Russia per ridurre il gap con la Cina - che entro 10-15 anni superera' gli USA - e' fallito. Non resta che attendere la vittoria di Trump ed il ritorno degli USA all'isolazionismo, dopo oltre un secolo.
      E qui in Europa con il disimpegno USA saranno comunque dolori.

    1. Gino 8 dicembre 2023

      Si, articolo interessante... (e palesemente ridicolo)
      ma quella odierna probabile che in futuro (e forse anche assai prossimo) verrà ricordata come una giornata di quelle veramente memorabili, e da festeggiare...

      A quanto pare ieri è stato implicitamente ufficializzato il concepimento e poi la vera e propria nascita di una nuova, strepitosa e sbalorditiva alleanza politico militare.

      Ottima sintesi di Stefano Orsi dell'accaduto, (specialmente nella seconda parte, caraterizzata da un sarcasmo debordante):
      https://youtu.be/vf_UDtgCXrs

      Il ruolo che un tempo venne svolto da Pisa, Genova e Venezia, pare che nei nostri tempi verrà assolto da Mosca e San Pietroburgo (noi avendo fatto di tutto e di più, perfino l'impossibile, per favorirlo).

      Utilizzando la metafora di Orsi, si può prevedere che annegheremo aggrappati al maleodorante pannolone di un demente (Sic!).

      "egli afferma che la fine della Guerra Fredda avrebbe portato a una diminuzione dell’importanza del potere militare negli affari mondiali, e che questo sarebbe stato sostituito dal potere economico delle nazioni e sempre più spesso da quello di attori transnazionali come le aziende multinazionali, senza per questo inficiare i sottostanti assunti della competizione per il dominio e del conflitto."

      bel coraggio celebrare ciò proprio nella giornata in cui ciò è stato sconfitto e smentito clamorosamente.

      Ma contro chi avrebbe combattuto (la Russia di) Putin, dal 2014 fino ad oggi?

      Provate a chiederlo alla Cargile, che fine ha fatto il suo monopolio russo (di silos e navi per il trasporto delle granaglie, che ovviamente precedentemente rilevò pagando la somma di un copeco). Provare per credere...

      Dopo di ché la Russia poi divenne il principale esportatore mondiale di granaglie... con profitti conseguenti e boom nella produzione della propria agricoltura.

      competizione a somma zero

      è un neologismo sinonimo di "diritto di furto impunito dalla parte di chi detiene 'il bastone e la carota' "
      è "a somma zero" proprio perché affinché vi sia un profitto dall'altra parte deve necessariamente esserci una perdita...
      (in pratica, il punto di vista di chi di professione fa il rapinatore)

      In definitiva, con linguaggio forbito ed un tono neutrale ci spiattella la filosofia delle associazioni a delinquere...

    1. danone 8 dicembre 2023

      A me sembra propaganda pure questa di luttwak.
      D'altronde il nostro non è altro che un convinto estremista guerrafondaio, che in Italia fino a pochi anni fa lo prendevano perfino per il culo ad un certo punto, dopo aver girato tutti i talk show possibili ed immaginabili ed essersi fatto conoscere per quello che è veramente, ovvero un vampiro anglofono assetato di sangue umano, di qualunque provenienza sia, purchè sia umano.
      Oggi ritengo che l'articolo sia solo propaganda, se lo avessi letto qualche anno fa probabilmente non me ne sarei accorto con tanta chiarezza.
      Cerco di spiegarmi, ma non sarà facile.
      Esattamente come chi oggi scomoda la dottrina Mackinder per giustificare la strategie dell'egemone americano (comprese le sanzioni tafazziane ed il bombardamento del nord stream), nei confronti del nemico russo, secondo me fa solo propaganda, perchè per staccarla dalla Germania, gli Usa hanno permesso alla Russia di consorziarsi con la Cina, rendendo il duo asiatico ancora più imbattibile di quello che sarebbe stata la sinergia del duo russo-tedesco, e questo non capita per errore, così Luttwak quando dichiara che nel futuro saranno le logiche geo-economiche a dettare le strategie degli Stati e non le dinamiche militari di potenza, sta facendo solo propaganda, perchè quali Stati oggi e ancor più domani, si possono considerare davvero sovrani delle loro decisioni strategiche?
      con l'autonomia di decidere sui propri interessi geo-politici e sulle proprie strategie geo-economiche?
      Solo Stati Uniti, Cina e Russia, a quanto pare, possono permettersi di decidere per se stesse (io metto in dubbio pure questo come sapete, ipotizzando una regia occulta che etero-dirige anche i tre colossi geo-politici), tutte le altre nazioni sono oggettivamente sotto l'influenza di queste grandi potenze (o di chi le etero-dirige) e quindi non possono e non potranno decidere in futuro un bel niente in materia geo-economica come in materia geo-politica, perchè è ormai evidente, dopo il covid e la guerra per procura in Ucraina, che sono tutte nazioni immobilizzate da interessi transnazionali superiori.
      Luttwak cita la Francia, ma la Francia e aggiungo anche la Germania, che fino all'altro ieri sembravano potenti nazioni sovrane, altro che l'Italietta, le abbiamo viste oggi quanto sono dipendenti dai poteri forti globalisti, non hanno nessun margine di operatività interna, esattamente come l'Italietta.
      Oggi tutte le nazioni sono solo esecutori di ordini dettati da entità altre, molto poco chiare per giunta e le analisi come questa di luttwak aumentano volutamente la confusione secondo me invece di chiarire il quadro, perchè non distinguono e non individuano i veri poteri decisionali in azione oggi nel mondo, che non sono nè gli Stati sovrani, nè i grandi conglomerati economici, che, come abbiamo visto nel 2008 con la Leman Brother, quando vogliono nemmeno loro sono too big to fail.

