Devastante presentazione di Lavrov al Consiglio di Sicurezza dell'ONU

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Karl Sanchez - 21 settembre 2023

Il mio amico psico-storico di Moon of Alabama ha postato questo breve pezzo:

"La Reuters ha pubblicato un titolo che ci mostra come appare realmente la proiezione delle Nazioni Unite

'Fermate la guerra' e 'Zelensky non ha bisogno di parlare', dice alla Russia il presidente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU ".

Questo ha dato il via alla mia risposta e all'introduzione a questo magnifico pezzo di diplomazia da parte di Sergiei Lavrov, forse il miglior diplomatico del pianeta:

L'Albania è nazione che attualmente ha la presidenza. Lavrov ha ribaltato la situazione. Immaginate un colpo a segno nella scherma:

"Tutti i fatti della "ingegneria" della crisi ucraina sono noti da tempo, ma stanno cercando in tutti i modi di mettere a tacere, di "cancellare" l'intera storia fino al 2014. Pertanto, il tema dell'incontro di oggi, proposto dalla presidenza albanese, è molto opportuno e ci permette di ripristinare la catena cronologica degli eventi, e si colloca nel contesto dell'atteggiamento dei principali attori verso l'attuazione dei principi e degli obiettivi della Carta delle Nazioni Unite" [neretto dell’Autore]

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Lavrov ha proceduto poi a riepilogare l'intera sordida vicenda dal primo colpo di Stato del 2004-5 a oggi, come farebbe un procuratore esperto. Per me, è semplicemente devastante.

E in effetti è stata una stroncatura delle bugie raccontate da Blinken e poi da Biden all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ciò che ha prospettato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è stato un ripudio totale di tutte le menzogne raccontate dall'Occidente e ha riepilogato molti dei crimini sconsiderati dell'Occidente in violazione della Carta delle Nazioni Unite. Ma spetterà ai singoli lettori vedere/leggere da soli e decidere se Lavrov ha effettivamente sferrato un colpo mortale all'Occidente agli occhi del mondo nella sua globalità:

Signor Presidente,

Signor Segretario Generale,

Colleghi

l'ordine internazionale esistente è stato costruito sulle rovine e dopo la colossale tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Si basava sulla Carta delle Nazioni Unite, una fonte fondamentale del diritto internazionale moderno. In gran parte grazie all'ONU, è stato possibile evitare una nuova guerra mondiale, con tanto di catastrofe nucleare.

Purtroppo, dopo la fine della Guerra Fredda, “l'Occidente collettivo”, guidato dagli Stati Uniti, si è arbitrariamente arrogato il rango di arbitro dei destini di tutta l'umanità e, sopraffatto da un complesso di esclusività, ha iniziato a ignorare sempre più ampiamente l'eredità dei padri fondatori dell'ONU.

Oggi l'Occidente fa riferimento alle norme e ai principi statutari in modo selettivo, di tanto in tanto, esclusivamente in funzione delle proprie egoistiche esigenze geopolitiche. Questo porta inevitabilmente a minare la stabilità globale, a esacerbare i focolai di tensione esistenti ed a fomentarne di nuovi. Anche i rischi di conflitto globale sono in aumento. È proprio per fermarli, per indirizzare gli eventi in una direzione pacifica, che la Russia ha insistito e insiste affinché tutte le disposizioni della Carta delle Nazioni Unite siano rispettate e applicate non in modo selettivo, ma nella loro interezza e interconnessione, compresi i principi di uguaglianza sovrana degli Stati, di non interferenza nei loro affari interni, di rispetto dell'integrità territoriale e del diritto dei popoli all'autodeterminazione. Le azioni degli Stati Uniti e dei loro alleati indicano uno squilibrio sistematico delle norme sancite dalla Carta.

Dal crollo dell'URSS e dalla formazione di Stati indipendenti al suo posto, gli Stati Uniti e i loro alleati hanno interferito apertamente e grossolanamente negli affari interni dell'Ucraina. Come ha ammesso pubblicamente e persino con orgoglio il vicesegretario di Stato americano Victoria Nuland alla fine del 2013, Washington ha speso 5 miliardi di dollari per “tirare su” i politici obbedienti all'Occidente a Kiev.

Tutti i fatti della "ingegneria" della crisi ucraina sono noti da tempo, ma si sta cercando in tutti i modi di mettere a tacere, di "cancellare" l'intera storia fino al 2014. Pertanto, il tema dell'incontro di oggi, proposto dalla presidenza albanese, è molto opportuno e ci permette di ripristinare la catena cronologica degli eventi, collocandosi nel contesto dell'atteggiamento dei principali attori nei confronti dell'attuazione dei principi e degli obiettivi della Carta delle Nazioni Unite.

Nel 2004-2005, l'Occidente, per portare al potere un candidato filoamericano, ha sancito il primo colpo di Stato a Kiev, costringendo la Corte Costituzionale ucraina a prendere la decisione illegale di indire una terza tornata elettorale non prevista dalla Costituzione del Paese. Un'ingerenza ancor più inqualificabile negli affari interni si è manifestata durante la seconda manifestazione di Piazza Maidan del 2013-2014, quando tutta una serie di “viaggiatori” (io avrei tradotto “commessi viaggiatori”, a io parere più appropriato, N.d.T.) occidentali ha incoraggiato direttamente i partecipanti alle manifestazioni antigovernative ad azioni violente. La stessa V. Nuland ha discusso con l'ambasciatore statunitense a Kiev la composizione del futuro governo, che sarà poi formato dai golpisti. Allo stesso tempo, ha indicato all'Unione Europea il suo vero posto nella politica mondiale dal punto di vista di Washington. Tutti ricordiamo la sua scabrosa frase di due parole (“Fuck Europe”, che l’Europa si fotta, giova ricordarlo sempre, N.d.T.). È significativo che l'Unione Europea l'abbia "mandata giù".

Nel febbraio 2014, i personaggi scelti dagli americani sono diventati protagonisti della sanguinosa presa di potere, organizzata, ricordo, un giorno dopo l'accordo raggiunto tra il presidente legittimamente eletto dell'Ucraina Viktor Yanukovych e i leader dell'opposizione, con le garanzie di Germania, Polonia e Francia. Il principio di non interferenza negli affari interni è stato ripetutamente calpestato.

Subito dopo il colpo di Stato, i golpisti hanno dichiarato che la loro priorità assoluta era quella di limitare i diritti dei cittadini ucraini di lingua russa (sottolineato dal Traduttore). E gli abitanti della Crimea e del sud-est del Paese, che si rifiutavano di scendere a patti con i risultati della presa di potere incostituzionale, sono stati dichiarati terroristi, lanciando contro di loro un'operazione punitiva. In risposta, la Crimea e il Donbass hanno indetto referendum nel pieno rispetto del principio di uguaglianza dei diritti e di autodeterminazione dei popoli, sancito dal paragrafo 2 dell'Articolo 1 della Carta delle Nazioni Unite.

