Dmitry Trenin: In Russia è in atto una enorme trasformazione e l’Occidente è cieco di fronte ad essa

La trasformazione della società russa, iniziata prima dello scoppio dei combattimenti in Ucraina all'inizio del 2022, sembra ormai irreversibile.

Dmitry Trenin: In Russia è in atto una enorme trasformazione e l’Occidente è cieco di fronte ad essa

Dmitry Trenin
swentr.site

A due anni e mezzo dall'inizio della guerra contro l'Occidente in Ucraina, la Russia è certamente sulla strada della ricerca di un nuovo senso di sé.

Questa tendenza era in realtà precedente all'operazione militare, ma, come risultato, ne è uscita fortemente amplificata. Dal febbraio 2022, i russi vivono in una realtà completamente nuova. Per la prima volta dal 1945, il Paese è davvero in guerra, con aspri combattimenti in corso lungo una linea del fronte di 2.000 chilometri e non troppo lontano da Mosca. Belgorod, un capoluogo di provincia vicino al confine ucraino, è continuamente sottoposto a micidiali attacchi di missili e droni da parte delle forze di Kiev.

Occasionalmente, i droni ucraini si spingono molto più in profondità oltre il confine. Eppure, Mosca e le altre grandi città continuano a vivere come se non ci fossero la guerra e (quasi) le sanzioni occidentali. Le strade sono piene di gente e i centri commerciali e i supermercati offrono la solita abbondanza di beni e generi alimentari. Si potrebbe concludere che Mosca e Belgorod sono la storia di due Paesi, che i russi riescono a vivere contemporaneamente sia in tempo di guerra che in tempo di pace.

Questa sarebbe una conclusione sbagliata. Anche la parte del Paese che apparentemente vive "in pace" è notevolmente diversa da come era prima dell'inizio del conflitto in Ucraina. L'obiettivo centrale della Russia post-sovietica - il denaro - non è stato eliminato, certo, ma ha certamente perso il suo dominio indiscusso. Quando molte persone - non solo soldati ma anche civili - vengono uccise, tornano in auge altri valori non materiali. Il patriottismo, vituperato e deriso dopo il crollo dell'Unione Sovietica, sta riemergendo con forza. In assenza di nuove mobilitazioni, le centinaia di migliaia di persone che firmano contratti con le forze armate sono motivate dal desiderio di aiutare il Paese. Non solo per quello che possono ottenere da esso.

La cultura popolare russa sta abbandonando - forse lentamente, ma costantemente - l'abitudine di imitare ciò che va di moda in Occidente. Al contrario, le tradizioni della letteratura russa, tra cui la poesia, il cinema e la musica, sono state riprese e sviluppate. Un'impennata del turismo interno ha aperto ai russi comuni i tesori del proprio Paese, fino a poco tempo fa trascurati, mentre diminuisce la sete di viaggi all'estero. (I viaggi all'estero sono ancora possibili, ma le difficoltà logistiche rendono sempre più difficile raggiungere altre parti d'Europa).

Dal punto di vista politico, non esiste un'opposizione all'attuale sistema. Quasi tutte le sue ex figure di spicco sono all'estero e Alexey Navalny è morto in prigione. Molte ex icone culturali che, dopo il febbraio 2022, avevano deciso di emigrare in Israele, Europa occidentale o altrove, stanno rapidamente diventando le celebrità di ieri, mentre il Paese va avanti. I giornalisti e gli attivisti russi che criticano la Russia da lontano stanno perdendo sempre di più il contatto con il loro vecchio pubblico e vengono accusati di servire gli interessi dei Paesi che combattono la Russia nella guerra per procura in Ucraina. Per contro, quasi i due terzi dei giovani che nel 2022 avevano abbandonato la Russia per paura di essere mobilitati sono tornati, alcuni di loro piuttosto amareggiati dalla loro esperienza all'estero.

La dichiarazione di Putin sulla necessità di una nuova élite nazionale e il fatto che abbia promosso dei veterani di guerra come nucleo di tale élite, in questa fase è più un'intenzione che un piano reale, ma l'élite russa sta sicuramente vivendo un enorme ricambio. Molti magnati liberali hanno definitivamente abbandonatola Russia, il loro desiderio di mantenere i loro beni in Occidente ha finito per separarli dal loro Paese natale.

