Draghi, nani e fate: compromessi per l'Italia

Draghi, nani e fate: compromessi per l'Italia

Di Ilaria Muccetti, CSEPI – Centro Studi per il Pieno Impiego per CDC

Nulla di nuovo nel Bel Paese. Vince la logica del mancato voto di fiducia: nessun stupore se tornano vecchi nomi, anche se ministri senza portafogli. Ancora una volta si assiste al “circo di nani e ballerine” al quale si è dovuto abbassare il neo Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi.

Strategia o semplice volontà di far nascere immediatamente un governo che possa rimettere ordine i conti dello Stato? Ancora meglio, un governo che elimini, se non tutto almeno in gran parte, il debito pubblico “cattivo”?

Il nome di Draghi all’esecutivo, che da gennaio nelle tv e radio mainstream iniziava a circolare nell’ipotesi di una crisi di governo, sembrava essere un film di fantascienza, invece diventa realtà. E’ il 3 febbraio quando la borsa di Milano schizza ai massimi da un anno e lo spread (il differenziale tra titoli di Stato BTP e Bund) chiude a 99 punti. Lui, l’uomo del “whatever it takes” dice sì a Sergio Mattarella, per la formazione di un governo tecnico ma anche politico. Iniziano le consultazioni: Draghi solo, in silenzio che ascolta giorno dopo giorno le “richieste” dei partiti e delle parti sociali. E alla fine sembra che tutto finisca a tarallucci e vino: il potere di Mr. Draghi mette tutti i partiti, da destra a sinistra, d’accordo. Per l’ex presidente della Bce è fatta: nuovo incarico avviato. E tutti al cospetto di un uomo che ha fatto dei suoi studi keynesiani - con il prof. Federico Caffè - ricordi di una giovane mente fine, prestata nel tempo al potere finanziario.

Unica esclusa, dal circo, la Meloni che non ci sta e tra uno sciorinamento di frasi contro il Recovery Plan e le richieste di “abolizione del cashback e della lotteria degli scontrini, crediamo che quello che viene speso possa andare alle imprese in difficoltà”, Fratelli d’Italia è l’unico partito fuori dall’esecutivo Draghi.

“Esecutivo di compromesso. C’è mezzo governo Conte” dichiara la vecchia volpe della Meloni che, in effetti, non dice il falso, e poco ci vuole a fare simili affermazioni. Quel che, infatti, sfugge ai più è che senza fiducia il nostro caro Mario non avrebbe potuto costituire quel governo che, in piena crisi sanitaria e di conseguenza economica, non potrebbe apportare determinate e specifiche riforme in un Italia al collasso, indebitata a quasi il 160% del Pil nel gennaio 2021. Un dato che non va proprio giù ai liberali: “abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità” e “politiche di austerity, lo dobbiamo alle nuove generazioni”, da anni questo mantra perseguita gli italiani.

Siamo davanti ad un cambiamento storico della politica italiana, sempre però secondo una visione liberale.

I giocolieri della politica restano sulle poltrone di Montecitorio (e di Palazzo Madama), i 5 stelle al loro terzo giro di governo, i leghisti “sovranisti” di nuovo europeisti, mentre tutto, in fin dei conti, resta uguale per Pd e Leu. Renzi, di Italia Viva, si dice entusiasta del nuovo governo, d’altronde lui ha dato inizio alla crisi del governo Conte bis dopo aver fiutato, mesi fa, che qualcosa stava già bollendo in pentola e quel qualcosa aveva il nome di Mario Draghi. E allora, “Venghino signori, venghino. La carovana sta per partire.” Questa è politica, scordiamoci il voto e le elezioni nonostante “siamo in democrazia”, ma soprattutto prepariamoci allo sblocca licenziamenti per quei settori che non hanno visto la peggio, prepariamoci ad una riforma del titolo V della Costituzione, prepariamoci ad un anno nel quale intere famiglie rimpiangeranno i vecchi governi, perché in nome del benessere delle nuove generazioni non avremo un Monti 2.0, ma un curatore fallimentare dell’Italia. Saranno mesi di sacrifici per tutti i cittadini: la “gestione delle risorse”, perché è per questo che è stato chiamato Draghi, consisterà in politiche di austerity ben peggiori di quelle affrontate nel 2012 dal governo tecnico Monti.

