Dignitas infinita, l'inganno di un ritorno alla legge naturale

La recente Dichiarazione vaticana costituisce un "rammendo" degli strappi in campo morale di questo pontificato? Incertezze e stranezze ridimensionano il recupero di temi e termini tradizionali, che si rivela illusorio.

Dignitas infinita, l'inganno di un ritorno alla legge naturale

Di Stefano Fontana per La nuova bussola quotidiana

La dichiarazione Dignitas infinita del Dicastero per la Dottrina della Fede ripropone la nozione di diritto naturale e di legge naturale proprie della tradizionale dottrina della Chiesa, considerata nella sua unità di fede e di ragione? La domanda è interessante perché presuppone che nel suo recente magistero la Chiesa docente se ne sia allontanata.

Alla questione molte autorevoli menti hanno risposto di sì, che con questo documento la Chiesa è tornata alla propria visione tradizionale della legge naturale a fondamento metafisico. Per esempio, il presidente Marcello Pera in una intervista pubblicata su La Verità di lunedì 15 aprile ha detto: «Il papa è ritornato alla dottrina tradizionale cattolica. Dopo tanti segni di apertura verso il mondo laico, non ultima la strana concessione della benedizione, purché sbrigativa, en passant, delle coppie omosessuali. mi sembra che abbia adottato una posizione in linea con quella dei suoi predecessori. Se prima c’era stato qualche strappo, ora si vede un vistoso rammendo».

Lasciando da parte per ora la questione del «vistoso rammendo», che riprenderò in seguito, bisogna notare che effettivamente l’impressione del ritorno alla tradizione è in qualche modo giustificata. Si pensi addirittura che viene citata la famosa definizione di Severino Boezio della persona umana come individua substantia rationalis naturae, definizione coltivata solo da circoli cattolici di nicchia. Vengono poi adoperati termini vituperati dal linguaggio teologico cattolico odierno, come l’aggettivo “ontologico” o l’espressione “natura umana”. Anche la preferenza assegnata all’espressione “dignità umana” piuttosto che a “dignità personale” va nello stesso indirizzo. Bisogna riconoscere che le espressioni “diritto naturale” e “legge naturale” non ci sono nel lungo testo, ma gli ottimisti hanno buon agio nel fare riferimento ad espressioni sostitutive come le due ora ricordate. E poi c’è quel lungo elenco delle principali minacce alla legge naturale della dignità umana.

Detto questo, bisogna anche osservare che ci sono delle stranezze. Il riferimento a Locke e a Kant, come espressioni, seppure un po’ attenuate, della visione metafisica cattolica della dignità della persona, lascia perplessi. Se l’impianto del documento vuol essere “ontologico”, la cosa diventa impossibile nei due autori appena citati. Nel primo c’è una assonanza linguistica dato che anch’egli ha scritto un saggio sulla legge naturale, ma non molto di più, nel secondo poi il discorso diventa decisamente impraticabile. Anche l’elogio riservato alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo dell’ONU, che, come noto, si rifà a precedenti dichiarazioni a cominciare da quella del 1789 dell’Assemblea nazionale costituente nella primissima fase della Rivoluzione francese, sembra improprio ed eccessivo. Infine, l’apprezzamento per il “personalismo”, come corrente che avrebbe approfondito il carattere soggettivo e relazionale della persona, non è completamente accettabile, a cominciare dalla famosa distinzione maritainiana tra “individuo” e “persona” che tanti equivoci ha provocato, o come la definizione di Mounier della persona come “processo di personalizzazione” che adombra le derive liberali dell’autodeterminazione. Tutto questo ridimensiona il cosiddetto ritorno alla visione tradizionale circa il fondamento metafisico realistico della persona e della legge naturale.

Anche nell’elenco degli attentati alla dignità della persona umana e alla legge naturale che da essa promana si possono notare delle incertezze. Tutte le forme dell’attuale dispregio della legge naturale vengono messe sullo stesso piano. La povertà, la guerra, i migranti, con cui inizia appunto questo elenco, oppure la violenza digitale con cui esso si conclude, sono di una gravità diversa dall’aborto o dall’eutanasia, la violenza contro le donne andrebbe più realisticamente contestualizzata e descritta. Si nota la mancanza della dottrina dei principi non negoziabili che avrebbe potuto aiutare a gerarchizzare le cose.

