Dietro le quinte del '68: così hanno plasmato intere generazioni

Dietro le quinte del '68: così hanno plasmato intere generazioni

C’era davvero bisogno di una ennesima solfa sul ’68 tenuto conto della moltitudine di saggi apparsi sul mercato che consta di dozzine e dozzine di volumi, solo per contare quelli in lingua italiana, per di più firmati da penne altisonanti, una su tutte, il quasi compaesano del saggista e scrittore Danilo Fabbroni, l’onusto Mario Capanna, entrambi dell’Umbria?

Ci verrebbe da dir di no di primo acchito tanto più che il “fenomeno” sessantottino è “barricato” come certi vini che promettono chissà cosa ma come retrogusto sanno solo di stantìo, quasi sentore di muffa. Del resto mezzo secolo, tanto scorse in là il ’68, non è cifra da sottovalutare: cosa potrebbe oggi come oggi essere il “portato” di quella fenomenologia appunto? Eppure … no!

Un po’ di aria fresca, di nuovo sentore, sull’ammuffita vulgata sparsa ai 4 venti, in lungo ed in largo, con dovizia di mezzi (sospetta) serviva se non altro per due soli motivi:

  • 1° - il più evidente – ma come il Re Nudo della favola nessuno o pochi lo videro davvero – è che gli “effetti” del ’68 nonostante la distanza di cui si diceva sono “in tutti noi”, ubiqui, radicati nei nostri più reconditi rizomi, tant’è che un saggio apparso in terra americana dimostra lucidamente come l’attuale società globalista mercificata abbia trovato fertilissimo humus proprio dalle istanze sessantottine.
  • [1] 2° motivo - Non meno importante, è che i “cantori” di quei “formidabili anni”[2] appartengono tutti o quasi ai Vincitori emanati dal ’68 secondo la scontata pratica assai nota, purtroppo: la Storia è sempre scritta dai Vincitori e mai dai vinti.

Prova-provata? Con la quasi unica eccezione di Leonardo Marino[3], che con coraggio da leone indicò i favoreggiatori dell’omicidio Calabresi[4] – usiamo un eufemismo ovviamente quando scriviamo “favoreggiatori” – TUTTI hanno goduto di sconti di pena, di “esfiltrazioni” pilotate dai Servizi nel Paradiso Politico mitterand-parigino, di laute prebende persino alla corte del “reazionario” Satrapo di Arcore!

Indulti, scarcerazioni indebite, finanziamenti colossali[5] e chi più ne ha più ne metta: in poche parole..

Far la Rivoluzione col Consenso del Re.

Contro l’immagine edulcorata quanto proditoria di quel contesto, Danilo Fabbroni ci consegna un'analisi in cui appaiono senza soluzione di continuità rivoluzionari e alta finanza, Lsd e jet set, criminali e filosofi alla moda a Parigi, in California, quanto ad Hong Kong e Berlino, Londra e Milano.

Nomi, luoghi, fatti e circostanze del grande inganno che prende il nome di Sessantotto.

Fabbroni, raccogliendo e interpretando testi inediti o poco noti in Italia, ricostruisce la trama nascosta, intricata e imprevedibile della controcultura internazionale, ricomponendo l’inquietante puzzle degli ambienti libertari ed alternativi e rivelandone i mandanti nell’ombra e gli occulti ispiratori.

Il saggista umbro indica non soltanto gli attori, ma soprattutto i registi e i produttori del tragico show planetario che, lungi dall’essere stato un fenomeno spontaneo, ha inquinato con i suoi veleni mortali il mondo di oggi.

In una vertiginosa ricostruzione delle autentiche ragioni di quella rivolta, dimostra come essa sia stata progettata e diretta da un tenebroso potere che, con demoniaca intelligenza, in nome di valori in apparenza contrari, ha manipolato e asservito la nostra contemporaneità, lasciandoci, come funebre eredità, molti dei disastri che viviamo ogni giorno.

Buona lettura.

Dietro le quinte del '68: così hanno plasmato intere generazioni

Di Danilo Fabbroni per ComeDonChisciotte.org

A cavallo dei torbidissimi anni Sessanta e Settanta in cui si palesò un “dominio controllato”, tale e quale una gigantesca immane “ombra”, sull’Occidente, vera e propria esondazione erotico-dionisiaca, il lungimirante Bob Dylan col suo Subterranean Homesick Blues impresse le stimmate nel DNA della “chiacchierata”[6] ghenga estremista-rivoluzionaria dei Weather Underground la quale prese a prestito proprio un verso[7] da quel pezzo dylaniano.

