DAL VAFFA NEL VAFFA: DALL’ANTIPOLITICA AL CAMPO LARGO

Giuseppe Conte e Roberto Speranza
Giuseppe Conte e Roberto Speranza

Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org

Dal 2009 ad oggi non si è ancora capito cosa sia il 5 stelle. Un movimento? Un partito? La coscienza politica non è mai stata presente, tant’è che il movimento (definito così generalmente), non ha basato l’attività sugli elettori corrispondenti alle idee, bensì il consenso è derivato dalle masse astensionistiche. Quella promessa di cambiamento si è trasformata nella manifestazione del puro trasformismo democristiano.

Il presupposto iniziale del M5S era la voglia di non allearsi e di non scendere a compromessi con alcuna forza politica. Dopo il sorprendente risultato delle elezioni del 2018, Di Maio e gli altri pentastellati optarono per governare insieme alla Lega di Matteo Salvini, formando così la maggioranza giallo-verde, e lanciando la figura del premier Giuseppe Conte. Le promesse elettorali non furono rispettate minimamente, sia da una parte che dall’altra. Entrambi i soggetti voltarono pagina e cominciarono a perseguire una linea europeista e atlantista. Di conseguenza, i grillini con il 34% dei voti, tradirono uno dei cavalli di battaglia storici e iniziarono a sprofondare nel baratro.

Ma la vera incoerenza si rivelò dopo la crisi innescata dal vicepresidente Salvini. Conte - grazie all’emerito “benestare del Giuseppi” - riuscì a formare un governo con l’acerrimo nemico Partito Democratico di Nicola Zingaretti, Liberi e Uguali di Fratoianni e Speranza e, infine, con Italia Viva di Matteo Renzi (artefice della caduta del Conte Bis). Questa stagione è stata caratterizzata dal totale e silenzioso asservimento del Movimento 5 Stelle e del premier alle logiche della partitocrazia tradizionale. Di conseguenza, il “Vaffa” e la piattaforma Rousseau si sono convertiti alla burocrazia, al controllo sociale (green pass), al libero mercato (UE) e, infine, al commissariamento atlantico.

Dopo l’amministrazione dei QR-Code e delle app sviluppate con Speranza, il parlamento, praticamente, votò la fiducia a se stesso promuovendo “il governo dei peggiori”, guidato da Mario Draghi. All’appello di questa unanimità rispose anche il Movimento 5 Stelle, che pur avendo nominato alla carica di leader l’avvocato di tutte le maggioranze possibili, restò nel dream team del tecnocrate.

A sancire l’atto finale della dignità politica è il campo largo: un agglomerato di sigle ripartite tra la sinistra arcobaleno e i reduci del “mai col partito di Bibbiano”. L’immagine di una coalizione tra il PD e i “contini” è così artificiale che, se mai dovessero insediarsi nuovamente, l’esecutivo crollerebbe dopo pochi mesi. All’apparenza si professano pacifisti, ma Conte e la Schlein sono i primi ad avallare i conflitti.

Ostentano di avere a cuore la causa palestinese. Eppure, né i dem, né il trasformista delle pochette, hanno riconosciuto lo Stato di Palestina. Anzi, hanno taciuto dinanzi a decenni di crimini (esattamente come la Meloni).

Torniamo all’inizio: chi sono i 5 Stelle? Un movimento? Un partito?

Forse la definizione calzante è quella di un albergo di lusso per ex trombati divenuti professori onorari, o per legali facoltosi che aspirano solamente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Di Riccardo D'Amico per ComeDonChisciotte.org

26.04.2026

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Commenti (6)

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    1. makarov 29 aprile 2026

      Come non si è ancora capito cosa sono? Sono semplicemente un manipolo di subumani, errori, buoni a nulla, scarti dell'umanità, ladri, depravati, analfabeti, etc etc etc...come lo sono tutti gli altri. È solo immondizia che andrebbe ripulita col fuoco

    1. PietroGE 28 aprile 2026

      I 5S sono l'incarnazione del trasformismo, caratteristica tipica della politica italiana da sempre, ma accentuata dopo la fine dei partiti ideologici. Si è passati dal 'protestismo' dei Vaffa alla politica del voto di scambio con il reddito di cittadinanza e il superbonus facendo leva sull'atteggiamento dell'elettorato del Sud che è sempre stato estraneo al voto di opinione, ma che vota in generale per chi 'porta soldi' e lavoro nella burocrazia locale. Io ricordo il messaggio di Conte alle elezioni :"votate per me e vi potrete ristrutturare casa gratis". È un partito basato sul qualunquismo ideologico che si orienta a seconda dei sondaggi di opinione, guidato da un viscido democristiano che ,pur di ritornare a Palazzo Chigi, direbbe e farebbe tutto e il contrario di tutto. Inutile dire che una alleanza con un partito del genere non sarebbe in grado di governare il Paese, e questo il Pd lo sa benissimo. Alla sua leader, però, 'italiana' con 3 passaporti, questo non interessa. Lei, che di economia non ne capisce un beneamato piffero ha un solo obiettivo politico : riempire l'Italia di immigrati e trasformarla in un coacervo di minoranze in lotta tra loro. Il resto non conta.

    2. ric 28 aprile 2026

      diciamo anche che l' immigrazione e' auspicata fortemente dal sistema imprenditoriale privato che ne vede un utilizzo a prezzo dimezzato tanto la spesa sociale che si crea e' a carico dello stato , a differenza del passato prossimo dove gli schiavi in America godevano di vitto e alloggio assieme alle botte. La concorrenza sleale con il lavoratore italiano e' un problema che non lo tocca assolutamente. Quando proprio non gli basta va a produrre nel terzo mondo si crea la sede fiscale a Montecarlo ma i prodotti le vende dove vuole . Praticamente un vero bastardo...

    1. ric 28 aprile 2026

      non c'e' nulla da stupirsi. l' economia intesa come risorsa indispensabile per i popoli deve ( dovrebbe ) adattarsi ai bisogni del popolo. il Comunismo ne sarebbe un tentativo ancora da migliorare.

      invece sono i popoli che si devono adattare forzosamente alle oligarchie . Qualsiasi movimento politico che i segga sugli scanni del parlamento sguazza nel fetore della seconda prospettiva .

    1. Gio 28 aprile 2026

      Le 5fogne

    1. Dario Lampa 28 aprile 2026

      "Dal 2009 ad oggi non si è ancora capito cosa sia il 5 stelle. Un movimento? Un partito? La coscienza politica non è mai stata presente, tant’è che il movimento (definito così generalmente), non ha basato l’attività sugli elettori corrispondenti alle idee, bensì il consenso è derivato dalle masse astensionistiche. Quella promessa di cambiamento si è trasformata nella manifestazione del puro trasformismo democristiano" .
      Esatto! Del resto "l'essenza" del M5S la si poteva già cogliere nel loro motto: "Né di destra né di sinistra!"
      C'è ne vuole per fare una rivoluzione che porti ad un radicale cambiamento (in meglio) di una società o di un sistema in profonda putrefazione come quello che impazza in occidente. Il malcotento popolare insieme alle insuperabili contraddizioni del sistema sono solo "l'innesco" della rivoluzione, ma per far si che questa non diventi una effimera rivolta (un " fuoco di paglia" come lo è costato il M5S) c'è bisogno di una giusta ideologia con giusti e universali valori da diffondere tra la gente comune.
      L'uomo senza (giusti) ideali non può vivere se non alla stregua di una bestia.
      L'ideale è quello che la Stella è per un marinaio: anche se non può essere raggiunta rimane una guida.

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