DMITRY ROGOZIN FOR PRESIDENT

DMITRY ROGOZIN FOR PRESIDENT

John Helmer
johnhelmer.net

Secondo gli emendamenti alla Costituzione russa adottati nel 2020, Vladimir Putin potrà ricandidarsi nel 2030 e vincere un altro mandato fino al 2036, quando avrà 84 anni. La gara per la successione presidenziale potrebbe quindi essere rinviata di un altro decennio.

Oppure potrebbe essere già in corso. Questa è una delle poste in gioco nell'attuale discussione a Mosca tra lo Stato Maggiore e il Cremlino su come dovrebbe finire la guerra in Ucraina - tra la capitolazione incondizionata del regime a ovest del fiume Dnieper fino al confine polacco e l’annessione dei territori a est del Dnieper proposta da Putin a Istanbul nel marzo 2022 e ripetuta in un discorso al Ministero degli Esteri lo scorso giugno.

Il dibattito a Mosca sui termini di Istanbul-I e della proposta di Putin di Istanbul-II riguarda molto di più del futuro controllo dei territori a est o a ovest del Dnieper. La questione è se i militari si fidano di Putin per amministrare l'esito della guerra che gli elettori russi ritengono sia stata vinta dallo Stato Maggiore. Nel suo discorso del 14 giugno Putin ha ammesso alla sua platea di alti funzionari del Ministero degli Esteri ciò che tutti sapevano: che lui e lo Stato Maggiore erano in disaccordo sulla "conservazione della sovranità ucraina su questi territori, a condizione che la Russia abbia un ponte terrestre stabile verso la Crimea". Il "ponte di terra" di Putin e altre concessioni territoriali sono state respinte dallo Stato Maggiore.

Un candidato si è già schierato con i militari nella corsa alla successione: si tratta di Dmitrij Medvedev, presidente per un solo mandato e attualmente vicesegretario del Consiglio di Sicurezza; oggi ha 59 anni, nel 2036 ne avrà 71.

Nella sua piattaforma Telegram, Medvedev è stato un coerente sostenitore della linea dello Stato Maggiore: "A mio parere, negli ultimi tempi, anche teoricamente, c'è stato un pericolo: la trappola dei negoziati, in cui il nostro Paese potrebbe cadere in determinate circostanze. Ad esempio, i primi inutili colloqui di pace proposti dalla comunità internazionale e imposti al regime di Kiev con prospettive e conseguenze poco chiare [Medvedev si riferiva a Istanbul-I]. Dopo che i neonazisti hanno commesso un atto di terrorismo nella regione di Kursk, tutto è andato a posto. Le chiacchiere di intermediari non autorizzati sul tema del bel mondo sono state interrotte. Ora tutti capiscono tutto, anche se non lo dicono ad alta voce. Capiscono che non ci saranno più NEGOZIATI FINO ALLA COMPLETA SCONFITTA DEL NEMICO! [Maiuscole di Medvedev]".

Medvedev implicitamente critica Putin, ma continua a sperare di poter negoziare un trasferimento amichevole del potere tra i due. Allo stesso tempo Medvedev segnala allo Stato Maggiore che i militari possono fidarsi di lui. Ma non è così.

C'è un altro candidato alla successione che gode della fiducia dei militari e degli elettori ma che non ha annunciato la sua candidatura. Putin lo conosce bene e ha ripetutamente cercato di metterlo da parte. Si tratta di Dmitrij Rogozin, candidato alla campagna presidenziale contro Boris Eltsin, deputato della Duma e negoziatore in Cecenia, ambasciatore alla NATO, vice primo ministro con delega al complesso militare industriale, capo di Roskosmos e ora, dopo essere sopravvissuto a un attentato in Ucraina, senatore per la regione di Zaporozhye nel Consiglio della Federazione. Rogozin ha 60 anni, nel 2036 ne compirà 72.

