Donald Trump: una minaccia per la pace mondiale

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Michael C. Monson – antiwar.com - 31 marzo 2026

Il presidente Trump, assieme ai suoi galoppini, aveva assicurato all’America di essere un uomo di pace, pronto ad abbandonare la “politica fallimentare del cambio di regime”. Eppure, da quando è entrato in carica nel 2025, ha bombardato sette paesi e ne ha minacciati molti altri.

Da uomo privo di principi, Trump è un vaso vuoto in cui i fanatici riversano il loro veleno. Lo xenofobo Stephen Miller disumanizza gli immigrati, il mercantilista Peter Navarro esalta i dazi doganali e il criminale di guerra incriminato Bibi Netanyahu si permette di criticare aspramente l’Iran.

Da quando Trump ha riconquistato la presidenza nel 2025, Netanyahu lo ha incontrato almeno sette volte. Come sottolineato dal The Times of Israel: “L’ultimo incontro di Netanyahu con Trump è stato una visita organizzata in fretta e furia l’11 febbraio 2026, che ha incluso un incontro di tre ore alla Casa Bianca, insolitamente chiuso alla stampa. Il giorno dopo quell’incontro, la portaerei USS Gerald Ford, la nave da guerra più grande del mondo, è partita dai Caraibi, dove stava supportando l’azione militare statunitense in Venezuela, alla volta del Mediterraneo“. Il Segretario di Stato Rubio ha inizialmente suggerito che Israele fosse la forza trainante dietro la guerra, e ora il principale esperto di antiterrorismo di Trump, Joe Kent, conferma che la guerra è stata avviata “a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana”.

Nel corso degli ultimi 300 anni l’Iran non ha avviato alcuna guerra offensiva, un fatto che apparentemente non è stato registrato nella mente del presidente Trump, il quale ha dichiarato esplicitamente che “in base a quanto mi dicevano Steve [Witkoff], Jared [Kushner], Pete [Hegseth] e altri, Marco [Rubio] è anche coinvolto, pensavo ci avrebbero attaccato”.

Trump e i suoi seguaci sosterranno che l’Iran ci ha attaccato numerose volte per mano di iracheni, Hezbollah e Hamas, organizzazioni che l’Iran ha sostenuto. Poco più di 1.000 americani sono morti per mano loro, meno di quelli che sono morti per mano dei sauditi l’11 settembre. Più di mezzo milione di iraniani sono morti durante la guerra Iran-Iraq durata otto anni, dal 1980 al 1988, una guerra iniziata dall’Iraq ma sostenuta dal supporto statunitense all’Iraq, che includeva dati di ricognizione cruciali, aiuti finanziari e l’esportazione di agenti biologici e chimici utilizzabili per armi di distruzione di massa.

Mille americani morti rendono l’Iran una nazione canaglia. Mezzo milione di iraniani morti rende gli Stati Uniti una nazione di benefattori? Quanto sono benevoli gli Stati Uniti?

L’Iran non ha orchestrato un colpo di Stato per rovesciare il leader eletto degli Stati Uniti; nel 1953 gli Stati Uniti orchestrarono un colpo di Stato per rovesciare il Primo Ministro eletto dell’Iran.

L'Iran non ha istituito una forza di polizia segreta utilizzata per reprimere violentemente il dissenso e torturare i prigionieri politici negli Stati Uniti. Nel 1957, la CIA americana (insieme al Mossad israeliano) istituì la SAVAK per conto dell'Iran.

L'Iran non ha mai imposto sanzioni o embarghi agli Stati Uniti né ha incoraggiato altri paesi a farlo; gli Stati Uniti lo fanno all'Iran da 47 anni.

L'Iran non ha fatto entrare navi da guerra nelle acque territoriali americane. Gli Stati Uniti lo hanno fatto nei confronti dell'Iran in numerose occasioni, dalla “guerra delle petroliere” degli anni '80 fino ai giorni nostri.

L'Iran non ha mai abbattuto un aereo di linea civile americano che volava in un corridoio aereo commerciale. Nel luglio 1988 l’incrociatore USS Vincennes abbattè il volo Iran Air 655, uccidendo 290 persone, tra cui 66 bambini. Successivamente gli Stati Uniti mentirono sul fatto che la USS Vincennes si trovasse nelle acque territoriali iraniane e inizialmente affermarono che l'aereo di linea iraniano non si trovava nel corridoio aereo commerciale. Gli Stati Uniti non si sono mai scusati e due ufficiali della Vincennes furono successivamente decorati (la parola Cermis vi ricorda niente? N.d.T.).

L'Iran non si è ritirato unilateralmente dall'accordo nucleare con gli Stati Uniti. È stato il presidente Trump a farlo.

L'Iran non ha condotto esercitazioni militari sotto gli occhi degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti hanno condotto esercitazioni militari nel Golfo Persico in diverse occasioni.