Tornando ora al “vistoso rammendo”, si può notare che questa ripresa della legge naturale contrasta con il suo abbandono lungo tutto questo pontificato. L’approccio metafisico tentato in Dignitas infinita era stato in precedenza sostituito dalla regola del “caso per caso”, che più antimetafisica non si può. Non c’è traccia di riferimenti sistematici alla legge naturale nei documenti magisteriali recenti e, anzi, Amoris laetitia e Fiducia supplicans la contraddicono. Lo stesso dicasi per le posizioni concrete espresse dalla gerarchia sull’omosessualità e sul transgenderismo. Della teologia morale, la disciplina che dovrebbe appunto occuparsi dell’ontologia del bene legato alla dignità della persona, viene promossa una radicale revisione, evidente, per esempio, nel nuovo corso dell’Istituto Giovanni Paolo II, e oggi i maestri in cattedra nelle principali istituzioni accademiche cattoliche fanno un discorso assai diverso rispetto a questo “vistoso rammendo”.


Fonte: https://lanuovabq.it/it/dignitas-infinita-linganno-di-un-ritorno-alla-legge-naturale

Commenti (14)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 14 caricati
    1. absitiniuriaverbis 29 aprile 2024

      Ho l'impressione che quest'articolo come quelli ai quali si riferisce, stiano disquisendo della confezione luccicante del pacchetto regalo. Mentre dovrebbero concentrarsi non sulle parole ma sui fatti, ovvero il contenuto del pacchetto.
      Ma sui fatti, ed eclatanti, tutti muti.
      Mala tempora currunt.

    1. Niloleum 28 aprile 2024

      Mi piace; vitsoso remmadno

    1. GioCo 28 aprile 2024

      Quando il diastro è certo, i topi sono i primi ad abbandonare la nave. Ma non è quello che sta accadendo. Quello che accade è che il piano deve procedere ma lo farà tornando sommerso. Cioè meno evidente. Come tutto il resto, si torna indietro si, ma nel senso che quello che viene fatto sarà meno evidente e in previsione per "preparare meglio" (sfruttando compiacenze e corruttele "per il bene comune") il successivo assalto. E' la politica del coniglio che tante, forse troppe volte, ho descritto: si accarezza la bestia tenuta per le orecchie finché si rilassa al fine di potergli dare il colpo di grazia. Tu pensi che tutto sia finito perché non vedi l'ora e speri che tutto torni "alla normalità" e questi sapendolo bene se ne apporfittano per procedere comunque con i piani che "non possono e non devono fallire". Non lo hanno fatto mai... Perché dovrebbero adesso ?! Ma il tempo del successo garantito dall'impunità non è più quello di prima...

    1. pieros 28 aprile 2024

      @primadellesabbie
      Citazione incompleta che dice esattamente il contrario della istruzione dell'ex sant'uffizio ( non del Papa) in risposta a 19 quesiti posti da Guglielmo massaia vicario apostolico presso i galla( etiopia) su come comportarsi in merito ad alcuni usi e costumi dl posto.conclude affermando che:" tale servitú giusta presuppone che il servo si doni "spontaneamente e con libera e propria volontà ",se invece sono stati ingiustamente ridotti in servitú " non possono essere comprati e ricevuti" e hanno diritto di fuggire."
      Insomma disinformazione allo stato puro. Senza grassetto.

    2. Primadellesabbie 28 aprile 2024

      Non cambia nulla nel caso in cui lo schiavo si fosse consegnato "spontaneamente", anzi, per quanto riguarda il profilo della dignità, la posizione di Pio IX è anche più allarmante (e attuale).

      Impariamo a pensare prima di giocare al rimpallo.

    1. pippo123 28 aprile 2024

      La Chiesa nei secoli fedele...ai potenti , era arrivata al precipizio .Con Woityla e bergoglio ha fatto un passo in avanti...