L’intero paese è in difficoltà, nel 2020 a causa delle restrizioni sanitarie, il settore manufatturiero ha avuto un calo in media dell’11% nella produzione industriale, tantissimo ma è quasi la metà del dato registrato nel 2008 e poi è ancora molto meno rispetto al calo ottenuto dai servizi del turismo, del commercio, della ristorazione ecc… dove si assiste ad una media del -44/-48%. Così anche nell’ambito industriale soffre il settore tessile, meno invece quello della meccanica. L’unica riflessione plausibile, per gli esperti economisti draghiani, sarebbe quello di blocchi di licenziamenti selettivi: mantenerli per i settori che a causa della pandemia non riescono ancora a ripartire mentre al contrario, per settori come il farmaceutico, alimentari, meccanica che hanno dimostrato un calo non grave la soluzione sarebbe lo sblocco. Al riguardo, gli stessi sindacati Cigl, Cisl e Uil, alle consultazioni avevano chiesto la proroga del blocco ma non “sine die” e la messa in atto di una riforma degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive che “ad oggi non esistono” afferma Landini (Cgil).

Insomma, una politica che non è più quella dell’interesse del paese, seppur Salvini ne parla sotto quest’ottica nazionalista, ma una politica che mira a promuovere un sistema redistributivo delle risorse e del potere, una nuova era politica per “salvare l’Italia” come emerge dai rappresentanti in Parlamento. Il tutto riducendo il conflitto sociale, attraverso probabilmente il mantenimento del reddito di cittadinanza in veste di ammortizzatore sociale affiancando la cassa integrazione Covid-19 che è costata, nel 2020, allo Stato 5 miliardi al mese.

Analisi che potrebbero essere smentite o confermate, al momento però sembra di assistere alla fine di quella politica ormai distruttiva e non più costruttiva dell’interesse nazionale, e che solo per un secondo ha fatto tirare un sospiro di sollievo sperando in un nuovo esecutivo, con nuovi nomi, con dei tecnici di alto profilo, ma che subito dopo ha portato alla luce il vero intento politico di cui Renzi molto probabilmente era a conoscenza già prima di Natale 2020: politiche ordoliberiste con la trasformazione dell’azione pubblica governata da rigide regole di concorrenza, seguendo il principio di efficienza proprio delle imprese private. Ma questa è una storia che va affrontata in un altro capitolo. Lasciamo per ora che Draghi ottenga la fiducia del Parlamento; tra un anno, se si metterà mano alla Costituzione, potremmo parlare di una Repubblica Presidenziale alla francese? Magari con Mario Draghi quale Presidente della Repubblica Italiana? Sono aperte le scommesse… .

Di Ilaria Muccetti, CSEPI – Centro Studi per il Pieno Impiego per CDC

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Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

Commenti (56)

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Mostra commenti 56 caricati
    1. Primadellesabbie 15 febbraio 2021

      Quanto ci metteranno, i complici aggrappatisi alla zattera, a dare la colpa di tutto a Conte?
      (Che ce le ha, se é per questo).

    2. gix 15 febbraio 2021

      Per ora il vecchio avanza ancora, con Speranza e il blocco delle piste da sci e tutto il resto, e, per cominciare, mette una bella rogna sul groppone del drago, il quale avrà sicuramente il suo daffare per risolverla e per guardarsi le spalle. Era illusorio pensare che il drago fosse un fenomeno con la bacchetta magica, e anzi, i poteri contrari sono tutt'altro che messi all'angolo, il segnale mi sembra chiaro. Chi pensa che avrà vita facile nel disporre dell'Italia aprescindere, non ha capito come stanno le cose e i rischi (di bruciarsi) che il drago stesso corre

    3. Primadellesabbie 15 febbraio 2021

      Mi spiegava un fanatico della montagna e dello sci (lo sono anch'io) che, siccome gli stadi sono vuoti, i ristoranti pure, le feste abolite, le coppie ai ferri corti, se aprissero le piste andrebbero tutti a sciare, un finimondo, ma credo che da qualcosa debbano cominciare e incolpare Conti potrebbe anche essere una buona scelta per uscirne.
      Draghi non può prendersi le responsabilità di tutto, dobbiamo scommettere sul fatto che possa contare su consiglieri con gli attributi.

    1. lady Dodi 15 febbraio 2021

      Vogliamo parlare di problemi e cose pratiche? So che sono noiosi ma.....
      Scommettiamo che con Draghi aumenterà la bolletta dell'energia elettrica?
      Con tutto sto ministero dell'ambiente green......gia' in bolletta paghiamo per quelli che si fanno l'impianto ad energia solare, adesso dovremo pagare di più, noi. Per loro che son tanto .....a la page.
      Grazie a.....chi è? Colao o quell'altro?
      Appurato che quell'altro si chiama Cingolati. E certo non è un 5 Stelle ah ah ah ah....