Rogozin è figlio di un generale dell'Esercito russo, nipote di un ufficiale della Marina russa, pronipote di un pilota dell'Armata Rossa, pronipote di un generale dell'Esercito russo nella guerra contro il Giappone del 1904-05. Gli antenati di Rogozin avevano combattuto con i russi contro i Cavalieri Teutonici (XIII secolo) e con Dmitrij Pozharsky e Kuzma Minin nella guerra contro i polacchi (XVII secolo). "Questo per dire", ha scritto Rogozin, "che nel mio albero genealogico ci sono state persone abbastanza rispettabili".

In un libro pubblicato di recente, "Sul fronte occidentale", Rogozin ha detto più esplicito: "La guerra contro il nazionalismo radicale ucraino e la russofobia non è un confronto tra eserciti e tecnologie militari, ma la risposta del nostro Paese a una minaccia esistenziale per tutto il nostro popolo, l'intera civiltà russa. È il ripristino della giustizia storica. È una causa comune, in cui deve manifestarsi l'unità dell'esercito, della società e della classe politica. Questa è l'occasione per cacciare dal Paese (e non farvi rientrare!) la quinta colonna dei traditori e dei mistificatori della globalizzazione. La guerra in Ucraina è una guerra per l'Ucraina e per la Russia, è una guerra santa per il diritto del popolo russo di esistere e di riunirsi nel suo territorio ancestrale. È una guerra contro un nemico molto più forte e pieno di risorse, una guerra per costringere l'Occidente collettivo, manipolato dagli anglosassoni e dai revanscisti tedeschi, a riconoscere il diritto della Russia a un futuro sicuro e indipendente per i suoi figli. Pertanto, per noi non ci dovrebbero essere "linee rosse" in questa guerra... Ritengo di fondamentale importanza mostrare costantemente la solidarietà universale con il nostro esercito. È impossibile mantenere l'illusione che l'esercito sia 'là fuori a fare il suo lavoro' mentre noi continuiamo a vivere come se niente fosse".

Una fonte moscovita ben informata spiega che: "Sono d'accordo che lo Stato Maggiore non ha amici al Cremlino. [L'ex ministro della Difesa] Sergei Shoigu e la cattiva gestione di Putin vengono imputati a loro. Una volta vinta la guerra, colpiranno. O, se non gli sarà permesso di vincere, colpiranno comunque. Tra i politici Rogozin sarà l'unico ad avere la loro fiducia. La sua presenza nella zona di guerra gli ha fatto guadagnare il rispetto di ufficiali e uomini di truppa. Ha preso le distanze in tempo da Yevgeny Prigozhin, [il ribelle del Gruppo Wagner]. Quindi non è merce avariata.

Come e quando potrà far leva su questo non è ovvio", aggiunge la fonte, avvertendo che Putin sa che l'esercito è una minaccia per la sua successione e sta reclutando ufficiali militari per farli diventare i suoi protettori politici nella successione. Putin ha annunciato questo piano in una cerimonia al Cremlino il 2 ottobre, chiamandola "Il tempo degli eroi".

La fonte moscovita commenta: "Non escludo che diversi ufficiali di medio livello - quelli che Putin chiama la nuova élite - entrino in politica attraverso la Rodina [il partito politico pan-russo "Madrepatria"] a livello locale e regionale. Il potere e il potenziale sono negli ufficiali di medio livello. Ai generali verranno concessi pensionamenti agevolati. Non si metteranno contro Putin o il suo successore. Tutto questo è di cattivo auspicio per Rogozin".

I discorsi sulla successione presidenziale a Mosca sono strettamente privati. Non c'è stata alcuna discussione, nemmeno un accenno alle credenziali di Rogozin come candidato alla presidenza, nei media tradizionali, nei commenti sulle operazioni di guerra nei blog militari o nella stampa nazionalista, come Tsargrad.

Chi lo sostiene riconosce il pericolo di provocare il Cremlino. "Non vedo alcun segno che Putin possa permettergli di salire a quel livello", commenta una fonte moscovita. La fonte comprende che il dibattito sui termini della fine della guerra e sulle concessioni territoriali di Putin è anche un test del potere politico interno, una prova generale per le prossime elezioni presidenziali.

