ECONOMICIDIO

ECONOMICIDIO

Di Tiziano Tanari per ComeDonChisciotte.org

Le trattative fra USA e Iran si sono arrenate, si prevedono tempi bui. L’Unione Europea si trova nel periodo più difficile e complicato della sua breve e ingloriosa storia. Abbiamo due guerre, Iran e Ucraina, che, direttamente e indirettamente, stanno creando un profondo stress all’economia dell’Eurozona. L’obbligo di un riarmo generalizzato per un inesistente pericolo russo, il rialzo dei prezzi dei prodotti petroliferi importati e una possibile prossima scarsità dei relativi approvvigionamenti, qualora l’insensato conflitto in Iran dovesse protrarsi nel tempo, rischiano di creare una situazione di crisi assolutamente insostenibile.

Gli effetti di questi processi fortemente destabilizzanti sarebbero, in primis, di carattere finanziario, aumento dei costi con relativa crescita dell’inflazione e, nei prossimi mesi, ad aggravare la situazione, concorrerebbe l’inevitabile riduzione delle forniture che porterebbero a un conseguente calo della produzione, della competitività e a gravissimi problemi di bilancio nei conti degli Stati Europei. Inutile sottolineare che il Paese più penalizzato sarebbe l’Italia in quanto, a seguito del suo alto debito pubblico, avrebbe margini di manovra finanziaria e fiscale molto ridotti. La Commissione Europea si è già mostrata irremovibile dalla sua decisione di non concedere sforamenti rispetto agli abituali vincoli di deficit del 3% in quanto eventuali sgravi fiscali e, in particolare quelli sulle accise, potrebbero favorire un eccesso di consumi che dovrebbero essere, per contro, più contenuti proprio per la probabile diminuzione delle forniture dei prodotti energetici. Si prospetta una crisi più profonda di quella avvenuta negli anni ‘70 di cui, i meno giovani, ricorderanno i razionamenti nella distribuzione fino ad arrivare al blocco della circolazione la domenica e a giorni alterni in base alla numerazione delle targhe.

Tralasceremo, in questo articolo, i motivi irrazionali e senza nessuna giustificazione logica che hanno portato al conflitto fra USA/Israele e Iran, per concentrarci sull’inadeguatezza e la fallacia della politica economica e finanziaria imposta da Bruxelles, particolarmente dannosa in situazioni di pesante crisi; i suoi vincoli, dettati dalla solita filosofia neoliberista, impediscono qualsiasi forma di intervento da parte dello Stato che possa fargli aumentare il deficit.

A questo punto dobbiamo necessariamente ritornare alle basi della macroeconomia per spiegare due concetti fondamentali: 1) il deficit di bilancio del settore pubblico corrisponde, per pari importo, ad un aumento del bilancio del settore privato (imprese e cittadini); 2) il debito pubblico, nel caso di uno Stato dotato di una propria valuta nazionale, non rappresenta alcun problema in quanto non deve essere restituito, è solo un indice contabile, una passività dello Stato presso la “sua” Banca Centrale, dove può rimanere in eterno. In sostanza, i deficit di bilancio possono essere finanziati direttamente dalla propria BC attraverso un processo denominato “monetizzazione del debito”.

Ovviamente, perché ciò possa avvenire, bisogna necessariamente superare due ostacoli estremamente penalizzanti: superare il vincolo dell’Euro con ritorno a una propria sovranità monetaria ed eliminazione dell’indipendenza delle Banca Centrale. L’uscita dall’Eurozona diventa una condizione quasi imprescindibile in quanto l’Euro non è la nostra moneta e non la possiamo controllare: non possiamo crearla né emetterla secondo le esigenze delle nostre finanze pubbliche. L’eliminazione dell’indipendenza della BC, inoltre, è indispensabile in quanto lo Stato, che ha il compito di intervenire sui cicli e le varie fasi economiche, ha bisogno di utilizzare i due strumenti fondamentali che sono appunto la politica monetaria e la politica fiscale. Senza la possibilità di coordinare le due azioni, lo Stato perde completamente la sua capacità di governare la propria economia e il relativo diritto di autodeterminazione; questo comporta una vera e propria sottomissione alle politiche economiche e fiscali di Bruxelles diventando, di fatto, niente di più che una sua colonia.

