E se la Disney sbaglia tutto

E se la Disney sbaglia tutto

Di Katia Migliore per ComeDonChisciotte.org

Il remake de La Sirenetta disneyana sembra sia al di sotto delle aspettative. Dopo i primi giorni ha guadagnato 165 milioni di dollari in tutto il mondo, dei quali 118 milioni in USA e Canada, mentre in Europa e soprattutto in Asia gli incassi restano molto al di sotto delle attese, con un tonfo clamoroso in Cina: meno di 3 milioni di dollari.

Insomma, il risultato finale è un passivo che potrebbe costare caro alla Disney: con un budget di spesa di 250 milioni, dovrebbe incassarne almeno 750-800 per poter dare un senso a tutta l’operazione, cosa che però ormai appare improbabile.

Il film era partito con parecchie recensioni contrastanti, tanto è vero che qualcuno ipotizza che ci sia stato una sorta di complotto ai danni del film che potrebbe aver influito sulle prestazioni deludenti del botteghino, ma i live action sono abitualmente soggetti da tempo a critiche piuttosto significative.

In generale possiamo però dire che i remake dei classici Disney non stanno funzionando particolarmente bene, non riuscendo infatti a replicare il medesimo successo dei cartoni animati e ad appassionare il pubblico.

In poche parole, i live action non reggono il paragone con gli originali. I motivi possono essere di vario tipo, ma alcuni sono determinanti.

Gli adattamenti di sceneggiatura imposti dal politicamente corretto, per esempio, che pare finiscano per irritare più di qualche potenziale spettatore. Le canzoni, la sceneggiatura e la caratterizzazione dei personaggi vengono cambiati, spesso anche in direzione eccessivamente educativa-moralizzatrice. Alcuni personaggi vengono modificati nella loro natura, specie i “cattivi”, che da odiosi spregevoli sono diventati spesso e volentieri degli sfortunati soli e incompresi con un’infanzia difficile.

Insomma, il cattivo per il gusto di esserlo e quindi come tale degno del disprezzo del piccolo spettatore pare che non esista più.

Quale sia la finalità di questa operazione, cioè “diamo una seconda possibilità” al personaggio negativo, francamente sfugge. Il risultato finale è che i bambini vengono privati della dicotomia protagonista-antagonista, e vengono catapultati in un mondo di persone soggette a vari gradi di bontà. Un totale stravolgimento della storia colpisce anche gli adulti che non riconoscono le favole della loro infanzia.

Vogliamo ricordare, a questo proposito, che attraverso l’identificazione con i protagonisti buoni e positivi, i bambini sperimentano fiducia e speranza, nella prospettiva rassicurante del lieto fine.

“Le favole non insegnano ai bambini che i draghi esistono, loro lo sanno già che esistono. Le favole insegnano ai bambini che i draghi si possono sconfiggere.”

Gilbert Keith Chesterton, scrittore e giornalista britannico.

‍La narrazione avviene fuori dal tempo, in un luogo incantato, e questo crea una distanza protettiva. Questa è la principale motivazione del successo del cartone animato classico, mentre i live action si muovono in ambienti dove soprattutto gli animali protagonisti sono davvero estremamente realistici ed è difficile che si realizzi una concreta empatia nei loro confronti. Non ci si affeziona a un granchio che sembra uscito dalla pescheria sotto casa.

Come se non bastasse, il mondo fantastico che anima le fantasie dei bambini, caratterizzato dall’esplosione dei colori negli ambienti, nei live action viene tradito spesso da una fotografia scura, neutra, frutto di una visione “adulta” e priva di magia.

Ci si dimentica, in sostanza, che questi film dovrebbero essere per i bambini.

E qui veniamo al punto finale e fondamentale. La volontà ossessiva di inclusione nei film Disney di personaggi che rappresentino le “minoranze” ha evidentemente stufato. Non lo diciamo noi, lo sta confermando il dato del botteghino, soprattutto quello internazionale, come già citato.