Coloro che sono rimasti in Russia sanno che gli yacht nel Mediterraneo, le ville in Costa Azzurra e i palazzi a Londra non sono più a loro disposizione, o almeno non sono più sicuri da mantenere. In Russia sta emergendo un nuovo modello di uomo d'affari di medio livello: quello che unisce il denaro all'impegno sociale (non il modello ESG [Environmental Social, Governance]) e che costruisce il proprio futuro all'interno del Paese.

La cultura politica russa sta tornando ai suoi fondamenti. A differenza di quella occidentale, ma in qualche modo simile a quella orientale, si basa sul modello della famiglia. C'è ordine e c'è una gerarchia, i diritti sono bilanciati dalle responsabilità, lo Stato non è un male necessario ma il principale bene pubblico e il massimo valore sociale. La politica, nel senso occidentale di competizione costante e senza esclusione di colpi, è vista come egoista e distruttiva; al contrario, coloro che sono incaricati di essere alla guida dello Stato sono tenuti ad arbitrare, a garantire l'armonia dei vari interessi, ecc. Naturalmente, questo è un ideale piuttosto che una realtà. Nella realtà le cose sono più complesse e complicate, ma la cultura politica tradizionale, nel suo nucleo, è viva e vegeta e gli ultimi 30-40 anni, pur essendo stati estremamente istruttivi e di grande impatto, non l'hanno stravolta.

Anche l'atteggiamento russo nei confronti dell'Occidente è complesso. Vengono apprezzate la cultura occidentale classica e moderna (ma non tanto quella postmoderna), le arti e la tecnologia e, in una certa misura, il tenore di vita. Negli ultimi tempi, la vecchia immagine positiva e genuina dell'Occidente come società è stata rovinata dalla promozione aggressiva dei valori LGBTQ, della cancel culture e simili. È cambiata anche la visione delle politiche occidentali, della politica e soprattutto dei politici, che hanno perso il rispetto che la maggior parte dei russi aveva un tempo per loro. La visione dell'Occidente come avversario ereditario della Russia ha acquisito nuovamente importanza - non principalmente a causa della propaganda del Cremlino, ma per le politiche dell'Occidente stesso, dalla fornitura all'Ucraina di armi che uccidono soldati e civili russi, alle sanzioni che per molti versi sono indiscriminate, ai tentativi di cancellare la cultura russa o di escludere i russi dagli sport mondiali. Questo non ha portato i russi a vedere i singoli occidentali come nemici, ma l'Occidente politico/mediatico è generalmente considerato un avversario.

È evidente la necessità di un insieme di idee guida su "chi siamo", "dove siamo in questo mondo" e "dove stiamo andando". Tuttavia, nella mente di molti la parola "ideologia" è ancora troppo legata alla rigidità del marxismo-leninismo sovietico. Alla fine, qualunque cosa emerga sarà probabilmente costruita sulle basi dei valori delle religioni tradizionali, a partire dall'Ortodossia russa, e includerà elementi del nostro passato, compresi i periodi pre-petrino, imperiale e sovietico. L'attuale confronto con l'Occidente rende indispensabile l'emergere di un nuovo concetto ideologico, in cui sovranità e patriottismo, diritto e giustizia assumano un ruolo centrale. La propaganda occidentale lo definisce in modo peggiorativo "Putinismo", ma per la maggior parte dei russi può essere semplicemente descritto come "la via della Russia".

Naturalmente, ci sono persone scontente delle politiche che le hanno private di alcune opportunità. Soprattutto se gli interessi di queste persone sono in gran parte legati al denaro e alla ricchezza individuale. Coloro che fanno parte di questo gruppo e che non sono andati all'estero se ne stanno tranquilli, nutrono dubbi e sperano privatamente che in, qualche modo e a qualunque costo per gli altri, ritornino i "bei tempi andati". È probabile che rimangano delusi. Per quanto riguarda i cambiamenti all'interno dell'élite, Putin mira a infondere nuova linfa e vigore al sistema.

Non sembra che sia in arrivo una sorta di "epurazione". I cambiamenti, tuttavia, saranno sostanziali, dato il fattore età. La maggior parte degli attuali titolari dei posti di comando ha circa 70 anni. Nei prossimi sei-dieci anni queste posizioni passeranno a persone più giovani. Assicurare che l'eredità di Putin continui a vivere è un compito importante per il Cremlino. La successione non è solo una questione di chi emerge alla fine nella posizione di vertice, ma anche di che tipo di "generazione” arriva al potere.

