Di Maio, ovvero la caduta del katechon

Di Maio, ovvero la caduta del katechon

DI DEBORA BILLI

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Ho conosciuto Luigi Di Maio ad aprile 2013. Nella stanza che condividevamo Nicola Biondo ed io, arrivò questo ragazzetto che era già Vicepresidente della Camera ma sembrava ancora, appunto, solo un ragazzetto. Parlammo un po’ con lui e poi quando uscì, con Nicola ci guardammo ridendo: “Dai che abbiamo trovato il candidato leader, finalmente!”.
7 anni fa, nel m5s, il problema era: chi diamine ci mettiamo a fare il leader e il candidato premier, se si va ad elezioni? Nel 2020, il problema è sempre quello. Nessuno è all’altezza, nessuno ha la personalità o le capacità, nessuno ha il sangue freddo di prendersi una simile gatta da pelare. Per carità, di candidati se ne trovano a iosa, tutti pensano di essere grandi statisti incompresi. Ora ci sarà da ridere, qualora si formi un direttorio o un comitato centrale o quel che l’è: chiunque resti escluso, ricomincerà con la solfa della dissidenza, delle minacce di uscita e degli attacchi a mezzo stampa. Suggerirei di fare un comitato di 300 “capi”, così sono tutti contenti e se ne stanno buoni almeno per un po’.

Luigi non è un cuor di leone, sia chiaro. Ma nel m5s il coraggio nessuno sa darselo, e in un partito di Don Abbondio almeno lui qualche rischio se lo è preso. Quando i media hanno pompato Salvini a sue spese, ha tenuto la barra del governo ferma mentre i consensi franavano in favore della Lega, e in cambio si è beccato la coltellata dell’8 agosto; si è poi piegato alla altrui volontà poltronara del governo col PD, che lui non voleva assolutamente, e gli è costata altri consensi personali mentre i poltronari si pavoneggiavano da “responsabili”; ha subìto continui voltafaccia e tradimenti da parte di “amici” -che si sa si vedono nel momento del bisogno- tutti pronti a svignarsela mentre la stampa (di “amici” pure quella) cercava in ogni modo di far fuori l’ultimo ostacolo alla trasformazione del m5s in un cespuglio del PD.
Con le dimissioni, almeno, non gli verrà scaricata addosso anche quella responsabilità, cioè la distruzione definitiva del progetto di Gianroberto. Se ne faranno carico altri o altre, da sempre smaniosi di tornare a comandare e disposti per questo a rinnegare persino idee finora del tutto opposte. Tanto i giornali, quando fa comodo, fingono di non accorgersi di niente.

E ora cosa farà Luigi? E’ del tutto chiaro, basta seguire i media, che il sistema tutto non vedesse l’ora di togliersi di torno il katechon. Per come la vedo io, trovo del tutto inutile che lui continui ad arrabattarsi dentro il m5s: è un partito finito (“siete morti!”), il cui unico compito è ora appunto dissolversi riportando finalmente in sella il tanto rimpianto sistema maggioritario. Oggi Spadafora ha dichiarato: “Bisogna restare uniti!”, e se lo dice Spadafora è meglio correre a fare il contrario: c’è molta, molta gente che attende un nuovo soggetto politico, e se anche nessuno lo menziona apertamente, la paura nel m5s serpeggia concreta. Cosa faranno Di Maio, Di Battista e Paragone? E con loro, chissà, tanti altri che al momento restano nell’ombra ma sarebbero pronti a seguirli? Ce ne sono, sapete. Di Battista sarebbe un folle a tornare in una barca che lo porterebbe a fondo con sé, malgrado le chissà quante telefonate suadenti e supplicanti di queste ore; Di Maio è un uomo politicamente valido, che non deve andare sprecato; e Paragone ha ben chiaro cosa vuol fare. Tre personaggi, insieme, temutissimi.

Cosa si aspetta quindi? Non sarà una seconda Italia Viva, se ciò si paventa (nel m5s si paventa sempre qualche catastrofe incombente, e il dubbio paralizza), e se anche fosse, meglio il 3% che questa agonia. Io sono pronta a votarli, perché so come la pensano. Coraggio, direbbe Di Battista... e per una volta, mettetelo in pratica davvero.