I devastanti effetti delle politiche liberiste della UE, palesemente in contrasto con il nostro modello costituzionale, si manifestano in modo preoccupante proprio nell’attuale periodo di profonda crisi dove il Governo Italiano si trova con le mani legate, impossibilitato nel poter attuare semplicissime politiche di sostegno per controbilanciare gli effetti inflazionistici dovuti agli shock esterni. Ricordiamo che uno Stato dotato di una propria valuta, non ha, potenzialmente, limiti finanziari. Nella situazione attuale, l’aumento dei costi dei prodotti petroliferi provoca un aumento dei prezzi di natura esogena; questo imporrebbe al governo di intervenire con detassazioni adeguate per ridurne gli effetti inflazionistici, ad esempio, riducendo le accise sui carburanti. Tale operazione implicherebbe un aumento del deficit di bilancio che avrebbe, però, come contropartita, un risparmio di pari importo del settore privato.

I due schemi riassumono il processo virtuoso e gli effetti positivi del deficit di bilancio dello Stato (Settore Pubblico) sui risparmi dei cittadini e imprese (Settore Privato). Questa operazione di finanziamento dell’economia da parte dello Stato, essendo noi all’interno dell’Eurozona, non ci è permesso, anzi, in conseguenza delle deliranti teorie europeiste, siamo costretti a un avanzo primario (lo Stato spende meno di quello che incassa dalle tasse) che riduce i risparmi del Settore Privato; una follia ingiustificabile. Questo è uno dei motivi principali della strutturale stagnazione dell’economia dei Paesi dell’Unione Europea che ci comporta una crescita inferiore a tutte le altre economie del mondo da almeno trent’anni.

Con questi limiti e vincoli di bilancio, cosa ci aspetta nei prossimi mesi, e se va male nei prossimi anni? Recessione, recessione perenne, ulteriore deindustrializzazione, aumento della disoccupazione e della povertà. A questo si aggiunge il grande pericolo di un aumento esponenziale delle nuove tecnologie, IA in primis, che, sotto la gestione dei grandi gruppi privati, il cui obiettivo è esclusivamente la massimizzazione dei profitti, creeranno ulteriori processi destabilizzanti con disoccupazione endemica e squilibri sociali sempre più marcati. In questo scenario distopico assisteremo, in ultimo, alla dissoluzione del potere degli Stati nella gestione della politica interna con conseguente crollo del welfare e di tutte quelle funzioni pubbliche indispensabili per salvaguardare la struttura democratica di un Paese.

Davanti a uno scenario apocalittico come quello che si sta delineando, corre l’obbligo di porre alcune osservazioni sulla natura del contesto geopolitico attuale: nulla di quello che accade ha una giustificazione oggettiva e logica. La Commissione Europea ci ha impedito di usufruire delle forniture energetiche a basso costo dalla Russia ritenendola responsabile della guerra in Ucraina. Chiaramente, i veri responsabili sono le potenze occidentali che hanno preparato l’Ucraina a questo conflitto dal 2014 provocando la prevedibile reazione russa. La “favola” dell’aggredito e dell’aggressore appare come un assurdo pretesto per interrompere dei rapporti di fondamentale importanza per le nostre economie. A completamento dell’autolesionismo della UE, concorrono le infinite sanzioni alla Russia che hanno procurato danni sensibili solo ed esclusivamente ai Paesi dell’Eurozona.

