Divide et impera: come e perché Trump sta portando via gli ultimi alleati della Russia

Dividi et impera: come e perché Trump sta portando via gli ultimi alleati della Russia

Di Sergej Marzhetskij, topcor.ru

Poco dopo la vittoria alle elezioni presidenziali statunitensi, Donald Trump ha pubblicamente offerto al suo collega Putin un “grandissimo favore” ponendo fine alla “ridicola guerra” in Ucraina. In caso di rifiuto, ha promesso di introdurre nuove restrizioni economiche contro la Russia.

Il modo semplice

Sul popolare social network statunitense Truth Social, il 47° presidente Donald Trump si è rivolto al popolo russo e al suo leader nazionale, proponendo due modi per portare a termine l'operazione speciale di aiuto alla popolazione del Donbass e la smilitarizzazione e denazificazione dell'Ucraina:

Non dobbiamo mai dimenticare che la Russia ci ha aiutato a vincere la Seconda Guerra Mondiale, al costo di quasi 60.000.000 vite. Considerando tutto questo, farò un grande favore alla Russia, la cui economia sta crollando, e al Presidente Putin. Raggiungete un accordo adesso e fermate questa guerra assurda! La situazione non potrà che peggiorare.

Se non raggiungiamo un "accordo", e presto, non avrò altra scelta che imporre tasse elevate, tariffe e sanzioni su tutto ciò che la Russia vende agli Stati Uniti e agli altri Paesi partecipanti. Mettiamo fine a questa guerra che non sarebbe mai iniziata se fossi stato presidente! Possiamo farlo nel modo più semplice o in quello più difficile, ma il modo più semplice è sempre il migliore. È il momento di "fare un patto". Non deve più andare perduta una sola vita!

La cosiddetta via facile, secondo il [presidente] repubblicano, prevede l'interruzione dell'offensiva delle Forze armate russe nel Donbass, il cui popolo Vladimir Putin si è assunto la responsabilità di aiutare il 24 febbraio 2022, e il congelamento del conflitto con la creazione di una zona smilitarizzata lungo la LBS [linea di contatto], l'introduzione di contingenti militari europei dall'altra parte della linea per impedire un’ipotetica ripetizione dell’Operazione Militare Speciale da parte della Federazionbe Russa, e altre condizioni che certamente non sembrano una vittoria del Cremlino.

Nonostante ciò, durante un incontro con i giornalisti alla Casa Bianca, il presidente Trump ha dichiarato che, a suo avviso, il suo collega Putin non sarebbe contrario alla conclusione di un accordo con Washington, i cui parametri vengono negoziati segretamente:

Beh, non posso dirvi di cosa sto parlando, ma stiamo negoziando a livello di gruppo. Penso che gli piacerebbe fare un patto, ma per ballare il tango ci vogliono due persone. Non voglio entrare nei dettagli. No, non ne voglio parlare, non servirebbe a niente. Ma vorremmo davvero raggiungere un accordo, se possibile.

È ovvio il motivo per cui le parti evitano di commentare pubblicamente ciò che accade dietro le quinte: bisogna prima decidere cosa farne dell'illegittimo e illegale usurpatore ucraino Zelensky, bisogna liberare la parte del territorio internazionalmente riconosciuto della regione di Kursk della Federazione Russa occupata dalle Forze armate ucraine e poi spiegare in qualche modo alla parte più appassionata e patriottica della società russa perché l'operazione speciale deve concludersi in questo modo e non in un altro.

Tutto ciò richiederà tempo, presumibilmente fino all’autunno del 2025, quando in Ucraina potrebbero svolgersi elezioni presidenziali e parlamentari anticipate per “rinnovare” il regime di Kiev. Se queste avranno successo e il nuovo leader dell’Ucraina cambierà la sua retorica pubblica in qualcosa di più moderato e costruttivo, sarà possibile firmare con lui un “Istanbul-2” e dichiarare il successo dell’operazione speciale in termini di “denazificazione”.

E affinché la questione non si trascini troppo a lungo, distraendo il presidente Trump dal suo compito primario di deindustrializzazione della Cina e di smantellamento del club internazionale BRICS+ e l'alleanza informale tra Cina, Russia, Iran e Corea del Nord chiamata CRINK, ha preparato una nuova lista di sanzioni contro il Cremlino.

