Democrazia

Democrazia

Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org

Recentemente si è tornati a parlare di democrazia, per motivi di grave crisi sociale e politica, ma è comunque un bene che lo si faccia.

La maggior parte dei discorsi sul tema parte da punti di vista che vanno da quello istituzionale a quello socio-politico, da quello giuridico di principio a quello sostanziale di fatto, da quello dei poteri dichiarati a quello della manipolazione tramite ingegneria sociale e monopolio delle ricchezze, ecc.

Tutti punti di vista meritevoli di rispetto, ma nessuno che colloca la questione del governo popolare nella sua reale dimensione sistemica. Eppure appaiono evidenze nuove e fondamentali per comprendere come la questione democratica sia tanto multidimensionale quanto universale ed emergente nello scenario del moderno vivere civile, in ogni parte del mondo e sotto ogni diversa cultura e tradizione, sia laica che religiosa. Che è anche un modo di dichiarare una sorta di autonomia delle dinamiche di massa nell’esprimere la capacità di un Popolo di autodeterminare la propria organizzazione interna e le relazioni con gli altri Popoli, non solo in termini di competizione economica e militare, tradizionalmente aggressive e belliciste.

L’elefante nella stanza della architettura costituzionale nelle cosiddette democrazie moderne è indubbiamente il potere economico, che tende a concentrarsi fino a diventare elitario e di gran lunga preponderante su tutti gli altri, e in particolare sui poteri statali istituzionali: esecutivo, legislativo, giudiziario.

Questo è reso possibile e amplificato, oltre che dalle smodate potenzialità corruttive del denaro, dalle moderne tecnologie comunicative di massa, fonte di enormi quantità di dati sensibili elaborati da potenti sistemi automatizzati, in grado di monitorare, condizionare e dirigere tutti e ciascuno nel contesto socio-economico-politico, secondo voleri elitari nascosti.

Le discipline giuridiche si trastullano nella falsa illusione di un’organizzazione statale in grado d’imporre le leggi ufficiali, a prescindere dalla potenza economica dei soggetti ipocritamente ritenuti sottoposti. Cosa chiaramente contraddetta dal controllo delle istituzioni stesse da parte dei potentati economici, come è particolarmente evidente nel blocco occidentale.

Lo Stato strutturato con le sue istituzioni è solo una parte del sistema in cui viviamo, una parte corruttibile, ed infatti è corrotto, ma questo non impedisce l’interazione dell’opinione pubblica con le politiche di fatto, attribuibili formalmente al governo di turno e poi all’intero Paese.

Tutto ciò diventa più chiaro e comprensibile considerando la vita della comunità alla quale apparteniamo, come di quelle altrui, all’interno di un unico sistema chiuso e completo, che comprende tutte queste dimensioni che riconosciamo essere reali espressioni fenomenologiche dell’esistenza umana sul Pianeta: il sistema delle regole comportamentali, il sistema economico, quello degli organismi e apparati statali, quello valoriale e culturale, religioso, politico, delle relazioni sociali, dell’istruzione, della sanità, della sicurezza a tutti i livelli, ecc.

Una delle principali evidenze ventilate in premessa è che qualunque governo, dal più democratico al più dispotico, oggi non riesce più a imporre nulla, cioè a governare, senza un largo consenso popolare. Il perché di questo fatto è probabilmente connesso alle dinamiche di massa che pervadono la vita quotidiana in tutti i suoi aspetti. Ma anche senza indagarne le cause, resta il fatto che ogni governo fa di tutto o per assecondare le tendenze prevalenti nell’opinione pubblica o per condizionarle piegandole ai propri fini, spesso di fatto antipopolari, ma che diventano come per magia ipnotica accettabili. Ovviamente il fenomeno viene confermato sui tempi medio-lunghi, ma con una puntualità praticamente priva di eccezioni.

A ben pensare questa è già di per sé una forma di democrazia, per quanto forzosa o forzata, che ne dimostra la necessità sistemica imprescindibile, connaturata ai tempi moderni dei fenomeni di massa assistiti dai progressi tecnologici in ogni campo e settore: produzioni, consumi, abitudini, comportamenti, valori, necessità, ecc. ecc.