I diplomatici e i politici occidentali, in relazione all'Ucraina, chiudono un occhio su questa importantissima norma di diritto internazionale, nel tentativo di ridurre l'intero contesto e l'essenza di quanto sta accadendo all'inammissibilità della violazione dell'integrità territoriale. A questo proposito, vorrei ricordare che la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Principi di Diritto Internazionale concernenti le relazioni amichevoli e la cooperazione tra gli Stati in conformità con la Carta delle Nazioni Unite, adottata all'unanimità nel 1970, stabilisce che il principio del rispetto dell'integrità territoriale è applicabile agli "Stati che osservano nelle loro azioni il principio dell'uguaglianza dei diritti e dell'autodeterminazione dei popoli (...) e, di conseguenza, che hanno governi che rappresentano (...) tutte le persone che vivono sul territorio". Il fatto che i neonazisti ucraini che hanno preso il potere a Kiev non rappresentino la popolazione della Crimea e del Donbass non ha bisogno di prove. E il sostegno incondizionato delle capitali occidentali alle azioni del regime criminale di Kiev non è altro che una violazione del principio di autodeterminazione a seguito di una grossolana interferenza negli affari interni.

In seguito al colpo di Stato durante la presidenza di Petr Poroshenko prima e di Vladimir Zelensky poi, l'adozione di leggi razziste che vietano tutto ciò che è russo - istruzione, media, cultura, la distruzione di libri e monumenti, il divieto della Chiesa ortodossa ucraina e il sequestro delle sue proprietà - è stata una palese violazione del paragrafo 3 dell'Articolo 1 della Carta delle Nazioni Unite sul rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tutti - senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione. Per non parlare del fatto che queste azioni contraddicevano direttamente la Costituzione ucraina, che sancisce l'obbligo dello Stato di rispettare i diritti dei russi e delle altre minoranze nazionali.

Quando sentiamo invocare l'applicazione della "formula di pace" e il ritorno dell'Ucraina ai confini del 1991, sorge spontanea la domanda: coloro che invocano questo hanno familiarità con le dichiarazioni della leadership ucraina su ciò che intendono fare con gli abitanti dei rispettivi territori? Le minacce di sterminio legale o fisico vengono ripetutamente rivolte loro pubblicamente, a livello ufficiale. L'Occidente non solo non frena i suoi protetti a Kiev, ma incoraggia con entusiasmo le loro politiche razziste.

Tra l'altro, in modo simile, i membri dell'UE e della NATO hanno incoraggiato per decenni le azioni di Lettonia ed Estonia volte ad annullare i diritti di centinaia di migliaia di residenti di lingua russa, definiti "non cittadini". Ora stanno discutendo seriamente l'introduzione della responsabilità penale per l'uso della lingua madre. Alti funzionari dichiarano ufficialmente che la diffusione di informazioni sulla possibilità che gli studenti locali superino i programmi scolastici a distanza in russo deve essere considerata quasi come una minaccia alla sicurezza nazionale e richiede l'attenzione delle forze dell'ordine.

Tornando all'Ucraina. La conclusione degli accordi di Minsk nel febbraio 2015 è stata approvata da una risoluzione speciale del Consiglio di Sicurezza - in piena conformità con l'Articolo 36 della Carta, che sostiene "qualsiasi procedura per risolvere una controversia che sia stata accettata dalle parti". In questo caso, Kiev, la RPD e la LPR. Tuttavia, l'anno scorso, tutti i firmatari degli accordi di Minsk, ad eccezione di Vladimir Putin (Angela Merkel, Francois Hollande e Petr Poroshenko), hanno ammesso pubblicamente e persino volentieri che quando hanno firmato questo documento, non avevano alcuna intenzione di rispettarlo. Volevano solo guadagnare tempo per rafforzare il potenziale militare dell'Ucraina e rifornirla di armi contro la Russia. In tutti questi anni, la UE e la NATO hanno sostenuto direttamente il sabotaggio degli accordi di Minsk, spingendo il regime di Kiev a risolvere il "problema del Donbass" con la forza. Questo è stato fatto in violazione dell'Articolo 25 della Carta, secondo il quale tutti i membri delle Nazioni Unite sono obbligati a "obbedire alle decisioni del Consiglio di Sicurezza e ad eseguirle".

Vi ricordo che nel pacchetto degli accordi di Minsk, i leader di Russia, Germania, Francia e Ucraina hanno firmato una dichiarazione in cui Berlino e Parigi si impegnavano a fare molto, tra cui aiutare a ripristinare il sistema bancario nel Donbass. Ma non hanno mosso un dito. Abbiamo appena visto come, contrariamente a tutti questi obblighi, Petro Poroshenko abbia annunciato un blocco commerciale, economico e dei trasporti del Donbass. Nella stessa dichiarazione, Berlino e Parigi si sono impegnate a promuovere il rafforzamento della cooperazione trilaterale nel formato UE-Russia-Ucraina per una soluzione pratica alle preoccupazioni commerciali della Russia, nonché a promuovere "la creazione di uno spazio umanitario ed economico comune dall'Atlantico all'Oceano Pacifico". Questa dichiarazione è stata approvata anche dal Consiglio di Sicurezza e soggetta all'attuazione in conformità con il già citato Articolo 25 della Carta delle Nazioni Unite. Ma questo impegno dei leader di Germania e Francia si è rivelato "fasullo", un'altra violazione dei principi statutari.

Il leggendario Ministro degli Esteri dell'URSS A.A. Gromyko osservò giustamente più di una volta: "dieci anni di negoziati sono meglio di un giorno di guerra". Seguendo questo precetto, abbiamo negoziato per molti anni, cercando accordi nel campo della sicurezza europea, approvato l'Atto di Fondazione NATO-Russia, adottato le dichiarazioni dell'OSCE sull'indivisibilità della sicurezza al massimo livello nel 1999 e nel 2010, e dal 2015 abbiamo insistito sull'attuazione incondizionata degli accordi di Minsk risultanti dai negoziati. Il tutto nel pieno rispetto della Carta delle Nazioni Unite, che impone di "fornire le condizioni per la giustizia e il rispetto degli obblighi derivanti dai trattati e da altre fonti del diritto internazionale". I nostri colleghi occidentali hanno calpestato questo principio quando hanno firmato tutti questi documenti, sapendo in anticipo che non li avrebbero rispettati.

A proposito di negoziati. Non li stiamo ancora abbandonando. Il Presidente della Russia Vladimir Putin ne ha parlato molte volte, anche di recente. Vorrei ricordare all'illustre Segretario di Stato che il Presidente dell'Ucraina Vladimir Zelensky ha firmato un decreto che vieta i negoziati con il governo di Vladimir Putin. Se gli Stati Uniti sono così interessati, penso che non sarà difficile "dare l'ordine" di cancellare il decreto esecutivo di Vladimir Zelensky.

Oggi, nella retorica dei nostri avversari, sentiamo solo slogan: "invasione, aggressione, annessione". Non una parola sulle cause del problema, su come per molti anni hanno alimentato il regime patentemente nazista, riscrivendo apertamente i risultati della Seconda Guerra Mondiale e la storia del loro stesso popolo. L'Occidente evita una conversazione sostanziale basata sui fatti e sul rispetto di tutte le norme della Carta delle Nazioni Unite. A quanto pare, non ha argomenti per un dialogo onesto.

Si ha la forte impressione che i rappresentanti occidentali abbiano paura di discussioni professionali che mettano a nudo la loro demagogia. Pronunciando incantesimi sull'integrità territoriale dell'Ucraina, le ex metropoli coloniali tacciono sulle decisioni dell'ONU sulla necessità che Parigi restituisca l’isola "francese" di Mayotte all'Unione delle Comore e che Londra lasci l'arcipelago delle Chagos e avvii negoziati con Buenos Aires sulle isole Malvinas. Questi "campioni" dell'integrità territoriale dell'Ucraina ora fingono di non ricordare il significato degli accordi di Minsk, che consistevano nella riunificazione del Donbass con l'Ucraina con garanzie di rispetto dei diritti umani fondamentali, in primo luogo il diritto alla lingua madre. L'Occidente, che ha ostacolato la loro attuazione, è direttamente responsabile del collasso dell'Ucraina e dell'istigazione alla guerra civile.