    2. Arthur 8 dicembre 2023

      Ti leggo sempre con interesse e spesso condivido largamente quello che scrivi.
      Però non arrivo a credere che qualcuno controlli USA, Russia e Cina contemporaneamente.
      Credo invece che ci siano soggetti in grado di indirizzare nazioni e altre istituzioni, mediante strategie varie (finanziamenti a certi gruppi di un determinato paese, destabilizzazioni, utilizzo di gruppi e lobbies, associazioni segrete, cooptazione di gente ricattabile, etc.) che spesso rientrano in progetti abilmente pianificati con generazioni in anticipo.
      Alcuni esempi sono le due Rivoluzioni del 1789 e 1917, entrambe riconducibili alla massoneria, a sua volta pilotata dall'anglosfera.
      Però oggi al mondo ci sono soggetti diversi ed eterogenei in grado di pianificare, manovrare e indirizzare e porre in essere certe strategie.
      E onestamente non credo che USA, UK e UE possano ricattare ed intervenire oltre un certo limite.
      Con molte nazioni non lo fanno e questo succede se in un paese c'è una classe politica seria in grado di imporsi e dire di no.
      Se diversi paesi, ad esempio europei, reagissero contemporaneamente, i bulli sarebbero costretti a prenderne atto.
      In realtà il problema vero è un mix di viltà e prostituzione dei ceti politici di molte nazioni.

    3. absitiniuriaverbis 8 dicembre 2023

      C'è un tratto che accomuna il tuo vedere con quello di @Danone e che personalmente condivido: il potere consiste nel riuscire ad influenzare senza necessariamente essere in prima linea e visibile e criticabile (ammesso e non concesso che se ne importino).

      Esattamente come i burattinai, tutti sanno che ci sono ma non si vedono in scena. Oltretutto i fili odierni sono prevalentemente immateriali anche se ultra resistenti.

      Don Juan al riguardo aveva opinioni pertinenti.

    4. Martin 8 dicembre 2023

      Concordo sul fatto che Luttwak primo non ha elaborato alcunche' di nuovo, e secondo fa solo propaganda

    5. ric 8 dicembre 2023

      ma ha delle " buone referenze " il tizio .

      https://www.bethshlomo.org/copia-di-luka-kahan

    6. danone 8 dicembre 2023

      Però non arrivo a credere che qualcuno controlli USA, Russia e Cina contemporaneamente.

      Proprio contemporaneamente no, bisogna tener conto del fuso orario :-))

      La regia unica occulta che già ipotizzavo negli anni scorsi, grazie alle mie letture complottiste, si è palesata concreta con la fintodemia e le punturine avvelenate.
      Con l'operazione demenziale Nato in Ucraina, dove l'occidente collettivo si è sparato sui coglioni per l'anima del cazzo, ottenendo per ora solo un impoverimento generale, ma a breve arriverà anche caos sociale, e con l'appoggio ai criminali sionisti in quel di palestina, l'occidente collettivo è evidente che venga etero-diretto da centri di potere che oggi vogliono il declino della vecchia area egemone, a tutto vantaggio dei nuovi attori geo-politici orientali e del loro modello multi-polare.
      In buona sostanza io ritengo che la demolizione controllata dell'occidente e l'edificazione del nuovo modello multi-polare siano volute e gestite dagli stessi centri di potere, non esiste un vero scontro di volontà di potenza diverse, se non di facciata.