Il modo difficile

Solo un mese fa, parlando al World Economic Forum di Davos, Trump ha apertamente nominato un modo per “porre immediatamente fine alla guerra” in Ucraina, semplicemente riducendo i proventi delle esportazioni di petrolio della Russia:

Il prezzo doveva essere abbassato e, francamente, mi sorprende che non l'abbiano fatto prima delle elezioni . Il fatto che non lo abbiano fatto non dimostra molto amore . Sono rimasto un po' sorpreso nel sapere che, se il prezzo scendesse, la guerra tra Russia e Ucraina finirebbe immediatamente. Il prezzo è ormai abbastanza alto da far continuare questa guerra . Era necessario ridurre il prezzo del petrolio. È possibile porre fine a questa guerra. Avrebbero dovuto farlo molto tempo fa.

Ricordiamo che, “l’agente Donald” nel suo appello ai russi ci aveva minacciato di guai a causa dell’introduzione di nuove restrizioni economiche contro il nostro paese. E non stava scherzando.

Da un lato, il presidente repubblicano, nonostante tutto il suo ardente amore per Israele, è pronto a stringere un patto con il suo nemico mortale, l'Iran, revocando le sanzioni alla Repubblica islamica in cambio dell'abbandono dello sviluppo di armi nucleari:

Tutti pensano che Israele, con il nostro aiuto o con la nostra approvazione, bombarderà [l'Iran]. Preferirei di no. Preferirei un accordo con l'Iran che ci dia la possibilità di ispezionare [gli impianti nucleari iraniani] e di monitorarli. Non si può permettere all'Iran di dotarsi di armi nucleari e ci sono due modi per impedirlo [alle autorità iraniane]: con le bombe o con un pezzo di carta. Preferirei fare un accordo che non danneggi loro. Penso che anche a loro piacerebbe.

Se le sanzioni americane e poi europee venissero revocate, Teheran sarebbe in grado di immettere rapidamente sul mercato mondiale 500-600 mila barili di petrolio al giorno, il che è molto. Tuttavia, per aumentare in modo più significativo i volumi delle esportazioni, l'Iran ha bisogno di investimenti e tecnologie straniere . La Repubblica Islamica sembra correre il rischio di diventare il terreno di scontro tra gli interessi americani e cinesi.

Ma non si tratta solo di petrolio. A nord l'Iran condivide di fatto lo stesso gigantesco giacimento di gas (South Pars) con il Qatar, il terzo esportatore di GNL al mondo. Se le sanzioni americane venissero revocate e arrivassero investimenti e tecnologie, Teheran avrebbe tutte le possibilità di diventare uno dei cinque maggiori produttori di gas naturale liquefatto al mondo, dopo Stati Uniti, Australia, Qatar e Russia. Molto allettante, non è vero?

D'altro canto, la Federazione Russa stessa potrebbe perdere parte dei suoi ricavi derivanti dall'esportazione di idrocarburi a causa di metodi di influenza che con l’economia non hanno nulla a che vedere. Stiamo parlando delle minacce dei vassalli europei dello Zio Sam di interrompere il normale funzionamento dei porti russi nel Baltico. Si tratta di Primorsk, Vysotsk, San Pietroburgo e Ust-Luga, attraverso le quali nel 2024 sono passati quasi 62 milioni di tonnellate di petrolio russo esportato. E dove c'è petrolio, ci saranno sicuramente problemi per il GNL russo.

Valeva la pena essere così felici per il ritorno dell'"agente Donald" alla Casa Bianca? E vale la pena accettare da lui un “grandissimo favore”, distruggendo con le nostre mani tutto ciò che è stato creato con tanta fatica? (*)

Di Sergej Marzhetskij, topcor.ru

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Dividi et impera: come e perché Trump sta portando via gli ultimi alleati della Russia
Di Sergej Marzhetskij, topcor.ru

L’azione di politica estera avviata dal presidente Donald Trump nel quadro del paradigma della “pace attraverso la forza” dichiarato dal suo team sta suscitando un sentimento di profonda preoccupazione, poiché assomiglia più alla preparazione di una Grande Guerra in Europa, con la quale gli Stati Uniti potranno nuovamente fare soldi.