Tra gli altri principi della Carta delle Nazioni Unite, il cui rispetto potrebbe prevenire una crisi di sicurezza in Europa e contribuire ad armonizzare le misure di costruzione della fiducia sulla base di un equilibrio di interessi, vorrei ricordare l'Articolo 2 del Capitolo VIII della Carta. Esso sancisce la necessità di sviluppare la pratica della risoluzione pacifica delle controversie con l'aiuto delle organizzazioni regionali.

In conformità con questo principio, la Russia, insieme ai suoi alleati, ha sempre sostenuto l'istituzione di contatti tra la CSTO e la NATO, al fine di facilitare l'attuazione pratica delle suddette decisioni dei vertici dell'OSCE del 1999 e del 2010 sull'indivisibilità della sicurezza, che stabiliscono, in particolare, che "a nessuno Stato, gruppo di Stati o organizzazione può essere attribuita la responsabilità primaria per il mantenimento della pace e della stabilità nell'area dell'OSCE o considerare qualsiasi parte di questa regione come propria sfera di influenza". Tutti sanno che questo è esattamente ciò che la NATO stava facendo, cercando di creare il suo pieno vantaggio in Europa e ora nella regione Asia-Pacifico. Tuttavia, i numerosi appelli dei massimi organi della CSTO all'Alleanza Nord Atlantica sono stati ignorati. La ragione di questa posizione arrogante degli Stati Uniti e dei suoi alleati, come tutti possono vedere oggi, è l'indisponibilità a condurre un dialogo paritario con chiunque. Se la NATO non avesse respinto le proposte di cooperazione della CSTO, forse si sarebbero evitati molti dei processi negativi che hanno portato all'attuale crisi europea, dovuta al rifiuto pluridecennale di ascoltare la Russia, tentando invece di ingannarla.

Oggi, quando su suggerimento della presidenza si discute di "multilateralismo efficace”, non dovremmo dimenticare i numerosi fatti del rifiuto genetico dell'Occidente di qualsiasi forma di cooperazione paritaria. Come la perla di Joseph Borrell secondo cui l'Europa è "un giardino fiorito circondato dalla giungla". Si tratta di una sindrome puramente neocoloniale che disprezza l'uguaglianza sovrana degli Stati e i compiti di "rafforzamento dei principi della Carta delle Nazioni Unite attraverso un multilateralismo efficace" che sono oggetto della nostra discussione odierna.

Nel tentativo di impedire la democratizzazione delle relazioni interstatali, gli Stati Uniti e i loro alleati stanno sempre più apertamente e senza cerimonie privatizzando i segretariati delle organizzazioni internazionali, aggirando le procedure stabilite per le decisioni sulla creazione di meccanismi subordinati con mandati non consensuali, ma rivendicando il diritto di biasimare chi, per qualche motivo, non è gradito a Washington.

A questo proposito, vorrei ricordarvi la necessità di una rigorosa applicazione della Carta delle Nazioni Unite non solo da parte degli Stati membri, ma anche da parte del Segretariato della nostra organizzazione. Secondo l'articolo 100 della Carta, il Segretariato è tenuto ad agire in modo imparziale e non deve ricevere istruzioni da alcun governo.

Abbiamo già parlato dell'Articolo 2 della Carta. Vorrei richiamare l'attenzione sul suo punto chiave 1: "L'Organizzazione si basa sul principio dell'uguaglianza sovrana degli Stati di tutti i suoi membri". Sviluppando questo principio, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nella Dichiarazione del 24 ottobre 1970 che ho citato, ha riaffermato "il diritto inalienabile di ogni Stato di scegliere il proprio sistema politico, economico, sociale e culturale senza interferenze da nessuna parte". A questo proposito, nutriamo seri dubbi sulle dichiarazioni del 29 marzo del Segretario Generale Antonio Guterres, secondo cui "il governo autocratico non garantisce la stabilità, ma è un catalizzatore di caos e conflitti", mentre "le società democratiche forti sono capaci di autocorreggersi e migliorarsi. Possono stimolare cambiamenti, anche radicali, senza spargimento di sangue o violenza". Involontariamente mi vengono in mente i "cambiamenti" provocati dalle avventure aggressive delle "democrazie forti" in Jugoslavia, Afghanistan, Iraq, Libia, Siria e molti altri Paesi.

Inoltre, lo stimato Antonio Guterres ha affermato che: "Esse (le democrazie) sono centri di ampia cooperazione radicati nei principi di uguaglianza, partecipazione e solidarietà". È da notare che tutti questi discorsi sono stati pronunciati al "summit per la democrazia" convocato dal presidente Joe Biden al di fuori delle Nazioni Unite, i cui partecipanti sono stati selezionati dall'amministrazione statunitense in base alla fedeltà - e non tanto a Washington quanto al Partito Democratico al potere negli Stati Uniti. I tentativi di utilizzare tali forum per discutere questioni di natura globale contraddicono direttamente il paragrafo 4 dell'Articolo 1 della Carta delle Nazioni Unite, che afferma la necessità di "garantire il ruolo dell'Organizzazione come centro di coordinamento delle azioni per il raggiungimento di obiettivi comuni".

In contrasto con questo principio, alcuni anni fa, Francia e Germania hanno proclamato “un'alleanza dei multilateralismi”, alla quale hanno anche invitato solo coloro che sono obbedienti, il che di per sé riafferma l'inevitabilità della mentalità coloniale e l'atteggiamento dei promotori nei confronti del principio del "multilateralismo effettivo" oggi all'ordine del giorno. Allo stesso tempo, è stata costruita una "narrativa" sull'Unione Europea come ideale di quello stesso "multilateralismo". Ora da Bruxelles si chiede di ampliare al più presto l'adesione all'UE, includendo in particolare i Paesi balcanici. Ma l’interesse principale non riguarda la Serbia, né la Turchia, che da decenni conduce negoziati di adesione senza speranza, bensì l'Ucraina. Sostenendo di essere l'ideologo dell'integrazione europea, Josep Borrell non ha esitato, recentemente, a dire che il regime di Kiev dovrebbe essere ammesso all'Unione Europea il prima possibile. Diciamo che, se non fosse stato per la guerra, ci sarebbero voluti anni, e quindi - è possibile e necessario senza alcun criterio. Serbia, Turchia e altri aspetteranno. Ma i nazisti vengono accettati nei ranghi dell'UE “saltando la coda”.

Tra l'altro, in occasione dello stesso "vertice per la democrazia", il Segretario generale ha proclamato: "La democrazia nasce dalla Carta delle Nazioni Unite. Le prime parole della Carta - "Noi popoli" - riflettono una fonte fondamentale di legittimità: il consenso di coloro che sono governati". È utile mettere in relazione questa tesi con i "precedenti" del regime di Kiev, che ha scatenato una guerra contro una parte enorme del suo stesso popolo - contro quei milioni di persone che non hanno accettato di consegnarsi ai neonazisti e ai russofobi che hanno preso illegalmente il potere nel Paese e hanno insabbiato gli accordi di Minsk approvati dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, minando così l'integrità territoriale dell'Ucraina.