    1. lady Dodi 15 febbraio 2021

      Vogliamo parlare di problemi e cose pratiche? So che sono noiosi ma.....
      Scommettiamo che con Draghi aumenterà la bolletta dell'energia elettrica?
      Con tutto sto ministero dell'ambiente green......gia' in bolletta paghiamo per quelli che si fanno l'impianto ad energia solare, adesso dovremo pagare di più, noi. Per loro che son tanto .....a la page.
      Grazie a.....chi è? Colao o quell'altro?

    1. ITALIA ENSEÑA 15 febbraio 2021

      Invece di perdere tempo parlando di un evento che era gia´ previsto da molti anni (Draghi capo del governo) perche´ non cercate di attivare un po´ le meningi e provare a prevedere quello che accadra´ nei prossimi anni? E perche´ perdere tempo a parlare di politica italiana e non ampliare la discussione a orizzonti realmente decisivi? Qui ormai sembra una versione del salotto di Vespa, manca solo il modellino della stanza in cui si riuniscono i politici nostrani a cospirare....

    2. lady Dodi 15 febbraio 2021

      Bravo o brava chiunque tu sia.
      Io infatti guardo fuori per questo, essendo noi usi a copiare il peggio schivando il meglio, da fuori.

    1. MEDIA MAINSTREAM FALSI 15 febbraio 2021

      Voglio vedere quando dimezzeranno le pensioni

    1. MEDIA MAINSTREAM FALSI 15 febbraio 2021

      il Problema non è chi comanda il mondo né i politici ....Il problema è la popolazione che fa quasi tutta schifo .... Forse serve la guerra vera per svegliare la gente e forse arriva con una futura guerra alla Russia

    1. Tonguessy 15 febbraio 2021

      Con Draghi siamo arrivati al capolinea della democrazia e all'inizio della tanto decantata governabilità che da decenni ci sta martoriando i cabasisi. Finalmente siamo in piena governabilità, con ogni forza politica (salvo FdI) saldamente aggrappata alla propria poltrona, da cui spargerà i propri velenosi semi nazionali. Non esiste praticamente più l'opposizione, anche perchè si è scoperto che opporsi fa comodo solo se non si vogliono mantenere le promesse. Nessuno rischia in proprio e tutti tengono famiglia. Per cui Draghi è riuscito a realizzare il miracolo di metterli d'accordo tutti, eliminando qualsiasi pericolosa opposizione. Maggioritario, premio di maggioranza, quote di sbarramento, tutto concorre a presentare Draghi come prossimo presidente della repubblica delle banane. Non eletto dal popolo, ma che c'entra? Ormai della democrazia ai tempi del covid non sappiamo più cosa farcene

    1. natascia 15 febbraio 2021

      Da osservatore degli animali da cortile resto stupefatta di fronte alla situazione in cui versa il popolo italiano e i così-detti suoi rappresentanti. Anni di manipolazione ci hanno portati ad aspettare un drago qualsiasi che con le fiamme del suo potere rimetta tutto in ordine. Il potere di cui dispone questo drago è finanziario.... che paura.. Durerà poco, gli abitanti dell’aia potrebbero scappare nel bosco nel momento in cui capiscono il banale giro di magheggi a cui sono sottoposti da troppo tempo. Confido sempre nel casino italiano.

    2. lady Dodi 15 febbraio 2021

      Anch'io, che sono precisa e ligia a tutto, ultimamente ho capito che il casino pur con tutti i suoi risvolti negativi, forse ci salverà.
      Il casino per me è assurto al rango di Filosofia. Alta filosofia.

    3. Bertozzi 15 febbraio 2021

      Per una volta condivido. C'è un libro straordinario che si chiama "memorie di una maitresse americana" di Nell Kimball, una delle più importanti prima prostituta poi tenutaria di bordello americane, fra la fine dell'800 e i primi del 900, ebbene, in quel libro scritto da una semi analfabeta cresciuta con niente c'è più filosofia e sapienza della vita e dell'uomo di tutti i greci messi insieme.