Oggi, senza essere dylaniani, negli anni post-Peste di Davos non abbisogniamo di capire – noi non nativi-digitali – che l’Universo dell’Editoria Digitale è plastico in sommo grado: un post, un articolo, ancorché un libro intero (tanto in epub quanto stampato cartaceo) benché pubblicato può essere aggiornato, sostituito addirittura nella sua interezza senza quasi colpo ferire.[8]

Tutto il contrario quando si rimane incatenati nell’ambito di Gutenberg, tant’è vero che acconsentito – da parte dell’autore – al “visto si stampi” il testo esce in stampa tale e quale: il dado è tratto e lo è per sempre.[9]

Scriviamo queste righe giacché ironia della sorte proprio a noi è toccato un destino simile: dopo aver dato alle stampe Sessantotto[10] ci capitò tra le mani il dossier Weird Scenes Inside the Laurel Canyon[11] prova-provata che l’eruzione del vulcano sessantottino fu davvero originato da un mélange di magie, veleni ed incantesimi.

Quando compulsammo il testo di David McGowan[12] non potemmo non rimanere sbigottiti dalla vastissima elencazione di star e starlette del mondo pop-rock le quali mostravano genealogie intessute di parentadi irreggimentati niente di meno nei ranghi dei corpi militari statunitensi: Marina, Aviazione ed Esercito[13].

Fu questa ricerca davvero la prova-provata della eterodirezione della meteora sessantottina, potremmo chiederci nuovamente, a posteriori, per il solo gusto di esercitare l’arte dell’aiuto-critica? Potremmo rispondere di no ma non perché la sagace[14] ricerca di McGowan non sia valida ma giacché nell’ambito “esterno” alle scienze vere e proprie la prova-provata non esiste: qualcuno nell’Antica Grecia affermò che “il numero misura la realtà”, cosa sacrosanta appunto nella sfera scientifica, ma al di fuori di esso il numero va interpretato e come se va interpretato!

Al di fuori della Scienza ha ragion di esistere solo l’abbozzo di una verosimiglianza: un giornalista investigativo tempo fa descrisse la sua ricerca come il tentativo di ravvisare dei punti cospicui e tentare di unirli onde provvedere una “figura” che tenta di rendere una idea di cosa “bolle in pentola”, spesseggiare una data “situazione”, una “scenografia”.

Riservato all’ambiente scientifico – peraltro quello di vecchio stampo – vigeva l’assunto che un esperimento trovava la sua convalida solo se il risultato non mutava volta dopo volta, dopo enne ripetizioni.

Questo fino a quando, grossomodo, lo citiamo come esempio eclatante seppur la tendenza fu in essere molto prima del 1982, anno di stampa de Il Tao della fisica, [15] il motto “scienza esatta” fu rubricato sotto la voce “Oggi Le Comiche” con tanto di apparizioni di Osho, Sai Baba o Vanna Marchi ad inverare questo o quell’esperimento scientifico, visto che la cartina tornasole della Scienza era diventato il … Tao!

Vieppiù parlare di scienze nell’ambito umanistico è un’aporia bella e buona: del resto già Giorgio Cesarano e Gianni Collu scrivevano[16] nel lontano 1973, alla vigilia dell’esiziale rapporto del Club di Roma, I limiti dello sviluppo, che la “scienza sa soprattutto di non saper tutto”. Lo abbiamo dovuto amaramente “assaporare” nei nefasti giorni della Peste di Davos quando il guitto Yuval Noah Harari, (nomen omen!), mero indossatore delle idee altrui, a pieno servizio del letale Programma del gotha di Davos si faceva beffe di un gigante scientifico quale fu Luc Montaignier!

Quindi la prova-provata per il ’68, dove la potremmo cercare?

Be’, semplice! Se avessimo dato retta a quell’Elemire Zolla non ancora totalmente irretito da quella suadente sirena che risponde(va) al nome di Roberto Calasso si poteva già capire cosa agitasse davvero il maremoto sessantottino.

Vale la pena di darci un’occhiata di nuovo: «A quel tempo Zolla meditava sulle turbolenze occorse […] in una conversazione col giornalista Enrico Gatta gli veniva tranquillamente di definire il Sessantotto “il complotto più misterioso e satanico della storia”. Domanda: In un volume stampato […] dall’editore Tallone, La luce. La ricerca del sacro in America […] Lei esamina […] fenomeni della società americana nel decennio Settanta-Ottanta […] a proposito del Sessantotto lo bolla come “il complotto più misterioso e satanico della storia”. […] Basti pensare che il carnevale politico fatto esplodere a Berkeley nel 1965 […] 1968, segnò […] il preludio alla crescita colossale del traffico internazionale della droga […] «satanico»? Non saprei definire diversamente la girandola di avvenimenti che segnarono la fine del Sessantotto: i sacrifici umani consumati dalla banda Manson, gli attentati dinamitardi dei Wheathermen, i rapimenti dei Simbionesi, il suicidio collettivo dei fedeli del reverendo James Warren Jones in Guyana».[17]

Se lo diciamo noi la “cosa” può anche, comprensibilmente, avere un valore prossimo allo zero, ma se lo dice una figura del calibro di Zolla, be’, allora è tutto un altro paio di maniche. Ai solerti critici dal T9 facile, rivolgiamo una sincera preghiera: quella di confrontarsi con Zolla e non col sottoscritto. Noi staremo allora sugli spalti per assistere alla loro plateale, marchiana débâcle.