Tutte cose che sono, o dovrebbero essere, poste in relazione allo spirito libero, che potenzialmente aleggia in ogni essere umano normodotato, elemento base dell’intera comunità. Ed è proprio per questo motivo che lo spirito e l’anima che ne deriva sono diventati il bersaglio preferito della propaganda (di massa) a tutti i livelli. Come per il demonio, l’appropriazione dell’anima altrui è condizione necessaria all’asservimento completo ai propri voleri.

Occorrerebbe illustrare e approfondire questo concetto e l’evidenza sociale che lo dimostra, fino a quando non diventi abbastanza chiaro da stimolare una reazione emotiva profonda e incomprimibile contro l’intero sistema costruito sulla falsità e sull’inganno, come fosse un risveglio alla libertà in quanto dono assoluto da meritare, per la quale vale la pena di lottare con tutte le nostre forze.

E’ una questione che si può risolvere solo a livello individuale, in prima persona, ma che implica l’appartenenza alla propria comunità come radice necessaria, come realtà esistenziale imprescindibile quanto trascurata.

Non ha senso liberarsi interiormente e disporsi così all’esercizio della democrazia se non si antepone la dimensione sociale a quella individuale, nella quale ci hanno imprigionato e impoverito spiritualmente da decenni tramite marketing commerciale, propaganda ideologica, propaganda valoriale, accattivanti realtà virtuali fondate sulla menzogna sfacciata e sistematica.

E non si capisce la gravità della situazione se non si tiene conto che stiamo ancora vivendo solo gli albori di quest’epoca di massificazione totalizzante, tendente a fare dell’umanità terrestre un unico grande formicaio rigorosamente gerarchico e organizzato che non tollera eccezioni, in definitiva antiumano.

Che siamo schiavi sotto ricatto di un’elite malevola e luciferina, o semplicemente schiavi dei vizi offerti dai progressi tecnologici, non fa poi una gran differenza rispetto agli esiti infausti di questa tendenza di lungo corso, in fase di avanzamento esponenziale. Viviamo insomma il tempo dell’ultima chiamata utile per fermare il treno impazzito nel quale siamo tutti imbarcati, senza neppure renderci conto del perché ci troviamo in questa pericolosissima situazione. Da “socialismo o barbarie” stiamo scivolando nel dilemma ancora più radicale “democrazia o morte”.

Ma per fortuna abbiamo ancora la possibilità di salvarci, inteso in senso lato, ben oltre l’orizzonte delle presenti generazioni, e questo è un piacere immenso, oltre che un dovere morale, che ci spinge a non arrenderci, passando piuttosto al contrattacco. Ad esempio, per scendere nel concreto di questi tempi cupi, dichiarando guerra ai guerrafondai, facilmente riconoscibili per il loro livore verso chi al contrario lavora per la pace.

Recita un titolone di giornalone, riferendosi alle recenti iniziative di mediazione di Orban per la pace:

“Bruxelles: non ci rappresenta”.

Intendendo invece significare:

“Bruxelles: non CIA rappresenta”.

Questi burattini politici e questi giornalai a libro paga vanno trattati per quel che sono, dei miserabili sicari della verità, responsabili oggi delle possibili estreme conseguenze di un conflitto globale incontrollabile e autodistruttivo ormai incombente, senza speranza di sopravvivenza per nessuno, nel ruolo cioè di killer potenziali del genere umano. Ammesso anche il beneficio del dubbio che non se ne rendano neppure conto, è inutile quanto inopportuno invocare pietà per la loro anima, come per quella di tutti noi se non saremo in grado di combattere vittoriosamente questa battaglia spirituale ormai non più rinviabile.

Di Alberto Conti per ComeDonChisciotte.org

17/07/2024

Alberto Conti. Laureato in Fisica all’Università Statale di Milano, docente matematica e fisica, sviluppatore software gestionale, istruttore SAP, libero pensatore, collaboratore di Giulietto Chiesa, padre di famiglia, appassionato di filosofia, psicologia, economia politica, montagna, fotografia, fai da te creativo, sempre col gusto alla risoluzione dei problemi.

Commenti (40)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 40 caricati
    1. Martin 20 luglio 2024

      Proprio non afferro perche' perdersi in disquisizioni dal mio punto di vista poco utili.

      In Occidente c'e' stato un secolare percorso evolutivo verso Governi democraticamente eletti dai popoli e politicamente responsabili nei confronti dei popoli.