I personaggi cattivi restano indiscutibilmente bianchi il più delle volte, mentre i protagonisti sono diversi rispetto alla fiaba originaria, il tutto in nome della politicizzazione del racconto che, lo vogliamo ricordare nuovamente, è (o dovrebbe) essere rivolto a un pubblico infantile.

La Disney si nuove in un terreno culturale statunitense che dà ampio spazio all’ideologia woke.

Ma al di fuori di quei confini, il mondo si muove diversamente, e alcune problematiche interraziali non vengono sentite allo stesso modo. Insomma, la necessità di una sirenetta non esattamente danese non è una priorità sentita a livello globale, e in effetti pare che poco importi ai bambini, e semmai rappresenta il tradimento della fisionomia della protagonista del cartone animato del 1989 che ha irritato molti genitori che di quel film avevano il ricordo infantile.

Tutto questo comporta la progressiva perdita di credibilità internazionale della Disney, che sembra essere mossa da una volontà al limite dell’autolesionismo nell’appiattimento ossessivo ai temi tipici propaganda woke targata USA, blackwashing compreso.

Ci pare che sia ora di cambiare strada, prima che sia troppo tardi. A meno che non lo sia già: Biancaneve e i sette nani, in uscita nel 2024, è decisamente l’ultima chance per la compagnia fondata nel 1928 da Walt Disney per riacquistare la fiducia di milioni di spettatori in tutto il mondo che desiderano solo vedere al cinema fiabe e racconti per bambini.

Di Katia Migliore per ComeDonChisciotte.org

04.06.2023

Commenti (38)

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Mostra commenti 38 caricati
    1. Cangrande1965 4 giugno 2023

      Continua a sbagliare chi crede che le multinazionali freghi a qualcosa di perdere soldi con queste pagliacciate.
      Lo sanno benissimo di perderli.

      Come la birra Budweiser, che negli USA ha avuto un tonfo di vendite dopo una pubblicità fatta da un travestito/invertito.
      Lo sapevano benissimo.

      O come la pubblicità qui in itaGlia. Avete notato che stanno inserenddo negri a sproposito ?
      Come negli spot delle Mercedes. Rasentano il ridicolo e nel subconscio, alcuni dei potenziali acquirenti, tenderanno a scegliere un altro prodotto. Ma lo sanno benissimo.

      L'ultima a resistere era stata la Ferrero, avevo notato. Ma hanno ceduto inserendo non negri-negri, ma mulatti o comunque negretti con lineamenti bianchi. Questo è, se si vuole, un razzismo ancora peggio di quello che si vorrebbe combattere (che in itaGlia, poi, non è mai esistito. Semmai è sempre esistito un "razzismo" interno, tra le diverse regioni).

      Gli alti dirigenti delle multinazionali e delle grandi agenzie pubblicitarie o fanno parte della nota "etnia" o seguono le direttive delle logge massoniche di cui fanno parte.
      I soldi, proprio non c'entrano niente.
      Eseguono gli ordini a pena di conseguenze ben peggiori.

    2. Divoll 7 giugno 2023

      Devi sapere che la stragrande maggioranza degli spot viene realizzata attraverso grandi agenzie pubblicitarie (vere e proprie multinazionali loro stesse) come Saatchi & Saatchi, McCan Erickson alias McCan Worldgroup, Grey Worldwide, etc., le quali non sono italiane, anche se hanno agenzie in Italia (e ovunque), ma le cui politiche sottostanno a quelle della casa madre inglese o americana. Per di piu', molti spot sono solo adattamenti, cioe' girati in UK o USA e adattati al mercato italiano doppiando la lingua e traducendoi titoli. Ecco come si spiegano certe scelte di casting.

      Un agente che rappresenta attori a Londra e che conosco mi ha detto l'anno scorso che ormai non prende piu' nuovi clienti attori inglesi/europei bianchi perche' c'e' scarsa richiesta. Solo afro e mediorientali. Fa tutto parte del piu' ampio progetto di distruzione dell'identita' europea e degli stessi europei.