Gli scritti di Rogozin trattano esplicitamente, e con la sicurezza di un partecipante diretto a molte delle battaglie politiche e partitiche, degli ex presidenti Mikhail Gorbaciov e Boris Eltsin, della loro ascesa e caduta dal potere, insieme ai loro collaboratori. È critico nei confronti dei ministri degli Esteri russi Andrei Kozyrev (1990-96) e Igor Ivanov (1998-2004). Non è da meno nei confronti della "diabolica trinità di Marx, Engels e Lenin". "Va sottolineato che le figure classichei del marxismo e del leninismo in genere non amavano la Russia e il popolo russo; pertanto, il fatto che il socialismo sia rimasto in auge per settant'anni, un’eternità, è da considerarsi un equivoco, un paradosso e un'ironia della storia. Il disprezzo con cui Karl Marx si riferisce alle nazioni slave è semplicemente sorprendente".

La citazione è tratta da The Hawks of Peace, Notes of the Russian Ambassador di Rogozin, una raccolta di saggi autobiografici pubblicata in inglese nel 2013. Questi capitoli riappaiono nella nuova pubblicazione russa del 2023, On the Western Front, The Devil of Change (Sul fronte occidentale, il diavolo del cambiamento).

Putin non compare prima che Rogozin abbia superato la metà del suo libro. "Giovane ed energico", aveva riconosciuto Rogozin all'inizio. "Si è messo subito al lavoro... Francamente, Putin il Falco mi è piaciuto".

[caption id="attachment_219176" align="aligncenter" width="605"] Sinistra -- https://www.amazon.com/Hawks-Peace-Notes-Russian-Ambassador/ Destra -- https://www.google.ru/books/[/caption]

Rogozin racconta con neutrale precisione i suoi rapporti diretti con Putin su diverse questioni: l'impegno russo con il Parlamento Europeo, le guerre cecene, la presa di ostaggi a Beslan (2004) e i negoziati con il leader ceceno Akhmad Kadyrov, lo status della Transnistria e di Kaliningrad, la politica interna dei partiti e le elezioni. "La mia precedente esperienza personale di contatti con Putin mi ha portato a credere che abbiamo opinioni simili". Identifica poi i punti su cui Putin non era d'accordo con lui. Accenna anche al fatto che Putin lo avrebbe indotto a credere una cosa e poi a farne un'altra.

"’Perché non combinare le idee di un sano conservatorismo con la lotta per la giustizia sociale in questo Paese che viene derubato da ladri e oligarchi corrotti?’, pensai e decisi, per il momento, di non tentare di dissuadere Putin sui potenziali obiettivi ideologici e pratici di un nuovo progetto che avevamo ideato".Questo accadeva nel 2004. Nel raccontare la sua carriera nell'amministrazione politica e militare da allora - Rogozin ha conseguito il dottorato con due tesi, "Filosofia e teoria delle guerre" e "Teoria delle armi, politica tecnico-militare, sistemi d'arma" - Rogozin ha sfidato gli elettori di Putin, ma non Putin direttamente.

Rogozin è sempre stato ostile ai consiglieri di Putin per la politica economica, Anatoly Chubais e Alexei Kudrin, i più longevi avanzi che Putin ha conservato dall'amministrazione Eltsin e agli oligarchi, che Rogozin ha criticato come loro padroni. "È sorprendente come persone come [Chubais] siano arrivate al potere", commenta Rogozin nel suo libro del 2013. Le parole sono misurate e sotto controllo: Rogozin lascia intendere di sapere esattamente come Chubais (e il suo protetto Kudrin) siano arrivati al potere e come lo abbiano mantenuto fino al 2022.