    7. logos 8 dicembre 2023

      CIT: "Esattamente come i burattinai, tutti sanno che ci sono ma non si vedono in scena." - Vero, ma osservando con attenzione non è difficile vedere i fili. Seguendo quelli si può stabilire con "estrema precisione" quale è la posizione dei burattinai. E della posizione, non è affatto impossibile stabilirne l'identità. È una questione di volontà. Ergo, non c'è la volontà generale che l'occulto venga reso manifesto. È tutto in mia opinione. l.

    8. casalvento 8 dicembre 2023

      "per staccarla dalla Germania, gli Usa hanno permesso alla Russia di consorziarsi con la Cina, rendendo il duo asiatico ancora più imbattibile di quello che sarebbe stata la sinergia del duo russo-tedesco"

      La Germania della Merkel, sculettante tra Berlino, Pechino e Mosca, guidava l’Europa verso l’Eurasia, la congiunzione tra la tecnologia europea, l’energia russa e la ricchezza cinese. Secondo me si profilava un nuovo egemone e gli anglo non ci hanno visto più ed hanno riesumato la visione Mackinder.

    9. danone 8 dicembre 2023

      La mackinder aveva senso quando la Cina non era la potenza economica che è divenuta oggi, quindi per l'egemonia anglosassone aveva senso bloccare o disturbare le relazioni di parternariato fra i tedeschi ed i russi, perchè davvero l'unione della tecnologia tedesca con le risorse russe, fino a qualche decennio fa, avrebbero sicuramente ostacolato l'imperialismo anglo-americano.
      Ma questo era ieri, non oggi.
      Oggi la mackinder è superata.
      Scomodare la mackinder per giustificare le strategie tafaziane dell'occidente e della Nato per mantenere l'egemonia sui colossi orientali è da dementi o da propagandisti, non c'è altra possibilità, perchè sarà anche vero che gli Usa hanno allontanato la Russia dall'Europa e quindi anche dalla Germania, ma peggiorando le cose per la loro egemonia, perchè hanno permesso proprio loro con le sanzioni e la guerra per procura l'avvicinamento dei russi ai cinesi, rapporto questo molto più pericoloso oggi per l'egemone, che quello russo-tedesco del pre guerra per procura.
      Tutto questo dimostra che l'occidente è mosso da volontà che vogliono la sua auto-distruzione, e questo è logico solo se si considera che avvenga oggi e non ieri, proprio per facilitare la nascita ed il consolidamento dell'alternativa multi-polare, che stanno costruendo i Cinesi e i Russi.
      Da questa considerazione e dalla gestione pandemica, nasce la mia ipotesi che esista una regia occulta unica che sta etero-dirigendo tutti i fenomeni e le dinamiche geo-politiche e geo-economiche che vediamo e viviamo oggi.
      Non si può giustificare diversamente l'incompetenza e l'arroganza delle attuali leadership occidentali, che hanno addirittura rinunciato ai metodi diplomatici per redimere le gravi controversie esistenti, proprio in un momento dove la diplomazia nelle pubbliche relazioni, sarebbe più necessaria che mai, soprattutto per gli stessi interessi occidentali.
      Gli eventi stanno seguendo un'agenda precisa, non vere cause sensate e contingenti che li giustificano.

    10. Moderatore 8 dicembre 2023

      Gli epiteti, mi riferisco ad uno in particolare, rivolti ad un altro commentatore non giovano alla discussione delle opinioni.
      Anzi, possono bloccarla o innescare spirali.

      Grazie per la considerazione.

    11. danone 8 dicembre 2023

      Chiarisco che il mio "dementi" è rivolto agli analisti geo-politici che pubblicate, i quali al 90% sono tutti omologati dal sostegno acritico a questa tesi, non certo a Casalvento.
      D'altronde se fosse rivolto al commentatore non avrei scritto anche "propagandisti", ti pare?

    12. Moderatore 8 dicembre 2023

      Prendo atto della sua precisazione.
      Grazie.

      Mi rendo conto di aver sbagliato ad interpretare la sua considerazione.