Per quanto riguarda la chiusura del Canale di Hormuz, con i suoi nefasti effetti a livello globale, siamo ancora tutti in attesa di capire per quale motivo l’Iran sia stato attaccato dagli USA. Il presidente Trump ha miseramente giustificato il suo intervento ritenendolo necessario per impedire al Paese degli Ayatollah la costruzione della bomba nucleare. La cosa sorprendente è che non solo gli Iraniani sono d’accordo, ma addirittura pare che sia stata emessa una fatwa dal regime di Teheran che ne impedisce la costruzione.

In conclusione, si sta delineando uno scenario mondiale governato da irrazionalità e interessi più o meno occulti che rendono il panorama economico alquanto complesso e vulnerabile alle gravi crisi che si stanno delineando nell’immediato. E’ indispensabile, in un contesto così caotico e imprevedibile, poter attuare, con la dovuta flessibilità, le contromisure idonee per arginare il possibile declino della nostra economia. L’Unione Europea non ci da nessuna possibilità per reagire in modo efficace alla crisi; dobbiamo sperare che il Governo Italiano ritrovi quel minimo di autonomia che le permetta di attuare le giuste iniziative per contrastare la deriva economica in corso; l’UE, abbiamo visto, non è all’altezza e rischia di portarci al fallimento.

Di Tiziano Tanari per ComeDonChisciotte.org

20.04.2026

Le opinioni espresse in questo articolo riflettono il pensiero dell’Autore ma non necessariamente la linea editoriale di ComeDonChisciotte.

Commenti (28)

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    1. uomospeciale 20 aprile 2026

      Conclusione:
      Siamo nella mErd@ e anche quella non basterà per tutti.
      intanto oggi è stato investito un camionista che partecipava a un blocco di protesta per il caro carburante, e già si comincia a parlare di razionamenti, di targhe alterne, di sospensione dei voli non necessari ecc ecc ecc.. ( Faranno le ferie a Rosolina Mare chi riesce ad arrivarci, tutti gli altri sdraio, balcone + crema solare)
      Si Comincia...
      il tutto in un paese dove più del 92% delle merci si muovono su gomma
      PS:
      Procuratevi una stufa a legna, un gruppo elettrogeno, o qualche pannello fotovoltaico finchè costano poco, perchè non si sa mai..

    2. ric 20 aprile 2026

      il vero problema a mio avviso non e' i camionista che sciopera. Il camionista sposta merci senza sapere cosa sono ,dove vanno ,ed il perche' devono scorrazzare su e giu' sempre per guadagnarsi il pane.

      questo valga per ogni genere di trasporto , a cominciare dal treno i cui vagoni che mediamente pesano circa 40 ton.. cadauno ..ed il costo energetico per smuoverlo e' a carico della comunita' intera. Aerei di linea in itaglia con 15 persone sopra non sono una novita' .Ovvio che al casello autostradale il gestore se ne frega di dove e perche' le macchine si incrociano su e giu' ..

      razionalizzare il sistema con piu' attenzione agli sprechi e' una soluzione impensabile in un sistema a capitalismo privato.

    3. maghi 20 aprile 2026

      lo spreco è la benzina del consumismo. Il consumismo è la benzina del capitalismo. Da questo si capisce che il capitalismo non può essere razionalizzato, perchè fa leva su forze interiori irrazionali, passionali e istintive, come l'avidità, l'invidia, la rabbia, la superbia. Non si può cambiare l'essere umano, si può solo decidere che posto deve avere o non avere nella propria vita.