Coloro che, contrariamente alla Carta delle Nazioni Unite, dividono l'umanità in "democrazie" e "autocrazie", farebbero bene a rispondere alla domanda: a quale categoria assegnano il regime ucraino? Non mi aspetto una risposta.

Parlando dei principi della Carta, si pone la questione del rapporto tra il Consiglio di Sicurezza e l'Assemblea Generale. Il "collettivo occidentale" ha spinto a lungo e in modo aggressivo il tema “dell'abuso del diritto di veto” e ha ottenuto - attraverso pressioni non del tutto corrette sugli altri membri dell'ONU - la decisione di considerare il tema in questione all'Assemblea Generale dopo ogni applicazione di questo diritto, che l'Occidente sta provocando sempre più deliberatamente. Questo non è un problema per noi. L'approccio della Russia a tutte le questioni in agenda è aperto, non abbiamo nulla da nascondere e non è difficile ribadire questa posizione. Inoltre, l'uso del veto è uno strumento assolutamente legittimo previsto dalla Carta per impedire l'adozione di decisioni che potrebbero comportare una spaccatura dell'Organizzazione. Ma visto che è stata approvata la procedura per discutere l'uso del veto in Assemblea Generale, perché non pensare alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza su cui non è stato posto il veto, che sono state adottate, anche molti anni fa, ma che non sono state attuate, nonostante le disposizioni dell'Articolo 25 della Carta? Perché l'Assemblea Generale non considera le ragioni di questo stato di cose - ad esempio, per quanto riguarda le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza sulla Palestina e sull'intera gamma di problemi dell'area MENA, sul JCPOA, così come la Risoluzione 2202, che ha approvato gli accordi di Minsk sull'Ucraina.

Anche il problema associato ai regimi di sanzioni richiede attenzione. È già diventato la norma: il Consiglio di Sicurezza, dopo lunghi negoziati - in stretta conformità con la Carta - approva le sanzioni contro un determinato Paese, e poi gli Stati Uniti e i loro alleati impongono "ulteriori" restrizioni unilaterali contro lo stesso Stato, non sono approvate dal Consiglio di Sicurezza e non incluse nella sua risoluzione come parte del "pacchetto" concordato. Nella stessa serie, un altro esempio eclatante è la decisione appena presa da Berlino, Parigi e Londra, attraverso le loro legislazioni nazionali, di "estendere" le restrizioni all'Iran in scadenza a ottobre, che sono soggette a cessazione legale in conformità con la Risoluzione 2231 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. In altre parole, i Paesi europei e il Regno Unito dichiarano che la decisione del Consiglio di Sicurezza è scaduta, ma non se ne curano, hanno le loro "regole".

Tutto ciò rende ancora più urgente considerare la questione che dopo l'adozione da parte del Consiglio di una qualsiasi risoluzione di sanzioni, nessuno dei membri delle Nazioni Unite avrebbe il diritto di privarla di valore imponendo le proprie restrizioni illegittime contro lo stesso Paese.

È inoltre importante che tutti i regimi di sanzioni del Consiglio di Sicurezza siano limitati nel tempo, poiché la loro natura indefinita priva il Consiglio di flessibilità in termini di influenza sulle politiche dei "governi sanzionati".

Anche il tema dei "limiti umanitari delle sanzioni" richiede attenzione. Sarebbe giusto che qualsiasi sanzione venga sottoposta al Consiglio di Sicurezza fosse accompagnata da valutazioni delle sue conseguenze per i cittadini attraverso le agenzie umanitarie delle Nazioni Unite, piuttosto che da esortazioni demagogiche dei nostri colleghi occidentali secondo cui "la gente comune non soffrirà."

Egregi colleghi,

i fatti parlano della crisi più profonda nelle relazioni internazionali e della mancanza di desiderio e volontà da parte dell'Occidente di superare questa crisi.

Spero che una via d'uscita da questa situazione esista e venga trovata. Per cominciare, tutti devono rendersi conto della responsabilità per il destino della nostra Organizzazione e del mondo - in un contesto storico, e non dal punto di vista di opportunistici allineamenti elettorali e momentanei nelle prossime elezioni nazionali di uno Stato membro. Permettetemi di ricordarvi ancora una volta che quasi 80 anni fa, firmando la Carta delle Nazioni Unite, i leader mondiali concordarono di rispettare l'uguaglianza sovrana di tutti gli Stati - grandi e piccoli, ricchi e poveri, monarchie e repubbliche. In altre parole, già allora l'umanità riconosceva la necessità di un ordine mondiale paritario e policentrico come garanzia di stabilità e sicurezza del proprio sviluppo.

Pertanto, oggi non si tratta di sottomettersi a una sorta di "ordine mondiale basato su regole", ma di adempiere a tutti gli obblighi assunti con la firma e la ratifica della Carta nella loro interezza e interconnessione.

La testimonianza di Lavrov offre agli storici una prospettiva diversa sulla formazione delle Nazioni Unite per guardare all'intero dopoguerra. L'unico punto critico che Lavrov non ha incluso è che la Carta delle Nazioni Unite è stata infranta dal suo principale estensore non appena è entrata in vigore nell'ottobre 1945 ed è stata continuamente infranta da questa stessa entità, rendendola così il Fuorilegge Numero Uno al mondo, non un leader secondo i canoni di una persona morale.

Lavrov è un uomo che sa trattare con la realtà, e questo è ciò che ha appena detto ai partecipanti alla riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Voi lettori siete la giuria. C'è qualche possibilità di innocenza per l'Occidente in questo caso?

Karl Sanchez è un accademico in pensione. Ci racconta pochissimo di se stesso, salvo definirsi un "alchimista culinario".

Link: https://karlof1.substack.com/p/lavrovs-devastating-unsc-presentation?subscribe_prompt=free

Scelto e tradotto (IMC) da CptHook per ComeDonChisciotte

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Commenti (58)

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Mostra commenti 58 caricati
    1. oriundo2006 24 settembre 2023

      Magnifico. Andrebbe studiata a memoria.
      Ma il vero problema non sono le regole dell' Onu, che comunque sono datate, ma le possibilità tecniche di un 'first strike' distruttivo condotto a qualche decina di KM su Mosca e San Pietroburgo da parte di missili su territorio ucraino ma in realtà pilotati da Washington.
      Che farà la Russia ? Si appellerà all' Onu ?
      La tecnica militare sta rendendo desueto tutto un mondo di rapporti giuridici, politici, diplomatici come si sono formati nel corso di questi settant'anni.
      Lavrov solo a scopo retorico continua a riaffermare le istituzioni internazionali nella loro cogenza giuridica e diplomatica.
      Di fatto appaiono fondate su di una situazione 'de facto' che non esiste più: non consentono più quello spazio al 'discorso' logico-giuridico che Lavrov invoca.
      Dunque pare complessivamente velleitario se preso alla lettera.
      Ma ovviamente così non è.
      E' l' ultima chiamata alla ragionevolezza prima che le armi prendano il sopravvento: dalla mutua sicurezza garantita, come la Russia avrebbe voluto nei colloqui ginevrini, alla muta distruzione assicurata.
      Questa non dipende solo da un uso 'cattivo' della 'ragione' ma anche da altri fatti ed eventi, pilotati da quelle intelligenze raffinatissime che sappiamo e dal loro uso del 'tempo'.