Debora Billi

Fonte: www.facebook.com

Link: https://www.facebook.com/debora.billi/posts/10220943331878893

22.01.2020

Commenti (37)

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    1. Arcadia 15 febbraio 2020

      di Giuseppe Masala da fb
      16 h ·
      E dunque Di Maio si dimette da "capo politico del Movimento" (che nome orribile). Sbocco che avevo già previsto quando cadde il Governo gialloverde (basta tornare in dietro sulla mia bacheca): del resto lo dicevano già i latini "simul stabunt vel simul cadent". Credo che il vecchio adagio sia perfettamente calzante ai due dioscuri di quell'esperimento.
      Salvini apparentemente si è ripreso bene, ma a me pare totalmente fuori controllo e al momento opportuno sarà cotto a puntino.
      Di Maio mi sembra più intelligente e forse ce la farà a rimanere a galla vedremo con il tempo se dentro il MoV oppure in una nuova formazione. Sinceramente me lo auguro; della nuova generazione di politici mi sembra di gran lunga il migliore.
      Per quanto ho avuto modo di sentire del suo discorso d'addio mi sembra che abbia rivendicato puntugliosamente i risultati conseguiti e non ha esitato a togliersi qualche macigno dalla scarpa. Emblematica e amara la sua constatazione che i peggiori nemici sono quelli che meno ci si aspetta. E' così per tutti, anche se ci dimentichiamo.
      A pensarci un attimo la situazione politica italiana è da "fine impero".
      Quello che appare come colui che in questo momento gode dei maggiori consensi è una mina vagante (Salvini).
      Berlusconi è al passo d'addio per sopravvenuti limiti biologici.
      La Meloni mi pare in forte ascesa (e rimango della mia, i favori di Trump sono per lei).
      Nell'altro schieramento Renzi non decolla con il suo nuovo partito ed è sotto bombardamento da parte della Procura di Firenze, Zingaretti è inadeguato al ruolo e il suo Pd rischia di prendere un colpo di maglio micidiale se cade l'Emilia-Romagna.
      LeU mi sta piacendo, Speranza è bravo e non sta sbagliando nulla come Ministro della Salute (ma la gente se ne accorge della crescita di questa persona?) ma il partito non ha radicamento mi pare.

      Poi c'è il MoV, diviso oggettivamente tra due fazioni, quella sovranista di Di Maio e Di Battista e quella rosé dei vari Patuanelli e D'Uva. E infine c'è Conte che nessuno sa cos'ha in testa. La situazione è caotica e tutto può succedere.

    1. Dante Bertello 15 febbraio 2020

      Con la presunzione che lo contraddistingueva, Di Maio ha creduto di poter essere il padrone del Movimento, difatti ad ogni piè sospinto era lì a ricordare a tutti che il “Capo Politico era Lui!”.

      Forse non si era accorto che alle votazioni dove arrivò “uno” era anche l’unico degli otto candidati ad essere noto, gli altri sette erano emeriti sconosciuti. Una famosa pubblicità chiosava: “Ti piace vincere facile eh?”.

      La mia domanda è: come mai se è riuscito ad ottenere così tanti bei risultati così come elencato da Giarrusso, l’emorragia di elettori ha portato il Mov da primo partito a finire alle spalle di Lega e PD?

      Le giravolte compiute sulla TAP (continuo a dire che in verità andasse fatta), sul no Euro, sul basta Europa, il no ai vaccini, no TAV, sull’Ilva, la Nato, gli F 35; sono state ben piu’ nefaste delle vittorie, quale il taglio dei parlamentari che ridurrà di poco le spese del Parlamento, mentre solo per gli aerei F 35 la spesa complessiva sarà di 14 miliardi di euro!
      L’avvocato Carpeoro ha accusato Di Maio di essere stato sovragestito da Michael Leeden, e che sovente andasse nell’ambasciata americana in via Veneto, io mi sarei aspettato una smentita, ma non mi risulta sia mai avvenuta, e dire che l’accusa per un grillino è di quelle pesanti. (Nel link sotto)

      http://www.libreidee.org/2018/09/se-foa-viene-eletto-vietnam-in-rai-ma-i-5-stelle-lo-votano/

      La verità è che quando si prendono in giro le persone, queste poi se lo ricordano alle elezioni, e non ti votano piu’.

      Gli italiani erano e continuano ad essere stufi di questa Europa, alla quale diamo 15.7 miliardi di euro avendone indietro 12.5 come accaduto nel 2013, e che devono essere spesi come vogliono loro...

      Ma se siamo agli ultimi posti per crescita economica e abbiamo un debito pubblico tra i piu’ alti, come mai regaliamo a paesi come la Polonia tanti soldi?

      Noi siamo qui a versare lacrime e sangue, e intanto veniamo spolpati; ma coloro i quali abbiamo votato perché ci avevano assicurato che avrebbero messo fine a questa infamia, si sono invece messi d’accordo con i nostri carnefici.