    1. GioCo 20 aprile 2026

      Intanto dovremmo iniziare a capire di avere SEMPRE vissuto nell'economia della distruzione, della deprivazione, dell'impoverimento, della malattia e del massacro indiscriminato di massa, scientemente progettato da st'accidente di occidente (e dalla sua morale a doppio standard) a conduzione teocratica (artatamente atea) monoteista assoluta.
      L'obbiettivo esplicito di questa economia a qualsiasi livello è il caos (che occorre per giustificare l'ordine monoteista) e per ottenerlo (via consessi mafiosi) si corrompe qualcuno sottobanco mentre sotto i riflettori si consumano sorrisi e belle parole al fine di mantenere la maggioranza deprivata dall'ordine (anti-economico e disumano per logica). Si "garantiscono" i diritti ma solo del sistema (fatto di fanatismo messianico) affinché stia in piedi. Infatti poi c'è chi può fregarsene delle regole e chi no. Si ostenta un "ordine" che è quello che garantisce pochi (che tengono in piedi la giostra) a scapito di ogni buon senso (e governo saggio). In questo modo non sta bene nessuno, ma i corrotti si oppongono al contenimento della macchina del caos (da cui dipendono) e del privilegio che gli deriva.
      Il passo è quello verso una (inevitabile) tecnocrazia, sempre tiranna. Non durerà perché massimamente inefficiente, ma prima deve rompere questa teocrazia assoluta totalitaria mascherata da democrazia che non è solo inefficiente ma proprio dipendente dal caos.

    2. Tiziano Tanari 22 aprile 2026

      Condivido tutto, ma dobbiamo fare presto, la tecnocrazia a mezzi tecnologici potentissimi con i quali, fra non molto, potranno ingabbiarci. Abbiamo poco tempo.

    1. maghi 20 aprile 2026

      e riborda con questi discorsi economisti, come se il problema fosse solo monetario. Il problema non è monetario, è fisico: pensare che lo sviluppo possa essere infinito su un pianeta finito, è da pazzi o da economisti. Se vogliamo continuare a illudere o nascondere la realtà dietro una cortina fumogena di discorsi scollegandoli dalle realtà fisiche, facciamolo pure, perchè, come diceva un mio amico 50 anni fa, che, se non ci fosse l'illusione, ci si potrebbe anche ammazzare e io non voglio che la gente si ammazzi, anche se fare dell'illusione un'ancora di salvezza, significa scavarsi la fossa. Quindi illudiamoci pure che la malasanità sia un diritto, che la burocrazia asfissiante sia per il nostro bene e che dx e sx ci siano per mantenerci il welfare e il benessere. Quindi continuate a scervellarvi sulle solite cavolate.

    2. Tiziano Tanari 21 aprile 2026

      Noi ci stiamo scervellando proprio per risolvere questi problemi….e non ci vorrebbe molto a capire. Il problema è riuscire ad arrivare a una sovranità che non deve necessariamente essere solo monetaria, ma politica, culturale ecc. nessuna persona di buonsenso è per una crescita senza limiti. Per un’economia del benessere e della sostenibilità bisogna attuare una politica opposta a quella liberista dove uno stato veramente democratico ponga le regole giuste. Parlo di Stato/Nazione perché solo in questo contesto si può applicare la vera democrazia. Altro motivo per uscire dalla UE, un sovrastato che non svolge le funzioni di uno Stato e le leggi che impone sono tutte di stampo liberista, il cancro che rovina il mondo.

    3. maghi 21 aprile 2026

      è da quando sono piccino, che sento dire che colle leggi si risolvono i problemi di uno stato, ma a me è sembrato che vengano usate più che altro per mettere male i cittadini. Non penso che il problema sia politico ed economico, ma piuttosto sociale, morale e fisico. Comunque grazie per la spiegazione e auguri. Lo dissi pure nel '68 ai compagni, che erano tutti infervoriti e sicuri, che il movimento avrebbe portato tante soluzioni e invece ha solo aumentato i problemi. Feci la scelta giusta e ora dopo quasi 60 anni mi sono reso conto che non si può cambiare il cervello alle persone, ma solo decidere se devono essere o no parte della tua vita. Le passioni annebbiano il raziocinio e la prudenza è la virtù principale. Dubito ergo sum. Mio adattamento dal famoso aforisma cartesiano, su consiglio di mio nonno, che mi invitava a prendere la vita con filosofia.