    1. Tipheus 4 giugno 2023

      Ma quale cambiare direzione? La Disney ha dichiarato che i prossimi personaggi saranno TUTTI Lgbt+etc. Ormai vanno verso il baratro. Faranno un tonfo straordinario, e a questo punto senza rimpianti. WD originale, quello di Zorro e di Mary Poppins (per restare sui film), non merita tutto questo scempio.
      Io l'ultimo film che ho visto, ormai anni fa, quando ancora avevo qualche figlio in età di ... è stato anche quello in cui mi accorsi per primo, in famiglia, della distorsione in atto. Aladin.... Un inno al femminismo aggressivo di una Jasmine che ormai è pronta per governare il paese (come le squinzie cui siamo abituati nella realtà, ma allora era ancora poco chiaro) al posto del vecchio padre un po' rinco...
      Una donna-sultano in ambiente islamico medioevale, anche se senza tempo, mi irritò non poco: mia moglie e la sorella grande mi dissero che ero esagerato, che vedevo fantasmi dappertutto. Ad ogni buon conto mi rifiutai di vedere i capolavori successivi.
      Il seguito mi ha dato ragione; avrei preferito sbagliarmi.

    2. Jimbo 4 giugno 2023

      Forse hai risposto ai miei dubbi: vogliono il great reset anche dei cartoon.
      Non gli interessa piú il successo.

    3. Divoll 7 giugno 2023

      Ma se poi nessuno va a guardare questi film, continuare a insistere sembra un'occupazione alquanto masochista, oltre che dispendiosa.

    1. Divoll 4 giugno 2023

      L'ultimo cartone animato davvero bello e divertente, oltre che ben fatto e "normale", e' stato Ice Age 1. Da allora, solo un profluvio di propaganda e ammiccamenti al politicamente corretto, al mondo lgbtqywvtz e roba woke. Lo credo bene che oggi la Disney sia sull'orlo del fallimento. E giustamente.

    2. Jimbo 4 giugno 2023

      Ci hanno provato, diciamo cosí, e gli é andata male.
      O lo sapevano e l'obiettivo non era vincere?
      Il dubbio mi resta.

    3. Divoll 6 giugno 2023

      Certo, l'obiettivo era perdere milioni di dollari. Come con la birra Bud Light e la catena di abbigliamento per bambini Target, che in poche settimane hanno perso paccate di soldi e di consumatori. Ma il segreto di tale spirito suicida sta nel fatto che hanno Vanguard e BlackRock tra i loro maggiori azionisti e ne devono seguire i comandamenti. E fallire. Questo, perche' noi acquirenti (brutta parola consumatori) abbiamo piu' potere di quanto pensiamo.

    1. Divoll 4 giugno 2023

      “Le favole non insegnano ai bambini che i draghi esistono, loro lo sanno già che esistono. Le favole insegnano ai bambini che i draghi si possono sconfiggere.”
      Gilbert Keith Chesterton

      Splendida enunciazione di uno splendido scrittore

    1. Martin 4 giugno 2023

      Prosit a CDC e a Katia Migliore, solleva un tema fondamentale per il condizionamento collettivo, altro che discussioni sui "massimi sistemi" , effettivamente riservate alla minoranza che ha una rilevante formazione filosofica e politica....

      Quanti hanno riflettuto, per esempio, sul significato e sugli effetti del dominio del Signore degli Anelli di Tolkien? Ancora mi stupisco per come le destre europee siano cadute in tale trappola ideologica Anglo Sassone... la regressione infantile del Bene assoluto contro il Male assoluto, in versione fantasy-medievale..