    1. Zimidibidubilu 15 febbraio 2020

      Nemmeno un accenno all'idea, svanita nel nulla ma fondamentale a loro dire fino a quando c'era da trovare consensi, di un movimento in cui decidono gli iscritti.
      Sono rimaste solo manovre politiche, correnti e tradimenti, maldicenze ed altre noiosissime storie vecchie già al tempo dell'impero romano.
      Hanno fatto qualcosina è vero, ma i tradimenti in perfetta tradizione politica sono abbaglianti, ecco perché sono in difficoltà e le vecchie volpi banchettano.
      Il movimento, in quanto tale, non esiste più, ormai è solo uno dei tanti partiti e dire ''son bravi ragazzi, so come la pensano'' non serve a nulla, perché il mostro se li è già belli che mangiati.
      Il mostro, tanto per chiarire, ha almeno seimila anni e queste ''rivoluzioni'' non gli fanno nemmeno il solletico.

      Cito una frase, non mia, che spiega bene il perché del fallimento:
      ''Non è che i politici sono tutti uguali, è la politica che non può renderli diversi''.

      Da questa non se ne esce.
      Eppure, nonostante ormai siano passati millenni di fallimenti di molte ''formule'' (ideologie), sembra che accettare che sia la politica stessa una idea fallimentare sia un passo impossibile da compiere per i più.
      Perché questo impasse psicologico è così invalicabile dalla maggioranza delle persone?
      Ecco, nella risposta a questa domanda forse c'è un inizio di soluzione.

    1. chimbi dfe 15 febbraio 2020

      Vai giggino che ti è andata di superlusso coi chiari di luna di oggi. Certo, come dicevano i Signori feudali per riferirsi ai giullari, fai parte di quanti "traggono profitto mettendo in ridicolo (per dirla pulita) la propria persona", ma dai tempi del San Paolo una rimpannucciata te la sei data. Come si dice dalle tue parti " 'a pagnotta è pagnotta!".

    1. lady Dodi 15 febbraio 2020

      Aggiungo al commento di prima che l'errore più grave di Di Maio, se è stato lui come pare, a farlo, è stato quello di designare come Presidente del Consiglio il mago Houdini detto il trasformista, alias il Conte Zio. Con 163 Parlamentari, anche a fare un sorteggio, uno migliore di quello lo trovavano. Magari persino obbligando Grillo, specialista nel buttare il sasso e poi nascondere la mano.

    2. Manuel 15 febbraio 2020

      sn dell'idea invece che il coniglio sia stato proprio Salvini ad osteggiare, x questioni puramente d'invidia, il premierato di di maio essendo qst'ultimo leader del principale partito di maggioranza relativa.

    1. lady Dodi 15 febbraio 2020

      Visto il titolo ieri sera, pensavo di dover venire qui a fare la difesa di Luigi Di Maio che stimo moltissimo e che quantomeno, ritengo meriti l'onore delle armi. Non apprezzo i 5 Stelle, ma proprio lui, Di Maio.
      Benchè ancora un bebè, almeno al mio confronto, trovo che sia un Politico di razza. Ultimamente gliene hanno fatte di tutti i colori. Persino metterlo al Ministero degli Esteri, dove non ne esce vivo uno, considerando il peso politico dell'Italia nel consesso internazionale. Quello di Ministro degli Esteri non è un incarico ma una missione per kamikaze.
      Spero e credo che le qualità personali di Di Maio lo portino verso altri lidi politici o non politici dove possa aver fortuna. I 5 Stelle restino a Fico & C. associati ai comunisti fino all'esplosione o implosione galattica che si meritano da sempre.
      Di Maio! Scappa da lì! Altro che "continuare a collaborare!"

      Bellissima la scena della cravatta: un uomo è elegante, se lo è, con o senza cravatta.

    1. Pandroid 15 febbraio 2020

      Ahaha, temutissimi guarda. Interi potentati economici e gruppi finanziari li temono.
      Prima sta pagliacciata del m5s finisce dove deve finire, meglio è.

    1. gix 15 febbraio 2020

      Concordo con quanto dice la Billi, Di Maio non è certamente peggio di quanto si appalesa all'orizzonte, anzi. Ma, dell'orizzonte nascente si dovrebbe ammettere che non sappiamo che farcene, se ripropone la attuale cupola di potere in salsa neoliberista ancora più sfacciata. Comunque il problema non è il 3%, il 15% o il 33%, per viaggiare tra queste percentuali bastano 6 mesi di campagna mediatica a tappeto e qualche legge (elettorale compresa) progettata ad hoc. Ma intanto cominciamo a togliere la concessione autostradale agli attuali gestori, e poi, a seguire, magari rimettere nelle mani dello Stato la gestione dei principali servizi pubblici, dopodichè certo, si può ricominciare con Paragone, Di Battista, e Di Maio, anche al 3 % perchè no. Gli altri si tengano pure Gerusalemme capitale.