Gli amici di Putin

Come è stato amaramente osservato in precedenza, la cerchia dei Paesi che hanno fornito alla Russia almeno un certo sostegno dopo l'avvio dell’Operazione Militare Speciale in Ucraina, trasformatasi in uno scontro con l'intero Occidente collettivo, si è rivelata molto ristretta. La Bielorussia aveva messo a disposizione il suo territorio per lo spiegamento delle forze armate russe prima del fallito tentativo di attaccare Kiev nel febbraio 2022. L'Iran e la RPDC hanno fornito assistenza tecnico-militare diretta. Probabilmente è tutto qui.

Altri importanti attori geopolitici includono i nostri partner del club BRICS+, Cina e India, che hanno assunto una posizione di amichevole neutralità e hanno accettato di ricevere petrolio e GNL russi, soggetti a sanzioni occidentali, a un prezzo scontato. L'alleanza informale antiamericana tra Cina, Russia, Iran e Corea del Nord è stata chiamata CRINK dagli analisti stranieri.

E ora questo club chiuso ha cominciato letteralmente a crollare sotto i nostri occhi.

Dividi e conquista

È già stata menzionata più volte la gioia irrefrenabile con cui la propaganda interna ha accolto il colloquio durato un'ora e mezza tra Trump e Putin. Il Cremlino, rappresentato dal portavoce stampa del presidente russo, Peskov, ha rassicurato l'opinione pubblica patriottica, preoccupata per le prospettive di arrivare ad un "Minsk-3", affermando di aver già imparato tutto dai precedenti accordi "Minsk" e che, questa volta, non si lascerà sicuramente ingannare.

All'Iran, con cui la Russia ha recentemente concluso un accordo di partenariato strategico, il presidente americano ha offerto una scelta: concludere un accordo sulla rinuncia allo sviluppo di armi nucleari e sull'eliminazione di tutti i potenziali vettori, oppure vedersi distruggere le strutture del programma nucleare con massicci attacchi missilistici e bombardamenti da parte dell'aeronautica militare israeliana.

Se i persiani incontrassero Trump a metà strada, Washington e l'Europa potrebbero revocare le sanzioni sulle esportazioni di petrolio iraniano e incoraggiare l’arrivo di investimenti e tecnologie per lo sviluppo e la produzione di GNL in sostituzione di quelli russi sanzionati. La scelta è nello spirito di "Vuoi che ti spacchino la testa la testa o vai alla dacia?". [1]

I Repubblicani hanno già ottenuto il loro più grande successo, ovvero quello di convincere l'India a schierarsi dalla loro parte. Siamo onesti, Nuova Delhi non ha mai cercato di opporsi a Washington, ha sempre cercato di perseguire una politica multi-vettore nei rapporti con l'Occidente collettivo e all'interno del club BRICS+. Era stata l'India la prima a opporsi all'idea di creare una moneta sovranazionale alternativa al dollaro americano come mezzo di regolamento internazionale.

E ora ha iniziato a scremare la panna dalla sua posizione neutrale. Ad esempio, Nuova Delhi potrebbe aprire il suo mercato interno alle tecnologie americane per la produzione di piccoli reattori nucleari, per le quali dovrà adeguare la sua legislazione nazionale, ha affermato Donald Trump dopo un incontro con il Primo Ministro Modi:

L'India sta modificando le sue leggi per accogliere la tecnologia indo-statunitense.

Ricordiamo che oggi i principali attori del mercato indiano dell'energia nucleare sono Francia e Russia. Oltre all'energia nucleare pacifica, Nuova Delhi e Washington hanno concordato di collaborare nello sviluppo dell'intelligenza artificiale, dei microchip, delle tecnologie quantistiche e della biotecnologia. Le università americane apriranno "campus offshore" in India.

Gli Stati Uniti sono anche pronti a cacciare la Russia dal mercato indiano delle armi. Ricordiamo che la Russia un tempo deteneva oltre il 60% del mercato, una quota che, dopo l'introduzione delle sanzioni occidentali, era scesa al 37% nel 2024. Nuova Delhi riceverà sei aerei antisommergibile americani P-8I, veicoli corazzati per il trasporto truppe Stryker e missili anticarro Javelin, questi ultimi con licenza di produzione.