    4. Bertozzi 15 febbraio 2021

      Per una volta condivido. C'è un libro straordinario che si chiama "memorie di una maitresse americana" di Nell Kimball, una delle più importanti prima prostituta poi tenutaria di bordello americane, fra la fine dell'800 e i primi del 900, ebbene, in quel libro scritto da una semi analfabeta cresciuta con niente c'è più filosofia e sapienza della vita e dell'uomo di tutti i greci messi insieme.

    1. danone 15 febbraio 2021

      Il governo Draghi è una mossa delle euro-elite per mettere in sicurezza la continuità dei processi di integrazione europea, non è un operazione per sostenere l'Italia.
      Lo spiegava Monti qualche anno fa, che servono situazioni di crisi a livello degli Stati membri, per poterle tradurre in trasferimenti netti di sovranità, dal livello statale al livello comunitario.
      E quì si individua l'ennesimo motivo giustificativo della finto-pandemia, oltre il cambio dell'amministrazione americana, l'implementazione invasiva del digitale, il tracciamento mondiale, il controllo sociale, adesso sappiamo che la crisi indotta dal covid, in Europa serve anche all'accelerazione dei processi di integrazione stessa.
      Ora, il finto dibattito a cui ci vogliono far credere è che il vecchio governo Conte non dava sufficienti garanzie di saper spendere, e ben impiegare, la montagna di soldi del Recovery, con Draghi questo pericolo non c'è più.
      In realtà, sapendo che le risorse finanziarie che ci verranno dal Ricovery sono solo poco più di una mancetta l'anno, non è credibile questa narrazione.
      La verità è che il governo Conte&friends non disponeva della maggioranza bulgara sufficiente per attuare le modifiche necessarie, per integrare le condizionalità del Recovery all'ordinamento italiano, in modo da vincolare ancora di più la politica economica e fiscale nazionali, ai processi decisionali comunitari, senza produrre un opposizione nel paese, in grado di rifiutare queste ulteriori cessioni di sovranità.
      Sarebbe comunque caduto il governo, senza avere un alternativa europeista disponibile per garantire continuità e credibilità all'azione di governo. Meloni e Salvini non dispongono obiettivamente della caratura di leadership sufficiente per traghettare il paese fuori dalle prospettive comunitarie, in nuovi territori politici di maggior autonomia e sovranità nazionale, checchè lo sbandierino in campagna elettorale.
      Da notare che hanno di nuovo organizzato le cose in modo tale che, qualora il governo Draghi fallisse la missione, causa induzione eccessiva di miseria nel paese, la colpa politica, come al solito, ricadrebbe sull'inetto e mediocre personale politico nazionale dei partiti, presente nel governo, e non sui soliti criminali decisori (usurai) europei, veri responsabili della miseria italiana, oltre alla nostra stessa inettitudine.

    2. lady Dodi 15 febbraio 2021

      Certo che questo è l'ultimo atto della cessione di sovranità.
      E per quello che è l'EU non ne vale davvero la pena, dovremmo metterci con chiunque altro visto che da soli non si può stare.

    3. Bertozzi 15 febbraio 2021

      Sì, sei sempre molto lucido, tutto quello che dici si nota anche dal fatto che il drago non perde tempo a fare chiacchiere con il popolino, a raccontarci panzane come gli altri politicanti che di quello vivono, questo non si spreca a cercare di convincerci, anzi il dover rendere conto gli dà anche un po' fastidio, figuriamoci se uno dal profilo così alto si abbassa a parlare con bifolchi come noi. Dopo di lui - il drago che taglia e uccide senza fiatare - ci sarà il serpente che a questo punto nemmeno ci mostrerà il volto, basterà un algoritmo, e noi tutti ci prostreremo agli alti profili senza volto e che nemmeno favellano. Top.

    1. Pierrot Lenolese 15 febbraio 2021

      L'intero versante di una montagna che affianca il mio paese è lastricata di alberi caduti, per lo più conifere piantate dopo la prima guerra mondiale, lavorarono tantissimo a quel progetto decine di persone quasi tutti andati a miglior vita, da ragazzo mi facevo raccontare le storie di questa gente, per questo ho preso a cuore la situazione e meno di un anno fa andai dal sindaco a proporre di mettere giù un progetto per la salvaguardia di questo territorio. La gran quantità di legname e la trasformazione in pellet per esempio potrebbero essere lavoro per tante persone oltre a mettere ordine in quella immensa area dove passa una strada (ormai impraticabile causa alberi caduti) costruita anch'essa sempre in quegli anni, ma mai veramente tornata utile a nessuno. La risposta:- In quell'area non possiamo metterci mano. Mi licenziò così, non contento anche lui di dovermi dare quella risposta, ma tant'è, mi fece capire insomma che il comune non ha più nessun potere sul suo stesso territorio. Allora: le persone, le ditte, la volontà per un intervento del genere non mancano. Gli utili nemmeno, per quale diavolo di motivo non si può "mettere mano" in quell'aria è un mistero. Dobbiamo diventare programmatori di software per guadagnare soldi, oggi chi non conosce il linguaggio informatico è perduto bla bla bla eeee E ancora a parlare di politica!? E' finita! Prima lo capiamo e meglio sarà per tutti noi.