    1. Cleon XIII 8 dicembre 2023

      Non ricordo che Luttwak abbia mai scritto qualcosa di intelligente. In questo articolo non si smentisce, mantiene il suo stile. Proporrei di mettergli un paio di bustarelle in tasca e di sbatterlo in una trincea sotto il tiro fitto dell'artiglieria. Bum! Bum! Bum! Dicono che le chance di sopravvivenza siano scarsissime.

    2. sbregaverse 8 dicembre 2023

      In quella chiacchierata, non mi è parso tra i diavoli peggiori, pecca di qualche lacuna ed ingenuità, ma stupido non è. Educato, gentile, interessato e attento a ciò che pensa uno sconosciuto incontrato per caso.
      Ti assicuro conosce molto bene l'italiano meno bene gli italiani.

    3. ric 8 dicembre 2023

      e' della forza di Friedman -----tutti due scapellati...

    4. Dico no 8 dicembre 2023

      Essere ingenui è una pecca solo in compagnia di stronzi
      Ops, ho detto stronzi

    5. Moderatore 8 dicembre 2023

      Il suo commento non è andato in moderazione automatica perché nessuna delle parole da lei utilizzate risulta nel filtro di controllo.

      In secondo luogo, per quanto mi concerne, non intervengo perché lei non utilizza quell'epiteto rivolto al commentatore con il quale dialoga.

      Solo un chiarimento da parte mia.
      A rileggerla.

    6. Dico no 8 dicembre 2023

      Ho capito, l'importante è non offendere, non ridicolizzare, non umiliare, non insultare e non rivolgersi in maniera violentemente aggressiva agli altri utenti.
      Il dialogo è lo strumento per comunicare vicendevolmente i propri pensieri e le proprie ragioni, non per sfogare frustrazioni.

      Grazie della specifica.

    1. Jimbo 7 dicembre 2023

      Senza artiglieria e bombardieri la geoeconomia o come diavolo si chiama va a ramengo.

    2. Stefanovic 7 dicembre 2023

      Luttwak smentito anche da Machiavelli mezzo millennio or sono: "Gli uomini, il ferro, i danari e il pane sono il nervo della guerra; ma di questi quattro sono più necessarii i primi due, perché gli uomini e il ferro truovano i danari e il pane, ma il pane e i danari non truovano gli uomini e il ferro"

    3. sbregaverse 7 dicembre 2023

      Ovazione con uova di struzza a te starets Stefano ed al Macchia^vellico con qualche vellica macchia sulla coscienza.

    4. Giudice Holden 8 dicembre 2023

      Esattamente. Quando si fa ricreazione nel cortile a scuola, il bullo se non ha il fisico giusto mica riesce a rubare la merenda alla vittima di turno. La geo (cortile)economia(merenda) anche in questo caso necessita di giusta attrezzatura da battaglia.

    1. PietroGE 7 dicembre 2023

      ."..assunti della geopolitica, fondati sull'uso del deterrente militare e della predominanza della logica di potenza tra le nazioni, verranno affiancate e sostituite da quelle della Geo-Economia"La guerra in Ucraina lo ha già smentito, quella per Taiwan sarà anche peggio.

    2. Nonso 7 dicembre 2023

      Dici?

    3. Martin 8 dicembre 2023

      Non ci sara' alcuna guerra per Taiwan

    4. PietroGE 8 dicembre 2023

      I cinesi aspettano solo che la NATO (cioè gli americani) intervenga in Ucraina per cogliere l'occasione.

    5. Martin 8 dicembre 2023

      Qui siamo sul piano delle pure ipotesi, dato che e' difficile avere inputs diretti, ma secondo me non ne hanno proprio la minima intenzione.
      Quello che hanno fatto in 30 anni e' stupefacente: io me li ricordo quando ancora alla fine degli anni 80 giravano per l' Europa, Italia inclusa, con il cappello in mano per ricevere fondi di aiuto allo sviluppo.
      Oggi, nel giro di 10-15 al massimo dovrebbero sorpassare gli USA per PIL.
      In sintesi, continuando a questo ritmo.....chi glielo fa fare di arrivare ad uno scontro militare? Stanno vincendo da decenni, come attestato dalla velocita' esponenziale del loro sviluppo trentennale..

      Sono gli USA che hanno deciso di alzare la temperatura, con vari secondi fini, incluso ricompattare le alleanze in Asia.

      Poi se gli Americani e/o la Nato intervengono in Ucraina, saluti a tutti, perche' sarebbe la WW3 senza il minimo dubbio

    1. sbregaverse 7 dicembre 2023

      Del mio scambio di idee con Luttwak a Washington nei giardini di Chevy Chase, tra scoiattoli con qualche timidezza, ve ne ho già parlato. Nulla da aggiungere.