Tutto ciò avrebbe anche un valore intrinseco niente affatto trascurabile: c’è un personaggio, c’era sino a poco tempo fa, che ha inciso col bulino un vasto granito dialogico che ha trovato eco a livello mondiale, l’Università di Oxford per dirne una sola tra le tante, il quale ha confermato l’esistenza de facto dell’idea del Complotto: si chiama(va) Roberto Calasso e nessuno ha osato contestarlo (con l’eccezione di chi scrive). Non è questo forse un buon messaggio per tutti quei quidam, quei minus habens, come il mio maestro di contrabbasso[18] – uno tra i tanti – che usava deridere la nozione di Complotto?

Eppure sia Calasso che il mio M° di musica avevano in enorme stima i Nostri Fratelli Maggiori (nevvero augusto Francesco d’Oltretevere?), gli stessi che fanno strame oggi a Gaza e dintorni! La conclusione?

Calasso, “uno che aveva capito tutto davvero”, secondo la felice definizione che ne dette Gianni Collu,[19] aveva ragione da vendere, come ne ebbe McGowan, solo che, se si è disonesti intellettualmente, non c’è medicina che tenga, neanche Sessantotto. Magie Veleni ed Incantesimi Spa.

Da notare. Il Partito degli Scettici ha da sempre voluto interpretare capziosamente l’eterodirezione del ’68 come una fenomenologia sorta dal nulla, creata in vitro, da apprendisti stregoni: nulla di tutto ciò.

Gli studi a questo proposito, compreso il nostro, hanno ampiamente dimostrato che l’originaria rivolta generazionale fu di carattere spontaneo ma fu presto “fertilizzata” da magie, veleni ed incantesimi che fecero sì di dirigerla verso un target voluto.

Prova provata? Una su tante, altrimenti dovremmo partorire un ulteriore saggio: il satanismo sessantottino sosteneva che la repressione sessuale impedisse la realizzazione della Summer of Love, la Stagione dell’Amore; oggi nel pieno “dominio controllato” di PornoHub, di YouPorn e via dicendo. Al contempo, si ammazzano, solo in Italia, più o meno una donna ogni settimana dell’anno: nell’Italia repressa, sessuofobica, pretesca, patriarcale tossica degli anni Cinquanta ne morivano meno di 5 all’anno!

La prossima edizione del nostro ’68 recherà come sottotitolo La forma fenomenica del suo contrario: Marx, un altro che aveva capito tutto, secondo, di nuovo Gianni Collu. Ne riparleremo.

Di Danilo Fabbroni per ComeDonChisciotte.org

07.11.2024

Danilo Fabbroni compare a metà degli anni Cinquanta e sfiora tangenzialmente il ’68 mentre Gli Anni di Piombo lo vedono in pieno sobbollimento nel tentativo di esfiltrare dalla mediocrità della provincia da cui provenivano i suoi natali. Una serie di Pianeti disposti in circostanze favorevoli lo proietta in una cross-pollination intessuta di sfere e di interessi compositi, all’apparenza urticanti uno contro l’altro: velista agonista professionista; fotografo di interni professionista ma in primis raccattando argent de poche scrivendo della sua amata creatura da sempre, la Musica. Tre “costanti” che si imprimeranno per sempre nel suo DNA. Ha all’attivo decine e decine di articoli tra articoli, libri, interviste in video, oltre 2 medaglie al valore atletico. Vox clamantis in deserto.

NOTE

[1] The Rebel Sell: How The Counter Culture Became Consumer Culture : Heath, Joseph, Potter, Andrew

[2] Titolo di un eponimo saggetto di Mario Capanna

[3] «Così uccidemmo il commissario Calabresi» | Edizioni Ares.

[4] Gli Anni di Piombo non furono altro che la continuazione della Politica Insurrezionale Sessantottino con un altro mezzo: il Terrorismo Sintetico orchestrato dalle branche più raffinate dei Servizi.

[5] Cfr. Mauro Rostagno alias Comunità di Saman.

[6] Cfr. The Company You Keep a firma di un Robert Redford regista. In realtà solo gli allocchi e gli Uomini di Cattiva Fede, coloro che praticano la Disonestà Intellettuale fingono di sorprendersi: non esiste e non è mai esistito gruppuscolo di nessuna natura ed origine, cosiddetto “rivoluzionario” che non sia infiltrato per il semplice e banalissimo fatto dovuto ad un rapporto di forze. Solo per restare a cosa nostra, il Viminale ha in forza tanto di dipendenti quanto di risorse economiche almeno 100-200 volte di quanto possa essere a disposizione di una data accolita soi disant rivoluzionaria: nulla in pratica in termini strategico-tattici. È noto che già il rapporto 10 ad 1, in termini militari, annienta l’1 contro la “formazione” composta da 10. Prova-provata? I Weathermen di cui sopra furono capillarmente infiltrati dai Servizi come lo furono le nostrane Baggianate Rosse a dispetto di quanto mimano, come mimi appunto – “utili idioti” stante la definizione di V.I. Lenin - i superstiti coevi. Sarà il caso di tornarci su in un’altra tornata.