    1. VincenzoS1955 15 febbraio 2021

      Abbiamo un governo e un parlamento senza opposizione (quella del partito della Meloni è solo di "facciata": una presa in giro e uno specchietto per le allodole italiote). E quando l'opposizione manca nel parlamento fatalmente essa si trasferisce nelle piazze: per questo hanno messo, sine die, il divieto d' assembramento e di spostamento tra regioni: per impedire eventuali manifestazioni di protesta e soparttutto nella capitale.
      State pur sicuri che se le cose vanno male per Draghi, nani e fate, e aggiugo anche le lobby, le elezioni (quelle regolari almeno) non ci saranno più e il divieto di assembramento non verrà mai ritirato, almeno non a breve termine...

    2. Giulk since 71' Reload 15 febbraio 2021

      La Meloni quella inscritta all'Aspen Istitute e che non voterà contro la fiducia al governo Draghi ma si asterrà? :)

      Si hai perfettamente ragione, infatti da un pò di tempo oramai vado dicendo che la democrazia è bella che andata, e mi dicono che sono pazzo...

    3. Giulk since 71' Reload 15 febbraio 2021

      La Meloni quella inscritta all'Aspen Istitute e che non voterà contro la fiducia al governo Draghi ma si asterrà? :)

      Si hai perfettamente ragione, infatti da un pò di tempo oramai vado dicendo che la democrazia è bella che andata, e mi dicono che sono pazzo...

    4. VincenzoS1955 15 febbraio 2021

      P.S.: Non è mai successo che in parlamento sia venuta a mancare l'opposizione e questa è una situazione del tutto anomala e incostituzionale con la colpevole complicità del Presidente della Repubbilca che ha voluto questa "ammucchiata"! Perciò dico che l'opposizione inevitabilmente si deve spostare nelle piazze! I divieti di assembramento e il divieto di sposatmeni sono contro legge perché anticostituzionali.

    5. Primadellesabbie 15 febbraio 2021

      "Non è mai successo che in parlamento sia venuta a mnacare l'opposizione..."

      Interessante situazione, ci dici per curiosità da dove commenti, in quale Paese vivi?

    6. VincenzoS1955 15 febbraio 2021

      Per favore, ragguagliami...

    7. Primadellesabbie 15 febbraio 2021

      Perché da noi, in Italia, dell'opposizione non c'é traccia da decenni.

    8. VincenzoS1955 15 febbraio 2021

      Ah! Mi credevo... C'era una volta... ma era solo di facciata. Forse c'è stata nei primi anni di questa Repubblica (delle bananne) con il PCI che allora diceva di difendere i diritti dei lavoratori ma ora si è messo con la casta, quella casta che pure i vertici del M5S dicevano che volevano abbattere...

    9. lady Dodi 15 febbraio 2021

      Il PCI si è trasformato nella Casta altro che storie!
      Quanto alla Meloni ti ricordo che era all'opposizione anche con Monti ed era l'unica.
      Aspen? Certo, tu e altri qui vorreste che andasse là e spaccasse la faccia a tutti. La Politica non sapete nemmeno dove sta di casa! Tempo al tempo, Capitani Fracassa.
      Quello che chiamate Sovranista e che invece si dovrebbe chiamare "Noi vogliamo farci i cavoli e gli interessi nostri" , c'é sempre, solo che è il momento questo, di stare acquattati , altrimenti hai subito un incidente stradale.