L'archivio del Cremlino registra gli incontri diretti di Rogozin con il Presidente Putin e il Presidente Dmitry Medvedev nell'arco di 22 anni.
In alto: 30 luglio 2002 - Putin incontra Rogozin, allora presidente del Comitato della Duma di Stato per gli affari internazionali e inviato speciale di Putin nella regione di Kaliningrad. Sotto: 12 aprile 2022 - Putin e Rogozin si incontrano a Blagoveschensk quando Rogozin era direttore generale dell'ente statale per le attività spaziali Roscosmos. Putin avrebbe firmato il decreto di licenziamento di Rogozin dodici settimane dopo, il 15 luglio 2022. L’ogano di opposizione Meduza aveva riferito dalla Lettonia che:

"il capo di Roscosmos, Dmitry Rogozin, dovrebbe entrare a far parte dell'amministrazione presidenziale russa nel prossimo futuro, come Meduza ha appreso da tre fonti vicine al Cremlino e da un conoscente di Rogozin. La posizione esatta che Rogozin assumerà è ancora in discussione. Secondo una fonte di Meduza, Rogozin è attualmente uno dei diversi candidati a capo dello staff (gli altri candidati sono sconosciuti)... Un'altra possibilità, secondo le fonti di Meduza, è che Dmitry Rogozin diventi uno dei supervisori del Cremlino per le autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk e per gli altri territori occupati dalla Russia in Ucraina. In questo caso, Rogozin sarebbe ufficialmente un assistente presidenziale o un vice capo di gabinetto e sostituirebbe Dmitry Kozak".

Alla fine, Rogozin era stato scartato per il posto di Kozak e Putin lo aveva sostituito con Vladimir Medinsky. Per l'importanza di Medinsky nei negoziati di Putin per la fine della guerra con gli Stati Uniti, leggete qui. Per il ruolo di Kozak nella gestione del portafoglio dell'Ucraina, leggete qui.

Prima di Kozak nel portafoglio dell'Ucraina, c'era Vladislav Surkov. Surkov, Kozak e Rogozin erano inaccettabili per gli Stati Uniti, tutti e tre erano stati sanzionati. Medinsky era accettabile per Washington e non era stato sanzionato. Putin, dopo rimosso Rogozin da Roskosmos, aveva aspettato diciassette mesi prima di annunciare la sua nomin a senatore per Zaporzhye, il 23 settembre 2023.

I blogger militari avevano esultato: "Oggi il comandante dei 'Lupi dello Zar' è forse l'unico senatore in Russia, o addirittura nel mondo, che combatte in prima linea. Una volta Rogozin aveva detto che il suo obiettivo principale è liberare l'Ucraina dal fascismo". Putin aveva deciso di subordinare Rogozin a Medinsky e di tenerlo lontano da Mosca.

Nel prologo del suo ultimo libro, Rogozin scrive:

"Ho cercato di scrivere questo libro nel modo più veritiero possibile, ricostruendo a memoria dialoghi importanti e dettagli di eventi. Naturalmente, le mie valutazioni sul comportamento di specifici politici dell'era moderna russa ed europea possono sembrare soggettive a te, caro lettore. D'accordo. Dopo tutto, ho partecipato direttamente agli eventi descritti nel libro. Ad alcuni queste valutazioni sembreranno eccessivamente emotive, ad altri politicamente del tutto scorrette. Mi scuso in anticipo. È una delle nostre cattive abitudini russe: chiamare un furfante un furfante, e un eroe un eroe...".

"Purtroppo, gli eventi degli ultimi anni hanno confermato tutte le mie precedenti preoccupazioni sui possibili sviluppi della situazione in Ucraina. Non potevo ignorare questo argomento, così come non potevo fare a meno di parlare del comportamento della nostra cosiddetta 'crema della società' in un momento minaccioso per la Madrepatria. Con tali "amici del popolo", non abbiamo nemmeno bisogno di nemici. Anche ora, durante il periodo dell'Operazione Speciale di Liberazione Militare [sic], che è oggettivamente inevitabile, date le minacce della giunta di Kiev di sterminare la popolazione russa in Ucraina e l'avvicinarsi del potenziale militare della NATO ai nostri confini, poco è cambiato nella nostra ‘élite’. Cosa può offrire questa ‘élite’ al popolo ucraino liberato dal nostro esercito? Come può essere migliore dell'élite di Kiev, che ha portato l'Ucraina alla bestialità della russofobia? Come potete far finta che non sia successo nulla nel Paese e continuare a bere champagne e a mangiare éclair nelle feste con i fuochi artificiali proprio mentre decine di migliaia di nostri soldati, rischiando la vita, stanno svolgendo una missione di combattimento? Il nostro popolo ha davvero una doppia personalità?".