[7] Testualmente: «You don’t need a weatherman to know which way the wind blows».

[8] Nel caso ovviamente di stampa cartacea ciò che è circolante non può essere “redento” dalla nuova versione ma l’eventuale ristampa darà conto della “correzione”.

[9] Solo ad autori iper-noti è concesso il privilegio di ristampe da parte degli editori; gli “altri” quelli minori raramente godono di questo privilegio.

[10] 68’ Magie veleni ed incantesimi Spa - Fabbroni, Danilo - Libri: nella fattispecie ci riferiamo all’edizione apparsa per i tipi di Solfanelli non a quella auto-pubblicata qui richiamata.

[11] Weird Scenes Inside the Canyon: Laurel Canyon, Covert Ops & the Dark Heart of the Hippie Dream: McGowan, David, Bryant, Nick

[12] LAUREL CANYON E I MISTERI DEL ROCK. DANILO FABBRONI.

[13] Nonché provenienti dagli ubiqui Servizi…

[14] Le critiche a McGowan sono semplicemente risibili nella misura in cui nessuno prima di lui aveva captato che la filiazione dai ranghi militari di cotanto parterre de rois del pop-rock: ciò è già di per sé per apprezzarla e lodarla.

[15] Il Tao della fisica - Fritjof Capra; n.b.: 38 ristampe!

[16] Apocalisse e rivoluzione - Giorgio Cesarano - G. Collu - - Libro - edizioni Dedalo - La scienza nuova | Feltrinelli.

[17] Gli arcani del potere: Elzeviri 1960-2000 eBook : Zolla, Elémire, G. Marchianò

[18] Personaggio borgesiano si potrebbe supporre ma neanche tanto lontano da esser vero…

[19] GIANNI COLLU, IL MISTERIOSO INTERMEDIARIO. FABBRONI, IANNACCONE, CECCHETTI.

Commenti (38)

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Mostra commenti 38 caricati
    1. Rama 8 novembre 2024

      Molto interessante!

    1. DrCaligari 7 novembre 2024

      Non concordo con questa visione. Il 68 è stato un momento di crasi, di rottura che era necessario e inevitabile considerando che il motore primo delle dinamiche sociali è sempre un ingranaggio rizomatico che ha vie del tutto sue irriducibili non solo alle velleità dei singoli ma anche addirittura alle eventuali stesse propensioni dell'intero corpo sociale. Detto questo non posso certo ne voglio negare che qualcuno possa come sempre aver politicizzato le questioni con intento strumentalizzante. Ma il vero problema io credo è la successiva deriva e il, in parte, mancato processo di recupero della tradizione. Non potrei immaginare di aver vissuto esclusivamente nell'alveo famigliare e nell'orizzonte cattolico, rompere è stato necessario. Pero mi risulta ugualmente insopportabile la deriva anzi il naufragio gender e l'incipiente incubo trans e post umano. Quello che sta tra i due momenti è mancato, il giusto equilibrio.

    2. BrunoWald 8 novembre 2024

      "Quello che sta tra i due momenti è mancato, il giusto equilibrio."

      Ma è proprio questo il problema. Il sistema veglia affinché il buon senso e l'equilibrio siano estromessi dal dibattito, che viene invece polarizzato su due estremi ugualmente inaccettabili: nel caso in questione, da una parte l'ipocrisia e l'asfissiante perbenismo cattolico, dall'altra il disfacimento totale di cui siamo oggi testimoni.

      Ulteriori alternative non sono ammesse: bisogna schierarsi da una parte o dall'altra.

      La polarizzazione è un instrumentum regni di prim'ordine, a disposizione di chi sa farne un uso raffinato.

    3. Cleon XIII 8 novembre 2024

      Sapete come si fa a cavalcare una rivoluzione mondiale restando bene in sella?
      Controllando l'emissione della moneta.
      Tutto il resto viene da sé.

    1. Nonso 7 novembre 2024

      Non ho ancora letto l'articolo, qualcuno mi fa un riassunto?