    2. Nonso 7 dicembre 2023

      Io nonso nulla, racconta

    3. sbregaverse 7 dicembre 2023

      sbrega sicut Paganini , nemmanco a pagamento, concede il bis.

    4. Nonso 8 dicembre 2023

      Questo non è pregio, ma sfregio.

      A me tu concedi anche il loop

    1. Arthur 7 dicembre 2023

      Quello che dice Luttwak è estremamente chiarificatore.
      Ma è soprattutto rincuorante, poiché mostra in maniera incontrovertibile che il mondo è, oltre che un manicomio all'aperto, un pollaio caratterizzato da un pullulare di soggetti e annessi-connessi estremamente eterogenei: popoli, nazioni, culture, religioni, stili di vita, società, economie, interessi strategici, etc.
      È praticamente impossibile qualsiasi ordine mondiale (in primis di tipo distopico) che possa governare questo casino, e meno male.
      Viva il casino.

    2. absitiniuriaverbis 7 dicembre 2023

      Corretto, non si governa, si controlla. Semplice no?
      In un modo o nell'altro.

    3. sbregaverse 7 dicembre 2023

      Governare ? Con^trollare ?
      Più che altro si fanno gli interessi di chi si strafoga d'interessi domiciliati in ogni dove.

    4. Dico no 7 dicembre 2023

      Mio marito ed io sposiamo il tuo pensiero (Per favore, non scrivere cose oscene)

    5. absitiniuriaverbis 7 dicembre 2023

      Augh!

    6. sbregaverse 7 dicembre 2023

      Cara sora ♤♤& re di ♡, ci pensano già i controllori ed il padre guardingo ops guardiano, a pudica^mente azzerare, prima che appaia, quello che giudicano gratuito trivio.
      ( sacerdoti sono:
      del linguaggio debole).

    7. Stefanovic 7 dicembre 2023

      Verissimo, non c'è nessuno che possa controllare il Mondo. Tuttavia le oligarchie possono rendere la vita impossibile a miliardi di persone. Questo mi pare fattibile, purtroppo. Non controllare ma danneggiare, del resto distruggere è molto semplice, costruire è difficilissimo

    8. Arthur 8 dicembre 2023

      È sempre stato così.
      Nella storia ci sono stati momenti molto più drammatici di quello attuale.
      La realtà di oggi, se paragonata a certe situazioni del passato, è quasi un paradiso in terra.

    9. Arthur 8 dicembre 2023

      Anche quello che scriviamo noi qui su CDC viene accuratamente vagliato da chi ha il compito di controllare (e talvolta schedare).

      E il sottoscritto si permette di scrivere certe cose e lanciare strali verso certi soggetti che agiscono sullo scacchiere politico perché sa con certezza che siffatti gruppi e lobbies non contano nulla ma sono soltanto utili idioti manovrati dal vero potere che li sta mandando allo sbaraglio.
      Se avessi solo un barlume di dubbio che possano davvero avere potere (vero), di certo non starei qui a dirgliene di tutti i colori, ma sarei molto più cauto.

      Bisogna poi tener presente che le pseudo-élites, nonostante controlli e schedature, non si rendono minimamente conto di nulla e non sanno ciò che le aspetta.
      Può darsi, però, che qualcuno abbia iniziato a subdorare la fregatura...

    10. Bertozzi 8 dicembre 2023

      Grazie di averci comunicato a chiare lettere che tu il potere vero non lo criticheresti mai - per paura - ma ti piace bearti un bel po' nel criticare chi non conta nulla.
      Complimentoni. Io, non mi stupisco, mi stupisce che non ci sia nessuno che ti fa tana. Ma d'altronde nessuna voce si è alzata- a parte la mia- quando hai fatto campagna elettorale per la Meloni per cui...

      Adesso si spiega perché non hai mai criticato ma anzi sponsorizzato Meloni (che appunto non conta nulla), appunto come desiderata dai potenti, e come tu spinga e sponsorizzi il reddito universale, altro elemento cardine da sempre del progetto transumano e pure tuo cavallo di battaglia. Tu chiamale, se vuoi, coincidenze.