      Di cosa prende il posto, a ben pensarci, l'Impero del Bene del Signore degli Anelli ed il ruolo fondamentale giocato dagli Hobbits, chiaramente concepiti come buoni, semplici e pacifici Inglesi di campagna "costretti" a reagire? Ottima maniera per cercare di dissolvere l'imperialismo britannico.....
      Per non parlare della rivalutazione della "cultura" druidica...ma pazienza se la storia dice che erano dei macellai dediti a continui sacrifici umani e torture inimmaginabili per soddisfare i loro dei e spiriti..

      Prende il posto, nell'immaginario collettivo, dell'epopea civilizzatrice dell' Impero Romano, ovviamente, e che altrettanto ovviamente, anche in una ottica positiva, non puo' essere presentata in modo tanto manicheo ed unilaterale, del Bene contro il Male. E' l'epopea che a distanza di 1500 anni ancora non va giu' agli Anglo Sassoni ed ai Nordici, specie ai Britannici, per chi li conosce......nei libri di storia britannici, alla dominazione romana di 400 anni vengono dedicate solo alcune pagine... e soprattutto "non avrebbe lasciato traccia nella popolazione"...ehh, come no, infatti il 60% del vocabolario inglese e' di derivazione latina.. chissa' perche' in tedesco e tutte le altre lingue nordiche tale percentuale e' minima.....

    2. Divoll 4 giugno 2023

      Non ho mai sentito di druidi dediti a sacrifici cruenti. I druidi della tradizione celtica, come dice l'etimologia della parola, erano "immersi nella conoscenza", quindi il sapere, lo studio della natura e la preservazione della scrittura e delle cose sagge erano il loro campo.

    3. Martin 5 giugno 2023

      Devi documentarti sulle prove archeologiche inoppugnabili di continui sacrifici umani di massa e sulle molteplici fonti storiche romane, altrettanto concordanti. I Romani NON hanno attribuito a tutti i nemici tali pratiche, e cmq le risultanze archeologiche e scientifiche hanno dato piene conferma. Non erano quelli di Asterix

    4. Divoll 6 giugno 2023

      Se esistono prove archeologiche, addirittura inoppugnabili (sarebbe un caso raro in archeologia), potresti per favore darmi un link, un titolo di libro, qualcosa in cui possa leggere di queste prove? Grazie

    5. Martin 7 giugno 2023

      Puoi digitare "druids sacrifices archeological evidences" , et similia, su Google in inglese, escono vari articoli. Ma sopratutto non afferro su quali basi liquidare le dettagliate e concordanti descrizioni da horror di vari storici romani (Giulio Cesare, Plinio il Vecchio, Tacito, Dione Cassio) che hanno attribuito tali costanti pratiche (sacrifici umani con torture orribili ed ininterrotte per giorni o settimane, anche di massa) solo ai druidi britannici e non a tante altre popolazioni nemiche, per esempio i Germani. Non per nulla i Romani distrussero due volte con due spedizioni ad hoc l'isola di Mon (Galles), l'attuale Anglesey, la capitale del druidismo, distruggendo tutti gli "altari" e perfino segando o bruciando gli "alberi sacri". Per non parlare della descrizione del massacro da parte della regina britannica Boudicca di circa 70.000 romano-britannici di Londra, da loro distrutta con un incendio registrato dalle rimanenze archeologiche. I dettagli delle uccisioni con torture di 70.000 persone sono descritti, e sono francamente da incubo, sia a Londra che nelle altre citta' romano britanniche distrutte dai Britanni nella loro ribellione.

    1. Martin 4 giugno 2023

      Ma perche', il Pinocchio antifascista di Benicio del Toro? E' solo questione di tempo per Mickey Mouse e Donald Duck in versione Lgbt... al massimo qualche anno....e tutti zitti, mi raccomando, non sarete mica bianchi, eterosessuali e....fascisti? Non per nulla in Italia abbiamo la Schlein....
      Per fortuna il Wild Coyote ancora resiste....