    1. Primadellesabbie 15 febbraio 2021

      L'esproprio é la cifra del Nostro Paese, l'intento che ci accomuna, esproprio della cultura formalizzato con la dittatura e tutto ciò che ne é seguito, con la sconfitta e l'occupazione, esproprio della personalità realizzato con l'imposizione del cliché dell'italiano da cui non riusciamo a liberarci e che comincia dai banchi di scuola, esproprio dell'informazione grazie alla tv e all'Ordine dei giornalisti, dell'assistenza medica grazie alla trovata dell'influenza che uccide, della politica grazie agli attentati mirati, dell'ambiente grazie alla piccola industria di cui siamo tanto orgogliosi, e a quella grande, basata al nord ma che impiega la manodopera del sud, dell'agricoltura grazie alla scomparsa degli agricoltori, del buon senso grazie al culto della burocrazia e ai suoi adepti con o senza divisa, dei servizi elementari grazie al culto dell'inefficienza, del denaro grazie all'obbligo del conto corrente (presso banche fallimentari), della giustizia grazie ai 'concorsi' della magistratura, ... ecc., ecc.

      E ogni esproprio gode di ampie giustificazioni che ci si accanisce a spiegare e ad accettare con disciplinata meticolosità e religiosa rassegnazione.

      Perché cambiare rischiando di inimicarsi un intero popolo assuefatto?

    1. Astrolabio 15 febbraio 2021

      Siamo passati dai nani e ballerine di Berlusconi ai draghi nani e fate di oggi.

      Una gran bella evoluzione!

      Siamo davanti ad un cambiamento storico della politica italiana, sempre però secondo una visione liberale.

      Ah ecco la differenza.che non si riesce a vedere nemmeno col telescopio.

    1. a-zero 15 febbraio 2021

      Politica per il popolo bue e subalterno, senza artigli:

      - la gerarchia sociale è un problema fondamentale;

      - le mafie e la massoneria del centro-sud, con la loro cultura, sono un enorme problema;

      - la confindustria, le baronie bancarie e industriali del centro-nord, le massonerie del centro-nord e la LegaNord, con la loro cultura aggregata, sono un problema subdolo, ma molto pervasivo;

      - i sindacati confederali sono un problema atavico, con la loro cultura di sottomissione delle persone in lavoratori sub-umani, senza una dignità autonoma, ricattabili;

      - il circo barnum della società dello spettacolo con i loro ripetitori e i loro muezzim sono una disgrazia epocale;

      - il sotto-circo barnum della politica spettacolo sono un patetico problema;

      - attualmente Gualtiero Ricciardi (assieme al suo beccamorto datore di stipendio consulenziale) è l'epifenomeno del collegamento diretto con il problema globale delle cupore oligarchiche internazionali.

      In questo labirinto di problemi in cui continuate a identificarvi, siete spacciati.

      Basterebbero un paio di ali di cera per vedere l'uscita dall'alto, ma il pragmatismo a cui siete stati avvezzati vi incatena a terra.

      Se la quercia fa la ghianda, meglio così. Meglio l'estinzione del popolo bue.

      Orde di nuovi umani nasceranno al posto delle attuali mandrie umanicole?

      Chissà.

    2. IlContadino 15 febbraio 2021

      Il popolo bue è ben rappresentato dai due tizi che girano intorno alla quercia cercando di capirne il sesso. Poi chiedono aiuto ad un contadino che passa di lì per caso. "È una quercia maschio", sentenzia il contadino. "E come lo sa?" chiedono i due. "Facile, ci sono sotto due coglioni"

    3. Bertozzi 15 febbraio 2021

      Ricciardi basta guardarlo in faccia per capire quanto stia messo male.

    1. Annibal61 15 febbraio 2021

      Non so come si possa obbligare le imprese a chiudere l' attività per poi costringerle a pagare le tasse, non so come si possa continuare a votare partiti come il PD, LEU e 5S che propugnano politiche di questo genere. Prendeteli a sputi in faccia. Avessero soltanto 1.000 elettori a livello nazionale ebbene andrebbero ricercati con il lanternino e obbligati al TSO oppure al risarcimento del danno. E' chiaro che vi è una volontà politica nazionale diretta da poteri sovranazionali volta a distruggere il paese e conseguentemente a rendere i suoi cittadini SCHIAVI!