    1. maghi 7 novembre 2024

      io c'ero e mi vien che ridere a leggere certi articoli. Noi sessantottini si sapeva già allora che eravamo una colonia imperiale decine di anni prima che ci togliessero la poca democrazia e sovranità rimasta dalla sconfitta nella WWII. Deprivazione confermata dal golpe di mani pulite, prima e poi dalla creazione dell'EU. Carta manent e verba volant. I fatti della nostra storia sono sulla carta, ma a certi beceri piacciono i verba, sono entusiasti delle fregnacce che dicono e scrivono. Siamo proprio al livello dei terrapiattisti. Che non esistevano nel '68, poi, dopo mani pulite, siamo caduti talmente in basso, culturalmente parlando, che tutte le stramberie sono utili per bruciare i piccoli cervelli. Panem et circenses e avanti Savoia.

    1. berlioz 7 novembre 2024

      Ha stato il 68!
      Ma sarà vero, o è invece colpa della fase tardiva della modernità?
      Se avesse stato il 68, qualcuno mi spieghi come mai in spagna, Portogallo, Irlanda, repubblica ceca dove non c'è stato... E chi più ne ha più ne metta... c'è la stessa identica merda?
      A sinistra danno la colpa a Berlusconi, a destra se la pigliano con sessantotto.
      Mio fratello dà la colpa di tutto al cristianesimo, mio cugino ha trovato il colpevole in Berlusconi, il mio excognato pensa ad un complotto frocioebraico, il mio cane mi ha guaito che è tutta colpa del fascismo...
      Ma se fosse tutto invece collegato al progresso, al surplus di merci, al tardocapitalismo?
      Badate bene che la mia è una domanda, non una risposta, e la faccio a voi come la faccio a me stesso, e me ne starei pure zitto che forse sarebbe meglio

    2. BrunoWald 7 novembre 2024

      Non mi pare che qualcuno abbia incolpato il 68 di tutti i mali del mondo. Sarebbe una spiegazione semplicistica e idiota, non meno che prendersela con Berlusconi, o con il fascismo, come molti continuano a fare ottant'anni dopo.

      È evidente che la situazione attuale è il prodotto di molteplici dinamiche, coerenti con il progetto delle elite globaliste di creare un nuovo "ordo ab chao" a partire dalla dissoluzione delle società tradizionali (già ampiamente avviata dai processi di industrializzazione) all'insegna di un consumismo nichilista.

      È giusto riconoscere i fermenti e le energie positive del movimento di allora, così come la critica all'ipocrisia borghese e la contestazione di autorità illegittime, ma bisogna anche ammettere che tutto ciò fu facilmente infiltrato, usato e incanalato nella direzione voluta dai nostri mandriani. Come era quasi inevitabile che fosse.

    1. A.P. 7 novembre 2024

      Accidenti, ho pure gettato al vento 10 minuti del mio tempo per aver letto quest'accozzaglia di parole. Va bene la libertà di stampa e di pensiero, ma almeno un pensiero organizzato; qui si scrive e si scrive, si ammicca e si ammicca ma non si intende nulla. Provoco: viva il 68!

    2. Dario Lampa 7 novembre 2024

      Viva il Che!!!

    3. BrunoWald 7 novembre 2024

      Provoco anch'io, con le parole del vostro compagno Costanzo Preve:

      "Il Sessantotto (...) è stato in Europa Occidentale (...) l'inizio della dissoluzione della sinistra (...) L'egemonia culturale di cui parlava Gramsci è impossibile, se la direzione culturale passa nelle mani di Bertinotti, Veltroni e Luxuria. (...)
      Alla base sta ovviamente la liberalizzazione del costume veteroborghese attuata autonomamente dall'alto (si sveglino i sognatori!) a partire dal Sessantotto dalle stesse oligarchie capitalistiche postborghesi. Chi pensa che il capitale finanziario sia di destra e i centri sociali di sinistra si svegli: i centri sociali sono l'altra faccia del capitale finanziario. E chi pensa che la dissoluzione della famiglia e della scuola sia di sinistra si sbaglia di grosso, perché la dissoluzione della scuola e della famiglia fa parte del programma di atomizzazione integrale della società, perseguita dal capitalismo postborghese (e postproletario)."

    4. BrunoWald 7 novembre 2024

      Tratto da: "Note su un'importante intervista a Domenico Losurdo". Disponibile in rete.

    5. maghi 7 novembre 2024

      io l'ho vissuto e posso dire che i peggiori nemici dei sessantottini erano i giovani della FIGC. Il PCI, già nel '68, era un partito reazionario e il suo futuro lo ha dimostrato. Quindi il '68 non è stato l'inizio della dissoluzione della sinistra, perchè era già dissolta.

    6. DANILO FABBRONI 7 novembre 2024

      LEI HA RAGIONE: HA VINTO IL TESTO GRATIS, 370 PAGINE, 412 NOTE MA SE LEI NON HA OSMOTIZZATO NULLA DA QUESTO ARTICOLO ALLORA LA RIVEDREI AL CIRCOLO DELLE BOCCE QUI SOTTO CASA: IL RESTO PER LEI è "MAYA": ILLUSIONE.