    2. luciolandi 4 giugno 2023

      Io sono bianco (lo gridavo poche settimane fa in faccia al capotreno donna Trenitalia ancora con la pezza da culo in faccia, perché non aveva fatto la multa a una scimmia negra), etero, fascista, guido diesel, mangio carne, e non faccio la fila per le siringhe. Dici che sbaglio?

    1. Jimbo 4 giugno 2023

      Ho apprezzato i cartoni Disney da adulto perchè un tempo in RAI davano sempre gli stessi due.
      Con i figli piccoli ne vidi a bizzeffe e più e più volte, tutti almeno belli, alcuni capolavori.
      Il mix musiche, personaggi, storie, disegno, colori era perfetto.
      Ogni film aveva almeno un paio di scene mitiche che i figli ricordano adessow quinduci anni dopo.
      Poi vi fu il periodo del cambio di passo con tutte quelle tecniche a disposizione di cui non ricordo i nomi.
      Ne vennero fuori alcuni film sensazionali, ma non solo Disney.
      Finita quella breve stagione Disney preferì cambiare direzione, la solita, woke, LGBT, i personaggi colorati. Ma anche le musiche erano asettiche, come del resto la musica popolare attuale.
      Il nulla.
      Mi dispiace per i bambini attuali più che essere felice per il fallimento dei wokisti (lo sono, e molto).
      Sembra che stiano attuando un great reset anche in questo campo, sono disposti a perderci pur di tirar giù tutto.
      È successo anche con i film Marvel, dopo il periodo d'oro adesso hanno deciso di puntare sulle ciofeche pur di includere le minoranze.

    2. LuxIgnis 4 giugno 2023

      Quando muore la creatività (di questo si tratta) allora si ricorre al sensazionalismo (effetti speciali, personaggi rifatti, e anche il woke che dici tu).
      Ma non c'entra niente il "woke" o come si chiama. Quello non ha importanza. Che il personaggio sia nero, bianco o a pallini non cambia nulla. L'importante è che sia un personaggio. Che ci sia una storia.
      Il fatto è che la creatività e l'arte nel mondo occidentale è decaduta in tutti i campi mica solo nella Disney. Cinema, musica, pittura, scultura, teatro. Non esiste niente di paragonabile a quello di qualche decennio fa. Niente.
      Comunque la Disney ha sempre alterato le fiabe che racconta. Se uno si prende la briga di andarsi a leggere gli originali, si accorge che le favole sono state molto addomesticate. Erano molto più crude e anche "violente" di quello che la Disney ha proposto. Ma per lo meno allora erano fatte bene e avevano presa.
      Il problema è che l'arte è finzione, non deve raccontare la realtà. Molte cose che si vedono in un film sono totalmente irreali. Non possono accadere nella realtà. Esempio, il cattivo da cartone animato che fa del male per il gusto del male, nella realtà delle cose non esiste o è molto ma molto raro. Ma come simbolo è perfetto.
      I film utilizzando cose irreali comunque raccontano una verità profonda. Per questo piacciono. Se raccontassero la realtà, sarebbero noiosi e non stuzzicherebbero nulla nell'animo.
      È una bella contraddizione se ci pensi. Una menzogna che racconta una verità.

    3. Jimbo 4 giugno 2023

      Sono d'accordo sulla creativitá smarrita anche in altri campi forse dovuta all'improvviso boom avuto nel dopoguerra ma secondo me la spinta propulsiva per imporre il pensiero unico ha fatto il resto.
      Te lo scrivo chiaro: odio il pensiero unico che sia green o altro.
      E odio chi lo impone.

    4. LuxIgnis 4 giugno 2023

      Il pensiero unico uccide la creatività. E questo in tutti i campi. Lo vediamo anche nella scienza.
      Finché c'è stata libertà (fine '800, inizi '900) ci sono state idee meravigliose. Poi, il nulla.
      L'acqua ha bisogno di scorrere, se non lo fa diventa melma.

    5. luciolandi 4 giugno 2023

      Non mi dire però che hai fatto la fila per le siringhe con la carta da culo in faccia.