Una ricerca sulla stampa russa non ha trovato saggi o analisi dei libri di Rogozin o delle opinioni che ha sostenuto nei suoi incarichii politici. I talk show televisivi diretti dal Cremlino e i media internet come Vzglyad lo ignorano.

Sulla piattaforma che gli è stata lasciata, Rogozin rivela tra le righe che il contesto attuale e pressante è quello dei negoziati per la fine della guerra che il Cremlino sta conducendo con Donald Trump e altri.

Il 16 settembre - "[L’ex segretario generale della NATO Jens Stoltenberg è] l'esemplare più raro dei mostri sulla terra... Lo scheletro di Goebbels, o qualsiasi altra cosa sia rimasta di quel bastardo, trasudava di invidia. È necessario dire qualcosa, come se la Germania non è parte del conflitto con l'URSS se i suoi aerei bombardano Mosca. Senti Stoltenberg, le favole raccontale a tua moglie, visto che hai passato troppo tempo nella biblioteca della NATO. Feccia bugiarda. Gli attacchi aerei dei Paesi della NATO sul territorio del nostro Paese sono una dichiarazione di guerra. Non ci saranno altre interpretazioni di questo atto di aggressione. Se continuerai a mentire, tornerò a Bruxelles e ti darò una sberla sulle orecchie, disgustoso bugiardo. E poi ti appenderò a uno di quei pioppi che ho piantato lì".

Il 26 settembre - "Ieri sera, diversi colleghi che lavoravano con me a Bruxelles mi hanno informato, senza fornire troppi dettagli, che ora la questione più importante che viene discussa nella NATO è: quanti giorni dopo la comparsa delle truppe NATO in Ucraina, la Russia userà le armi nucleari contro di loro. Cioè, quello che succederà è improvvisamente balzato agli occhi di tutti, l'unica domanda è esattamente quanti giorni rimarranno prima dell'Apocalisse. Si discute: alcuni dicono tra due settimane, altri dicono che non ci vorranno più di 10 giorni".

"Pertanto, la bozza dei Principi fondamentali amplia la categoria degli Stati e delle alleanze militari nei confronti dei quali viene esercitata la deterrenza nucleare e amplia l'elenco delle minacce militari da neutralizzare con misure di deterrenza nucleare. Vorrei richiamare la vostra attenzione in particolare su quanto segue. La versione aggiornata del documento prevede che un'aggressione contro la Russia da parte di uno Stato non nucleare, ma che coinvolga o sia sostenuta da uno Stato nucleare, sia considerata come un attacco congiunto contro la Federazione Russa. Il documento indica inoltre chiaramente le condizioni per il passaggio della Russia all'uso di armi nucleari. Prenderemo in considerazione questa possibilità non appena riceveremo informazioni affidabili su un lancio massiccio di armi di attacco aereo e spaziale e sul loro attraversamento del nostro confine di Stato. Mi riferisco ad aerei strategici e tattici, missili da crociera, UAV, aerei ipersonici e di altro tipo". Fonte: http://en.kremlin.ru/

Al Consiglio di Sicurezza Putin aveva parlato di una bozza di revisione della deterrenza nucleare che includesse Stati non nucleari come Ucraina, Romania, Polonia e Germania che agiscono sotto il controllo degli Stati Uniti; il comunicato del Cremlino implicava che il presidente stesse ritardando la sua personale approvazione degli "aggiornamenti... proposti in termini di definizione delle condizioni per l'uso delle armi nucleari".