Dmitry Trenin

Fonte: swentr.site
Link: https://swentr.site/russia/597346-massive-transformation-is-taking-place-in-russia/
15.05.2024
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Dmitry Trenin è professore di ricerca presso la Scuola superiore di economia e ricercatore capo presso l’Istituto di economia mondiale e relazioni internazionali. È anche membro del Consiglio russo per gli affari internazionali.

Commenti (24)

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    1. DrCaligari 17 maggio 2024

      La Russia un grande Paese che noi oggi magnifichiamo con giusti e comprensibili motivi. Cosi come ha rappresentato per 70 anni un modello di socialismo reale. Però occorre anche tener presenza la durezza di questo popolo, i 27 milioni di morti che hanno avuto nella guerra patriottica sono dovuti anche al fatto che Stalin era capace di sacrificare mezzo milione di uomini solo per rallentare un po' l'avanzata nazista, oppure i milioni di morti dei gulag. Insomma un Paese bello e terribile al tempo stesso. Infine noi critichiamo le rivoluzioni colorate ok, ma c'è anche da dire che purtroppo l'Occidente continua a rappresentare un modello culturale dal fascino irresistibile per gran parte del mondo. Per questo i Navalny triste a dirsi ma finiscono con l'avere ragione prima o poi.

    1. Primadellesabbie 17 maggio 2024

      Ho conosciuto bene un russo molto colto, aveva collaborato con i nazisti e viveva in Italia. Dopo la caduta del muro fece alcuni viaggi in Russia, in uno di questi si incontrò, a Mosca, con un accademico.

      Al ritorno mi raccontò che era in taxi con questo personaggio noto, e parlavano di Stalin, sottovoce, in francese e senza nominarlo, per evitare che l'autista ascoltasse.

      A un tratto, inaspettatamente, l'auto si fermò mentre passava di fronte a un palazzo, l'autista aprì il finestrino e sporgendo il braccio indicò un balcone dicendo: "lui parlava da lì".

    1. R66 17 maggio 2024

      Nelle varie cene e incontri conviviali, quando fa capolino l'argomento dell'uguaglianza o comunque di un vivere armonico rispetto ad ora, mi piace raccontare una storiella di mia invenzione.
      Forse l'ho scritta anche qui in passato, non ricordo...
      Ci sono 1.000 persone in un'isola abbastanza grande e questi si riuniscono per stilare una costituzione.
      Oltre ai classici non rubare, non ammazzare ecc... la decisione unanime verte sul dividere l'isola in 1.000 lotti, i quali verranno gestiti esclusivamente a piacere di ogni ricevente.
      C'è chi si mette a coltivare, chi ad allevare, chi si ingegna costruendo mulini e da qui inizia anche una sorta di commercio, insomma gli scambi.
      Alcuni si riproducono, aumentano di numero, si da il via all'arte, alla musica, alla poesia, al teatro e chi più ne ha, più ne metta...
      Altri non fanno una mazza.
      Niente!
      Stanno tutto il giorno al sole o su un'amaca, accontentandosi di cibarsi di quel che dona la natura; è importante sottolineare che nella loro nullafacenza, non gravano sugli altri, sfruttandolo al minimo e lasciandolo in gran parte incolto, riescono a gestirsi autonomamente all'interno del lotto a loro assegnato,

      Con il passare del tempo però, a qualcuno dei "civilizzati" inizia a sorgere un pensiero:
      "Cominciamo a stare stretti qui, quelli là hanno tutto quello spazio inutilizzato, andiamo a chiedergliene un po'..."
      Vanno a chiedere e i fannulloni rispondono: "Inutilizzato un corno! Quello che vedete è esattamente l'utilizzo che intendiamo farne, per cui tornate nei vostri lotti e vedete di organizzarvi diversamente, come non è affar nostro.
      Nel mentre, rileggetevi la costituzione che abbiamo stilato tutti di comune accordo!"

      Arrivati fin qui, le facce dei commensali cambiano, di solito i più vedono con antipatia i fannulloni e sorgono vaghe idee di giusto e di sbagliato.
      Il tarlo generale è: "ma quelli là (i fannulloni) non lo sfruttano, mentre gli altri lo farebbero! Trovo/non trovo giusto che..."