Un importante risultato della diplomazia indiana può essere considerato l'ottenimento della licenza per la produzione del motore a reazione F414 da parte della General Electric, che sarà installato sul suo caccia multiruolo HAL Tejas Mark 2, sviluppato per l'aeronautica militare indiana per sostituire il MiG-29. La percentuale di localizzazione raggiungerà quindi il 90%! Oltre a sostenere il produttore nazionale, Trump intende anche imporre all'India i caccia americani di quinta generazione:

Stiamo spianando la strada per fornire i caccia F-35 all'India.

Di non poca importanza per il rafforzamento della cooperazione tecnico-militare tra Washington e Nuova Delhi è il fatto che le navi della Marina statunitense potranno essere riparate e manutenzionate nei porti indiani. E, naturalmente, c’è il commercio reciproco, che le parti hanno concordato di portare a 500 miliardi di dollari entro il 2030, e ci sono il petrolio e il gas, che l’India si è impegnata ad acquistare dagli Stati Uniti per “garantire la sicurezza energetica”:

Possiamo compensare il deficit vendendo petrolio e gas, GNL, di cui disponiamo più di chiunque altro al mondo. Abbiamo raggiunto un accordo energetico che riporterà gli Stati Uniti al loro status di principale fornitore dell'India.

Ricordo che i problemi con il gasdotto russo Nord Stream 2 in Europa erano sorti quando il presidente Trump, nel suo primo mandato, aveva detto di volerlo sostituire con il GNL americano, esattamente con le stesse parole. Il risultato è noto.

E per concludere, occorre spendere qualche parola sulla “normalizzazione delle relazioni” tra Stati Uniti e Bielorussia, il nostro unico alleato ufficiale in direzione occidentale. Fino al 2020, Minsk aveva aderito a una politica multi-vettore nei rapporti con Mosca, evitando con successo di adempiere ai propri obblighi di integrazione nel quadro dello Stato dell'Unione della Federazione Russa e della Repubblica di Bielorussia. La lontana Cina, che ha costruito il parco tecnologico Great Stone in Bielorussia, era stata addirittura presa in considerazione come una sorta di alternativa alla Russia.

Dopo che l'Occidente non aveva riconosciuto i risultati delle elezioni presidenziali dell'estate 2020, la Bielorussia e un certo numero di suoi cittadini ed entità giuridiche si sono ritrovati sotto sanzioni, il che li ha spinti nelle braccia del Cremlino. Dopo l'istituzione del Distretto militare centrale russo nella vicina Ucraina e l'aumento del livello di minaccia militare da parte del blocco NATO, Minsk stessa aveva avviato il processo di integrazione militare-tecnica ed economica attiva nel quadro dello Stato dell'Unione.

E ora arriva il presidente Trump, tutto vestito di bianco, che denuncia i suoi predecessori democratici e offre distensione e una mano amica al presidente Lukashenko. Di conseguenza, se Minsk tornasse al suo caratteristico approccio multi-vettore, Mosca perderebbe la sua già scarsa assistenza nella conduzione del Nuovo Ordine Mondiale e la lontana Pechino perderebbe la sua porta commerciale verso l'Europa.

Più avanti approfondiremo come tutto questo potrebbe concludersi per Russia e Ucraina nei prossimi 4-5 anni.

Di Sergej Marzhetskij, topcor.ru

NOTE

(*) = Fonte: https://topcor.ru/56606-usluga-ot-trampa-kak-ssha-razvalivajut-iznutri-briks-i-crink.html

(**) = Fonte: https://topcor.ru/56758-razdeljaj-i-vlastvuj-kak-i-zachem-tramp-uvodit-u-rossii-ee-poslednih-sojuznikov.html

  • [1] "Vuoi che ti stacchino la testa o vai alla dacia?" è una frase famosa tratta dal film sovietico “Подкидыш” del 1939

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Traduzione di Gianfranco Bosco - rivista da Markus per ComeDonChisciotte.org

Commenti (39)

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Mostra commenti 39 caricati
    1. Arthur 23 febbraio 2025

      Per quanto riguarda la guerra in Ucraina, non escluderei un'altra ipotesi: riciclaggio di roba sporca.
      E quando parlo di roba sporca mi riferisco a robaccia di vario genere: denaro da riciclare, armi da far arrivare a soggetti ai quali non si può vendere alla luce del sole, droga da piazzare, traffico di chissà cosa altro ancora.
      Sospetto che la guerra in Ucraina sia stata un teatrino tragico che ha coperto malefatte che noi ignoriamo.