L'Iran non ha assassinato un maggiore generale degli Stati Uniti. Nel gennaio 2020 il presidente Trump ordinò l'assassinio del maggiore generale iraniano Qasem Soleimani.

L'Iran non ha fatto volare droni spia sul territorio statunitense; gli Stati Uniti effettuano voli di questo tipo sull'Iran già da molto tempo.

L'Iran non ha bombardato il territorio statunitense. Gli Stati Uniti hanno invece bombardato il territorio iraniano nel corso di un attacco contro gli impianti nucleari iraniani nel giugno 2025 e nuovamente a partire dal 28 febbraio 2026.

L’Iran non ha ucciso bambini americani innocenti. Nelle primissime ore della guerra preventiva degli Stati Uniti contro l’Iran, uno dei primissimi attacchi ha colpito una scuola femminile nel sud dell’Iran, causando la morte di circa 110 bambini. Quando è stato chiesto al presidente Trump se fossero stati gli Stati Uniti a bombardare la scuola, egli ha risposto: “No, a mio parere, in base a ciò che ho visto, è stato l’Iran a farlo”, proseguendo: “Pensiamo che sia stato fatto dall’Iran – perché, come sapete, sono molto imprecisi con le loro munizioni. Non hanno alcuna precisione. È stato fatto dall’Iran”.

L’Iran viene costantemente criticato per il suo sostegno ai gruppi proxy. Infatti, nel 2020, il Dipartimento di Stato americano ha stimato che l’Iran abbia speso più di 16 miliardi di dollari per sostenere i propri gruppi proxy in Siria, Iraq e Yemen tra il 2012 e il 2020. Ma tale sostegno è di gran lunga inferiore a quello americano ai propri gruppi proxy. Nel 2016, gli Stati Uniti hanno firmato una legge che stanzia 38 miliardi di dollari in aiuti militari a Israele dall’anno fiscale 2019 al 2028, e Israele è di gran lunga il principale destinatario degli aiuti statunitensi, per un totale di 330 miliardi di dollari (adeguati all’inflazione) dal 1946 al 2024, di cui quasi tre quarti sono aiuti militari.

Se l'Iran è complice delle morti attribuite ai suoi alleati, allora l'America è complice delle morti attribuite a Israele.

Il giornalista investigativo Ronen Bergman, nel suo libro “Rise and Kill First”, documenta che dal secondo dopoguerra Israele ha compiuto più omicidi mirati di qualsiasi altra nazione occidentale. Molti di coloro che sono stati assassinati erano iraniani.

Il bilancio delle vittime causato dalle azioni americane in Medio Oriente è davvero sbalorditivo. Secondo la Watson School of International and Public Affairs della Brown University, si stima che le operazioni militari statunitensi in Medio Oriente dopo l’11 settembre abbiano causato la morte diretta di oltre 940.000 persone e quella indiretta di altri 3,6-3,8 milioni.

L’Iran non rappresenta una minaccia imminente per la vita di milioni di persone; Donald Trump sì.

Michael C. Monson, laureato in giurisprudenza e in storia non occidentale, ha viaggiato molto in più di quaranta paesi nei cinque continenti ed è uno scrittore freelance pubblicato su Reason, The Freeman, The New Individualist e vari quotidiani.

Link: https://original.antiwar.com/michael_monson/2026/03/30/donald-trump-a-threat-to-world-peace/

Scelto e tradotto (IMC) da CptHook per come DonChisciotte

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Commenti (5)

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    1. maghi 2 aprile 2026

      mi pare di essere nel 1941. Con gli USA, che aspettavano il momento giusto per entrare in guerra. Questo arrivò dopo che le divisioni corazzate tedesche fallirino l'operazione Barbarossa e si trovarono impantanate nella gelida trappola sovietica. Avessero sconfitto l'URSS, gli USA si sarebbero guardati di entrare nella WWII. Lo stesso atteggiamento opportunista oggi lo sta tenendo la Cina. Probabilmente aspetta che USA e NATO si schiantino abbastanza con la Russia e l'Iran per intervenire direttamente. Se poi rimanesse l'unica potenza globale senza dover combattere, tanto meglio. Come diceva Sun Tzu: è meglio vincere senza combattere. Basta saper attendere. Intanto Trump sta facendo il suo gioco: vuol trascinare la NATO a Hormuz. Potrebbe essere la Barbarossa dell'occidente.

    2. CptHook 2 aprile 2026

      Potresti aver ragione, ma noto una certa riluttanza europea..., la Spagna ha dato il cattivo esempio (per me è ottimo) e anche gli altri cominciano a capire che l'Iran ha fatto bene i compiti a casa..., come fai, a fronte del disastro economico che ci aspetta dietro l'angolo, a far digerire al popolo i soldi che spendi in armamenti e missioni?
      Non c'è una soluzione militare, salvo una che decapiti totalmente il vero colpevole, Israele.
      Nel momento in cui Israele cesserà di essere un tumore incistato in M.O. e nel Mediterraneo, le cose andranno meglio per tutto il mondo.
      Purtroppo, se pure potesse accadere, io non lo vedrò...