    2. BrunoWald 24 settembre 2023

      Pienamente d'accordo con te sul fatto che l'ordine giuridico nato nel 1945 e i meccanismi dell'ONU siano ormai del tutto obsoleti, ma ritieni davvero plausibile lo scatenamento di un conflitto che potrebbe rivelarsi ugualmente fatale per tutti i contendenti?

      E soprattutto, in che modo un olocausto nucleare si inserirebbe nei progetti della setta demoniaca che ritiene ormai prossima l'era messianica? Perché distruggere un mondo che si ritengono a punto di ereditare?

      Ovviamente non pretendo che tu abbia una risposta a quesiti del genere, mi interessano però le tue impressioni, a livello intuitivo, anche perché a mia volta brancolo nel buio quando si arriva a questo livello della discussione.

    3. oriundo2006 25 settembre 2023

      Salve Bruno, ti dirò cosa penso, anzi cosa ho visto...La Russia, provocata due volte sui suoi confini accetterà il guanto della sfida e invaderà l'Europa.
      Successivamente, sarà la Cina a farlo, dopo esser uscita dai suoi confini ed aver assoggettato il mondo euroasiatico come oggi lo conosciamo, almeno in parte.
      Ma anche questo sarà di breve durata ( lo speriamo ).
      Dopo solo dopo, ovvero solo dopo una riduzione drammatica della popolazione avvenuta in concomitanza a queste tragedie, solo allora avverrà il cambiamento umano definitivo.
      Come mai mi diresti ?
      Perchè i mutamenti del DNA avvengono e si 'fissano' solo seguendo la 'deriva genetica', ovvero per piccoli, anzi piccolissimi gruppi che intersecando fra sè i geni mutati, li rendono stabili e trasmissibili.
      Qualsiasi mutamento in qualsiasi ambito genetico ed anche altrove, segue questa logica: nel minimo il massimo. Occorre in definitiva che il fattore 'tempo' sia coerente con questa modifica, e che il fattore 'quantità' lo divenga qualora sia portato quasi allo zero.
      Entrambe le condizioni rendono impossibile il mutamento definitivo oggi ed entrambe le condizioni saranno portate ad effetto domani.
      E' irrilevante come e perchè accadrà ed ad opera di chi: il fattore umano è l' oggetto non il soggetto.
      Absit iniuria verbis...( ho fatto outing ! Dannazione Bruno, mi hai scoperto ! ).

    4. oriundo2006 25 settembre 2023

      Naturalmente si spera che questa 'metabasis' coinvolga prepotentemente la psiche umana elevandola di 'tono', oggi veramente infimo.
      E naturalmente si spera che dopo l' umanità possa avere un futuro distante dal passato, ovvero dal mondo come ci è noto e differente dalla sua storia, sempre tragica, storia di cui oggi si conosce solo la forma 'deformata', non quella 'vera'.
      E, lasciatemelo dire, si spera che NON avvenga a favore di certi gruppi umani che si sono mostrati deleteri: sono quelli che spingono in ogni modo per il mutamento volendolo solo per sè. Sanno quanto ti ho detto e vogliono capitalizzarlo a proprio vantaggio, in un 'cupio dissolvi' a sfavore altrui ed a proprio gaudio.
      Tutto è assai logico: non vogliono solo ereditare questo mondo perchè per via cabalistica ne detengono già le chiavi essenziali, vogliono l' Olam Ha ba', quello futuro e definitivo, quello in cui nessun altro potrà entrare se non attraverso il loro 'placet', intendendosi infatti come necessari a questo...oppure resi tali dalla scomparsa altrui.
      Chiaro no ?
      La selezione sul ceppo vincente, o su quelli vincenti ( meno probabile ma possibile in via subordinata al 'tempo' ), dovrà assicurare loro quanto promesso dal loro 'dio', tenuto conto che la 'materia' è da loro considerata ( come per i massoni ma anche per i cristiani ecce. ) nuda concrezione priva di intelligenza autonoma, tale da poter esser formata e deformata a proprio vantaggio.

    5. oriundo2006 25 settembre 2023

      Dunque, occorre solo 'aiutarla' per beneficiarne al momento opportuno, 'spingendo' gli umani goy-buoi' nell'abisso.
      Chiaramente quello che ti ho detto, che guarda è assai logico e documentabile, prevede una cosa sola: che gli umani si scannino implacabilmente, ovvero siano posti in una condizione tale da doverlo fare. La Germania finì nell'abisso sulle note del Gotterdammerung, l' Italia preferì il 'va pensiero', cambiando musica, eccetera eccetera. Ma il direttore d'orchestra è sempre lo stesso ed è spietato. La Russia pare saperlo e saggiamente qualificando la guerra come 'operazione speciale' sembra voler sfuggire a questo destino, a cui si vede costretta a pena della sua sopravvivenza come nazione autonoma. Gli unici che potrebbero davvero fare la differenza sono gli USA, ma tu sai come sono combinati e sopratutto vincolati dalla propria assurda autorefenzialità. Un golem che pensa di essere anch'esso 'indispensabile' ma in via secondaria, dopo aver concesso ad altri la primazia. Giudico complessivamente una tragedia terribile che a capo del mondo indoeuropeo siano gli americani, indegni rappresentanti della nostra identità collettiva.
      Ma dopo tutto siamo gli eredi di Esaù e delle sue lenticchie.
      Come sempre il mito indica la strada e quello di Europa è altrettanto significativo.

    6. oriundo2006 25 settembre 2023

      Questa linea complessiva di tendenza è chiara ed evidente a me come ad altri, dunque è ben possibile che questo futuro sia solo uno dei tanti futuri possibili.
      In particolare sono prevedibili con altrettanta evidenza situazioni 'border line', ad esempio con avvenimenti extra-umani, quali che siano.
      Queste possono far ravvedere chi si diletta della propria follia considerandola un destino immutabile e costringendo gli altri all' autodistruzione, preparata con dosi massicce di odio interetnico oppure con uno svilimento totale della sua genuina identità, oppure combinando ad arte pensieri e volizioni eterodirette alla tragedia.
      Tragedia che sarebbe giusto dire appartenne al nostro passato, lo fu in una maniera orrenda ( oggi sottovalutata ), ma proprio per questo oggi possiamo sfuggirci con la ragione, il pensiero ben diretto e la volontà genuina orientata da una certezza, oggi metafisica ma domani ben provata: non siamo soli, non siamo padroni, il Principio Superno ci deve dirigere in tutto, il male non è una possibilità ineluttabile.
      In altri termini, si può sfuggire al destino quale che sia ( Sutra del Loto docet ).

    7. Fantine 26 settembre 2023

      Grazie della tua condivisione, Oriundo.
      Tanta roba.
      E grazie a Bruno (@BrunoWald) per avertela tirata fuori ;)

    1. Arthur 22 settembre 2023

      Io della Russia non mi fido.
      Sono attori bravissimi e sanno recitare alla grande.
      E sono bugiardi come lo sono gli americani, gli europei e i cinesi.
      Qualcosa di vero ogni tanto riesce a trapelare, ma si tratta di poca roba.
      E potrebbe succedere che alla fine la Russia questa sua doppiezza la pagherà cara.
      Lo stesso vale per la Cina.
      Mettersi a fornicare con certi criminali occidentali è stato un suicidio.
      E non mi si venga a dire che adesso Russia e Cina si sono ravvedute e hanno cambiato idea.
      Queste banalità possono essere propinate ad altri, ma non a me.