      Ecco l'imprinting "occidentale".
      Riuscite a vederlo?
      Ce l'avete ancora o ve ne siete liberati?
      Da un semplice lotto di terra, ad arrivare ad Amazon, è solo questione di tempo.
      Da notare, senza LGBTQ e roba varia in mezzo.

    2. IlContadino 17 maggio 2024

      Questo è l'imprintig "occidentale" che ha attecchito un po' dappertutto, forse è per questo che l'Occidente così come lo conosciamo, la civiltà Occidentale, sta subendo una metamorfosi, non serve più, è già ovunque, worldwide.

    3. sbregaverse 17 maggio 2024

      Certo caro frate Rischio (che il 66 diventi 69, o peggio 666), parimenti le dinamiche della competizione, in meno di un amen, portano alle guerre.

    4. R66 17 maggio 2024

      Ehm, sì, ma non dovevi rispondere tu; hai svelato il trabocchetto!
      LOL
      Infatti, l'imprinting è insito nell'essere umano, non è esclusivamente occidentale.
      Su questo argomento l'uomo mostra al massimo l'ingegno di cui è capace.
      Fior fiore di intellettuali si sperticano in pipponi infiniti sul bene e sul male, su idee di giusto e di sbagliato, paroloni, democrazie, filosofie raffinatissime per dire: la mia necessità vale più della tua.
      Ci mancherebbe che sia l'inverso!
      ARILOL

      Ora è la volta della Russia.
      Ci si convince che basti cambiare la superficie, che sia colpa della "cancel culture" e company, che una volta tolte di mezzo due o tre impostazioni, avvenga la pace perpetua.
      Se, se, come no...
      Se la storia non ha mai fatto sì che l'imprinting, ripresentabile costantemente ad ogni nuovo nato, venisse sconfitto da un pensiero sociale posteriore, è probabile che non avverrà neanche in seguito.
      Nel caso sembri una predizione pessimistica, consiglio di ritornare all'isola.
      Si tratta di una prova del 9, mica una semplice storiella: tu che leggi, storci il naso verso i fannulloni?
      Sì?
      Beh, allora fai l'avvoltoio, depreda e non perdere tempo in discorsi vani.
      Non cambierà nulla comunque, ma se non altro i fannulloni avranno verso di te più rispetto per l'onestà intellettuale dimostrata.

    5. R66 17 maggio 2024

      Non trovi curioso che questa tu semplice osservazione, venga zompata a piè pari (anche) dalla "nobile disinformazione"?
      Hai qualche idea sul perché?

    6. Hospiton 17 maggio 2024

      Credo sia la dimensione numerica di una comunità che influisce sull'incontrollabilità della stessa, ciò consente il prevalere di una categoria pericolosa, li definisco "i bellicosi"...qualche centinaio di persone possono organizzarsi e dar vita a comunità solidali*, forse anche qualche migliaio, crescendo di numero è inevitabile che aumentino le possibilità statistiche della presenza dei "bellicosi", ovvero quella minoranza più avida, ingorda, che domina le società complesse in virtù di una micidiale predisposizione all' aggressività, all'imposizione, alla sopraffazione, approfittando del fatto che nella maggioranza più o meno mansueta (il famoso gregge) sono pochi gli individui con personalità tale da opporsi o non farsi condizionare da suddetti elementi. Questo per semplificare al massimo un argomento che, data la sua vastità, non potrà mai esser trattato in maniera esaustiva in alcuna discussione. *Molto interessante il caso di Tristan da Cunha, l'isola più lontana dalla terra ferma, oltre 2000 km dal Sudafrica, niente aeroporto, popolata da circa due secoli da una comunità di circa 200/250 persone che vivono secondo ideali socialisti. Nel 1961, in seguito a un'eruzione, gli abitanti furono trasferiti a Southampton in Inghilterra: bastò una violenza commessa da un locale ai danni di un anziano perché il 95% dei tristaniani decidesse di tornare sull'isola sperduta in mezzo all'Atlantico, dove tutt'ora vivono i discendenti. Costruire qualcosa di "umano", solidale, condiviso è possibile, bisogna stare molto attenti a alcune erbacce infestanti (che in Occidente hanno attecchito in modo straordinario, pur non avendo mancato di infettare altre numerose civiltà del passato e del presente). A Tristan prestano questa attenzione, ovviamente perché le condizioni per ora lo consentono: il giorno in cui nella City londinese un team di "bellicosi" miliardari dovesse decidere di farne un parco giochi per ricchi, o dovesse scoprire un giacimento di petrolio/gas/ecc nei pressi dell'Isola, bè il resto lo sappiamo...https://www.levantenews.it/2023/03/09/camogli-tristan-da-cuhna-e-quellutopia-socialista-nata-200-anni-fa/