Secondo Rogozin, la decisione russa di usare le armi nucleari contro gli Stati non nucleari che permettono agli Stati Uniti di immagazzinare, installare e puntare le loro armi nucleari contro obiettivi russi è una decisione militare collettiva, ed è già stata presa.

"Questa volta le notizie sui risultati della riunione di ieri del nostro Consiglio di Sicurezza sono state percepite a Bruxelles non come bluff e vuote minacce, ma più che seriamente. Nei corridoi della sede di Bruxelles dell'Alleanza Nord Atlantica, dopo aver letto i dispacci dell'ambasciata di Mosca, la paura di perdere tutto nell'imminente e rapido conflitto nucleare ha cominciato a diffondersi con la velocità di un cattivo odore. Ebbene sì, una cosa è avvelenare un orso russo chiuso in gabbia, un'altra cosa è entrare nella sua gabbia dopo averlo sottoposto a tutte queste angherie. Si possono fare bei soldi contrapponendo la Russia all'Ucraina, questo bastardo prodotto del bolscevismo. Ma morire per l'Ucraina? No, ovviamente no. In Occidente nessuno è pronto per un simile sviluppo della storia. E se dimostriamo davvero, probabilmente non a loro, ma soprattutto a noi stessi, che siamo pronti ad andare avanti fino in fondo, allora questo è l'unico modo per fermare lo spargimento di sangue e sconfiggere il nemico collettivo. Ma se tremiamo, se cominciamo a fare i capricci, a dimenarci e a fare le corna, periremo.".

[caption id="attachment_219180" align="aligncenter" width="524"] Fonte: https://t.me/rogozin_do/6389[/caption]

"Oggi, il 30 settembre, il nostro Paese celebra una data memorabile: il Giorno della riunificazione della Repubblica Popolare di Donetsk, della Repubblica Popolare di Lugansk, della regione di Zaporozhye e della regione di Kherson con la Federazione Russa. In questo giorno del 2022, al Cremlino, il presidente russo Vladimir Putin, i capi delle due repubbliche popolari e delle due regioni hanno firmato gli accordi internazionali per l'ingresso (più corretto dire il ritorno) delle regioni della Novorossia alla Russia - sulla base dei risultati dei precedenti referendum. E questo significa che la capitale della mia regione è la città di Zaporozhye, così come Stepnorsk, Gulyaipol, Orekhov dovrebbero essere liberate dalla presenza di truppe straniere - ucraine e della NATO... Se non vogliamo che la guerra si estenda ai nostri figli e nipoti, dobbiamo finalmente schiacciare questo bastione e andare oltre, fino al confine polacco. Altrimenti, lo spargimento di sangue e le minacce alla Russia e al popolo russo non avranno mai fine".

L'anno scorso nel libro Sul fronte occidentale Rogozin aveva scritto: "Il Paese e la società devono vivere secondo gli interessi del fronte. Vince sempre chi è pronto ad andare fino in fondo. E la nostra gente è pronta ad andare in battaglia solo per un obiettivo chiaro per loro. Non per il denaro. Si può imparare a uccidere per soldi, ma non si può imparare a morire per soldi. Il nostro esercito in Ucraina sta combattendo per la Madrepatria. Non abbiamo il diritto di perdere. Questo è il nostro esercito e il nostro destino".

Questo significa che non ci saranno negoziati con il Cremlino fino a quando l'esercito russo non avrà raggiunto il confine polacco e, durante il tragitto, non avrà eliminato il regime di Kiev.

John Helmer

Fonte: johnhelmer.net
Link: https://johnhelmer.net/dmitry-rogozin-for-president/#more-90451
15.10.2024
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Commenti (6)

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Mostra commenti 6 caricati
    1. BrunoWald 19 ottobre 2024

      E dunque, almeno secondo John Elmer, esisterebbe un disaccordo sulla conduzione della guerra tra il Cremlino e le forze armate; il presidente vedrebbe nell'esercito una minaccia alla sua successione, e starebbe cercando di guadagnarsi i quadri intermedi e corrompere i generali.