    7. DANILO FABBRONI 7 novembre 2024

      GIUSTO, INFATTI PREVE FU IN CIO' MOLTO ILLUMINATO ED ILLUMINANTE, PECCATO CHE NON NE DETTE SEGUITO: DEL RESTO L'IDEOLOGIA MARXISTA è UN OCCHIALE DEFORMANTE, SI PUO' ESSER ACUTI INFORCANDO TALI OCCHIALI MA MAI SAPIENTI.

    8. emilyever 7 novembre 2024

      Scusi, perchè deve urlare? non potrebbe scrivere in minuscolo come noi?

    9. Cleon XIII 8 novembre 2024

      l'11 marzo del 1977 a Bologna, dopo l'uccisione di uno studente durante una protesta contro un convegno di Comunione e Liberazione all'Università, un corteo organizzato dall'Autonomia Operaia partì dall'Università occupata e si diresse verso la sede del PCI, con l'intento di prenderla d'assalto. Le forze dell'ordine attaccarono il corteo sparando.
      Quello che erroneamente fu chiamato il 68 in Italia non ci fu. Ci fu, invece, il 69, un movimento ispirato alle lotte autonome degli operai delle fabbriche del nord. Fu un'insurrezione a bassa intensità che durò una decina d'anni, con manifestazioni e scontri con la polizia nelle grandi città del nord su base quasi quotidiana. Quel movimento (ingenuo, contraddittorio, infiltrato quanto si vuole ma reale), individuò nel PCI e in Berlinguer il motore della ristrutturazione capitalista post-fordista.

    10. Cleon XIII 8 novembre 2024

      Sono a grandi linee d'accordo con Preve. Ma bisogna anche comprendere perchè le oligarchie del Capitale scelsero quella strada. Ai Capitalisti poco importa se i lavoratori sono di destra, di sinistra o di centro, se fumano spinelli o si fanno di eroina, se indossano i calzoni o le gonne, basta che lavorino senza rompere i cosiddetti. All'epoca era in atto in Occidente una gigantesca riconversione dell'industria, il passaggio dal fordismo (la concentrazione della produzione nelle fabbriche) alla cosiddetta "fabbrica sociale", il cui presupposto era l'atomizzazione di cui parlava Preve. I Capitalisti non prendono certe decisioni perchè sono sognatori e creativi, ma sulla base di tabulati che indicano l'andamento dei profitti. Negli anni sessanta la classe operaia in America era forte. Il Fordismo aveva sì dato luogo a un aumento della produttività, ma aveva anche seminato quella che si chiama "coscienza di classe". Milioni di operai che si ritrovarono nelle stesse condizioni, fianco a fianco, nelle catene di montaggio di tutto il paese, con le stesse esigenze e con un obiettivo comune: più salario meno orario. La fabbrica fordista era diventata la fortezza della classe operaia e doveva essere distrutta. La classe operaia stessa doveva essere distrutta, atomizzata, appunto, disciolta in un calderone sociale senza più classi. Comunismo capitalista, comunismo senza socialismo.
      Il Sessantotto segnò anche l'inizio della fine delle lotte operaie per il salario e l'orario di lavoro, fra l'altro.
      I Centri Sociali sono l'altra faccia del capitale finanziario? Assolutamente. Al capitale va benissimo se gli ex lavoratori si riuniscono nelle ex fabbriche in rovina drogandosi e discutendo di cazzate, non sono certamente luoghi in cui si creano le condizioni per fermare la precarizzazione del lavoro e l'aggregazione delle persone sulla base di interessi materiali comuni, sono soltanto serbatoi che spingono in avanti il processo di atomizzazione sociale. Il Capitale ha un'infinità di altre facce.
      Qual era il sogno del 68? Perchè milioni e milioni di persone, soprattutto giovani e lavoratori, ci hanno creduto? Cosa offriva il 68, in definitiva? La risposta è ovvia: la liberazione dal lavoro. In Occidente già negli anni 70 la tecnologia avrebbe permesso una significativa diminuzione dell'orario di lavoro, ma questo il Capitale non poteva consentirlo e scelse la strada opposta, creando, fuori dal lavoro, un inferno: droga, emarginazione, precarietà di massa. Un colpo di genio. Trasformare la naturale tendenza dei lavoratori a lavorare di meno in lotta PER il lavoro.

    1. Dario Lampa 7 novembre 2024

      Preferisco il 69!
      Ironia a parte, ci sono state solo due rivoluzioni mondiali. Una nel 1848. La seconda nel 1968. Entrambe hanno fallito ma entrambe hanno trasformato il mondo.
      La rivoluzione non è un qualcosa legato all'ideologia, né una moda di una particolare decade. È un processo perpetuo (e salvifico) insito nell'animo umano che s'innesca in un particolare momento dell'umanità per evitare che perisca sotto il peso delle sue contraddizioni. Semmai l'ideologia da un "indirizzo politico" alla rivoluzione.