    1. PietroGE 15 febbraio 2021

      Manca un punto fondamentale per la ripresa economica, unica ciambella di salvataggio del Paese dal default, e cioè il taglio delle tasse. L'Italia non è solo indebolita dalla burocrazia dalla corruzione e da un sistema giustizia corrotto e di parte, è soprattutto oberata da una tassazione che soffoca la crescita economica. E allora, siccome non si può avere tutto, bisognerà scegliere tra assistenzialismo (quota 100 e RdC e sostegno all'immigrazione) e taglio delle tasse più investimenti. Difficile se non impossibile che Draghi riesca a prendere una decisione al riguardo perché ci sono in ballo gli interessi fondamentali dei partiti che in fin dei conti dovranno approvare in parlamento le sue misure. Non credo proprio che voglia fare come Monti, il quale con l'aumento della tasse ha mandato il Paese in recessione e alla fine il rapporto debito PIL è schizzato in alto come non mai. Non abbiamo più margini di indebitamento, Draghi, che è espressione della finanza internazionale che ci ha commissariato, lo sa benissimo. Il problema più grande sarà l'aumento della disoccupazione perché molti settori che assorbivano una gran parte della manodopera non qualificata (ristorazione, turismo) non riusciranno ad emergere dalla crisi presto e altri saranno vittime della razionalizzazione. Draghi sarà anche bravo nei contatti con la finanza internazionale, lo voglio vedere però in una crisi sociale esplosiva come quella che si preannuncia.

    2. Nino 15 febbraio 2021

      Siamo ancora alla famosa frase del Gattopardo.
      Sinceri auguri.

    3. Annibal61 15 febbraio 2021

      Il meridione come sempre voterà ASSISTENZIALISMO. Che siano i risparmiatori del nord a pagare o gli investitori cinesi a comprare proprietà immobiliari statali e private a loro non interessa una beata mazza. "Passato lu giorno gabbato lu santo..." Ci fanno le tesi di laurea.

    4. oriundo2006 15 febbraio 2021

      Penso che una soluzione, assai tardiva ma indispensabile, sia la riduzione della burocrazia di stato, inclusi i mandarini delle partecipate e simili: e' la vecchia abolizione degli enti inutili o duplicati e dei rispettivi capitoli di spesa. Una riduzione fortissima potrebbe, dico potrebbe, liberare risorse utili al recupero della capacita' produttiva persa e al riorientamento della produzione, anche se i tempi tecnici potrebbero davvero mancare.
      Non ci credo molto...sono tutti massoni. E quelli che non lo sono hanno i loro padrini nei partiti...ed entrambi, da bravi cattolici, in vaticano. Individui apicali della finanza lo sanno di sicuro e probabilmente ridono delle attese epocali circa il loro compito taumaturgico. Piu' probabilmente la loro investitura potrebbe essere solo un viatico per una dolce e buona morte del nostro Paese: il 'bacio dell' uomo drago' al capezzale della oramai sfiorita Monna Italia...vedi a darla via cosi' cosa succede ?

    5. Deheb 15 febbraio 2021

      Non sono d’accordo con alcune tue affermazioni, credo che non siamo ancora sull’orlo di un default e che non abbiamo più margini di indebitamento. Volendo hai ancora la possibilità di tassare o tagliare se hai bisogno di soldi. Il prezzo da pagare sarebbe un’altra recessione ma a questo punto, una più una meno farebbe differenza?
      Il mercato finanziario crede (al momento) in Draghi e nelle sue capacità di spesa, vedi tassi e CDS sempre più bassi. Questi non sono preoccupati di un default.
      Per il bene del paese bisognerebbe andare a Bruxelles e contrattare per avere una zona franca di 15-20 aa, si dimenticano i vincoli di bilancio, il debito/deficit lo guardiamo da lontano e puntiamo su investimenti e rimodulazione della fiscalità. Sarebbe mai possibile?

    6. Deheb 15 febbraio 2021

      Sarei anche d’accordo sul titolo (ridurre la burocrazia) ma non so veramente come possa essere praticabile. Oltre alla burocrazia d’importazione (le regole europee) abbiamo tali e tanti scalini burocratici, ognuno con un certo numero di persone che dovrebbero o funzionare (ed già è un problema) oppure andare a casa perché inutili. Tutti uomini massoni questi? Forse, ma chi si assumerebbe la responsabilità di metterci mano?
      Nei paesi del nord Europa ad esempio, vivono bene anche senza avere marche da bollo e certificati di autenticazione ma qua c’è gente che vive di questo, sono voti, per quel che servono ogni tanto.
      E comunque sarebbe di aiuto ma non risolutivo, l’Italia spende per consumi (oggi), non ha programmazione, non ha futuro. E ci vuole del gran tempo per vederne i risultati.