    4. Tiziano Tanari 22 aprile 2026

      D'accordo su tutto: L'unico elemento discriminante che può cambiare le cose, è una presa di consapevolezza generalizzata del Popolo che sappia fare la giusta pressione sulla politica. Infatti vediamo da come usano i media per tenerci nell'ignoranza e in continua contrapposizioone gli uni con gli altri. Ci vogliono divisi, sanno che se capiamo come devono andare le cose, per loro (chi detiene il potere) è finita. Noi saimo milioni e loro poche migliaia!!

    5. maghi 22 aprile 2026

      divide et impera e panem et circenses hanno sempre funzionato. Oggi usano pure le rivoluzioni colorate per raggiungere i loro scopi. In fondo è abbastanza facile. Basta mettere insieme qualche migliaio di manifestanti violenti, farne arrivare da fuori qualche altro migliaio, minacciare o eliminare le persone che si oppongono e se trovano terreno fertile hanno pure successo. Poi colla scusa della democrazia, la nazione diventa proxy dei loro interessi. In tante gli è andata di lusso, in altre no, per fortuna. Come vedi bastano poche migliaia di banditi prezzolati per avere ragione di mln di cittadini onesti.

    6. ric 22 aprile 2026

      Verissimo . Esattamente come il CD ed il CS , entrambi sul libro paga dello lo stesso manovratore , creano la bagarre per evitare che i popolino si ravveda e scopra dalla truffa centenaria...Nessuno mi toglie dalla testa che Milan ed Inter , Roma o Lazio abbiano lo stesso azionista...

    1. clausneghe 20 aprile 2026

      Stiamo parlando di un cadavere che cammina, la UE, una Subaru baracca macilenta guidata da femmine isteriche e vendicative, destinata a ribaltarsi nel fosso dove si sta dirigendo fuori controllo a tutta velocità.
      L'unica sarebbe saltare fuori dalla portiera prima dell'impatto, ma prima bisogna sganciarsi dalla cintura di sicurezza..
      Fuor di metafora, bisogna uscire dalla UE senza se e senza ma, se vogliamo salvarci.

    2. maghi 20 aprile 2026

      ieri è venuto a casa mia un impiantitore e invece di parlare del lavoro da fare in modo professionale, si è messo a fare battutine e poi a dire che lui è non è meloniano e che anzi ammarebbe tutti i fascisti. L'ho congedato senza dargli il lavoro. Ma certi comunisti il cervello se lo sono messi lì sotto?
      La politica è una cosa seria e l'odio non può farne parte.

    3. omega 20 aprile 2026

      Dovremmo uscire anche dalla Nato e dall'Onu.

    1. Dario Lampa 20 aprile 2026

      Stiamo sempre a discutere inutilmente sulle stesse cose: Il guaio, anzi la genesi di tutti i drammatici guai che attanagliano il Pianeta, è uno sola: il liberal-capitalismo! Un sistema improponibile e insostenibile sotto tutti i punti di vista e, purtroppo, "anelato" dai paesi in via di sviluppo. Un sistema economico che presuppone profitti, consumi (e guerre) che aumentano all' infinito in un sistema finito è scientificamente e tragicamente destinato a crollare trascinando nella rovina l'intera umanità. In verità adottando un "armonioso" sistema socio-economico che preservi la sua biorinnovabilitá il "Pianeta Vivente" potrebbe alimentare e perpetuare la Vita su di esso teoricamente all' infinito.
      Speriamo solo di non aver già superato il punto di non ritorno verso il baratro.