    1. PietroGE 7 novembre 2024

      Il '68 è stato un programma, studiato e portato avanti senza scrupoli, di distruzione della società europea e americana. Le armi sono state l'ideologia anti autoritaria descritta bene nelle opere della Scuola di Francoforte (gli autori erano quasi tutti ebrei) e pompata a livello di cultura di massa dai media, le droghe fatte circolare e imposte come stile di vita a volte direttamente dalla CIA (vedere la storia del LSD e degli allucinogeni in generale) la cosiddetta 'rivoluzione' sessuale e l'illusione politica della 'rivoluzione', quest'ultima sarebbe meglio chiamarla manipolazione. Appunto, come dice l'articolo : “il complotto più misterioso e satanico della storia”. Toglierei solo l'aggettivo misterioso. E, come in ogni manipolazione che si rispetti, compare sempre il personaggio (Daniel Cohn-Bendit, indovinate di quale etnia) capace di cavalcare la 'tigre' e mettersi a capo (sempre pompato dai media) del 'movimento' con slogan assurdi ma che facevano effetto nelle giovani menti :'vietato vietare', 'l'immaginazione al potere' e così via col vento in poppa. I risultati di questa operazione sono stati la distruzione della famiglia, il massacro di una generazione con l'uso di droghe e, ovviamente (ma forse era quello lo scopo ultimo) il crollo delle nascite.
      P.S. C'è un errore nell'articolo il gruppo citato non sono i Weather Underground ma i Velvet Underground.

    2. PietroGE 7 novembre 2024

      Forse hai ragione tu. Io pensavo al gruppo musicale, quello con Lou Reed per intenderci.

    3. A.P. 7 novembre 2024

      Applausi, applausi.......Mah, mi viene quasi da dire che il tentativo di eversione nera anni 60/70 era organizzato per rimettere a posto le cose.....chissà cosa ne pensano concutelli, tuti, ciavardini.....la p2, il piano solo......chissà......chissà........

    4. Cangrande1965 7 novembre 2024

      Bravo.
      Il vero motivo è il crollo delle nascite e l'estinzione programmata degli europei, nonostante tutto, l'ultimo vero baluardo della civiltà.

      Il vero scopo del giudaismo.

      ****************************

      P.s.: per la gentile redazione: è così difficile eliminare il "tasto" per accedere ai commenti e invece pubblicarli, ben visibili, in coda all'articolo ??

      Dopo varie richieste, da tempo, in tal senso, qualcuno, se no, potrebbe davvero "pensare male", come ormai si paventava.

      Se no un lettore "esterno" neppure se ne accorge dell'esistenza dei commenti e ce la raccontiamo tra i soliti quattro gatti.

    5. BrunoWald 7 novembre 2024

      L'Europa era già uscita fiaccata dalle due guerre mondiali. Quando cominciava a riprendersi, è stata indondata dalle droghe (anche gli USA, però, bisogna riconoscerlo), e poi dall'immigrazione terzomondiale di massa.

      Due "step" di un unico processo di demolizione controllata, gestito da coloro che hai indicato.

      Nel 68 c'erano anche fermenti ed energie positive, e una parte della critica sociale era tutt'altro che campata in aria, ma in buona sostanza fu un'operazione di ingegneria sociale.

    6. BrunoWald 7 novembre 2024

      Mario Tuti era un rivoluzionario, un uomo di fede che non ebbe nulla a che fare con i servizi e la destra golpista, e che infatti pagò duramente per i suoi atti, a differenza di altri.

      Cerchiamo di risparmiarci calunnie gratuite e, a questo punto, fuori tempo massimo.

    7. DANILO FABBRONI 7 novembre 2024

    8. DANILO FABBRONI 7 novembre 2024

      NO NON SI TRATTAVA DI UN GRUPPO POP MA BENSI' DI UNA FORMAZIONE TERRORISTICA CFR. STORIA POSTATA QUI SOTTO

    9. Cleon XIII 7 novembre 2024

      Il 68 fu un fenomeno molto complesso con enormi differenze e contraddizioni sia al suo interno che nei vari paesi in cui si manifestò. In Italia il cosiddetto Sessantotto (sarebbe stato meglio chiamarlo 69) durò 10 anni e fu un movimento di ribellione contro il sistema di potere DC-PCI partito dalle lotte operaie nelle fabbriche del nord. In Francia fu una rivoluzione culturale di matrice studentesca che si espresse nelle piazze di Parigi per un paio di mesi, negli USA fu un movimento che, partito dalle università, si saldò con il movimento contro la guerra del Vietnam e con il movimento per i diritti civili che aveva nelle Black Panther la punta più avanzata. La reazione del potere fu violenta. Contro il movimento "Hippie" venne inscenata una montatura, la strage di Bel Air, con l'incarcerazione di Charles Manson senza prove, analogamente alla strategia della tensione in Italia. Il 68 fu sconfitto e, a partire dai primi anni 70, i caotici contenuti che espresse furono sussunti dalle elitè dominanti e, come sempre succede, depurati, riscritti e ribaltati. Oggi la storia che ci viene raccontata è quella di un 68 riveduto e corretto ad uso e consumo dei progetti d'ingegneria sociale globalisti.

