DEMOCRAZIE E POTERE: NON PROTESTARE PER COSE SERIE

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Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org


In Italia abbiamo una capacità di analisi delle cose pari allo zero. Anzi, sotto lo zero! Non abbiamo la minima percezione di cosa stia accadendo e di cosa accadrà. Questo perché il popolo italiano è affetto da anni da una malainformazione e i cittadini cadono costantemente nei raggiri propagandistici. Questa è una premessa alla quale si collega un’altra verità constatabile: ci accontentiamo del mediocre. Siamo contenti di avere anche il peggior politico o la peggior politica. Ciò avviene perché ci fa comodo. Succede perché tutti pensiamo ai nostri orticelli, per poi essere pronti a scendere dal carro del vincitore e a cambiar bandiera appena le cose vanno male. La gente deve prendersi le proprie responsabilità, perché i governi qualcuno li vota; e questo qualcuno non se ne può lavare le mani quando le cose vanno sempre e solamente male.

Come si può pensare che le proteste in Francia, in Germania, in Spagna, in Italia e in Portogallo, possano essere frutto semplicemente ed esclusivamente di qualche comunistoide che ha dimora in un centro sociale? Come si può credere alla solita favoletta della violenza dei manifestanti di sinistra? I primi ad essere violenti sono proprio i poliziotti. Tale concetto era lo stesso che espresse Cossiga (di sicuro non un bolscevico) affermando: “se vuoi rendere innocue le proteste, devi infiltrarle con gruppi violenti che spacchino tutto, per poi dare la colpa ai manifestanti pacifici”.

È una frase che in tre righe sintetizza la storia d’Italia. Quell’Italia degli anni ’70, quella del G8 a Genova e delle torture nella caserma di Bolzaneto e, soprattutto, sono parole che fungono da specchio per il resto d’Europa. In che senso? Nel senso che proprio in Francia, qualche giorno fa c’è stato un episodio di dura e pura strategia della tensione. Nel mezzo di una manifestazione studentesca a Reims, un uomo con il volto coperto ha lanciato un fumogeno verso le forze dell’ordine. Dopo essere stato ripreso e inseguito, si è scoperto che questo gentil signore era un poliziotto in borghese (precisamente un membro della BAC: la Brigade anticriminalité). Secondo la versione ufficiale, rilasciata col benestare del procuratore, era solo un individuo incaricato di mantenere l’ordine. Domanda: ma se fosse stato designato per creare malumori e tensioni, cosa avrebbe fatto? Avrebbe scagliato una bomba?

È sempre lo stesso copione; cambiano le città e gli Stati.

Tornando nella nostra colonia, nell’italietta che viviamo, il quesito che mi pongo è un altro: ma come si può manifestare? No, formulo tale interrogativo perché sembra che la gente debba chiedere il permesso a qualcuno. Le proteste pacifiche del Sud, a detta del Ministro che fa fermare i treni (nonché cognato della nostra Premier), sono illegali perché bloccano le strade. Invece, i cortei del Nord sono violenti. Certe persone dovrebbero spiegare come un italiano deve manifestare.

In conclusione, riprendendo il discorso iniziale, non è possibile che ci siano persone stanche dei propri governi? I francesi non possono essere stanchi di Macron, che per trascinare lo Stato in guerra contro la Russia, fa crollare i tetti delle scuole? Gli spagnoli non possono essere stanchi di un Presidente (tra l’altro di "sinistra" e contro Israele) per gli errori commessi sul caro vita e sul costo degli affitti? I tedeschi potranno manifestare contro un invasato che occupa la cancelleria? Gli italiani possono protestare perché la Meloni li ha truffati promettendo mari e monti, e perché forse qualcuno crede che se ne debba tornare nel bugigattolo dell’MSI dove si è formata?

Ci sono movimenti buoni e non. Manifestare per l’Ucraina e Israele va bene a tutte le istituzioni, mentre se qualcuno scende in piazza per parlare di cose serie, viene etichettato come un facinoroso.

“La borghesia di tutto il mondo, che assiste con compiacimento al massacro dopo la battaglia, rabbrividisce d'orrore al veder profanati la calce e i mattoni”.
(Karl Marx)

P.S.
Ma ora che ci siamo riscoperti essere tutti lettori, andremo in massa nelle librerie? Sarà in questo momento che ci accorgeremo che i libri hanno dei prezzi sballati perché cosi le grandi case editrici hanno imposto.


Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org

21.10.2026



Commenti (4)

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    1. GioCo 21 ottobre 2026

      Potentissimo,
      senza la premessa essenziale che si vive da millenni sotto il tallone di ferro di una teocarzia assoluta e totalitaria, mascherata da regno (prima) e da demoniocrazia (econocentrica) poi, non emerge il problema: l'Italia è quella regione terrena scelta dal Destino per ospitare il peggio in assoluto a livello planetario, senza dubbio. Quel peggio che tutti (volenti o nolenti) proteggono. Perché dire certe cose significa essere derisi, ostracizzati o seplicemente ignorati. Ogni volta rimango basito nel constatare come la Potenza dell'Ingnoranza (=l'evidenza evidente inaccettabile) prevalga sul banale buon senso: si parla di Padroni e Poteri forti, ma poi si indicano solo convenienti pupazzi, quelli del muppet show pubblico riconoscibile e delle mani che muovono i loro fili è sempre un "tu sai chi". I prelati, lupi vestiti d'agnello, belano. Come ai bei tempi in cui il gobbo col piglio sardonico ripeteva che "la mafia non esiste". Facendone parte lo sapeva bene che era un costrutto cattolico fin nelle radici, non mentiva. Cosa è percolato fuori tracimando da quella "Santa Sede" di Merdor, nemmeno un Dio sa dirlo, anche perché se ne terrebbe ben lontano a prescindere. Ma noi no, ci affogiamo ogni giorno dentro l'etica che da lì trabocca, come il fiele scambiato per manna. Viviamo di allucinazioni. Così vicino non c'è scampo e non me la sento d'avvero di condannare chi impazzisce perché ha scelto di nascere in un posto così miserabile da fingere di essere "il migliore possibile" quando è l'evidenza assoluta del peggio. Per i sauri è certamente una pacchia da difendere, per chi è Umano NO.

    1. Hakan 21 ottobre 2026

      L’articolo attribuisce alla popolazione una sovranità che non esamina: presuppone che eleggere i governanti equivalga a determinare il potere. In questo modo, riconduce a una carenza morale dei cittadini ciò che richiede di essere spiegato anche come risultato delle relazioni sistemiche che definiscono le opzioni disponibili, selezionano i dirigenti e ne delimitano la capacità di governo.

    1. Dario Lampa 21 ottobre 2026

      Sono d' accordo.
      Il moto che si è innescato oramai è irrefrenabile. Non si tratta di unaoda della decade, ne un moto legato ad una ideologia

    2. Dario Lampa 21 ottobre 2026

      .... Ma di qualcosa di più profondo , qualcosa che sa di salvifico, un vento di rinnovamento e di ripristino dei veri valori umani. Un moto che bisogna organizzare e indirizzare nel giusta direzione e a questo serve l' ideologia, quella della libertà, della solidarietà e dell' uguaglianza. Quella che rispetta le diversità dei popoli.

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