    2. 4T-5PA-4GR/TEU 15 febbraio 2020

      D'accordo con di Maio e di Battista (che deve ancora dimostrare tutto, dato che fino ad oggi ha solo parlato), riguardo a Paragone ha fatto un grande lavoro durante il governo giallo-verde per la trasformazione delle centinaia di migliaia di contratti a tempo determinato in indeterminato, poi però a solo remato contro, quotidianamente fino a causare di proposito l'espulsione, per non prendersi la responsabilità di andare lui. Da agosto ha sempre solo criticato, sapendo benissimo che il 5S non aveva altra scelta che fare il governo col pd, grazie a selfini che ha obbedito ad ordine atlantici, di far cadere il governo. Paragone non lo prenderei come base di ripartenza.

    3. gix 15 febbraio 2020

      Se ne può discutere, naturalmente, nessuno è perfetto, dovremmo persino meditare sul peccato originale leghista di Paragone, da non dimenticare. Ma per ora mi basta sapere che si sente ancora parte del programma del M5S, e che mantiene i contatti con la base meno ascoltata...Bisogna cercare di non perdersi dietro le insufficenze altrui e provare ad imparare dai propri errori.

    1. Alessandro Guardamagna 15 febbraio 2020

      L’art è un’ammisdione di responsabilità un po’ strampalata. Se è stato il MoV ha tuonare per 10 anni che si sarebbe battuto con coraggio contro i poteri forti, mi sfugge come si possa arrivare a dire che nel MoV il coraggio latita (e per fortuna che a rappresentarlo Di Maio disse che sarebbero stati chiamati i “super competenti”!) per cui si è fatto del proprio meglio con un “coraggioso” che a 4 giorni dalle elezioni dice “arrivederci e grazie” lasciando i suoi candidati (che saranno entusiasti della prova di sostegno avuta, posso immaginare...), dopo aver visto scorrazzare Lanzalone per Roma ha detto di non conoscerlo. E ci va coraggio a mettere da parte gente come Viviana Dal Cin per scegliere come capolista dei vari collegi una schiera di veline, o dare il benvenuto al PD al governo come niente fosse. Ci va proprio del coraggio,o meglio dire assenza di vergogna, a tenere certi comportamenti.

      Coraggio l’ebbe Di Battista a ricordare nella piazza di Arcore le responsabilità di B, ma se anche lo scegliessero come futuro capo politico, nel MoV comanda Casaleggio, e francamente non sembra probabile che gli affidi un bel niente. Fine delle ipotesi di rinnovamento di un partito aziendale composto principalmente di yes men, purtroppo.

    1. Rosanna Spadini 15 febbraio 2020

      Il M5S è diventato una forza europeista, quindi inutile e dannosa. Il famoso 33% non tornerà più perché non c'è più un'offerta politica capace di illuminare le ingiustizie che il riformismo neoliberista ha generato. La crisi del capo politico si sovrappone alla crisi del MoV, angosciato dai traditori più che illuminato dal facilitatori. Nessuno però ha tradito più di chi in due anni ha spento una speranza e dilapidato un patrimonio di consensi, cioè i veri capi del MoV, Grillo e Casaleggio (che detiene la proprietà del marchio, della cassa e di Rousseau). Le dimissioni di Di Maio quindi sono state obbligate, un altro segno della opacità di chi sbaglia i tempi, dimettersi adesso non impedirà di scaricare su lui stesso lo choc di lunedì, quando quel che resta del M5S in Emilia Romagna, dovrà leccarsi le ferite... per poi rinascere dalle ceneri come un partito che si è ritagliato una casella ricattabile nello scacchiere del proporzionale.

    1. federico18 15 febbraio 2020

      Ma saresti pronta a votare cosa? COSA??? Quel branco di traditori ciarlatani?? Hanno ingannato tutti e tradito su tutto. In un mondo normale meriterebbero altro che la rielezione... Ma mi faccia il piacere. Su Di Battista la penso ancora peggio. Su Paragone diciamo che può salvarsi solo se entra in Vox Italia. Altri Movimenti 5 StAlle e Porci non ne vogliamo, grazie.

    1. bonaveri 15 febbraio 2020

      Ognuno ha gli statisti che si merita.

    2. lady Dodi 15 febbraio 2020

      Da noi quelli che ci permettono gli USA, la UE, e il cane e il gatto. Guai a non piacere a tutti quanti questi personaggi. Io farei uno sciopero governativo: nessuno più che vuol essere eletto e richiesta di mandarceli direttamente da fuori. Rendendolo noto al mondo intero.

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