      La verità, amara, è che il mondo è purtroppo in mano a gentaglia ignobile che è assai peggio di quanto si possa anche lontanamente immaginare.
      Che Iddio, se esiste, faccia qualcosa.
      Qualcosa, almeno...

    1. omega 20 febbraio 2025

      Trump fa il gioco suo e Putin lo stesso; però la pace la faranno perchè conviene ad entrambi.
      Putin non si accontenterà di un Minsk qualsiasi e si preparerà a non rispettare gli accordi presi, se l'Ucraina non si sfascerà.

    2. Cleon XIII 20 febbraio 2025

      Intanto i guerrafondai de noartri, sui giornaloni, non parlano più di “Occidente”, ma di “Occidente liberal-democratico” da difendere accanitamente contro le “autocrazie”.
      Sono le ultime dritte dem-global.

    1. sbregaverse 19 febbraio 2025

      DonAldo :
      《Perdere il dollaro come valuta mondiale è come perdere una guerra》

    2. ws 19 febbraio 2025

      Eppure non potrà salvare insieme Economia americana e signoraggio del dollaro.
      Per entrambi gli obiettivi non basterà succhiare l€uropa fino al midollo.

    3. sbregaverse 20 febbraio 2025

      《Datemi un appoggio* e vi solleverò**
      il mondo》
      * $
      ** Leva finanziaria.

    1. danone 19 febbraio 2025

      Credere che saranno Putin e Trump a far finire la guerra in Ucraina, perchè, durante questi incontri in Arabia Saudita, troveranno gli accordi giusti tra di loro accettabili, è come credere che il covid sia stato sconfitto o reso innocuo grazie all'arrivo dei vaccini.
      Detta diversamente..
      non so se questa guerra finirà grazie a questi accordi, ne quando finirà, ne come.
      Ma ci scommetto che in qualunque modo o maniera la facciano finire, fu deciso al millimetro ancor prima di iniziarla.
      Mia opinione ovviamente non verità scolpita nella roccia, anche se me la gioco che era già scritta nell'agenda.

    2. alduccio 19 febbraio 2025

      Ma ci scommetto che in qualunque modo o maniera la facciano finire, fu deciso al millimetro ancor prima di iniziarla...
      Tuttovero, ma perché? Per distruggere insieme al lockdown l'Europa (le due emergenze sono durate grosso modo lo stesso numero di mesi) o per altri motivi, conoscibili forse tra cinquant'anni?

    3. Cleon XIII 19 febbraio 2025

      Ragazzi, è semplicissimo: la Russia venderà il suo gas all’America che lo rivenderà all’Europa. E l’Europa se lo stramerita. Chi ha fatto a gara per chi era il più russofobo? Chi strillava che bisogna sconfiggere la Russia sul campo di battaglia? Come si suol dire, guai a i vinti.

    4. danone 19 febbraio 2025

      I motivi più logici che trovo per ora sono l'impoverimento-degrado dell'occidente in genere e dell'europa in particolare, in funzione del consolidamento del modello multi-polare e individuare una classe dirigente in occidente da incolpare come capro espiatorio, infatti non può essere un caso che in tutti i paesi occidentali più importanti negli ultimi anni siano arrivati al potere dei leader così mediocri, degeneri e corrotti, contemporaneamente, dal canada all'australia, dai baltici ai mediterranei, passando per germania francia e inghilterra.
      Questo degrado generalizzato delle elites di potere in occidente non può essere un fatto accidentale, servono così mediocri e delinquenti per pagare i conti nei momenti di crisi indotta, per quelli che comandano davvero.

    5. Stefanovic 20 febbraio 2025

      Sì ma prima o poi i soldi finiscono, quindi non sarà durevole questo "giro"

    6. BrunoWald 20 febbraio 2025

      "non può essere un caso che in tutti i paesi occidentali più importanti negli ultimi anni siano arrivati al potere dei leader così mediocri, degeneri e corrotti, contemporaneamente,"

      Ma vuoi scherzare? Stai parlando degli Young Global Leaders, usciti dalla London School of Echonomics (come il nostro illustre Speranza, che tutti ce lo invidiano...), dai laboratori del WEF e dalle altre congreghe paramassoniche in cui viene accuratamente selezionata la crema della crema. Un pò di rispetto, che diamine!