      A partire dal trattato di Maastricht e successivi, questo cammino si e' interrotto ed ha preso una direzione totalmente contraria: in Europa abbiamo un Governo - la Commissione UE - dotato di poteri immensi, non eletto dai popoli e non responsabile verso i popoli, un Governo che controlla e ricatta i Governi nazionali, ormai sottomessi ad un regime di autorizzazione preventiva su tutte le scelte piu' importanti, spesa pubblica in primis.

      Questa involuzione antidemocratica e' accaduta in Europa, non negli USA. Gli Americani ancora votano per il loro Governo Federale, noi Europei NO.

    2. gabedo 20 luglio 2024

      Permettimi di non essere d'accordo. In Europa c'è stato un falso percorso democratico, il potere è sempre rimasto nelle mani delle elite dei secoli passati. Gli Usa come le altre colonie americane australiane e neozelandesi sono funzionali all'illusione di democrazie per noi europei. Le rivoluzioni che hanno sovvertito il potere sono quella cinese e russa, guarda caso i cattivi brutti e sporchi

    3. Martin 20 luglio 2024

      Guarda che nel 1800 in Europa si votava per censo, ossia votata una mera minoranza. Il percorso democratico e' innegabile, tanto quanto la marcia indietro a partire dal trattato di Maastricht

    4. Martin 20 luglio 2024

      Si, infatti, finite con atroci dittature e decine di milioni di morti

    1. maghi 20 luglio 2024

      la democrazia va bene nelle piccole realtà, tipo le poleis greche, dove è nata. E anche lì dopo un pò veniva intervallata da qualche periodo di tirannide necessario per rimettere le cose (le teste calde) al loro posto. Diciamo pure che da noi non c'è mai stata per l'impossibilità di esserci in realtà così vaste e complesse come le nazioni moderne. In compenso c'è sempre stata una qualche forma di tirannia, purtroppo non per fermare le teste storte, perchè gli interessi mafiosi non ne hanno nessun guadagno, ma per favorire il loro proliferare.

    1. sbregaverse 20 luglio 2024

      Molto bene, caro frate cenobita Alberto, è certamente certo che il certamen sia concretamente metafisico.

    1. gabedo 20 luglio 2024

      La "democrazia" è una grossa bugia. Le elite che governavano il mondo conosciuto nel 1700 sono le stesse di ora. La rivoluzione francese una farsa, l'Inghilterra che abbiamo assunto a modello è rimasta al medioevo quello brutto. Una monarchia democratica non è solo una contraddizione in termini ma anche ideologica. Prima mettiamo in discussione questi pilastri culturali e poi cerchiamo di elaborare qualcosa di diverso...io la penso così

    1. pieros 20 luglio 2024

      Qualche soluzione pratica ?

    2. alessandroparenti 20 luglio 2024

      Un limite di legge all'entità della proprietà privata individuale. Poi qualunque forma di governo funziona.

    3. Primadellesabbie 20 luglio 2024

      Se non è così ci vai molto, molto vicino.

    4. ric 20 luglio 2024

      basta un esproprio " CON QUALSIASI MEZZO " di tutto quello che supera la ricchezza individuale che supera il necessario per una vita decorosa .Una vita che in 80 anni di media si dissolve nel nulla e mai piu' si ripetera' individualmente , non ha nessun bisogno di essere contornata da sfarzi e sprechi sottratti alle altrui esistenze.
      le esigenze di una vita decorosa sono ben facili da programmare..il difficile e' eliminare l' egoismo umano , .

    5. pieros 20 luglio 2024

      Ok.ma senza un limite alla proprietà societaria e multisocietaria ( holding che controllano molte società) servirebbe a poco.
      Il singolo si nasconde dietro ad una costruzione del genere ed ha risolto il problema.
      Ne stavo parlando con un avvocato: dal 2030 le case classe g non sono vendibili né affittabili. Ma se io vendo la società alla quale la intesto, di fatto, non vendo una casa ma una società.
      Per dire che o la si studia bene,o il trucco per evitarla è dietro l'angolo.

    6. Bertozzi 20 luglio 2024

      E anche un limite agli aggettivi e avverbi che si possono usare in un articolo.

    7. alessandroparenti 21 luglio 2024

      Società grosse tutte in mano alla collettività, se non c'è altro modo di evitare che qualcuno faccia il furbo.

