"Dica trentatrè!"

"Dica trentatrè!"

Così ci diceva il dottore, che entrava a casa dopo che era stato chiamato per una di quelle piccole emergenze di salute che facevano parte della nostra quotidianità.

Il rapporto col medico di famiglia era la prassi per tutti noi delle vecchie generazioni, ed è stata una figura letteralmente smantellata da venti anni a questa parte da una classe politica che, ciecamente, ha piano piano distrutto quella che era la peculiarità del nostro sistema sanitario nazionale: era per tutti, e veniva percepito come umano, al servizio delle persone.

Potremmo dare, e in effetti lo facciamo, la colpa alla sfrontata mentalità neo-liberista che ha invaso tutti gli aspetti della nostra società. Ma non è solo questo: il passaggio da paziente a cliente, che caratterizza sempre più spesso l'impostazione e la mentalità dei professionisti della sanità, è stato voluto da una classe politica incapace di una visione e da una classe medica sempre troppo spesso appiattita sulle posizioni, talvolta a dir poco colpevolmente idiote, della narrazioni imposte.

Il caso più eclatante è stato il covid e le vaccinazioni, per i quali abbiamo visto una mobilitazione di risorse e di personale medico e infermieristico davvero impressionante, con una capillarità di iniziative che, in effetti, ci era stato raccontato come impossibile da attuare, "perché non ci sono i soldi"

Ma come?! Per le inoculazioni dei miracolosi sieri delle potenti case farmaceutiche internazionali i soldi e il personale si trovano, e ora per le cure del popolo torniamo alla più profonda crisi del sistema?

"C'è del marcio in Danimarca"

dice Marcello, guardia del re e compagno d’armi del principe Amleto, sul finire della quarta scena del primo atto, e cade a fagiolo, perché è stato catastrofico pensare di affidare la sanità ai privati, togliendo le prerogative di cura di tutti che era tipica del servizio sanitario nazionale.

Non si insegna più, come se non bastasse, che il malato è una persona, e non un numero nel conto economico aziendale, e si vede, si percepisce anche negli ospedali e negli ambulatori, dove è venuto a mancare il rapporto con i pazienti che si ammalano, e dove anche il dottore non trova più l'ambiente ideale per la sua crescita professionale. I giovani medici cercano soluzioni all'estero, il personale scarseggia (ringrazierei anche il numero chiuso a Medicina nelle Università, speriamo ora in via di soluzione), e gli esami ospedalieri allungano ulteriormente i tempi, costringendo chi ha urgenza a rivolgersi alle strutture private.

Poi dicono che la gente si incazza.

Ne parliamo al Bar con Raffaele Varvara, infermiere attivista per il ritorno all'umanizzazione delle cure mediche negli ospedali.

Buona visione!

Commenti (7)

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    1. Nonso 17 novembre 2024

      Ma quando si dice della scarsità di moneta che "è una volontà politica" non si sta sottovalutando la cosa, come se non fosse una pretesa di potere, l'accumulo di capitali e l'iniqua distribuzione delle ricchezze? Non è una volontà politica, è una pretesa.

    1. absitiniuriaverbis 17 novembre 2024

      Cibo sano per il corpo: checché ne dicano le multinazionali coinvolte.

      Cibo sano per la mente: checché ne dicano i cosiddetti educatori, inculcatori di regime.

      Cibo sano per lo spirito, checché ne dicano le religioni di regime coinvolte.

      Poi sperabilmente ci si sveglia e non perché è mattina.

    1. ignorans 16 novembre 2024

      Sembra di essere alla preistoria della medicina... un medico è essenzialmente un educatore e nient'altro... quando un "paziente" va dal medico, in un incontro ideale, la conversazione dovrebbe svolgersi più o meno così....
      Paziente: "dottore ho un problema ( scrivere un problema di qualsiasi natura)".
      Dottore: "Bene, ora lei va a casa e interrompe subito l'assunzione di: carne e derivati, formaggi e latticini in genere, caffè, alcol, zucchero e tutto ciò che è zuccherato, prodotti raffinati o ultra processati. Lei deve prendere in mano la sua alimentazione e di conseguenza anche il suo destino. Lei sta consumando cibi che provocano continue infiammazioni e/o accumuli di sostanze tossiche e il suo organismo non è in grado di smaltire questi eccessi. Torni tra qualche settimana e vediamo come si trova. Buonasera ". Ecco un vero dottore all'opera

    2. ailavioni 16 novembre 2024

      Vebbeh, ma se io elimino: "carne e derivati, formaggi e latticini in genere, caffè, alcol, zucchero e tutto ciò che è zuccherato, prodotti raffinati o ultra processati" che cosa mangio ?
      Dovrei fare la vita degli eremiti che mangiavano solo radici di piante selvatiche.
      E' un pò dura !

    3. uomospeciale 17 novembre 2024

      Una mia parente ha eliminato del tutto carne, carboidrati, e zuccheri dalla sua dieta da 2 anni
      ( non ha neppure più il pane o la pasta in casa vive di verdure bollite e frutta )
      È visibilmente dimagrita e deperita non ha di certo un aspetto sano.
      Appare molto invecchiata, è sempre stanca e senza forze, lo credo bene che le infiammazioni e i vari dolori muscolo scheletrici quelle condizioni se ne vanno:
      L'organismo cosi denutrito è troppo impegnato a restare vivo per permettersi di sostenere qualsiasi processo non necessario, infiammazioni comprese.
      Lei dice di sentirsi bene a parte la stanchezza e la mancanza di energie ma se dovesse fare una febbre, una influenza, una polmonite o una virosi intestinale, come ne uscirebbe un fisico cosi debilitato?
      Inoltre eliminare del tutto la carne, gli zuccheri, e i carboidrati dopo i 60 anni come ha fatto lei, vuol dire accelerare di parecchio il declino fisico e mentale, perdere tutti i muscoli e diventare sarcopenici in pochissimi anni.
      Come al solito il giusto sta sempre nel mezzo:
      Ridurre si, magari anche del 60-70%... Ma eliminare proprio no...
      Mai e in nessun caso.

    4. ignorans 17 novembre 2024

      Verdure bollite e frutta non va bene. Ci vuole più sostanza. Ma la sostanza si trova anche nei cereali, nei legumi, negli stili di cottura... bisogna anche capire certi schemi. E poi qualsiasi dieta non è per sempre. Qui stiamo parlando di "depurare" e per depurare è necessario tenere un certo regime altrimenti il corpo non si depurare da solo. Se si continua a prendere sostanze troppo "pesanti", il corpo non si depurare. Inoltre quando la persona sta meglio è possibile reintrodurre, compatibilmente con la condizione della persona, un po di "intossicanti"!! Non deve essere una schiavitù. A un certo punto un corpo rinforzato potrà prendere un caffè, bere una birra, fare qualche sgarro.

    1. Nonso 16 novembre 2024

      33!

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