    2. paulbressac 28 aprile 2024

      Bion giorno
      legga quello che Roberto Calvi scrive a Woityla:

      «Santità, sono stato io ad addossarmi il pesante fardello degli errori nonché delle colpe commessi dagli attuali e precedenti rappresentanti dello Ior, comprese le malefatte di Sindona, di cui ancora ne subisco le conseguenze; sono stato io che, su preciso incarico di Suoi autorevoli rappresentanti, ho disposto cospicui finanziamenti in favore di molti paesi e associazioni politico-religiose dell’Est e dell’Ovest; sono stato io che, di concerto con autorità vaticane, ho coordinato in tutto il Centro-Sud America, la creazione di numerose entità bancarie, soprattutto allo scopo di contrastare la penetrazione e l’espandersi di ideologie filomarxiste; e sono io, infine, che oggi vengo tradito e abbandonato proprio da queste stesse autorità a cui ho rivolto sempre il massimo rispetto e obbedienza. Santità, la domanda che mi pongo è questa: ma a chi giova un tale atteggiamento?»

      Qualche giorno dopo Calvi sarà incontrato impiccato.

      e se vuole c'è anche un falsario, trafficante, agiota legato alla banda della Magliana che telefona al segretario di stato Vaticano Casaroli chiedendo con insistenzia la restituzione di un miliardo e duecento milioni di lire che erano serviti al Vaticano per comprare documenti contenuti nella borsa di Calvi.

      un passo avanti? e per dove? sembra verso lo schifo totale

      Grazie per l'attenzione

    1. LuxIgnis 28 aprile 2024

      Povera Natura che ha fatto una sola legge: Vivete!
      E poi arrivano molti che pretendono di dire come bisogna vivere.

    2. Nonso 28 aprile 2024

      È interessante anche osservare che i molti che pretendono di definire il come, non sanno che pretendendolo lo lasciano al contempo alla mercé di chiunque altro, creano il precedente.
      Adeguandosi oggi ci si condanna all'adeguarsi di domani.
      Chi non vuole perseverare, nemmeno cominci. Chi inizia si goda l'inferno e la sua meretrice sovrana.

    1. Primadellesabbie 28 aprile 2024

      La Chiesa Romana può citare, a sua parziale discolpa, di essere da sempre assediata da soggetti che, come l'autore dell'articolo, irretiti dal sistema dei dogmi, credono di poter insegnare il mestiere ai Papi,

      Ad ogni modo sembra qui utile ricordare cosa fosse la "Legge Naturale" secondo Pio IX (grassetto mio)::

      "La schiavitù in quanto tale, considerata nella sua natura fondamentale, non è del tutto contraria alla legge naturale e divina; Possono esserci molti giusti diritti alla schiavitù e sia i teologi che i commentatori dei canoni sacri vi hanno fatto riferimento. Non è contrario alla legge naturale e divina che uno schiavo possa essere venduto, acquistato, scambiato o regalato.» (da Istruzioni, 20 giugno 1866)"

      (Da wikiquote, ma si può trovare ovunque)

    2. pippo123 28 aprile 2024

      pio nono per Garibaldi era un metro cubo di sterco...

    3. BrunoWald 28 aprile 2024

      Visto che ti piacciono le citazioni, eccotene un paio del rabbino Ovadia Yosef:

      "I Goyim sono nati solo per servirci. In caso contrario, non avrebbero posto nel mondo. Sono nati per servire il popolo di Israele."

      "Con i gentili, sarà come con qualsiasi persona: hanno bisogno di morire, ma [Dio] darà loro la longevità. Perché? Immaginate che muoia l'asino di qualcuno: questi perderebbe i suoi soldi."

      Fonte: The Times of Israel

      https://www.timesofisrael.com/5-of-ovadia-yosefs-most-controversial-quotations/

      Dicono che ai funerali di questo signore abbia partecipato quasi un milione di israeliani.

    4. Giacomo 28 aprile 2024

      Ti credo... era al soldo della Massoneria!

    1. alessandroparenti 28 aprile 2024

      E un chissenefrega in mezzo non ce lo mettiamo?

Visualizzati 14 di 14 commenti approvati.