    2. ric 20 aprile 2026

      superato da un bel pezzo ... terza guerra al orizzonte ,, già pronte le omelie con tanto di fanfare e presidenti con fasce tricolori che alla fine starnazzeranno MAI PIU' GUERRE !,,così si potrà ricominciare

    1. absitiniuriaverbis 20 aprile 2026

      Parafrasando Shakespeare: tante parole per nulla.
      Leggendo la cosiddetta conclusione, sento un parlare politico che approda a nulla considerando la dovizia di : con la dovuta flessibilità, le contromisure idonee ... il possibile declino della nostra economia...le giuste inziative...

      Much ado about nothing!

    2. Tiziano Tanari 20 aprile 2026

      Sto cercando di capire il senso del tuo commento, che non mi pare di aver compreso. Con questo breve articolo ho cercato di spiegare il meccanismo che ci sta mantenendo in una continua recessione e, se non cambieremo indirizzo, sarà sempre peggio, sarà una catastrofe. E' un articolo di denuncia, nei confronti dell'UE, spiegato tecnicamente; dove non sono stato chiaro?

    3. ric 20 aprile 2026

      manca solo piu' un congruo prestito dell' unione europea , che stampa cartaccia ma da restituire come oro colato.

      Allora si che ripartirebbe l' economia a gonfie vele . Basterebbe mettere fuori legge i tetti delle case con le tegole rosse , le vetture che hanno superato i 5 anni , le biciclette a pedali senza cinture di sicurezza ....
      Prossimamente..
      -------------------------------

      https://www.lavocedimaruggio.it/wp/wp-content/uploads/2015/01/politici-dormono.jpg

      stanno lavorando per noi

    4. absitiniuriaverbis 20 aprile 2026

      Ritengo che la tua conclusione non entri nel merito delle azioni e modalita' specifiche suggeritbili per venire a capo della "probabile"situazione.
      Immagino tu non sia grado (competenze specifiche) di individuarle e quindi il tuo articolo mi ricorda la conclusione citata. Ritengo di aver chiarito; se non ci fossi riuscito riprovero'. Grazie della tua considerazione.

    5. absitiniuriaverbis 20 aprile 2026

      Considera che se dormissero sempre farebbero meno danno! Purtroppo si svegliano di soprassalto di tanto in tanto...e si domandano dovr si trrovino ed a fare che cosa!

    6. ric 20 aprile 2026

      non hai spiegato il meccanismo economico che deve sempre tenere il popolino sotto il giogo ben architettato .l' aumento eventuale degli stipendi non corrisponde mai al aumento dei prezzi. questo serve esclusivamente a rendere svalutato il denaro in mano al popolino detentore della piu' grande massa di denaro , quindi costretto sempre a seguire la carota come un asino senza mai raggiungerla .E sara' sempre lui a tirare il carretto...

    7. Tiziano Tanari 21 aprile 2026

      Cerco di evidenziare il concetto essenziale per contrastare questa crisi: bisogna sforare il 3% di deficit per iniettare nel circuito economico nuova liquidità che serva a compensare gli aumenti dei prodotti petroliferi impedendo un processo inflattivo di natura esogena che avrebbe una ricaduta generalizzata anche sui prezzi delle merci e dei prodotti alimentari. Per fare questo ci sono due modi: mettersi in contrapposizione alla UE e sforare il limite del 3% o emettere “certificati di crediti fiscali cedibili” che risolverebbe il problema delle risorse finanziarie necessarie; questa è un’operazione che rispetta i vincoli MONEYARI di Bruxelles. È ovvio che, per entrambe le soluzioni ci vuole un governo “con le palle”. Sono io che ringrazio molto per l’attenzione. Trovo che un sano e rispetto confronto sia la scelta migliore per arrivare alla verità.

    8. Tiziano Tanari 21 aprile 2026

      Questo è il risultato della moneta unica. Per compensare gli squilibri delle diverse economie nazionali, non potendo svalutare la moneta, dobbiamo svalutare i salari. Questo è uno dei motivi più gravi per cui dobbiamo uscire dall’euro, tutti, come ho scritto nell’articolo.