      Medvedev, dal canto suo, spera in un "trasferimento amichevole del potere tra i due", benché Putin intenda restare in sella fino al 2036 - praticamente a vita. Ci sarebbe inoltre un terzo candidato alla successione, che gode della fiducia dei militari e che il presidente ha cercato di mettere da parte.

      Tale candidato, Rogozin, è ostile ai consiglieri di Putin per la politica economica - casualmente, gli ebrei Chubais e Kudrin - e agli oligarchi loro padroni, ovvero l'elite apatrida e globalista della Russia putiniana, riguardo alla quale egli dice: ". Con tali “amici del popolo”, non abbiamo nemmeno bisogno di nemici".

      Direi che stiamo facendo dei passi avanti rispetto ad anni di propaganda sulle geniali strategie dello scacchista Putin, l'imminente offensiva, il Generale Inverno e il Generale Armageddon... Bene! Sia pure col contagocce, la verità è sempre amica degli onesti e dei bene intenzionati.

    2. BrunoWald 19 ottobre 2024

      C'è purtroppo un dettaglio che getta un'ombra sulla buona fede di Rogozin, le cui analisi sarebbero altrimenti condivisibili:

      "È (...) una guerra per costringere l’Occidente collettivo, manipolato dagli anglosassoni e dai revanscisti tedeschi, a riconoscere il diritto della Russia a un futuro sicuro e indipendente per i suoi figli."

      L'occidente collettivo è manipolato dalla mafia khazara, assai più che dagli anglosassoni. E il "revanscismo tedesco" non esiste, perché non esiste più un governo germanico in grado di perseguire obiettivi nazionali autonomi, ma solo un'elite corrotta e ricattabile, vassalla dei globalisti e pienamente identificata nei loro obiettivi.

      Occultare la verità dietro slogan ingannevoli; non essere disposti a chiamare il nemico con il suo nome, è sintomo inconfondibile di mala fede; un indizio preoccupante del fatto che malgrado tutto si è parte del gioco, proprio come quegli "oppositori" che, ai bei tempi, se ne andavano in giro con la mascherina in faccia.

    1. Cachafaz 19 ottobre 2024

      Ottime le ultime 3 righe, la Russia non si fermera' fino al confine polacco. E' quello che ci vuole per logorare e sconfiggere il sistema Rotschild.kazari . Noi siamo sempre qui...la dissidenza. Se non c'era la guerra(le guerre), la Russia, non so' come sarebbe andata a finire. Male, probabilmente.

    1. Arthur 19 ottobre 2024

      "Diabolica trinità di Marx, Engels e Lenin”.
      ...
      “Va sottolineato che le figure classiche del marxismo e del leninismo in genere non amavano la Russia e il popolo russo; pertanto, il fatto che il socialismo sia rimasto in auge per settant’anni, un’eternità, è da considerarsi un equivoco, un paradosso e un’ironia della storia. Il disprezzo con cui Karl Marx si riferisce alle nazioni slave è semplicemente sorprendente”.

      Ecco, può darsi che qualcuno in Russia abbia capito che la Rivoluzione del 1917 (una roba bolscevica) sia stata voluta, pianificata e finanziata dalla City per affossare la Russia, cosa che è puntualmente accaduta con il massacro dell'establishment russo che fece piombare il paese in una dittatura marxista che ne ostacolò per decenni lo sviluppo economico, ritardato di oltre un secolo rispetto al mondo anglosassone e occidentale.
      Chissà cosa sarebbe oggi la Russia se avesse sviluppato un'economia di mercato con tutte le immense risorse di petrolio, gas e minerarie che possiede.
      Questo interrogativo sicuramente se lo ponevano anche gli Inglesi tra la seconda metà del XIX secolo e gli inizi del XX.
      Credo che gli Inglesi non ci dormissero la notte.
      Un vero incubo.
      Poi la perfida Albione ebbe un colpo di genio.
      E così si servirono dei soliti utili idioti per rovesciare una nazione e tenerla al palo con un regime distopico marxista.