    7. R66 17 maggio 2024

      Non male l'esempio di Tristan, grazie per averlo citato.
      Come hai ben detto, l'argomento è vasto.
      Comunque, il problema non riguarda tanto la complessità, ma il quasi totale disinteresse ad affrontarlo.
      In compenso, arrivano a frotte galline e polli con: ma allora qual è la soluzione? Dai, dai, dimmi la soluzione tu che sei più furbo...
      Vuoi saperne più di Pinco Pallo che ha studiato a Pinco Pallandia?
      Su, su, aspetto...
      Ancora niente?"
      Ottimi presupposti direi.

    8. ric 17 maggio 2024

      lo spirito essenziale del colonizzatore giudaico /occidentale....

    9. sbregaverse 17 maggio 2024

      Sì caro frate cenobita l'idea ce l'avrei ed è identica alla tua !
      P.S. Al posto di zompata userei il neologismo :
      CANGURATA ( il marsupiale fa balzi tra i più spettacolari)

    10. R66 17 maggio 2024

      Le "robe famose", a posteriori sappiamo vederle tutti, con quelle attuali abbiamo un po' più di difficoltà.
      Anche se spesso posso apparire cinico, ti dico che comprendo appieno la speranza di un risollevamento da parte di chiunque.
      Purtroppo esso non può avvenire d'incanto e senza una base solida a monte.
      Più si pensa che non ci sia tempo e che ora bisogni intervenire alla bene e meglio, più si posticiperà lo sviluppo di altro.

    11. Hospiton 17 maggio 2024

      Si, la storia di Tristan è notevole. In questi giorni se ne sta parlando nuovamente perché è stato ripubblicato un libro di E. Rosenthal sulla storia dei fratelli Stoltenhoff, due tedeschi che nella seconda metà del XIX secolo cercarono di stabilirsi su un'isola ancora più remota, a qualche decina di miglia da Tristan. Il nome dice tutto, "Isola Inaccessibile"... https://www.corriere.it/cronache/24_maggio_12/l-incredibile-storia-dell-isola-inaccessibile-e-dei-due-fratelli-tedeschi-che-ci-vissero-da-soli-per-due-anni-3c3f2838-3f61-4a49-b4a4-12197ac24xlk.shtml per il resto concordo sul fatto che si sia diffusa un'attitudine alla ricerca della soluzione magica, rapidissima, calcolando il dispendio di energie fisiche/mentali (efficientismo puro, la classica mentalità del manager rampante) del resto in tempi del genere non poteva essere altrimenti. Tra un po' le venderanno su Amazon, 'ste benedette "soluzioni"...

    12. ric 17 maggio 2024

      vero m a c'e' anche il risvolto negativo a stare stare seduti sull' amaca.

      vedi certi paesi che nulla hanno fatto per se stessi stando seduti ad oziare . Ma hanno fatto la cosa piu' facile del mondo . Fare figli...

      poi non sanno cosa mangiare e vanno con gi gommoni in casa d'altri...anche questo e' un aspetto da considerare.

    13. R66 17 maggio 2024

      Se lasci cangurata opensource, in futuro ci farò un pensierino.

    14. IlContadino 17 maggio 2024

      Proprio ieri il tubo mi ha suggerito questo video sulle Isole Pitcarin, me lo sono guardato, storia curiosa.
      I ragazzi del canale non hanno di certo lo spirito critico del complottista purosangue, però tirano su un video che comunque fa riflettere.
      Vedi tu, dura una mezz'oretta scarsa.

      https://youtu.be/FJAXlZAbsPA?si=4HJIZty4XD4L8NEH

    15. Hospiton 17 maggio 2024

      Si l'ho visto, seguo spesso Nova Lectio, grazie comunque per la segnalazione! Vero, non sono complottisti doc però fan passare roba interessante, considerando che la censura YouTube è piuttosto fastidiosa. In quanto a Bligh e Christian è una storia su cui raccolsi un po' di materiale tempo fa, mi era piaciuto molto "Il Bounty" con Anthony Hopkins, se ti capita te lo consiglio.