    9. absitiniuriaverbis 22 aprile 2026

      Questa affermazione inerente il superamento del 3% tocca un tema di politica economica: l'uso del deficit pubblico come strumento di stabilizzazione congiunturale.
      Non è mia materia ma mi sembra di aver capito quanto segue.

      Ci sono argomenti a favore (keynesiani):· Un aumento dei prezzi petroliferi agisce come una tassa indiretta: riduce il potere d'acquisto di famiglie e imprese. Senza interventi, si rischia una caduta della domanda aggregata e stagnazione.· Sforare il 3% di deficit (ad esempio con tagli di accise o bonus) può rimettere liquidità nel circuito economico, compensando la perdita di reddito reale. In ottica keynesiana, in una fase di shock esterno, il deficit è giustificabile per sostenere la domanda.

      Critiche e problemi:· Se la liquidità immessa è solo monetaria (es. trasferimenti una tantum), senza aumentare l’offerta di beni energetici, si rischia di alimentare inflazione già presente, creando una spirale prezzi-salari.
      · La regola europea del 3% è un parametro pensato per la sostenibilità di lungo periodo. Sforamenti frequenti, se non seguiti da rientri strutturali, erodono la fiducia dei mercati e aumentano il costo del debito.
      · La compensazione degli aumenti petroliferi con deficit non risolve la causa (dipendenza da import energetici) e può ritardare la transizione verso fonti rinnovabili o l’efficienza energetica.

      In conclusione: L’idea ha senso come misura temporanea e mirata in presenza di uno shock esterno grave e improvviso, ma non come politica strutturale. Meglio accompagnarla con riforme dal lato dell’offerta (riduzione della dipendenza dal petrolio) per evitare di dover “sforare” il 3% ogni volta che i prezzi energetici salgono.

      Una osservazione a latere: Leggo che la quota di petrolio da parte Italiana via Hormuz vale il 10% del totale importato. Se fosse confermato, perche' l'impatto dovrebbe essere disastroso?

    10. ric 22 aprile 2026

      prima usciamo dall' Europa...

    11. Tiziano Tanari 22 aprile 2026

      Osservazioni interessanti che mi permettono di chiarire alcuni punti:
      1-Riducendo le accise, e mantenere i prezzi stabili, non aumenta la domanda, la mantiene stabile in quanto non riduce il potere di acquisto dei cittadini ma neanche l'aumenta.
      2-L'immissione di moneta, se aumenta la domanda, deve permettere di aumentare anche l'offerta.(aumento di produzione) solamente se quella esistente non è sufficiente.
      3-Lo sforamento del 3% non deve essere strutturale ma solo in casi di economia in recessione in cui l'offerta è maggiore della domanda.
      4-Tentativo inutile di motivare l'austerità con la sostenibilità ambientale; quella deve essere scontata, perseguita come regola aurea. E' come che ci imponessero degli stipendi più bassi così la gente mangia di meno e consuma di meno il pianeta.
      5-Il problema dell'approvvigionamento è una questione a parte: E' chiaro che non ha senso ridurre il prezzo di prodotti petroliferi quando non se ne riescono a importare quantità sufficienti.
      6-L'impatto può diventare disastroso se i rapporti geopolitici non migliorano in quanto, oltre alla diminuzione di approvvigionamenti, di cui un 10% costituirebbe comunque un grande problema, avremmo l'esplosione della speculazione finanziaria che farebbe aumentare i prezzi a livelli esponenziali.
      Considerazione personale: essendo in balia di pazzi criminali, penso che dovremmo preoccuparci.

    12. absitiniuriaverbis 22 aprile 2026

      Come ti ho anticipato, in materia non sono ferrato. Cerchero' quindi di approfondire i tuoi chiarimenti.

      I pazzi criminali: quando un clown entra a corte, non diventa re. E' la corte che diventa un circo.
      E, in fine della fiera, e' chi paga il bigietto che sostiene lo spettacolo.

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