    10. Redazione CDC 7 novembre 2024

      Salve, "pensare male" per un click non e' molto ben augurante considerando tutto il lavoro pro bono che viene fatto da decine di persone, oltre garantire la massima liberta' di espressione possibile.
      Certo tutto e' perfettibile e migliorabile, la modifica da lei richiesta o segnalata, non si puo' invece attuare con un semplice click, bisogna mettere mano a livello tecnico e ci vuole chi materialmente lo fa. Un rapporto di fiducia reciproca si misura anche nel comprendere e saper aspettare, rispettando il lavoro degli altri. Quando sara' possibile prendere decisioni e/o attuare modifiche alla funzione in questione, sarete sicuramente informati. Ci sono dinamiche organizzative e di lavoro di cui tener conto con cui si manda avanti h24 questo portale web, incluso il forum. Abbiamo anche piu' volte sollecitato a scriverci a [email protected] in modo da facilitare il lavoro e la comunicazione, come molti via via fanno ogni giorno per segnalazioni e contributi di ogni tipo. Invece di "pensar male", sarebbe meglio cercare di comprendersi e remare tutti dalla stessa parte. Un saluto, con stima

    11. BrunoWald 7 novembre 2024

      Senza dubbio fu un fenomeno complesso, in parte spontaneo e portatore di energie positive, come ho riconosciuto. Energie poi strumentalizzate e incanalate in senso nichilista dai nostri mandriani, come sempre succede.

    12. Cangrande1965 7 novembre 2024

      Grazie per la risposta.
      Speriamo che questo "grave", secondo me, problema (che va a detrimento del sito e quindi va a vanificare parte del lavoro della redazione) venga risolto.

      A me e a gran parte dei commentatori (credo di parlare a nome di molti), non cambia la vita.
      Ma per il sito, secondo me, è vitale, in quanto i commenti sono il "valore aggiunto" del sito fin dalla nascita di CDC.

      E a questo sito, ci sono, nonostante tutto, affezionato e lo seguo fin dalla sua nascita.
      E mi dispiacerebbe che perdesse di visibilità e importanza.

    13. Cleon XIII 8 novembre 2024

      Vero. Mario Tuti si adoperò CONTRO la destra reazionaria collusa con servizi segreti.

    14. DrCaligari 8 novembre 2024

      Pastorale americana ne parla, di Philip Roth. Di cui io ho letto solo un assaggio di 30 o 40 pagine perché sai un morto e qualche ferito per una bomba in un ufficio postale e giù pistolotti con "l'america che si interroga", che "fa i conti col proprio passato"... Dopo che magari il giorno prima hanno fatto un milione e mezzo di morti in Vietnam e allora arriva un momento in cui uno dice basta. Però so che ne parla.

    15. BrunoWald 8 novembre 2024

      "Invece di “pensar male”, sarebbe meglio cercare di comprendersi e remare tutti dalla stessa parte."

      Questo senz'altro.

      Ma se è vero che tutto è perfettibile, e che la modifica in questione non si può attuare con un semplice click, rimane pur sempre la questione del perché il tasto della discordia sia stato introdotto, per cominciare.

      Scrivo queste righe dopo aver tentato di commentare l'articolo su Trump e Gallant, cosa impossibile in quanto il fatidico tasto mi rimandava alla notifica: "0 commenti", e buonanotte...

      Per quel che può valere, segnalo che di recente sono stati eliminati alcuni commenti che non violavano alcuna etichetta, se ne conclude che era sgradito il contenuto.

      La voglia di remare dalla stessa parte c'è tutta; ma a volte, sembra che intervengano delle correnti contrarie.

      Vi ringrazio comunque per il vostro lavoro, augurando tutto il bene possibile a CDC.

    16. Redazione CDC 8 novembre 2024

      Commenti e forum sono un valore aggiunto, esattamente. Appena possibile affronteremo la questione. Grazie

    17. Redazione CDC 8 novembre 2024

      Salve, il tasto e' stato introdotto nell'ambito del nuovo tema grafico. Grazie alle vs segnalazioni abbiamo capito che il nuovo sistema da' problemi, appena possibile, ne parleremo e cercheremo di risolvere.Un saluto.

    18. Cleon XIII 8 novembre 2024

      Lo è stato. Ma, come scrive William Gibson, "Things find their ways on the streets". Il progetto ha liberato forze non previste, sfuggite alla pianificazione.

    1. Nonso 7 novembre 2024

      Apriva la porta:
      guardavo la maniglia
      e vedevo una lettera;
      portavo ancora l'isola
      nel mio sguardo
      ed ho incontrato il suo.

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