      Ora è doveroso porsi una domanda.
      Ma i Russi lo hanno capito davvero o fingono?
      Onestamente il dubbio resta.
      E il motivo di questo dubbio risiede nel fatto che l'establishment russo continua imperterrito a calarsi le braghe dinanzi a una nota lobby che ebbe un ruolo determinante negli eventi del 1917, su mandato della City.
      Ma non solo.
      I Russi le braghe se le calano senza ritegno.
      Quelli della lobby chiagnono e fottono, e nonostante abbiano devastato la Russia (e ultimamente pure l'Occidente), i Russi restano proni.

      Come andrà a finire?
      Beh, mi pare ovvio, la Russia andrà dove la perfida Albione vuole che vada.
      Dove?
      In un vicolo cieco dove sarà azzannata.
      E infatti, purtroppo, è proprio quello che sta accadendo.
      Che strano, però.
      I Russi, che sono così bravi a scacchi, sono governati da una cricca di sprovveduti.
      Ma sono sprovveduti davvero o sono in malafede?
      Probabilmente entrambe le cose.
      Sprovveduti lo sono di sicuro perché l'establishment russo è costituito in larga parte dagli eredi degli utili idioti marxiani.
      E sono anche in malafede, poiché non esiste alcuna giustificazione plausibile al calarsi le braghe dinanzi alla nota lobby.
      Questo significa che l'establishment russo, insieme a quello cinese, entrambi marxisti, sono il braccio armato del famigerato Nuovo Ordine Mondiale distopico che in Occidente è voluto, guarda caso, proprio dalla sinistra neo-marxista woke-green-lgbtq, dalla nota lobby, dalla nota associazione segreta e da quella fetta di finti capitalisti e finti liberali che sono allineati al progetto malefico.
      Tutti utili idioti finiti in trappola.
      Trappola ordita dai burattinai che comandano davvero in Occidente.
      A tempo debito ci sarà lo scoperchiamento della pentola.
      In realtà il diavolo non fa i coperchi e infatti è tutto visibilissimo, ma i più non vedono, a causa delle gabbie mentali indotte.
      Soprattutto, sono gli utili idioti, manovrati dai burattinai, a non vedere e non capire, tutti intenti a divorare il banchetto che gli è stato posto dinanzi.

      Era un po' di tempo che non scrivevo qui su CDC a causa di impegni.
      Stamattina ho un po' di tempo e ho postato un intervento.
      Un ripasso generale.

    1. clausneghe 19 ottobre 2024

      Un grosso Carabiniere Russo con il DNA cresciuto a sangue nemico..Eccolo.
      Lo dico sempre ai babbei che credono basti eliminare Vladimir Putin per vincere la guerra in corso.
      Eliminato un Putin ne arriva subito un altro ben peggiore, secondo i canoni Occidentali.
      Per davvero, nei recenti sondaggi popolari il personaggio che i Russi amano ancora e di più, tanto da risultare primo in classifica, davanti a vari Tzar Poeti e Generali è, udite udite, Josep Stalin.
      Ormai l'hanno presa, questa guerra, come la prosecuzione della WW2 e non a torto, dal momento che vedono ancora i carri con la croce Tedesca razzolare nelle loro terre carichi di soldati con fregi e simboli simili se non uguali a quelli dell'epoca della Grande Guerra Patriottica, dove morirono 27 milioni di loro predecessori Russi.
      Aizzato e motivato da questo doloroso ricordo lo Spirito Orso non si fermerà più, costi quel che costi.
      E guai alle infime velenose bestiole, tutte riunite per ucciderlo, se le scrollerà di dosso e le squarcerà a zampate.

    2. Arthur 19 ottobre 2024

      "Nei recenti sondaggi popolari il personaggio che i Russi amano ancora e di più, tanto da risultare primo in classifica, davanti a vari Tzar Poeti e Generali è, udite udite, Josep Stalin."

      Questo conferma i miei sospetti sui Russi e su chi li comanda.
      Una nazione fottuta.
      La Russia è finita.
      È finita nel 1917.

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