      In ogni caso leggendo attentamente i tuoi commenti sono arrivato alla conclusione che sei l'anello mancante tra l'uomo e la macchina, sono abbastanza convinto che tu sia umano ma altrettanto convinto che una "intelligenza" artificiale potrebbe scrivere i tuoi commenti meglio di te e con più fantasia (chat gpt scrivimi un commento in cui ci siano queste parole: utili idioti, liberal marxismo, sinistra, trappola; che non tocchi mai i potenti e le destre mondiali, che profetizzi avvenimenti che non succedono mai, e infine che profetizzi una liberazione citando la frase liberatoria "verranno tutti travolti" sul finale con grande sospiro di sollievo per il lettore. Inoltre chatgpt infarcisci i suddetti commenti con avverbi del tipo "francamente", "onestamente" e locuzioni del tipo "in tutta onestà", "ho il sospetto che", "comincio a pensare",ecc tipiche di chi deve evidenziare qualcosa (essere franco e sincero) proprio perché non lo è o non si sente tale, come da manuale di comunicazione.

    11. Stefanovic 8 dicembre 2023

      Si sta meglio fisicamente, oggi non manca da mangiare o da coprirsi, ma non è mai esistita una civiltà dove i vecchi superassero i giovani, i morti i nati e i cani i bambini. Pensi che ciò sia senza conseguenze?

    12. absitiniuriaverbis 8 dicembre 2023

      C'è chi è cuor di leone, chi lancia la pietra e nasconde la mano, chi è con la lingua sporca, etc etc secondo schemi umani noti ma, assumo, incompleti perché l'umano è sempre pieno di risorse.
      Tu ammetti di essere cauto per motivi che sono tuoi: i miei sinceri apprezzamenti per la mancanza di ipocrisia. Non è facile.
      Senza ironia alcuna.

    13. logos 8 dicembre 2023

      Non avrei mai potuto esprimere questo concetto in maniera così chiara usando lo stesso numero di parole. Complimenti. l. Ps: ci saranno conseguenze di portata inenarrabile.

    14. Gino 8 dicembre 2023

      ma perché?

      ha detto:
      1. che tutti e continuamente veniamo sorvegliati ed eventualmente schedati [vero]
      2. che non c'è da preoccuparsi, poiché "élite" e "coglioni" oggi sono diventati sinonimi (inefficienti e inutili idioti) [vero]
      3. che altrimenti sarebbe come fare i kamikaze (sanno tutto di tutti ed entro uno o due anni anche vedranno tutto e pressoché ovunque... a parte qualche remoto angolino nei boschi) [vero]

    15. Bertozzi 8 dicembre 2023

      Ha detto: io critico questi perché non contano niente, se fossero quelli che contano starei zitto ("sarei cauto").
      Sbaglio qualcosa? Non mi pare.
      L' ho solo fatto notare.

      Per mia opinione personale di una gravità assoluta, così come quello che dici tu: se criticare il potere è fare i kamikaze allora stiamocene tutti zitti spegniamo la contrinformazione il dissenso le proteste e facciamo solo amorevoli discorsi da bar, inutili e beh graditi al sistema, che sai, io tengo famiglia e ci vado ben cauto a fare il kamikaze.
      Ripeto, gravissimo, almeno in questo consesso (che anche da queste affermazioni dimostra di aver preso una brutta piega).
      Poi, ognuno ragiona coi suoi occhi.

    16. Gino 8 dicembre 2023

      un nemico morto vale quanto un idiota vivo

    17. absitiniuriaverbis 8 dicembre 2023

      Si è no.

      Gli occhi sono una telecamera. Poi è il cervello che elabora. E qui c'è uno sdoppiamento:

      * o uno si crede il cervello e si allinea

      * o uno si mette al di fuori del cervello e, in un modo, sceglie se seguirlo o no.

      Tuttavia, non essere ipocriti è un valore.

    18. Dico no 8 dicembre 2023

      Temo di doverti chiedere cosa intendi

    19. Gino 8 dicembre 2023

      per spiegarlo fino in fondo dovrei scriverti un trattato.

      limitandomi al risvolto più ovviamente banale, figurati quale sarebbe stato il contributo dei nostri stessi più valenti partigiani (pochi) se non fossero entrati in clandestinità. Cosa peraltro oggi pressoché impossibile. L'unica soluzione valida sarebbe l'espatrio. Peraltro nel nostro attuale caso in tal senso lo considrei comunque inutile, data l'insensata manifesta idiozia degli inutili idioti che ci stanno governando, vivendo nello stupore tipico degli idioti inconsapevoli della realtà

      tanto per suggellare con una notizia fresca fresca: google, apple ed altre company tra le più importanti hanno al contempo tutte dichiarato che nell'assunzione del proprio personale l'eventuale laurea cesserà di venire presa in considerazione (faranno sempre e solamente loro proprie valutazioni, secondo propri standard interni)

      stanno raccogliendo quello che hanno seminato

    20. Dico no 8 dicembre 2023

      L'espatrio, non credi sia una cosa utile al sistema (...) e basta? Che valore ci vedi?