    1. sbregaverse 20 luglio 2024

      Magnifica Ossessione:
      《SE vuoi essere perfetto, va, dona tutto ai poveri》

    1. IlContadino 20 luglio 2024

      Mi piace leggere Conti, primo perché non è un ex agente del Mossad, secondo perché non si definisce analista geopolitico e soprattutto perché avverto nei sui scritti una certa frizione, un disagio di fondo, un qualcosa che non va.
      È quel qualcosa che spinge alla ricerca.
      Una sorta di fastidio; senti che una parte di te non è appagata, vuole sapere di più, una pezzetto ti sfugge, è lì ma non riesci ad afferrarlo, risultato: ricerca.
      Comincia parlando di democrazia, finisce con la battaglia spirituale.
      La battaglia spirituale a mio modo di vedere è ciò che di più personale ci possa essere.
      Ciò che ne deriva, diciamo ciò che questa battaglia riflette, è il contributo alla collettività.
      Riassumendo all'osso: mi faccio i fatti miei, combatto la mia battaglia, affronto i miei demoni e la mia ignoranza per migliorare il mondo.
      Senza battaglia, che sei chiamato ad affrontare in te stesso, rimane la noia, il peggior nemico, quello che ti porta a diventare analista geopolitico;-))

    2. absitiniuriaverbis 20 luglio 2024

      "Riassumendo all’osso: mi faccio i fatti miei, combatto la mia battaglia, affronto i miei demoni e la mia ignoranza per migliorare"...me stesso.
      E se son fiori fioriranno, tempo al tempo.

    3. sbregaverse 20 luglio 2024

      E poi..... l'Acrazia ¿?
      Tutti sore e frati nessun priore^guardiano.

    4. sbregaverse 20 luglio 2024

      E il diavolo ¿?
      Esposto alle radiazioni della
      kriptonite^dono^incondizionato muore* .
      *Povero diavolo , si abbia pietà di lui, facciamo in modo che possa scappare.

    1. Darkman 19 luglio 2024

      Il problema principale col concetto democratico è che il popolo per sua natura si lascia affascinare e manipolare con estrema facilità e di conseguenza è abbastanza dubbio in partenza che sia in grado di autogovernarsi. Dal momento che la massa da sempre è la meno capace a giudicare, i criteri con cui determinerà gli individui superiori in grado di governarli meglio saranno del tutto fallaci e la democrazia non potrà che essere un arena che premia sofisti, demagoghi e lestofanti che promettono miopi vantaggi materiali.
      Un aristocrazia in cima che fissa e preserva una scala gerarchica di valori è tanto necessaria quanto il volgo. Mettere uber alles la volontà della maggioranza chiamata a esprimersi su questioni sulle quali non ha alcuna facoltà di discernimento equivale a gettare le basi per una società idiosincratica e triviale in sommo grado.
      Poi, cessando di disquisire in astratto, nelle società attuali la democrazia non è altro che la maschera del dominio oligarchico e beato chi ancora si illude che chi vince le elezioni può spaccare il mondo.

    2. casalvento 20 luglio 2024

      "Un aristocrazia in cima che fissa e preserva una scala gerarchica di valori è tanto necessaria quanto il volgo."
      Infatti bene o male c'è sempre stata. Aristocrazia del sangue, poi nelle democrazie borghesi i diritti politici limitati per censo ed oggi una aristocrazia della finanza e della tecnologia, al di fuori e al di sopra degli Stati. Forse era meglio prima, almeno la si vedeva in faccia.

    3. ric 20 luglio 2024

      infatti la democrazia e' la piu' potente arma in mano ai poteri forti. Le multinazionali , le banche, la finanza apolide aborrono i sistemi totalitari , sono limitati e troppo in prima fila, troppo in vista. Meglio che le loro scelte deleterie per il popoli vengano avvallate da commissioni , convegni , da dibattiti farseschi televisivi atti ad anestetizzare le genti ,
      a dar loro la sensazione che il popolo partecipi alle scelte, che il popolo conti qualcosa. Una dittatura puo' essere additata ,messa sotto processo , accusata , biasimata ...ma non una democrazia, ,lei sta sempre in cima alle piu' grandi porcherie nel mondo .