    16. sbregaverse 17 maggio 2024

      Per i frati questo( ci mancherebbe ) per le sore anche ALTRO.

    1. IlContadino 17 maggio 2024

      I russi sono stati massacrati psicologicamente, forse più di tutti gli altri.
      Questo mi viene da pensare ogni volta che mi imbatto nella Russia.
      Dalle guerre contro Napoleone in poi, un macello.
      Le quote di fucilazione. Avevano le quote di fucilazione. Incredibile.
      Morti ammazzati a decine di milioni.
      Rivoluzioni, contro rivoluzioni, ancora rivoluzioni, epurazioni.
      Reato di mancata delazione. Mammamia.
      Il cugino viene a prendere il tè, parla in modo sgarbato dello Stato, non lo denunci, è tuo cugino, gli vuoi bene, ma lui tira su due spicci lavorando per i servizi, l'indomani ti vengono a pigliare, sei anni in Siberia, sticazzi.
      Il cugino viene a prendere il tè, parla in modo sgarbato dello Stato, anche se gli vuoi bene, nel dubbio lo denunci, lui in realtà voleva solo un po' sfogarsi, lo vanno a pigliare, sei anni in Siberia. Sticazzi.
      Si può campare così?!
      Negli anni ottanta avevano ancora una legge dello Stato che proibiva ai russi di "parlare" con gli occidentali.
      Fanno tenerezza.
      Quando leggo di "identità russa" mi chiedo quale possa essere, voglio dire, di sicuro ce l'avranno, ma chissà su cosa l'hanno costruita. L'hanno costruita nonostante.
      Voglio bene ai russi, hanno un ché che solo i russi. "Guerra e pace", inarrivabile!
      Detto ciò, bel pezzo, complimenti Comedonchisciottev

    2. Hospiton 17 maggio 2024

      Paese duro, del resto si è forgiato subendo devastanti incursioni da est (mentre quelle da ovest sono iniziate in tempi relativamente recenti, pur con eccezioni medievali come quella cui ci rimanda la famosa Prospettiva Nevskij). Dato che ti stai appassionando alla letteratura russa ti consiglio un libro di Puskin sulla rivolta di Pugacev, qui trovi una breve recensione https://www.quodlibet.it/recensione/6053

    3. IlContadino 17 maggio 2024

      La ringrazio buonuomo, sicuro finirò su quelle pagine. Non ho ancora letto nulla di Puskin, è il prossimo della lista, lui e Turgenev.
      Sai, in questi giorni sto leggendo 'L'idiota', lo lessi una ventina d'anni fa, certo mi era piaciuto, ma in questi giorni mi sta travolgendo, non vedo l'ora di rileggerlo, fra vent'anni;-) quei due, lui e Tolstoj, avevano una marcia in più.
      Sono davvero curioso di scoprire gli altri due, comincerò di certo dal tuo suggerimento.

    1. Papaconscio 17 maggio 2024

      È evidente la necessità di un insieme di idee guida su “chi siamo”, “dove siamo in questo mondo” e “dove stiamo andando”. (...) Alla fine, qualunque cosa emerga sarà probabilmente costruita sulle basi dei valori delle religioni tradizionali, (...) e includerà elementi del nostro passato

      E noi, con tutto il nostro passato?
      Progettiamo un nuovo contratto sociale?
      Tagliamo tutto il secco e ripartiamo dalle radici

    1. Gino 16 maggio 2024

      A due anni e mezzo dall’inizio della guerra contro l’Occidente in Ucraina

      Occhio alla Georgia
      https://youtu.be/HUnQwlpkGg8

      Ciò che nel 2014 accadde in Ucraina ora si sta pedissequamente riproducendo in Georgia.
      Pare che in Occidente vi sia una sempre più grave lacuna nelle capacità di progettazione dei colpi di stato...

      La cultura popolare russa sta abbandonando – forse lentamente, ma costantemente – l’abitudine di imitare ciò che va di moda in Occidente.

      Con tutti gli sforzi che l'Occidente pare stia facendo per ottenere di farsi vedere per quello che esso infine divenne (la parodia di un criminale che con il tempo si trasformò in un rimbambito totale) non credo possa essere un fenomeno che potrà interessare il solo popolo russo.

    2. ric 17 maggio 2024

      infatti Georgia, Kuwait, Kossovo , Ossezia , Armenia prossima , Azerbaijan , hanno tutti ina comune matrice

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