    2. sbregaverse 22 settembre 2023

      E se anch'io fossi un bugiardone e mi piacesse il buco invece della fessura ?!?
      NON C'E' DA FIDARSI DI NESSUNO
      (all'infuori dell'ALTISSIMO che legge ogni cuore)

    1. Primadellesabbie 22 settembre 2023

      Un intervento in questi termini può significare che la politica estera volta a ridurre l'influenza planetaria degli anglosassoni sta facendo dei progressi (e che gli avversari cominciano a capire i rapporti di forze nel campo degli armamenti).

    1. Eugiorso 22 settembre 2023

      Se la vecchia Società delle Nazioni, in particolare per volontà del presidente usa Wilson, durò fino all'aprile del 1946 e poi fu sostituita dall'onu, a causa del fallimento rappresentato dalla seconda guerra mondiale, potrebbe essere che il conflitto in Europa attualmente in corso, la minaccia di un coflitto per Formosa e l'emersione del mondo multipolare, capitanato da Russia e Cina, segnino la fine dell'onu e non in tempi biblici ...

      Cari saluti

    2. ric 22 settembre 2023

      e sarebbe ora !!

    1. Shax 22 settembre 2023

      Stiamo commentando un sistema al tramonto, che rispecchia un vecchio dominio angloamericano che ormai si sta liquefacendo ad un ritmo vertiginoso.
      Il fatto che un presidente di uno stato sconosciuto come l'albania dica alla Russia con commenti sprezzanti se e quando parlare dà la dimensione dell'isteria occidentale. Perchè non si espongono direttamente i paesi in prima linea ma mandano avanti i piccoli vassalli a fare il lavoro sporco.
      E mandano avanti lo sniffatore seriale per chiedere di togliere il diritto di veto alla Russia, come se questa fosse una richiesta ordinaria da poter prendere senza colpo ferire, senza far venir meno quell'equilibrio di poteri derivante dalla fine della II guerra mondiale, come se quel potere di veto fosse una consessione occidentale alla Russia!!
      Ora l'occidente accerchiato, deriso e impoverito vorrebbe rinchiudersi nei palazzi che considera SUOI, con le regole che considera SUE, pretendendo ancora di comandare il mondo e decidere chi può parlare e cosa può dire.
      L'occidente a guida usa si sta accorgendo, giorno dopo giorno, che il suo dominio si sta sgretolando e che sempre meno paesi sono disposti a seguire i suoi diktat.
      Siamo all'alba di un nuovo mondo.

    2. oriundo2006 24 settembre 2023

      Un'alba di sangue.

    3. Fantine 24 settembre 2023

      Lacrime e sangue.
      E non sarà un nuovo mondo, ma la prosecuzione di questo, con trucco e parrucco diverso.
      Potrà servire a svegliare le coscienze?
      Forse.
      Di qualcuno di certo.
      Di molti? Nutro più di qualche dubbio.
      E cosa seguirà a questo auspicabile, ma incerto risveglio?
      E per quanto tempo le coscienze resteranno ridestate e risvegliate?
      Ed in che misura?

    1. clausneghe 22 settembre 2023

      Dopo questo chiarissimo discorso la Russia dovrebbe uscire dall'ONU e agire senza più orpelli e cavilli, usando la sua pesante zampa artigliata.
      Che questi non capiscono altro linguaggio, sono nemici implacabili e seriali, vanno annichiliti.
      Zelenski ha fatto la figura dell'accattone sanguinario e qualcuno lo ha paragonato ad un uomo che sta per annegare, molto pericoloso, perchè, come si sa, chi annaspa disperato può tirarti giù.
      Solo il peggio del tossico conglomerato Euroatlantista lo sostiene ancora, assieme ai giornalettisti della Voce del Padrone, tutti praticamente, con a capo l'Ansa e fino a nuovo ordine..
      Però, chissà, una vocina mi dice che tra non molto l'Ucraina passerà di moda e il suo posto lo prenderà l'Africa..

    2. Eugiorso 22 settembre 2023

      Credo che se il drogato zelenski non riuscirà, entro il 2023 (forse già in autunno), a presentare qualche risultato militare strategico ai suoi spietati padroni, lo elimineranno dalla scena e ne metteranno un altro al suo posto, per prolungare il conflitto ... Se lo faranno uccidere, con un'operazione mediatica delle puttanelle statunitoidi-occidentaloidi-europoidi, daranno come sempre la colpa ai Russi.
      Potrebbe quindi essere che l'accattone sanguinario e drogato - per ora ancora protetto dai nazi-nato - non avrà vita lunga, ma dopo averne fatto mediaticamente un eroe(!)non potranno sputtanarlo troppo, nel momento della caduta o dell'uccisione.

      Cari saluti

    1. indipendente 22 settembre 2023

      La Russia procede a passo deciso, attraverso la delegittimazione di tutte le istituzioni-truffa gestite, fin'ora, dagli Usa. Di rimando la Cina, con una spettacolare accoglienza del siriano Assad, sta mettendo il fiocco sul suo capolavoro in Medio Oriente: la pacificazione di Sciiti e Sunniti e la definitiva disfatta dei Fratelli Mussulmani/creazione MI6.
      È chiaro lo scontro mortale tra sionismo degli Scudi Rossi e millenarismo portato avanti non più segretamente, dai Lubavitch appoggiati da Putin. La pace in medio Oriente per la capitolazione di Israele, e una nuova terra in Ucraina. Presumo Nethaniau sia millenarista come il suo vecchissimo papà.
      I Rothschild perderanno tutto perché Cina Russia sono troppo anche per loro.
      Se anche, come probabile, non ci saranno atomiche, per l'Eutopia sarà comunque la fine della pacchia.

    2. BrunoWald 22 settembre 2023

      "È chiaro lo scontro mortale tra sionismo degli Scudi Rossi e millenarismo portato avanti non più segretamente, dai Lubavitch appoggiati da Putin. "

      Ecco, questa è quasi sicuramente la questione di fondo, la chiave di lettura degli eventi cui stiamo assistendo, e sarebbe bene che chi è in grado di farlo approfondisca questo tema.
      Immagino che l'esito finale sarà più o meno quello da te indicato, e ho seri dubbi che ciò sarà un bene per il mondo, non solo per l'Europa.

    3. indipendente 22 settembre 2023

      Xi ha definitivamente mollato i freni. Le guerre dell'oppio non sono state dimenticate. Dall'altra parte ci sono sempre gli stessi malefici predoni.
      I satanici Lubavitch, ormai possono giocare allo scoperto. Il loro progetto è chiaro sin da quando spostarono il loro quartiere generale da New York a Dnipro. Per loro la nuova terra promessa sulle rive del Dnieper.
      Putin li ha sempre gestiti in casa propria. Ora aspettiamo di vedere in che modo Israele cadrà.
      La situazione sta, a mio avviso, diventando molto pericolosa..

    1. IlContadino 22 settembre 2023

      Come viene scritto, Lavrov è davvero un uomo che sa trattare con la realtà. Capitano di vascello sull'oceano della realtà, la prende di petto la realtà, vince le gare di apnea immerso nella realtà.
      La sua, la loro realtà.
      La mia realtà ha ben poco a che fare con quella dell'articolo. Quest'ultima la sento talmente distante, artificiale, costruita ad hoc con una incalcolabile quantità di menzogne che quasi mi disturba il sonno a vederne il grande successo, la quantità di adepti.
      Comunque, mi consolo, così dev'essere, ognuno si costruisce la propria realtà, con i propri filtri, usando le proprie capacità.
      In fondo la realtà è una sola, la tua.