    1. gix 19 luglio 2024

      La democrazia presuppone un governo delle maggioranze, ma la maggioranza non esclude l'esistenza delle differenze culturali e sociali, ancorchè minoritarie. Quando poi il consenso raggiunge livelli estremi di partecipazione, in teoria quindi concretizzandosi in una esaltazione del principio democratico, inteso come volontà popolare, non garantisce la giustizia sociale e la saggezza del buon governo. In quest'ultimo caso basta guardare quello che è accaduto con le dittature del ventesimo secolo, che hanno goduto di appoggio popolare diffuso. Forse è arrivato il momento di iniziare a pensare a forme di governo e rappresentazione del popolo come comunità, diverse da quelle viste finora, democrazia compresa. Forse occorre ristabilire prima di tutto la separazione fra politica e finanza, in tal modo ricominciando a prevedere la supremazia della politica, intesa come partecipazione, quindi non tanto come voto in se, sugli interessi particolari, soprattutto di tipo economico finanziario. Una specie di riedizione, in chiave allargata, della legge Glass-Steagal, che prevedeva la separazione delle banche commerciali da quelle di investimento (soprattutto nella finanza speculativa). Questo potrebbe servire, almeno in una fase transitoria, per provare a riabituare il popolo a dare il giusto valore alle cose che contano, poi si vedrà, sarebbe solo il primo passo di un lungo cammino.

    2. absitiniuriaverbis 20 luglio 2024

      Non si dovrebbe dimenticare che il popolo votante dovrebbe essere 'informato' che è probabilmente, per i burattinai, un eufemismo per manipolato.
      Il concetto di democrazia, seppure in teoria giustificato, ha i piedi di argilla.
      Se a questo aggiungiamo che gli eletti si preoccupano in primo luogo ad assicurarsi voti ed in secondo ad assicurarsi il proprio portafoglio, chiudiamo il cerchio.
      Si, bisogna tursrsi il naso o chiamarsi fuori.

    3. gix 20 luglio 2024

      Certamente, la democrazia richiede una congrua assunzione di responsabilità, ma la responsabilità si può adottare in maniera coerente solamente se si è in grado di elaborare le informazioni che è necessario impegnarsi ad ottenere. La manipolazione può funzionare fino a che il popolo non farà nessuno sforzo per provare ad interpretare le informazioni che ottiene, anche questa è responsabilità

    4. absitiniuriaverbis 20 luglio 2024

      Condivido.

    5. mago 21 luglio 2024

      votare andrebbe anche bene solo che con il mattarellum i rosatellum il proporzionale il premio di maggioranza il voto di scambio e qui dopo mi perdo rendono nullo il voto o una pseudo maggioranza salvo che se poi ne uscisse una vedi capitolo 5 S la addomesticano con le notti magiche romane.

    1. Eugiorso 19 luglio 2024

      [ ... ]

      E vado verso la cabina
      volutamente disinvolto
      per non tradire le emozioni

      E faccio un segno
      sul mio segno
      come son giuste le elezioni

      E’ proprio vero che fa bene
      un po' di partecipazione
      con cura piego le due schede

      e guardo ancora la matita
      così perfetta e temperata
      io quasi quasi me la porto via
      democrazia

      Le elezioni, 1977, Giorgio Gaber

    2. mago 21 luglio 2024

      grandissimi personaggi lui Bertoli Faber e tutti quanti che non si sono piegati al regime ....

    1. PietroGE 19 luglio 2024

      La democrazia è un contenitore, il contenuto è il popolo sovrano nelle sue identità e nella sua storia. Quello che è venuto a galla negli ultimi decenni è che il potere economico tradizionale, rappresentato tempo fa dal capitano d'industria, ha perso molta della sua importanza a favore del controllo delle finanze, dei media, quindi della gestione del discorso e della generazione del consenso, e della costituzione dell'ideologia dominante. Il contenitore svuotato del suo contenuto è a disposizione di chi ha il potere reale e, tanto per andare sul concreto, oggi in Italia il potere reale lo hanno le lobby (in particolare chi controlla i media), la magistratura e la criminalità organizzata. Il popolo bue diventato un un insieme di individui consumatori, ha ormai perso il contatto con la dimensione comunitaria. Infatti, è proprio " l’appartenenza alla propria comunità come radice necessaria, come realtà esistenziale imprescindibile " che viene meno nella società a base individualista e edonista. Si dovrebbe ripartire dal ripristinare questa radice, ma non è affatto facile.