    6. Divoll 4 giugno 2023

      E a cosa pensi sia dovuto il decadimento, se non alla dottrina woke? Quando devi creare un racconto (che sia letterario o per lo schermo e' lo stesso) e devi tenere conto di tutti i dettami PC, la liberta' creativa va a farsi benedire. E le idee pure.

    7. Tipheus 4 giugno 2023

      Gli ultimi film nel segno di una gloriosa tradizione (esperienza di padre) furono Coco e gli Incredibili. Americani, sì, specie l'ultimo, nel senso non sempre gradito. Ma devo dire ancora in linea con valori umani. Poi sono diventati inguardabili.

    8. LuxIgnis 4 giugno 2023

      Guarda che il decadimento era ben presente molto prima che di dottrina "woke" si sapesse minimamente cosa fosse.

    9. Jimbo 4 giugno 2023

      Lo penso anch'io per altre arti ma per i Disney e i Marvel e le serie TV in genere.. forse il wokismo ci ha spinto un bel pó.

    10. Jimbo 4 giugno 2023

      Ma com'era Edna la costumista con la vice di Amanda Lear?
      Capolavoro.

    11. Fedeledellacroce 4 giugno 2023

      Bah!
      Giá tanti anni fa, con Madagascar, hanno toccato il fondo: Il leone ballerino, la giraffa gay innamorata dell'ippopotamo, i lemuri trans........
      Da mo' che stanno subliminalmente proponendo froci e travestiti......

    12. LuxIgnis 4 giugno 2023

      La Disney ha sempre seguito un certo politically correct.
      Come ho detto i suoi adattamenti di certe favole sono sempre state di un certo tipo.
      Sulle serie TV, visto che ne ho viste parecchie, invece dissento.
      Ce ne sono come non ce ne sono.
      Poi se prendiamo serie italiane per fare un esempio, come distretto di polizia, a un passo dal cielo, anche prima di tutta sta storia del woke e simili ce ne avevano di banalità dentro!
      Ci sono serie TV "nazional popolari" che sono così. Se si basa il giudizio solo su queste allora non può essere che pessimo per moltissimi motivi non solo per il "woke".
      Ma ne esistono tante altre e anche se hanno elementi in cui ci si potrebbe vedere un certo "woke" sono comunque ottime serie.
      Faccio un esempio. Euphoria è una bella serie, a me è piaciuta. Una delle protagoniste è una trans (vera). Ma è un elemento che non stona per niente, e nemmeno principale. È solo un personaggio, tra l'altro anche interessante al di là della sua natura.

      Io credo che qui si faccia a volte confusione tra la causa e l'effetto. Il "woke" non è una causa della decadenza.

    13. BrunoWald 4 giugno 2023

      Concordo su tutto, meno sul fatto che certe cose c'entrano eccome. Se in una serie di Netflix attori africani interpretano dei vichinghi, o delle nobildonne del Settecento, lo squallido giochino dei "commissari politici" diventa fin troppo palese, e non ha nulla a che vedere con la finzione artistica.

      A scanso di equivoci, ti dirò che sto dalla parte degli zulu quando accoppano gli inglesi, o dei nativi americani quando riuscirono a fare lo stesso con le giacche blu. Infatti, erano a casa loro.

      La morte della creatività è uno dei segnali più eloquenti del fatto che stiamo arrivando al capolinea, su questo non c'è nessun dubbio. Ma in tutta questa ossessione di rendere negri i bianchi e viceversa, maschie le donne, checche gli uomini, buoni i cattivi ecc, c'è chiarissimamente il disegno di menti che non so se definire perverse o sconvolte.

    14. LuxIgnis 4 giugno 2023

      Guarda io non mi scandalizzo per niente e non ci vedo niente di particolare, se non un cattivo gusto. Veramente cattivo gusto oltre che insensato.
      Ora, per dire, la maggior parte dei film western la parte degli indiani fino a poco tempo fa era interpretata da bianchi. Ridicoli bianchi.
      E questo è continuato a lungo.
      Come vedi queste aberrazioni nel cinema sono sempre avvenute.