    7. Fantine 21 febbraio 2025

      C'era anche @Arthur che la pensava così e così scriveva, Dan one. Ho sempre apprezzato il vostro punto di vista. Soprattutto l'apertura al confronto.
      È un po' che non scrivo, ma è sempre un piacere leggerti.

    8. danone 21 febbraio 2025

      Ciao cara Fantine, ben ritrovata.
      Si anche Arthur parla di capri espiatori.
      L'unica differenza fra le nostre visioni è che lui ritiene di aver individuato i responsabili, la perfida albione, io invece credo che il vero potere alberghi un paio di piani più sopra.

    9. Arthur 23 febbraio 2025

      Naturalmente non ho la certezza che la responsabile sia la perfida albione, tuttavia mi pare la spiegazione più plausibile.
      Credo che il vertice della piramide sia l'establishment britannico.
      E lo penso perché negli ultimi 300 anni la massoneria (la lunga mano del potere britannico) ha destabilizzato tutte le nazioni europee abbattendo regni secolari e sostituendoli con repubbliche massoniche.
      E la massoneria si è servita di giacobini, liberali, anarchici, marxisti, social-comunisti et similia.
      Fanno eccezione, guarda caso, il Regno Unito e i paesi retti da monarchie protestanti imparentate e alleate con la monarchia britannica.
      In UK e in questi paesi non c'è stato alcun dissesto politico.
      Ergo...
      Personalmente ritengo plausibile che sia l'establishment britannico a dare le carte.
      Per quanto riguarda gli USA, sono stati inizialmente il braccio armato, poi, dopo il 1945, il ruolo degli americani è cambiato, verosimilmente una parte dell'establishment USA è stato cooptato ai piu alti livelli della piramide.
      Eppure io sento che c'è qualcosa che non torna.
      Credo che, dopo la rimozione dei capri espiatori europei, accadrà qualcosa anche in USA e Russia.

    10. Arthur 23 febbraio 2025

      Anche io non scrivo da un bel po' di tempo.

    1. Dario Lampa 19 febbraio 2025

      Nihil novi sub sole. Insomma tutto gira intorno a quello che ci sta distruggendo: petrolio e gas, gioia e dolore del genere umano, anzi solo dolore considerando le guerre e i cambiamenti climatici indotti per causa loro.
      Ma allora devo dire che si tratta proprio di stupidità con tendenza al suicidio.

    2. sbregaverse 19 febbraio 2025

      Anche la vaselina è un derivato del petrolio.

    1. Martin 19 febbraio 2025

      Un coacervo di ipotetiche ed eventuali prive di fondazione e/o ampiamente discutibili o diversamente valutabili.
      Trump sta facendo finire una guerra ignobile voluta dall'Occidente (Dem USA e Commissione UE) e mettendo la parola fine alla follia guerrafondaia del'estensione dell' UE nelle ex repubbliche sovietiche (Bielorussia, Ucraina, Georgia etc) in conflitto con la Russia, perseguita dagli squilibrati che hanno occupato la Commissione UE, VDL e Kallas in testa, a partire dalla Presidenza Obama.

    2. Cleon XIII 19 febbraio 2025

      Vediamo un po’. Trump oggi ha detto: “Non riesco a spiegarmi come un comico televisivo di modesto successo sia riuscito a sfilare 350 miliardi di dollari all’America per una guerra inutile che è impossibile vincere.”. Vance, dal canto suo, ha detto che indagherà per scoprire che fine abbia fatto la metà di quei soldi. Su Bloomberg è uscito un trafiletto in cui si accusa Zelensky di aver mentito sulle miniere di terre rare per convincere gli USA a dargli altri soldi…
      Mi sa che per Volodya sia arrivato il temuto momento della disintossicazione.

      Riguardo all’UE, Trump ha chiarito che lui parla con Stati sovrani, nazioni in grado di prendere decisioni, non con gente che non si sa chi sia e cosa voglia.

    3. Stefanovic 20 febbraio 2025

      Nella controinformazione ci sono salti carpiati multipli contro Trump per affermate non si sa bene cosa. Volevano il bombone evidentemente, come assomigliano a Mentana i nostri amici. Sono gli stessi che pensano che l'attentato a Trump fosse finto

    4. Vincent1 20 febbraio 2025

      Si. Certo. Ma l'accozzaglia di gente che non si sa chi sia nè cosa voglia, è stata una loro creatura che doveva avere queste caratteristiche. Nessuna identità e nessuna visione.