    21. Gino 8 dicembre 2023

      l'oriente di oggi non credo valga altrettanto dell'occidente di 'ieri' (diciamo, fine ottocento)
      L'occidente dei nostri giorni vale meno di niente

    22. Dico no 8 dicembre 2023

      Allora sei un globalista individualista mancato?
      Spiegami -senza trattarti- la tua coerenza.
      Ho sempre pensato che il compito di noi occidentali fosse quello di epurare dal marcio le nostre istituzioni e, se fosse necessario, fino a crearne di nuove in ogni Paese, delegittimando le attuali, per riscattare la nostra dignità di popolo e riappropriarci della sovranità.
      Invece risolvo tutto con un aereo sola andata, dal tuo punto di vista?

    23. Gino 8 dicembre 2023

      se non fossi oramai un vecchio, io stesso mi darei dell'imbecille, del pigro, dell'incoerente, ... se durante il coso19 non mi fossi già trasferito da qualche parte altrove.

      non sono un occidentale, non sono un globalista, sono solamente un umano che vorrebbe vivere tra umani in un modo che non fosse assolutamente insensato

    24. Dico no 8 dicembre 2023

      Questo è il discorso, non di un vecchio, di uno che è invecchiato. Cerca di ritrovare il bambino che è in te.

      Lottare, non per il proprio agio, ma per il futuro di chi verrà dopo di noi, che merita di più, merita una visione più ampia , merita di più di questa ipocrisia che vogliamo abbandonare a sé stessa.

    25. Gino 8 dicembre 2023

      senza con ciò negare la possibilità che ciascuno possa ancora da qualche parte trovare una nicchia ancora salubre anche in Italia. so che ce ne sono, specialmente tra i novax con figli. E comunque a mio parere anche queste nicchie farebbero bene ad emigrare, specialmente considerando quale probabilmente altrimenti sarà il futuro dei loro figli

      Oppure altrimenti sperare in un crollo catastrofico dell'intero occidente, dopo di ché forse sarebbe possibile ricominciare da zero (più o meno come anche avvenne nel dopoguerra, per chi allora non fu un 'privilegiato')

    26. Gino 8 dicembre 2023

      stai dimostrando la supponenza di chi è troppo scarso, in quanto a intelligenza

    27. ric 8 dicembre 2023

      condivido perfettamente.

    28. Dico no 8 dicembre 2023

      Se lo dici tu, che mi sembri poco supponente, ti credo.
      (ironizzo sul flagello genitale che ti autoinfliggi)

    29. Dico no 8 dicembre 2023

      Poco resistente.
      Non importa, ci serve, nella resistenza, anche qualcuno che non ci creda, così i nostri nipoti potranno prendere per il culo i tuoi.

    30. Moderatore 8 dicembre 2023

      Vogliamo provare a mantenere la discussione sulle idee?

      Grazie in anticipo.

    31. Arthur 9 dicembre 2023

      Per cortesia, leggi bene prima di commentare.
      Io non ho detto che ho paura o che avrei paura di dire quello che penso, e infatti lo dico senza peli sulla lingua.
      Ho scritto che sarei più cauto (non zitto) se certi soggetti avessero davvero il potere di fare qualsiasi cosa e se fossimo davvero in un regime.
      Ma in Occidente non siamo in un regime e mi riferivo a questo.
      Ad alcuni piacerebbe arrivarci, ma per fortuna questi sono soltanto utili idioti privi di vero potere e pertanto non ho la minima intenzione di bermi tutte le psyop, le bufale e le idiozie che vengono propagandate ai quattro venti.
      Ho i miei difetti ma non sono né un boccalone, né un ipocrita.

      Tutto qui.
      Sulla Meloni e sugli avverbi non ti rispondo perché sono fisse tue.

    32. Arthur 9 dicembre 2023

      Beh, in realtà non sono molto cauto.
      Sono tendenzialmente prudente ma con un pizzico di brutalità.
      La brutalità è come il sale: serve per dare sapore, ma ne occorre quel poco che basta.

      E ho una regola assoluta: mai andare sul personale con i propri interlocutori, vezzo che contraddistingue quelli che non hanno argomenti.