    15. Divoll 6 giugno 2023

      Certe volte cause ed effetti si compenetrano, rinfocolandosi a vicenda.

    16. Divoll 7 giugno 2023

      La dottrina woke e' piu' vecchia di quanto pensi e deriva dal politically correct. Decidere se ci sia stata prima la decadenza e poi il wokeinsmo o viceversa e' un po' come decidere se sia nato prima l'uovo o la gallina. Forse le due cose vanno in parallelo o diventano manifeste a scoppio ritardato.

    17. LuxIgnis 7 giugno 2023

      Si certo visto che l'uomo in realtà è sempre stato un essere cretino che si sente importante possiamo dire tranquillamente che è tutto iniziato nel paleolitico.

    18. LuxIgnis 7 giugno 2023

      Fisica del III millennio. Dove ogni cosa va come credo io che vada e non come è.

    19. Fantine 7 giugno 2023

      A certi "livelli" (fisica quantistica) "il come è stesso" dipende dall'osservatore.
      Meraviglia.
      Naturalmente è un discorso molto più complesso.
      Come la quinta dimensione (di Kaluza, per intenderci).
      Poi il fatto che ogni essere vivente abbia bisogno di "energia" (di nutrirsi) a scapito di altri esseri viventi è qualcosa che sin da ragazzina mi ha posto degli interrogativi.
      La "gratitudine" è una delle risposte che mi sono data, insieme ad altre.
      Uccidere un "animale" per mangiare è ben diverso che ucciderlo per sport o peggio ancora per divertimento. E comunque non è diverso per il resto. L'atteggiamento, intendo.
      Dall'acqua che beviamo a ciò che mangiamo.

    20. LuxIgnis 7 giugno 2023

      C'è sempre una causa. È la nostra percezione dell'effetto che cambia.
      Il cosiddetto "male" è indispensabile quanto il cosiddetto "bene". Hanno fatto più danni coloro che volevano fare il "bene" che coloro che volevano fare il "male".
      Ricordi il proverbio, sì?
      In fisica il "male" lo potremmo identificare con l'entropia. La forza distruttrice dell'universo. Ma senza di essa non ci sarebbe la vita.
      L'entropia è collegata al tempo. L'unica entità fisica che ha come variabile il tempo.
      Nel famoso quadro di Goya che molti non hanno o vogliono capire, il tempo (saturno) divora i suoi figli. È vero il tempo divora i suoi stessi figli, ma li genera anche. E senza non ci sarebbero figli.
      La gratitudine è una risposta interessante.

    21. Fantine 8 giugno 2023

      In verità non mi riferivo a causa ed effetto, Lux.
      Ma ci torneremo un'altra volta; era solo una singolarità in fisica quantistica che mi affascina molto, diciamo così.
      Quando scrivi:

      Il cosiddetto “male” è indispensabile quanto il cosiddetto “bene”

      Io non lo credo, Lux.
      Non c'è nulla di indispensabile, né di bello (e mi riferisco alla bellezza vera) nel male.
      Poi forse, come spesso accade o puo' accadere quando si maneggiano concetti di tale portata, bisogna intendersi sul significato dei termini.
      Sulla "gratitudine" chissà, magari un giorno ne parleremo di persona e credo che ci troveremo d'accordo.
      Andiamo a trovare @Hospiton o ci incontriamo a mezza strada.

      Ps: ho dovuto estrarre il dente per la mia pulpite, Lux e oggi tolgo i punti. Il mio dente non voleva lasciarmi e io non volevo lasciarlo andare.

    1. maghi 4 giugno 2023

      se uno vuole distruggere il capitalismo americano vanno boicottati tutti i prodotti che vengono da USA, Canada e anche da UE, Giappone, Corea, AUS e Nuova Zelanda. Tranne i nazionali, ovviamente.

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