    7. PietroGE 15 febbraio 2021

      Le agenzie di rating non vogliono provocare il default perché le ripercussioni sul mercato finanziario internazionale sarebbero nefaste. L'Italia è nella stessa situazione della Grecia 10 anni fa solo che ha un debito talmente elevato che anche un default parziale provocherebbe un terremoto. Draghi è l'equivalente della Troika, la sola differenza è che l'Europa ha capito che nella situazione italiana un trattamento di tipo greco produrrebbe un default o l'uscita del Paese dall'euro o tutti e due gli scenari.

    8. Deheb 15 febbraio 2021

      Noi non abbiamo le condizioni per essere paragonati alla Grecia, siamo un'economia completamente diversa e non siamo nelle condizioni loro di 10 anni fa. Loro non avevano e non hanno armi economiche, non hanno possibilità di far fiorire un'economia, noi si, eccome. Loro sono stati spremuti per fare un giro di cassa, noi no. Vero però che un default, anche ventilato e non compiuto, creerebbe molte tensioni in Europa e sull'euro.

    1. anonimouso 15 febbraio 2021

      se si fa 2+2 si può intuire che draghi forse attuerà una selezione naturale, lasciando in piedi quelle imprese che hanno la forza per sopravvivere e aspettando che tutte le altre (e non ne saranno poche) muoiano "a causa della pandemia". Le condizioni per mettere in pratica in italia il reset ci sono tutte. Si salvi chi può

    2. Annibal61 15 febbraio 2021

      Selezione naturale? Fammi capire, prima le obblighi a chiudere e poi parli di selezione naturale? Qui ci sono dei maiali che hanno deciso di far fallire interi settori, il seguito non si sa.

    3. anonimouso 15 febbraio 2021

      questo è quello che ha neanche tanto velatamente dichiarato draghi al gruppo dei 30, lo stato supporterà le aziende più forti e lascerà morire quelle che non resisteranno; semplifico il concetto ma penso che questa pandemia stia accelerando questa volontà delle elites. Build back better è la pulizia etnica trasferita all'economia

    4. oriundo2006 15 febbraio 2021

      Quelle piu' forti non e' detto siano quelle davvero strategiche per il futuro del Paese, e quelle strategiche non e' detto che debbano o possano rimanere italiane a tutti i costi ed in prospettiva. In realta' tutto il discorso presuppone un piano generale di razionalizzazione e di rilancio della produzione italiana, settore per settore, zona geografica per zona geografica, di qui a 10/20 anni. Un compito immenso che forse, dico forse, e' nei cassetti Bankitalia quantomeno nei tratti generali. Bankitalia, il vero sponsor intraneo di Draghi, il suo sherpa occulto e l' unico in possesso dei dati veri della congiuntura italiana. Ma puo' emergere davvero con lucidita' un Piano generale e venire condiviso per essere implementato anno per anno in un Paese cosi' conciato ? Dubito quia absurdum...!

    5. Annibal61 15 febbraio 2021

      El dragone confonde volutamente le parole per non far capire. Mischia concetti keynesiani di libero mercato con volontà sataniche.

    6. anonimouso 15 febbraio 2021

      piano di razionalizzazione in mano a draghi, franco, brunetta e giorgetti mi sa tanto di strage annunciata. Questi personaggi non sono lì per aiutare l'italia e gli italiani ma per salvare solo alcuni a discapito di molti

    7. anonimouso 15 febbraio 2021

      keynes applicato ad un territorio colonizzato è un ossimoro

    8. lady Dodi 15 febbraio 2021

      In soccorso dei forti, che novità!

    1. Cincinnato 15 febbraio 2021

      Cassa integrazione 13 miliardi al giorno?!?

    2. Marco Ginori 15 febbraio 2021

      Giusta osservazione !
      È in codesto dato, forse, la motivazione delle scalpitanti code agli impianti di sci e altrove.

    3. alessandroparenti 15 febbraio 2021

      Chi pubblica articoli con delle cifre scritte alla kaius? Se avessimo un milione di cassintegrati vorrebbe dire 13 mila euro giornalieri a testa.

    4. gix 15 febbraio 2021

      13 miliardi al giorno, mi da 4.745 l'anno, di miliardi. Cara ci costa questa cassa integrazione...

    5. giovanni 15 febbraio 2021

      Ma nell"articolo vi è scritto al mese...

    6. WM 15 febbraio 2021

      Ci scusiamo con tutti, c'è stato un refuso che abbiamo corretto, la cifra è di 5 mld al mese, l'autrice si scusa per il disguido.

    7. lady Dodi 15 febbraio 2021

      Sempre tanti sono.....

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