      Sarei più cauto se fossimo in un vero regime distopico.
      E credo che se vivessimo in un paese dove le libertà non esistessero o fossero davvero represse, sareste cauti anche voi.
      Diciamoci la verità, quando si vive in una dittatura o in assenza di basilari norme democratiche, pressoché tutti sono più cauti nel parlare e scrivere.

      Non capisco dove sia lo scandalo per aver detto la sacrosanta verità.
      Mah...

    33. absitiniuriaverbis 9 dicembre 2023

      Personalmente, il raccontare la propria verità non lo reputo uno scandalo. Tutt'altro. Siamo qui per arricchirci scambiando idee e quindi ben venga lasciare aperti i cancelli.

      Considero che se io scrivo quello che ritengo opportuno, altri possano fare altrettanto.

      Ci sono esempi nella storia di personaggi che, dittature serie o semiserie temporali o religiose, hanno detto il loro pane al pane e vino al vino.
      Pochi quelli noti, che sono tali o perché avevano ragione e perché il potere ne ha fatto degli esempi di punizione e quindi, a posteriori, degli eroi.

      Aggiungo che essere eroi è forse più un impeto, cercare di sopravvivere e controbattere è tutt'altro. Qui non vedo ipocrisia, ma una forma di lotta.
      Ad ognuno la sua strada.

    34. Arthur 9 dicembre 2023

      PS

      Sappi che io nella vita non mi sono allineato, non ho mai chinato la testa, né ho usato la lingua o calato le braghe.
      Non sono stato e non sono il servo di nessuno, e mai lo sarò.
      Essendo inflessibile, non ho nemmeno accettato certi compromessi scusabili ai quali la stragrande maggioranza delle persone acconsente senza remore di sorta.
      Sono un anticonformista e in questo mondo mi ci ritrovo mio malgrado.
      Per essere stato rigoroso ho pagato un prezzo, e molto alto.
      Conosco la durezza della vita.
      Quindi l'accusa di viltà rivolgila alle orde di pecore che per opportunismo, pusillanimità e bassezza conducono un'esistenza priva di dignità.
      Se hai voglia di darmi consigli educati per aiutarmi a migliorare, sentiti libero e te ne sarò grato.
      Ma il tua moralismo nei miei confronti te lo puoi tenere.

    35. Arthur 9 dicembre 2023

      Ok, su quello che hai scritto non posso che darti ragione.
      Ma il mondo di oggi non è così orribile.
      Sarebbe più giusto tener conto anche di ciò che c'è di buono.

    36. Moderatore 9 dicembre 2023

      Ricordiamo che il confronto deve restare su idee e opinioni, senza spostare l'oggetto del commento sull'interlocutore.
      La lettura da lei data al commento dell'utente Arthur, a parere di chi scrive, è errata e si mostra a pretesto di un intervento rivolto alla persona.
      Tanto lei quanto l'utente Arthur avete la medesima libertà di esprimervi e di confrontarvi in questo spazio, nel rispetto delle regole di questo sito.
      Non c'è nulla di grave e questo consesso non ha preso nessuna brutta piega.

    37. Bertozzi 9 dicembre 2023

      Rimane mia opinione che il concetto espresso dal utente Arthur sia gravissimo, tanto più espresso in questo sito, posso ancora esprimerla? o il suo è una sorta di richiamo verbale, del tipo "non criticare più il tal utente o il sito stesso, sennò ti cacciamo"?
      Giusto per sapere come regolarmi.

    38. Bertozzi 9 dicembre 2023

      "E il sottoscritto si permette di scrivere certe cose e lanciare strali verso certi soggetti[..] perché sa che non contano nulla.
      Se avessi solo un barlume di dubbio che possano davvero avere potere non starei qui a dirgliene di tutti i colori, ma sarei molto più cauto'.

      Son parole tue, mica mie.

    39. Moderatore 9 dicembre 2023

      Lei è libero di esprimere le sue opinioni nel rispetto dell'interlocutore e nel rispetto delle regole del sito, senza ergersi a giudice e censore degli altri (sito compreso).
      Come consiglio, quello di non travisare le parole, le idee e i concetti espressi da un altro utente.
      Non giova al dialogo e non percorre la strada del rispetto.
      La ringraziamo.

    40. Gino 9 dicembre 2023

      quando ti trovi addosso una piattola, tu cosa fai?

    41. Dico no 9 dicembre 2023

      Al tuo posto mi darei ad un altro hobby

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