    1. mago 19 luglio 2024

      Scusate se magari esco dal seminato ma a proposito di democrazia e leggi dopo aver visto su Netflix la serie di Yara mi chiedo come mai Bossetti con prove e accuse infondate o da verificare in modo corretto non sia neanche concesso di riaprire il processo e a quel tipo che ha ucciso il Carabiniere Cerciello vengano concessi gli arresti domiciliari dopo pochi anni.

    2. ric 19 luglio 2024

      esci per nulla dal seminato .

      il femminismo ha bisogno dei suoi cadaveri....

      https://www.bergamonews.it/photogallery_new/images/2022/12/letizia-ruggeri-734883.large.jpg

      https://www.ilgiorno.it/image-service/view/acePublic/alias/contentid/ZmRmMjMyMGQtODU5Yy00/0/letizia-ruggeri-pm-del-caso-di-yara-gambirasio-scomparsa-da-brembate-di-sopra-il-26-novembre-2010-e-ritrovata-dopo-tre-mesi-in-un-campo-di-chignolo-d-isola.webp?f=16%3A9&q=1&w=1280

    3. Moderatore 20 luglio 2024

      Le ricordo, come specificato nelle regole per commenti, che:
      Precisazioni: se il link porta ad un documento PDF, ad una immagine, un video o un qualsiasi documento da scaricare, bisogna specificarlo chiaramente nella descrizione.

      Ovvero, sempre secondo le regole che la invito cortesemente a rileggere:
      'messaggi contenenti links, senza un riassunto decente di cosa si trova a quei links. L’utente dev’essere informato, prima, di cosa contiene il link e perché è opportuno cliccarlo. Inoltre, se il link porta ad una pagina non in lingua italiana, bisogna segnalarlo chiaramente.'
      Grazie in anticipo.

    4. IlContadino 20 luglio 2024

      Ric, che palle con ste foto!
      Siamo mica su fb.

    5. ric 20 luglio 2024

      vabbe' , ma rendono l' idea del contesto quanto le parole . circa i personaggi coinvolti nella vicenda .

      ma poi sono poi cosi pallose ? quale fastidio danno ? mettono in evidenza anche visivamente i responsabili di certe vicende della quali si sono profusi fiumi di parole , al Bossetti sono stati negati tutti i diritti di una difesa , grazie proprio al personaggio in foto ----

      spiegami il fastidio che ti danno.......

    6. danone 20 luglio 2024

      Se tutti facessero come te diverrebbe davvero fb.
      E' una valida motivazione per non farlo, ne te, ne nessun altro ovviamente.

    7. ric 20 luglio 2024

      io non vedo controindicazioni a rafforzare un enunciato con una fotografia. Fb e' tutta altra cosa , che tra l'altro non conosco se non per sentito parlarne.

    8. danone 20 luglio 2024

      Non mi sono spiegato.
      Il problema non è se ric può postare o meno le foto, ovvio che se fatto bene sarebbe a volte un servizio utile.
      Il problema è che se lo fanno tutti, sfoglieremo un depliant.
      Inoltre ci sarebbe il problema di garantire la liceità o la decenza o il buon gusto di postare o meno certe immagini, che facilmente potrebbero mandare in vacca tanti contributi scritti in un colpo solo, e non lo puoi fare preventivamente non sapendo quali immagini verrebbero di volta in volta postate.
      Impariamo ad usare le parole come strumenti per esprimerci e cercare di spiegarci al meglio agli altri.
      Così sviluppiamo anche meglio le nostre capacità cognitive, piuttosto di esercitarle su delle immagini.
      Le vediamo ovunque le immagini, non facciamo una overdose di immagini.

    9. ric 20 luglio 2024

      non sono d'accordo . la trovo una forzatura senza scopo- Vedo nulla di indecente in una foto inerente ai fatti descritti .

      se poi la DIREZIONE me lo impone obbediro' volentieri .

    10. mago 21 luglio 2024

      caro Ric qui hanno toppato tutti alla grande come del resto i casi più eclatanti degli ultimi anni lo dimostrano,ho seguito marginalmente ai tempi il caso adesso con il senno di poi uno potrebbe aversi fatto le sue idee sul perché e per come.
      La mia solidarietà di figlio padre e marito a Bossetti visto che quello che ha saputo della e sulla sua famiglia a me avrebbe dato poca voglia di vivere.Forza Massi.

Visualizzati 40 di 40 commenti approvati.