    2. me-stesso 22 settembre 2023

      Ti riferisci forse al fatto che in fondo anche in Russia vogliono sistematicamente dominare il popolo ad esempio con l'attuazione di iniezione di vaccini obbligatori, e cose del genere ?

    3. IlContadino 22 settembre 2023

      Che dire? Più o meno sì, anche. Credo le ripetute menzogne facciano più danni dei vaccini.
      Non conosco la situazione vaccinale pediatrica russa, però si è visto che recentemente da quelle parti hanno punzecchiato un buon 60% di persone con lo Sputnik, cosa contenga quel vaccino dio solo lo sa.
      Uno dei tizi che l'ha creato, onorato in patria con la medaglia al merito, è stato poi assassinato nel suo appartamento (logicamente assassino prontamente individuato e arrestato), silenzio totale nella controinformazione, pensa se avessero assassinato il creatore del vaccino Pfizer, ci saremmo scatenati a colpi di teorie cospirazioniste, e ci saremmo ben divertiti, invece, appunto, silenzio, che noia

    4. Divoll 25 settembre 2023

      In Russia i vaccini non erano obbligatori (e non erano mRNA)

    1. Kajros 21 settembre 2023

      Sniffolo ennesima figura da nanerottolo complessato e caxxaro all consesso della Nazioni Unite ; ma anche voi amici russi avete abidcato al regime change e mo ve tocca assistere alle pagliacciate del nuovo ReichMareschal Von Zele!

    1. Eugiorso 21 settembre 2023

      Quella latrina che è (diventata) l'onu è solo uno strumento in più nelle mani dell'impero del male statunitoide occidentaloide e questo un diplomatico esperto come Lavrov lo sa bene, anche se non lo dice direttamente e apertamente.
      Inutile, quindi, appellarsi alla carta delle nazioni uniti che l'impero del male statunitoide-occidentaloide riduce secondo lasua convenienza a "carta da culo", come fa attraverso i collaborazionisti con le costituzioni delle colonie europoidi, quella italiana ovviamente compresa.
      Utile sarebbe che la Gloriosa Federazione Russa uscisse dalla cloaca imperialista onu e, in accordo con i suoi alleati, fondasse un'organizzazione alternativa ... Non hanno voluto, finora, creare una solida alleanza militare che fronteggi le organizzazioni criminali nato e aukus, ma forse questo lo potranno fare: fuori all'onu per un'organizzazione alternativa della nazioni!

      Cari saluti

    1. BrunoWald 21 settembre 2023

      Ma quale "devastante presentazione"...

      I pirati anglo se ne fottono di quello che dice Lavrov, o chiunque altro. Sono gente pratica, che bada al sodo, ben sapendo che l'unica cosa realmente devastante è un cazzotto che ti manda i denti in gola: qualcosa come far saltare l'equivalente del Nordstream 2, diciamo, o un tragico incidente in cui rimanga vittima qualche loro pezzo grosso.
      Finché si rimane al livello dei blablabla, molto di moda al Cremlino, non sentono neppure il solletico.

    2. Cachafaz 22 settembre 2023

      Militarmente la russia sta stracciando da sola l'u-ccidente,con tutto quello che ne conseguira'; ha aizzato l'africa, organizzato i brics che il prezzo del petrolio lo decide lei (la russia), ha creato (sono in fase avanzata) con gli altri i corridoi per il commercio con i quali l'uccidente sara' escluso e/o fortemente penalizzato, e tutto questo in cosi' poco tempo. ALtro che bla bla!

    3. carla 22 settembre 2023

      Ecco cosa scrive il Premio Pulitzer Seymour Hersh nel suo ultimo articolo, citando le sue fonti nei servizi Usa:
      https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-seymour_hersh_per_lintelligence_usa_la_guerra__finita_e_ha_vinto_la_russia/45289_50934/

    1. Primadellesabbie 21 settembre 2023

      Grazie per la tempestiva traduzione.

    2. CptHook 22 settembre 2023

      Prego, "Uno è lieto di servire"..., 😁

    1. nicolass 21 settembre 2023

      Bravo .. non le manda a dire

    2. CptHook 21 settembre 2023

      È l'unico vero diplomatico che ancora esista.

    3. ric 22 settembre 2023

      una banalissima Ursula von der Leyen vale neanche un pelo del buco del cu....di un simile DIPLOMATICO:

    1. carla 21 settembre 2023

      Il pezzo che mi è piaciuto di più dell'intervento:

      "Questi "campioni" dell'integrità territoriale dell'Ucraina ora fingono di non ricordare il significato degli accordi di Minsk, che consistevano nella riunificazione del Donbass con l'Ucraina con garanzie di rispetto dei diritti umani fondamentali, in primo luogo il diritto alla propria lingua madre.
      L’Occidente, che ne ha ostacolato l’attuazione, è direttamente responsabile del crollo dell’Ucraina e dell’incitamento alla guerra civile nel paese”.

    1. carla 21 settembre 2023

      i LOVE Lavrov, il miglior diplomatico del pianeta

    2. Divoll 24 settembre 2023

      Seguito a ruota da Jaishankar, ministro degli esteri dell'India.

    1. Jimbo 21 settembre 2023

      I Brics dovrebbero
      1) uscire dal Tribunale Internazionale,
      2) non riconoscerlo,
      3) istituirne uno e
      4) giudicare colpevoli USA e GB per i crimini commessi (almeno) dal dopoguerra in poi.
      Se non lo faranno vorrá dire che sotto sotto sono Pappa e Ciccia.

    2. Giacomo 21 settembre 2023

      Si parla dell'Onu

    3. Jimbo 21 settembre 2023

      Certo, come é certo che vi siano Tribunali internazionali a iosa dominati dagli anglo.
      Ne devono istituire uno nuovo, che colpisca sul grugno gli anglo.

    4. carla 21 settembre 2023

      Una buona fetta del pianeta deve essere stufa dell'egemone

    5. BrunoWald 21 settembre 2023

      Più che dagli anglo, quei tribunali sono dominati dai vertici delle stesse società segrete, massoniche o meno poco importa, che hanno creato le Nazioni Unite in funzione del progetto globalista.

      Ossia, gli "architetti" di quell'ordine internazionale cui si riferisce Lavrov, uscito dalla 2GM e di cui l'URSS prima e la Russia dopo sono sempre stati parte integrante. I singoli stati, comprese le due superpotenze, possono anche litigare fra loro, ma restano comunque subordinati agli architetti, e i russi, come chiunque altro, non colpiranno sul grugno proprio nessuno, a meno di riceverne il permesso.

      Esiste una "struttura" a un livello sovraordinato rispetto agli stati e ai governi, ma siccome questi ultimi sono tutto ciò che ci viene permesso di vedere, giudichiamo gli eventi senza mai tenere conto delle cause prime, e dei fini che non sono quasi mai quelli dichiarati. Così è stato nel 1914-18, nel 1929, nel 1939-45, ecc. E così continua ad essere anche adesso.

      Almeno, questo è ciò che alcuni benintenzionati tentano di spiegare ai tifosi della curva, i quali poi caricaturizzano la loro posizione con la battuta "è tutto finto, sono tutti d'accordo"...
      In due parole, tempo perso.