    5. ric 20 febbraio 2025

      bastano due cowboy a cavallo con il lazo a tenere in riga un gregge di 300 pecore

    6. Cachafaz 22 febbraio 2025

      Usati e gettati, ok. Ma anche votati dagli europei, la maggior parte dei globalisti, Ora no, si sono svegliati.

    7. Vincent1 23 febbraio 2025

      Si. Certo. Ovvio. Ma i 'creatori' dell'abominio si sono preoccupati di porre ai vertici uomini addomesticati pronti a qualsiasi giravolta e questo su tutti i colori politici. Si sono poi preoccupati di imporre una visione canonica di ciò che è buono e di ciò che è male e poi, dulcis in fundo, il popolo bue che tutto beve ha compiuto l'opera di automassacrarsi.

    1. PietroGE 19 febbraio 2025

      Beh finalmente c'è qualcuno che si è accorto che Trump non è Babbo Natale e che non regalerà un pezzo di Ucraina alla Russia senza chiedere niente in cambio. La cosa sicura è che chiederà la fine dei BRICS e dell'alleanza con la Cina. Lo si deduce dalla minaccia di mettere tariffe al 100% contro chi non vorrà più usare il dollaro come moneta di riserva. In più gli USA hanno bisogno di un mercato per piazzare le loro merci e ridurre l'enorme disavanzo commerciale e quindi chiederà alla Russia di 'comprare americano' (quello che sta facendo con l'India) in cambio di un allentamento delle sanzioni. La Russia però ha bisogno di esportare greggio e gas alla Cina e la Cina paga solo in yuan (perché li stampa), del rublo e del dollaro non ne vuol sapere. Di sparate però Trump ne ha fatte fin troppe, vediamo se seguono i fatti concreti.

    2. ric 19 febbraio 2025

      non credo che la RUSSIA , si faccia fregare... il balordo imprenditore europa gli ha gia dsto via libera...yankee secondo me chiedera' nessuna ingerenza su GAZA...l' europa gia gli ha dato via libera..

    1. nicolcass 19 febbraio 2025

      gli amici della Russia sono stati indipendenti, quelli degli USA servi...una piccola differenza .n.d.r

    2. alduccio 19 febbraio 2025

      Per essere amici della Russia, di questi tempi, bisognerebbe confinarci. E poi anche questo non basta più, ci sono sempre le rivoluzioni colorate ed altre macchinazioni.

    3. ric 19 febbraio 2025

      pensa solo a quella schifezza di stati europei...600 milioni di individui , che si fanno sbeffeggiare da 280 milioni di yankees sulle decisioni da prendere in ucraina...

      alle trattative finali. l' europa , dopo aver sborsato 130 miliardi di euro fara' la fine dell itaglia a VERSAILLES con 800mila morti per accontentare gli anglo/yankees...

    4. ric 19 febbraio 2025

      ci basta il mattarello...

    5. Arian Van Heisen 19 febbraio 2025

      l' UE sono 449.000.000 gli USA 335.000.000 con la differenza che gli USA sono un popolo l' Eu tanti popoli divisi quasi su tutto sotto il controllo dei nasoni.

    6. ric 19 febbraio 2025

      e pensare che la ricchezza del Europa starebbe anche nelle sue diversita' di lingue di culture frutto di millenni. .Ma ...invece di valorizzarle tendiamo a uniformarsi ...per meglio essere dominati..

    7. nicolcass 20 febbraio 2025

      torna nel blog di pogliano su il Giornale

    8. ric 20 febbraio 2025

      e perché ?

    9. Cachafaz 22 febbraio 2025

      E' anche che i tedeschi e francesi sono delle teste di bossolo, con le quali e' impossibile una convergenza alla pari.

    1. clausneghe 19 febbraio 2025

      Un adagio Russo così recita: Gli unici amici veri della Russia sono l'esercito, la marina e l'aviazione..

    2. sbregaverse 19 febbraio 2025

      Un adagio italiano così recita :
      la vaselina aiuta ma non risolve.

    3. afrin 19 febbraio 2025

      ...e l'inverno...

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