    3. maghi 3 aprile 2026

      ragioniamo non sui soldi, ma sull'energia. Il terzo Reich cadde per mancanza di energia, non per mancanza di soldi. A chi serve la decapitazione energetica di Hormuz a livello globale? Pare non serva a nessuno, ma se c'è, qualcuno deve trarne giovamento. Non penso che Trump l'abbia causata senza sapere a cosa andava incontro. E poi la Cina che da più di un anno fa incetta di trutto il petrolio disponibile, perchè non ha risorse proprie a differenza di USA e Russia? Chi l'ha avvertita? Sono segnali, che indicano più che una WWIII, accordi sottobanco tra le potenze mondiali per una nuova Yalta, per una nuova spartizione del mondo. Quello che succederà si dovrebbe dipanare in vari anni o decenni, ma che il mondo cambierà è ormai chiaro e non piacerà a nessuno, nemmeno all'interno delle potenze mondiali, figuriamoci in paesi scarsamente dotati di risorse energetiche come Europa o India, dove si presuppone un cambiamento ancora più profondo. Oramai gli spettacoli negativi sono cominciati col covid, poi coll'Ucraina, ora col MO. Non accennano a fermarsi, solo a cambiare intensità. Cosa ci aspetta a breve termine? Non certo la caduta di Israele, quindi come poetava il mio conterraneo nel suo "Trionfo di Bacco e Arianna", che viveva a Firenze nel palazzo accanto ai miei antenati: "Chi vuol esser lieto, sia: / di doman non c’è certezza".
      Faber est suae quisque fortunae” – ognuno è fabbro della propria fortuna. Nei limiti del possibile e delle scelte. Per l'impossibile, come diceva il Duce: "Solo Dio può fermare la volontà fassista". Chi troppo, vuole, nulla stringe. Quindi chi vuol essere lieto, bisogna che si accontenti anche delle piccole soddisfazioni, perchè il cui orizzonte è destinato a restringersi sempre di più col tempo che passa. E se uno punta a soddisfarsi in modo sbagliato ed eccessivo, può rovinarsi solo la vita. Meglio mantenere un profilo il più basso possibile, ma per farlo bisogna cominciare prima possibile. Quando il cervello comincia a perdere neuroni, il che comincia a trent'anni, può essere già troppo tardi.
      Bacco, tabacco e Venere riducono l'uomo in cenere. Troppi sono gli esempi concreti nella mia vita di questo proverbio. L'azione distruttiva dei neuroni dei primi due è chiara, quella della terza causa è più subdola. Me ne sono accorto in tre casi di ictus in tre miei coetanei, il primo morto giovane a 40 anni per le sue viziose frequentazioni di passeggiatrici, il secondo per ictus contratto a 50 anni sempre per la stessa causa, che l'hanno portato prima su una sedia a rotelle, poi alla morte, e ora un altro che, nonostante abbia la paralisi della parte sx del corpo, le fa venire addirittura al suo capezzale. Chi vuol esser lieto sia, ma i piaceri per esserlo devono essere scelti dal "faber suae fortunae".

    1. clausneghe 2 aprile 2026

      Ora questo suino umano impazzito minaccia di bombardare l'Iran fino a farlo tornare all'età della pietra.
      Ma non ci riuscirà, mentre se davvero ci proverà vedremo subito una risposta devastante del IRGC che tempesterà di missili e droni tutte le basi e le infrastrutture Usa nei Paesi del Golfo alleati, fino a farle scomparire del tutto che già sono pesantemente danneggiate e inservibili.
      Poi daranno fuoco agli impianti petroliferi e se serve colpiranno gli impianti di desalinizzazione delle petromonarchie e del diabolico Sion.
      Lo stretto rimane chiuso per le Nazioni ostili e l'energia schizzerà a prezzi mai visti. Quando poi il Ciuffone malefico dovrà presentare i morti e mutilati più i danni enormi materiali subiti, vedremo quel che resta del popolo Americano andarlo a prendere per impiccarlo al lampione della Trump Tower..

    1. natascia 1 aprile 2026

      Il caos è una situazione a cui gli Stati Uniti tendono. Le ragioni sono varie.A mio avviso non bisogna personalizzare il caos perché esso e’ il vettore che ci sta portando verso il nuovo, o vecchio, ordine mondiale a cui molteplici forze lavorano
      lentamente da oltre 70 anni.Le democrazie sono , forse lo sono sempre state , gusci vuoti da riempire con progetti provenienti dall’altrove. Penso si sia compreso . Quindi D. Trump il vettore più veloce e più ignavo, rientra nelle variabili auspicate.

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