    6. Cachafaz 22 settembre 2023

      Balle, la sovrastruttura e' quella che conosciamo, gli arci miliardari noti, le multinazionali, le maggiori banche, il vaticano, i reali inglesi. Fino a poco tempo fa, si diceva che l'arabia saudita, era una creazione degli ebrei, di israele. Infatti si e' visto con l'adesione ai brics e l'accordo con l'iran. Che ci sia qualcuno sopra quelli noti, qualcuno di sconosciuto con ancora piu' potere, sono fantasie non provate. Infatti nessuno li sa' indicare con nomi e cognomi. Come naturalmente e' una balla che la Russia e' d'accordo, e' controllata eccetera. Non sei certo l'unico che lo scrive , anzi siete parecchi, pero' non vi riesce mai di fare un nome. E' il solito gioco dividi e impera, si cerca di sminuire la russia, demotivare i sostenitori, e ci cascate in parecchi. Mi sembra palese.

    7. BrunoWald 22 settembre 2023

      "Balle, la sovrastruttura e’ quella che conosciamo,"

      Beati gli uomini di solide certezze, come te!

      "Che ci sia qualcuno sopra quelli noti, qualcuno di sconosciuto con ancora piu’ potere, sono fantasie non provate."

      E quindi, scartiamole senz'altro!

      "Infatti nessuno li sa’ indicare con nomi e cognomi."

      Forse sono più intelligenti della media e procurano di non apparire, ben sapendo che c'è un sacco di gente che ragiona come te.

      "Come naturalmente e’ una balla che la Russia e’ d’accordo, e’ controllata eccetera. "

      Naturalmente!

      "si cerca di sminuire la russia, demotivare i sostenitori, "

      No, si cerca di ragionare evitando di cadere nel gioco delle opposte fazioni, che "quelli che non esistono" usano con grande successo da secoli per metterlo in quel posto alle tifoserie di tutti i colori.

    8. BrunoWald 22 settembre 2023

      "Mi sembra palese."

      Non ne dubito. Evidentemente non ti sei mai chiesto come mai un signor nessuno, un oscuro tenente colonnello a riposo del KGB, dalla notte alla mattina entra nel giro dei miliardari di San Pietroburgo, poi nella cerchia intima del traditore Eltsin, quindi direttore dei servizi segreti, primo ministro e infine presidente della Santa Russia e candidato Salvatore del Mondo!

      L'aiutino dev'essere arrivato dall'Arcangelo Michele... anche se alcuni ricordano i suoi stretti rapporti con certi influenti ebrei, non esattamente dei santuomini, all'inizio Boris Berezovski poi Roman Abramovich, che fece le scarpe al primo e, a detta dei soliti complottisti, costituisce il "potere dietro al trono" in Russia fin dall'anno 2000, in virtù dei suoi stretti legami con la setta Chabad, che si dice (ma sono voci inaffidabili...) abbia un pochino di potere in Russia, ma anche nel resto del mondo.

      Ora, io non metto affatto la mano sul fuoco per questa versione, o per altre che circolano, che non siamo in grado di verificare perché di fatto sappiamo poco o nulla. Ma almeno mi pongo il problema! Mi concedo il beneficio del dubbio. Che è sempre meglio del tifo patetico a cui si abbandonano in troppi anche in un sito come questo, in cui l'intelligenza media è piuttosto elevata.

    9. danone 22 settembre 2023

      La pianificazione dell'agenda multi-pollaio mi sembra evidente e l'occidente egemone ha il suo ruolo preciso in commedia.
      A questo giro il ruolo dell'occidente è quello del cattivo, mentre al giro scorso erano i buoni che arrivavano col settimo cavalleggeri.
      I ruoli cambiano, ma la regia è la stessa.
      Non si evince solo recuperando informazioni attendibili sul passato, e questo richiede studio e ricerca, ma si evince soprattutto dall'osservazione dei fatti in corso e da come vengono giustificati dalle ridicole narrazioni ufficiali attuali.

    10. Jimbo 22 settembre 2023

      Si, ci sono queste due ipotesi (comandano gli anglo e comanda una cricca sopra gli anglo).
      Francamente non ho idee chiare in proposito e propenderei per una cricca che peró ha dato e continua a dare agli anglo uno spazio di manovra pressoché infinito.
      Se i russi sono ingabbiati sotto la cricca e conseguentemente anche sotto gli anglo lo vedremo.
      Passerá anche a mio avviso dall'istituzione di un nuovo Tribunale Internazionale per crimini contro l'umanitá, mirato nella fronte degli anglo.
      Sono molto timidi i russi ma in Siria, in Africa e coi Brics stanno cambiano approccio.
      Un pó di autonomia dalla cricca se la stanno prendendo.
      Poi uno potrebbe sostenere che lo fanno perché la cricca glielo consente.

    11. ric 22 settembre 2023

      infatti si parla dell ONU. dove i crimini di guerra vengono legalizzati a seconda dei protagonisti sulla scena .Israele per esempio.

    12. ric 22 settembre 2023

      preferire' 100 atomiche sugli anglo...

    13. ric 22 settembre 2023

      io rimetterei in piedi il PATTO di VARSAVIA, esteso a Cina India m Brasile , Iran , Iraq , Palestina.ecc.... Messico ecc.....

      almeno si fara' giustizia . Chi tocca un palestinese deve essere pelato vivo .

    14. carla 22 settembre 2023

      Nel caso di Putin lor signori hanno scelto proprio bene, anche suo padre deve essere stato parte del primo Kgb-Urss, lui come agente in Germania est deve aver sempre saputo cosa andava e non andava nella vecchia Urss.
      Anche "l'amicizia" con Silvio l'ho sempre vista come una cosa positiva, sia per l'ammirazione che il popolo russo ha per il bel paese a livello storico-artistico, sia per tutto quello che l'Urss non ha fatto di buono come nazione soffocando qualsiasi ambizione del privato cittadino

    15. ric 22 settembre 2023

      ma le ambizioni del privato cittadino , e' sempre meglio che vengano inserite in un programma collettivo , stimolate se necessarie e utili , stroncate sul nascere se egoistiche e deleterie.

    16. ric 22 settembre 2023

      rileggiti i "Protocolli " avrai molti punti da cui partire. Lasci perdere sei siano veri o falsi.( un falso non lo si tiene ben custodito nel British museum ....
      se sono un evidente "vero" scritto falso, basterebbe divulgarlo fin dalle scuole elementari , il televisione , sui giornali , nei comizi e nelle chiese tutti capirebbero che sono un falso........Oppure NO...

    17. Arian Van Heisen 22 settembre 2023

      Devono chiuderli tutti, altro che aprirne altri....!

    18. carla 22 settembre 2023

      Sembrano vere scatole cinesi

    19. BrunoWald 22 settembre 2023

      Si, a quanto è dato capire comanda una cricca sopra tutti, anglo e russi compresi. Finora gli anglo hanno fatto la parte del leone fra i maggiordomi, mentre ora sembra che stiano venendo spiazzati dalla concorrenza orientale (sino-russa) e le varie pedine al seguito di quest'ultima.

      Ma attenzione: è probabile che ciò sia stato possibile solo perché esiste una lotta all'ultimo sangue tra due fazioni all'interno della cricca, come è sempre avvenuto in tutte le caste al potere. Sono coesi solo contro di noi.

    20. Divoll 24 settembre 2023

      Perfettamente d'accordo.

    21. Divoll 24 settembre 2023

      Io no, l'Irlanda sta troppo vicina e non lo merita.

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